Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 321

Archive for 15 ottobre 2019

Nissoli (FI): Al Columbus Day per manifestare la bellezza delle mie radici italiane

Posted by fidest press agency su martedì, 15 ottobre 2019

“Il mese di ottobre per la Comunità italiana in Usa è di particolare importanza, infatti è caratterizzato dalle Celebrazioni del Columbus Day. In questi giorni ho partecipato agli eventi che lo caratterizzano ed in particolare sono intervenuta alla presentazione del Columbus Day presso il Consolato Generale d’Italia a New York ed ho partecipato alla tradizionale parata sulla Fifth Avenue. Un giorno per festeggiare il “compleanno” dell’America ed un riconoscimento chiaro ed evidente al contributo che gli italiani d’America hanno dato allo sviluppo degli Stati Uniti.Ho percorso la quinta strada con l’orgoglio delle mie origini e con tanti amici in festa, orgogliosi delle nostre radici e del nostro patrimonio culturale che trova il suo punto di riferimento in Cristoforo Colombo che il 12 ottobre 1492 scoprì l’America, aprendo un nuovo capitolo alla storia del mondo. Il Columbus Day è stato anche l’occasione per festeggiare la concessione dell’onorificenza a Commendatore della Repubblica al dott. Joseph Ficalora, concessa dal Presidente Mattarella e che ho consegnato personalmente. Ficalora è una espressione viva dell’impegno degli italiani in USA, infatti ha raggiunto i vertici della finanza degli USA senza mai dimenticare le proprie radici ed impegnandosi in attività benefiche per la madrepatria.Inoltre, ho partecipato, al Master Theatre di Brooklyn, in qualità di membro della giuria, al prestigioso Festival della Musica Italiana di New York, diretto da Tony Di Piazza, organizzato dall’Associazione Culturale Italiana di New York, di cui è Presidente Tony Mulè, e presentato da Monica Marangoni di Rai Italia. E’ stata una esperienza bellissima dove la musica e le parole hanno fatto risuonare la bellezza dell’italianità e, in fondo, dato forza alla nostra bella lingua italiana. Ha vinto Daria Biancardi, di Palermo, ed anche lei ha partecipato, il giorno dopo, alla spettacolare parata del Columbus Day.
Insomma, eventi diversi ma che parlano una sola lingua, quella dell’italianità impersonata da Cristoforo Colombo, simbolo dell’orgoglio italiano! Tanto entusiasmo attorno alle nostre radici che vorrei fosse raccolto anche dal Governo non solo a parole ma nei fatti e, in particolare, nella prossima legge di bilancio stanziando maggiori risorse per i servizi agli italiani all’estero e per la promozione della nostra bella lingua e cultura!” Lo ha dichiarato l’on. Fucsia Nissoli Fitzgerald, eletta nella Circoscrizione Estera – Ripartizione Nord e Centro America, dopo la tradizionale parata del Columbus Day di New York.

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«No all’ingresso della Turchia in Europa: Pd e M5S si dicono favorevoli all’ingresso

Posted by fidest press agency su martedì, 15 ottobre 2019

Fratelli d’Italia  ha chiesto al governo Conte di assumersi un impegno chiaro per rispondere con fermezza alla guerra di aggressione promossa dalla Turchia contro la Siria e i curdi: chiedere al prossimo Consiglio europeo del 17 e 18 ottobre di bloccare, definitivamente, il negoziato di adesione di Ankara alla UE. Nonostante i proclami del ministro Di Maio, Pd e M5S hanno bocciato la nostra risoluzione e hanno ribadito la loro sottomissione al sultano Erdogan. Vergognoso». È quanto dichiara il presidente di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni.

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Stati Uniti d’Europa: Ora più uniti che mai

Posted by fidest press agency su martedì, 15 ottobre 2019

E’ tutto un guardarsi l’ombelico, a farsi i fatti propri e non guardare oltre. Viene in mente Francesco Guicciardini (1483-1540), letterato e storico fiorentino, per il quale si deve “badare alla realtà delle cose, senza spingere lo sguardo al futuro troppo remoto”; già, ma così non avremmo avuto Galileo Galilei. Una realtà delle cose è quella che si sta svolgendo nel Medio Oriente che coinvolge Turchia, Usa, Siria, Russia e la popolazione curda. La cronaca è quella che leggiamo o ascoltiamo dai media.Pensiamo a noi, direbbe qualcuno ma, se vogliamo, è proprio pensando a noi che dovremmo pensare a loro, cioè alla realtà che si è determinata, perché se non ce ne occupiamo, sarà la realtà a occuparsi di noi.Non serve scandalizzarsi, servono decisioni politiche che solo una Europa unita può assumere: i singoli Paesi hanno scarsa incisività. Occorre una Europa che esprima una politica estera comune, che abbia un esercito comune, cioè occorrono gli Stati Uniti d’Europa. Ora più che mai, prima che l’incendio divampi. (Primo Mastrantoni, presidente Aduc)

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Siria: Serracchiani, Europa è “grande malato”

Posted by fidest press agency su martedì, 15 ottobre 2019

“Bisogna dire che Trump ha fatto un capolavoro di autolesionismo geopolitico e di instabilità: ha dato mano libera alla Turchia abbandonando i curdi, e questi hanno fatto un’alleanza con Assad, a sua volta alleato di Putin”. È la reazione della deputata del Pd Debora Serracchiani alla notizia di un accordo tra le milizie siriane Ypg e il regime di Damasco, sostenuto dalla Russia. Per la parlamentare “la Russia allargherà la sua sfera d’influenza e stavolta è l’Europa il ‘grande malato’ assente”.

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La Turchia è ancora nella Nato? Se si significa che la Nato aggredisce la Siria per sterminare i curdi?

Posted by fidest press agency su martedì, 15 ottobre 2019

by Manlio Dinucci. Germania, Francia, Italia e altri paesi, che in veste di membri della Ue condannano la Turchia per l’attacco in Siria, sono insieme alla Turchia membri della Nato, la quale, mentre era già in corso l’attacco, ha ribadito il suo sostegno ad Ankara. Lo ha fatto ufficialmente il segretario generale della Nato Jean Stoltenberg, incontrando l’11 ottobre in Turchia il presidente Erdoğan e il ministro degli esteri Çavuşoğlu. «La Turchia è in prima linea in questa regione molto volatile, nessun altro Alleato ha subito più attacchi terroristici della Turchia, nessun altro è più esposto alla violenza e alla turbolenza proveniente dal Medioriente», ha esordito Stoltenberg, riconoscendo che la Turchia ha «legittime preoccupazioni per la propria sicurezza». Dopo averle diplomaticamente consigliato di «agire con moderazione», Stoltenberg ha sottolineato che la Turchia è «un forte Alleato Nato, importante per la nostra difesa collettiva», e che la Nato è «fortemente impegnata a difendere la sua sicurezza». A tal fine – ha specificato – la Nato ha accresciuto la sua presenza aerea e navale in Turchia e vi ha investito oltre 5 miliardi di dollari in basi e infrastrutture militari. Oltre a queste, vi ha dislocato un importante comando (non ricordato da Stoltenberg): il LandCom, responsabile del coordinamento di tutte le forze terrestri dell’Alleanza. Stoltenberg ha evidenziato l’importanza dei «sistemi di difesa missilistica» dispiegati dalla Nato per «proteggere il confine meridionale della Turchia», forniti a rotazione dagli Alleati. A tale proposito il ministro degli esteri Çavuşoğlu ha ringraziato in particolare l’Italia. E’ dal giugno 2016 che l’Italia ha dispiegato nella provincia turca sudorientale di Kahramanmaraş il «sistema di difesa aerea» Samp-T, coprodotto con la Francia. Una unità Samp-T comprende un veicolo di comando e controllo e sei veicoli lanciatori armati ciascuno di otto missili. Situati a ridosso della Siria, essi possono abbattere qualsiasi velivolo all’interno dello spazio aereo siriano. La loro funzione, quindi, è tutt’altro che difensiva. Lo scorso luglio la Camera e il Senato, in base a quanto deciso dalle commissioni estere congiunte, hanno deliberato di estendere fino al 31 dicembre la presenza dell’unità missilistica italiana in Turchia. Stoltenberg ha inoltre informato che sono in corso colloqui tra Italia e Francia, coproduttrici del sistema missilistico Samp-T, e la Turchia che lo vuole acquistare. nA questo punto, in base al decreto annunciato dal ministro degli Esteri Di Maio di bloccare l’export di armamenti verso la Turchia, l’Italia dovrebbe ritirare immediatamente il sistema missilistico Samp-T dal territorio turco e impegnarsi a non venderlo alla Turchia. Continua così il tragico teatrino della politica, mentre in Siria continua a scorrere sangue. Coloro che oggi inorridiscono di fronte alle nuove stragi e chiedono di bloccare l’export di armi alla Turchia, sono gli stessi che voltavano la testa dall’altra parte quando lo stesso New York Times pubblicava una dettagliata inchiesta sulla rete Cia attraverso cui arrivavano in Turchia, anche dalla Croazia, fiumi di armi per la guerra coperta in Siria (il manifesto, 27 marzo 2013). Dopo aver demolito la Federazione Jugoslava e la Libia, la Nato tentava la stessa operazione in Siria. La forza d’urto era costituita da una raccogliticcia armata di gruppi islamici (fino a poco prima bollati da Washington come terroristi) provenienti da Afghanistan, Bosnia, Cecenia, Libia e altri paesi. Essi affluivano nelle province turche di Adana e Hatai, confinante con la Siria, dove la Cia aveva aperto centri di formazione militare. Il comando delle operazioni era a bordo di navi Nato nel porto di Alessandretta. Tutto questo viene cancellato e la Turchia viene presentata dal segretario generale della Nato come l’Alleato «più esposto alla violenza e alla turbolenza proveniente dal Medioriente». (il manifesto, 15 ottobre 2019)

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Ristagno dell’attività economica generale

Posted by fidest press agency su martedì, 15 ottobre 2019

La fotografia scattata nel II trimestre del 2019 da CREAgritrend, il bollettino trimestrale messo a punto dal CREA, centro Politiche e Bioeconomia, conferma una fase di ristagno dell’attività economica generale. I dati mostrano che, rispetto al trimestre precedente, evidenziano una diminuzione del valore aggiunto (-1,2%), e dell’occupazione (-1,6%.). Aumentano (+ 1,9%), invece, gli investimenti fissi lordi, principalmente a causa della spesa per impianti e macchinari.L’indice del fatturato dell’industria alimentare e delle bevande cresce (rispettivamente +2,7% e + 5,1%), trainato dal mercato estero. Le esportazioni agroalimentari, pari a circa a 10,5 miliardi di euro, registrano, rispetto allo stesso periodo del 2018, un aumento del 3,8%, mentre le importazioni crescono del 2,6%.Inoltre, in questo numero, viene dedicato un focus alla spesa pubblica in agricoltura: per il 2019 le Regioni hanno stanziato per il settore circa 2.700 milioni di euro, con una generale riduzione della spesa agricola sul bilancio complessivo regionale. Da sottolineare però, che il sostegno pubblico in agricoltura deriva principalmente da risorse comunitarie che costituiscono il 62% del totale, mentre la spesa agricola regionale rappresenta una parte limitata dei finanziamenti al settore. Emerge, in ogni caso, la prevalenza di un clima di fiducia nel settore agricolo con il 56% dei giudizi “positivo e molto positivo” sulle condizioni del settore e sulle politiche attuate, sulla base dei dati raccolti su twitter (circa 3.950 tweet) tra il 01 luglio e il 15 settembre 2019.

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Castelli: “Vincoliamo la politica economica al rispetto dell’ambiente”

Posted by fidest press agency su martedì, 15 ottobre 2019

“Per anni i trattati internazionali e i protocolli di intesa sul clima e l’ambiente sono stati ignorati. La politica, dopo averli firmati, si dimenticava di portarli avanti con una programmazione concreta. Con il Decreto Legge “Clima” questo governo ha voluto dare un segnale forte di discontinuità. Come? Rendendo vincolanti gli impegni assunti con il programma strategico nazionale per il contrasto ai cambiamenti climatici e vincolando la politica economica al rispetto ambientale.
Così si assicura il futuro del pianeta. Un grazie di cuore al Ministro Sergio Costa che porterà nel mondo questa grande innovazione”. Così il Vice Ministro dell’Economia e delle Finanze, Laura Castelli.

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Il Gruppo Euris nel 2019 ha già assunto 87 nuovi addetti

Posted by fidest press agency su martedì, 15 ottobre 2019

Continua a crescere il Gruppo Euris, anche grazie alla costante attenzione per la formazione. Sono 87, tenendo conto soltanto del periodo dal 1° gennaio al 30 settembre, i nuovi dipendenti assunti dall’azienda con sede legale a Trieste e specializzata in consulenza informatica, in grado di offrire soluzioni complete nella gestione dei progetti It sia in ambito architetturale, sia nello sviluppo applicativo. Tutto ciò, grazie anche alle divisioni interne al gruppo, dotate di un know how consolidato.Euris, fondata dal presidente Egisto Bressan, soprattutto negli ultimi anni ha deciso di investire nelle risorse umane. E per farlo, ha organizzato con sempre maggiore intensità degli appuntamenti formativi che, per molti, si sono tramutati in uno sbocco lavorativo. Negli ultimi anni sono una ventina i corsi organizzati a Trieste e nelle filiali di Udine, Milano, Padova e Bologna (c’è anche una sede distaccata a Fiume, in Croazia, dove quest’anno sono state assunte sei persone e c’è stato il coinvolgimento di altrettanti tirocinanti), grazie ai quali l’impresa ha dato lavoro, soltanto nel 2019, a 88 persone, di cui 50 provenienti dai corsi formativi di Euris, rivolti agli esterni; tutto ciò per implementare il proprio organico, che oggi conta su 450 addetti complessivi. Le “lezioni” hanno riguardato svariate tematiche, dalla programmazione NET a quella JAVA, senza dimenticare in tempi più recenti Atlassian e Navision. «La nostra filosofia – chiarisce Raffaele Canetta, HR del Gruppo Euris – è quella di scommettere sul talento dei giovani, ma non soltanto. La formazione, per noi, continua a rivestire un ruolo basilare, perché questi momenti di confronto in aula sono decisivi per farci individuare le figure adatte da inserire nel nostro organico. Proprio per questo, negli ultimi anni abbiamo intensificato il calendario dei cicli formativi e così intendiamo fare anche in futuro». Le aziende tecnologiche italiane subiscono la carenza di personale qualificato, vista l’imperante quanto travolgente pressione sul mercato del lavoro, Euris ha deciso di puntare sulla formazione di coloro che vogliono approcciarsi al mondo dell’Information technology.Euris, fondata 30 anni fa, ha chiuso il 2018 con 26,2 milioni di euro di ricavi e un utile netto pari a 465.000 euro, mentre il valore della produzione si è attestato sui 27,7 milioni. L’Ebitda lo scorso anno è stato di 1 milione e 694 mila euro. Nel 2018, proseguendo nel suo processo di crescita, l’azienda ha acquisito, con un investimento globale di 4 milioni di euro, Test Spa, azienda con core business nella It governance, e Getconnected Srl, realtà dedicata allo sviluppo di soluzioni digitali.

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Estate 2020: San Marino Outlet Experience prende vita

Posted by fidest press agency su martedì, 15 ottobre 2019

Il progetto, in fase avanzata di realizzazione nella Repubblica di San Marino, patrimonio dell’Unesco dal 2008 e crocevia di itinerari turistici nel cuore dell’Italia, è sostenuto da un investimento di 150 Milioni di Euro messo a disposizione dall’expertise e dal management di solide realtà del settore Retail e Immobiliare come Borletti Group, DEA Real Estate Advisors, Aedes SIIQ e VLG Capital.Proprio le caratteristiche e la morfologia della più antica Repubblica d’Europa hanno posto le premesse per dare vita all’identità distintiva di San Marino Outlet Experience, ispirando il progetto realizzato dall’Architetto Leonardo Cavalli, Founder e Managing Partner del riconosciuto studio One Works. Esteso su un’area di quasi 25.000mq, San Marino Outlet Experience è stato concepito in totale continuità con la natura collinare a nord est di San Marino e nel pieno rispetto ambientale grazie all’adozione del protocollo di ecosostenibilità BREEAM.La struttura si articola in un complesso di edifici che si distanzia dal classico modulo ‘a casette’ degli outlet tradizionali: seguendo il profilo della collina, il progetto comprende un percorso pedonale studiato per definire le quattro distinte piazze poste alle estremità del perimetro.San Marino Outlet Experience si pone come il nuovo elemento valoriale del territorio Sammarinese, in grado di offrire stimoli preziosi per l’economia locale che, sinergicamente con il tessuto imprenditoriale del territorio, svilupperà un florido indotto e incentivi occupazionali grazie alla creazione di 500 nuovi posti di lavoro.

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La Cina pronta ad accogliere l’Italia

Posted by fidest press agency su martedì, 15 ottobre 2019

Nelle città di Pechino e Jinan dal 25 al 29 novembre 2019 Settimana Cina Italia dell’Innovazione. Sono già più di 300 le organizzazioni cinesi e italiane iscritte. Seminari tematici, tavoli di networking, incontri one to one e un’intensa azione di promozione istituzionale scandiranno, sotto l’egida dei rispettivi Governi, cinque giorni di lavoro nel segno della scienza e della tecnologia sino-italiana. Giunta al suo 10° anniversario, la Settimana dell’Innovazione vedrà la partecipazione dei ministri della Ricerca Lorenzo Fioramonti e del suo omologo cinese Wang Zhigang e avrà una particolare rilevanza in considerazione della recente adesione dell’Italia alla Belt and Road Initiative nonché in vista del prossimo 50° anniversario delle relazioni diplomatiche bilaterali che cadrà nel 2020.Nel corso degli ultimi anni la Settimana dell’Innovazione ha coinvolto più di 8000 esperti in occasioni di visite reciproche, ha prodotto circa 5000 azioni di trasferimento tecnologico e più di 600 accordi di cooperazione scientifica e tecnologica.
Il programma della Settimana prevede il China-Italy Innovation Forum; il Sino-Italian Exchange Event promosso con la Regione Campania; la Best Startup Showcase-Entrepreneurship Competition. Oltre alle azioni di networking e ai seminari sono previste numerose le visite, sia a Pechino sia a Jinan, presso incubatori, parchi scientifici e centri di ricerca in modo da favorire opportunità di partnership tra realtà innovative cinesi e imprese italiane. La Settimana Cina-Italia punterà a moltiplicare le potenzialità di cooperazione in numerosi settori strategici, tra cui intelligenza artificiale, smart cities, biomedicina, aerospazio, energie e tecnologie verdi, mobilità sostenibile, tecnologie per la valorizzazione del patrimonio culturale.Sarà la Città della Scienza di Napoli insieme ai suoi partner cinesi a coordinare tutte le attività in programma, dai seminari tematici alle azioni di match-making.

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Opportunità di Business in Somalia

Posted by fidest press agency su martedì, 15 ottobre 2019

«La Somalia è un Paese in crescita con opportunità inesplorate e grandi potenzialità di business per lo sviluppo economico e sociale del Paese»: così si è aperta la Tavola Rotonda sulla Somalia, organizzata da UNIDO ITPO Italy in collaborazione con UNIDO Somalia presso l’Hotel Le Méridien a Roma. L’evento si inserisce nel quadro del progetto “Agro-technology development for economic growth In South and Central Somalia”, finanziato dall’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo e implementato da UNIDO.La conferenza è stata arricchita dai saluti istituzionali dell’Ambasciatore somalo in Italia, S.E. Abdirahman Sheik Issa e dagli interventi del Direttore Generale del Ministero del Commercio e dell’Industria del Governo Federale Somalo, Abdiaziz Ibrahim Adan e del Consigliere per il Ministero del Commercio e dell’Industria del Governo Federale Somalo, Ahmed Elmi.La tavola rotonda è stata l’occasione per presentare il prossimo Italy-Somalia Business Forum, organizzato da UNIDO ITPO Italy e UNIDO Somalia per favorire nuove sinergie tra le aziende italiane e somale, attraverso una serie di incontri BtoB e BtoG. “La Somalia ha sempre avuto ottimi rapporti commerciali con l’Italia per ragioni storico-culturali” – ha affermato Abdiaziz Adan – “Siamo pertanto lieti di presentare l’Italy-Somalia Business Forum che avrà luogo a Mogadisho, il 10-11 Dicembre 2019”.
Oltre 50 aziende italiane hanno preso parte alla tavola rotonda, per approfondire in dettaglio le opportunità di business in Somalia con riferimento ai settori agroindustriale, pesca, social housing e energie rinnovabili. “Si sta affermando uno sviluppo economico orientato al settore privato che appare molto più dinamico” – affermano gli esperti di UNIDO. “Il settore bancario è in forte crescita insieme al settore finanziario “– ha continuato Ahmed Elmi – “che oggi risulta essere molto aperto agli investitori stranieri”.
Il progetto “Agro-technology development for economic growth In South and Central Somalia” nasce con l’obiettivo di stimolare l’occupazione e le opportunità economiche per lo sviluppo imprenditoriale del Paese, oltre che fornire assistenza tecnica al Governo Federale della Somalia e in particolare al Ministero dell’Industria e del Commercio.

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Innovazione e sanità: l’evoluzione è digitale

Posted by fidest press agency su martedì, 15 ottobre 2019

Lo spiega Gianluca Polifrone nel libro “Sanità Digitale. Prospettive e criticità di una rivoluzione necessaria”, presentato alla Camera dei DeputatiL’innovazione digitale in ambito sanitario rappresenta uno strumento di efficienza di sistema e al contempo di risparmio delle risorse economiche impiegate. Il percorso per comprendere come tutti i paesi stiano evolvendo, mentre l’Italia si trova ancora tragicamente collocata nella retroguardia è guidato da Gianluca Polifrone nel volume “Sanità Digitale. Le riflessioni di Polifrone e degli altri relatori, l’On. Nicola Stumpo, il Dott. Agostino Ragosa, il Dott. Raffaele Bifulco e il Dott. Enzo Chilelli sono state di taglio ampio e analitico: un’Italia più lungimirante e con l’obiettivo di garantire a pieno il diritto alla salute gestirebbe la sanità come un settore economico importante e cruciale da difendere per la propria economia. L’assenza di una regia univoca in grado di identificare le problematiche e di una leadership politica centrale competente è invece causa di frammentazione e spreco di pubblico denaro: le priorità d’intervento e i progetti avviati, dalla carta sanitaria al fascicolo sanitario elettronico, sono stati realizzati verticalmente e risentono di mancanza operativa, laddove l’attuazione di un piano di sanità digitale potrebbe rendere il SSN oltre che più sostenibile, anche accessibile a chiunque.All’interno del volume vengono messe fuoco a fuoco le principali criticità in materia:
– I problemi dovuti alla mancanza di una visione strategica del SSN
– L’approccio conflittuale tra azione dello Stato Centrale e quella delle Regioni, i due attori ai quali compete la gestione della sanità pubblica nel paese
– L’incapacità di proporre un sistema unitario delle informazioni relative il cittadino-paziente, ridisegnando, grazie all’uso delle tecnologie digitali, processi efficaci di gestione
– Lo sperpero di centinaia di milioni di euro nella replica di silos informatici
“Mi piace pensare che, come negli anni ’60 l’Autostrada del Sole ha unito fisicamente l’Italia, allo stesso modo la sanità digitale possa contribuire a omogeneizzare la tutela della salute da nord a sud” ha voluto ribadire Polifrone con una metafora che lascia dubbi sull’approccio armonico che, a suo dire, dovrebbe essere attuato per garantire uguale diritto alla salute a tutti gli italiani.
Gianluca Polifrone è un funzionario pubblico che ha lavorato sin dal 2011 sulle iniziative dell’Agenda Digitale di Poste Italiane prima e a seguire per Consip SpA dove ha rivolto la sua attenzione alla gestione e analisi della domanda formulata dalle pubbliche amministrazioni centrali con la responsabilità di individuare le corrette soluzioni in ambito di sanità digitale. Ha seguito la nascita dell’Agenzia per l’Italia digitale (AGID) e ha partecipato alla realizzazione dei progetti nazionali quale il Sistema Pubblico di connettività, l’adozione dei servizi in materia cloud, la gestione documentale e dei procedimenti amministrativi. Per conto di AIFA siede alla Cabina di Regia del Nuovo Sistema Informativo Sanitario (NSIS), istituito con apposito decreto dal Ministero della Salute nel 2017.

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Servono nuove politiche per una rapida eliminazione dell’epatite C

Posted by fidest press agency su martedì, 15 ottobre 2019

“L’approvazione della proposta dell’indagine conoscitiva sullo stato di eradicazione dell’epatite C è un importante passo in avanti per raggiungere l’obiettivo dell’eliminazione totale dell’infezione nel nostro paese, così come richiesto dall’OMS*. È quanto afferma Ivan Gardini, Presidente di EpaC Onlus, l’associazione dei pazienti affetti da epatite C e malattie del fegato in occasione del via libera da parte della XII Commissione Affari Sociali della Camera all’indagine richiesta dall’On. Michela Rostan lo scorso luglio.“E’ un momento importante per fare chiarezza sullo stato di avanzamento delle politiche di eliminazione dell’epatite C nel nostro Paese. E per questo ringrazio la Commissione Affari Sociali della Camera dei Deputati che ha capito l’importanza dell’iniziativa, comprendendo le esigenze e i bisogni di migliaia di malati. Il 30% dei pazienti giunge inspiegabilmente alle strutture ospedaliere con uno stato avanzato di malattia e servono tutti gli sforzi possibili per curarli immediatamente”. ha aggiunto Gardini.“Sconfiggere l’epatite C è possibile! Ma a partire dal prossimo anno, i farmaci innovativi usciranno dal fondo dedicato. Quindi senza un impegno delle istituzioni e in particolare del Governo e del Ministero della Salute, non sarà possibile garantire un rapido accesso alle cure ai tanti malati ancora da curare. Quando si tratta di raggiungere traguardi storici l’innovazione e la ricerca non possono avere scadenze burocratiche! Facciamo un appello alla politica perché implementi soluzioni rapide ed efficaci per eliminare questa infezione, che vede ancora numeri elevati in termini di pazienti diagnosticati o che devono ancora accedere alle cure, e per indirizzare alla cura i pazienti sul territorio. Bisogna fare in fretta anche per non sprecare ulteriore denaro pubblico e per non lasciare che la malattia avanzi verso un punto di non ritorno” conclude il Presidente di EpaC Onlus.

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L’ospedale del futuro

Posted by fidest press agency su martedì, 15 ottobre 2019

È stato presentato questa mattina, nell’ambito della manifestazione “Forum della Salute” in corso a Firenze, l’Ospedale del Futuro. Il progetto, realizzato da Hospital Consulting – società leader nel mercato sanitario e ambientale – in collaborazione con CSPE – Centro Studi Progettazione Edilizia – e Teorema Holding, vuole ridisegnare il modo di pensare ma soprattutto di vivere la vita ospedaliera. Lo sviluppo tecnologico e scientifico impone di adeguare le nostre strutture mediche, che in Italia tra pubblico e privato superano le mille unità con una media di 3,6 posti letto ogni 1.000 abitanti (Fonte: Ministero Salute), per renderle al passo con le esigenze non solo dei pazienti ma anche degli operatori, attraverso un lavoro attento sull’utilizzo degli spazi.
“Il concetto dell’ospedale del futuro – dichiara Marisa Giampaoli, Amministratore Delegato e Presidente Hospital Consulting – parte dall’idea che un’organizzazione sanitaria non può più non tenere conto della necessità di avere una struttura flessibile, che tenga conto delle esigenze sanitarie e delle innovazione tecnologiche che variano velocemente nel tempo. Il modello che si propone composto di moduli funzionali e funzionanti si presta ad adeguarsi alle esigenze della cliente sanitario secondo una logica di partnership “win-win”.”Fruibilità della struttura, flessibilità organizzativa degli spazi interni e bassi costi di gestione sono i punti cardine alla base di questo nuovo progetto pensato per proporre una soluzione concreta, tanto per le opere pubbliche quanto per quelle private, che nei prossimi anni saranno chiamate a effettuare lavori di adeguamento e ristrutturazione. Questo “blue print” potrà essere utilizzato da clienti pubblici e privati che vorranno affrontare la propria innovazione. “Ottimizzare gli spazi in maniera appropriata – aggiunge Giampaoli – servirà per: gli operatori sanitari, che ad oggi affrontano lunghe camminate nei corridoi ospedalieri per raggiungere il paziente, organizzare la struttura con moduli che possano cambiare la propria utilità a seconda delle esigenze del momento e, infine, garantire un costo sostenibile e quindi una struttura architettonico-impiantistica in cui lo spazio non sia mai sovrabbondante o sovrastimato rispetto ai reali fabbisogni di utilizzo e alla corretta organizzazione del lavoro.”

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Bonus merito anche ai docenti non di ruolo, Anief: era ora

Posted by fidest press agency su martedì, 15 ottobre 2019

Alla fine, il Governo sui precari ha ceduto all’evidenza: il bonus merito, rivolto ai docenti e introdotto con la Legge renziana 107/15, è stato allargato al personale non di ruolo. In un Paese, come il nostro, dove sempre più cattedre sono assegnate ai supplenti, ormai una ogni quattro, non aveva del resto alcun senso escludere a priori e per legge il personale precario dalla pur contestata formula del bonus merito approvata quattro anni e mezzo fa.Secondo Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, “Siamo stati sempre convinti che si trattasse di una discriminazione. La stessa di cui sono stati fatti oggetto anche i lavoratori Ata, gli educatori e altre figure professionali, pure loro meritevoli di accedere a un fondo economico che serve prima di tutto, vista l’esiguità degli stipendi, a dare un po’ di merito a chi si impegna di più e ottiene ottimi risultati a scuola. Rimane l’amaro in bocca per la scarsità di fondi finalizzati al bonus merito, i quali corrispondo oggi a meno della metà della metà dei 700 e oltre milioni stanziati nel 2015 con la Buona Scuola di Renzi”.
La nuova disposizione, che comunque lascia fuori dal bonus merito tutto il personale Ata e gli educatori, è contenuta nel comma 7 dell’articolo 7 (Disposizioni contabili) del decreto-legge appena approvato dal Governo e che ora è atteso dal parere del Parlamento: il testo approvato cita l’articolo 1, comma 128, della legge 13 luglio 2015, n. 107, a proposito del quale “dopo le parole «di ruolo» sono inserite – si legge nel decreto – le seguenti: «nonché con contratti a tempo determinato annuale o sino al termine delle attività didattiche»”. L’altissima presenza di docenti precari è confermata dall’identikit statistico della scuola italiana, pubblicato qualche giorno fa con numeri, tabelle e grafici divisi per regione e livelli di formazione, dal quale risulta anche che oggi in Italia vi sono 835.489 cattedre totali: solo che “degli oltre 684 mila posti comuni, 15.232 sono posti di “adeguamento”, mentre, dei 150.609 posti di sostegno, 50.529 sono “posti di sostegno in deroga”. Questo significa che, oltre ai posti rimasti vacanti, ve ne sono quasi 66 mila, un decimo delle cattedre, destinati con certezza alla supplenza. A questi numeri vanno aggiunti tutti quelli che derivano dal mancato turn over, dalla scarsità di candidati nelle graduatorie che portano alle immissioni in ruolo e dai ricorsi delle famiglie che, soprattutto a seguito della mancanza di docenti sostegno, ricorrono dal giudice per rivendicare nuove cattedre e ore.

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Seminario di Studio “Autonomia, parità e libertà di scelta educativa in Italia e in Europa”

Posted by fidest press agency su martedì, 15 ottobre 2019

Roma Giovedì 14 Novembre 2019, nella Sala Convegni USMI-CISM presso la sede in Via Zanardelli, 32. Sono previsti gli interventi della Presidente del Senato Maria Elisabetta Alberti CASELLATI, di Sua Em.za il Card. Gualtiero BASSETTI e della direzione CISM e USMI. L’evento è indirizzato ai superiori maggiori, ai consigli generali e provinciali e alle religiose e religiosi come ai collaboratori laici impegnati nella scuola (gestori, direzione didattica, direzione amministrativa, docenti), membri dei Consigli di Istituto, Genitori e Cittadini consapevoli che se funziona la Scuola Pubblica – statale e paritaria – funziona la Società Italiana. Ripartendo dal prezioso documento Autonomia, parità e libertà di scelta educativa, licenziato dal Consiglio Nazionale della Scuola Cattolica nel mese di giugno 2017, USMI e CISM intendono richiamare l’attenzione dell’opinione pubblica e del mondo politico – che a tal proposito si è ampiamente espresso in modo trasversale e convergente – sul sistema scolastico italiano “ancora incompiuto” e invitano a fare i passi necessari “affinché il sistema formativo italiano, nel suo complesso, possa perseguire meglio la missione educativa che la società gli affida e che la legge a pieno titolo gli riconosce” I lavori saranno moderati dalla giornalista Lorena Bianchetti.

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I parlamentari europei e i leader locali si batteranno per ottenere norme e fondi adeguati per una politica di coesione più forte

Posted by fidest press agency su martedì, 15 ottobre 2019

I membri del Parlamento europeo e del Comitato europeo delle regioni hanno dichiarato all’unanimità di voler lottare per ottenere norme e fondi adeguati per rafforzare la politica di coesione 2021-2027, esortando gli Stati membri a prefiggersi chiaramente l’obiettivo di una maggiore coesione e di un bilancio reale per l’UE.I negoziati sul bilancio dell’UE per il periodo 2021-2027 e sui regolamenti relativi ai fondi strutturali e di investimento europei (SIE) sono stati discussi dalla commissione Sviluppo regionale (REGI) del Parlamento europeo e dalla commissione Politica di coesione territoriale e bilancio dell’UE (COTER) del Comitato europeo delle regioni in una riunione congiunta svoltasi l’8 ottobre a Bruxelles nel quadro della Settimana europea delle regioni e delle città.Negli ultimi anni i parlamentari europei e i leader locali si sono mobilitati a favore di una politica di coesione forte per il periodo 2021-2027, una politica che continui a sostenere i cittadini e le imprese in tutte le regioni europee e coinvolga i governi regionali e locali nelle decisioni sugli investimenti. Insieme, essi chiedono inoltre norme semplificate e una politica europea di coesione che non sia soggetta a condizionalità non direttamente legate ai suoi obiettivi e beneficiari. Le commissioni REGI e COTER hanno criticato i tagli di bilancio richiesti da alcuni Stati membri e il possibile indebolimento del quadro legislativo in materia di partecipazione dei soggetti locali, e hanno ricordato la posizione del Parlamento europeo e del Comitato delle regioni.I membri della REGI e della COTER hanno inoltre ribadito le loro preoccupazioni e le loro priorità al commissario per la Politica regionale Johannes Hahn , che sarà anche il prossimo commissario responsabile del bilancio dell’UE. Dalla discussione è emersa la necessità di garantire finanziamenti adeguati per aiutare tutte le regioni e le città dell’UE a diventare più verdi, più inclusive e più intelligenti, facendo un uso efficiente dei fondi SIE. I partecipanti hanno ricordato che il legame tra la politica di coesione e le riforme strutturali dovrebbe essere bidirezionale, che gli obiettivi della politica di coesione non dovrebbero essere dirottati e che è altresì imperativo applicare l’obiettivo della coesione in modo trasversale in tutte le politiche dell’UE, come richiesto dai Trattati. Ridurre le disparità e promuovere il raggiungimento degli obiettivi di sviluppo sostenibile devono diventare priorità condivise, da non compromettere con un approccio alle riforme dall’alto verso il basso, incentrato sull’austerità.

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EUregionsweek: I leader locali e regionali chiedono un’Europa più coesa, sostenibile e inclusiva

Posted by fidest press agency su martedì, 15 ottobre 2019

Come rendere l’Europa più solidale, sostenibile e vicina ai cittadini è il leit motiv dell’edizione 2019 della Settimana europea delle regioni e delle città. Alla presenza di oltre 600 partecipanti, tra esponenti politici locali, regionali e dell’UE, esperti e studiosi, il Presidente del Comitato europeo delle regioni (CdR) Karl-Heinz Lambertz, l’eurodeputata e vicepresidente del Parlamento europeo Klára Dobrev, la commissaria UE Elżbieta Bieńkowska e cinque giovani rappresentanti politici eletti hanno chiesto maggiore solidarietà europea e maggiori investimenti regionali per garantire un futuro migliore a tutti i cittadini dell’UE. L’edizione di quest’anno della Settimana europea delle regioni e delle città si svolge in un momento di transizione per l’Unione europea: il nuovo Parlamento si è ormai insediato, la Commissione europea sta iniziando un nuovo mandato e l’agenda dell’UE è concentrata sulla definizione delle priorità future, tra cui un’Europa più inclusiva sul piano sociale, un’Europa sostenibile e un’Europa più vicina ai cittadini. Una sfida decisiva anche per gli Stati membri impegnati nel negoziato sul bilancio a lungo termine dell’UE, che definirà i tetti di spesa annuali per ciascuna politica europea per il periodo 2021-2027.La vicepresidente del Parlamento europeo Klára Dobrev ha aggiunto: “Stiamo entrando in una nuova era. Per i rappresentanti politici è sempre stato un dilemma conciliare i propri interessi politici a breve termine con obiettivi reali a lungo termine. Sono però entrati in scena dei nuovi attori. Sono giovani, dinamici e appassionati, consapevoli della minaccia derivante dai cambiamenti climatici. D’ora in avanti, il futuro dei rappresentanti politici eletti dipenderà in larga misura dalla loro capacità di affrontare questa enorme minaccia che grava sull’umanità. In altre parole, saranno costretti a fare molto di più. E io sarò vostra alleata in questa lotta”.Intervenendo nel dibattito, Elżbieta Bieńkowska , commissaria responsabile per il Mercato interno, l’industria, l’imprenditoria e le PMI, ha dichiarato: “La politica di coesione è una politica di solidarietà, una politica volta a costruire un futuro migliore per ogni cittadino. La nuova politica di coesione per il periodo 2021-2027 richiederà che tutti siano coinvolti nel nuovo periodo di finanziamento e producano insieme dei risultati. La politica di coesione deve continuare a rafforzare le capacità delle regioni e delle città, che sono in prima linea per mettere l’Europa sulla strada della sostenibilità, in modo da consentirci di mitigare i cambiamenti climatici e adattarci ad essi”. Al dibattito hanno partecipato anche cinque giovani esponenti politici in rappresentanza degli oltre 100 giovani politici eletti invitati all’evento. Laura Sparavigna , consigliera comunale di Firenze (PSE), Radosław Swoł , consigliere comunale di Mielec, Polonia (ECR), Vincent Chauvet , sindaco di Autun, Francia (RE), Mia Eskelinen-Fingerroos , consigliera comunale di Kuopio, Finlandia (PPE), Kirsteen Currie , membro del consiglio amministrativo dello Highland, Regno Unito (AE), hanno condiviso le loro esperienze e le loro opinioni sulle opportunità e sui mezzi di cui le città e le regioni dovrebbero disporre per il futuro dell’Unione europea.

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L’UE non conseguirà la neutralità climatica entro il 2050 se non si prefiggerà obiettivi più ambiziosi in materia di clima ed energia

Posted by fidest press agency su martedì, 15 ottobre 2019

Le città e le regioni europee considerano una priorità creare un Fondo per una transizione equa a favore delle regioni carbonifere che non sia compreso nelle risorse della politica di coesione, e sostengono l’obiettivo della Finlandia di concludere un accordo a livello dell’UE sulla neutralità climatica entro il 2050
In un momento in cui la nuova Commissione europea ha indicato i cambiamenti climatici e la decarbonizzazione come temi prioritari da affrontare nel quadro del futuro “Green Deal” europeo, il Comitato europeo delle regioni ha adottato una serie di pareri relativi all’agenda dell’UE per il clima, nei quali formula raccomandazioni sulle questioni della transizione verso l’energia pulita nelle regioni carbonifere e del coinvolgimento degli enti locali e regionali nella definizione dei piani nazionali per l’energia e il clima (PNEC) entro il 2030. In una sessione plenaria posta sotto il segno del futuro della politica di coesione, i membri si dichiarano a favore della creazione di un fondo a parte per le regioni carbonifere, avendo però cura di coinvolgere i governi locali e regionali nelle decisioni di investimento . Le città e le regioni europee intendono portare avanti la localizzazione degli obiettivi di sviluppo sostenibile (OSS) e fanno presente che l’UE non conseguirà la neutralità climatica entro il 2050 se non si prefiggerà obiettivi in materia di clima ed energia più ambiziosi di quelli attuali.

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L’UE deve porre l’inclusività al centro della transizione digitale ed ecologica

Posted by fidest press agency su martedì, 15 ottobre 2019

In un dibattito con la ministra finlandese degli Affari europei Tytti Tuppurainen, i rappresentanti locali e regionali dell’UE hanno chiesto all’UE di garantire che tutte le regioni e i loro cittadini possano trarre vantaggio dalle transizioni digitale ed ecologica che stanno cambiando il volto delle nostre società. Il 9 ottobre il Comitato europeo delle regioni (CdR) ha adottato due pareri richiesti dalla presidenza finlandese del Consiglio dell’UE, incentrati su come colmare il divario digitale e garantire la coesione e la solidarietà per tutti i cittadini europei.Riferendosi all’obiettivo di raggiungere la neutralità in termini di emissioni di carbonio nell’UE entro il 2050, la ministra finlandese Tuppurainen ha dichiarato: “è compito dell’UE, insieme ad altre grandi economie, assumere un ruolo guida nel passaggio a un’economia digitale, sostenibile e climaticamente neutra. Questa transizione dovrebbe essere vista come un’opportunità. Dobbiamo abbracciare e plasmare i cambiamenti prodotti dalla transizione verde, dall’evoluzione tecnologica e dalla globalizzazione, in modo che nessuno sia lasciato indietro”.
Per parte sua, Karl-Heinz Lambertz , Presidente del Comitato europeo delle regioni, ha sottolineato che: “tutte le regioni e le città devono poter beneficiare dei vantaggi dell’economia digitale se vogliamo costruire un’Europa competitiva, inclusiva e sostenibile. La trasformazione digitale delle nostre economie va di pari passo con la coesione economica, sociale e territoriale dell’Europa. Essa contribuirà non solo a creare posti di lavoro, ma anche a sostenere le regioni e le città, in particolare nelle zone rurali e in quelle in fase di transizione, a compiere la conversione urgente verso un futuro neutro in termini di emissioni di carbonio, che l’Europa deve realizzare entro il 2050. Tuttavia, senza investimenti sufficienti, le regioni e le città non saranno in grado di produrre i risultati attesi. L’entità e la forma del prossimo bilancio dell’UE definiranno il nostro futuro comune per i prossimi anni. I tagli agli investimenti regionali e la centralizzazione dei fondi non faranno altro che ritardare l’Europa”.Il primo dei due pareri pone in evidenza che l’accesso e la partecipazione attiva alla società digitale sono fondamentali per il buon esito dello sviluppo futuro sul piano locale e regionale e sottolinea che la coesione digitale è un’importante dimensione aggiuntiva del tradizionale concetto di coesione economica, sociale e territoriale sancito nei Trattati dell’UE. Il CdR si rammarica tuttavia del fatto che le priorità dell’agenda politica della nuova Commissione europea non pongano un accento sufficiente su un mercato unico digitale inclusivo che vada a vantaggio di tutti i cittadini dell’Unione europea.Per garantire il diritto alla connettività a ogni cittadino dell’Unione, il CdR chiede un maggiore sostegno alla diffusione della banda larga ad alta velocità e delle reti 5G nelle comunità locali, indipendentemente dalle dimensioni e dalla densità demografica di queste ultime. Il parere elaborato dalla relatrice Karjalainen chiede inoltre maggiori investimenti nelle competenze digitali e nell’alfabetizzazione mediatica, nella cibersicurezza e nella protezione dei consumatori nel campo dell’economia digitale, e sottolinea il ruolo delle reti regionali quali poli di innovazione digitale nell’attuazione del nuovo programma Europa digitale. La digitalizzazione e l’introduzione di soluzioni intelligenti nei servizi pubblici, in particolare nel settore dei trasporti e dell’energia, sono fondamentali anche per accelerare lo sviluppo sostenibile a livello locale e regionale. Un parere di cui è relatore Andries Gryffroy (BE/AE), membro del Parlamento fiammingo, si concentra sul ruolo che le città intelligenti svolgono nel garantire una transizione giusta verso la neutralità climatica e nella realizzazione degli obiettivi di sviluppo sostenibile a livello locale.

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