Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 321

Archive for 19 ottobre 2019

L’On. Nissoli (FI) alla riunione del Coordinamento consolare italiano in Canada da Roma

Posted by fidest press agency su sabato, 19 ottobre 2019

“Ieri, ho partecipato, da Roma, grazie ai mezzi di telecomunicazione, alla riunione del Coordinamento consolare italiano in Canada che si è tenuta ad Ottawa, convocata dall’Ambasciatore Taffuri presso la sua Residenza.Un incontro molto costruttivo e cordiale che ha affrontato i temi legati all’erogazione dei servizi consolari, al rapporto tra i Comites e la rete diplomatico-consolare ed alla promozione della lingua e cultura italiana in Canada.
Nel mio intervento ho evidenziato che bisogna costruire delle sinergie virtuose tra le varie istituzioni presenti all’estero e, in primis, potenziare la collaborazione tra rete diplomatico-consolare e i Comites per costruire un Sistema-Italia all’altezza dei nostri connazionali all’estero e delle potenzialità dell’Italia. Inoltre, ho fatto notare che per quanto riguarda la promozione linguistica si sta lavorando sulla strada giusta ricordando che la promozione della nostra bella lingua non è soltanto assistenza linguistica ai connazionali e ai loro figli, cosa che è fondamentale, e da mamma con 3 figli lo capisco benissimo, ma è anche diplomazia culturale per cui la promozione linguistica si collega benissimo all’arte, alla musica e all’enogastronomia. Un connubio positivo che ho potuto sperimentare grazie ad una iniziativa che avevo promosso, anni fa, mettendo insieme la scuola Marconi di New York con altre due scuole di Roma per iniziative formative. Ed abbiamo avuto riscontri ottimi anche a dimostrazione che è possibile e doveroso sviluppare le iniziative di diplomazia culturale dato il nostro vissuto storico artistico.Quindi ho auspicato la costruzione di tutte quelle sinergie, con al centro la Comunità italiana, necessarie a realizzare una grande promozione del Sistema-Italia, dove la scuola italiana, contemplando insegnamenti anche in francese e inglese, possa essere il fiore all’occhiello!Alla fine della riunione ho rinnovato la mia disponibilità a lavorare insieme sulle questioni di interesse della Comunità italiana in Canada a cominciare da eventuali correttivi da apportare alla legge di bilancio, ormai prossima all’esame del Parlamento.” Lo ha dichiarato l’On. Fucsia Nissoli Fitzgerald (FI), eletta in Nord e Centro America.

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Mostra: Corpi narranti

Posted by fidest press agency su sabato, 19 ottobre 2019

Roma domenica 20 ottobre ore 18.00 | MagmaLabSpace Via Pietro della Valle, 13c e fino al 9 novembre 2019 (Orari: dal lunedì al venerdì, ore 9:00 – 19:00, solo su appuntamento per prenotazioni) l’Associazione OroIncentri ospita la mostra Corpi narranti a cura di Maria Arcidiacono. Corpi Narranti nasce dall’incontro tra Renata Maccaro e Angela Botta, le cui opere, diverse nella modalità di pratica artistica, presentano un substrato comune, una sensibilità spesso tormentata, che non teme di mostrarsi. Il confronto tra le artiste ha dato vita ad una fitta conversazione dai molti paragrafi: il corpo, il mito, il mutamento, la sofferenza, l’erotismo come tensione vitale e altro ancora. Renata Maccaro è innamorata del colore e sa usare le lumeggiature senza essere leziosa, i suoi corpi maschili, feriti e gloriosi, come quelli di divinità umanizzate, narrano percorsi dolorosi e salvifici di mutazione, in un’alchimia studiata e compresa che si concretizza come materia pittorica solo dopo stesure meditate e faticose. La figura evocata nelle opere di Angela Botta è un frammento, un’apparizione legata a un racconto, ogni sua opera nasconde la parola, sia essa viva esplosione tracciata in rapidità o pura energia calibrata al momento dell’atto performativo. E le sue parole sono versi, come quelli che hanno ispirato il titolo, ma sono anche pennellate, gesto e, soprattutto, voce. Entrambe, ciascuna con la propria prassi, vivono con intensità il tentativo di narrare quella mescolanza di esperienze che tutti e tutte viviamo inesorabilmente sulla nostra pelle e che spesso solamente l’arte, senza sconti, si prende la briga di rappresentare. Nel corso dell’inaugurazione avrà luogo la Performance di Angela Botta.
http://www.melaseccapressoffice.it

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Debito sovrano: debito: soglia di 2500 mld è alle porte

Posted by fidest press agency su sabato, 19 ottobre 2019

Il debito delle Amministrazioni pubbliche è sceso in agosto a 2.462,6 miliardi.”Anche se il debito è sceso rispetto al record storico di luglio, il dato preoccupante è che, con la revisione del debito e l’inclusione dei buoni fruttiferi postali, la soglia di 2500 miliardi è ora alle porte” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori. “Si tratta di un traguardo di cui faremmo volentieri a meno, per quanto sia solo simbolico. Il punto è che il Governo dovrebbe approfittare di questi tassi di interesse al minimo per ridurre il debito sia rispetto al Pil che in valore assoluto. Altrimenti il rischio che lo spread torni a salire è concreto” conclude Dona.

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I grandi libri della tradizione cristiana

Posted by fidest press agency su sabato, 19 ottobre 2019

Roma Da martedì 22 ottobre 2019, ore 17:30 Pontificia Università Gregoriana Piazza della Pilotta 4 Tornano i “Martedì alla Gregoriana”, il ciclo di conferenze pubbliche che il Centro Fede e Cultura “Alberto Hurtado” della Gregoriana, ora diretto dalla Prof.ssa Stella Morra, offre alla città di Roma. «Tra labirinti e biblioteche. I grandi libri della tradizione cristiana» è il tema scelto l’anno accademico 2019-2020.
Il libro è vita. Poiché “tradizione” non significa ripetere, ma imparare a leggere per saper rileggere. Sembra un miracolo, alle volte, che le parole depositate nelle nostre tradizioni culturali si rivolgano a noi permettendoci di riconoscerci con e in esse. Il libro è scaturigine e insieme deposito della sapienza multiforme di Dio: teologi, filosofi, poeti, artisti, tutti insieme costituiscono la trama di quel tessuto sacramentale – l’evangelico “lembo del mantello” – che ci fa avvertire la presenza del Dio che salva. Per questo, accanto ai grandi classici delle origini e del Medioevo, compariranno anche nomi insoliti e inaspettati. Come quello del primo incontro. La conferenza inaugurale di martedì 22 ottobre, offerta dal biblista di fama internazionale Jean Louis Ska, ci introdurrà tra le pagine di «Mimesis. Il realismo nella letteratura occidentale», il capolavoro del filologo Erich Auerbach.
Martedì 5 novembre la professoressa Rosalba Manes ci porterà invece all’incontro tra cultura pagana e novità cristiana con lo scritto «A Diogneto». Il 19 novembre sarà la volta dell’«Itinerarium Mentis in Deum» di Bonaventura da Bagnoregio (Amaury Begasse de Dhaem), mentre il 3 dicembre sarà la volta di «Storia e dogma» di Maurice Blondel (Giuseppe Bonfrate). Due date saranno dedicate agli scritti di sant’Ignazio di Loyola: il 17 dicembre con il poco noto «Epistolario» (Emilio González Magaña) e il 14 gennaio 2020 con i celebri «Esercizi Spirituali» ( Rossano Zas Friz De Col). Si proseguirà poi con i «Commenti alle Sentenze di Pietro Lombardo» di Tommaso d’Aquino (18 febbraio, Andrea Di Maio), il «Cur Deus Homo» di Anselmo d’Aosta (3 marzo, Paul Gilbert); «Scientia Crucis» di Edith Stein (17 marzo, Emma Caroleo); le «Confessioni» di Agostino d’Ippona (31 marzo, Gaetano Piccolo); la «Summa Teologica» di Tommaso d’Aquino (21 aprile, Etienne Emmanuel Vetö); e infine «L’essere del Signore» di Joseph Fuchs (5 maggio, Humberto Miguel Yáñez).Il ciclo di conferenze non risponde a una pretesa classificatoria o di esaustività, ma intende rendere onore al libro e alle sue declinazioni cristiane, nel riconoscimento della centralità della Parola e delle parole che ha ispirato nell’arco dei secoli. Essa assume la carne delle nostre ispirazioni e si fa ogni volta storia, provocando il pensiero che, talvolta, può aver bisogno di perdersi per ritrovarsi, appunto, tra labirinti e biblioteche. Gli incontri, che cominceranno alle ore 17:30, sono gratuiti e aperti a tutti.

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Depressione: sfida del secolo

Posted by fidest press agency su sabato, 19 ottobre 2019

Nel nostro Paese oltre 3 milioni di persone soffrono di depressione. Tra queste più di 2 milioni sono donne. Nonostante la depressione sia stata riconosciuta dall’Organizzazione Mondiale della Sanità come la prima causa di disabilità a livello mondiale, solo 1 paziente su 2 riceve un trattamento corretto e tempestivo.Eppure, soprattutto quando parliamo delle forme più severe di depressione – in particolare quella maggiore che colpisce circa il 2% della popolazione italiana, con una netta prevalenza femminile – ci riferiamo ad una malattia fortemente invalidante che ha un elevato impatto sia sulla qualità di vita di chi ne soffre e dei caregiver, sia sui costi sociali. Basti pensare che da una recente indagine su più di 300 pazienti italiani, le giornate di lavoro perse ogni anno sono mediamente 42, circa 1 giorno a settimana. Risulta quindi doveroso da parte di tutti gli attori prendere parte ad una call to action concreta per un impegno concreto.In occasione della Giornata Mondiale della Salute Mentale – che si celebrerà il 10 ottobre – si svolge oggi a Milano “Depressione sfida del secolo, verso un piano nazionale per la gestione della malattia” organizzato da Janssen, farmaceutica del gruppo Johnson&Johnson, impegnata da oltre 60 anni nell’area della salute mentale e da Onda, Osservatorio Nazionale sulla salute della donna e di genere.Obiettivo dell’incontro è accendere i riflettori sulla depressione maggiore, una patologia grave ma molto spesso dimenticata e sottovalutata nonostante secondo l’OMS – Organizzazione Mondiale della Sanità – è la prima causa di disabilità ed è destinata a diventare la prima causa di spesa sanitaria entro il 2030. E non è un caso se la Giornata Mondiale di quest’anno è dedicata alla prevenzione del suicidio (1 ogni 40 secondi ci dice l’OMS), una realtà purtroppo legata a doppio filo alle forme di depressione più severe e resistenti ai trattamenti. La depressione maggiore – se non correttamente trattata – è infatti associata a un’elevata mortalità, stimata intorno al 15%. Nei pazienti affetti da disturbi dell’umore, la messa in atto di almeno un tentativo suicidario nel corso della vita arriva a coinvolgere un individuo ogni tre.

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Doppia visita istituzionale: Usa – Russia

Posted by fidest press agency su sabato, 19 ottobre 2019

Parma L’Ateneo ha ricevuto delegazioni della Delaware Law School della Widener University (USA) e della Russian Presidential Academy of National Economy and Public Administration – RANEPA
Per la Delaware Law School della Widener University sono arrivati in Ateneo i docenti Eileen Greena-Piretti e Anthony P. Doyle, in occasione di un incontro istituzionale programmato dalla Pro Rettrice all’Internazionalizzazione Simonetta Anna Valenti, e coordinato da Malaika Bianchi, docente del Dipartimento di Giurisprudenza, Studî Politici e Internazionali e componente della Commissione Internazionale del Dipartimento, e da Alessandro Bernazzoli, Responsabile della U.O. Internazionalizzazione.All’incontro hanno partecipato anche i docenti Fabio Salvatore Cassibba ed Emanuele Castelli del Dipartimento di Giurisprudenza, Studî Politici e Internazionali e Pier Luigi Marchini del Dipartimento di Scienze Economiche e Aziendali, e Giovanna Colangelo della U.O. Internazionalizzazione.Nel meeting, che si è svolto all’Erasmus International Home, si è discusso sulle possibili opportunità di collaborazione tra le due istituzioni per l’avvio di un programma di doppio titolo nell’ambito della laurea magistrale a ciclo unico in Giurisprudenza, oltre che dell’attivazione di scambi di studenti delle discipline giuridiche ed economiche.È stata inoltre confermata la presenza dell’Ateneo di Parma, nella persona del Prof. Cassibba, alla prossima Legal Scholars Academy in programma dal 21 ottobre nell’Ateneo statunitense.
La delegazione della Russian Presidential Academy of National Economy and Public Administration – RANEPA era invece composta dalle docenti Natalia Abramova, Director School of Public Policy and Mangement, e Elena Prokhorova, Director English Language Undergraduate Programs. L’incontro istituzionale è stato coordinato dal Delegato del Rettore per i Doppi Titoli, Guglielmo Wolleb, e da Alessandro Bernazzoli, Responsabile della U.O. Internazionalizzazione.RANEPA è tra le maggiori università russe e l’unica che vanta il titolo di “Presidential”, in forza della sua diretta dipendenza dal governo russo.

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Nils Gilman, serve un capitalismo progessista

Posted by fidest press agency su sabato, 19 ottobre 2019

«Il sistema neo-liberalista predilige l’accumulo di capitale, invece dell’aumento dei salari, che sono rimasti stagnanti nell’ultimo decennio. La crescita economica è lenta e irregolare. Quindi è necessario trasformare il modo in cui le risorse vengono distribuite, così che tutti ne possano beneficiare. Quello che serve è un nuovo capitalismo, che consenta alle persone comuni di accedere alla creazione di ricchezza direttamente alla fonte. Un capitalismo che potremmo definire progressista».È quanto ha dichiarato Nils Gilman, vicepresidente dei programmi di ricerca del Berggruen Institute e vicedirettore del The World Post, intervenendo al dibattito “Reinventing how to govern capitalism”, tenutosi alla John Cabot University (JCU) di Roma, a cura del Dipartimento di Scienze politiche e Affari internazionali, del Dipartimento di Scienze economiche e sociali e dell’Istituto Guarini per gli Affari Pubblici.Secondo Nils Gilman, la situazione attuale è il risultato di scelte fatte negli anni ‘70, che al momento andavano bene, ma ora non più. La prossima ondata di ricchezza economica, che potrebbe derivare dalle innovazioni tecnologiche, dovrà essere gestita diversamente e in maniera più equa. Adesso, infatti, la classe media non riesce a progredire, mentre i ricchi diventano più ricchi e i poveri più poveri. In Usa, ma l’esempio vale per tante altre nazioni occidentali, c’è una situazione di “stagnazione e disparità”.La soluzione, per Gilman, è quella di rinnovare il capitalismo in senso «mutualistico», anche reinventando il concetto di proprietà. Valga l’esempio dell’Alaska, dove attualmente parte dei proventi del petrolio vengono distribuiti ai cittadini. In questo senso, lo studioso pensa all’istituzione di una sorta di «fondo sovrano di ricchezza», negli Usa come in altre realtà nazionali. Gilman critica, invece, le proposte di un “universal basic income”, cioè di un compenso in denaro da elargire ai cittadini una o due volte nella vita, che redistribuisce ricchezza senza promuovere una maggiore uguaglianza. http://www.johncabot.edu/

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Italia: tumore del rene

Posted by fidest press agency su sabato, 19 ottobre 2019

Nel 2019 in Italia il numero di casi attesi di tumore del rene è in totale 12.600. Il 71% di questi pazienti risulta vivo a cinque anni dalla diagnosi e può essere considerato guarito. Un risultato importante e di 10 punti percentuali sopra la media registrata nell’intero Continente Europeo (61%). Merito delle nuove terapie, sempre più precise e mirate, mentre risultano ancora poche le diagnosi precoci. È quanto sottolineano gli specialisti della SIUrO (Società Italiana di Urologia Oncologica) in un media tutorial organizzato oggi a Milano. “Anche se in calo, nell’ultimo anno, il carcinoma renale interessa in totale circa 130mila italiani – afferma il dott. Giario Conti, Segretario Nazionale SIUrO -. È una neoplasia subdola e insidiosa perché spesso rimane clinicamente silente per la maggior parte del suo corso. I sintomi più evidenti, come dolore o presenza di sangue nelle urine, si manifestano solo quando la malattia è già in uno stadio avanzato. Se diagnosticata in fase precoce ben la metà dei pazienti ha buone possibilità di guarigione”. “Nei casi di malattia avanzata o metastatica il tasso di sopravvivenza a 5 anni è del 12% ma in graduale aumento grazie all’avvento di terapie più innovative – aggiunge il dott. Giuseppe Procopio, Responsabile Oncologia Medica Genitourinaria dell’Istituto Tumori Milano -. Da pochi giorni gli oltre 4.400 uomini e donne italiani, colpiti da queste forme della neoplasia, hanno a disposizione, come trattamento di prima linea, Cabozantinib. Si tratta di un farmaco orale inibitore antiangiogenetico che può bloccare la proliferazione cellulare attraverso l’inibizione della formazione di nuovi vasi sanguigni necessari al tumore per nutrirsi. Il farmaco è disponibile sia per il carcinoma renale avanzato in adulti naïve al trattamento a rischio ‘intermediate’ o ‘poor’ che per pazienti adulti precedentemente trattati con terapia contro il fattore di crescita dell’endotelio vascolare (VEGF). Studi di fase II e III hanno inoltre evidenziato come la molecola sia capace di ridurre le metastasi ossee e cerebrali che sono tipiche della patologia uro-oncologica. Si aprono quindi interessanti prospettive che dovranno essere monitorate e quantificate da nuove indagini scientifiche”.
“La ricerca medico-scientifica ha messo a punto strumenti terapeutici estremamente efficaci – sottolinea il dott. Renzo Colombo, Vice Presidente SIUrO -. Le terapie a bersaglio molecolare hanno rivoluzionato la lotta ad una neoplasia nella quale la chemioterapia si è storicamente dimostrata poco utile. Rispetto ai decenni precedenti la qualità di vita dei pazienti è quindi notevolmente migliorata. Tuttavia possono insorgere alcuni effetti collaterali ed è quindi necessario instaurare un adeguato dialogo tra medico, malato e caregiver. Sempre più importante è anche il ruolo degli stili di vita durante e dopo le cure. Come dimostrano numerosi studi, una sana alimentazione e un’attività fisica giornaliera, adattata alle singole possibilità, rappresentano un prezioso aiuto e vanno quindi raccomandate. Possono migliorare la risposta dell’organismo ai trattamenti oncologici”. “Nonostante questi grandi successi, ad oggi non esiste una forma di prevenzione specifica della patologia – aggiunge il dott. Conti -. Possiamo tuttavia eliminare o ridurre alcuni fattori di rischio che la favoriscono. Si calcola che in totale oltre un terzo dei casi di tumore renale può essere collegato al fumo di sigaretta. Il 30% è invece attribuibile al sovrappeso o all’obesità. Esistono inoltre delle persone che devono essere considerate “sorvegliati speciali”. I pazienti affetti da malattia renale policistica, sottoposti a dialisi per lungo tempo, presentano un rischio fino a 30 volte maggiore di sviluppare la neoplasia”. “I parenti di primo grado di malati con carcinoma renale possono sviluppare una probabilità quattro volte maggiore di essere colpiti dallo stesso tumore rispetto alla popolazione generale – conclude il dott. Procopio -. Particolarmente esposti al rischio sono anche i lavoratori costretti ad un’esposizione prolungata ai derivati del petrolio, torotrast o zinco. Infine non va sottovalutata l’ipertensione, una delle patologie croniche più diffuse e che interessa oltre 15 milioni d’italiani. Aumenta del 60% le probabilità d’insorgenza della malattia uro-oncologica”.

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La produzione alla Fca di Melfi è precipitata ai minimi storici

Posted by fidest press agency su sabato, 19 ottobre 2019

Si lavora uno/due giorni alla settimana, con ripercussioni salariali enormi (600/700 euro in meno al mese), l’azienda ricorre all’utilizzo dei giorni di ferie personali dei lavoratori per abbassare la percentuale di cds e rientrare nei tetti stabiliti per legge, un escamotage che non risolve certamente il problema.I lavoratori vivono questa condizione di incertezza e miseria con estrema rassegnazione, dettata da un forte senso di isolamento e abbandono, e questo è un altro aspetto estremamente preoccupante.Come USB di Basilicata e di stabilimento, all’indomani dell’accordo sui cds nel lontano giugno 2018, denunciammo che la strategia di rientro occupazionale, così come preannunciata, era totalmente sterile e che l’azienda non sarebbe riuscita a rispettare gli impegni che aveva annunciato. Purtroppo sta andando esattamente come avevamo previsto. Certo non ci voleva la palla di vetro per capirlo, ed è proprio per questo che oggi monta ancor più la rabbia tra i lavoratori più attenti a queste dinamiche, era tutto facilmente prevedibile ma quasi nessuno ha avuto l’onestà di denunciare il rischio, anzi i sindacati complici che hanno continuato a sostenere che la situazione volgeva al meglio, adesso si rifugiano nel silenzio più assordante.Purtroppo siamo orientati a pensare che da qui a pochi mesi la situazione potrebbe addirittura peggiorare, le voci sulla fermata totale dello stabilimento lucano per diversi mesi diventano sempre più insistenti e i dati sulle immatricolazioni dei modelli prodotti a Melfi lo confermano.Per quanto riguarda il piano industriale per la Fca di Melfi, siamo di fronte a una vera e propria incognita.Il nuovo modello, la Jeep Compass, potrebbe teoricamente iniziare ad essere prodotto già domani, le linee di produzione sembrano essere complete ma la situazione sembra sospesa nel vuoto.Le motorizzazioni ibride che servirebbero a ridare un minimo slancio diventano ogni giorno che passa un miraggio, quasi una leggenda metropolitana se non fosse tutto drammaticamente vero.Del motore elettrico si è persa ogni traccia, nessuno oggi può affermare che verranno montati veramente sulle vetture in produzione.Questo stallo non si ripercuote negativamente soltanto nello stabilimento lucano, infatti una condizione di incertezza ancor più pesante la vivono le migliaia di lavoratori dell’indotto, appesi alla speranza sempre più remota che accada qualcosa di positivo alla Fca in grado di dare vigore anche al comprensorio.A questo punto diventa superfluo, se non addirittura ridicolo, elemosinare l’intervento di istituzioni e azienda, è chiaro che viaggiano ognuno per conto proprio e nessuno nella direzione auspicata dai lavoratori. Bisogna organizzarsi e contare sulle proprie forze, i lavoratori devono prendere coscienza che nessun dirigente aziendale, politico o fintamente rappresentativo è al loro fianco e quindi devono tornare a lottare uniti senza contare su altri se non su se stessi.

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Economia circolare, gli scarti di produzione diventano oggetti di design

Posted by fidest press agency su sabato, 19 ottobre 2019

L’economia circolare non solamente si può toccare, sfogliare e persino mangiare, ma fa pensare. Perpetua Recorder the magnetic notebook racchiude in un oggetto parole quali recupero, riuso, riciclo, innovazione e design. A prima vista è un taccuino con la sua matita, ma se si guarda alla sua anima si scoprono acciaio, grafite e ferro che, presi direttamente dagli scarti di lavorazioni industriali, riscrivono le leggi dell’attrazione facendo riscoprire la propria libertà.«L’economia circolare diventa virtuosa, non solamente perché questo progetto muove i suoi passi dalla volontà di riutilizzare ciò che viene erroneamente creduto un rifiuto, ma anche perché mette al centro un’idea di connessione fondata sulle persone, senza il bisogno di un wi-fi», spiega Susanna Martucci, fondatrice e CEO di Alisea, l’azienda vicentina che già nel 1994 aveva messo al centro della propria attività il concetto di economia circolare e da 25 anni fa innovazione nei materiali e nei processi produttivi progettando e realizzando oggetti di design per la comunicazione aziendale. «Con Perpetua Recorder the magnetic notebook tocchiamo con mano il fascino che può emanare un’economia circolare virtuosa, ma, soprattutto, riscopriamo la libertà perché scegliamo di scrivere e condividere dove, quando e con chi vogliamo le nostre storie, i nostri sogni e il nostro futuro». Recorder di Alisea fa sintesi: «In un unico oggetto abbiamo voluto connettere magneticamente il taccuino e Perpetua la matita, due elementi che trovano la loro ragion d’essere reciprocamente: una matita senza quaderno non scrive, un quaderno senza matita non serve. In Perpetua Recorder inoltre abbiamo associato brevetti e tecnologie innovative, tutti made in Italy; è il risultato corale di una filiera etica, dove tutti i partner condividono la stessa filosofia e la stessa mission: rispetto per l’ambiente e le persone in nome di un futuro realmente sostenibile».Recorder è stato raccontato in anteprima al Tedx Vicenza alla presenza di più di mille persone, ma è Starbucks che per la sua Reserve Roastery a Milano ha per primo colto e fatto proprio il messaggio valoriale che lo rende unico, espandendolo ai propri clienti.Perpetua Recorder the magnetic notebook racconta cosa è l’economia circolare con un oggetto concreto e di uso quotidiano con una grande attenzione al design. I due elementi che vivono in simbiosi sono il taccuino e Perpetua la matita. Il primo, composto da pagine in carta riciclata al 100%, ha nella cover un’anima d’acciaio sottilissima prodotta al 60% dal recupero e riciclo dei rottami. Per la copertina, inoltre, è stata utilizzata Ecophilosophy, una carta materica unica stampata utilizzando l’energia del sole con inchiostri ecologici derivati dalla soia da Grafiche Antiga. Perpetua, invece, è l’iconica matita già esposta, tra gli altri, al Moma di New York e Hong Kong e al Guggenheim di Bilbao e voluta come testimonial dal Senato della Repubblica Italiana e dal Ministero dell’Istruzione per celebrare i 70 anni della firma della Costituzione. È realizzata con un materiale innovativo e tecnologico, lo Zantech, composto per l’80% da polvere di grafite ottenuta dagli scarti della lavorazione di elettrodi. «Attorno a Perpetua Recorder non c’è quindi una sola realtà imprenditoriale, ma una filiera etica dove più aziende condividono un preciso modo di operare», prosegue Martucci. «L’impegno nella tutela dell’ambiente è responsabilità condivisa che deve essere testimoniata».Alisea è stata tra le prime aziende italiane a costituirsi come società benefit: sviluppa processi produttivi innovativi nell’ottica di dare nuova vita ai materiali di scarto attraverso i quali realizza «Oggetti Comunicanti», come li definisce la sua fondatrice. «Il punto di partenza è sempre il rifiuto: da questa fonte di materie, sviluppiamo idee e processi affinché il riciclo non si esaurisca con le materie prime seconde ottenute, ma sia uno stimolo creativo capace di dare valore al progetto». Una filosofia che Alisea chiede che sia condivisa da tutti i partner coinvolti.Perpetua Recorder the magnetic notebook è nato in Italia ed è disponibile solo tailor made. È rivolto alle aziende che desiderano condividere un messaggio che parla di sostenibilità, innovazione e design.

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Lotta al ragnetto rosso, l’acaro che minaccia il pomodoro

Posted by fidest press agency su sabato, 19 ottobre 2019

È nato Idra, il progetto del Goi (Gruppo operativo per l’innovazione) che ha l’obiettivo di migliorare la difesa fitosanitaria contro il ragnetto rosso, l’acaro che minaccia la coltivazione del pomodoro da industria e che in passato ha colpito duramente soprattutto il territorio Piacentino (areale storico con circa 10.300 ettari di pomodoro coltivati nel 2019) provocando un calo dei quantitativi e della qualità della materia prima, specie nella campagna del 2018.
Idra (acronimo di Innovazione della Difesa fitosanitaria contro il Ragnetto rosso) è un progetto di sperimentazione che si protrarrà sino alla primavera 2022 ed ha ottenuto un finanziamento di 180mila euro, su un costo complessivo di 250mila, dalla Regione Emilia-Romagna nell’ambito del Piano di sviluppo rurale. Vede collaborare Consorzio agrario Terrepadane (ente capofila); Università Cattolica del Sacro Cuore di Piacenza; organizzazione interprofessionale OI Pomodoro da industria del Nord Italia; Ainpo; Centro di formazione, sperimentazione ed innovazione Tadini e 4 aziende agricole della provincia di Piacenza situate nell’area in passato maggiormente colpita dalla diffusione del ragnetto, ossia la zona a sud di Piacenza nel territorio dei comuni di Gossolengo, Gazzola, Podenzano, Rivergaro, Vigolzone, Ponte dell’Olio, San Giorgio Piacentino e Pontenure.

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Prosegue la raccolta dell’uva da tavola

Posted by fidest press agency su sabato, 19 ottobre 2019

E’ una delle produzioni di punta della frutticoltura nazionale. Dalle quotazioni rilevate nell’ultimo periodo, emerge un aumento del prezzo del 10% rispetto allo scorso anno. Le condizioni climatiche avverse del periodo tardo primaverile, caratterizzato da piogge e grandinate, hanno determinato un calo della produzione, influenzando negativamente la dimensione degli acini e la morfologia dei grappoli. Questa situazione ha coinvolto soprattutto la produzione estiva e in particolare la varietà Vittoria, uva bianca da tavola il cui periodo di produzione va dal mese di giugno al mese di settembre. Anche le varietà autunnali stanno avendo quotazioni leggermente più alte rispetto alle annate passate ma il bel tempo della seconda parte del periodo estivo ha portato ad un notevole miglioramento della qualità organolettica e soprattutto del contenuto zuccherino del prodotto. Non è l’uva dall’aspetto più bello degli ultimi anni ma sicuramente la più dolce.

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Problemi di salute mentale in Italia

Posted by fidest press agency su sabato, 19 ottobre 2019

“Quello del disagio mentale costituisce ancora un nervo scoperto nella gestione delle risorse umane in Italia. – ha dichiarato Virginia Magliulo, general manager Adp Italia – Come emerge dalla survey presa qui in esame, risulta che è ancora una buona fetta dei lavoratori italiani a mostrare ritrosia nel parlarne nell’ambito di uffici/fabbriche. Ciò per motivazioni diverse, ma soprattutto per timore che venga giudicata comunque negativamente la propria performance. Un ascolto continuo delle proprie persone e un feedback puntuale concretizzano un più stretto rapporto tra i dipendenti, manager e vertici aziendali. Solo così verranno del tutto liberate le potenzialità e la creatività del lavoratore che può sviluppare il proprio senso di appartenenza all’azienda e sentirsi pienamente coinvolto negli obiettivi aziendali”.
Problemi di salute mentale: a chi lo comunicheresti sul posto di lavoro? Si apre con questa domanda la survey “Workforce View 2019” di ADP Italia, leader nella consulenza per la gestione delle risorse umane a livello mondiale.Il 32,60% dei lavoratori italiani dichiara che, in caso di problemi di salute mentale, è disposto a parlarne in ufficio solo se ha amici presenti sul posto di lavoro, il 31% con i colleghi, il 25% con nessuno sul posto di lavoro, il 15% con il capo, il 12,10% con la direzione del personale.

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Scuola: Amministrativi utilizzati come Dsga, un’altra beffa: se va bene saranno assunti nel 2024

Posted by fidest press agency su sabato, 19 ottobre 2019

Si sta sempre più delineando la scarsa utilità dell’accordo che amministrazione e sindacati maggiori hanno trovato per gli oltre 600 assistenti amministrativi che per anni e anni si sono prodigati sul ruolo superiore di Direttore dei servizi generali e amministrativi in cambio di somme poco più che simboliche, ma acquisendo una professionalità sul campo risultata alla resa dei conti davvero preziosa per la regolare gestione degli istituti. Ora, il Consiglio dei ministri è vero che ha detto sì all’approvazione di un decreto legge con l’attivazione di una procedura selettiva riservata per accedere a posti di Dsga, a condizione che abbiano svolto le funzioni in quel ruolo per almeno tre interi anni scolastici a decorrere dal 2011/2012, ma lo stesso decreto rimanda oltremodo la loro stabilizzazione. Nella migliore delle ipotesi, a non prima di tre o quattro anni dalla fine della tornata concorsuale. Secondo Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, “il Governo aveva il dovere di riservare a monte nell’attuale concorso il 30% dei posti disponibili. È il minimo che si poteva fare, visto che ormai un posto come Dsga su tre è assegnato in reggenza oppure, nella maggior parte dei casi, va proprio a un assistente amministrativo facente funzione, neo-immesso in ruolo o magari precario come risulta dall’accordo tra Miur e sindacati firmatari di contratto. Aspettiamo di sapere cosa ne pensano i giudici amministrativi nei ricorsi già presentati contro l’esclusione dalle prove scritte”.

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Roma Università: JCU ateneo plastic free

Posted by fidest press agency su sabato, 19 ottobre 2019

Roma La John Cabot University (JCU), l’ateneo americano più grande in Italia e fra i maggiori d’Europa, con sede nel cuore di Roma, a Trastevere, ha avviato un progetto che prevede la riduzione sistematica dell’utilizzo di plastica monouso all’interno delle proprie strutture, con l’obiettivo di arrivare ben presto all’eliminazione completa.In accordo con gli studenti, e con il club ambientale studentesco Grassroots che ha proposto l’iniziativa plastic free, dall’inizio di questo mese sono stati rimossi i bicchieri di plastica presenti all’interno dell’università, in particolare presso i distributori d’acqua e di bevande, le fontanelle, ed è stato avviato l’uso di cartoncino compostabile biodegradabile anche per piatti, vaschette take-away, coppette frutta/gelato, nella caffetteria come nei locali mensa. Inoltre, la Presidenza ha acquistato 8mila borracce in alluminio che ha distribuito a tutti gli studenti, al personale docente, allo staff e alla filiera JCU in genere.L’iniziativa avviata dalla John Cabot University non è spot, ma strutturale. E i primi riscontri sono molto positivi. Migliaia di bicchieri, bottigliette e contenitori di plastica sono già spariti dall’uso quotidiano all’interno dell’ateneo, con grande vantaggio per l’ambiente.

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Richiesta Iva agevolata al 10% sui prodotti per l’infanzia

Posted by fidest press agency su sabato, 19 ottobre 2019

Prosegue l’impegno di Altroconsumo a sostegno dei consumatori con un’iniziativa finalizzata a ottenere l’applicazione dell’Iva agevolata al 10% sui prodotti per l’infanzia. Una proposta che, da un lato, l’Organizzazione di consumatori ha portato all’attenzione del Ministro dell’economia Roberto Gualtieri e del Ministro per la Famiglia Elena Bonetti e che, dall’altro, in attesa che la politica faccia il suo corso, vede Altroconsumo intervenire direttamente a sostegno dei consumatori con un’azione concreta. Proprio a partire da oggi, infatti, grazie alla collaborazione con QuiMammeShop.it si potranno acquistare prodotti per l’infanzia ad un prezzo ribassato come se l’Iva fosse al 10%, la percentuale che – secondo l’Organizzazione – dovrebbe essere applicata a tutti i prodotti indispensabili per la cura dei bambini.Una serie di prodotti indispensabili per la cura dei bambini, dai pannolini ai seggiolini auto, nel nostro Paese sono tassati con Iva al 22%, la stessa percentuale applicata ai beni di lusso. Una vera e propria ingiustizia se si considera l’Iva agevolata, rispettivamente al 5 e 10%, per prodotti alimentari non di prima necessità, come ad esempio i tartufi, e per gli oggetti d’arte e i francobolli da collezione.Eppure quella per la cura dei bebè è una voce di spesa non comprimibile che grava pesantemente sui bilanci familiari: basti pensare che in Italia si spendono oltre 380 milioni l’anno solo per i pannolini. A questa spesa vanno aggiunti una serie di prodotti che è obbligatorio acquistare come i seggiolini auto (fino ai 12 anni di età), o necessari, come i seggioloni per la pappa.
Fino al 9 dicembre, registrandosi su http://www.altroconsumo.it/babyiva, è possibile ottenere un coupon per acquistare su QuimammeShop.it una serie di prodotti indispensabili per la cura e la crescita dei bambini (ad esempio pannolini, seggiolini auto, prodotti di puericultura leggera, ecc…) con prezzo ridotto, al costo che avrebbero se godessero dell’IVA agevolata al 10%. Un’azione concreta a testimonianza del sostegno di Altroconsumo alla natalità e alla tutela delle famiglie italiane che sottolinea il valore e l’importanza delle nuove generazioni per il futuro del Paese.

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Costruzioni in Italia: settore in crescita

Posted by fidest press agency su sabato, 19 ottobre 2019

Continuano a crescere gli investimenti nel settore delle costruzioni, trascinati dalla ripresa delle opere pubbliche. Se nel 2018 il valore complessivo in Italia aveva superato i 139 miliardi di euro, si prevede a fine 2019 un aumento del 3,5%, pari a 4,8 miliardi di euro e nel 2020 di ulteriori 3,3 miliardi (+2,4%). Le stime arrivano dal Monitor edilizia di ottobre 2019, elaborate dall’Osservatorio Samoter-Prometeia. L’indagine analizza ogni trimestre l’andamento del comparto e rappresenta uno strumento che Samoter, il Salone internazionale macchine per costruzioni (Veronafiere, 21-25 marzo 2020), fornisce alle aziende per aiutarle a interpretare le evoluzioni del mercato. Secondo il Monitor edilizia, gli investimenti nel settore hanno avuto un andamento variabile nella prima metà del 2019. Alla forte crescita del primo trimestre è seguito un lieve calo nei tre mesi successivi, anche se in termini tendenziali la variazione degli investimenti è comunque rimasta positiva (+3,2% nel secondo trimestre).
Il clima di fiducia delle imprese del settore è aumentato in settembre e si è confermato su livelli più elevati rispetto agli altri settori dell’economia. In particolare, nel residenziale gli interventi di ristrutturazione edilizia e di riqualificazione energetica continuano a dare un contributo rilevante all’attività in questo comparto su impulso delle agevolazioni fiscali. Positivo anche il dato delle compravendite nel mercato residenziale, cresciute del 3,9% nel secondo trimestre. Tuttavia, i prezzi delle abitazioni non hanno ancora raggiunto una completa stabilizzazione, registrando un ulteriore lieve calo nel secondo trimestre (-0,2%), legato unicamente ai prezzi delle abitazioni esistenti, a fronte di un aumento nel segmento del nuovo.
Nonostante il lieve rallentamento del secondo trimestre, si conferma (al +3,5%) la stima di crescita degli investimenti in costruzioni nel 2019. Una tendenza diffusa in tutti i comparti di attività, incluso il Genio civile che, beneficiando della ripresa degli investimenti pubblici, ripartirà dopo una lunga fase di contrazione.
A far ben sperare, in particolare, è l’andamento degli investimenti fissi lordi delle pubbliche amministrazioni, in crescita del 6,9% nel primo semestre grazie alle misure adottate negli ultimi anni, a partire dallo sblocco degli avanzi di bilancio delle amministrazioni locali per la realizzazione di opere pubbliche.
Nel 2020-2021 è attesa un’ulteriore crescita delle costruzioni, intorno al +2% medio annuo. L’impulso principale si attende dal Genio civile, nell’ipotesi che sia data effettiva attuazione ai provvedimenti legislativi varati di recente a sostegno delle costruzioni (Decreti “Sblocca cantieri” e “Crescita”). Il nuovo esecutivo ha confermato l’impegno al rilancio delle infrastrutture e alla riqualificazione urbana, annunciando lo stanziamento di risorse aggiuntive nella Legge di bilancio per il 2020. In particolare, sono considerati prioritari il piano dell’Anas per la manutenzione straordinaria e gli investimenti nella rete ferroviaria inclusi nell’aggiornamento del Contratto di programma di RFI per il 2017-2021.
Nello stesso periodo anche l’edilizia residenziale dovrebbe mantenere un profilo espansivo, sebbene a ritmi più contenuti di quelli del biennio 2018-2019, continuando a beneficiare del contributo positivo degli investimenti nella riqualificazione.

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Fisco e denaro di plastica

Posted by fidest press agency su sabato, 19 ottobre 2019

Ben venga il pagamento di servizi tramite denaro di plastica, ché probabilmente è un modo efficace per combattere l’evasione fiscale e semplificare la vita alle persone. Ma occorre affrontare e risolvere un problema che abbiamo riscontrato proprio stamane in un bar dove, accanto alla cassa c’era esposto un cartello con scritto “si accettano pagamenti con ogni carta ma solo per importi superiori ai 10 euro”. Problema che, ovviamente, tutti dicono esistere ma che non ci sembra (almeno al momento) venga affrontato in modo adeguato per impedire penalizzazione di consumatori e commercianti. L’uso del denaro di plastica ha un costo per consumatori e commercianti, e questo ne scoraggia l’uso per piccoli importi.Il ministro degli Affari Esteri, Luigi Di Maio così si esprime: “Sul Pos se mettiamo semplicemente una multa da 30 euro per chi non accetta la carta di credito”, otterremo come risultato che “il commerciante preferira’ pagare la multa piuttosto che le commissioni”. Per questo serve “un accordo con le banche per abbassare i costi dei pagamenti con le carte credito o i bancomat”. Insomma, “sono anni che si fa la lotta all’evasione facendo la lotta agli scontrini”, inseriamo “il carcere e la confisca per sproporzione e vedrete che le cose cambieranno” .Ci par di capire che venga auspicato il carcere e la confisca per i commercianti che non dovessero consentire l’uso delle carte nei propri esercizi. Auspichiamo che si arrivi a più miti pretese, ragionamenti e metodi, anche perché i metodi da giustizialismo fiscale (misti ad una sorta di dittatura fiscale), in un contesto in cui si dovrebbe tendere a far capire ai contribuenti che pagare le tasse conviene a tutti, è probabile che siano forieri solo di metodi più raffinati di evasione rispetto agli attuali. Allo stato dei fatti sembra che il governo si stia orientando sui premi/lotteria da concedere a chi paga con le carte. E che, a parte le parole, non ci sia nulla per quello che noi riteniamo il problema centrale: le commissioni agli istituti di credito di consumatori e commercianti. Commissioni la cui pretesa ci sembra legittima da parte degli istituti di credito e che crediamo che l’auspicato “accordo con le banche per abbassare i costi dei pagamenti con le carte credito o i bancomat” non porterà a nulla.
Per questo crediamo che invece della ‘lotteria degli scontrini’, lo Stato dovrebbe stanziare dei fondi per accollarsi le spese delle commissioni. Un provvedimento temporaneo perché, dopo gli inevitabili problemi e costi iniziali, non si può escludere che gli istituti di credito, visto il nuovo e consistente giro di soldi che transiterà dai loro forzieri (ed è questo, oltre le commissioni, il loro business), non si può escludere che potranno applicare una politica di “commissioni zero” alla bisogna. Spetterà ovviamente al governo monitorare in modo che la situazione non degeneri e, nel caso, prendere i necessari provvedimenti per garantire questo equilibrio. (Vincenzo Donvito, presidente Aduc)

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Europa e Spagna: La improbabile indipendenza della Catalogna

Posted by fidest press agency su sabato, 19 ottobre 2019

Torna la cronaca e quindi l’argomento. Ci riferiamo alle manifestazioni di protesta a Barcellona (Catalogna, Spagna), dopo che la Corte Suprema spagnola ha condannato, per sedizione e appropriazione indebita, 13 indipendentisti catalani, tra i quali l’ex presidente del governo catalano.La Catalogna è una regione trainante dell’economia spagnola, ha 7,5 milioni di abitanti rispetto ai 46,7 della Spagna, produce il 20% del PIL nazionale ma ha un debito del 30% dello stesso PIL, pari a 57 miliardi di euro.Vediamo cosa succederebbe se la Catalogna si staccasse dalla Spagna per diventare stato indipendente:
1. uscita dalla Unione europea e dall’euro che comporta la perdita della rete di sicurezza della BCE per la liquidità alle banche, il che vuol dire che eventuali crisi finanziarie sarebbero a totale carico della Catalogna;
2. perdita dei quattro Fondi strutturali e di investimento europei: il Fondo europeo di sviluppo regionale (FESR), il Fondo sociale europeo (FSE), Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale (FEASR), il Fondo europeo per marittimi e la pesca (FEMP) e altri interventi della Banca europea per gli investimenti (BEI);
3. uscita dall’area europea di libero scambio e da analoghi accordi internazionali della Ue e l’imposizione di barriere doganali;
4. riduzione degli investimenti esteri, fuga dei capitali e delocalizzazione degli impianti in aree più convenienti;
5. maggiori oneri derivanti dall’organizzazione di un nuovo Stato.
Sono tutte premesse per una crisi economica, finanziaria e sociale.Si potrebbe sostenere che l’indipendenza vale il prezzo da pagare ma, a parte gli emuli di Leopold von Sacher-Masoch (1836-1895), lo scrittore austriaco da cui deriva il termine masochismo, occorre ricordare che chi viola la legge è soggetto alle relative sanzioni. Vale in tutti i sistemi democratici, compresa la Spagna, dove non ci risulta che ci sia un regime dittatoriale. (Primo Mastrantoni, segretario Aduc)

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Solo il 39% delle imprese manifatturiere italiane investe all’estero

Posted by fidest press agency su sabato, 19 ottobre 2019

Il 20% delle quali attraverso imprese controllate, mentre il 19% acquisendo partecipazioni minoritarie. Il 56% investe in attività commerciali che consentono di avere un presidio di vendita in loco; mentre solo il 28% punta agli investimenti produttivi, con i relativi stabilimenti; infine, il 10% degli investimenti è finalizzato all’acquisto di uffici di rappresentanza o show room. E’ quanto emerge da un’elaborazione di Mediobanca presentata durante l’evento Crescere in Orizzonti Globali organizzato oggi presso la Marchesini Group a Pianoro (Bologna) organizzato da Fabbrica per l’Eccellenza, la learning community della media impresa italiana.Relativamente al 61% di aziende che secondo Mediobanca mostra una scarsa tendenza a investire all’estero, ne emerge un 47% che non l’ha mai fatto e un 14% che, invece, potrebbe farlo nei prossimi anni. Questo perché nel 28% dei casi il Made in Italy è vissuto come un vantaggio competitivo; inoltre, le ridotte dimensioni aziendali (20%) e la mancanza di risorse finanziarie (13%) sono elementi che scoraggiano l’investimento fuori dall’Italia. In aggiunta, si riporta che il 7% delle imprese ha già ricevuto un’offerta di acquisto, ma in 2 casi su 3 ha rifiutato.
“L’Italia arranca negli IDE in entrata – ha sottolineato Gigi Gianola, direttore generale di Cdo – se pensiamo ai 24 miliardi di dollari nel 2018 a fronte dei 37 miliardi di dollari della Francia e soprattutto negli IDE in uscita, con 20.5 miliardi di dollari contro i 63 miliardi di dollari della Germania. Regole chiare, in particolare in Europa e negli USA, nella tutela dei prodotti italiani e soprattutto un incentivo, anche fiscale, ad aprire la governance delle aziende favorendo il passaggio generazionale: sono queste le leve perché le aziende eccellenti di medie dimensioni possano crescere in orizzonti davvero globali.” Nonostante questo scenario, 9 aziende su 10 esportano fuori Italia (93,1%) e il 46,4% dei ricavi deriva proprio da fatturato estero, ma solo il 25% delle esportazioni raggiunge mercati lontani, sia geograficamente che culturalmente: l’Africa sub-sahariana (8%), Russia (6,6%), Cina (4,3%), Africa del Nord e Medio Oriente (3,8%), Asia Sud Orientale e Oceania (7,6%), Sud America (5,9%). Il restante 75% si rivolge a Nord America e Eurozona.Assente o scarsamente presente è il contributo del Sistema Paese nel supportare le imprese nel processo di internazionalizzazione: il 43,2%, infatti, procede in autonomia, mentre il 23,2% richiede l’aiuto di un consulente privato, il 9,6% si rivolge alle banche e il 24% ad attori istituzionali, (il 7,1% Confindustria, il 6,8% Sace, il 4,1% Simest, il 3% CCIA, il 2,2% ICE, lo 0,5% Enti territoriali e lo 0,3% altre agenzie).In generale, dall’analisi emerge che l’industria manifatturiera spende ancora poche risorse nel capitale intangibile, come advertising, attività di marketing, servizi post vendita ecc e tende a investire sul capitale tangibile come macchinari, impianti, cespiti ecc. La resistenza potrebbe essere legata a una governance ancora molto chiusa, basti pensare che nel 68% dei casi si registra la totalità dei membri familiari all’interno del Consiglio di Amministrazione. La reddittività infatti è più alta nei casi di governance aperta (+13,2%).La forte resistenza al cambio generazionale è confermata dal fatto che il CEO familiare rimane nella sua posizione fin oltre i 70 anni di età, mentre il CEO che non appartiene alla famiglia dà le dimissioni verso i 60 e ha anche un titolo di studio più elevato (laureato nel 58,3% dei casi, rispetto al 41% del CEO familiare).

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