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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 321

Archive for 20 ottobre 2019

L’attacco militare della Turchia con l’obiettivo di sterminare i curdi è qualcosa di più di una sporca guerra

Posted by fidest press agency su domenica, 20 ottobre 2019

Di Enrico Cisnetto. La scelta di Erdogan di aprire la sua bottega degli orrori, l’imbarazzante e imbarazzato agnosticismo di Trump e l’assordante silenzio dell’Europa verso un paese della Nato che se ne frega degli alleati, rappresentano una miscela esplosiva capace di far saltare in aria definitivamente quel (poco) che resta della solidarietà atlantica e del sistema occidentale così come si è configurato da dopo la seconda guerra mondiale in avanti. La mancanza degli Stati Uniti d’Europa è ogni giorno che passa sempre più drammaticamente evidente – e della dottrina Trump che fatto diventare “sovranista” il paese un tempo perno degli equilibri mondiali fino al punto da essere accusato di imperialismo, rischia di sbriciolare irrimediabilmente quanto era stato costruito con fatica politica e pazienza diplomatica.
D’altra parte “yankee go home” non è più lo slogan degli anti-imperialisti, ma la parola d’ordine di Trump, traducibile in “gli americani se ne stanno a casa loro” e, nello specifico, se ne impipano se i curdi siriani erano leali alleati nella lotta contro lo stato islamico e sterminarli significa rimettere in circolazione migliaia di tagliagole dell’Isis. Ma non c’è da meravigliarsi: quella nella vicenda turco-siriana è solo l’ultima delle posizioni assunte da Washington che rischiano di compromettere l’alleanza atlantica. Non meno grave, per esempio, è la decisione di trattare con i talebani afgani o la guerra doganale sui dazi che punisce più gli amici che i nemici. È il frutto velenoso di quella micragnosa idea denominata “America first”, che se non è all’origine certo ha contribuito in maniera decisiva al declino dell’egemonia Usa nel mondo, un fatto di cui soltanto gli stolti possono compiacersi. Come ha scritto Angelo Panebianco sul Corriere della Sera, tutto questo comporta gravi conseguenze. Nell’ordine: mina la Nato, che non può tollerare oltre la presenza della Turchia senza metterne in discussione il comportamento – basti pensare che quella di Ankara è la quarta forza militare dell’alleanza – o in alternativa chiedendone l’espulsione; fa esplodere le contraddizioni europee più di quanto già non fossero evidenti; disarticola i già più che precari equilibri mondiali – a tutto favore della Russia e della Cina – dando un colpo mortale alle (finora sacrosante) ragioni dell’atlantismo. E, sia chiaro, in ballo non c’è il pacifismo, magari nella solita versione politicamente corretta, ma la nostra sicurezza, messa in pericolo dai foreign fighters che possono tornare a organizzare attentati, e i nostri equilibri sociali, che non reggerebbero ad un supplemento di pressione migratoria (vedi la minaccia di Erdogan di riversare in Europa milioni di profughi). Pericoli di fronte ai quali tanto Bruxelles quanto le singole cancellerie continentali non possono pensare di cavarsela con le condanne formali e le minacce (spuntate) degli embarghi delle forniture militari. Come si vede, si tratta di questioni politiche, non (solo) morali. E come tali richiedono risposte politiche, non mozioni degli affetti. E qui casca l’asino italiano. Perché se l’Europa è afona, l’Italia è muta. A parte le solite espressioni di biasimo accompagnate dai soliti auspici buonisti, comunque circoscritti alla situazione del Kurdistan, Roma non si è neppure posta il problema dei temi che solleva e delle conseguenze che comporta questa situazione. La verità è che manca la politica, e in questo vuoto la politica estera è un vero e proprio buco nero. I governanti che si susseguono rincorrono pateticamente una photo opportunity con questo o quel potente, senza neanche guardare troppo per il sottile, si compiacciono se vengono chiamati per nome (storpiato va bene lo stesso, anzi è un Gronchi rosa di maggior valore) e non fanno caso a quali politiche vengono accostati. Viceversa, questo o quel potente – Merkel e Macron in particolare – diventano bersagli della polemica politica interna, con una leggerezza altrettanto sconcertante dell’approccio ruffiano. Figuriamoci se c’è qualcuno che si pone il problema del ruolo della Nato, della tenuta dell’alleanza atlantica, della reinterpretazione della fedeltà agli amici americani in una chiave di dignità che consenta di tenere la schiena dritta (do you remember Sigonella?), dell’esercito europeo da costruire. Avete forse sentito far cenno a queste cose nello stucchevole faccia a faccia televisivo tra i due Matteo, ammesso che abbiate avuto la forza di arrivare in fondo? Noi che lo abbiamo fatto per dovere professionale, vi possiamo assicurare di no, si è parlato di tutt’altro. A proposito, giusto per soddisfare le numerose richieste di giudizio sull’esito del duello da Vespa, ci pare di poter dire che tecnicamente (cioè sul piano della pura abilità dialettica) abbia vinto Renzi, che poi ha però ceduto tutti i punti di vantaggio che aveva a Salvini sul piano della simpatia (nel senso che il leghista è risultato il meno antipatico dei due), e che sia stato un pareggio in quanto a povertà di argomenti (assoluta) e in quanto a visone politica (zero). Figuriamoci se tra una battuta sul Papete e l’altra ci poteva stare anche solo un riferimento alla politica estera, a meno che per tale non s’intendano le frecciate sul Russiagate o quelle sui rapporti con Obama. Mentre, al contrario, è ben visibile in controluce la possibilità e in qualche modo la voglia dei due di incontrarsi in un futuro neanche troppo lontano, consci che la loro predisposizione al populismo – seppur uno di grana grossa e l’altro un po’ più fine – li unisce e che l’uno può servire all’altro, specie nell’ottica della definitiva fine politica di Berlusconi. Tuttavia, la politica senza un’idea che una di come l’Italia si possa e si debba collocare nel contesto europeo e internazionale, è fatalmente destinata a non avere sbocco. Per fortuna un’azione di supplenza la svolge il presidente della Repubblica. Lo si è visto in questo suo viaggio a Washington, quando anche solo con la postura e un minimo di mimica – compostezza, distacco, rappresentazione di sé – Mattarella ha reso a Trump la pariglia in termini di dignità e autonomia senza minimamente venir meno alle ragioni del protocollo (che il pirotecnico Donald non sa neanche dove stia di casa). Non è la prima volta che il capo dello Stato ci mette una pezza. Per esempio, l’aveva fatto con Macron durante il Conte1, rimediando a strappi di Salvini ma anche di chi oggi è (sic!) ministro degli Esteri. Ma la sua supplenza ha un limite costituzionale e di opportunità, oltre il quale non si può spingere, ed è bene che sia così. Per questo, tra un eccesso di confidenza con Putin, un azzardo mal calibrato con i cinesi sulla Via della Seta e un “Giuseppi” di troppo, la voragine procurata dalla totale mancanza di una qualsiasi visione geopolitica da parte della nostra classe dirigente, ci deve preoccupare. Tanto più quando, come adesso, il mondo delle nostre antiche certezze va a farsi benedire. (fonte: http://www.terzarepubblica.it)

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Sicurezza a scuola: La protesta continua

Posted by fidest press agency su domenica, 20 ottobre 2019

Non si arresta il malcontento dei dd.ss. per la questione della sicurezza strutturale degli edifici scolastici: il 30 ottobre 2019 si sono dati appuntamento all’Istituto Da Vinci di Roma per raggiungere il Miur per un sit-in che dovrebbe portarli ad incontrare se non il Ministro Lorenzo Fioramonti almeno uno o più sottosegretari. Marcello Pacifico (Udir): Samo solidali coi dd.ss. e li appoggiamo in questa protesta che vuole essere soprattutto una manifestazione di impotenza di fronte alla situazione che si è venuta a creare. Non è possibile rischiare una condanna penale mentre si sta svolgendo il proprio compito. Il ruolo del ds, anche se carico di oneri, è pur sempre un lavoro che compie chi è profondamente interessato all’istruzione e al rapporto col corpo docente e coi discenti: non perdiamo ciò di vista. Si stanno portando i dirigenti scolastici a essere molto più preoccupati delle condanne piuttosto che della formazione dei nostri studenti e delle ottimali condizioni lavorative di docenti e Ata. Italia, Francia e Portogallo tra i Paesi europei con maggiore carenza di docenti qualificati
Questo si evince dal rapporto “Education and Training Monitor 2019”, per le competenze di insegnamento in un ambiente multiculturale o multilingue, nell’insegnamento a studenti che appartengono a realtà svantaggiate dal punto di vista socio-economico e con esigenze particolari. Tra le cause figura anche il progressivo invecchiamento della popolazione del corpo insegnante. Secondo Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, “la ricerca conferma la necessità di intervenire con urgenza nel sistema di formazione iniziale in servizio degli insegnanti, ma anche nel reclutamento e nella valorizzazione delle competenze nei diversi contesti educativi con organici legati al territorio”. Anief aggiunge al quadro delineato i numeri: quasi 300 mila studenti hanno un handicap certificato, 500 mila presentano bisogni educativi speciali, 800 mila sono alloglotti, in migliaia si ritrovano a studiare in zone economicamente depresse, ad alto rischio sociale o tasso di dispersione. A questi dati bisogna dare una risposta che passa da una maggiore specializzazione degli insegnanti in base alle esigenze degli alunni per garantire una società più giusta, equa e solidale e il diritto costituzionale all’istruzione. Bisogna intervenire per cambiare o attuare la normativa vigente, cambiarla quando definisce lo stesso rapporto tra studenti e insegnanti in tutte le parti del Paese ignorando il tessuto sociale in cui è inserita la scuola, applicarla quando prevede una specifica formazione per affrontare i BES, innovarla quando si ha davanti una prima classe con 25 alunni su 30 di lingua non italiana.
Sul sostegno poi, bisogna trasformare i posti in deroga in organico di diritto e ampliare la formazione specialistica visto che otto supplenti su dieci non hanno una formazione specifica nella didattica speciale. Piuttosto che concorsi-lumaca, si dia il via all’utilizzo delle professionalità esistente con corsi di specializzazioni ordinari e reclutamento immediato grazie alle nuove graduatorie del salva-precari e di merito.

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Scuola: Diplomati magistrale, siglata l’intesa

Posted by fidest press agency su domenica, 20 ottobre 2019

Possono continuare a insegnare per quest’anno ma rimane il problema del loro reclutamento. Anief continua a non capire perché si firmano accordi che non risolvono il problema. Pacifico: bisogna estendere il riservato bis alla primaria e infanzia senza limiti di idonei e confermare nei ruoli chi ha superato l’anno di prova. Basta convocarci e ascoltarci.Il nostro sindacato ha da tempo espresso quale sarebbe la linea da intraprendere: utilizzare la possibilità dell’imminente discussione in Parlamento del decreto legge salva scuola, finalizzato alla sua conversione, per indire un concorso straordinario bis ai docenti con diploma magistrale conseguito entro l’a.s. 2001/02 per l’assunzione nella scuola primaria e dell’infanzia inserendo tutti gli idonei in graduatoria, come era stato previsto a luglio. E aprendo la selezione, naturalmente, anche a chi è in possesso del titolo Laurea in Scienze della formazione primaria. Anief, che continua ad essere illegittimamente esclusa dagli incontri con il Miur – sebbene tuteli da sola oltre la metà dei maestri interessati, sia rappresentativa da ormai oltre un anno e mezzo e ciò è stato anche ratificato dall’Aran – reputa del tutto insoddisfacente questo accordo. Per il suo presidente nazionale Marcello Pacifico, “la verità è che invece di prevedere una modalità per permettere ai maestri con diploma magistrale di essere confermati nelle scuole dove operano e, nel contempo, stabilizzati in modo graduale, si fa passare per grandioso lo stesso risultato, una premessa ad un provvedimento legislativo, che con il precedente Esecutivo si era ottenuto – con apposito comma inserito nella Legge 96/2918 – senza manfrine ed inutili accordi, come quello sancito oggi al ministero dell’Istruzione e spacciato come un risultato importante, ma per vie dirette di tipo puramente governativo”.

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Libro: L’Isola dei fucili

Posted by fidest press agency su domenica, 20 ottobre 2019

Commerciante di libri rari e oggetti d’antiquariato, Deen Datta vive e lavora a Brooklyn, ma è nato nel Bengala, terra di marinai e pescatori. Non c’è stato perciò tempo della sua infanzia in cui le leggende fiorite nelle mutevoli piane fangose del suo paese, affascinanti storie di mercanti che scappano al di là del mare per sfuggire a dee terribili e vendicatrici, non siano state parte del suo mondo fantastico.
In uno dei suoi ritorni a Calcutta, o Kolkata come viene detta oggi, Deen ha la ventura di incontrare Kanai Dutt, un lontano parente ciarliero e vanesio che, per sfidarlo sul terreno delle sue conoscenze del folklore bengali, gli narra la storia di Bonduki Sadagar, che nella lingua bengali o bangla significa «mercante di fucili».
Bonduki Sadagar era, gli dice, un ricco mercante che aveva fatto infuriare Manasa Devi, la dea dei serpenti e di ogni altra creatura velenosa, rifiutando di diventare suo devoto.
Tormentato dai serpenti e perseguitato da alluvioni, carestie, burrasche e altre calamità, era fuggito, trovando riparo al di là del mare in una terra chiamata Bonduk-dwip, «Isola dei fucili». Braccato, infine, di nuovo da Manasa Devi, per placare la sua ira, era stato costretto a far erigere un dhaam, un tempio in suo onore nelle Sundarban, nelle foreste di mangrovie infestate da tigri e serpenti.
La leggenda del mercante dei fucili resterebbe tale per Deen, una semplice storia, cioè, da custodire nell’armadio dei ricordi d’infanzia, se il vanesio Kanai non aggiungesse che sua zia Nilima Bose ha visto il tempio e sarebbe ben lieta se Deen l’andasse a trovare.
Comincia così, per il commerciante di libri rari di Brooklyn, uno straordinario viaggio sulle tracce di Bonduki Sadagar che dalle Sundarban, la frontiera dove il commercio e la natura selvaggia si guardano negli occhi, il punto esatto in cui viene combattuta la guerra tra profitto e Natura, lo porterà dall’India a Los Angeles, fino a Venezia.
Un viaggio mirabolante, che attraverserà secoli e terre, e in cui antiche leggende e miti acquistano un nuovo significato in un mondo come il nostro, dove la guerra tra profitto e Natura sembra ormai non lasciare più vie di scampo al di là dei mari. Euro 18,00 320 pagine Traduzione di Anna Nadotti e Norman Gobetti. Neri pozza editore.
Amitav Ghosh (Calcutta, 1956) è uno dei più importanti scrittori indiani contemporanei.

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Pa: Cgil Cisl Uil, bene impegno governo ma risorse insufficienti

Posted by fidest press agency su domenica, 20 ottobre 2019

“Registriamo l’impegno del governo ma le risorse investite non sono soddisfacenti. Gli stanziamenti in legge di Bilancio per il rinnovo del contratto non tengono conto del complesso di interventi necessari sul salario delle lavoratrici e dei lavoratori, così come sull’elemento perequativo e sull’indennità di vacanza contrattuale. Non solo, come previsto dai passati contratti, c’è bisogno di accelerare e investire risorse sul nuovo sistema di classificazione del personale. Per riconoscere alle lavoratrici e ai lavoratori il giusto valore della loro professione”. Così i segretari generali di Fp Cgil, Cisl Fp, Uil Fpl e Uil Pa, Serena Sorrentino, Maurizio Petriccioli, Michelangelo Librandi e Nicola Turco, in merito alle parole del ministro della Pa, Fabiana Dadone, su contratti pubblici e legge di Bilancio.”Sostenere di aver garantito un recupero di potere d’acquisto superiore all’indice Ipca, come ha fatto il ministro Dadone, – proseguono – non tiene conto dei prolungati anni di blocco della contrattazione e della strada ancora da fare per registrare un vero recupero dell’inflazione registrata. Apprezziamo la volontà politica espressa dal ministro nel praticare il confronto con i sindacati ma, allo stesso tempo, riteniamo insoddisfacenti le risorse messe a bilancio”.Intenzione di Fp Cgil, Cisl Fp, Uil Fpl e Uil Pa, aggiungono, “è puntare all’innovazione, generando un vero cambiamento nella Pa che consenta una valorizzazione dei lavoratori e che offra sempre migliori servizi ai cittadini. Per fare questo servono interventi che guardino anche al varo di un piano straordinario di occupazione, alla proroga di tutte le graduatorie in essere e alla stabilizzazione dei precari, al liberare dagli stringenti vincoli la contrattazione decentrata. Rivendicazioni che saranno al centro di un Attivo unitario nazionale promosso da Fp Cgil, Cisl Fp, Uil Fpl e Uil Pa in programma a Roma il prossimo mercoledì 30 ottobre”, concludono.

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L’antico Caffè Greco della capitale sta per chiudere?

Posted by fidest press agency su domenica, 20 ottobre 2019

“Tra qualche giorno l’Antico Caffè Greco, storico locale di via dei Condotti con oltre 250 anni di storia e che ha visto ospitare poeti, artisti e intellettuali, rischia di chiudere definitivamente. Le diverse diatribe amministrative, dispute economiche e i duplici vincoli del Mibact non aiutano a salvaguardare un luogo unico nel suo genere. E’ inaccettabile che uno dei più importanti punti di riferimento culturali della città antica e moderna, meta di turisti e romani, che con oltre 300 opere esposte nelle sale rappresenta di fatto la più grande galleria privata di opere d’arte del mondo aperta al pubblico, chiuda per dispute giudiziarie. Annunciamo un’interrogazione in Parlamento affinché si faccia chiarezza sulla vicenda, l’Antico Caffè Greco va tutelato, rilanciato, e non smobilitato”. E’ quanto dichiara in una nota Fabio Rampelli, vicepresidente della Camera e deputato di Fdi.

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Arte: Going and Coming

Posted by fidest press agency su domenica, 20 ottobre 2019

Roma Rossocinabro Via Raffaele Cadorna 28 incontro con gli artisti sabato 26 ottobre dalle 18-20 (da lunedì a venerdì 11- sabato 18 – 20) In occasione della Rome Art Week, Rossocinabro è lieta di presentare ‘Going and Coming’, la riflessione degli artisti sulla loro situazione personale e sulla ciclicità della vita. L’insieme di opere esplora i temi della temporalità e dell’impermanenza della vita, articolando il paradosso di materialità e percezione, sofferenza ed esperienza.
In mostra: Janice Alamanou, Suzan Anan, Toni Altenstrasser, Brian Avadka Colez, Marco Azario, Benny De Grove, Cees Dert, Gustav Filipsons, Mélissa Follet, Liora Ganor, Kinga Lapot-Dzierwa, Heidi Kaas, Marta Kisiliczyk, Rosana Largo Rodríguez, Isabela Lleo Castells, Greta Lorimer, Karl Weiming Lu, Elise Mendelle, Betsie Miller-Kusz, Mehdi Oveisi, Elvio Miressi, Irena Procházková, Heidi Schütte-Kunz, Andrea E. Sroka, SS, Petra Tiemann, HowardArthur Tweedie, Astrid Ufkes, Vanessa Elaine, Vincenzo Vavuso, Stéphane Vereecken, Menno Vos, Anna Weichert, Ekaterina Zacharova
A cura di Cristina Madini
Rossocinabro Gallery is a pleasure to announce the participation in Rome Art Week this year with a group exhibition in room B, title: “Going and Coming”. The exhibition is the artists’ reflection on their personal situation and the cyclicality of life. The ensemble of works explores the themes of temporality and impermanence of life, articulating the paradox of materiality and perception, suffering and experience.
Featured Artists: Janice Alamanou, Suzan Anan,Toni Altenstrasser, Brian Avadka Colez, Marco Azario, Benny De Grove, Cees Dert, Gustav Filipsons, Mélissa Follet, Liora Ganor, Kinga Lapot-Dzierwa, Heidi Kaas, Marta Kisiliczyk, Rosana Largo Rodríguez, Isabela Lleo Castells, Greta Lorimer, Karl Weiming Lu, Elise Mendelle, Betsie Miller-Kusz, Mehdi Oveisi, Elvio Miressi, Irena Procházková, Heidi Schütte-Kunz, Andrea E. Sroka, SS, Petra Tiemann, HowardArthur Tweedie, Astrid Ufkes, Vanessa Elaine, Vincenzo Vavuso, Stéphane Vereecken, Menno Vos, Anna Weichert, Ekaterina Zacharova Curator Cristina Madini

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XXII edizione di Frantoi Aperti in Umbria

Posted by fidest press agency su domenica, 20 ottobre 2019

Dal 26 ottobre fino all’8 dicembre, coinvolgendo borghi e frantoi di tutta la regione. L’evento, che farà scoprire a migliaia di appassionati gourmet non soltanto la qualità dell’olio extravergine di oliva umbro appena franto, ma anche i tanti prodotti alimentari di eccellenza della Regione, proseguirà infatti nel fine settimana del 30 novembre/1° dicembre con “Frantoi Aperti a Foligno” per poi concludersi nei giorni del 6, 7 e 8 dicembre con la X edizione della Maratona dell’Olio, evento che avrà come cornice dodici borghi dell’area ternana con Avigliano Umbro nel ruolo di comune capofila.L’edizione 2019 di Frantoi Aperti coinvolgerà città e paesi di tutta la Regione, tra cui sei comuni inseriti nell’elenco dei “Borghi più belli d’Italia” (Arrone, Bevagna, Panicale, Passignano sul Trasimeno, Spello, Trevi).
Nell’Umbria centrale saranno cinque i comuni coinvolti: Bevagna, centro noto per il Mercato delle Gaite, scrupolosa e filologica rievocazione storica medievale ambientata ai tempi dell’antica Mevania, che proporrà “Bevagna O’Live” (26 e 27 ottobre); Gualdo Cattaneo, conosciuto come il “borgo dei castelli” per il sistema difensivo d’impianto medievale costituito da una rete di quattordici siti fortificati sparsi nel territorio, che prenderà parte a Frantoi Aperti con “Sapere di Pane, Sapore di Olio” (2 e 3 novembre); Castel Ritaldi, dove è in programma “Frantotipico” (9 e 10 novembre), che lega la propria notorietà all’evento annuale “Paese delle Fiabe – Premio letterario Mario Tabarrini”, tra i più prestigiosi concorsi di scrittura per fiabe a livello nazionale; Giano dell’Umbria, borgo storico ricco di monumenti, tra cui spicca l’abbazia benedettina di San Felice, capolavoro dell’arte romanica umbra, che sarà protagonista con la “Mangiaunta (1,2,3 novembre) e “Le Vie dell’Olio -Festa della Frasca” il 23 e 24 novembre.
Nell’Umbria della fascia olivata saranno protagonisti cinque comuni: Assisi, la città di San Francesco d’Assisi, dove si trovano il Sacro Convento e la Basilica Papale a lui dedicata, che aderirà con “Unto” (dal 31 ottobre al 24 novembre); Campello sul Clitunno, che ha in calendario la “Festa dei Frantoi” (1, 2 e 3 novembre), centro famoso per le Fonti del Clitunno, ambiente naturale di grande suggestione che fu fonte di ispirazione per poeti e letterati di varie epoche; Trevi la “Capitale dell’Olio” con la sua plurisecolare tradizione olearia, simboleggiata dal monumentale Olivo di Sant’Emiliano, forse il più antico dell’Umbria, che tornerà sotto i riflettori con “Festivol” (1,2,3 novembre); Spello, dove si terrà “L’oro di Spello – 58^ Festa dell’olivo e Festa della bruschetta” (15,16,17 novembre), centro rinomato per l’annuale appuntamento con le “Infiorate”, manifestazione che prevede l’abbellimento del centro storico con tappeti e quadri floreali in occasione della festività del Corpus Domini; Foligno, che organizzerà “Frantoi Aperti a Foligno” (30 novembre-1° dicembre), città di pianura della Valle Umbra nota per la “Giostra della Quintana” e per gioielli d’arte come l’Abbazia medievale di Sassovivo, tra le più solide roccaforti dell’Ordine monastico benedettino.
Nell’Umbria del lago i centri coinvolti saranno: Castiglione del Lago noto per il Palazzo della Corgna l’unica piccola “reggia” esistente in Umbria, con bellissime sale affrescate dal Pomarancio e Salvio Savini e Panicale, l’unico non bagnato dalle acque del lago Trasimeno, centro noto per il paesaggio collinare, riprodotto nelle opere del Perugino come l’affresco del Divin Pittore conservato nell’oratorio di San Sebastiano e per il Museo delle Tulle, un tipo particolare di ricamo, che organizzeranno “Pan’olio” (26 e 27 ottobre); Magione, comune famoso per gli affreschi di Gerardo Dottori, maestro del futurismo, e per il castello dei Cavalieri di Malta, che aderirà con “Olivagando” (16 e 17 novembre); Passignano sul Trasimeno, dove è in programma “Oliamo” (9 e 10 novembre), conosciuto per la Rocca medievale, il Palio delle Barche e il Museo delle Barche, importante esposizione di imbarcazioni e attrezzature tradizionali per la pesca; Tuoro sul Trasimeno, luogo ideale per lunghe passeggiate sulle rive del lago e sede del “Museo di Annibale” dedicato alla Battaglia del Trasimeno (217 a.C.), che sarà protagonista con la “Festa dell’olio” (9 e 10 novembre).
Nell’Umbria meridionale Frantoi Aperti toccherà infine due comuni: Avigliano Umbro, nel cui territorio è visitabile la Foresta Fossile di Dunarobba, che sarà centro capofila del progetto “Maratona dell’Olio” (6,7,8 dicembre), e Arrone, dove è in previsione “Amor d’olio” (9 e 10 novembre), paese della Valnerina posto nel Parco fluviale del Nera e dominato dal castello medievale degli Arroni.
L’edizione di quest’anno, che vedrà protagonisti come sempre i Frantoi, collegati ai borghi aderenti da un servizio gratuito di navette, è stato pensato per soddisfare le esigenze di un’ampia platea di persone, con gusti e aspettative diverse: per i più piccoli sono previste diverse iniziative, tra cui, in occasione di Festivol a Trevi, la prima edizione di “Festivol Junior”, un mini festival in programma domenica 3 novembre interamente dedicato ai bambini, con un ricco programma di attività volte al divertimento, ma anche alla conoscenza della tradizione olearia e della coltura dell’olivo, con appuntamenti come la raccolta delle olive, la merenda con “Pane e Olio”, le passeggiate in centro storico con l’”Asino Bus”, laboratori, letture, spettacoli; per i giovani l’intrattenimento sarà assicurato dalle serate musicali “Oiler room” con Dj set in Frantoio; per i camminatori e gli amanti delle passeggiate in mezzo alla natura sono in programma trekking tra gli olivi e itinerari con merende e pranzi nei tanti frantoi aderenti, luoghi di incontro e di socializzazione dove si potrà degustare l’olio appena franto; per gli appassionati dell’arte ci sarà la quinta edizione di #Chiaveumbra, mostra diffusa d’arte contemporanea in ambienti poco noti e accessibili dell’Umbria “minore”, che saranno in via eccezionale aperti ai visitatori e raggiungibili autonomamente oppure prendendo le navette che collegano i comuni aderenti ai frantoi e che faranno tappa nei luoghi della mostra (chiesette rurali, vecchi opifici, luoghi inconsueti).
Per i gourmet appassionati di natura e cultura la scelta ideale sarà poi la partecipazione ai Brunch Tour, formula che propone, al costo di 20 euro a persona, un pranzo a base di soli prodotti e ingredienti del territorio umbro, ambientato in luoghi speciali situati nei comuni aderenti a Frantoi Aperti, che abbiano un legame con la cultura dell’olio E.v.o. e con il paesaggio olivato, preceduto da una passeggiata naturalistica (facoltativa) e abbinato a momenti di intrattenimento musicale, alla visita guidata del luogo e di un frantoio in lavorazione, con possibilità di degustare l’olio appena franto. I Brunch Tour, in programma tutti i fine settimana di Frantoi Aperti , si svolgeranno in luoghi insoliti e particolari, di grande suggestione, come ad esempio la Villa Sant’Angelo in Panzo ( ex monastero) ad Assisi, la Rocca Sonora a Gualdo Cattaneo, il castello di Arrone, a Villa Nova, il Frantoio storico di Palombaro a Magione, il complesso abbaziale di San Girolamo a Spello, Villa Pompjli a Macciano di Giano dell’Umbria, all’abbazia benedettina di Sassovivo a Foligno.
Nel quadro di Frantoi Aperti 2019 è prevista infine il 27 ottobre la terza giornata nazionale della “Camminata tra gli olivi”, organizzata dall’Associazione Nazionale Città dell’Olio (www.camminatatragliolivi.it) in sinergia con l’Associazione Strada dell’Olio Dop Umbria, e nelle giornate del 3 e 4 dicembre la presentazione ufficiale della nuova annata dell’Olio Extravergine d’Oliva Dop Umbria, alla presenza di operatori del settore, della stampa specializzata e di chef dell’Associazione Chic – Charming Italian Chef.

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Governo. Alitalia: fino a quando? L’Alitalia perde 500 milioni l’anno

Posted by fidest press agency su domenica, 20 ottobre 2019

Di tasca nostra abbiamo già versato 900 milioni di euro di prestito per la sopravvivenza di Alitalia, soldi non restituiti; altri 350 milioni di prestito, sempre da prelevare dalle nostre tasche, sono previsti dall’attuale Governo per garantire la sopravvivenza di Alitalia a fine anno. Dal 2008, anno dell’ “Alitalia agli italiani”, al 2019, lo Stato (cioè noi) ha speso 9,5 miliardi di euro per l’Alitalia. La quota di traffico da e per il nostro Paese, rappresentato dall’Alitalia, è dell’8,5%; la quota di mercato europeo, rappresentata da Alitalia, è l’1,9%, il che significa che chi viene in Italia non lo fa perché c’è una compagnia aerea nazionale, cioè l’Alitalia, che garantisce il turismo verso il nostro Paese. Il turista viene in Italia indipendentemente dalla presenza di Alitalia.Tre giorni fa è scaduta la proroga, la sesta, per l’offerta vincolante di Ferrovie dello Stato per Alitalia, ma ne è stata chiesta una altra per fine anno.
L’ingresso previsto in Alitalia di Ferrovie dello Stato, significa che quest’ultima se ne accollerà i debiti, vale a dire che se li accollerà il contribuente, visto che Ferrovie è una società pubblica, cioè del contribuente stesso.Lo scorso anno, l’allora ministro allo Sviluppo Economico, Luigi Di Maio, prometteva la soluzione entro marzo; era una bufala in vista delle elezioni europee. A luglio dichiarava: “Tagliamo la mangiatoia e gli sprechi del 30%, partnership con Air France e Lufthansa. Così la rilanciamo, non abbiamo bisogno di mettere soldi degli italiani. Un’operazione di mercato, niente intervento dello Stato e soldi pubblici”. Altra bufala.Una settimana fa, l’attuale ministro dello Sviluppo Economico, Stefano Patuanelli (M5s) aveva smentito l’ipotesi di un prestito all’Alitalia, invece, il prestito c’è, ed è di 350 milioni, inserito nella bozza del provvedimento varato dal Governo. Altra bufala.Insomma, c’è continuità nel raccontare bufale. Il bello è che c’è ancora chi ci crede.Fino a quando dunque, costoro, abuseranno della nostra pazienza? (Primo Mastrantoni, segretario Aduc)

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Smart Working in Italia: un fenomeno contagioso

Posted by fidest press agency su domenica, 20 ottobre 2019

Sebbene si tratti di un concetto molto ampio, lo smart working può essere definito, sostanzialmente, da due idee chiave: un modo più proficuo di lavorare e l’uso della tecnologia per realizzarlo. Per quanto il digitale rappresenti per molte aziende italiane ancora una novità, le imprese manifestano di voler superare questo ostacolo credendo fortemente nei benefici di questa modalità lavorativa, come dimostrano gli ultimi dati registrati.L’Italia è sempre più un Paese di Smart Worker: nel 2018 il numero dei lavoratori agili in Italia ha toccato quota 480mila, pari al 12,6% del totale degli occupati che, in base alla tipologia di attività di lavoro che svolgono, potrebbero fare Smart Working. Cresce quindi il numero di persone che scelgono il Lavoro Agile, disponendo di strumenti digitali adatti a lavorare in mobilità (fonte ricerca 2018 dell’Osservatorio Smart Working della School of Management del Politecnico di Milano).
Il lavoro agile è il risultato di un sapiente uso dell’innovazione digitale a supporto di approcci strategici che puntano sulla collaborazione tra le persone e in generale tra le organizzazioni. La tecnologia in tutto questo ricopre un ruolo chiave. Quando si parla di Digital Transformation facciamo riferimento soprattutto all’applicazione di tecnologie avanzate per connettere persone, spazi e oggetti ai progetti di business aziendale con l’obbiettivo di innovare e coinvolgere i gruppi di lavoro. Adottare un modello di tipo Smart non significa solamente lavorare da casa, ma anche rivedere il modello di leadership che si propone a favore del concetto di collaborazione. L’auspicio di questo processo è stimolare nuove idee e quindi nuovo business. Le tecnologie digitali, che sono una delle leve sopra citate, hanno la funzione di ampliare e rendere virtuale lo spazio di lavoro, abilitando e supportando così nuove metodologie di approccio a situazioni aziendali diversificate.
È importante definire policy aziendali che consentano flessibilità di luogo e orari di lavoro, e utilizzare strumenti di condivisione delle risorse disponibili. Infine, è necessario affiancare i CEO nello sviluppo di stili manageriali atti a promuovere tale metodologia lavorativa, con l’utilizzo di comportamenti basati su: sense of community, empowerment, flexibility e virtuality.Seguendo questo approccio il manager diventa così un leader e viene a crearsi un legame collaborativo molto forte, con sinergie che migliorano la soddisfazione generale.Allo stesso tempo lascia spazio al lavoratore di esprimersi al 100% grazie a policy aziendali più flessibili e rende in definitiva il lavoro come un susseguirsi di nuove sfide da vincere, non più il puro adempimento ad un dovere. Quindi, come costruire un approccio integrato rispetto a spazi, tecnologia, policy organizzative e cambiamento culturale? Per approfondire l’argomento http://www.maticmind.it

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Giornata di studio “I doveri del giornalista per una società migliore”

Posted by fidest press agency su domenica, 20 ottobre 2019

Roma martedì 29 ottobre, dalle ore 9 alle 18, nella sede della PUSC di piazza di Sant’Apollinare 49 (Aula Álvaro del Portillo). L’iniziativa, è centrata sul ruolo e sulla responsabilità dei giornalisti e degli operatori dell’informazione e della comunicazione in una fase caratterizzata da tumultuosi cambiamenti nella professione e segnata dalla polverizzazione dell’offerta editoriale e informativa. La relazione iniziale, tenuta dal prof. Norberto González Gaitano, Ordinario di Opinione Pubblica alla Santa Croce, è quella che dà il taglio all’intera giornata formativa: “Verità, obiettività e fake news: siamo pronti a un dibattito serio sull’essenza del giornalismo?” (ore 9.10). Segue poi l’approfondimento sociologico con “L’impatto dell’informazione sulla società”, a cura del prof. Massimiliano Padula, docente di Sociologia e Comunicazione alla Pontificia Università Lateranense (ore 10). Segue quindi l’aspetto etico-morale scandagliato da mons. Angel Rodríguez Luño, Vicerettore e Ordinario di Teologia Morale Fondamentale alla Santa Croce, che ha preparato un intervento generale sul tema “La necessità di un’etica nella professione giornalistica” (ore 10.45).
La relazione sull’ambito giuridico (“I fondamenti della deontologia e la tutela dei lettori”, ore 11.45) è stata affidata ad Anna Masera, Public Editor del quotidiano “La Stampa”, al prof. Ruben Razzante, docente di Diritto dell’Informazione e della Comunicazione all’Università Cattolica di Milano ed alla giornalista e scrittrice Assunta Corbo.Conclude la sessione mattutina (ore 12.45) il caso pratico di giornalismo online, a cura del docente di Media Training PUSC Raffaele Buscemi, dal titolo: “Dalla documentazione al fact-checking”.
Alle 14.30 ripresa lavori con un ritorno più specialistico ai tre ambiti citati, quello sociologico con la relazione di Paola Springhetti, docente di giornalismo alla Pontificia Università Salesiana ed Andrea Tornielli, Direttore editoriale del Dicastero per la Comunicazione della Santa Sede “Il racconto del fatto religioso: caratteristiche”, quello etico-morale con la relazione “Le virtù del giornalista secondo Papa Francesco” di Giovanni Tridente, docente di Position Papers alla Santa Croce e, infine, quello giuridico con il tema “Abusi nella Chiesa: tutela delle vittime e presunzione d’innocenza”, coraggiosamente trattato da padre Hans Zollner, presidente del “Centre for Child Protection” della Pontificia Università Gregoriana.

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Scuola: Incontro all’Aran per gli scioperi, Anief presente

Posted by fidest press agency su domenica, 20 ottobre 2019

Il sindacato convocato per la prima volta come rappresentativo del contratto. Cavallini, presidente Anief Campania: «Presentate le nostre istanze, ci saremo anche il mese prossimo»Il sindacato della scuola Anief è stato convocato per la prima volta all’Aran come sindacato rappresentativo del comparto Istruzione e Università. Erano presenti Chiara Cozzetto, segretaria del Consiglio nazionale di Anief, e Stefano Cavallini, presidente di Anief Campania. Quest’ultimo ai microfoni di Teleborsa ha chiarito le ragioni dell’incontro e spiegato che Anief sarà presente all’Aran anche il mese prossimo. «Per noi – sottolinea Cavallini – è stato un appuntamento storico. La tematica della convocazione non era per niente banale, trattandosi di un incontro preliminare riguardante gli scioperi del comparto. Anief ha presentato le proprie istanze che riguardano soprattutto la non compressione del diritto allo sciopero che deve riguardare sia il personale docente che il personale Ata”. Nel suo intervento c’è stato spazio per vari aspetti riguardanti il diritto allo sciopero, ma anche la comunicazione “volontaria” e l’opportunità di definire degli “intervalli” alla ripresa delle attività scolastiche dopo le festività. «Sono osservazioni iniziali che comporteranno una riflessione da parte di tutti», ha concluso Cavallini.

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“Il tempo dei bambini”

Posted by fidest press agency su domenica, 20 ottobre 2019

Roma lunedì 21 ottobre alle ore 10 presso la Sala Rosa della Banca d’Italia, in via Nazionale 91 a Roma, Save the Children presenta l’Atlante dell’infanzia a rischio 2019 “Il tempo dei bambini”.La pubblicazione dell’Organizzazione che da 100 anni lotta per salvare i bambini a rischio e garantire loro un futuro, a cura di Giulio Cederna, giunta quest’anno alla sua decima edizione, rappresenta una fotografia aggiornata della condizione dell’infanzia in Italia, con dati e indicatori, mappe, tavole e grafici che raccontano i principali ostacoli incontrati negli ultimi dieci anni dai bambini e dagli adolescenti e le principali sfide future da affrontare.
Intervengono alla presentazione: Elena Bonetti, Ministro per le Pari Opportunità, Famiglia e Disabilità; Andrea Brandolini, Banca d’Italia; Claudio Tesauro, Presidente Save the Children; Gianrico Carofiglio, scrittore; Giulio Cederna, curatore dell’Atlante dell’infanzia a rischio; Valerio Neri, Direttore Generale Save the Children; Miriam Giorgi, studentessa; Marco Imperiale, Direttore Impresa Sociale Con i bambini; i ragazzi e le ragazze di Fridays for Future.Nella stessa giornata, l’Atlante dell’infanzia a rischio 2019 verrà presentato anche in altre nove città italiane: Ancona, Bari, Catania, Milano, Napoli, Reggio Calabria, Sassari, Torino e Udine.

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Scuola: Stipendi, laurearsi e specializzarsi per fare l’insegnante non paga

Posted by fidest press agency su domenica, 20 ottobre 2019

Dal rapporto UE “Education and Training MONITOR 2019” risulta che a parità di laurea, anche dopo il conseguimento di master, corsi di perfezionamento e persino dottorati di ricerca, un docente in Italia percepisce in busta paga l’80% in meno dei lavoratori in possesso di un grado di istruzione terziaria analogo: significa che un laureato specializzato può contare in media su compensi superiori ai 100 mila euro, mentre i nostri docenti si fermano a 28 mila. Senza nemmeno contare sulla possibilità di incrementarli, se non con pochi “spiccioli”, considerando che negli ultimi anni si sono dimezzati i compensi legati alle prestazioni extra associate al Miglioramento dell’offerta formativa e ridotti al lumicino quelli del bonus merito. Senza contare che quella dei salari-mini è una condizione che, sempre secondo lo studio UE, influisce in modo direttamente proporzionale sull’apprendimento degli alunni. Secondo Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, “è sempre più evidente che l’assegnazione degli stipendi esigui, in perenne perdita del potere d’acquisto, alla lunga ha una sua influenza negativa sulla qualità dell’insegnamento. Adesso che dagli studi ufficiali risulta palese non solo il ritardo rispetto all’inflazione, ma anche il gap di trattamento economico rispetto ad altre professioni e pure sulla carriera, con i docenti dei Paesi dell’Est trattati meglio, è diventato ancora più urgente destinare a chi insegna un finanziamento pubblico straordinario da parte del Governo. A chiederlo è stato anche il ministro dell’Istruzione Lorenzo Fioramonti, in contemporanea al suo insediamento al dicastero di Viale Trastevere, quando ha chiesto tre miliardi di cui due per la scuola, per girarne buona parte proprio agli aumenti stipendiali. Sarebbe il minimo ma è improbabile che arriveranno, visto che, dalla Nota di aggiornamento al Def 2019, dei finanziamenti per gli aumenti degli stipendi di docenti e Ata non c’è traccia ed anzi si parla addirittura di possibili tagli”. Anche l’Europa non può fare a meno di evidenziare la modestia degli stipendi conferiti agli oltre 850 mila insegnanti italiani: compensi che, in media, si fermano a 28.147,00 euro lordi, come quantificato nel recentissimo studio “Teachers’ and School Heads’ Salaries and Allowances in Europe 2017/18”. Ora, però, c’è un altro dato che mette ancora più in luce l’inadeguatezza di quei compensi: scorrendo il rapporto “Education and Training MONITOR 2019” dell’Unione Europea, si scopre che, nessun livello di istruzione escluso, assieme ai docenti di Repubblica Ceca, Slovacchia e Ungheria, gli insegnanti italiani guadagnano meno dell’80% di ciò che percepiscono altri lavoratori con istruzione terziaria. Solo in Lussemburgo, Portogallo e Grecia mostrano livelli di stipendio superiori agli altri lavori con istruzione terziaria.

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Parlamento Europeo: Anteprima della sessione del 21-24 ottobre 2019

Posted by fidest press agency su domenica, 20 ottobre 2019

Strasburgo. Nel corso di un dibattito in plenaria lunedì, il PE discuterà i rischi dell’estremismo violento di destra, in seguito al recente attacco terroristico fuori da una sinagoga in Germania.
Martedì mattina, i deputati faranno il punto sul lavoro svolto dalla Commissione Juncker.
Martedì mattina, i deputati discuteranno quanto emerso dal summit dei capi di Stato e di governo dell’UE del 17 e18 ottobre.
Il PE adotterà mercoledì la sua posizione sul bilancio UE del prossimo anno, concentrandosi su cambiamenti climatici, disoccupazione giovanile, Erasmus, migrazione e politica estera.
Mercoledì mattina, i deputati discuteranno le operazioni militari messe in atto dalla Turchia nel nord-est della Siria. Una risoluzione sarà votata giovedì.
In un dibattito mercoledì. i deputati dovrebbero affermare che UE e Stati membri devono garantire una gestione rapida delle operazioni di ricerca e salvataggio (SAR) nel Mediterraneo.
Con il voto di martedì, il PE dovrebbe modificare il Fondo europeo di adeguamento alla globalizzazione per includere il sostegno a lavoratori colpiti da una Brexit senza accordo.

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IDL Displays Launches New Website

Posted by fidest press agency su domenica, 20 ottobre 2019

Displays is proud to announce the launch of its newly redesigned website, http://www.idldisplays.com. The new website is designed to offer the ultimate user-friendly experience with improved navigation and functionality, while allowing customers to see the full product portfolio of solutions for the global POP, merchandising, and literature display products industry that IDL offers.The site will continue to serve the Canadian market but will also allow IDL more expansion into the United States.“Our new website gives us the ability to focus on the U.S. market in a deeper way than we’ve been able to before,” said Mike Drinkwater, general manager at IDL. “It allows us to take our 42 years of experience to a broader customer base while still delivering innovative, turn-key solutions to grow sales for our customers.” With a focus on many of the world’s best-known retailers, brand owners, printers and their creative services suppliers, the new IDL website improves the customer experience with quick and easy access to essential information and features. The site has a clean uncluttered design, improved predictive product search, and enhanced rich content focused on the company’s extensive selections of visual merchandising and POP display components, fasteners and accessories. U.S. customers will now be able to search for items and order in U.S. dollars, a feature that had previously been unavailable. “The new http://www.idldisplays.com will make it easier for customers both in the United States and Canada to find the solutions they need,” Drinkwater said.

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Morehouse School of Medicine to Expand Access to Digital Health Technologies for Rural and Underserved Communities

Posted by fidest press agency su domenica, 20 ottobre 2019

The United Health Foundation on Thursday announced a new partnership with the Morehouse School of Medicine’s National Center for Primary Care to examine how digital tools could be leveraged to support underserved and rural communities in four Southeastern states. The partnership is funded through a three-year, $1.1 million grant and will support scientific research examining how to make digital health technology more accessible and useful for residents of urban and rural underserved communities across Georgia, Kentucky, North Carolina and Tennessee.
This is the latest partnership between Morehouse School of Medicine and UnitedHealth Group. Morehouse of School of Medicine received a previous grant from the United Health Foundation to help build health systems and technology for a local clinic, and is part of UnitedHealth Group’s partnership with the Atlanta University Center Consortium, along with three other historically Black universities, focused on educating and training the next generation of health analytics workers.

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A Statement From the Leadership of the Institute of Human Virology

Posted by fidest press agency su domenica, 20 ottobre 2019

The Institute of Human Virology (IHV) at the University of Maryland School of Medicine mourns the passing of The Honorable Elijah Cummings, a lifelong Baltimorean, a member of the U.S. House of Representatives representing Maryland’s 7th District, and, among other prominent positions, a member of IHV’s Board of Advisors.“We are heartbroken over the loss of a true American hero, and friend, U.S. Congressman Elijah Cummings,” said Robert C. Gallo, MD, Homer & Martha Gudelsky Distinguished Professor in Medicine, Director, Institute of Human Virology, University of Maryland School of Medicine and Co-Founder and Chairman, International Scientific Leadership Board, Global Virus Network. “We extend our deepest sympathies to the Congressman’s wife, children, extended family and friends, and his dedicated staff in Washington, D.C. and Maryland. Congressman Cummings was an active board member of our Institute, promoting the need for biomedical research funding, and particularly, supporting our community health programs that engage underserved communities. He was committed to educating and training the next generation, and inspired young, rising virologists at our annual Global Virus Network Short Course. His passing is not just a loss for the Institute, but indeed, for the nation.”
Congressman Cummings was the consummate public servant, dedicating his life to serving those he represented and empowering the underserved. He began his career in public service in the Maryland House of Delegates, where he served for 14 years and became the first African American in Maryland history to be named Speaker Pro Tem. From 1996 to now, Congressman Cummings represented Maryland’s 7th Congressional District in the U.S. House of Representatives. He notably served as the Chairman of the U.S. Committee on Oversight and Reform and as a senior member of the House Committee on Transportation and Infrastructure, serving on both the Subcommittee on Coast Guard and Maritime Transportation and the Subcommittee on Railroads, Pipelines, and Hazardous Materials. He was an early Board member on the Institute of Human Virology’s Board of Advisors.

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Bermuda Premier Announces Commitment to Digital Currencies at Tech Summit

Posted by fidest press agency su domenica, 20 ottobre 2019

Premier David Burt officially opened the Bermuda Tech Summit yesterday and announced the country would begin accepting 1:1 U.S. dollar-backed digital currencies for the payment of government taxes, fees and services as part of its efforts to ensure Bermuda continues to lead the development of the global fintech industry.The keynote conversation between Bermuda Premier David Burt and Circle CEO Jeremy Allaire, moderated by Jessel Mendes, BDA Board Member and Partner at EY (Photo: Business Wire) Throughout the day, more than 300 attendees, a third of whom travelled to Bermuda from overseas, heard from an impressive array of expert speakers who discussed the transformational impact of technology on investment and business models in a wide range of industry sectors relevant to Bermuda. The Bermuda Business Development Agency (BDA) hosted the free-to-attend summit, titled ‘Focused on the Future,’ in partnership with FinTech Bermuda.
On why he chose Bermuda to operate his business, Jeremy Allaire said: “To build our international business we needed to find a jurisdiction that understood the breadth of digital assets and the scope of what we want to achieve. Bermuda is way ahead than any other country in this regard. As the adoption of digital currencies becomes mainstream, countries like Bermuda who are participating in the innovation stand to benefit and are helping to create a world where the exchange of value is as efficient, free and open as the exchange of information, knowledge and content is today.” Keynote speaker Terence Mills, CEO of Al.io and a member of the Forbes Technology Council contributing on the topic of artificial intelligence (AI), spoke to a packed room about the future of work, and the challenges and potential of integrating AI into workflows. He gave an engaging presentation on using technology to drive efficiencies with the U.S. healthcare system as an example case.Other panels highlighted relevant themes such as the increasing demand from customers for connectivity in hospitality, remote working as a future business model in place of an office and thinking inclusively when it comes to building technological infrastructure. It was clear based on discussions throughout the day that realising the grand promise of innovation and new technology requires a collaborative effort and support from both the public and private sectors.

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OxFirst: Globalisation Requires Changes in Enforcement of Standard Essential Patents

Posted by fidest press agency su domenica, 20 ottobre 2019

The decisions of national courts on fair, reasonable, and non-discriminatory (FRAND) licensing rates have the potential to impact the licensing and litigation of standard essential patents (SEPs) internationally, according to speakers at OxFirst’s 4th intellectual property (IP) and competition forum.“The global FRAND licensing framework is meant to strike a balance between the rights of the Standard Essential Patents (SEPs) holders and the needs of downstream innovators,” says Dr Roya Ghafele, founder and CEO of OxFirst.“Decisions made at the national level, by national courts, bear the potential to affect licensing negotiations in other jurisdictions. It is therefore important that such decisions take into account the increasingly global nature of commerce,” Ghafele adds.SEPs have become central to patent wars in information and communications technology because the use of these patents is essential for compliance with technical standards. Standards such as 3G, 4G, GSM or UMTS have been instrumental for the establishment of wireless communication. The advent of 5G bears the potential to be a crucial element for the internet of things. (IoT) As such, there is a lot at stake.
OxFirst’s conference, titled “Globalisation and FRAND: Coming to grips with the interplay of IP and competition law”, addresses issues facing the various players in these patent wars.The conference, held Oct 18 at St Cross College, at the University of Oxford, is attended by academics, government officials, and IP experts in the commercial world.Among the speakers at the conference are Hon Judge Fabian Hoffman, a judge of the Bundesgerichtshof (Federal Court of Justice of Germany); Prof Eric Sergheraert, from the University of Lille; Prof Valerio Sterzi, from the University of Bordeaux; and Prof Thomas Cotter, from the University of Minnesota.OxFirst is scheduled to host its next IP and competition symposium in Brussels in February 2020. OxFirst Conferences are fully accredited for continuous legal professional education for the legal profession.

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