Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 321

Il nostro desiderio di “gioventù”

Posted by fidest press agency su mercoledì, 23 ottobre 2019

Il rapporto tra crollo della natalità e l’immigrazione non è da sottovalutare. Esiste un nesso evidente tra i due macro-fenomeni proprio perché ha radici molto recenti, chiede un forte e deciso impegno culturale. Qualcuno invoca una maggiore sensibilità intellettuale femminile. Il concetto è in se, a nostro avviso, distorto. La colpa sulle mancate e possibili maternità non può ricadere unicamente sulla donna. E’ il concetto di civiltà che ci siamo dati, semmai, è in discussione. Ci siamo mai chiesti se perdura la disoccupazione, se i salari sono bassi, se la donna per tenere in piedi il ménage familiare è costretta a cercarsi un lavoro o a tenere ben stretto quello acquisito una volta che si sposa o va a convivere con il suo compagno, se queste non sono tutte condizioni che remano contro la maternità? Non si possono avere al tempo stesso la moglie ubriaca e la botte piena. Ci siamo mai chiesti come vivono i nostri giovani che per anni sono costretti ad appoggiarsi agli stipendi dei loro genitori e alle loro pensioni? E’ uno stato di frustrazione pesante e che lascia il segno. Qual donna dotata di buon senso è disposta a queste condizioni di diventare madre lasciando i figli davanti a prospettive incerte e tanto problematiche per il loro presente ad ancor più futuro? Cosa può cambiare da una generazione all’altra se, per esempio, la questione meridionale è rimasta tale per decine di generazioni. L’hanno dibattuta e sviscerata fin nei minimi particolare eppure è rimasta, per lo più agli stessi livelli di cento anni fa in quanto ad industrializzazione e ad occupazione. Finché non partiamo dal convincimento che le aree depresse del continente europeo costituiscono una risorsa e non solo una fonte di problemi, non faremo significativi passi in avanti ora come in futuro. E sia chiaro. La condivisione dell’importanza strategica del Sud per la stabilità europea passa per la capacità culturale e politica dei Paesi dell’Europa del Sud e, in particolare, Portogallo, Spagna, Grecia ed Italia. Ed è ancora, non dimentichiamolo, il solo garante per dialogare utilmente con l’Islam, per quel diritto originario ad una patria nella sua logica universalistica che attraverso un po’ tutti i precetti delle grandi professioni di fede. (Riccardo Alfonso)

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