Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 321

Le guerre mondiali in chiave regionale

Posted by fidest press agency su mercoledì, 23 ottobre 2019

Parliamo della Spagna del 1936. In quei luoghi si combatté, in formato ridotto, una “guerra mondiale” dove da una parte vi era sia l’occidente liberale, di vocazione socialdemocratica, sia la destra fascista e nazista e, dall’altra, la sinistra rivoluzionaria di stampo sovietico e le sue varie sfaccettature di tipo socialisticizzante e anarchicheggiante.
Erano i diversi modi per interpretare, con tonalità diverse, lo stesso spartito. Vinse il franchismo, in altre parole la dittatura di destra, forse perché più determinata e meglio definita nel suo ruolo storico d’argine all’espansionismo bolscevico. Una specie di mostro odiato ed amato, ma non ben capito. Questo modo di affidare la difesa del capitale all’estremismo di destra fu la conseguenza di un timore diffuso sulla capacità di tenuta di un sistema occidentale troppo legato al mondo degli interessi per aprire uno spazio adeguato alle attese del grande proletariato. Il che voleva dire allargare i cordoni della borsa e realizzare meno profitti. La stessa ragione spinse gli occidentali a subire, inizialmente, le conquiste territoriali naziste e a fingere d’ignorare l’antisemitismo, sempre più violento, che andava maturandosi tra i tedeschi. La storia, dopo di tutto, insegna. Quando Roma brucia, e si sa che è Nerone ad appiccare il fuoco, è bene che si cerchi in gran fretta un capro espiatorio da dare in pasto alle famiglie delle vittime. Allora furono i cristiani. In seguito lo furono gli ebrei. Erano i martiri “ideali” anche perché vivevano per lo più in comunità, non beneficiavano di molte simpatie ed i loro uomini d’affari avevano successo. I loro colleghi ariani non godevano, di certo, del credito e degli appoggi internazionali, anche se l’antisemitismo strisciante era diffuso un po’ ovunque. Osservava, infatti, Edouard Husson nel suo libro “Endlösung – soluzione finale” (San Paolo Edizioni) “Il peggioramento della crisi internazionale rivelava l’indifferenza profonda delle democrazie rispetto alla possibile sorte nefasta degli ebrei europei in caso di guerra.” Hitler, a sua volta, era convinto che l’adozione da parte della Germania di una politica antiebraica gli avrebbe procurato i favori di molti Stati. Se ora rivolgiamo il nostro sguardo a quanto sta accadendo ai giorni nostri nel mondo vi notiamo una qualche similitudine sebbene siamo consapevoli che ci troviamo con tante diverse figure sullo scacchiere mondiale rispetto al passato. Ma il capitalismo resta e possiamo persino dire che è degenerato. Il comunismo sebbene faccia parte non più della cronaca ma della storia e lì sotto mentite spoglie a tessere la sua tela. Le destre sovraniste, populiste e quanto altro continuano a percorrere la strada di sempre e con questo fuoco che continua a bruciare sotto la brace alimentato dai nostri egoismi, dalla sete di potere e dai nostri revanscismi il passato potrebbe, se non altro, insegnarci qualcosa sui rischi che stiamo correndo anche perché le armi di distruzione di massa e i loro arsenali stano diventando una lucrosa merce di scambio per i vari dittatori e dittatorelli di turno per fare lo sgambetto ai loro avversari ed innescare pericolosi incendi dolosi che possono agevolmente espandersi per ogni dove. (Riccardo Alfonso)

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