Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 344

Archive for 29 ottobre 2019

Consulenti del Lavoro e AIPGT uniti per migliore la giustizia tributaria

Posted by fidest press agency su martedì, 29 ottobre 2019

Accrescere conoscenze e competenze dei professionisti dell’area economico-tributaria in vista di una imminente riforma della Giustizia tributaria, che prevederà l’istituzione di giudici specializzati e, di conseguenza, l’affidamento della difesa tecnica dei contribuenti a professionisti altamente specializzati. Questo il principale obiettivo del protocollo d’intesa biennale siglato lo scorso 25 ottobre a Roma, presso la sede del Consiglio Nazionale dell’Ordine Consulenti del Lavoro, tra la Fondazione Studi Consulenti del Lavoro e l’Associazione Italiana Professionisti della Giustizia Tributaria (AIPGT). Con questo accordo si coniuga l’impegno della Fondazione Studi, per la valorizzazione della figura del Consulente del Lavoro, e dell’AIPGT, per la formazione e l’aggiornamento professionale degli operatori del diritto tributario, con l’esigenza di fornire ai professionisti un bagaglio di conoscenze e strumenti necessari, non solo ad affrontare il nuovo processo tributario telematico, ma anche a migliorare e innovare l’ordinamento tributario. Fra le iniziative che nasceranno della collaborazione scientifica fra i due enti si prevedono, in particolare: un corso di alta specializzazione sul processo tributario da realizzare a livello nazionale; la pubblicazione di un approfondimento sulle tematiche di stretta attualità di diritto tributario sostanziale e processuale; l’organizzazione congiunta di eventi scientifici e culturali in materia tributaria; un massimario giurisprudenziale di merito per i Consulenti del Lavoro. “Con questa collaborazione, la Fondazione Studi rafforza l’impegno per la formazione altamente specialistica dei Consulenti del Lavoro, che in questo modo potranno fornire il loro contributo ad un migliore esercizio della giustizia tributaria e alla piena affermazione della legalità anche in ambito fiscale”, ha dichiarato il Vicepresidente della Fondazione, Carlo Martufi, a margine della firma. “La giustizia tributaria, del resto – ha sottolineato –, risponde ai doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale cui ciascuno, secondo la propria capacità, è chiamato dalla Costituzione. Una finalità così importante – ha aggiunto –, anche alla luce della riforma di questo settore, può essere realizzata solo attraverso una formazione di elevato valore qualitativo e la diffusione capillare di modelli di buone prassi”. Soddisfatto dell’accordo anche Riccardo Trovato, Presidente AIPGT, che ha sottolineato: “Con questa sinergia vogliamo offrire ai Consulenti del Lavoro la possibilità di avere un’adeguata conoscenza e formazione nell’ambito del contenzioso tributario, nel quale già agiscono in qualità di difensori tecnici dei contribuenti davanti alle Commissioni tributarie”.

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Meloni al Messaggero sull’Umbria: “Il Fdi è l’unico partito che cresce”

Posted by fidest press agency su martedì, 29 ottobre 2019

“Ho ascoltato il Capo dello Stato con molto rispetto quando ha detto che l’Italia aveva bisogno di stabilità, di un governo che non aumentasse le tasse e che fosse capace di andare avanti per l’intera legislatura. Questo è un governo invece che aumenta le tasse, che litiga ogni giorno e in tutto ciò gli italiani, in ogni occasione possibile, dicono con chiarezza che cosa vogliono e che cosa non vogliono. E non vogliono questo governo. Perciò penso che il Presidente della Repubblica potrebbe valutare la nuova situazione. Conte? Se avesse un minimo di dignità, avrebbe dovuto dimettersi già domenica notte. E considero raccapricciante che un premier non eletto da nessuno dica che il test umbro non vale niente, perché l’Umbria non è abbastanza grande, quando loro hanno fatto il governo sulla base di 60mila presunti iscritti alla piattaforma Rousseau”. Lo dichiara in un’intervista al Messaggero il presidente di Fratelli d’Italia Giorgia Meloni.
“Fratelli d’Italia è l’unico partito italiano che cresce in Umbria, sia in percentuale sia in voti assoluti. Questo fa pensare che i consensi li abbiamo presi da diversi bacini. Dai 5 Stelle e perfino dal Pd che ha tradito chi credeva nella sinistra e oggi si sente rappresentato dalle nostre battaglie sociali. Salvini? L’altra sera, quando ci siano incontrati, ci siamo abbracciati. E Matteo era sinceramente felice per il risultato di Fratelli d’Italia. E in Emilia Romagna siamo pronti ad appoggiare chi lui deciderà di candidare, ma allo stesso tempo siamo pronti a partire con i candidati di Fratelli d’Italia nelle Marche e in Puglia. E anche sulla Toscana possiamo dire qualcosa”, spiega Meloni.

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Mostra interattiva “I Volti di Plinio”

Posted by fidest press agency su martedì, 29 ottobre 2019

Como 1-10 novembre (giorni festivi 10,30 – 19,30 e feriali 13,30 – 19,30, Ingresso libero) apre la mostra interattiva: “I VOLTI DI PLINIO. NATURA EST VITA”, di Fondazione Alessandro Volta curata da Accademia Pliniana: fino al 10 Novembre. Il visitatore sarà guidato in un coinvolgente percorso per esplorare la figura di Plinio il Vecchio – nato proprio a Como il 23 o 24 d.C. – e l’influenza senza tempo della sua opera letteraria, giunta da Roma antica con eco universale fino ai giorni nostri.
I visitatori avranno la straordinaria opportunità di osservare ciò che alcuni ritengono essere i resti del cranio dell’eroico ammiraglio. Grazie ad un’operazione di coordinamento tra il Museo Storico dell’Arte Sanitaria di Roma e la Fondazione Alessandro Volta, il discusso e suggestivo reperto – rinvenuto a inizio Novecento nei pressi dell’Antico porto di Pompei – sarà trasportato a Como per l’occasione.Plinio il Vecchio morì coordinando le operazioni di soccorso durante l’eruzione del Vesuvio nel 79 d.C. : in mostra anche una coinvolgente ricostruzione storica virtuale sull’eruzione del Vesuvio, fornita in esclusiva dal MAV (Museo Archeologico Virtuale) di Ercolano, che sarà circondata da suggestive proiezioni parietali che ricostruiscono alcuni lati dei tanti volti di Plinio. L’allestimento prevede inoltre una installazione con le iconografie di Plinio ideata e realizzata dalla fotografa Margot Errante, che ha collaborato alla curatela di Accademia Pliniana. Sarà un inedito percorso multimediale: i maggiori temi trattati dalla monumentale Naturalis Historia, così come la ricostruzione della biografia di Plinio, saranno proposti al pubblico con una chiave di lettura innovativa, senza contravvenire al massimo rigore scientifico. Il progetto della mostra intende dare avvio a Como al percorso per celebrare il bimillenario pliniano (2023/2024), proprio quando anche il Pantheon compilato dal MIT di Boston ci dice che Plinio il Vecchio e suo nipote sono i due personaggi comaschi che hanno maggiormente influenzato la cultura dell’umanità e ancora i più tradotti e cercati su Wikipedia, l’enciclopedia libera, ultima discendente della Naturalis historia pliniana. La Mostra sarà a aperta a scuole e gruppi anche la mattina.

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Economisti francesi: le banche centrali sbagliano

Posted by fidest press agency su martedì, 29 ottobre 2019

Dalla Francia, ma non solo, arrivano moniti preoccupanti relativi al rischio di nuove crisi finanziarie globali. Tra gli economisti, Jacques De La Rosière, già governatore della Banca centrale di Francia e direttore generale del Fondo Monetario Internazionale, afferma che le politiche monetarie accomodanti delle banche centrali stanno indebolendo l’intero sistema finanziario, rendendo così impraticabili anche gli eventuali futuri interventi di correzione. Anzitutto, l’idea fissa di tutte le banche centrali di dover raggiungere il tasso d’inflazione del 2%, inteso come manifestazione del corretto andamento della gestione monetaria e dell’economia, è sbagliata. Chi la sostiene argomenta che sotto quel livello ci sarebbe sempre il rischio di deflazione, cioè un crollo dei prezzi.
L’ex direttore del Fmi afferma, invece, che questo target d’inflazione annuale dovrebbe essere abbassato all’1%. Vi sono, infatti, ragioni strutturali che modificano profondamente i dati che determinano i prezzi al consumo: l’invecchiamento della popolazione, il progresso tecnologico che diminuisce i costi di produzione, la globalizzazione che ha fatto entrare nei nostri mercati merci a prezzi stracciati perché prodotte con salari bassi e un mercato del lavoro bloccato. Perciò il target dell’1% non sarebbe in alcun modo un fenomeno deflattivo. Lo stesso dicasi per il tasso di sconto applicato dalle banche centrali. Dovrebbe aumentare in situazioni di stabilità e di crescita economica. La storia lo insegna. E ci dice anche che gli ultimi 15 anni di politiche monetarie accomodanti (più liquidità con il quantitative easing e simili misure) di fatto non hanno prodotto una crescita significativa e un effettivo miglioramento delle varie economie.. Al contrario, sottolinea De la Rosiere, la prolungata e esagerata politica del tasso zero ha prodotto gravi conseguenze: una forte propensione al debito, un indebolimento del settore bancario, un peggioramento dei bilanci dei fondi pensione con investimenti in obbligazioni pubbliche senza rendimenti, la proliferazione di “imprese zombie” dove i tassi di interesse non giocano più il ruolo discriminante di “indice di qualità”, la spinta verso investimenti e prodotti finanziari ad alto rischio e la disincentivazione per i governi a intraprendere la strada delle riforme strutturali. Inoltre, con un tasso zero, le imprese, invece di nuovi investimenti, sono spinte a fare più debiti con cui comprare sul mercato le loro stesse azioni. Ciò crea l’illusione di stabilità.
In verità, l’aumento della produttività non ha alcun rapporto diretto con il tasso d’interesse ma riflette, invece, i processi d’istruzione, di formazione, di diffusione delle nuove tecnologie, del clima nel commercio internazionale…A tutto ciò si aggiungono le gravi e irresponsabili politiche nazionaliste e quelle del “beggar thy neighbour”, impoverisci il tuo vicino. Perciò l’ex governatore della Bank de France vede l’attuale situazione mondiale molto critica e simile a quella degli Anni Trenta dello scorso secolo.
Anche la politica monetaria è in una pericolosa impasse con il rischio di non essere più in grado di intervenire in caso di necessità e di crisi. Servirebbe invece un accordo stabile nel sistema monetario internazionale.Sulla stessa linea di De la Rosière si sono espressi anche Eric Lombard, direttore generale della Caisse des Depots (la CDP francese) e Olivier Klein, direttore generale della BRED, la più grande banca popolare e cooperativa di Francia. Essi affermano che un’attenta analisi della passata crisi fornisce elementi per dire che anche oggi vi sono sintomi molto simili. In particolare, i tassi interesse inferiori a quelli della crescita per un periodo troppo lungo hanno creato un circolo vizioso in cui gli attori economici, invece di diminuire i loro debiti, sono stati indotti a aumentarli.
Questo processo ha portato a preferire operazioni finanziarie sempre meno liquide con alti rischi di credito. Secondo loro, la bolla potrebbe, quindi, scoppiare in caso di aumento dei tassi d’interesse. Essi stimano che la crisi potrebbe iniziare a seguito di qualche evento negativo, sia economico sia geopolitico, che mettesse in difficoltà il pagamento dei debiti. Si aspettano che la crisi finanziaria possa avvenire in particolare nel settore dello “shadow banking”, cresciuto a dismisura. Le banche sarebbero, per fortuna, meglio capitalizzate. Immettere maggiore liquidità per aiutare gli attori economici indebitati in difficoltà, potrebbe accentuare il rischio di una crisi ancora più grande. Da ultimo si è fatto nuovamente sentire un gruppo di ex governatori delle banche centrali di Germania, Austria e Olanda che in un memorandum hanno ripreso gli argomenti sopracitati. Però, con un giudizio negativo soprattutto nei confronti dei paesi europei più indebitati. Secondo loro la politica della Bce favorirebbe proprio questi ultimi. E’ chiaro che essi vorrebbero continuare con una politica di austerità più severa e più dura. Sarebbe una sciagura! E’ giunto il momento di sottrarci ai rischi di una nuova crisi, attraverso una sana politica di crescita economica, occupazionale e sociale e senza l’ossessiva e fallimentare politica di austerità a tutti i costi. (Mario Lettieri già sottosegretario all’Economia e Paolo Raimondi economista)

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Una ricerca sui volontari della Caritas di Roma

Posted by fidest press agency su martedì, 29 ottobre 2019

Negli ultimi cinque anni sono state 1.618 le persone che hanno partecipato ai Corsi di formazione al volontariato proposti dalla Caritas di Roma e si sono impegnati nei 52 servizi diocesani a sostegno dei poveri. Per due terzi sono donne, la metà è laureata (48%) e il 15% sono di origine straniera. Lo studio è stato presentato oggi nel corso della Giornata dei volontari che si è svolta alla Cittadella della carità.Don Benoni Ambarus: «il volontario è una persona che sa quale direzione e quale senso dare alla propria vita. Ma è anche una persona che non ha paura di voltarsi a guardare chi è rimasto indietro»Per due terzi sono donne, la metà è laureata (48%) e il 15% sono di origine straniera. Oltre la metà (53%) ha un’età compresa tra i 36 e i 65 anni, mentre gli anziani sono il 16%.
È il quadro che emerge tra le 1.618 persone che hanno frequentato i Corsi base di formazione al volontariato promossi dalla Caritas di Roma negli ultimi cinque anni e che l’organismo diocesano ha analizzato nel primo rapporto sul volontariato dal titolo “Occhi, cuore mani”. Lo studio è stato presentato questa mattina nel corso della “Giornata del volontario” che si è svolta presso la Cittadella della carità a Ponte Casilino.«In un momento in cui sembriamo esistere solo in quanto le nostre vite vengono esibite e le nostre parole urlate sui mezzi di comunicazione, c’è ancora un mondo di donne e uomini silenziosi e generosi che operano il bene senza grida e senza rumore, che non si rassegnano all’individualismo e che non cercano in un “like” conferma all’intensità del loro vivere» ha detto don Benoni Ambarus, direttore della Caritas, presentando il lavoro. Per queste persone «il dialogo non si riduce certo ad un cinguettio, ma è un faticoso sforzo di ascolto e comprensione. “Condividi” per loro non è un tasto su uno smartphone, ma un imperativo morale ed etico che li fa volgere verso chi ha bisogno e tendere loro la mano».Oltre la metà dei volontari è impegnata nel mondo del lavoro o nello studio, il 18% sono pensionati mentre il 14% sono casalinghe. Molti hanno lavorato o stanno lavorando in diversi ambiti: scuola, ospedali, aziende pubbliche e privati. Alcuni vogliono mettere a disposizione le loro competenze, altri cercano relazioni diverse dal loro lavoro.Il volontario è consapevole di essere un soggetto necessario (75,7%). Solo una ristretta minoranza sente di essere poco rilevante. Analizzando i rapporti con gli utenti li descrivono come una bella esperienza umana ma non tacciono momenti di difficoltà (60,6%). Il 78,7% dichiara che l’esperienza Caritas ha migliorato i suoi rapporti umani anche all’esterno: nella vicinanza dei problemi dell’altro trova la chiave di lettura per interpretare le proprie difficoltà, per ridimensionarle, per leggerle in una luce più equilibrata.Quasi tutti sentono che l’esperienza in Caritas li ha aiutati ad avere maggiore consapevolezza rispetto al territorio e alle sue problematiche (89,3%). L’87,4% afferma che l’esperienza di volontariato in Caritas l’ha aiutato a capire meglio le fragilità della città.«Dalla ricerca – ha spiegato don Ambarus – emerge con chiarezza una circolarità positiva attivata dall’azione di volontariato. Chi si china per alleviare le sofferenze dei fratelli in difficoltà riceve a sua volta una carica di energia positiva di tipo affettivo attraverso un sorriso, una parola di riconoscenza, anche un semplice grazie».Per il direttore «il volontario è una persona che sa quale direzione e quale senso dare alla propria vita. Ma è anche una persona che non ha paura di voltarsi a guardare chi è rimasto indietro. Un gesto, semplice e profondamente umano, che racchiude la forza e le speranze per una società più giusta».

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Nuovo amministratore non esecutivo di Pictet Asset Management Holding SA

Posted by fidest press agency su martedì, 29 ottobre 2019

Ginevra (Svizzera) Pictet Asset Management ha annunciato la nomina di Susanne Haury von Siebenthal ad amministratore non esecutivo di Pictet Asset Management Holding SA, la holding svizzera che controlla le società di asset management del gruppo Pictet, con efficacia a far data dall’1 gennaio 2020.Susanne ha conseguito il Dottorato di Ricerca in Economia presso l’Università di San Gallo e ha maturato un’esperienza di oltre 30 anni nel settore dell’asset management. Ha ricoperto diverse posizioni senior in Credit Suisse e UBS e guidato la divisione di asset management per investitori istituzionali di Bank Leu. Dal 2004 al 2013 ha lavorato come Head of Asset Management e Vice CEO presso la Cassa pensioni della Confederazione PUBLICA, il maggiore fondo pensione della Svizzera.Al momento Susanne riveste diverse cariche all’interno dei cda e dei comitati per gli investimenti di fondazioni e fondi pensione svizzeri. Di recente è stata amministratore non esecutivo di BlackRock Asset Management Switzerland AG.A partire dal 2020 il cda di Pictet Asset Management sarà composto da otto membri: Renaud de Planta, Presidente di Pictet Asset Management, Laurent Ramsey, CEO di Pictet Asset Management, Xavier Barde, CRO del gruppo Pictet, e cinque amministratori non esecutivi: Massimo Tosato, Richard Heelis, Rolf Banz, Nobel Gulati e Susanne Haury von Siebenthal.
Renaud de Planta, Presidente di Pictet Asset Management e Senior Partner del gruppo Pictet, ha dichiarato che “la vasta esperienza di Susanne e la sua profonda conoscenza del settore dell’asset management per investitori istituzionali fornirà indubbiamente un importante contributo alla delineazione della strategia di Pictet Asset Management per il futuro.”

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Convegno La prospettiva della Collaborative Governance

Posted by fidest press agency su martedì, 29 ottobre 2019

Parma. Si terrà mercoledì 30 ottobre, a partire dalle 15, nell’Aula C del Dipartimento di Scienze Economiche e Aziendali (via Kennedy 6), il convegno La prospettiva della Collaborative Governance.Interverranno al convegno il Rettore Paolo Andrei, il Direttore dell’Unione Parmense degli Industriali Cesare Azzali, il Presidente di “Parma, io ci sto!” Alessandro Chiesi, il Direttore di Forum Solidarietà Arnaldo Conforti, il Direttore del Dipartimento di Scienze Economiche e Aziendali Luca Di Nella, Marco Ferretti, docente dell’Ateneo e Assessore al Bilancio del Comune di Parma, Antonello Zangrandi, docente di Economia delle aziende pubbliche dell’Ateneo e Carmine Bianchi, docente dell’Università di Palermo e punto di riferimento a livello internazionale di Collaborative Governance.Collaborative Governance significa coinvolgere all’interno di un territorio il governo, la comunità e i settori privati che comunicano tra loro e lavorano insieme per ottenere più di quanto qualsiasi settore possa raggiungere da solo. Obiettivo dell’incontro è quindi comprendere, da un lato, come generare le condizioni di successo a livello locale per promuovere azioni e progetti che vedano i vari attori (enti pubblici, imprese, non profit) partecipare attivamente e, dall’altro, riflettere sui fattori che permettano, alle molte esperienze che si sono realizzate, di acquisirne metodo e valori fondanti.

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Strumenti tecnologici, digitali e normativi sull’antiriciclaggio

Posted by fidest press agency su martedì, 29 ottobre 2019

Si è tenuto oggi a Milano il secondo appuntamento con AML EXPO: specialisti e addetti ai lavori si sono riuniti per fare il punto sugli strumenti tecnologici, digitali e normativi sull’antiriciclaggio, tema al centro del dibattito a cui ha preso parte anche Ranieri Razzante, Presidente dell’Associazione Italiana Responsabili Antiriciclaggio, professore di Legislazione antiriciclaggio all’Università di Bologna e vicepresidente dell’organismo di vigilanza di SKS365:“Il sistema di prevenzione del riciclaggio e del finanziamento al terrorismo italiano è tra i migliori al mondo e le autorità di settore sono tra le più attente e consultate, soprattutto dalle omologhe in sede europea. La storia dell’infiltrazione della criminalità organizzata nel settore del gaming va tenuta fuori da quella retorica che vede necessariamente la complicità degli operatori di settore rispetto al fenomeno. Mi sento di garantire – aggiunge Razzante – che gli studi fatti e le risultanze delle investigazioni ci consegnano un dato evidente: il comparto del gioco attira la criminalità organizzata quanto quello degli appalti, delle costruzioni, dello smaltimento dei rifiuti e molti altri. I controlli antimafia previsti in Italia sono penetranti, ma fa male al sistema, in ogni caso, il pregiudizio circa la sua ‘moralità’ e tenuta strutturale.” Sui numeri, interviene anche Antonio Arrotino, Responsabile ‘Settore Giochi’ Associazione Italiana Responsabili Antiriciclaggio: “Le SOS, ovvero le Segnalazioni di Operazioni Sospette, sono utilissime ad avviare approfondimenti finanziari e, se necessario, investigativi. Nel 2017 le SOS inoltrate all’UIF – ‘Unità Informazioni Finanziarie’ dai prestatori dei servizi di gioco sono state 2.600. Già nel 2018 erano 5.067 e nel solo primo semestre del 2019 siamo a oltre 3.000 (su un totale di 51.201 inoltrate da tutti i soggetti obbligati) – conclude Arrotino, che è anche AML Manager e MLRO di SKS365 – Non significa che aumenta la criminalità, significa che aumenta l’attenzione, ed è un segnale di non poco conto.”

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MoneyController Advisor 2.0: nuova sezione dedicata ai consulenti finanziari

Posted by fidest press agency su martedì, 29 ottobre 2019

è una rivista online che conta 35mila lettori ogni mese, tre quarti dei quali sono risparmiatori e investitori e il restante 25% sono consulenti finanziari e professionisti della finanza. Ognuno di loro trascorre in media 2 minuti e mezzo sul sito. Questi risultati sono stati raggiunti perseguendo un’eccellenza irrinunciabile nei servizi offerti ai lettori. Ai consulenti presenti nella sezione Advisor, dall’altro lato, è stata offerta finora la massima visibilità: le nostre pagine, in materia di consulenza finanziaria, sono tra le prime a comparire nelle ricerche organiche sui motori di ricerca. È per questo che ogni mese vengono visitate più di 14mila pagine dedicate ai soli consulenti. Il progetto MoneyController Advisor 2.0 ha l’obiettivo di portare all’eccellenza questa sezione, regolando il numero degli iscritti e permettendo la pubblicazione dei soli profili di qualità. Suddividendoli per località geografica sulla base della domanda, ovvero il numero di richieste di consulenza e di informazioni che riceviamo dai nostri lettori in quell’area geografica, offriremo la possibilità a mille consulenti finanziari di acquistare uno spazio per pubblicare i loro profili su MoneyController Advisor 2.0.
Chi verrà ritenuto idoneo, potrà quindi acquistare uno spazio all’interno della directory online e pubblicare per 12 mesi il proprio profilo nella sezione Advisor. Inoltre, riceverà un attestato di qualità riguardante le capacità di comunicazione sul web spendibile ovunque. In questo modo, ai nostri lettori sarà offerto un servizio di grande utilità: infatti, sfogliando i profili dei consulenti, potranno avere tutte le informazioni necessarie per capire e scegliere chi contattare in modo da ricevere informazioni riguardo la gestione dei propri risparmi. Gli stessi lettori potranno partecipare attivamente alla selezione dei consulenti, segnalando quelli che a loro avviso meritano di farne parte. I consulenti finanziari, da parte loro, avranno il vantaggio di pubblicare il proprio profilo su una piattaforma con un numero di partecipanti regolato in funzione della domanda e che garantisce a tutti un alto livello di professionalità.

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Premiata l’eccellenza di Takeda-Shire

Posted by fidest press agency su martedì, 29 ottobre 2019

Progetti d’eccellenza per migliorare la qualità della vita di persone con emofilia, affette da malattie rare e non vedenti, e realtà produttive di prestigio internazionale: la prima edizione dei Life Science Excellence Awards di Popular Science ha visto primeggiare cinque iniziative realizzate da Takeda e Shire, ora parte di Takeda, che si sono distinte per la concreta proposta di soluzioni innovative ai pazienti, rese possibili da un intenso lavoro di ricerca e evoluzione tecnologica. Impegno valorizzato anche dal premio speciale assegnato durante la serata a Davide Bottalico, Digital Healthcare & Innovation Director di Takeda Italia come Excellent Digital Innovator dell’anno.
Forte di quasi 150 anni di esperienza nel campo della divulgazione scientifica, Popular Science valorizza da sempre progetti di eccellenza e prodotti innovativi. Con la prima edizione italiana dei suoi Life Science Excellence Awards, assegnati il 23 ottobre a Roma, intende dare spazio ai settori più ambiziosi della cura dei pazienti: dalle tecnologie biomediche ai software iper-intelligenti, dalle nuove terapie alle tecnologie per la diagnostica e la ricerca a progetti di eccellenza in ambito medico scientifico.
Tra i progetti di Patient Advocacy è stata infatti premiata la “Carta dei Diritti per il paziente con emofilia”* scelta all’interno della sua categoria come Excellence of the Year. Nata dall’ascolto di cittadini, pazienti e operatori sanitari e finalizzata a concretizzare ed armonizzare i diritti fondamentali della persona con emofilia, la Carta è uno strumento di conoscenza e cultura per chi soffre di questa patologia rara e per le istituzioni. Il suo obiettivo è promuovere un’idea di diritto alla salute sul piano psichico, relazionale e sociale, oltre che individuare strategie adeguate sia per soddisfare i bisogni dei pazienti e delle famiglie sia per l’organizzazione socio-sanitaria. Doppio successo dunque per il progetto che oltre il titolo di Excellence ha meritato anche il titolo di Patient Advocacy Program of the Year decretato anche dagli Operatori della Salute, i cui voti sono stati sommati a quelli della giuria tecnica.
Sempre dedicati all’emofilia, myPKFiT Ecosystem e myPKFiT App* hanno primeggiato nella categoria Pharmaceutical or Device Technology Project of The Year. MyPKFiT è un dispositivo medico gratuito utile a supportare la profilassi personalizzata dei pazienti con emofilia A, permettendo la misurazione farmacocinetica del fattore VIII della coagulazione, in modo da offrire ai medici il quadro aggiornato con le esigenze di trattamento, personalizzate per ogni paziente. Il paziente, da parte sua, grazie all’app myPKFiT può vedere in tempo reale 24 ore su 24 i livelli stimati di fattore VIII e tenere traccia delle infusioni oltre che dei sanguinamenti, condividendo aggiornamenti puntuali con il medico.
Malattie rare anche al centro della categoria Patient Advocacy Program con Rare Disease Hackathon: malattie rare e giovani talenti dell’innovazione. Giunta alla terza edizione, Rare Disease Hackaton dà voce ai pazienti in modo nuovo, attraverso proposte concrete e idee innovative su come ottenere una diagnosi appropriata in tempi brevi, costruire una rete tra pazienti e caregiver e supportare l’aderenza alla terapia.
Utile anche per ipovedenti, LeggoXTe è una vera e propria multi-piattaforma dotata di intelligenza artificiale che le permette di comprendere le domande poste dagli utenti. Utilizzabile con l’app nativa Takedascan (presente sugli App Store di Google e di Apple), con la App di Google Assistant e con gli assistenti vocali Google Home e Amazon Alexa, LeggoXTe ha ottenuto anche il patrocinio dell’Unione Italiana Ciechi e Ipovedenti e di Cittadinanzattiva.Una delle migliori realtà produttive mondiali nel frazionamento di emoderivati, il sito produttivo in Rieti di Baxter Manufacturing Spa, ora parte di Takeda, è stato riconosciuto come Best Manufacturing R&D Centre. Il sito si occupa del frazionamento del plasma dedicato alla produzione di emoderivati nella forma di intermedi, come immunoglobuline, albumina e fattori di coagulazione. Per volume di plasma trattato e per gli elevati standard tecnologici, è considerato tra le migliori realtà produttive mondiali in questo campo. Una vera eccellenza che ha registrato una crescita importante diventando partner primario per il sistema sanitario italiano nella lotta alle malattie rare, grazie alla sua innovazione tecnologica.

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I giovani italiani sono pronti per la Democrazia Digitale?

Posted by fidest press agency su martedì, 29 ottobre 2019

La rivoluzione digitale sta trasformando la politica e la società, ad affermarlo è la ricerca “L’era della democrazia digitale, una sfida per cittadini, imprese e politica, realizzata da Adl Consulting, società di consulenza strategica, public affairs e comunicazione istituzionale specializzata in attività di digital lobbying e advocacy, e presentata oggi all’Auditorium del Palazzo delle Esposizioni di Roma, di fronte a esponenti di spicco della politica e dell’economia italiana. Gli studenti universitari sono i protagonisti assoluti di una delle sezioni della ricerca, in quanto ricoprono il doppio ruolo di cittadini e professionisti del futuro. A sorprendere è l’insufficiente conoscenza e l’inadeguata comprensione dei temi della democrazia digitale, evidenziate dall’indagine. Su un campione di 300 studenti, provenienti da diverse facoltà (Ingegneria 54%, Scienze Politiche 34%, Giurisprudenza 10%, Marketing & Comunicazione, Economia 1%), risulta che il 56% non ha mai sentito parlare di “democrazia digitale”, chi conosce il termine proviene da facoltà giuridico-economiche. Nell’indagine risulta che il 75% non ha mai letto libri o approfondimento sulla blockchain, mentre il 61% è entrato in contatto con articoli e libri sull’intelligenza artificiale. È stato misurato il grado di coinvolgimento nelle decisioni politiche da cui emerge che a livello europeo il 36% non si sente per nulla coinvolto, mentre a livello nazionale il dato scende al 25%, fino ad arrivare a livello locale con la misura del 22%. Il dato positivo emerso dal sondaggio è che gli studenti vedono in modo entusiasta l’applicazione della tecnologia nei diversi ambiti della società (84%).
Ne L’era della democrazia digitale, una sfida per cittadini, imprese e politica, come scrivono gli autori nell’introduzione alla ricerca, si indaga come a fronte di un’innovazione digitale che ha cambiato quasi ogni aspetto della nostra vita privata, la democrazia e le sue pratiche (in primis in termini di legislazione e di governo) siano ancora fortemente ancorate al modello tradizionale della democrazia rappresentativa costituzionale classica; tuttavia, il potenziale innovativo della rivoluzione digitale ha già iniziato a cambiare fortemente la relazione tra istituzioni e cittadini (per esempio attraverso l’uso di piattaforme di partecipazione), così come la modalità in cui gli stessi cittadini, le imprese o i rappresentanti di interessi stanno ripensando il dialogo con i decisori pubblici (per esempio attraverso il cosiddetto digital lobbying).
Sono intervenuti esponenti di spicco di alcune aziende nazionali e internazionali come Péter Ilyés (CEO E.On Italia) che ha posto l’attenzione su come la tecnologia possa diventare democratica puntando sul tema della fiducia; Andrea Benassi (Head of Public Affairs & Sustainability del Gruppo Bancario Cooperativo ICCREA), che ha approfondito il ruolo del sistema bancario nell’indirizzare le scelte di investimento con riguardo alle sfide della sostenibilità; Corrado Righetti (CEO di Sharp Italia), che ha mostrato come anche i processi di apprendimento si possono rendere interattivi e smart, e Romano Righetti (Direttore External Affairs di Vodafone Italia), che si è soffermato sull’importanza di adottare e sviluppare standard comuni a livello comunitario in termini di privacy e cybersecurity (fonte: Flavia Donati – NewsCast Per maggiori informazioni: https://www.adlconsulting.it/hub/)

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Omotransfobia, legge incardinata in Commissione Giustizia alla Camera

Posted by fidest press agency su martedì, 29 ottobre 2019

“Accogliamo con grande soddisfazione la notizia dell’inizio dell’iter di approvazione della legge contro l’omotransfobia nella Commissione Giustizia di Montecitorio”. così Gabriele Piazzoni, segretario generale di Arcigay. Che prosegue: “Quella legge andrebbe a colmare una lacuna grave che si ripercuote direttamente sulla vita delle persone lgbti. Le discriminazioni e le violenze che colpiscono le persone in ragione del loro orientamento sessuale e della loro identità di genere riempiono un bollettino quasi quotidiano al quale non si può non prestare attenzione. Ed è altrettanto noto che la negazione dei diritti di quelle persone è in cima all’agenda politica delle destre e dei movimenti neofascisti in tutto il mondo, Italia compresa. Perciò è fondamentale che la politica metta in campo un provvedimento serio ed efficace, che ponga un argine concreto all’ondata d’odio da cui anche il nostro Paese è attraversato. In questa legislatura, tra Camera e Senato, sono diversi i progetti di legge contro l’omotransfobia depositati: l’auspicio è che il lavoro parlamentare si ponga l’obiettivo di costruire una sintesi trasversale tra gli aspetti migliori di ciascuna delle proposte in campo e che questo percorso si apra all’ascolto della comunità lgbti, per non replicare gli errori del passato, quando progetti di legge analoghi, a causa di compromessi di palazzo, vennero prima svuotati, per poi insabbiarsi e finire in un nulla di fatto. Impariamo allora dagli errori del passato – conclude Piazzoni – e proiettiamo questo percorso verso quello che deve essere, cioè la risposta efficace a un allarme sociale concreto.”

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Istat: commercio estero extra Ue

Posted by fidest press agency su martedì, 29 ottobre 2019

“In settembre l’Italia ha esportato negli Stati Uniti ben 2.125 milioni di euro in più rispetto alle importazioni e, nel periodo gennaio-settembre 2019, il saldo commerciale arriva addirittura a 20.302 milioni” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori, commentando i dati del commercio estero extra Ue resi noti oggi dall’Istat.”I dati di settembre 2019, con un rialzo del saldo commerciale del 25,2% rispetto a settembre 2018 (era 1.697 mln), e del 10,6% tra gennaio-settembre 2019 e lo stesso periodo del 2018, attestano che i commercianti Usa, in previsione dei dazi, hanno fatto incetta dei prodotti made in Italy, ma conferma anche che i dazi imposti da Trump rischiano di influire pesantemente sul nostro Pil” prosegue Dona.”Visto il saldo a nostro favore, inutili le ritorsioni e un’escalation dei dazi. Serve al più presto una soluzione negoziale” conclude Dona.

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Al chirurgo Emiliano Chisci del San Giovanni di Dio il “Gold Award” dal congresso Endovascology 2019

Posted by fidest press agency su martedì, 29 ottobre 2019

(by Paola Baroni) Shanghai. E’ tornato a casa dalla Cina con un premio, il “Gold Award”, dedicato ai casi clinici di patologia aortica, Emiliano Chisci, chirurgo del Dipartimento di Chirurgia vascolare del San Giovanni di Dio diretto da Stefano Michelagnoli. Ma soprattutto con il premio vinto nei giorni scorsi al congresso Endovascology 2019 a Shanghai, improntato su tecniche, materiali e trattamento endovascolare, Chisci ha portato a casa la consapevolezza che l’ospedale San Giovanni di Dio e l’Azienda sanitaria tutta sta lavorando con standard molto alti, certamente non inferiori a centri americani, europei e asiatici.Il viaggio ha rappresentato anche l’occasione per incontrare di nuovo il medico chirurgo vascolare cinese, Donglin-Li, a cui Chisci ha fatto da tutor nel 2017, nei suoi tre mesi al San Giovanni di Dio. “Mi ha raccontato come dopo aver imparato da noi la tecnica Ceus – spiega Chisci – l’ecografia con mezzi di contrasto utilizzata per il controllo su pazienti operati di aneurisma dell’aorta addominale, abbia iniziato a replicarla sia come diagnostica che come metodica mininvasiva per interventistica”. Con questa tecnica Donglin-Li, ha realizzato per un anno più di 100 procedure transaddominali con risultati che il medico cinese ritiene siano stati ottimi.Insieme a Chisci, unico rappresentante a Shanghai per la Ausl Toscana centro, hanno fatto parte della delegazione italiana medici provenienti da Verona, Siena, Perugia e Ancona ma il Congresso ha visto la partecipazione di delegati da tutto il mondo con Usa, Canada, Europa, (oltre all’Italia anche Francia, Olanda, Svezia, Polonia) India e Nepal.Durante il Congresso sul palco della main session, Chisci ha eseguito anche una procedura in diretta su simulatore aortico in 7 minuti. Al termine della simulazione la giuria che ha posto a Chisci anche delle domande sulle strategie adottate, ha ritenuto di consegnare il “Gold Award” al chirurgo vascolare della nostra Asl.

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Bologna: Al via al Maggiore la chirurgia robotica

Posted by fidest press agency su martedì, 29 ottobre 2019

Bologna. Incisioni più piccole, quindi meno dolore per il paziente e minori perdite di sangue, con tempi di recupero e di ricovero più rapidi. Mentre per il chirurgo, maggiore facilità e più precisione nella esecuzione di manovre chirurgiche complesse.Sono questi, in sintesi, i principali vantaggi assicurati dalla chirurgia robotica, al via all’Ospedale Maggiore con l’esecuzione dei primi 2 interventi di chirurgia urologica.Chirurgia generale ad indirizzo epato-bilio-pancreatico, chirurgia toracica e chirurgia urologica sono gli ambiti che per primi beneficeranno del nuovo robot, il più evoluto sistema di chirurgia mininvasiva, grazie alla formazione specifica già acquisita da Elio Jovine, Piergiorgio Solli e Sergio Concetti – e dalle rispettive equipe – direttori rispettivamente del Dipartimento Chirurgico e delle Chirurgie A e d’Urgenza, della Chirurgia Toracica, dell’Urologia.Solo per queste specialità, l’Azienda Usl di Bologna prevede l’impiego del robot in circa 300 interventi all’anno.Progressivamente, in coerenza con uno specifico piano di formazione, il robot verrà impiegato in altre discipline chirurgiche, a partire dalla ginecologia, ampliandone così l’utilizzo a tutto vantaggio dei cittadini e dei professionisti di sala operatoria.
Il nuovo robot dell’Ospedale Maggiore si affianca a quello già presente all’’Ospedale S.Orsola. Insieme, i due robot, costituiscono una vera e propria piattaforma di chirurgia robotica disponibile per tutti i professionisti in area provinciale, quelli già formati e quelli che si formeranno nel tempo. Una piattaforma tecnologica unica, gestita in modo integrato tra le due Aziende cittadine, nell’ambito della quale realizzare percorsi di cura trasversali a tutta la città metropolitana ad ulteriore garanzia dell’equità di accesso alle cure per tutti i cittadini, ampliandone progressivamente gli ambiti chirurgici di intervento.Il robot offre indubbi vantaggi sia rispetto alla chirurgia open che video laparoscopica, a partire dal sistema video tridimensionale Full HD che consente di ingrandire l’area dell’intervento sino a 10 volte. E’ il chirurgo stesso, lontano dal campo operatorio e immerso nella consolle di comando, a controllare direttamente le immagini e a muovere, attraverso due joystick e una pedaliera, i bracci del robot in grado di ruotare di 360° lungo una scala graduale di 7 diversi movimenti, con una precisione e versatilità sconosciute al polso umano. Il robot replica i gesti eseguiti dal chirurgo alla consolle, assicurando maggiore precisione grazie alla soppressione del tremore naturale delle mani del chirurgo.
Caratteristiche che rendono possibili, anche, interventi multipli su siti anatomici opposti, come ad esempio l’addome superiore e inferiore, collocando il robot in una posizione unica. Il sistema effettua in autonomia oltre un milione di controlli di sicurezza al secondo, e informa passo passo sul proprio stato di salute e su quello del paziente, attraverso feed-back audio video.

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Tumori e le cure alternative sul web

Posted by fidest press agency su martedì, 29 ottobre 2019

Utenti del web sempre più alla ricerca di informazioni sulle cosiddette “cure alternative” contro il cancro. Due pazienti (o familiari) su tre, colpiti da una neoplasia, consultano internet alla ricerca di metodi “non ufficiali” per vincere il cancro. Per fortuna, solo una minoranza poi si rivolge a santoni e ciarlatani, con gravi rischi per la salute. La malattia può, infatti, evolvere sfavorevolmente a causa del mancato ricorso a terapie efficaci e approvate dagli enti regolatori. Dagli oncologi italiani dell’AIOM (Associazione Italiana di Oncologia Medica), riuniti a congresso a Roma, arriva così un messaggio forte e chiaro: “Attenzione alla pericolosità di alcune scelte: non esistono terapie oncologiche miracolose. È invece indispensabile seguire sempre e solo le indicazioni terapeutiche degli specialisti”. Fondazione AIOM da un anno e mezzo ha aperto un portale anti fake news (tumoremaeveroche.it), che sta diventando un punto di riferimento per chi, nel nostro Paese, è alla ricerca di informazioni e notizie corrette sulle neoplasie. Dal maggio del 2018 ad oggi è stato, infatti, consultato da oltre 262mila utenti unici per un totale di oltre 2 milioni di pagine visualizzate. Un comitato scientifico, appositamente nominato dall’AIOM, risponde costantemente alle richieste di chiarimenti degli utenti su terapie, prevenzione, sintomi, diagnosi dei principali tumori. Le domande, e relative risposte, più significative sono pubblicate on line e consultabili da tutti. Viene inoltre svolta un’intensa e costante attività di promozione dell’intero progetto sui social network. L’obiettivo è contrastare il preoccupante e crescente fenomeno delle fake news in oncologia. “Oltre il 5% dell’intera popolazione italiana è stata colpita da una forma di cancro – sottolinea il dott. Fabrizio Nicolis, Presidente di Fondazione AIOM -. È un numero crescente di uomini e donne, ai quali vanno aggiunti parenti, amici o semplici conoscenti che sono, quindi, coinvolti indirettamente da questa particolare esperienza. Le patologie oncologiche risultano tra gli argomenti di salute più cliccati sulla Rete. Compito di una moderna Società Scientifica deve essere anche quello di fornire un’informazione corretta all’intera popolazione. Il nostro portale vuole rappresentare un lume che illumina un ‘luogo’ come il web dove ancora troppo spesso si trovano notizie assolutamente false e prive di ogni fondamento scientifico”. “Sono oltre 400 le bufale che si possono leggere on line e che riguardano i tumori – aggiunge il prof. Massimo Di Maio, Coordinatore del comitato scientifico del progetto ‘Tumore, ma è vero che?’, oncologo medico presso il Dipartimento di Oncologia dell’Università di Torino e Direttore dell’Oncologia dell’Ospedale Mauriziano di Torino -. Molte di queste riguardano terapie ‘farlocche’, che in realtà sono dei rimedi inutili, potenzialmente tossici e non in grado di contrastare efficacemente le neoplasie. Ad esempio, sono spacciate per ‘cure’ miracolose la fosfoetanolammina sintetica, il bicarbonato di sodio, l’acqua di Alessiani o l’urinoterapia. Al contrario, grazie a studi condotti rigorosamente, la ricerca medica ha permesso, negli ultimi anni, di ottenere importantissimi risultati in termini di sopravvivenza in molte diverse forme di cancro. Le fake news possono essere molte pericolose e compromettere seriamente la salute dei pazienti”.
Il portale http://www.tumoremaeveroche.it, reso possibile da un educational grant di Ipsen, è attivo dal maggio del 2018. In totale in questi mesi sono arrivate al comitato scientifico centinaia di richieste di chiarimenti. “Molte domande riflettono il perdurare di vecchi stereotipi e la grande paura che ancora suscitano i tumori – sottolinea il dott. Francesco Schettini, membro del comitato scientifico del portale ‘Tumore, ma è vero che?’ e oncologo medico presso il Dipartimento di Medicina Clinica e Chirurgia dell’Università ‘Federico II’ di Napoli e l’Institut d’Investigacions Biomèdiques August Pi i Sunyer di Barcellona -. Questo vale soprattutto per la reale efficacia di alcuni trattamenti e i possibili effetti collaterali che determinano. Ci è stato più volte chiesto, per esempio, se la chemioterapia sia una pratica assassina oppure se è vero che funzioni solo in una piccola parte di casi. Si tratta, in realtà, di una tipologia di cura che consente di trattare efficacemente tanti pazienti e che ci ha consentito di salvare milioni di vite umane in tutto il mondo. Inoltre, abbiamo assistito ad una forte evoluzione delle terapie di supporto e quindi degli strumenti a nostra disposizione per prevenire e curare le tossicità legate alla stessa chemioterapia, come nausea, vomito e riduzione delle difese immunitarie”.
“Ringraziamo AIOM e Fondazione AIOM per aver realizzato uno strumento che può essere utile anche ai pazienti oncologici – conclude Claudia Santangelo, Presidente dell’Associazione di pazienti ‘Vivere senza stomaco (si può!)’ -. Chi sta affrontando un’esperienza di vita difficile come un tumore è più esposto al rischio di essere vittima della disinformazione. E’, quindi, fondamentale avere sempre a disposizione notizie certificate e supportate da fonti scientifiche”.
“Siamo orgogliosi di supportare Fondazione AIOM e AIOM in un progetto educazionale innovativo, che vuole combattere una disinformazione diffusa e preoccupante – conclude Thibaud Eckenschwiller, Amministratore Delegato di Ipsen S.p.A. -. In un anno e mezzo, i risultati ottenuti in termini di utenti raggiunti sono rilevanti. La ricerca medico-scientifica è la nostra priorità, ma vogliamo al tempo stesso fornire ai pazienti e ai cittadini nuovi ed efficaci strumenti di conoscenza e informazione”.

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In Italia vivono circa 150mila persone con la mutazione di due geni

Posted by fidest press agency su martedì, 29 ottobre 2019

Sono (BRCA 1 e/o BRCA 2). Essi determinano una predisposizione a sviluppare alcuni tipi di tumore (in particolare della mammella, ovaio, pancreas e prostata) più frequentemente rispetto alla popolazione generale. Il rischio di trasmissione dai genitori ai figli delle mutazioni BRCA è del 50%. La maggior parte di questi cittadini non sa di essere portatore della mutazione e, quindi, del rischio oncologico correlato, perché i test genetici per individuarla non sono ancora abbastanza diffusi, soprattutto fra le persone sane. Per estendere a questi cittadini programmi mirati di prevenzione è necessario che, in caso di individuazione dell’alterazione genetica in un paziente, il test sia effettuato anche sui familiari sani per poter avviare un percorso di prevenzione. Il punto critico è la mancata adozione in maniera uniforme sul territorio nazionale dei Protocolli di Diagnosi, Trattamento e Assistenza per Persone ad Alto Rischio Eredo-Familiare (PDTA AREF), oggi presenti solo in 8 Regioni (Emilia-Romagna, Liguria, Lazio, Veneto, Campania, Toscana, Sicilia, Piemonte). Soltanto 7 hanno però deliberato anche l’esenzione dal pagamento del ticket per le prestazioni sanitarie previste dai protocolli di sorveglianza (Emilia-Romagna, Lombardia, Liguria, Campania, Toscana, Sicilia e Piemonte). Una situazione a macchia di leopardo “fotografata” al XXI Congresso Nazionale AIOM (Associazione Italiana di Oncologia Medica), tenutosi a Roma.Nel 2019, in Italia, sono stimati 53.500 nuovi casi di carcinoma della mammella, il 5-7% è legato a fattori ereditari, il 25% dei quali riferibile a una mutazione BRCA (936). Di 5.300 nuove diagnosi di tumore dell’ovaio stimate nel 2019 nel nostro Paese, il 15% è riconducibile ad alterazioni in questi stessi geni (795). E, nel complesso, fino al 4-5% di tutti i pazienti con carcinoma pancreatico presenta una variante patogenetica di BRCA1 o BRCA2 (675 casi su 13.500 previsti nel 2019). In famiglie con tumori della mammella o dell’ovaio associati a tumori del pancreas, la presenza di mutazione BRCA può arrivare fino al 25%.
“La sfida è estendere lo screening con il test genetico a tutte le persone sane – spiega Antonio Russo, membro del Direttivo Nazionale AIOM e Ordinario di Oncologia Medica presso l’Università degli Studi di Palermo -. L’esecuzione dell’esame al momento della diagnosi permette di identificare la mutazione BRCA nei pazienti colpiti da queste neoplasie e, a cascata, di individuare tempestivamente i familiari portatori della stessa mutazione, prima che sviluppino un carcinoma correlato alla sindrome ereditaria della mammella e dell’ovaio. Proprio in queste due neoplasie è possibile attuare efficaci strategie di riduzione del rischio, che spaziano dalla sorveglianza intensiva alla chirurgia profilattica. In particolare, l’intervento di mastectomia bilaterale (rimozione chirurgica di entrambe le mammelle) è in grado di ridurre di circa il 90%, nelle donne sane, il rischio di sviluppare in futuro un tumore mammario. Dall’altro lato, l’asportazione chirurgica di tube ed ovaie (annessiectomia profilattica bilaterale) può prevenire la quasi totalità (95%) dei tumori ovarici su base genetico-ereditaria e contestualmente ridurre di oltre il 50% il rischio di carcinoma mammario. Quest’ultimo tipo d’intervento chirurgico va programmato con la donna portatrice di mutazione BRCA in considerazione dell’età, del programma familiare e del tipo di gene BRCA coinvolto: nello specifico, va suggerito alle donne che hanno già avuto gravidanze o che siano in menopausa”
“Il test genetico, a fini prognostici e predittivi di risposta alle terapie, viene eseguito su sangue o su tessuto tumorale – sottolinea Laura Cortesi, Direttore Genetica Oncologica presso l’Azienda Ospedaliero Universitaria del Policlinico di Modena -. Può essere prescritto dal genetista, dall’oncologo e dal ginecologo con competenze oncologiche, i quali diventano responsabili anche di informare adeguatamente la paziente sugli aspetti genetici collegati ai risultati. Il test BRCA su sangue periferico (germinale) per la ricerca di varianti costituzionali (ereditabili) è eseguito in molti laboratori del nostro Paese attraverso metodologie ampiamente validate. Anche il test BRCA su tessuto tumorale (test somatico) è oggi effettuabile in numerose strutture ed è in grado di evidenziare sia le varianti acquisite per mutazione somatica sia quelle ereditabili. Indipendentemente dal tipo di campione utilizzato (sangue o tessuto), l’esame richiede standard qualitativi da rispettare ed esperienza di analisi ed interpretazione. È preferibile eseguire in prima istanza, se possibile, la ricerca delle mutazioni di BRCA1/2 su tessuto tumorale, perché il test BRCA su sangue periferico è in grado di evidenziare soltanto le varianti ereditarie. Pertanto, se il test su tessuto tumorale risulta positivo, deve essere poi eseguito anche su sangue periferico per verificare se si tratta di una variante ereditabile”. AIOM, in collaborazione con le principali società scientifiche coinvolte in questo campo della ricerca, ha stilato le Raccomandazioni per l’implementazione del test BRCA nelle pazienti con carcinoma mammario, ovarico (e nei familiari a rischio elevato di neoplasia) e nei pazienti con tumore del pancreas.
“L’individuazione della mutazione in un paziente di nuova diagnosi condiziona anche la scelta della terapia – continua la Presidente Gori -. Studi clinici hanno evidenziato che le donne con tumore dell’ovaio portatrici di mutazione BRCA presentano una maggiore sensibilità a combinazioni di chemioterapia contenenti derivati del platino e a terapie mirate che ‘sfruttano’ il difetto molecolare indotto dalla mutazione per potenziare l’efficacia delle cure. Si tratta di molecole che fanno parte della classe dei PARP inibitori, indicate nelle pazienti che hanno risposto alla chemioterapia a base di platino. I PARP inibitori sono efficaci anche nel tumore della mammella in fase metastatica con mutazione BRCA. E per la prima volta nei tumori del pancreas è stato stabilito un vantaggio con un nuovo farmaco biologico (appartenente alla classe di PARP inibitori) sulla base di una mutazione genetica-molecolare, la variazione di BRCA”.

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Il Prefetto Gabrielli è intervenuto riguardo i tragici fatti di Roma

Posted by fidest press agency su martedì, 29 ottobre 2019

“Quel che meraviglia – afferma Il Segretario Generale del SAP, Stefano Paoloni, – è che abbia fornito particolari rilevanti sull’omicidio di Luca Sacchi, mentre sono ancora in corso indagini ed approfondimenti. Tutto ciò lascia riflettere alla luce soprattutto di una circolare che lui stesso aveva emanato poche ore prima, e che invita tutti noi poliziotti a limitare l’uso dei social e delle chat, al fine di evitare di fornire dati sensibili!”. “In altre occasioni, quando era necessario difendere i propri uomini, non abbiamo riscontrato altrettanta determinazione – spiega ancora Paoloni – Spiace constatare come tutto ciò stia avvenendo proprio qualche giorno prima di una importante competizione elettorale e che il tragico avvenimento di Roma, ne sia diventato centrale. Terzietà e trasparenza, sono requisiti che ci saremmo aspettati dal massimo vertice della Polizia di Stato” “Il Capo di tutti i poliziotti, dovrebbe invece denunciare che a Roma circola una volante per ogni 150.000 abitanti, che mancano dotazioni di reparto e norme a tutela degli operatori e che nella legge di stabilità non pare siano previsti fondi adeguati per far fronte all’emergenza sicurezza. Ecco, questo ci saremmo aspettati”

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Roma Metropolitane: Lemmetti, attendiamo decisione Tar nel merito

Posted by fidest press agency su martedì, 29 ottobre 2019

“Attendiamo la decisione nel merito dell’istanza cautelare su Roma Metropolitane che il Tar del Lazio prenderà il 6 novembre”. È quanto dichiara in una nota l’Assessore al Bilancio e al Coordinamento strategico delle Partecipate di Roma Capitale, Gianni Lemmetti. “Abbiamo fiducia nell’operato dei giudici amministrativi – continua Lemmetti – e nella correttezza del nostro lavoro. Non possiamo far a meno di notare che il presidente del Collegio sindacale di Roma Metropolitane, che ha accertato le cause di liquidazione della società per riduzione del capitale sociale al di sotto del limite legale, ora chieda l’annullamento della stessa liquidazione, cercando di interrompere la legittima attività del socio Roma Capitale”.

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Promuovere on-line l’eccellenza del tessuto produttivo capitolino

Posted by fidest press agency su martedì, 29 ottobre 2019

E stabilire parametri di qualità per un nuovo marchio identificativo del “Made in Roma”. Sono gli obiettivi della Memoria approvata in Giunta, che dà mandato all’Assessorato allo Sviluppo Economico, Turismo e Lavoro di Roma Capitale e all’Ufficio di Scopo Progettazione e Innovazione Economica Urbana di intensificare visibilità e competitività delle imprese locali sui mercati nazionali ed esteri.Il tutto, attraverso accordi di collaborazione con i principali attori del commercio e dell’internazionalizzazione: Camera di Commercio Industria Artigianato e Agricoltura di Roma e rappresentanze del comparto di settore cittadino da un lato, dall’altro le istituzioni preposte alla promozione del commercio estero del Made in Italy, quali ICE – Agenzia per la promozione all’estero delle imprese italiane, Ministero dello Sviluppo economico e Ministero degli Affari Esteri, ambasciate italiane all’estero e ambasciate estere in Italia, nonché ai loro partner strategici dell’e-commerce. Con questi soggetti, si avvieranno interlocuzioni e sinergie per lanciare vetrine virtuali dedicate alla qualità tipica del “saper fare bene” di artigiani e commercianti romani, senza oneri per l’Amministrazione e alle condizioni più vantaggiose per gli operatori.A tale scopo, saranno individuati specifici criteri che consentano una opportuna selezione di aziende d’eccellenza locale anche attraverso l’utilizzo di un nuovo marchio distintivo, che certifichi l’unicità e la qualità del know how capitolino.
“Partiamo da un dato: le piccole e medie imprese italiane che si sono votate all’innovazione aprendo un canale di vendita on-line hanno visto crescere il proprio fatturato del +6%. Si tratta, ad oggi, del solo 12%: noi vogliamo estendere questa peculiarità a tutte le rappresentanze della migliore imprenditoria di Roma, nell’ottica di una rivitalizzazione del tessuto produttivo che drena i flussi di capitali in città. Grande importanza avrà la personalizzazione del nostro ‘saper fare bene’, immediatamente riconoscibile grazie a un nuovo marchio ‘Made in Roma’ che diventa brand identitario della nostra maestria. C’è anche l’aspetto importante della tutela della qualità, per chi compra e per chi produce, che accresce l’appeal degli acquisti in termini di unicità degli articoli proposti e venduti. Internazionalizzazione, visibilità e competitività sui mercati nazionali ed esteri sono le chiavi del successo, soprattutto in riferimento alle realtà delle botteghe artigiane e della gastronomia romana. In questo, i nostri partner istituzionali e commerciali saranno di grande aiuto”, spiega Carlo Cafarotti, Assessore allo Sviluppo economico, Turismo e Lavoro di Roma Capitale.“Con questa proposta si gettano le basi per la tutela delle attività commerciali e artigianali di pregio della Capitale attraverso un marchio di rilancio del ‘Made in Roma’ che premierà coloro che sapranno distinguersi per eccellenza, creatività e tradizione. Vuole essere anche un elemento propulsivo di un contesto più ampio di rilancio del ‘Made in Italy’ da promuovere in tutto il mondo e che tarda ad arrivare ma che deve essere al più presto riconosciuto e normato. Da Roma nasce un processo virtuoso che vuole coinvolgere il Governo e tutti i soggetti che vorranno partecipare a questo ambizioso obiettivo”, conclude Andrea Coia, Presidente della Commissione Commercio di Roma Capitale.

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