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Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 335

Continuano i licenziamenti nell’aeroporto di Fiumicino

Posted by fidest press agency su mercoledì, 30 ottobre 2019

Si è conclusa con un accordo sindacale la procedura di licenziamento collettivo avviata in data 25 Settembre 2019 dalla società IAC, multinazionale irlandese a cui, a seguito dello smembramento di Alitalia, è stato svenduto il settore di verniciatura degli aeromobili.
Procedura di licenziamento collettivo avallata dalla Fismic Confsal, unica organizzazione sindacale chiamata ad espletare procedura di cui sopra che ha visto coinvolti 29 lavoratori.La stessa Fismic Confsal che non ha esitato a chiudere la procedura in fase sindacale con un accordo che, oltretutto, prevede, in cambio di una non opposizione al licenziamento, un risarcimento del danno pari ad un importo lordo di 1.200. euro.Parliamo di lavoratori che si occupano all’interno dell’aeroporto di Fiumicino di attività di montaggio ponteggi, carteggiamento e verniciatura degli aeromobili in una condizione ambientale non idonea all’attività lavorativa con temperature che sfiorano i 30 gradi con turni di 11 ore al giorno per 6 giorni a settimana ricevendo continue pressioni dai responsabili per velocizzare i tempi di lavorazione, condizioni di lavoro che hanno portato, in questi anni, a numerosi infortuni e casi di malattia anche di grave entità, con danni alle vie respiratorie.Nonostante le numerose segnalazioni fatte da USB in questi anni sia all’azienda, che si è sempre sottratta ad aprire un confronto, che agli organi competenti, i lavoratori hanno continuato a lavorare in un ambiente insalubre e con l’utilizzo di sostanze definite cancerogene, con gravi inadempienze sull’orario di lavoro e sulla sicurezza.Nessuna volontà di risolvere l’ennesima situazione di sfruttamento e di rischio all’interno dell’Aeroporto di Fiumicino che fino a pochi anni fa era visto come un luogo ambito dove poter andare a lavorare e che è la principale base della compagnia aerea Alitalia.Con il risultato che, appena è venuto meno il supporto di una programmazione delle attività che garantivano la presenza degli aerei delle primarie compagnie aeree internazionali, la Società IAC non ha esitato ad aprire prima la procedura per avere accesso agli ammortizzatori sociali con una cassa integrazione di 13 settimane molto pesante a spese dei lavoratori e successivamente l’avvio della procedura di licenziamento collettivo.Si conclude una lunga vicenda dove USB ha sostenuto senza indugi la lotta dei lavoratori una lotta fatta di scioperi, di denunce in materia di sicurezza contro una multinazionale a cui è stato consentito, anche con la complicità di ENAC e di ADR, di fare i suoi interessi, agendo nella più totale illegalità e, a nostro avviso con metodi poco consoni non rispettando nemmeno le più basilari regole in materia di sicurezza sui luoghi di lavoro.

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