Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 259

La lotta di classe un “reperto” archeologico?

Posted by fidest press agency su mercoledì, 6 novembre 2019

Gran parte se non tutto il XX secolo è stato attraversato dal conflitto nei rapporti tra le classi sociali nel mondo occidentale, nello specifico. Ora sembra che questa “lotta” abbia perso il suo mordente nelle relazioni industriali tra capitale e lavoro. Rimane, tuttavia, una contrapposizione dialettica tra imprenditori e dipendenti, tra capitale e lavoro che non va sottovalutata. In una visione strategica tra le parti non vi intravediamo convergenza sugli obiettivi, ma, semmai, una somma di interessi comuni ed altri divergenti. La vitalità e lo sviluppo dell’azienda sono, senza meno, un interesse primario sia dei dipendenti, sia dell’impresa e dei suoi finanziatori. La nota stonata è che l’evoluzione del prodotto, la sua quantità e qualità in un mondo sempre più concorrenziale, è data dal fatto che nel bene dell’impresa cercata dall’imprenditore non sempre si associa, come valore aggiunto, la produttività del dipendente e la giusta ricompensa per il suo contributo allo sviluppo dell’economia e al benessere della collettività che trascende quello particolare svolto in un determinato settore produttivo. In pratica l’imprenditore non sempre intravede una funzione sociale dell’impresa in un contesto locale e più in generale nazionale. In questo senso la vitalità e lo sviluppo dell’impresa non possono prescindere dalla stabilità e dalla crescita dell’occupazione e del prodotto e nel tradursi in più progredite forme di relazioni industriali e in una nuova articolazione dei redditi da lavoro dipendente. Spetta, quindi, alle rappresentanze delle parti sociali la definizione della portata e della struttura di queste relazioni e per l’imprenditore il riconoscimento del suo imprescindibile ruolo per la crescita dell’impresa. Se questo rapporto fosse ben chiaro e condiviso un altro passo in avanti lo faremmo nel coniugare in funzione più armonica la relazione tra capitale e lavoro. (Riccardo Alfonso)

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