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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 330

I primi dieci anni di Nhazca: storia di uno spin-off di successo targato Sapienza

Posted by fidest press agency su mercoledì, 13 novembre 2019

La società leader a livello nazionale e internazionale nell’analisi e nel monitoraggio del territorio e delle infrastrutture celebra il decennale con un evento ospitato dall’Ateneo in cui tutto ha avuto inizioUn’idea che si concretizza, un sogno che si trasforma in una storia di successo. Nhazca, spin-off della Sapienza operativo a livello nazionale e internazionale nell’analisi e nel monitoraggio dei rischi naturali e delle grandi opere, spegne le sue prime 10 candeline. Per celebrare questo importante traguardo, la Sapienza ospiterà un evento organizzato dal centro di ricerca CERI al quale parteciperanno tutti coloro che hanno reso possibile la costituzione e la crescita di questa realtà d’eccellenza.Nhazca nasce proprio da una collaborazione orizzontale tra docenti e studenti che hanno individuato il potenziale delle nuove tecnologie applicate al sapere scientifico nell’analisi e nel monitoraggio del territorio e delle infrastrutture. Tutto è partito nel 2009 quando Paolo Mazzanti, all’epoca giovane dottorando in Scienze della Terra e oggi amministratore delegato del gruppo, ha dato vita, insieme ad alcuni docenti del Centro di ricerca CERI della Sapienza, alla struttura che deve il suo nome alla civiltà Nazca e in particolare alle “linee Nazca”, disegni di grandissima dimensione realizzati dalla civiltà Nazca e che sono visibili solo dal cielo.Attualmente lo spin-off, supportato dal Centro di ricerca CERI della Sapienza e dal Dipartimento di Scienze della Terra, conta su circa 25 tra dipendenti e collaboratori altamente specializzati tutti provenienti dall’Ateneo: si tratta in prevalenza di giovani geologi che si interfacciano quotidianamente con ingegneri, decisori della programmazione pubblica e stakeholder sia nazionali che internazionali in un proficuo scambio scientifico operativo.In questi primi 10 anni la società, che porta avanti in parallelo ricerca e applicazione delle tecnologie, si è occupata dell’analisi dei problemi di instabilità del territorio in cui sono coinvolti importanti infrastrutture ed anche di alcuni siti archeologici e della conservazione di edifici di particolare valore storico e architettonico (per esempio la Basilica di Massenzio), avviando importanti collaborazioni con Roma Capitale, Acea, Anas, Metro C, Italferr nonché della valutazione dello stato di salute di ponti e viadotti di diverse città italiane (tra le altre Belluno, Udine, Foggia e Pordenone).Nhazca ha esteso i propri confini anche oltreoceano dagli Stati Uniti (Colorado) all’Antartide. In particolare insieme al Colorado Department of Transportation (C-DOT) ha seguito le attività riguardanti il monitoraggio delle infrastrutture viarie soggette a fenomeni franosi. In Antartide NHAZCA ha analizzato, su richiesta di ENEA, le immagini radar acquisite nell’ultimo decennio dai satelliti COSMO-SkyMed dell’Agenzia Spaziale Italiana, nell’ambito del progetto di realizzazione della pista aerea che sarà al servizio dei ricercatori che operano nelle basi di ricerca del Piano Nazionale di Ricerca Antartica. “Nhazca rappresenta un esempio virtuoso di collaborazione tra pubblico e privato grazie al trasferimento all’esterno del proprio bagaglio di competenze e dei servizi tecnologici offerti – spiega Francesca Bozzano, presidente di Nhazca e direttore del CERI – Quest’attività è una delle voci della cosiddetta terza missione, orientata a promuovere l’interazione tra l’Ateneo e il mondo delle imprese”.

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