Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 344

La formazione del caregiver per il benessere del paziente oncologico

Posted by fidest press agency su venerdì, 15 novembre 2019

La maggior parte dei pazienti oncologici quando inizia le terapie impara a convivere con un piccolo dispositivo colorato che è la porta di accesso più sicura ai farmaci. Uno studio e le attività messe in atto dall’Istituto Nazionale Tumori Regina Elena (IRE) dimostrano che anche il caregiver opportunamente formato è equiparabile all’operatore per la gestione dei PICC (Peripheraly Inserted Central Catheter). E’ il catetere venoso centrale ad inserzione periferica, tecnicamente chiamato PICC che garantisce maggiore sicurezza biologica a paziente e operatore sanitario: non danneggia le vene periferiche della persona ammalata, l’operatore non rischia punture accidentali e stravasi di farmaci, e riduce le infezioni.L’IRE, grazie ad un gruppo di lavoro guidato da Paolo Basili, coordinatore infermieristico, e un team di infermieri specializzati in accessi venosi, ha posto un attenzione particolare alla gestione di questo importante dispositivo per l’infusione di chemioterapici da oltre un decennio: un unico ambulatorio dedicato per impianto e gestione dei PICC; un database che registra e monitora l’impianto per tutto il tempo della gestione ed utilizzo; una intensa attività formativa dedicata agli operatori dell’IRE, del territorio nazionale e persino provenienti dall’estero. Il risultato osservato è che si riducono le infezioni, le ospedalizzazioni, le interruzioni di terapie e si aumenta la consapevolezza e l’empowerment di tutti gli attori coinvolti nel percorso di cura.
Il rischio maggiore legato alla presenza degli accessi venosi centrali è rappresentato dalle infezioni sistemiche che si accentua nelle persone immunodepresse, come è possibile che siano i pazienti oncologici in alcune fasi del percorso di cura. Si è riusciti ad ottenere una riduzione di infezioni nei pazienti portatori di PICC attraverso la corretta esecuzione della medicazione settimanale ed un corretto approccio al sistema. Attraverso la formazione e l’informazione si è visto ulteriormente ridotto il rischio di questa temuta complicanza. La Direzione Sanitaria IFO in collaborazione con la Direzione Infermieristica, tecnica e riabilitativa e con il responsabile Qualità e Risk Management ha promosso una serie di iniziative finalizzate a: riduzione del rischio infettivo, formazione continua degli operatori, ed empowerment dei caregiver attraverso il “trasferimento di istruzioni utili” alla persona che si prende cura del paziente a casa, aiutandolo nella gestione della malattia. Con tale lavoro si è ottenuto così una riduzione degli accessi settimanali ed una riduzione del tasso di infezioni. Nel dettaglio, si è condotto uno studio randomizzato su 170 pazienti al fine di valutare la sicurezza e l’efficacia di formare in modo specifico un caregiver volontario e scelto dal paziente stesso, per effettuare la medicazione a domicilio.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

 
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: