Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 344

Bene i libri anche se in Italia si legge poco

Posted by fidest press agency su lunedì, 18 novembre 2019

Milano. Crescono macchine grafiche, libri e comparto imballaggio, in difficoltà gli altri settori. Dopo la crescita messa a segno nel 2018, l’aggregato industriale che riunisce Federazione Carta Grafica (Acimga, Assocarta, Assografici), Aie (editoria libraria), Fieg (editoria quotidiana e periodica) e Asig (stampa di giornali quotidiani) in questi mesi sta soffrendo il calo delle variabili macroeconomiche sia interne sia della componente estera ed è in arretramento, con un risultato che nel primo semestre 2019 ha riportato l’indice giù dell’1,6%, due punti decimali in meno rispetto all’anno precedente. Il dato viene presentato oggi nell’ambito dell’incontro “L’insostituibile autorevolezza del leggere” che mette a confronto, al Castello Sforzesco, editori, stampatori e protagonisti della filiera per valutare, a partire dai libri, quali prodotti e quali scelte possono aiutare il settore a invertire la tendenza di una crisi che ormai affonda le radici nel lontano 2004 e che, negli ultimi tre anni, registra un recupero dovuto anche al successo del bonus cultura per i 18enni, 430mila fruitori lo scorso anno con l’80% della spesa destinata ai libri (che sarà reiterato nel 2020 e di cui il settore auspica diventi misura stabile). I dati economici elaborati e diffusi dalle Associazioni di Filiera, indicano i comparti delle macchine da stampa, dei libri e dell’industria cartotecnica trasformatrice come quelli che presentano tassi di crescita interessanti, segnalandosi come zone di luce negli andamenti dell’aggregato industriale che riunisce Federazione Carta e Grafica (Acimga, Assocarta, Assografici), Aie (editoria libraria), Fieg (editoria quotidiana e periodica) e Asig (stampa di giornali quotidiani). Questo segmento industriale è vitale per l’economia del Paese: lo scorso anno, con fatturato aggregato di 31,4 miliardi di euro, ha pesato per l’1,8% sulla formazione del Pil, poco meno di un terzo dell’industria automobilistica (106 miliardi di euro). L’export, tradizionale elemento trainante della Filiera, oggi incide per il 31,8% sul fatturato complessivo, con saldo della bilancia commerciale positivo di 3,5 miliardi di euro. In termini occupazionali la Filiera lo scorso anno ha sfiorato i 200mila addetti diretti (sono 199.700, che con l’indotto diventano 695.000), pari al 5% dell’occupazione manifatturiera totale.
La lettura per comparti del primo semestre 2019 mostra risultati di fatturato positivi per la produzione di macchine per la grafica e la cartotecnica (+3,1%), il comparto imballaggio (+2,8%) e l’editoria libraria (+2,7%). Segni meno per tutte le altre componenti della filiera, a partire dall’industria grafica (-3,2%) e via a scendere con la produzione di carta e cartone (-4,3%), l’editoria quotidiana (-7,5%), le importazioni di macchine grafiche e da stampa (-8,6%) e infine l’editoria periodica (-11,9%).L’analisi delle macro variabili vede l’export, in buono sviluppo nel 2018 (+4,2% sul 2017) stabilendosi sul livello record di quasi 10 miliardi di euro, a fare da elemento trainante della Filiera e dei settori che la compongono. Resta comunque prevalente il peso della componente nazionale sul mercato totale della Filiera (68-69% negli ultimi 5 anni; oltre 78% nel 2007) con gli ovvi riflessi degli andamenti dei consumi interni sui livelli di fatturato. Sulle complessive difficoltà dei prodotti in carta e della stampa, pesano la diminuita propensione alla spesa delle famiglie (2 punti in meno fra il 2017 e il 2018 e il continuo calo della pubblicità su stampa, che oggi vale meno di un sesto del mercato pubblicitario (un terzo nel 2007). Ancora, a incidere negativamente, fa rilevare l’Ufficio Studi della Federazione Carta Grafica, è il continuo calo del numero dei lettori e la conseguente riduzione dei consumi interni di prodotti culturali. Nel 2018 la popolazione che legge libri rappresenta il 40,6% (46,8% nel 2010), per quotidiani e periodici siamo oggi rispettivamente al 30% e al 37,1% (36,6% e 50,5% nel 2014).

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