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Scuola: Regionalizzazione: in Emilia Romagna parte la consultazione

Posted by fidest press agency su mercoledì, 20 novembre 2019

Il progetto di regionalizzazione della scuola non è definitivamente naufragato con la caduta del Governo composto da M5S e Lega, durante il quale Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna hanno chiesto con forza la sua approvazione: la conferma arriva da quanto sta accadendo in vista delle prossime elezioni amministrative dell’Emilia Romagna, le quali, secondo Orizzonte Scuola, si giocheranno proprio sul terreno dell’autonomia differenziata per la scuola. Il tema rimane caldo dopo gli interventi del ministro Boccia e la presentazione di un nuovo testo che è stato bocciato a priori dai Governatori della Lega. Ad esempio, Attilio Fontana “si dice pronto ad una legge regionale per garantire la continuità didattica dei docenti sul territorio”, mentre dal Corriere.it si apprende il lancio di una petizione su change.org nelle scuole da parte dei sindacati riguardante tutto il personale scolastico. Già da mesi sono in corso di organizzazione assemblee e riunioni per informare il personale sugli effetti nelle scuole della autonomia differenziata. I sindacati mettono l’accento sul fatto che in molti casi non si conoscono fino in fondo tutti gli aspetti della regionalizzazione e ribadiscono il principio che la scuola debba rimanere un punto di unità nazionale. Proprio per approfondire taluni aspetti, il mese scorso, anche l’Anief ha promosso un convegno a Verona, alla presenza dell’assessore regionale Donazzan, della responsabile scuola del PD, Sgamabato del presidente nazionale Pacifico, con ispettori dell’USR. Anief rammenta come la sentenza n. 76/2013 della Consulta abbia ricordato il rispetto necessario del secondo comma dell’articolo 117 della Costituzione, quando una Regione ha chiesto più autonomia sulla scuola. Inoltre, altre due sentenze ribadiscono come il personale Ata e dirigente debba fare capo allo Stato (nn. 147/2012, 37/2005). Anche laddove il personale è da anni transitato nella Provincia autonoma di Trento, tra l’atro territorio a statuto speciale, la sentenza n. 242/2011, della stessa Corte Costituzionale ha posto dei paletti stringenti su ricorso promosso proprio dall’Anief in merito alla valutazione di punteggi nel reclutamento del proprio personale docente, diversi da quelli concordati con lo Stato a livello nazionale.

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