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Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 259

Commissione europea: Pacchetto fiscale d’autunno

Posted by fidest press agency su mercoledì, 27 novembre 2019

Dal luglio di quest’anno e per la prima volta dal 2002, nessuno Stato membro della zona euro è soggetto alla procedura per i disavanzi eccessivi. È previsto che rapporto debito/PIL della zona euro confermi la tendenza al calo osservata negli ultimi anni e scenda dall’86 % circa del 2019 a circa l’85 % nel 2020, nel contesto di un’economia mondiale ed europea che si sta indebolendo.
A seguito delle recenti previsioni economiche d’autunno 2019 e delle consultazioni con gli Stati membri, la Commissione ha adottato i suoi pareri sui documenti programmatici di bilanciodi tutti i paesi della zona euro. Essa ha constatato che nessun documento programmatico di bilancio 2020 presenta un’inosservanza particolarmente grave dei requisiti del patto di stabilità e crescita. I documenti programmatici di nove Stati membri sono conformi al patto di stabilità e crescita nel 2020, due Stati membri sono sostanzialmente conformi e per otto Stati membri i documenti programmatici presentano un rischio di non conformità al patto di stabilità e crescita l’anno prossimo. I documenti programmatici di bilancio di Germania, Irlanda, Grecia, Cipro, Lituania, Lussemburgo, Malta, Paesi Bassi e Austria risultano conformi al patto di stabilità e crescita nel 2020.I documenti programmatici di bilancio di Estonia e Lettonia risultano sostanzialmente conformi al patto di stabilità e crescita nel 2020. L’attuazione dei documenti programmatici di bilancio potrebbe determinare un certo scostamento dall’obiettivo di bilancio a medio termine per la Lettonia e una certa deviazione dal percorso di avvicinamento a tale obiettivo nel caso dell’Estonia.Per Belgio, Spagna, Francia, Italia, Portogallo, Slovenia, Slovacchia e Finlandia i documenti programmatici di bilancio presentano un rischio di non conformità al patto di stabilità e crescita nel 2020. L’attuazione dei documenti programmatici di questi Stati membri potrebbe determinare una deviazione significativa dal percorso di avvicinamento al rispettivo obiettivo di bilancio a medio termine. Per Belgio, Spagna, Francia e Italia le proiezioni segnalano anche la non conformità con il parametro per la riduzione del debito.
Globalmente, si stima che tra il 2019 e il 2020 passerà da sei a nove il numero di Stati membri che hanno raggiunto o superato il proprio obiettivo di bilancio a medio termine. Secondo le proiezioni della Commissione il disavanzo strutturale aggregato della zona euro aumenterà nella misura dello 0,2 % del PIL potenziale nel 2020 (toccando il -1,1 %), presentando quindi un orientamento di bilancio sostanzialmente neutro. Tale aumento del saldo strutturale è spinto in particolare dalle politiche fiscali espansive previste negli Stati membri con margine di bilancio, in particolare nei Paesi Bassi e in misura minore in Germania (rispettivamente 0,6 % e 0,4 % del PIL potenziale) e dal previsto incremento del disavanzo strutturale italiano (0,3 % del PIL potenziale). In generale, le politiche di bilancio nella zona euro continuano a non essere sufficientemente differenziate. Gli Stati membri che dispongono di un margine di bilancio stanno attuando politiche fiscali espansive e dovrebbero essere pronti a continuare a utilizzare tale margine. Per contro, continua a preoccupare la mancanza di risanamento nei paesi con problemi di sostenibilità.

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