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Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 335

Giovani migranti: relazione dell’Agenzia europea per i diritti fondamentali

Posted by fidest press agency su mercoledì, 27 novembre 2019

«L’UE e i suoi Stati membri si impegnano a fondo per affrontare il fenomeno migratorio in tutta Europa, facendo fronte a gravi problemi di integrazione per i nuovi arrivati, soprattutto i giovani. Ma questi problemi non sono insormontabili», dichiara Michael O’Flaherty, direttore della FRA. «Diversi esempi illustrano in che modo le decisioni politiche ponderate e intelligenti possono essere determinanti per superare gli ostacoli. I responsabili politici in Italia e a livello di UE devono puntare su tali strategie per consentire ai giovani di questa generazione di diventare membri a pieno titolo della nostra società.»Basandosi su interviste a oltre 160 rifugiati e 400 operatori in prima linea, la relazione della FRA dal titolo «Integration of young refugees [Integrazione dei giovani rifugiati nell’UE individua gravi lacune negli attuali approcci all’integrazione dei giovani rifugiati di età compresa tra i 16 e i 24 anni. L’Agenzia ha documentato la lunghezza della procedura di asilo in Italia, dove alcuni dei richiedenti asilo intervistati hanno dovuto fare la fila per mesi presso la questura solo per compilare un unico modulo. I ricercatori hanno incontrato dei richiedenti asilo di 16 anni ai quali è stato vietato l’accesso alle scuole secondarie perché non parlavano italiano e che sono stati ridiretti alle scuole per adulti (CPIA). E a un altro bambino, il quale aveva perso una gamba, è stato detto che non era possibile ottenere il permesso di soggiorno durante il ricovero ospedaliero e che avrebbe potuto beneficiare di una protesi solo pagandola di tasca propria.
Dal 2015 al 2018 quasi 2 milioni di persone hanno ricevuto protezione internazionale nell’UE. Il diritto dell’UE è chiaro e gli Stati membri hanno il dovere di proteggere i rifugiati. È disponibile anche un finanziamento dell’UE a sostegno della loro integrazione. Tuttavia, la situazione sul campo è estremamente eterogenea negli Stati membri.
Questi problemi si aggravano maggiormente quando i giovani rifugiati compiono 18 anni e le reti di sostegno a cui si affidavano in precedenza scompaiono, talvolta da un giorno all’altro.

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