Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 255

Rapporto Farmacia-cittadini

Posted by fidest press agency su lunedì, 2 dicembre 2019

A fronte di un paziente che entra in farmacia, il farmacista conosce il medico di famiglia o l’eventuale specialista che lo ha in cura (nel 41% dei casi), sa quali farmaci prende abitualmente (42%), dà consigli in merito ai dosaggi o alle modalità di assunzione quando consegna i farmaci (42%), anche se meno frequentemente (32%) conosce le patologie in corso. Da parte loro, i cittadini considerano fondamentale il ruolo del farmacista e per quanto riguarda, per esempio, il supporto attivo all’aderenza terapeutica viene riferito – al di là di quale sia stata l’azione di supporto posta in essere – un beneficio in termini di miglioramento molto significativo per il 33% delle persone e abbastanza significativo per un altro 51%. Sono questi alcuni degli spunti che emergono dalla seconda edizione del Rapporto annuale sulla Farmacia, realizzato da Cittadinanzattiva in collaborazione con Federfarma e con il supporto incondizionato di Teva, presentato oggi a Roma.
L’indagine, che quest’anno si eÌ concentrata in particolare sul supporto della farmacia a campagne di prevenzione/screening e al miglioramento dell’aderenza terapeutica, ha visto, accanto alla Survey rivolta ai farmacisti – con 1915 farmacie rispondenti (+33% rispetto alla prima edizione) -, il coinvolgimento dei cittadini – 1265 persone, con una leggera prevalenza delle donne (56%).
Tanti i risultati ma a emergere è anche la presenza di «una serie di barriere che ancora ostacolano il pieno passaggio dalla farmacia di fiducia alla farmacia dei servizi: tra questi un limitato coinvolgimento delle farmacie (27%) in campagne di prevenzione e screening promosse dalle Istituzioni (a eccezione di quella sul colon-retto); lo scarso coinvolgimento delle farmacie (solo il 20%) nel processo di attuazione del Fascicolo sanitario elettronico; una insufficiente condivisione, ai fini del supporto all’aderenza terapeutica, dei dati telematici tra i vari soggetti». In particolare, «solo per il 19% del campione, il gestionale della farmacia risulta interconnesso con sistemi informativi di altri player (a parte i collegamenti per distribuzione per conto, Webcare, ricetta dematerializzata) e nei pochi casi in cui ciò si eÌ riscontrato, si interfaccia principalmente col corrispettivo della Asl (60%) e della Regione (51%), mentre in misura ridotta con il Ministero della Salute/Aifa (34%) e ancora meno con i Mmg (12%)».
A essere messa in luce poi è anche una contraddizione: «negli ultimi 24 mesi il 79% del campione delle farmacie coinvolte dall’indagine ha promosso o aderito a campagne di sensibilizzazione e di promozione di stili di vita salutari e l’84% ha preso parte a campagne per la diagnosi precoce e conseguente individuazione di soggetti a rischio». Ma, a fronte di questo dato, «sono ancora numerosi quei cittadini (74%) che dichiarano di non essere stati coinvolti dalle farmacie in simili iniziative».
C’è poi un altro aspetto: «Anche questa seconda edizione del Rapporto conferma una certa predisposizione da parte delle farmacie nel contribuire a supportare l’aderenza alle terapie». Ma un dato importante che emerge è «relativo alla selezione e conseguente coinvolgimento dei pazienti nei programmi di supporto all’aderenza terapeutica: operazione che avviene in modo condiviso con i Mmg solo nel 28% dei casi.
Pur in una eterogeneità di posizioni a essere messo in luce è il fatto che «la maggior parte delle associazioni testimonia esperienze positive (o molto positive) sul rapporto con la farmacia soprattutto per quanto attiene alla funzione di supporto all’aderenza terapeutica per farmaci e device, in termini di dispensazione di consigli e servizi cognitivi». Ma, quando si parla di “presa in carico” «occorre concettualizzare una presa in carico integrata tra i vari attori che ruotano attorno al paziente, in primis specialisti e Medici di medicina generale.
Al riguardo, eÌ stata enfatizzata la necessità di maggiore raccordo e condivisione con il Mmg e con lo specialista rispetto sia alla prevenzione sia all’aderenza». Occorre «dimostrare con dati che questi soggetti, insieme, possano prevenire complicanze e ridurre accessi inappropriati al Pronto Soccorso e ricoveri. Il rischio è quello di far diventare il paziente “l’anello debole” di fronte all’autorevolezza delle varie figure coinvolte: medici e specialisti, farmacisti, infermieri». By Francesca Giani fonte: farmacista33)

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