Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 259

Libro bianco “Dalla Medicina di genere alla Medicina di precisione”

Posted by fidest press agency su mercoledì, 4 dicembre 2019

Il volume fa un quadro sull’evoluzione e l’applicazione della Medicina di Genere contemplando diversi ambiti – clinico, farmacologico, accademico, sanitario – ed è pubblicato nell’anno di emanazione del Piano nazionale per l’applicazione e diffusione della Medicina di genere, primo in Europa. L’evoluzione verso la medicina di precisione è fondamentale per garantire le migliori cure al singolo paziente e la sostenibilità del Sistema Sanitario Nazionale.L’approfondimento clinico conferma che le donne soffrono di depressione da 2 a 3 volte più degli uomini, ma meno di malattie cardiovascolari (3,5 vs 4,9%) che però rappresentano la loro prima causa di morte. Quanto ai tumori il loro sistema immunitario più reattivo le predispone a migliori outcome terapeutici. Una speciale attenzione è rivolta alla medicina del lavoro: con la riduzione del gap lavorativo, è importante considerare le differenze genere specifiche rispetto al rapporto ambiente di lavoro e salute. Le malattie professionali e gli infortuni sul lavoro riguardano maggiormente gli uomini (72,1 vs 27,9% e 67,1 vs 32,9% rispettivamente) anche se gli infortuni in itinere, durante il tragitto, coinvolgono più spesso il genere femminile (22,7 vs 10,4%).
La diversità tra uomo e donna si può riflettere in diverse condizioni di salute. Le donne, ad esempio, soffrono di depressione da 2 a 3 volte più degli uomini, non solo per fattori biologici, quali il ciclo ormonale e l’effetto degli estrogeni, ma anche sociali, come il multitasking femminile e il conseguente stress e la violenza di genere. Al contrario, le malattie cardiovascolari, considerate quasi esclusivamente appannaggio del sesso maschile, che in effetti ne è più colpito rispetto alle donne (4,9 vs 3,5%), rappresentano la prima causa di morte delle donne (48 vs 38% per gli uomini). Alla base, c’è innanzitutto un impatto maggiore di alcuni fattori di rischio, quali fumo e diabete che ne causa una prognosi peggiore. Seppur le donne fumino in media meno degli uomini (14,9 vs 24,8%), a loro basta fumare un terzo delle sigarette dell’uomo per avere lo stesso rischio cardiovascolare; inoltre, la donna con diabete ha un rischio cardiovascolare superiore del 44% rispetto all’uomo con pari compenso glicemico. Anche la maggior prevalenza femminile di malattie autoimmuni ed endocrine (da 2 a 50 volte più frequenti nelle donne), depressione e stress associato al nuovo ruolo sociale della donna concorrono al maggior impatto delle malattie cardiovascolari.Questi alcuni dei dati che emergono dal Libro bianco “Dalla Medicina di genere alla Medicina di precisione”, realizzato da Fondazione Onda grazie al supporto di Farmindustria, presentato oggi a Roma. “La Medicina di genere si basa sulle diverse caratteristiche biologiche, ma anche fattori ambientali, socio-relazionali, economici e culturali, che influenzano lo stato di salute, la diagnosi, la cura oltre che l’attitudine alla prevenzione di uomini e donne. La Medicina di genere non va intesa come una branca della Medicina, ma come un approccio da applicare a tutte le discipline mediche, tra le quali anche la Medicina del lavoro” afferma Francesca Merzagora, presidente Fondazione Onda.
Nel nostro Paese l’approccio della Medicina di genere è ormai consolidato. È presente, infatti, la rete italiana per la Medicina di genere, nata dall’alleanza del Centro Studi Nazionale su Salute e Medicina di genere con il Centro di Riferimento sulla Medicina di genere dell’Istituto Superiore di Sanità e il Gruppo Italiano Salute e Genere (GISeG), che promuove grazie al coinvolgimento di Società Scientifiche, Istituzioni, Medicina Generale e Collegi Professionali programmi attività informative e formative sulla Medicina di genere rendendo l’Italia uno dei Paesi con una maggiore sensibilità al tema. Un ulteriore elemento che pone il nostro Paese all’avanguardia in Europa, è l’adozione del Piano per l’applicazione e la diffusione della Medicina di genere, nato dall’impegno congiunto del Ministero della Salute e del Centro di riferimento per la Medicina di genere dell’Istituto Superiore di Sanità, con l’obiettivo di promuoverne la diffusione basandosi su 4 principi (approccio interdisciplinare, ricerca, formazione e aggiornamento professionale, informazione).
“La Medicina di precisione è nata e si sta sviluppando insieme al numero di informazioni genetiche e molecolari via via disponibili – dice Alessandra Carè, responsabile Centro di riferimento per la medicina di genere, Istituto Superiore di Sanità. L’identificazione di molecole che, quando deregolate, possono predisporre e/o causare l’insorgenza di una patologia, rappresenta infatti uno step indispensabile per sviluppare farmaci in grado di colpire in modo specifico ed efficiente le proteine bersaglio, con maggiore efficacia, minori effetti avversi e, di conseguenza, una riduzione dei costi. Da non trascurare per un approccio terapeutico veramente ‘su misura’, sono le possibili differenze di sesso e genere presenti in molte malattie. Sebbene siano già stati ottenuti risultati importanti, in particolare in oncologia, la strada da percorrere per individuare la terapia giusta per ciascun paziente sarà ancora lunga e richiederà un grande impegno da parte di tutti noi”.

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