Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 25

Crisi climatiche e insicurezza alimentare

Posted by fidest press agency su giovedì, 5 dicembre 2019

Almeno 33 milioni di persone in Africa orientale e meridionale, tra cui più di 16 milioni di bambini, sarebbero vittime dell’insicurezza alimentare causata dalle crisi climatiche, che in alcuni casi possono portare fino a una vera propria emergenza fame. Più di 1200 persone hanno perso la vita a causa di cicloni, inondazioni e frane in Mozambico, Somalia, Kenya, Sudan e Malawi nel 2019; in Africa meridionale, inoltre, negli ultimi 50 anni le temperature si sono alzate del doppio rispetto alla media globale, con molti Paesi che sono stati colpiti da crisi multiple, come il Mozambico che quest’anno ha sperimentato due forti cicloni nella stessa stagione per la prima volta nella storia.
Questi alcuni dati evidenziati da Save the Children, l’Organizzazione internazionale che da 100 anni lotta per salvare i bambini a rischio e garantire loro un futuro, a pochi giorni dall’inizio della 25a Conferenza delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici (COP 25). L’Organizzazione chiede ai leader mondiali di impegnarsi per incrementare gli sforzi per ridurre l’impatto della crisi climatica che colpisce in particolar modo i bambini, sia in Africa orientale e meridionale che a livello globale.Un recente rapporto del panel intergovernativo delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici (IPCC) mostra come il cambiamento climatico stia contribuendo ad aumentare le temperature nella regione e come le temperature elevate stiano aggravando le conseguenze della siccità e delle inondazioni. Crisi climatiche che decimano i mezzi di sussistenza, lasciando le famiglie alla disperata ricerca di cibo esponendole al rischio di malnutrizione acuta, una condizione pericolosa per la vita che richiede un trattamento urgente. In quasi il 90% dei casi, inoltre, sono proprio i bambini ad essere i più colpiti da malattie attribuibili anche ai cambiamenti climatici come la malaria e la dengue.
A tutto ciò si aggiungono gli spostamenti di massa della popolazione che hanno creato ulteriori rischi di sfruttamento, separazione dalle proprie famiglie o abbandono scolastico per i bambini. Alla fine di giugno 2019, i nuovi sfollati per via di calamità legate ai cambiamenti climatici erano oltre 1 milione. Per oltre la metà dei casi, gli sfollamenti sono stati dovuti alle conseguenze del ciclone Idai, che ha colpito il Mozambico, lo Zimbabwe e il Malawi nel marzo 2019, ed è stato seguito sei settimane dopo dal ciclone Kenneth. Cicloni che sono stati i più forti mai verificatisi nel continente africano
Di fronte a questo scenario, Save the Children chiede alla comunità internazionale di incrementare gli sforzi per affrontare la crisi climatica e il suo impatto sui bambini di tutto il mondo. In particolare, l’Organizzazione esorta i leader mondiali ad impegnarsi a raggiungere gli Obiettivi di sviluppo sostenibile, approvati dalle Nazioni Unite con l’Agenda 2030, e a garantire i diritti di tutti i bambini come sancito dalla Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti dell’infanzia.Inoltre, sottolinea l’Organizzazione, la comunità internazionale deve lavorare con i governi dell’Africa orientale e meridionale e di tutto il mondo per sostenere lo sviluppo e l’attuazione di piani d’azione nazionali sui cambiamenti climatici.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

 
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: