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Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 279

Scuola: Dati Ocse sui docenti italiani: pagati poco, precari a vita e demotivati

Posted by fidest press agency su lunedì, 9 dicembre 2019

Emerge un quadro drammatico dal più recente studio dell’Organizzazione per la Cooperazione e per lo Sviluppo Economico. Pacifico (Anief): “Età media altissima, professione usurante. Bisogna aumentare gli stipendi e permettere ai docenti di andare in pensione prima”
Un quadro realistico e sconfortante. Non ci sono solo gli alunni nei dati Ocse – Pisa 2018 sugli apprendimenti in Italia. La stampa specializzata riporta anche il focus realizzato dall’Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico sugli insegnanti di casa nostra, che sono risultati “demotivati, con stipendi tra i più bassi d’Europa, precari emigrati e con poco entusiasmo nel lavoro. Infatti, gli studenti di 15 anni alla domanda se durante le lezioni i docenti erano sembrati entusiasti e divertiti del loro lavoro hanno risposto negativamente”. Secondo quanto si legge su Orizzonte Scuola: “Tra i paesi in cui si riscontra lo stesso grado di “entusiasmo” troviamo paesi come l’Albania, Kosovo e Korea”. Sui 76 Paesi considerati l’Italia occupa il 58° posto. Una classifica non entusiasmante, dati preoccupanti per il ministro dell’Istruzione, Lorenzo Fioramonti, “non perché siano diversi da quelli di un anno fa ma perché sono molto peggio rispetto a quelli di 20 anni fa”. Le cause del poco entusiasmo e della poca motivazione, secondo il giovane sindacato rappresentativo, sono da ricercare anche nelle retribuzioni insoddisfacenti, nel perenne precariato e nell’uscita tardiva dal lavoro, che caratterizza il cammino professionale dei docenti italiani. Gli stipendi del personale scolastico, come quello di tutta la pubblica amministrazione, rimangono di una decina di punti sotto al costo della vita e distante da quelli dei colleghi UE. Per il giovane sindacato è necessario ancorare i compensi al costo della vita come è avvenuto ed è stato siglato per i lavoratori nel privato. Serve ben altro rispetto a quanto viene pronosticato dalla politica. Anche in tal senso Anief rispetto alla Legge di Bilancio, AS 1586, ha suggerito 40 emendamenti. Altri recenti dati OCSE hanno sentenziato altre statistiche incontrovertibili e che dovrebbero destare scandalo: i nostri docenti sono i più anziani tra i Paesi sviluppati rispetto all’Europa ma anche a tutto il mondo: ben il 58% dei docenti italiani, tra elementari e superiori, ha più di 50 anni, contro una media OCSE del 34%.

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