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Minori stranieri non accompagnati arrivati in Italia

Posted by fidest press agency su domenica, 22 dicembre 2019

Dal 2009, circa 11.150 minori e neomaggiorenni migranti, arrivati in Italia soli e senza alcun adulto di riferimento al loro fianco, sono stati accolti nel Centro CivicoZero promosso da Save the Children a Roma, che celebra il suo decimo anno di attività. Dieci anni in cui gli operatori del centro hanno incrociato le storie di minori, in alcuni casi poco più che bambini, in altri adolescenti, giunti in Italia da soli dopo viaggi spesso lunghi e pericolosi e che a CivicoZero hanno trovato la protezione e l’accompagnamento di cui avevano bisogno, avviando così il proprio percorso di inclusione nel tessuto sociale.Dai servizi di prima necessità – come docce, abiti, alimenti – al sostegno legale e all’accompagnamento all’assistenza sanitaria, dai corsi di lingua italiana ai laboratori artistici ed espressivi, sino all’orientamento alla formazione e alla ricerca del lavoro e alle attività culturali: tantissime le attività mirate alla protezione e all’inclusione che, da dieci anni, i ragazzi che frequentano il centro di via Bruzi 14 nel quartiere San Lorenzo, gestito dalla Cooperativa CivicoZero e parte di un più ampio progetto a livello nazionale con strutture analoghe anche a Milano, Torino e Catania, hanno l’opportunità di frequentare, con il sostegno di operatori specializzati, educatori, psicologi, operatori legali e mediatori culturali.“In tutti questi anni abbiamo assistito a profondi mutamenti nei flussi migratori che coinvolgono i minori, ma ciò che non è mai cambiato è la stessa forte domanda di protezione che giunge dai ragazzi, esito di percorsi spesso traumatici e dolorosi, unita a un altrettanto forte desiderio di inclusione. A queste necessità CivicoZero ha dato una risposta, fornendo innanzitutto un luogo sicuro e informale, in cui i minorenni e i neomaggiorenni potessero ritrovare lo spazio e il tempo per comprendere ed esprimere le proprie esigenze, vivere la propria adolescenza al riparo da rischi di sfruttamento e abusi, per progettare o riprogettare i propri percorsi di crescita”, ha dichiarato Claudio Tesauro, Presidente di Save the Children, l’Organizzazione internazionale che da 100 anni lotta per salvare i bambini a rischio e garantire loro un futuro.Un passo molto importante verso l’istituzione di un sistema organico di accoglienza e protezione per i minori stranieri non accompagnati in Italia è stato l’approvazione, nel 2017, della Legge 47/2017 (“Legge Zampa”), una normativa considerata un modello di riferimento a livello europeo, che è stata promossa e fortemente sostenuta da Save the Children e da tutte le più autorevoli organizzazioni di tutela dei diritti.“Una legge all’avanguardia che ha dato vita all’impegno degli oltre 3.000 tutori volontari in Italia, che costituiscono oggi sia un punto di riferimento prezioso per i minori in tutela, sia una testimonianza quotidiana di impegno per una società più coesa e più giusta. Tuttavia, la legge deve ancora essere realizzata in tutti i suoi aspetti e ancora mancano atti fondamentali per l’attuazione, cruciali ad esempio per l’avvio del percorso sociale attraverso il primo colloquio in accoglienza, per il rilascio dei permessi di soggiorno e per l’accertamento dell’età. Ề inoltre necessario affrontare con politiche dedicate la situazione dei ragazzi e delle ragazze che stanno per compiere i 18 anni e il cui percorso di inclusione sociale rischia di essere bruscamente interrotto”, ha affermato Raffaela Milano, Direttrice dei Programmi Italia-Europa di Save the Children. Una volta fuoriusciti dai circuiti dell’accoglienza, infatti, i neomaggiorenni patiscono la mancanza di politiche di integrazione che ne considerino le specifiche esigenze a 360 gradi e la stessa ospitalità non va oltre, generalmente, alcuni mesi dopo il compimento dei 18 anni, con il rischio concreto che il percorso di inclusione realizzato fino a quel momento vada disperso. Una situazione ancora più critica, a Roma come altrove, per i neomaggiorenni che attendono mesi se non anni il parere delle istituzioni per la conversione del loro permesso di soggiorno o che hanno presentato richiesta di protezione internazionale durante la minore età, vedendosela però esaminare dopo il compimento dei 18 anni e rifiutare a seguito dell’entrata in vigore del decreto sicurezza.

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