Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 279

Consumo di proteine. Ecco le raccomandazioni della Sipps

Posted by fidest press agency su giovedì, 26 dicembre 2019

In tema di proteine, essenziali nella crescita dei bambini ma anche potenzialmente nocive specie per i più piccoli, arrivano nell’ambito del progetto nutrizionale Nutripiatto http://www.nutripiatto.nestle.it le raccomandazioni della SIPPS (Società Italiana di Pediatria Preventiva e Sociale). Fondamentali in tutte le fasi della vita, ma soprattutto in età pediatrica, le proteine sono i mattoni necessari a costruire nuovi tessuti e a riparare quelli danneggiati. Ricordando le 5 categorie alimentari considerate fonte primaria di proteine (carne, uova, pesce, legumi, latte e derivati), la SIPPS sottolinea che i bambini di età inferiore ai 3 anni non devono superare il 12% di apporto proteico giornaliero. Gli esperti precisano inoltre che la giusta ripartizione nell’arco di una settimana sono 4 porzioni di legumi, 4 di pesce, 1 uovo a settimana, 1 porzione di carne rossa, 2 porzioni di carne bianca e 2 porzioni di formaggio. Tuttavia, le proteine sono contenute, in quantità inferiori, anche in altri alimenti: pasta, cereali, orzo, farro, avena, frutta secca, castagne, persino alcuni frutti e ortaggi. Basti pensare che una porzione di crusca di frumento ha lo stesso contenuto proteico di un vasetto di yogurt. «È importante prestare attenzione al nostro introito proteico e consumare una sola fonte primaria di proteine a ogni pasto da scegliere tra legumi, carne, pesce, uova o latte e derivati, mai combinandole nello stesso pasto» spiega Giuseppe Di Mauro, presidente SIPPS. E Lisa Mariotti, nutrizionista pediatrica presso il Dipartimento medicina dell’infanzia e dell’età evolutiva dell’ASST Fatebenefratelli-Sacco di Milano, aggiunge: «Dai 3 anni in poi, sulla base delle indicazioni del LARN (Livelli di assunzione di riferimento per la popolazione italiana, 2014) per l’apporto proteico, è bene rimanere nell’intervallo di riferimento 12-18% sulle calorie giornaliere, in quanto un consumo eccessivo può portare a complicanze renali, a sovrappeso/obesità e a modifiche dell’appetito». Conclude Leo Venturelli, Responsabile comunicazione SIPPS: «Le proteine non sono tutte uguali: quelle di origine animale si definiscono complete, dato che una singola porzione dell’alimento che le veicola soddisfa il fabbisogno proteico dell’organismo. Al contrario, quelle vegetali quali i legumi sono definite incomplete, ossia una singola porzione non copre il fabbisogno proteico dell’organismo; per raggiungerlo è necessario un’altra fonte alimentare. Il classico esempio è la pasta e fagioli: combinando legumi e cereali la qualità proteica migliora grazie alla reciproca integrazione, raggiungendo il fabbisogno ideale». (fonte Doctor33)

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