Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 55

Progetto: A colorful act of self-promotion

Posted by fidest press agency su domenica, 12 gennaio 2020

Bologna Dal 22 gennaio al 3 febbraio 2020 Opening mercoledì 22.01.2020 ore 18.30 su invito Grand Hotel Majestic già Baglioni – via dell’Indipendenza 8 ospita il progetto: A colorful act of self-promotion; opere ed installazioni site-specific di Daniele Sigalot, a cura di Eli Sassoli de’ Bianchi ed Olivia Spatola.Un racconto di idee che si fanno opera attraverso un gioco di apparenze per il quale ogni cosa appare diversa da ciò che, ad un primo sguardo, potrebbe sembrare; Il grande aeroplano, posto all’ingresso, resta ancorato a terra dalla sua anima in acciaio che, pure, riveste di una corazza scintillante la sequenza di post-it dalle scritte ironiche, rendendoli imperituri. Implicito il desiderio di leggerezza, di spiccare il volo, esplicita la forza che, nella realtà del vivere, ci trattiene al suolo.Nulla è ciò che sembra: la carta è metallo, le battute divertenti scritte sui post it sono in realtà riflessioni, ed una sottile critica, delle dinamiche interne al “sistema arte”: “I wish I were a more sophisticated piece of art”, “Anyone can do this”, “Nothing meaningful here”, “If you read this in a museum cheers on me”, “When I bought this artwork I clearly had too much champagne”. Una sorta di metalinguaggio per il quale il pensiero diventa l’essenza primaria dell’opera.Daniele Sigalot elabora un percorso fatto di idee che si fanno opera e al tempo stesso di opere che ritornano ad essere idee, creando una sorta di metalinguaggio per la presa di consapevolezza che nulla è ciò che sembra, e per il desiderio di allargare lo sguardo a cogliere anche ciò che l’occhio non vede ma che pure esiste.L’artista è allora inteso come strumento, come colui che media; il tramite per il quale il “mondo delle idee” si fa “mondo delle cose”. L’ironia sta in questo sguardo, fintamente ludico e giocoso che in realtà coglie le dinamiche implicite all’esistenza e le racconta attraverso il suo gesto d’artista. Ecco allora la “Lettera al futuro”, e la “Lettera al destino”, giocate sul doppio binario: l’uso della parola per attivare riflessioni sul piano concettuale e l’impatto visivo creato attraverso il ripetersi dei contrasti. L’eterno quesito: che cos’è la realtà? se è relativa ad ognuno di noi, secondo un sillogismo perfetto, la realtà siamo noi, dunque le cose esistono così come noi le vediamo.Sigalot ci invita alla leggerezza, a lasciare scorrere lo sguardo libero, ad attivare, attraverso il linguaggio dell’ironia, paesaggi paralleli, per aprire la nostra visione ad abbracciarne molteplici, tutte ugualmente possibili e ipoteticamente esistenti, e tutte ugualmente valide.Ed è nell’attimo in cui ci soffermiamo ad ascoltarle che esse, magicamente, prendono vita. Ed è in quell’attimo che il mondo, così come noi lo vediamo, ci appare un arcobaleno di mille colori.

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