Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 289

In aumento disturbi psichici e neuropsichici tra i giovanissimi. Ecco i sintomi da tenere d’occhio

Posted by fidest press agency su martedì, 14 gennaio 2020

I disturbi psichici e neuropsichici nell’età pediatrica sono in crescita e coinvolgono fino al 20% della popolazione tra 0 e 17 anni. Il dato emerge dal ‘Libro Bianco’ realizzato dalla Federazione italiana delle associazioni e società scientifiche dell’area pediatrica (Fiarped) recentemente presentato al ministero della Salute e frutto del contributo di 34 società scientifiche e associazioni che operano nel campo della salute pediatrica. «Le patologie neuropsichiatriche in adolescenza sono in crescita, ma aumenta soprattutto la richiesta di aiuto da parte dei ragazzi nei pronto soccorso: in Lombardia, per esempio, si registra una crescita del 20%» spiega Antonella Costantino, presidente della Società italiana di neuropsichiatria dell’infanzia e dell’adolescenza (Sinpia). E aggiunge: «Questo accade anche perché è cambiata la sintomatologia. Si registrano più tentativi di suicidio, tagli, azioni autolesioniste, rabbia, violenza o uso di sostanze che rappresentano anche un tentativo di autocura, ma che in realtà peggiorano il problema. Ma a fronte della crescita dei casi, la disponibilità dei servizi per questo tipo di disturbi è molto bassa: riesce a entrare solo un bambino su due». E proprio in tema di servizi la realtà italiana, nonostante ottimi modelli e buone normative non sempre applicate, soffre di ampie disuguaglianze intra e inter-regionali. Tanto che in alcune regioni mancano i reparti per i ricoveri e le strutture semiresidenziali e residenziali terapeutiche, nonché a volte anche gli stessi servizi territoriali o il personale, o non sono comunque previste tutte le figure multidisciplinari necessarie per i percorsi terapeutici. Per le attività riabilitative invece, la scarsità di risorse di alcune regioni fa sì che molti utenti e famiglie restino in lista d’attesa per mesi o anni, e che solo un utente su due riesca ad accedere ai servizi territoriali. Ma le criticità emergenti non sono solo queste: al compimento della maggiore età i pazienti in carico ai servizi di neuropsichiatria infantile dovrebbero venire indirizzati ad analoghi servizi sanitari per l’adulto. In realtà, in circa due terzi dei casi non sono previsti servizi per l’adulto che garantiscano adeguate risposte sanitarie. Assai difficile è anche il passaggio verso i servizi di psichiatria dell’adulto per gli adolescenti con gravi disturbi psichici: mancano procedure standardizzate e la transizione avviene solo per pochi utenti, con il rischio di un vero e proprio abbandono sia del paziente sia dei familiari. (fonte: Pediatria33)

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