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Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 55

Scuola: Sciopero, l’Aran pretende un limite d’ore annuo per ogni classe

Posted by fidest press agency su lunedì, 20 gennaio 2020

Anief: non se ne parla. Si fa sempre più buio sulla nuova regolamentazione dei servizi minimi essenziali da garantire nel nuovo comparto Istruzione e Ricerca durante gli scioperi: a distanza di un mese dall’ultimo incontro, i sindacati sono tornati a confrontarsi e hanno trovato sul tavolo una nuova bozza di pre-intesa praticamene irricevibile. L’amministrazione pubblica, infatti, vorrebbe predefinire un determinato numero di ore e giorni di sciopero l’anno, da computare però non sul singolo lavoratore, ma su ogni singola classe: il problema è che una volta superata quella soglia, tale divieto scatterebbe per tutti i docenti che insegnano in quella classe, anche per quelli che non hanno mai aderito allo sciopero. Poi, rimangono in piedi diverse altre novità “a perdere”.Secondo Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, l’idea proposta non può nemmeno essere presa in considerazione: “Come si fa a proporre un definito numero di ore di sciopero svolto all’interno della singola classe, da trasformare in giorni, con un tetto oltre il quale nessun lavoratore di quella classe potrebbe più aderire ad azioni di sciopero, neanche se non l’ha mai fatto nel corso dell’anno? In questo modo, in un colpo solo si comprime il diritto individuale a dare l’assenso ad azioni di sciopero che si ritengono corrette, e si lede anche il diritto dei sindacati a indire azioni di sciopero nell’intero anno, così violando non solo la Costituzione italiana, ma anche la normativa UE sui diritti sindacali”.Sono diverse le novità che la pubblica amministrazione vorrebbe imporre sulla regolamentazione dei servizi minimi in occasione dello sciopero nel comparto Istruzione e Ricerca: novità che nessun sindacato potrà mai accettare.Fa scalpore la richiesta proposta presso l’Aran di ridefinire il concetto di servizi minimi essenziali da garantire in caso di sciopero andando a porre dei limiti numerici legati al gruppo-classe in cui si insegna. Non si comprendono neanche le basi logiche della richiesta di introdurre anche per il personale docente l’onere di vigilanza agli alunni per tutto il tempo scuola (quindi non più solo durante il servizio di refezione), da garantire sempre in caso di sciopero. Una funzione, quella della mera vigilanza, peraltro, del tutto inesistente nel contratto collettivo nazionale di lavoro dei docenti. Permane anche la volontà di volere privare le Rsu interne agli istituti della possibilità di partecipare agli accordi per regolamentare, per la singola scuola, il numero dei lavoratori interessati e i criteri di individuazione degli stessi per garantire i servizi minimi essenziali in caso di sciopero (il “protocollo d’intesa” riguarderebbe, oltre il capo d’Istituto, le sole organizzazioni rappresentative). Inaccettabile appare la pretesa di non voler chiarire che il dipendente non può mai essere obbligato ad anticipare la propria intenzione sullo sciopero, per non parlare dell’ulteriore novità, anche questa poco comprensibile, di comunicare alle famiglie, tramite il dirigente scolastico, le percentuali di rappresentatività alle elezioni RSU del sindacato promotore dell’azione di sciopero e i numero relativi alle adesioni ai passati scioperi degli ultimi 2 anni scolastici.

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