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Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 106

Università: Il premier Conte annuncia l’assunzione immediata di 1.600 ricercatori

Posted by fidest press agency su giovedì, 23 gennaio 2020

Finalmente si torna a parlare di assunzione dei ricercatori universitari: lo ha fatto oggi il presidente del Consiglio Giuseppe Conte, durante la cerimonia inaugurale dell’anno accademico dell’Ateneo di Firenze a Palazzo Vecchio. Lo richiede Anief da tempo, chiedendo di approvare la carta europea dei ricercatori e proponendo nel decreto Milleproroghe 162/19, in questi giorni all’esame della I e V Commissione della Camera, un emendamento allineato con le esortazioni del premier, subito avallate dal M5S, con il quale prorogare il reclutamento dei ricercatori a tempo indeterminato e istituire un albo nazionale dei ricercatori universitari.Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief: “Il reclutamento dei ricercatori a tempo indeterminato e istituzione albo ricercatori universitari, ora annunciato anche dal premier Conte, sarebbe un primo passo importante per sbloccare il sistema accademico. Ma anche una risposta concreta alla Causa pendente presso la Corte di Giustizia europea sulla messa ad esaurimento del ruolo di ricercatore a tempo indeterminato, rispetto alla violazione della Direttiva n. 70/99 UE, attraverso la creazione di uno specifico albo nazionale rispettoso della Carte europea dei ricercatori”.Il Capo del Governo ha preso un impegno per stabilizzare un discreto numero di ricercatori che operano i nostri atenei: “Per immettere sin da subito nuovi giovani ricercatori nel sistema – ha detto il premier -, stiamo valutando, in sede di conversione in legge del Dl di proroga termini, la presentazione di un emendamento volto ad immettere immediatamente nel sistema 1.600 nuovi ricercatori”, aggiungendo che si interverrà con un piano organico quinquennale.Conte, scrive Orizzonte Scuola, si è soffermato anche sull’internalizzazione degli Atenei italiani: “Nel nuovo Ministero dell’Università e della Ricerca, verrà istituita una specifica Direzione sull’internazionalizzazione con l’obiettivo di favorire l’ingresso di studiosi stranieri nel nostro Paese”, ha spiegato il presidente del Consiglio. Immediata e positiva la reazione all’intervento del premier, da parte del primo partito di Governo: il M5S ha voluto far sapere di concordare “sulla necessità di varare un piano strutturale di riforme, che sappia guardare al lungo periodo, e che sia in grado tanto di fermare la fuga di cervelli italiani all’estero quanto di attrarre eccellenze straniere in Italia” aggiungendo che “l’immissione poi di 1.600 nuovi ricercatori è una misura che le persone che lavorano nelle Università e negli Enti di ricerca attendono da anni. Si tratta di impegni concreti che sosteniamo con convinzione, perché vanno nel senso di rimettere la ricerca scientifica al centro di ogni strategia per il progresso del Paese”.

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