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Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 302

Archive for 1 febbraio 2020

Il Gruppo Chiesi si conferma Top Employer 2020 in Italia e Europa

Posted by fidest press agency su sabato, 1 febbraio 2020

Parma. Chiesi Farmaceutici, gruppo farmaceutico internazionale focalizzato sulla ricerca (Gruppo Chiesi), conferma il titolo di Azienda Top Employer 2020 in Italia e in Europa.Sono 10 le Filiali ad aver ottenuto la certificazione quest’anno: l’Italia guadagna il titolo per il dodicesimo anno consecutivo, mentre Francia, Germania, Olanda, Polonia, Spagna e Regno Unito, confermano Chiesi Top Employer Europe – assegnato alle Aziende che ottengono la certificazione in almeno 5 paesi UE – per l’8° anno consecutivo. Tra i paesi extraeuropei, invece, rinnovano la certificazione anche Brasile, Stati Uniti e Russia.Lo ha annunciato questa mattina il Top Employers Institute, ente certificatore globale delle eccellenze in ambito HR, che ogni anno analizza i dati e le informazioni in merito alle politiche di gestione delle Risorse Umane delle aziende internazionali. Per ottenere la certificazione è, infatti, necessario svolgere un approfondito processo di ricerca interno, dimostrando di rispettare i più alti standard qualitativi in diversi ambiti, quali la formazione e lo sviluppo, le strategie per la valorizzazione dei talenti e la cultura aziendale.“Siamo orgogliosi di aver ottenuto ancora una volta queste importanti certificazioni, che attestano l’impegno del nostro Gruppo nel garantire il benessere dei nostri collaboratori e il loro sviluppo professionale – afferma Ugo Di Francesco, CEO del Gruppo Chiesi –. Le persone sono, infatti, al centro della nostra vita in Azienda, parte integrante del Gruppo. È anche grazie al loro impegno e alla loro passione se lo scorso anno abbiamo potuto ottenere la certificazione B Corp”.
“Essere un’Azienda Top Employers significa, per noi, lavorare ogni giorno per attrarre nuovi talenti e valorizzare le nostre persone, costruendo un ambiente di lavoro positivo e inclusivo, in cui la diversità rappresenta un valore fondamentale per il successo del Gruppo – prosegue Giacomo Mazzariello, Global Human Resources & Organization Head del Gruppo Chiesi –. Cerchiamo di offrire costantemente opportunità di crescita e miglioramento a tutti i nostri collaboratori, a partire da attività di formazione e percorsi per lo sviluppo dei talenti. Ci impegniamo, infine, nel garantire un equilibrio tra la vita professionale e quella personale, offrendo strumenti di flessibilità lavorativa come lo Smart Working, reso possibile anche grazie al processo di digitalizzazione iniziato da tempo in Azienda”.

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“Aggiornamento multi-asset mensile: perché aumentare l’esposizione alle azioni (britanniche)?”

Posted by fidest press agency su sabato, 1 febbraio 2020

A cura di Maya Bhandari, Gestore Multi-asset. Un anno può fare una grande differenza. Dopo un 2018 penalizzante, il 2019 ha permesso agli investitori di cogliere la seconda migliore performance registrata negli ultimi trent’anni da un mix di azioni globali e obbligazioni a lunga scadenza. Per i mercati azionari il 2019 è stato anche un anno record in termini di espansione dei multipli, superato in una sola occasione dalla fine degli anni ’80: nel 2009, quando i listini erano in ripresa dalla schiacciante crisi finanziaria. Di conseguenza, nel 2020 la crescita degli utili dovrà trasferirsi ai prezzi affinché il rally sia sostenuto. Vi sono almeno due motivi per credere che ciò potrebbe accadere. In primo luogo, le minacce legate al commercio globale e a una hard Brexit sono diminuite notevolmente, persino rispetto a metà dicembre[1]. La minore incertezza dovrebbe favorire una certa ripresa della fiducia delle imprese e degli utili societari nel 2020, specialmente nelle aree più sensibili agli sviluppi su ciascuno dei due fronti. In secondo luogo, stando sia al consensus sia alle nostre previsioni, la crescita economica dovrebbe attestarsi su un ritmo pressoché ideale, né tanto forte da rendere necessario un aumento dei tassi d’interesse, né tanto debole da riaccendere i timori di una recessione. Le autorità sono pertanto orientante a mantenere i tassi bassi per un periodo prolungato, sicché è probabile che il tasso di sconto applicato agli utili attesi rimanga vantaggiosamente ridotto, con gli spread creditizi contenuti. Questi ultimi tendono a sconsigliare un investimento azionario ad ampio raggio, se i mercati obbligazionari si trovano nel posto sbagliato. Vi sono tuttavia alcune eccezioni, e il Regno Unito sembra in misura crescente una di queste. All’inizio di gennaio abbiamo innalzato il nostro giudizio sulle azioni britanniche da neutrale a favorevole, promuovendo le azioni nel complesso a classe di attivi tra le preferite. Per quanto i titoli del Regno Unito abbiano partecipato al rialzo generalizzato delle valutazioni dello scorso anno, l’andamento rispetto ad altri mercati è stato sufficientemente sottotono tanto che lo scarto tra i P/E prospettici a un anno si è ampliato a quasi 2x rispetto all’Europa e a 3,5x rispetto alle azioni globali, portandosi su livelli più che doppi rispetto alle medie storiche e sui massimi degli ultimi 15 anni (Figura 3). Anche le posizioni di sottopeso degli investitori appaiono estreme, nonostante il modesto aumento dei flussi verso gli ETF a seguito delle elezioni. Ciò non significa che le prospettive per il Regno Unito siano certe, ma soltanto l’incertezza è diminuita sensibilmente rispetto a un paio di mesi fa. I rischi sull’approdo finale della Brexit rimangono: con i Conservatori in forte maggioranza, la probabilità di un accordo commerciale di portata ridotta potrebbe in realtà essere aumentata, mentre è diminuito il rischio estremo positivo di una soluzione che mantenga i benefici di uno stretto allineamento. Un accordo o persino una proroga della fase di transizione richiede, inoltre, l’approvazione di tutti gli Stati membri dell’UE. A fronte di ciò, tuttavia, sono scomparsi i rischi di un aumento delle imposte societarie, di un processo di nazionalizzazione e di un inasprimento della regolamentazione promessi da un governo guidato da Corbyn. Inoltre, naturalmente, il Regno Unito è anche un mercato essenzialmente difensivo, che continua a distribuire dividendi discreti. Nel complesso, il mercato britannico offre un premio al rischio interessante, sia in relazione al proprio contesto sia, in particolare, rispetto ad altri mercati. La svolta nelle revisioni delle stime sugli utili da parte degli analisti nelle ultime settimane suggerisce un ottimismo maggiore rispetto a quanto attualmente scontato nelle valutazioni di mercato.

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Mercato immobiliare residenziale

Posted by fidest press agency su sabato, 1 febbraio 2020

Nei primi nove del 2019 prosegue il buon momento del mercato immobiliare residenziale romano (nuovo e usato), con una crescita delle compravendite del +6,2% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, pari a 24.171 transazioni (Fonte OMI – Agenzia Entrate). Un incremento che riguarda non solo le abitazioni “usate”, ma anche il nuovo. Secondo le stime di Abitare Co, nella capitale le vendite di nuove abitazioni nel 2019 sono aumentate del +9,7% rispetto al 2018, i prezzi medi hanno registrato un leggero incremento del +0,9% (€ 5.160 al mq.), i tempi di vendita sono pari a 5,2 mesi e l’offerta è cresciuta del +0,8%. Le nuove abitazioni rappresentano il 17,3% dell’offerta totale presente sul mercato residenziale in città e i prezzi medi di vendita sono superiori del +33% rispetto a quelli delle abitazioni “usate”. Molti indicatori assegnano a Roma, subito dopo Milano, il ruolo di driver nel mercato residenziale del nuovo.
Sono questi alcuni risultati emersi dall’analisi del Centro Studi di Abitare Co. – società di intermediazione immobiliare focalizzata sulle nuove residenze – che ha analizzato l’andamento del mercato immobiliare delle nuove abitazioni nel 2019 nelle otto principali città metropolitane italiane (Roma, Milano, Torino, Napoli, Genova, Firenze, Bologna e Palermo).Dove si concentra l’offerta di abitazioni nuove a Roma? Il 12% nelle aree centrali più pregiate, il 13% nei quartieri semicentrali, il 38% nelle aree periferiche e il restante 37% si distribuisce, invece, nelle aree dell’hinterland della capitale.
Analizzando le singole città metropolitane, secondo l’analisi di Abitare Co., nel 2019 le vendite di nuove abitazioni crescono in tutte le città (+9,8% sul 2018). Ai primi posti troviamo Milano (+12,4%) e Roma (+9,7%), seguite, seppur con valori più contenuti, da Bologna (+5,4%), Napoli (+4,8%), Genova (+4,8%), Firenze (+4,5%), Torino (+3,5%) e Palermo (+1,8%).Anche i prezzi di vendita crescono in tutte le città, ma a ritmi differenti: le più dinamiche sono Milano (+6,6%) e Bologna (+3,5%), mentre Genova, Napoli e Roma risultano le meno vivaci con variazioni annue minori dell’1,0%.
Ma quanto costa oggi acquistare un’abitazione nuova? A Roma servono in media €5.160 a mq (+0,9% sul 2018), ma con valori che variano sensibilmente: €3.000 a mq per le zone periferiche, €4.500 per le aree semicentrali e €8.000 a mq per le vie centrali, sino ad arrivare a €11.500 per le abitazioni di pregio. Nelle altre città a Milano il prezzo medio è €5.600 a mq (+6,6%), a Firenze €4.950 (+2,1%), a Torino €4.600 (+1,4%), a Genova €4.480 (+0,6%), a Bologna €4.000 (+3,5%), a Napoli €3.950 (+0,5%) e a Palermo €3.030 (+2,1%). Questi sono i valori medi, ma in ogni capoluogo i prezzi possono variare molto a seconda della tipologia di intervento edilizio e di localizzazione. I valori top a Milano nella zona di Porta Nuova superano i 15.000 euro al metro quadro, mentre a Roma si superano di poco i 13.000 euro al mq. in tutte le altre città, le case più costose sono vendute ad un prezzo compreso fra i 9.000 e i 9.500 euro al metro quadro.Le nuove abitazioni rappresentano solo il 9,8% dell’offerta totale del mercato residenziale, con Milano (17,3%) e Roma (16,8%) che hanno il peso maggiore. Seguono Torino (11,7%), Bologna (10,2%), Palermo (6,8%), Firenze (6,5%), Napoli (5,5%) e Genova (3,6%).Le tempistiche per vendere una casa nuova sono più basse rispetto al mercato dell’usato. A Roma occorrono 5,2 mesi, un dato in linea con la media nazionale (5,4 mesi), mentre a Milano ne bastano 2,5. Dal lato opposto si trova Genova, dove occorrono circa 7,5 mesi.Per quanto riguarda le caratteristiche delle abitazioni, si conferma la tendenza a offrire un prodotto sempre più attento alle tematiche legate alla sostenibilità ambientale, al risparmio energetico e alla tecnologia digitale. Oggi realizzare degli “smart building” è più semplice e meno costoso rispetto alla vecchia domotica e la domanda dimostra di apprezzare molto tutti i nuovi servizi legati sia all’edificio che alla persona. Si fa più attenzione alle soluzioni abitative su misura, personalizzabili, con spazi interni all’edificio utili e sfruttabili da tutti i condomini come la storage room, la SPA e l’area fitness, l’area giochi per i bambini e le sale prenotabili per riunioni di lavoro, attrezzate per lavorarci come in ufficio.“Le previsioni rimangono positive per il mercato in generale e anche per il comparto delle nuove residenze. La domanda di chi vuole oggi comprare continua ad essere sostenuta dai bassi tassi applicati sui muti – sottolinea Alessandro Ghisolfi, Responsabile del Centro Studi di Abitare Co.”

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Istat: a dicembre gli occupati calano rispetto a novembre

Posted by fidest press agency su sabato, 1 febbraio 2020

“Dopo il record storico di novembre, quando gli occupati avevano raggiunto la vetta di 23 mln e 451 mila, ora si registra un calo di ben 75 mila unità, il peggior risultato da aprile 2019. Questo continuo sali e scendi, questi dati altalenanti, dimostrano che l’andamento dell’occupazione non dipende da un reale aumento della domanda di beni e servizi, ma dalle fluttuazioni legate al mercato e alle riforme del lavoro” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.”Basti pensare che per rientrare nella voce occupati, è sufficiente che una persona in un’intera settimana abbia svolto anche solo un’ora di lavoro remunerata. Ovvio, quindi, che si registrino continuamente rialzi e ribassi occasionali, provvisori, temporanei. Insomma, il record di novembre si è rivelato un fuoco di paglia” conclude Dona.

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Partnership esclusiva tra Euronews e Outbrain per l’editoria digitale

Posted by fidest press agency su sabato, 1 febbraio 2020

Outbrain, la piattaforma a livello mondiale di discovery e native advertising dell’open web, ha annunciato oggi di aver siglato un accordo di partnership esclusiva con Euronews, uno dei principali canali di informazione internazionali. L’accordo permetterà ad Euronews di sfruttare lo Smartfeed di Outbrain: un’esperienza digitale che trasforma ogni pagina in un flusso infinito di discovery.
“Non vediamo l’ora di lavorare con Outbrain come partner strategico. Siamo ansiosi di guidare l’incremento di pubblico e crediamo che le innovazioni di prodotto di Outbrain ci permetteranno di coinvolgere i nostri lettori mantenendo saldi la qualità e il tono editoriale del nostro sito”, ha dichiarato Carolyn Gibson, CRO, Euronews.L’innovativa tecnologia Smartfeed di Outbrain consente agli editori di coniugare la cura editoriale con la personalizzazione, guidare la crescita e il coinvolgimento del pubblico e aumentare le opportunità di monetizzazione. È progettata per una gamma di contenuti che include articoli promossi, editoriali e video dei brand, e fornirà all’editore la flessibilità di far circolare i propri contenuti per coinvolgere in modo costante il pubblico in tutto il sito. Inoltre, l’ottimizzazione dinamica tramite AdNgin consentirà al sito di migliorare continuamente, rispondendo alle preferenze del pubblico per creare un’esperienza di lettura ottimale.Euronews attualmente copre 12 lingue in 160 paesi. Euronews è imparziale e cerca di offrire una diversità di punti di vista. La tecnologia Smarfeed di Outbrain e gli strumenti di sviluppo dell’audience forniti da Outbrain aiuteranno ulteriormente l’editore nel suo obiettivo di crescita e coinvolgimento del pubblico.

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“Sistemi Tecnologici per la Difesa”

Posted by fidest press agency su sabato, 1 febbraio 2020

Roma Lunedì 17 Febbraio, Ore 10.00 / 12.30 Via Ardito Desio 60 Workshop Tecnico -Tecnopolo Tiburtino GreenHillAdvisory promuove, in collaborazione con la Rete Aten.Is, un incontro finalizzato a presentare le opportunità offerte dal Comparto Italiano della Difesa alle Aziende di HighTech, attraverso il Piano Nazionale di Ricerca Militare-PNRM e le modalità di Public Procurement.
Le Applicazioni Tecnologiche Avanzate, come Big Data, A.I, Cybersecurity, Quantum Technology, sono infatti centrali in tutti i Programmi di ricerca e investimento per la Sicurezza, l’Intelligence e la Difesa. Nell’incontro saranno approfonditi gli aspetti strategici e procedurali per partecipare al PNRM e diventare fornitori di tecnologie per il Sistema della Difesa.

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Cresce il mercato del libro nel 2019

Posted by fidest press agency su sabato, 1 febbraio 2020

L’editoria italiana di varia (romanzi e saggi in formato cartaceo ed e-book) si rafforza nel 2019: crescono fatturato (+4,9%) e, per la prima volta dal 2010, le copie vendute (+3,4%) nei canali trade, ovvero librerie, grande distribuzione organizzata e store online. Il settore torna così a un giro d’affari superiore a quello del 2011 (1,493 miliardi, e-book compresi, contro 1,432), ma soffre gli effetti della pirateria che sottrae 247 milioni di euro di vendite nelle librerie ogni anno.Sono questi i dati principali dell’analisi del mercato del libro di varia in Italia realizzata dall’ufficio studi dell’Associazione Italiana Editori (AIE) in collaborazione con Nielsen e che saranno illustrati dal presidente Ricardo Franco Levi domani, 31 gennaio, a Venezia durante la giornata conclusiva del XXXVII Seminario di Perfezionamento della Scuola per Librai Umberto ed Elisabetta Mauri (il comunicato è in allegato). Un appuntamento che cade all’indomani dell’approvazione da parte della Commissione Cultura del Senato della nuova legge sul libro e la lettura.“I buoni numeri del 2019 testimoniano il lavoro fatto dagli editori in questi anni per recuperare il terreno perduto durante la crisi – spiega il presidente di AIE, Ricardo Franco Levi –. Allo stesso tempo i dati sulla lettura, la perdurante fragilità delle librerie e della grande distribuzione e la piaga della pirateria richiedono un intervento pubblico importante a sostegno del mondo del libro. 18App riportata alla sua dotazione originaria e sgravi fiscali per gli acquisti di libri: questo è ciò che chiediamo al governo e al Parlamento per consolidare la crescita di un settore vitale per lo sviluppo economico e democratico del nostro Paese”.Il mercato italiano e degli altri Paesi. Il mercato di varia dei soli libri fisici nei canali trade vale nel 2019 1,422 miliardi di euro, in crescita del +4,9% rispetto l’anno precedente. Nel 2011 il mercato valeva 1,432 miliardi. Le copie fisiche vendute nel 2019 sono state 90,1 milioni, in crescita del +3,4%. Erano 109 milioni nel 2011. Il mercato degli e-book vale 71 milioni di euro, in crescita del 6% rispetto l’anno precedente.Sono performance migliori di quelle degli altri Paesi: nel 2019 il mercato francese è cresciuto del 2% e quello tedesco dell’1,4%. Gli Usa invece arretrano dell’1,3% in termini di copie vendute.Il calo delle librerie e della grande distribuzione e la crescita dell’online. Tra i canali di vendita gli store online coprono oggi più di un libro su quattro (il 26,7%, in crescita di 2,7 punti percentuali rispetto l’anno precedente) mentre prosegue la perdita di quote di mercato da parte delle librerie: coprono nel 2019 il 66,2% delle vendite di varia (in calo di 2,8 punti percentuali). Stabile la grande distribuzione organizzata (dal 7% al 7,1%). In dieci anni gli store online sono passati dal 3,8% al 26,7% sottraendo spazi alla grande distribuzione (dal 18% al 7,1%) e alle librerie (dal 78,2% al 66,2%). I dati Istat, analoghi a quelli relativi ai maggiori paesi europei, Francia e Germania in testa, segnalano il calo delle librerie: nel 2012 erano attive nel nostro Paese 3.544 librerie, diventate 3.299 nel 2017, con un saldo negativo di 245 (-6,9%).
La corsa della narrativa italiana. Se guardiamo al genere dei libri venduti, spicca l’ottima performance della narrativa italiana, che cresce sia a valore (205,9 milioni di euro, +7,3%) che a numero di copie vendute (13,8 milioni, +6,2%) e della non fiction specialistica (+9% a valore per 261,3 milioni di euro e +5,1% a copie vendute per 10,4 milioni): in questo settore sono ricompresi i manuali per i concorsi pubblici, la psicologia, la filosofia. In calo la narrativa straniera sia a valore (251,4 milioni di euro, -1%) che a copie vendute (17,3 milioni, -2,8%). Rallenta un po’ la corsa, pur mantenendosi a livelli molto alti, il settore bambini e ragazzi: vendite a valore di 246,7 milioni di euro (+3,4%) e 20,9 milioni di copie (+2,9%).
Sostegno alla domanda: 18App e detrazioni fiscali. 18App, il bonus riconosciuto a tutti i neo-diciottenni per la loro crescita culturale, ha giocato un ruolo rilevante: nel 2018 sono stati spesi in libri 132,4 milioni di euro, il 69% della spesa totale. Nel 2019 131,5 milioni, il 66% della spesa totale. Ma il 2020 rimane un’incognita: la dotazione della 18App pari a 290 milioni di euro nel 2018, e che era già stata portata a 240 milioni nel 2019, è stata ulteriormente ridotta a 160 milioni nel 2020: l’impatto sul mercato potrà essere pesante. Tanto più se si assommerà agli effetti delle nuove norme sul prezzo del libro appena approvate dal Parlamento e che graveranno sui lettori e sulle famiglie.

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Investire al Sud per colmare divario con il Nord

Posted by fidest press agency su sabato, 1 febbraio 2020

I dati diffusi dall’Università Federico II di Napoli confermano la necessità di investire al Sud per colmare un divario con il Settentrione che si allarga anno dopo anno. L’Italia continua a procedere a due velocità, con un Nord che cresce grazie alla Tav e ad altre infrastrutture e un Sud che attende ancora lo sblocco di opere cruciali come l’Alta velocità Napoli-Bari, i lavori per la linea Palermo-Messina-Catania e quelli per la dorsale adriatica tra Bari e Pescara.Il divario nel ritmo di sviluppo è impressionante: le città collegate dalla Tav hanno fatto registrare una crescita fino a 8-10 punti di Pil nel periodo 2008-2018, contro modesti aumenti che vanno dallo 0,4% al 3% per i centri non collegati. Noi di Soggetto Giuridico crediamo che il nostro Mezzogiorno non possa restare indietro e che si debba eliminare la spaccatura che divide l’Italia per realizzare una crescita equilibrata. Eccellenze produttive e territori dalle altissime potenzialità non possono competere ad armi pari perché partono da una situazione di forte svantaggio. Ne consegue un impoverimento umano ed economico di molte regioni del nostro Meridione, che assistono a una crescente migrazione della migliore forza lavoro.
C’è un problema di risorse, in quanto gli investimenti dei Governi hanno in generale privilegiato le regioni settentrionali, ma anche di procedure. A rallentare la crescita contribuisce infatti la lentezza dell’iter burocratico, come quello per la nomina dei commissari delle 77 grandi opere per il Sud già finanziate con 38 miliardi di euro. La macchina amministrativa deve essere in grado di avanzare più velocemente, garantendo al tempo stesso gli indispensabili controlli in materia di sicurezza e legalità.

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Il Coronavirus e un eventuale impatto significativo sui mercati

Posted by fidest press agency su sabato, 1 febbraio 2020

A cura di Richard Flax, Chief Investment Officer di Moneyfarm. Da un punto di vista prettamente logico il rischio di epidemia del coronavirus si può catalogare come un cigno nero: si tratta di un evento la cui portata catastrofica può crescere in modo esponenziale, in una relazione indiretta con la probabilità che lo scenario peggiore accada (poche probabilità di conseguenze molto gravi).Negli ultimi anni i mercati hanno mostrato di preferire ignorare questo tipo di rischi. Tuttavia, affidarsi a questa logica è pericoloso: si potrebbe argomentare che i mercati hanno ignorato questi rischi perché poi non si sono mai effettivamente realizzati, con il senno di poi è complesso valutare il nesso di causa ed effetto.A differenza di altri eventi di questo tipo, il possibile dilagare dell’epidemia ha due caratteristiche peculiari:È un evento nuovo e non si hanno ancora gli strumenti per valutare la portata. Gli scienziati ogni giorno aggiungono nuovi elementi di conoscenza, ma la fase di studio dell’epidemia non è ancora finita.Il virus sta già cominciando ad avere degli effetti concreti, dalla quarantena, al blocco dei viaggi.Allo stato attuale della situazione, crediamo che ci siano due principali fonti di impatto per i mercati finanziari. In primis, abbiamo lo scenario peggiore, ossia che il coronavirus diventi una pandemia globale. La probabilità di questo evento sicuramente non è nulla, ma i mercati finanziari sembrano per ora non scommettere su tale scenario.
Il secondo effetto negativo importante potrebbe essere sulla crescita delle aziende. Gli utili delle imprese hanno già deluso nel 2019, ma le valutazioni sono comunque continuate a crescere, anche grazie alla politica monetaria poco rigorosa delle banche centrali. Per giustificare questi livelli, quest’anno sarebbe quindi necessaria una crescita più accentuata dell’economia e degli utili.Anche gli ottimisti, però, sono ora ampiamente d’accordo sul fatto che la crescita globale rimanga relativamente fragile. È qui che entra in gioco il coronavirus: se la malattia continuasse a diffondersi e i governi adottassero ulteriori misure per contenerla, ciò potrebbe portare a cambiamenti importanti nel comportamento dei consumatori e delle imprese – in Cina e non solo. Meno viaggi e spostamenti, meno acquisti, vacanze annullate e la serie potrebbe andare avanti all’infinito. E più a lungo continua questo contenimento, maggiore potrebbe essere l’impatto sulla crescita globale: la chiave è capire quando eventualmente i danni cominceranno a diventare strutturali e a danneggiare le prospettive di Pil di medio termine.Per questi motivi il coronavirus non dovrà per forza arrivare a uccidere milioni di persone per avere un impatto significativo sui mercati. Basta che la diffusione del virus si protragga per alcuni mesi per modificare il comportamento di consumatori ed aziende.Non da ultimo dobbiamo considerare l’impatto che il coronavirus potrebbe avere sul “momentum”. Se nei beni di consumo, all’aumentare dei prezzi la domanda dovrebbe diminuire, nei mercati finanziari ci sono periodi in cui la crescita dei prezzi si autoalimenta.Questo trend positivo potrebbe essere fermato da uno shock esogeno (come abbiamo visto per numerose crisi finanziarie) e il coronavirus potrebbe svolgere questo ruolo di catalizzatore.Con un’ottica più di medio termine, è opportuno ragionare sulla possibile trasmissione di questa crisi sull’economia reale. Un’emergenza del genere andrebbe a condizionare nell’ordine la circolazione, i consumi, fino ad arrivare agli investimenti e al commercio in caso di escalation.Analizzeremo queste componenti partendo dai consumi. Essi rappresentano una delle componenti fondamentali del PIL. Rimangono la componente che potrebbe ricevere una maggior scossa dal travel ban e dalla quarantena a cui sono sottoposte quasi 50 milioni di persone.In Cina è periodo di feste e questo potrebbe essere sia un vantaggio che uno svantaggio. Il lato positivo è che l’attività produttiva, in questo periodo, corre già a ritmo ridotto con molte fabbriche che avevano messo già in programma uno stop della produzione.Un possibile aspetto negativo potrebbe essere l’effetto sui consumi interni. In generale, quando qualche fattore esterno deprime i consumi, le risorse destinate a questa voce del Pil vengono accantonate per essere utilizzate in un secondo momento. Se l’epidemia non dovesse perdurare a lungo, l’effetto sui consumi dovrebbe ridurre la volatilità di breve termine. Diverso sarebbe il caso se il fattore esterno andasse a colpire il picco stagionale di consumo, come potrebbe essere il caso delle festività.A ben guardare, la dinamica dei consumi cinese non sembra essere caratterizzata da particolari trend stagionali. In questo senso, per il momento, l’effetto sui consumi è probabilmente temporaneo e localizzato.

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Progetto europeo Enhancing Psychosocial Wellbeing of Unaccompanied Minors (EPSUM)

Posted by fidest press agency su sabato, 1 febbraio 2020

EPSUM intende ridurre il livello di disagio psicosociale dei minorenni, rafforzando le capacità di presa in carico e risposta ai loro bisogni di tutte le figure con le quali entrano in contatto quotidianamente, in particolare assistenti sociali, educatori e insegnanti. Finanziato dall’Unione Europea, include Italia, Svezia e Grecia, ovvero alcuni tra i Paesi maggiormente coinvolti sia come mete di arrivo che di destinazione finale e si rivolge a circa 120 volontari e oltre 500 minorenni per una durata di ventiquattro mesi.”I minorenni stranieri che arrivano in Europa hanno molto spesso bisogno non solo di cure e attenzioni, ma anche di ritrovare opportunità di espressione e di gioco – dichiara Orso Muneghina, Head of Emergency Response Unit per SOS Villaggi dei Bambini – Il progetto Epsum, in tal senso, rappresenta uno spazio adeguato e protetto di espressione e di scambio attraverso l’impegno delle risorse già presenti sul territorio che si trovano a contatto con loro”.
Alla base della formazione prevista dal progetto EPSUM c’è una metodologia già sperimentata con successo in Olanda che aiuta a ridurre il livello di disagio psicosociale tra i Minori Stranieri Non Accompagnati mediante strumenti concreti per interagire con loro. Non solo, mira a sviluppare la consapevolezza delle proprie risorse individuali, facilitare la capacità di ascolto attivo come competenza distintiva e migliorare la coesione all’interno del gruppo. In Italia, a Palermo, oltre alle famiglie affidatarie e insegnanti, hanno aderito al progetto Epsum anche ragazzi maggiorenni, ex MSNA, che vivono quotidianamente a stretto contatto con i minorenni.

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Una Zampa in famiglia

Posted by fidest press agency su sabato, 1 febbraio 2020

E’ il progetto didattico promosso da ANMVI (Associazione Nazionale Medici Veterinari Italiani) grazie al contributo non condizionante di MSD Animal Health, torna tra i banchi di scuola per il secondo anno consecutivo. Nel 2020, da gennaio a giugno, saranno più di 200 le scuole primarie coinvolte nel progetto, che vedrà impegnati oltre 200 medici veterinari in 177 città italiane.Lo scorso anno sono stati più di 13.000 i bambini che hanno conosciuto Zampa, il cane protagonista dell’iniziativa, con tutta la sua famiglia – umana e a 4 zampe (Mimì la Micia e Lillo il Coniglio). Grazie alle lezioni “a misura di bambino” tenute dai Medici Veterinari ANMVI coinvolti nella prima edizione del progetto didattico, i bambini si sono avvicinati a temi significativi quali l’importanza di accogliere in modo responsabile un amico a 4 zampe in famiglia, imparando a rispettare le sue esigenze, con un occhio di riguardo per la sua salute.Anche quest’anno, i bambini saranno coinvolti in divertenti lezioni interattive (totalmente gratuite per le scuole) durante le quali i Medici Veterinari ANMVI racconteranno, attraverso il gioco, come interagire in modo corretto con un amico a 4 zampe e quanto l’adozione rappresenti una scelta importante e responsabile nelle loro vite.Dopo la prima edizione, Una Zampa in Famiglia si è rivelato inoltre un’iniziativa efficace per sensibilizzare adulti e bambini verso tematiche importanti e quanto mai attuali, prima fra tutte l’abbandono degli animali: il progetto non solo insegna ai più piccoli ad accogliere un nuovo pet, ma spiega come questo rappresenti un vero atto di consapevolezza, ricordando che l’adozione è un impegno che non va in vacanza.Zampa, star dell’iniziativa, racconterà in prima “persona” la sua storia, permettendo ai più piccoli di sentirsi direttamente coinvolti nella storia e condividere le proprie esperienze con gli animali domestici.
Da quest’anno, inoltre, i Medici Veterinari ANMVI che guideranno le lezioni riceveranno un importante attestato di partecipazione al progetto che potranno appendere nel loro ambulatorio, raccontando e portando l’iniziativa anche fuori dalle aule.Inoltre, tutti i bambini d’Italia e le loro famiglie potranno conoscere l’iniziativa e accedere al sito http://www.unazampainfamiglia.it. Facilmente fruibile e dal design semplice e intuitivo, il sito web è ideato in primo luogo per i bambini ma anche per le loro mamme e papà. Dalla home page, è possibile scaricare il quaderno didattico e altri giochi pensati per i più piccoli (come i consigli di Mimì dedicati al gatto o i consigli di Zampa per accogliere un cane) e, ancora, cimentarsi in un quiz interattivo per ottenere il diploma di “esperto degli amici a 4 zampe”.
Da quest’anno sarà disponibile anche un fumetto da colorare con giochi e quiz, pensato per raccontare in modo divertente tutte le avventure di Zampa e della sua famiglia: dalle visite dal veterinario al centro cinofilo, dai viaggi in auto ai giorni di villeggiatura: il fumetto racconta tante situazioni della quotidianità e come viverle sempre nel modo giusto.“Il cuore pulsante di questo progetto è sicuramente la figura del Medico Veterinario – dichiara il Presidente ANMVI dr. Marco Melosi – sempre più presente nella quotidianità delle famiglie con animali domestici, non solo come referente per la cura e la salute dei nostri amici a quattro zampe ma come vero e proprio consulente su tutto ciò che riguarda il benessere dei pets, comprese abitudini e comportamenti”.

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“Blended Learning”

Posted by fidest press agency su sabato, 1 febbraio 2020

L’avvento delle nuove tecnologie ha cambiato in maniera radicale il panorama educativo dei nativi digitali. Basti pensare che, secondo una recente indagine dell’American Health Association pubblicata sul portale della CNN, il 42% dei bambini al di sotto dei nove anni trascorre in media tre ore al giorno davanti allo schermo. Dato che si ripercuote sullo scarso tasso di attenzione in aula dal momento che, secondo una ricerca pubblicata su USA Today, il 67% dei bambini di fascia di età compresa tra i 6 e i 10 anni fa fatica a concentrarsi. Cosa bisognerebbe fare per renderli più partecipi durante le lezioni in classe? Gli esperti consigliano di utilizzare la tecnica del “blended learning”, apprendimento misto che combina il metodo tradizionale in aula con attività mediate da sistemi digitali e che, come riporta Forbes, rappresenta il principale trend educativo del 2020. Ma quali sono i benefici del blended learning per i più piccoli? Aumenta l’interazione con i docenti, rende l’istruzione più accessibile, stimola la loro creatività e li prepara a un futuro digitale.“La giusta sinergia tra lezioni frontali e l’impiego di dispositivi tecnologici aiuta i bambini a essere più attivi e partecipi in classe – spiega Eva Balducchi, co-fondatrice di Baby e Junior College – Per questa ragione nella nostra scuola adoperiamo lavagne interattive touchscreen, tablet, microscopi digitali e computer come strumenti per stimolare la curiosità dei più piccoli, avvicinandoli non solo ad un approccio ludico, ma di utilizzo funzionale alle attività didattiche, cercando di sviluppare in loro anche uno spirito critico dello strumento così che ne limitino l’uso passivo. La tecnologia mette a disposizione strumenti utili per studiare e promuovere apprendimenti significativi attraverso l’attenta guida dei nostri docenti, esperti in campo pedagogico”.Ma non è tutto, secondo una ricerca pubblicata su Psychology Today l’utilizzo di dispositivi tecnologici in classe migliora il rendimento scolastico degli studenti e li aiuta a essere più responsabili. E ancora, un’indagine della University of Michigan, pubblicata sulla CBS, afferma che il 62% dei docenti ritiene che il blended learning possa aiutare a colmare il gap digitale e a migliorare le lezioni. Mettere in pratica questa nuova forma di apprendimento, dunque, comporta un’evoluzione radicale del modo in cui docenti e partecipanti affrontano l’esperienza formativa.
Pensiero condiviso da Mariarosa Porro, pedagogista: “L’utilizzo di nuove tecnologie in aula permette di realizzare simulazioni, reperire informazioni da fonti diverse e confrontarle tra loro, scrivere testi a più mani in modo cooperativo, guardare video tutorial e svolgere esercizi interattivi. Sono tutte esperienze formative che prevedono un coinvolgimento attivo da parte degli alunni, utilizzando strumenti a loro familiari, e stimola la loro creatività. In questo modo la tecnologia diventa una risorsa aggiuntiva che integra nel progetto educativo e formativo quanto una volta era rappresentato dal semplice spazio e dai materiali utilizzati nel gioco scolastico”.Ecco infine i benefici del “Blended Learning” come nuova forma di apprendimento scolastico:
– Aumenta l’interazione tra docenti e studenti: l’utilizzo di strumenti tecnologici permette a entrambe le parti di comunicare in maniera più immediata ed efficace.
– Migliora il tasso di concentrazione dei ragazzi: gli studenti riescono a immergersi totalmente nella lezione, partecipando in maniera attiva.
– Rende l’istruzione più accessibile: i materiali didattici sono accessibili in qualunque momento anche da casa.
– Stimola la creatività e rende gli studenti più responsabili: gli strumenti tecnologici permettono di tener conto del percorso formativo, gestendolo in maniera personalizzata.
– Migliora il rendimento scolastico: gli studenti sono più invogliati allo studio delle materie e alla scoperta di novità da imparare. (By Luca Carbonaro)

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Concorsi scuola: ANIEF chiede al ministro Azzolina parità di trattamento per tutti i precari

Posted by fidest press agency su sabato, 1 febbraio 2020

Ieri l’incontro al Ministero dell’Istruzione per la delegazione del giovane sindacato rappresentativo, per avviare un confronto sui bandi dei concorsi straordinario I e II Grado e Infanzia/Primaria, nonché sul decreto per il concorso ordinario I e II Grado. Chieste modifiche sostanziali. Marcello Pacifico (Anief): “Chiediamo al ministro Azzolina di garantire la parità di trattamento tra tutti i precari, per tutte le discipline e ordini di scuola, inclusi insegnanti di religione, infanzia e primaria, del sistema nazionale di istruzione. In migliaia sono pronti a ricorrere contro i bandi dopo che l’ufficio legale ha avviato le preadesioni ai ricorsi” Nessuna informativa sulle modalità di accesso al corso abilitante e alla selezione per il personale con servizio nelle paritarie e percorsi IeFP. La delegazione Anief – composta oltre che dal presidente nazionale Marcello Pacifico anche dal vice presidente Gian Mauro Nonnis e Marco Giordano, componente della segreteria nazionale e presidente di Anief Piemonte – nel denunciare l’irrisolutezza del problema della supplentite e nel chiedere l’estensione della partecipazione alla procedura riservata per gli esclusi, ha presentato tre memorie dettagliate elaborate dall’ufficio legislativo, chiede una prova unificata per i precari del sistema nazionale di istruzione, l’accesso libero al Pas senza selezione in entrata, una maggiore valutazione del servizio nella tabella dei titoli, il superamento con la sufficienza della prova preordinata, la possibilità di scegliere una seconda lingua comunitaria oltre l’inglese.

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Istruzione: Il PD insiste: aumento stipendi, a scuola fino a 18 anni, istituti sempre aperti. Anief: passiamo ai fatti

Posted by fidest press agency su sabato, 1 febbraio 2020

Sulla scuola continuano a piovere impegni importanti. Li ha ribadito oggi il Partito Democratico, attraverso il suo segretario, Nicola Zingaretti. Parlando ad Agorà, su Rai Tre, il leader del Pd ha detto quali sono i prossimi passi concreti: obbligo scolastico, stipendi degli insegnanti, tenere aperte le scuole nel pomeriggio. Anche dal ‘Rapporto Italia 2020’ dell’Eurispes è emerso che la maggior parte dei cittadini è d’accordo nell’estendere l’obbligo scolastico fino alle scuole medie superiori e la metà hanno a cuore l’aumento degli stipendi dei docenti.Inquadrati i problemi da risolvere, per il sindacato si deve passare dagli annunci ai fatti: occorrono nuove leggi ed interventi ad hoc, come lo stanziamento immediato nel DEF di 4 miliardi di euro per aumentare gli stipendi in media di 250 euro, il potenziamento degli organici del personale, un reclutamento meno “ingessato”, l’azzeramento del precariato, e prevedendo l’investimento permanente su formazione, valorizzazione e progressione di carriera del personale. Anief ritiene altrettanto importante mettere mano all’ultimo decreto scuola e alla Legge 240 del 2009, con particolare attenzione a quanto è stato approvato in Europa, in particolare dalla direttiva sul precariato e sull’organizzazione dell’orario di lavoro alla carta europea dei ricercatori, in modo da far allineare l’Italia agli altri Paesi.
“Dobbiamo andare avanti con cose concrete: aumentare l’obbligo scolastico e gli stipendi degli insegnanti, tenere aperte le scuole nel pomeriggio, semplificare la burocrazia per combattere la corruzione, sbloccare le risorse per gli investimenti verdi e digitali”, ha detto oggi il segretario Nicola Zingaretti. Il PD entra così in una fase cruciale per gli insegnanti, che attendono l’apertura dei tavoli per il rinnovo del contratto, da cui dovrebbero scaturire gli aumenti, ha quindi commentato Orizzonte Scuola.
Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, apprezza l’impegno del leader del Partito Democratico sulla scuola, ma avverte: “se davvero il Pd vuole intraprendere una nuova linea sulla scuola, allora è bene che pretenda dal Premier Conte e dal suo ministro Gualtieri precise rassicurazioni nella scrittura della prossima legge di bilancio. Lo stesso Zingaretti sa bene che le dimissioni di Fioramonti sono avvenute per l’assenza delle risorse necessarie per rilanciare il settore dell’istruzione, università e ricerca”.

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Scuola: I presidi a caccia di supplenti tutto l’anno

Posted by fidest press agency su sabato, 1 febbraio 2020

La scuola è al giro di boa, il secondo quadrimestre sta per iniziare, ma i dirigenti scolastici sono ancora sprovvisti di insegnanti nei loro Consigli di Classe, soprattutto in Lombardia, Emilia-Romagna, Veneto, Toscana e Piemonte. Richiestissimi dai dirigenti sono i supplenti di sostegno, quelli curricolari di matematica per le medie e i docenti di lingue; ma siccome non ci sono più candidati ufficiali, si allarga il ricorso alle convocazioni tramite le Mad e gli annunci sui social. Intanto, il Governo ha cercato di tamponare la situazione in vista del prossimo anno, quando – a seguito dei pensionamenti, del mancato turn over, dei concorsi a rilento e della pessima organizzazione delle graduatorie – le supplenze annuali potrebbero arriveranno al record storico di 250 mila: in occasione del prossimo rinnovo delle liste di terza fascia d’istituto, per l’accesso non sarà indispensabile l’abilitazione ma basterà la laurea con i 24 CFU; inoltre, arrivano le nuove graduatorie d’istituto provinciali. Marcello Pacifico (Anief): “Peccato che non vengano utilizzate per la ‘call veloce’, voluta giustamente dalla ministra per procedere alle assunzioni a tempo indeterminato direttamente da GaE. Perché l’assurdo è che si continua a tamponare con i precari, senza concentrarsi sulla copertura definitiva delle cattedre libere con i tanti supplenti pronti allo scopo. È proprio un modus operandi sbagliato: lo stesso trattamento miope viene riservato anche agli altri profili, come gli Ata, i Dsga e gli educatori, per non parlare dei docenti di religione. Con gli emendamenti al decreto Milleproroghe abbiamo chiesto di cambiare registro, speriamo che vadano avanti”.
La situazione del precariato scolastico è ormai fuori controllo: secondo il quotidiano ‘La Stampa’, siamo arrivati al punto che “domanda e offerta di supplenti sono talmente alte da aver portato alla nascita di una piattaforma che alla modica cifra di 19 euro mette in contatto gli aspiranti insegnanti con centinaia di istituti. Finora in 2.349 hanno trovato lavoro, sostiene il sito nella sua home-page”.Il quotidiano ricorda anche i numeri altisonanti della supplentite: “Gli ultimi dati indicano in 155mila numero dei supplenti per il 2018/19, in aumento costante dal 2015, anno in cui Matteo Renzi, all’epoca presidente del Consiglio, dichiarò guerra alla supplentite. E sembra che non andrà molto meglio nei prossimi anni. A settembre si è raggiunta quota 185mila supplenti, dei quali quasi metà su posti di sostegno. Il prossimo settembre la cifra rischia di aumentare ancora: ci saranno altri 33mila docenti che andranno in pensione, liberando altrettanti posti ma senza avere un numero sufficiente di nuovi insegnanti a occuparli. Aumentano i supplenti e aumentano quelli reclutati attraverso la Mad: circa 14mila lo scorso anno e 16mila quest’anno, secondo le poche stime che circolano”.
Secondo Anief, sono stime in difetto. Perché il ricorso alle Mad quest’anno è stato molto più massiccio che in passato. E laddove non è bastato, alcuni presidi sono arrivati a “postare” annunci, alla disperata ricerca di supplenti annuali, addirittura sui social media. È emblematico che anche le testate on line specializzate in Istruzione si siano prestate a rendere pubblica l’andata continua di richieste, quasi degli “avvisi di selezione” per supplenze annuali, formulate dai dirigenti scolastici o dal loro staff. La maggior parte delle richieste è concentrate al Nord (ha fatto “rumore” quella del preside dell’Istituto nautico “San Giorgio” di Genova e Camogli che ha ‘postato’ un annuncio su Facebook); ma non mancano casi di dirigenti scolastici di istituti del Centro-Sud.

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Enti Locali – Castelli: “100 milioni per aiutare i Comuni”

Posted by fidest press agency su sabato, 1 febbraio 2020

Roma – “Arrivano risorse ai Comuni italiani che consentiranno, non solo il recupero di quelle tagliate nel passato, ma anche di potenziare i fondi per i correttivi dei meccanismi di perequazione. I primi 100 milioni rappresentano il primo stanziamento, che crescerà nei prossimi anni, fino ad arrivare ai 564 milioni stanziati dalla Legge di bilancio 2020. Sono risorse che aiuteranno in modo significativo soprattutto i piccoli comuni a rischio spopolamento”.Lo ha detto il Vice Ministro dell’Economia e delle Finanze, Laura Castelli, a margine della Conferenza Stato – Città.

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Adyen: le tendenze nel settore dei pagamenti per il 2020

Posted by fidest press agency su sabato, 1 febbraio 2020

Ci sono importanti cambiamenti in atto nel 2020, alcuni più evidenti, altri meno. Nel frammentato panorama dei pagamenti, la sfida si giocherà sul fronte della user convenience e della customer experience, sia attraverso un incremento della sicurezza nell’utilizzo delle carte, sia offrendo innovative modalità di pagamento. Ad esempio, i servizi di pagamento, dall’online all’in-store, andranno sempre di più verso un sistema di gestione centralizzato e unificato. Ma questa è solo una delle grandi tendenze in atto. Philippe De Passorio, Country Manager di Adyen Italia, la piattaforma di pagamento scelta da aziende leader a livello mondiale, ci parla dei trend che interesseranno il settore dei pagamenti e che vedremo protagoniste durante quest’anno.L’e-commerce sta continuando ad espandersi supportando la crescita della subscription economy e dei modelli di business di piattaforme innovative. Con dati delle carte sempre più sensibili che vengono condivisi per completare i pagamenti, è necessario che tutte le parti coinvolte nel processo adottino misure di protezione delle informazioni che garantiscano il cliente. In ottica di contrasto all’aumento delle frodi, la tokenizzazione diventerà un metodo sempre più diffuso per proteggere i dati di pagamento. Nel primo semestre del 2019 sono stati registrati da parte del team Fraud and Risk Intelligence (FRI) di RSA ben 140.344 attacchi fraudolenti. Si tratta di 32 attacchi ogni ora, in forte aumento rispetto agli 86.344 degli ultimi sei mesi del 2018.
La tokenizzazione serve per proteggere il Primary Account Number (PAN) di una carta di pagamento sostituendolo con una generica stringa di numeri – un token, appunto. I token di pagamento vengono generati per ogni carta, per ogni merchant. Ciò significa che il PAN del cliente viene sostituito da un token senza essere trasmesso durante la transazione, rendendo il pagamento più sicuro. La cosa importante della tokenizzazione è che aiuta a proteggere le aziende e i clienti dal furto di dati. Infatti, anche nel caso in cui un hacker riesca a rubare i dati tokenizzati, non potrà utilizzare i token per effettuare pagamenti online, poiché non sarà in grado di collegare il token alle informazioni di pagamento archiviate in modo sicuro dal partner di pagamento. Inoltre, i network token sono costantemente aggiornati. Se la carta di pagamento cambia dopo uno smarrimento o un furto, il token può comunque essere utilizzato per pagare, garantendo la possibilità di continuare a usufruire, ad esempio, dei servizi di streaming senza la sospensione dell’abbonamento.
L’attuazione della seconda direttiva sui servizi di pagamento (PSD2) continuerà in tutta Europa nel corso del 2020, con alcune transazioni che d’ora in poi richiederanno l’autenticazione per l’acquisto. Il protocollo 3DS 2.0 utilizza tutte le funzionalità dei dispositivi mobili per creare un modo più sicuro per identificare il cliente, senza aggiungere “attrito” alla sua esperienza di acquisto.
Alcune banche dovrebbero adottare la SCA (Strong Customer Authentication) in modo graduale nel corso del 2020, mentre altre non saranno attive fino alla fine di quest’anno. Ciò è dovuto al fatto che l’Autorità bancaria europea ha annunciato un’estensione del termine di applicazione della PSD2 al 31 dicembre 2020. Persiste ancora molta incertezza fra i merchant che vogliono assicurarsi di essere in grado di supportare la nuova direttiva. Con la possibilità che i regolatori dell’UE impongano PSD2 in momenti diversi, le aziende avranno bisogno di una tecnologia in grado di applicare in modo dinamico SCA per garantire che i pagamenti non vengano rifiutati a causa della sua mancanza.Il 2019 ha visto l’emissione della prima carta di credito biometrica in Gran Bretagna. Ebbene, aspettatevi nel 2020 ancora più innovazioni di questo tipo nel settore dei pagamenti. La sicurezza biometrica è già molto radicata nella nostra vita di tutti i giorni. Basti pensare agli smartphone che si sbloccano attraverso il riconoscimento facciale o la scansione delle impronte digitali. Poiché i fornitori di servizi di pagamento cercano di aumentare la sicurezza, sia in risposta alle normative PSD2 che alla crescente sofisticazione delle strategie di frode, i dati biometrici diventeranno uno strumento incredibilmente importante per gli acquisti. Oltre all’Europa e al Regno Unito, anche le banche australiane e brasiliane stanno entrando a far parte di 3DS 2.0, in vista della disattivazione di 3DS 1.0 nei prossimi anni.Le transazioni tramite 3D Secure 2 prevedono già sistemi di autenticazione biometrica come l’impronta digitale, il riconoscimento vocale o facciale. Inoltre, 3DS 2.0 può utilizzare i dati raccolti in fase di checkout per autenticare una transazione senza intervento da parte del cliente, con il risultato di offrire un’esperienza di pagamento migliore per le transazioni mobile che richiedono un’autenticazione forte.Dunque, aspettatevi di vedere le vostre caratteristiche personali (impronta, viso, voce…) diventare sempre più una modalità sicura di pagamento, sempre più utilizzata da banche e merchant che si impegnano ad intensificare la lotta contro i truffatori.Il panorama dei pagamenti avanza rapidamente per supportare clienti sempre più connessi che utilizzano dispositivi mobile intelligenti. Chioschi self-service nei ristoranti con servizio rapido, inventari senza limiti nei negozi, app che possono diventare una key card di un hotel o il mezzo per prenotare e pagare un pernottamento. Tutte queste esperienze offrono possibilità incredibili di migliorare la vita dei clienti e forniscono livelli senza precedenti di dati e insight per le aziende. Assicuratevi che il vostro payments stack sia pronto per il 2020, per offrire le esperienze che i vostri clienti meritano.

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Richieste di credito da parte delle imprese italiane

Posted by fidest press agency su sabato, 1 febbraio 2020

Dal barometro Crif risulta che a livello di intero anno la variazione delle richieste di credito risulta pari a -3,4% rispetto al 2018, rafforzando ulteriormente la dinanica negativa rispetto ai primi trimestri dell’anno. La dinamica in atto va contestualizzata rispetto allo stato di salute delle imprese italiane che, pur adottando un atteggiamento cauto, vede comunque una progressiva diminuzione del numero di fallimenti, dei ritardi nei pagamenti commerciali e un miglioramento del tasso di default, che risulta in contrazione a partire dal 2014. Entrando maggiormente nel dettaglio, le imprese individuali nell’anno appena concluso mostrano un calo del -7,2%, ben più alto rispetto al -0,9% fatto segnare dalle Società di capitali.Altro dato significativo che emerge dall’ultimo aggiornamento del Barometro CRIF è rappresentato dal calo dell’importo medio richiesto, che a livello di intero anno 2019 si attesta a 65.790 (-1,9% rispetto al valore registrato nel 2018) nell’aggregato di società di capitali + ditte individuali. Entrando maggiormente nel dettaglio, per le Società di capitali l’importo medio è risultato pari a 89.123 Euro (-2,9% rispetto al 2018) contro i 28.372 Euro richiesti delle imprese individuali (-5,5%).

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Stati Uniti d’Europa. Brexit: lasceremo una candela accesa

Posted by fidest press agency su sabato, 1 febbraio 2020

Roma. Lasceremo una candela accesa alla finestra, affinchè il popolo britannico possa ritrovare la casa comune che è l’Europa.
Lo facciamo dal 1 febbraio 2020, quando il Regno Unito ha abbandonato l’Unione europea.Il “valzer delle candele”, cantato ieri dai parlamentari europei, non è quello dell’addio ma quello dell’arrivederci, perché solo con una Europa unita si è potuta evitare una Terza guerra mondiale e in questi tre quarti di secolo, dalla fine della Seconda guerra mondiale, l’Europa ha raggiunto livelli di benessere mai conosciuti prima.Il nazionalismo, oggi mascherato da sovranismo, ha portato alle tragedie del secolo scorso. E’ bene ricordarlo.
La libera circolazione di persone, di merci, di servizi e capitali è stata alla base di una unione fra sistemi economici.
Il varo del Parlamento europeo, prima come Assemblea comune nel 1952, poi definitivamente con le elezioni a suffragio universale nel 1979, costituisce un altro traguardo per arrivare a una federazione degli Stati europei. L’introduzione dell’euro è stato un ulteriore passo per l’integrazione comunitaria.Altri traguardi ci attendono: una politica estera e una difesa comune, la unificazione delle norme fiscali e dei codici civili e penali, sono mete da conquistare.Lo faremo insieme, oggi con 27 Paesi, domani con altri che vorranno aderire o ritornare. (Primo Mastrantoni, segretario Aduc)

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