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Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 335

Parità retributiva per le donne: i deputati europei chiedono misure ambiziose

Posted by fidest press agency su sabato, 1 febbraio 2020

Bruxelles. Nella risoluzione non legislativa approvata giovedì con 493 voti favorevoli, 82 contrari e 79 astensioni, il Parlamento accoglie con favore l’impegno della nuova Presidente della Commissione di fare della “parità di retribuzione a parità di lavoro” il principio fondante della nuova strategia europea di genere che sarà presentata a marzo.I deputati vogliono che tale strategia includa delle disposizioni vincolanti sulla trasparenza delle retribuzioni e sul divario retributivo tra i generi, da applicare sia al settore pubblico che a quello privato, nonché degli obiettivi chiari e un monitoraggio più efficace dei progressi compiuti. Chiedono inoltre che il Piano d’azione per affrontare il problema del divario retributivo di genere, che dovrebbe fissare obiettivi chiari per gli Stati membri al fine di ridurre il divario nei prossimi cinque anni, sia rivisto entro la fine del 2020.
Per affrontare alla radice le cause del divario retributivo, il Parlamento esorta gli Stati membri a investire nell’istruzione e nei servizi di assistenza alla prima infanzia, nonché nelle modalità di lavoro a misura di famiglia, così da garantire alle donne un’equa partecipazione al mercato del lavoro. Considerando che il divario retributivo di genere è più del doppio per i pensionati, i deputati chiedono anche delle disposizioni adeguate per le donne più anziane, come crediti per i periodi di cura, pensioni minime adeguate e prestazioni di reversibilità.
L’apprendimento continuo e la formazione professionale dovrebbero garantire alle donne l’accesso a occupazione e opportunità di alta qualità. In particolare, i deputati chiedono una maggiore promozione delle materie imprenditoriali, scientifiche, tecnologiche, ingegneristiche e matematiche (STEM) e dell’educazione digitale per le ragazze fin dalla più giovane età, al fine di combattere gli stereotipi educativi esistenti e garantire alle donne l’accesso a settori in via di sviluppo e ben remunerati.

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