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Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 302

Omaggio a Béla Tarr a Roma

Posted by fidest press agency su lunedì, 3 febbraio 2020

Roma Palazzo Falconieri. l’Accademia d’Ungheria in Roma nel mese di febbraio propone infatti ben tre programmi dedicati al regista ungherese di fama mondiale, Premio Kossuth. Il primo evento in programma, previsto per giovedì 6 febbraio p.v. ore 19.00 presso la Sala Liszt del Palazzo Falconieri (Via Giulia, 1) sarà la proiezione del film Perdizione/Kárhozat di Tarr (Ungheria – 1987, 115’), versione in lingua originale con sottotitoli in italiano. Introduce: Maurizio G. De Bonis, giornalista, critico cinematografico. Il bar Titanic è il centro del mondo in un piccolo e sonnolento paese dove il triste Karrer vive di espedienti e chiude le sue giornate al bancone. L’uomo è attratto da una giovane cantante che si esibisce al Titanic ogni sera e decide di sedurla allontanando il marito con la complicità dell’amico Willarski, proprietario del bar. Presto però i quattro saranno avviluppati da un intricato garbuglio di sentimenti ed interessi economici.
Martedì 18 febbraio p.v. alle ore 18.00 sempre presso la Sala Liszt dell’Accademia d’Ungheria in Roma sarà un seminario di cinema condotto da Maurizio G. De Bonis ad accogliere gli interessati, nel corso del quale verranno delineate le linee principali della poetica ed estetica del cinema di Béla Tarr, attraverso anche la visione e l’analisi delle sequenze dei suoi film. Durante la serata verrà inoltre presentato il progetto editoriale EUFONIE – Cinque fotografi e il cinema di Béla Tarr (Postcart Edizioni, 2019) – frutto di un intenso lavoro durato due anni del Gruppo di Ricerca Satantango – realizzato nell’ambito delle attività di Punto di Svista-Cultura Visuale, Progetti, Ricerca in collaborazione con Officine Fotografiche Roma. Intervengono: Maurizio G. De Bonis, critico delle arti visive e curatore del progetto Eufonie – Cinque fotografi e il cinema di Béla Tarr e i fotografi Luca Cappellaro, Simona Lunatici, Massimiliano Pugliese, Simona Scalas, Orith Youdovich.I programmi dell’Accademia d’Ungheria in Roma dedicati a Béla Tarr si concluderanno in data 20 febbraio p.v. ore 17.30 con la proiezione dell’opera più ambiziosa del regista ungherese, Sátántangó (Ungheria/Germania/Svizzera – 1994, 435’, 1994 Berlinale, Premio Caligari), versione in lingua originale con sottotitoli in italiano. La proiezione prevede due intervalli di 15 minuti. Introduce: Maurizio G. De Bonis, giornalista, critico cinematografico.
La storia del film ispirato all’omonimo romanzo di esordio di László Krasznahorkai (pubblicato da Bompiani nel 2016 con la traduzione di Dóra Várnai), si incentra sul collasso di una fattoria collettiva ai tempi della fine del comunismo in Ungheria. Una dozzina di individui abbrutiti vive una vita senza speranza in quello che resta di una cooperativa agricola, nell’attesa ansiosa di andarsene. Sperano in un futuro migliore grazie al denaro che riceveranno dalla chiusura della comunità.

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