Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 126

Archive for 4 febbraio 2020

Conoscere se stessi e gli altri attraverso la scrittura

Posted by fidest press agency su martedì, 4 febbraio 2020

Siena giovedì 6 febbraio, ad ingresso libero, avrà luogo presso la sede dell’Associazione Archeosofica di Siena (via Banchi di Sopra 72 – inizio ore 21.00) a cura di Christian Bonelli, grafologo professionista diplomato A.R.I.G.R.A.F.
Il carattere, il tono vitale, lo stato d’animo si proiettano nel nostro modo di scrivere. La mano che sorregge la penna si comporta in modo analogo ad un registratore di impulsi nervosi, come fosse un “sismografo dell’anima” che muovendosi traccia sulla carta un’onda grafica.Scrivere è un’attività simbolica, spaziale, temporale, che si inserisce in un ambiente (il foglio) e lascia un’impronta (la grafia) che ha un ritmo, un’energia, una forma che riconducono in maniera inconfondibile al suo autore e ci parlano di lui.Il grafologo studia il gesto grafico, il suo movimento, come si posizionano le righe e le parole sul foglio, come le lettere si legano tra loro e ancora molto altro, con l’unico fine di delineare “l’identikit” dello scrivente.Attraverso l’analisi della scrittura si può risalire al temperamento e di conseguenza ad aspetti della personalità ma anche intuire le dinamiche relazionali, stili cognitivi, attitudini e capacità professionali dell’individuo.Nel corso dell’incontro Christian Bonelli, introdurrà a questa affascinante scienza, offrendo al pubblico una panoramica delle tante e diverse applicazioni che se ne possono fare.

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V incontro biblico sulla Lettera ai Romani

Posted by fidest press agency su martedì, 4 febbraio 2020

Roma Lunedì 10 febbraio 2020 – ore 18.30 Libreria Paoline Multimedia International Via del Mascherino, 94 nuovo appuntamento con gli incontri di riflessione biblica guidati dal noto biblista don Romano PENNA. Questo il programma dei prossimi incontri:
Lunedì 10 febbraio 2020 Abramo e Adamo diversamente orientati a Cristo (Rm 4,1-5,21)
Lunedì 16 marzo 2020 Il battesimo apre ad una vita immersa in Cristo (Rm 6-8)
Lunedì 20 aprile 2020 Funzione e destino del popolo di Israele (Rm 9-11)
Lunedì 18 maggio 2020 La componente etica dell’identità cristiana (Rm 12,1-15,13)

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Cisco presenta un’innovativa architettura per l’Industrial IoT

Posted by fidest press agency su martedì, 4 febbraio 2020

Le reti sono “la spina dorsale” delle tecnologie OT (Operational Technology) alla base delle infrastrutture critiche, incluse quelle del settore energetico, dei trasporti e della produzione. Sempre più spesso le organizzazioni hanno l’esigenza di accedere in tempo reale ai dati immagazzinati in questi dispositivi al fine di aumentare la produzione, gestire i costi e migliorare le misure di sicurezza. In quest’ottica, oggi Cisco presenta un’architettura per la sicurezza IoT che fornisce piena visibilità tra gli ambienti IoT e OT e protegge i processi industriali. Le nuove soluzioni permettono di raccogliere ed estrarre i dati dall’edge IoT affinché le aziende possano essere più efficienti e prendere decisioni di business consapevoli, nonché accelerare i propri progetti di digitalizzazione.Il crescente volume di minacce alla sicurezza informatica delle infrastrutture critiche continua a rappresentare un rischio finanziario e per la sicurezza delle persone. “Qualsiasi anomalia si presenti nei dispositivi e nelle connessioni deve essere rilevata, analizzata e risolta rapidamente prima che la sicurezza di un’azienda venga compromessa”, ha dichiarato Sid Snitkin, Advisory Group Vice President di Cisco. “Cisco fornisce la massima protezione, facendo convergere IT e OT in un unico centro operativo per la sicurezza e fornendo attività di rilevamento delle anomalie con funzionalità di threat intelligence integrate”. “Le aziende devono avere piena visibilità nei più disparati ambienti di rete in modo da proteggere il proprio perimetro industriale, ridurre il rischio di minacce informatiche e ottimizzare il processo produttivo” ha commentato Liz Centoni, Senior Vice President and General Manager, Cloud, Compute and IoT di Cisco.Le innovazioni dell’architettura Cisco per la sicurezza IoT includono:
Protezione dell’ambiente di rete industriale: Cisco Cyber Vision è una soluzione software per la sicurezza che effettua automaticamente il discovery degli asset industriali tramite la propria gamma di soluzioni Cisco Industrial IoT (IIoT). Cisco Cyber Vision analizza il traffico proveniente dai dispositivi connessi, crea policy di segmentazione in Cisco ISE e in DNA Center al fine di prevenire movimenti laterali delle minacce negli ambienti operativi, ed è potenziato dalle attività di Threat Intelligence di Cisco Talos, fornendo così un’analisi in tempo reale delle minacce alla sicurezza informatica delle risorse e dei processi industriali che potrebbero impattare sui tempi di attività, la produttività e la sicurezza.
Governance dei dati dall’Edge fino al Multi-Cloud: pienamente integrata con le proprie soluzioni di networking, Cisco Edge Intelligence semplifica l’estrazione dei dati all’edge della rete e ottimizza la trasmissione dei dati verso destinazioni multi-cloud e on-prem per aiutare le aziende ad essere più competitive e a gestire al meglio i dati in tutti gli aspetti critici del loro ciclo di vita.
Cisco ha eliminato la complessità tipica delle infrastrutture multi-vendor, multi-data e multi-asset per offrire una soluzione per la cybersecurity in ambito IoT che può essere gestita su qualsiasi gateway, switch o router Cisco, e che riunisce sicurezza end-to-end e gestione semplificata dei dati in un’unica soluzione. Queste importanti innovazioni annunciate nel corso del Cisco Live, confermano il costante impegno di Cisco nell’ambito della sicurezza informatica, avvalorato dalla recente apertura a Milano, presso il Museo Nazionale Scienza e Tecnologia Leonardo da Vinci del Cybersecurity Co-Innovation Center, Il primo centro europeo di co-innovazione Cisco dedicato alla sicurezza informatica.Il centro dialogherà attivamente con tutte le realtà che fanno già parte di “Innovation Exchange”, una rete di luoghi dedicati all’innovazione diffusa sul territorio nazionale. La struttura ospita spazi dedicati agli sviluppatori e ricercatori, laboratori per lo sviluppo e verifica di soluzioni innovative, aree che saranno dedicate a incontri tematici.

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“Testimonianza diretta a sostegno della legalità e della Magistratura”

Posted by fidest press agency su martedì, 4 febbraio 2020

Mercoledì 5 febbraio, la Presidente della Commissione regionale Antimafia Monica Forte, del Movimento 5 Stelle, assisterà a Bergamo, assieme ad altri commissari antimafia, all’udienza del processo ‘Papa’, l’indagine per associazione mafiosa, estorsione aggravata dal metodo mafioso, danneggiamento a seguito di incendio, riciclaggio e trasferimento fraudolento di valori avviata dalla Direzione distrettuale antimafia di Brescia nel marzo 2019.Forte dichiara: “La presenza istituzionale della Regione Lombardia vuole essere una testimonianza diretta di sostegno alla Magistratura.La Commissione Antimafia ha già partecipato alla scorsa udienza e l’anno scorso abbiamo assistito a un processo a Como per fatti di ‘ndrangheta a Cantù nel corso del quale si erano verificati momenti di tensione con i familiari degli imputati.L’audacia delle mafie è spesso senza pudore ed è intollerabile: la presenza al processo delle Istituzioni e dei cittadini alle udienze è rappresentazione concreta del valore della legalità nel quale si riconoscono collettività e Istituzioni. La Lombardia e il Paese devono liberarsi dalle mafie”.

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Gli effetti collaterali dell’innamoramento secondo i dottori

Posted by fidest press agency su martedì, 4 febbraio 2020

«Distinguere ciò che accade al corpo da ciò che accade alla mente non sarebbe corretto» spiega la Dott.ssa Marianna Soddu, psicologa e psicoterapeuta. Quando ci si innamora il fisico subisce delle vere e proprie trasformazioni e affrontarle comporta delle ricadute a livello psicologico. Nella fase iniziale dell’innamoramento tutti sono colpiti da una sorta di delirio di onnipotenza: neurotrasmettitori e ormoni alterati provocano uno stato di incanto, in cui gioia, energia e desiderio aumentano la creatività e riducono il sonno. La dipendenza degli innamorati dall’altro soggetto innesca dei meccanismi psicologici e biochimici molto simili a quelli dei tossicodipendenti. Ma c’è un notevole rovescio della medaglia: l’amore stimola la memoria, influenza il modo in cui si percepisce il mondo e dona la sensazione di poter far diventare tutto realtà. Infine, l’amore migliora l’autostima perché sentirsene degni dona maggiore sicurezza di sé sia nel momento della seduzione sia all’interno della vita di coppia.
«Come qualsiasi attività fisica, il sesso aiuta a rinforzare il miocardio e il sistema immunitario» ricorda la cardiologa Dott.ssa Stefania Lanotte. Il rilascio di endorfine, ossitocina e serotonina esercita una funzione protettiva su tutto il sistema cardiocircolatorio. A patto però di essere fedeli o, al massimo, traditori occasionali. Le relazioni clandestine di lunga durata o troppo frequenti infatti provocano stress e tensioni, deleteri per la salute del cuore.
Durante un rapporto sessuale, il cuore aumenta la sua ampiezza, il numero di battiti e, di conseguenza, intensifica la pressione arteriosa. Per questo ai soggetti ipertesi o che hanno sofferto di crisi cardiache vengono richieste precauzioni e una ripresa graduale dell’attività sessuale. Ma il legame tra rapporti sessuali e improvvisa morte cardiaca va lasciato al mondo del cinema: nella realtà la correlazione fra le due cose è decisamente rara.
«Amore e cibo hanno una stretta correlazione interamente attribuibile ai nostri ormoni» afferma la nutrizionista Dott.ssa Fabiana Contri. Sono poche le evidenze scientifiche a riguardo, ma per la maggior parte dei pazienti l’infatuazione comporta la perdita del senso di fame. L’organismo produce infatti neurotrasmettitori in eccesso, come la feniletilamina, che provocano la sensazione del sentirsi vivi, euforici ed energici. Questa molecola in particolare, detta anche “molecola dell’amore”, agisce sulla liberazione di dopamina, la quale stimola i neuroni del centro della sazietà donando un senso di appagamento. Si perde così l’interesse verso il mangiare perché si beneficia di una costante sensazione di pienezza e benessere. Sia nelle prime fasi dell’amore sia quando una storia finisce non è raro registrare dimagrimenti. Ma se dall’infatuazione si passa a una relazione stabile, il rischio di ingrassare è dietro l’angolo: la vita di coppia è legata frequentemente a comportamenti sedentari, come guardare la tv, concedersi porzioni abbondanti e coccolarsi col cibo, con pranzi e cene che diventano occasioni di condivisione. «Quando ai miei pazienti che vogliono dimagrire chiedo in che occasione hanno subito un aumento di peso, non è raro che la risposta sia proprio “dopo il matrimonio”» conclude la nutrizionista.
«Una vita sessuale attiva e soddisfacente abbassa lo stress e rende più rilassati: una condizione fortemente alleata del sistema immunitario. Più rapporti si hanno più le difese si rafforzano e meglio si combattono infezioni e virus» dichiara il Dott. Enrico Iemoli, allergologo e immunologo. Ma esiste un risvolto della medaglia: se il bacio è per sua natura un antibiotico naturale che giova anche alla salute, ha effetti analgesici e antidepressivi, dall’altro lato comporta una serie di rischi legati alla trasmissione delle malattie virali, come la mononucleosi infettiva o la gengivo-stomatite erpetica. Inoltre, da un bacio possono derivare reazioni allergiche se l’altro soggetto ha ingerito cibo o farmaci a cui si è sensibilizzati. Durante il rapporto sessuale, non va dimenticata l’importanza della contraccezione per scongiurare il rischio di trasmissione di pericolosi virus come l’HIV o l’HPV. Ma esistono soggetti che hanno sviluppato allergie ai materiali contraccettivi, dai profilattici agli spermicidi e ai lubrificanti. Alcune donne risultano allergiche anche allo sperma maschile e da qui, per questi soggetti, si rende indispensabile l’assunzione di antistaminici prima di ogni rapporto sessuale. (fonte: Ufficio Stampa Dottori.it)

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Darwin Day: Incontri in rete con Telmo Pievani

Posted by fidest press agency su martedì, 4 febbraio 2020

Frascati 12 febbraio presso la Sala degli Specchi del Comune di Frascati (Piazza G. Marconi, 6) alle 18 ci sarà il primo appuntamento targato “Incontri in rete”, con la partecipazione in video di una delle più celebri conferenze di Telmo Pievani, filosofo ed evoluzionista, docente di Filosofia delle Scienze Biologiche presso il Dipartimento di Biologia dell’Università di Padova. A seguire ci sarà un momento di discussione.Tutor dell’incontro:Giuliano Buceti – Incontri in rete Matteo Martini – Frascati Scienza.
Il 12 febbraio 1809 nacque Charles Darwin. La sua teoria dell’evoluzionismo, insieme con la rivoluzione di Copernico, contribuì a spodestare definitivamente l’uomo dal centro dell’universo. Pur trattandosi di una ipotesi di lavoro, come sono all’inizio le teorie scientifiche, per un diffuso e lungo programma di ricerca, le ricadute della teoria darwiniana sul piano dei valori erano e sono enormi e non hanno mai mancato di generare irriducibile opposizione. Nella realtà contemporanea, dove la polarizzazione è diventata la normalità, Darwin continua a essere una figura che divide, al di là di quelle che erano in realtà le sue intenzioni.

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Fedrigoni perfeziona l’acquisizione di Ritrama

Posted by fidest press agency su martedì, 4 febbraio 2020

Fedrigoni S.p.A., gruppo leader in Europa nella produzione di carte speciali, prodotti ad alto valore aggiunto per packaging e grafica ed etichette autoadesive (Pressure Sensitive Labels), ha perfezionato l’acquisizione del gruppo Ritrama, multinazionale italiana di prodotti autoadesivi con stabilimenti in Italia, Spagna, Regno Unito, Cile e Cina. Il preliminare di compravendita era stato firmato a ottobre 2019.
Con il perfezionamento della transazione nasce il terzo player europeo nel settore Pressure Sensitive Labels, un punto di riferimento unico per etichette autoadesive ad alto contenuto tecnologico ed estetico, con un’offerta estremamente capillare e diversificata che da oggi unisce l’eccellenza delle etichette Arconvert e Manter, realizzate con carte speciali, all’alta tecnologia di Ritrama applicata ai film plastici autoadesivi.
“La nostra divisione Pressure Sensitive Labels, che sta già registrando performance molto positive, sarà ora più grande, completa e competitiva – commenta Marco Nespolo, amministratore delegato di Fedrigoni – in un mercato in continua crescita in tutti i settori di sbocco e tutte le geografie, a livello mondiale. Ritrama ha un DNA sano, italiano e di vocazione internazionale, come noi”.Il Gruppo Fedrigoni continuerà ad investire nei prodotti autoadesivi ad alto valore aggiunto di Arconvert e Ritrama, arricchendo l’offerta di soluzioni che verranno presentate già a Drupa 2020, la più importante fiera al mondo di Printing Technologies.”Siamo molto orgogliosi del fatto che la combinazione delle competenze di Arconvert e di Ritrama fornirà ai nostri clienti una gamma impareggiabile di soluzioni, che consentirà loro di offrire prodotti autoadesivi di nuova generazione per ogni esigenza di etichettatura e di packaging – aggiunge Fulvio Capussotti, Executive Vice President Pressure Sensitive Labels Business Unit del Gruppo Fedrigoni – La divisione PSL di Fedrigoni è leader nelle soluzioni di etichettatura a valore aggiunto, e con l’acquisizione di Ritrama stiamo facendo un ulteriore passo avanti in questa direzione”.Ritrama ha registrato ricavi di circa 400 milioni di euro al 31 Dicembre 2018 che si aggiungeranno ai circa 1,2 miliardi di euro di ricavi del Gruppo Fedrigoni nello stesso periodo; a seguito dell’operazione, il fatturato del Gruppo Fedrigoni raggiungerà circa 1,6 miliardi di euro, posizionandolo tra i big mondiali del settore carte speciali per packaging e Pressure Sensitive Labels.

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Finlandia, atti vandalici contro la sinagoga di Turku

Posted by fidest press agency su martedì, 4 febbraio 2020

Gli atti vandalici di stampo antisemita stanno facendo registrare un picco. Negli ultimi mesi, infatti, numerosi paesi in diversi continenti hanno avuto a che fare con l’odio contro gli ebrei. Dagli attacchi via social agli slogan scanditi nelle piazze, passando per profanazione di cimiteri e ebraici e atti vandalici conto le sinagoghe.Come accaduto in Finlandia, dove ignoti hanno realizzato dei segni di pittura rossa sulla facciata del tempio ebraico di Turku.Un episodio che dà ulteriore prova dell’antisemitismo dilagante che si sta impossessando delle nostre città. Su quanto accaduto in Finlandia è intervenuto Marco Pasinato, cancelliere della diocesi di Helsinki che ha condannato la vicenda in maniera “chiara e inequivocabile”:“I cattolici nel nostro Paese sono profondamente preoccupati per gli atteggiamenti sempre più carichi di odio nei confronti della comunità ebraica in Finlandia e delle altre comunità religiose. Tali atti suscitano ansia e un senso di insicurezza tra tutti coloro che desiderano praticare la pace per il bene proprio e quello della società finlandese”.Pasinato, inoltre si è rivolto:“a tutte le persone di buona volontà, che nella nostra esperienza sono la stragrande maggioranza dei finlandesi” invitando a lavorare “insieme con maggiore determinazione per costruire una società in cui le persone siano rispettate con uguali diritti, indipendentemente dalla loro religione o credo”.
L’atto antisemita successo in Finlandia è accaduto in coincidenza con la Giornata della Memoria, che da una parte è stata rispettata con cerimonie in ricordo delle vittime della Shoah e dall’altra è divenuta strumento per attaccare gli ebrei e Israele.Come detto, gli episodi antisemiti si sono sparsi e si stanno spargendo a macchia d’olio. Negarlo sarebbe come negare l’evidenza. E quando gli esseri umani negano l’evidenza accadono sempre cose spiacevoli e fuori controllo, di cui ci si accorge della gravità solo quando è troppo tardi.

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Pakistan: Bambine date in matrimonio legalmente

Posted by fidest press agency su martedì, 4 febbraio 2020

«È l’ennesima sconfitta della giustizia e l’ennesima riprova che lo Stato non considera i cristiani dei cittadini pachistani». È il commento addolorato rilasciato ad Aiuto alla Chiesa che Soffre da Nagheena Younus dopo l’udienza sul caso della figlia Huma tenutasi stamattina alle ore 11 locali presso l’Alta Corte del Sindh a Karachi.
I due giudici dell’Alta Corte, Muhammad Iqbal Kalhoro e Irshad Ali Shah, hanno stabilito che, anche qualora Huma fosse minorenne, il matrimonio tra la ragazzina cristiana e il suo rapitore Abdul Jabbar resterebbe comunque valido perché secondo la sharia, la legge islamica, una volta avuto il primo ciclo mestruale una bambina di qualsiasi età può contrarre matrimonio. Nessun valore è stato dato dunque al Child marriage restraint act, la legge che vieta i matrimoni con minori entrata in vigore nel 2014 in Sindh e finora mai applicata. «Speravamo che la norma potesse essere applicata per la prima volta in questo caso – afferma l’avvocatessa Tabassum Yousaf – ma evidentemente in Pakistan queste leggi vengono formulate e approvate soltanto per accreditare il Paese agli occhi della comunità internazionale, chiedere fondi per lo sviluppo e commerciare gratuitamente i prodotti pachistani nel mercato europeo».Vi erano molte aspettative da parte dei genitori della quattordicenne cattolica rapita il 10 ottobre scorso e della comunità cristiana in generale. Huma avrebbe dovuto presentarsi in aula, come richiesto dai giudici durante la precedente udienza del 16 gennaio al poliziotto incaricato delle indagini Akhtar Hussain. Interrogato sull’assenza della ragazza, stamattina l’agente si è limitato a dire che la giovane era stata convocata. Sin dall’inizio della vicenda Hussain ha mantenuto un atteggiamento ambiguo destando forti sospetti di una sua complicità con il rapitore Jabbar.
Nonostante ciò, proprio al poliziotto è stato dato mandato dai giudici di far effettuare una visita medica per attestare l’età di Huma, come richiesto ancora una volta stamattina dalla Yousaf. «È chiaro che essendo Hussain l’incaricato – afferma l’avvocatessa – vi è un’alta probabilità che i risultati del test vengano contraffatti. Ma la nostra speranza è di riuscire comunque a provare la minore età della ragazza così da farla almeno affidare ad un centro, allontanandola così dal suo aguzzino».La prossima udienza è fissata per il 4 marzo, purtroppo però anche qualora fosse attestato che Huma è minorenne, la decisione dei giudici di ritenere il matrimonio valido, annulla qualsiasi possibilità che Jabbar venga punito per i reati di rapimento e matrimonio forzato.Aiuto alla Chiesa che Soffre continua a sostenere la famiglia e l’avvocato di Huma. «La sentenza di stamattina getta un’onta sul sistema giudiziario pachistano – commenta Alessandro Monteduro, direttore di ACS-Italia – È inimmaginabile che si possa far prevalere la sharia sulla legge di Stato. Noi esprimiamo tutta la nostra indignazione, ma al tempo stesso non ci arrendiamo. Per Huma e per le oltre mille ragazze e perfino bambine che in Pakistan ogni anno vengono rapite, stuprate, convertite con la forza all’Islam e costrette a sposare il loro rapitore. Ma apprendiamo oggi che tutto è lecito, perché in Pakistan anche una bambina di otto o nove anni che ha già avuto le mestruazioni, può essere legalmente data in moglie».

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Mater Dei di Massimo Sgorbani

Posted by fidest press agency su martedì, 4 febbraio 2020

Napoli Giovedì 6 febbraio 2020, Teatro Elicantropo Vico Gerolomini, 3 alle ore 21.00 (repliche fino a domenica 9), Mater Dei di Massimo Sgorbani, ultima creazione scenica firmata Piccola Compagnia della Magnolia in una particolare versione concerto per voce e suono, che si avvale della performance vocale creata al microfono da Giorgia Cerruti, in scena con Davide Giglio, accompagnati dal sound designer e fonico Luca Martone e la composizione sonora originale di Guglielmo Diana.Mater Dei è un testo scritto ormai qualche anno fa come proposta per un festival teatrale sul mito. Quel festival fu, poi, annullato e il testo è rimasto inedito, mai rappresentato.Libera variante sul tema del mito, Mater Dei ha come protagonisti una madre e un figlio, collocati in un tempo immaginario e in un luogo altrettanto immaginario.La fusione tra la drammaturgia di Massimo Sgorbani e l’identità artistica di Piccola Compagnia della Magnolia si avvera nel segno di alcuni comuni denominatori, quali la rielaborazione del mito, il tema della mortalità dell’amore e della passione iperbolica, propria dei legami di sangue, e soprattutto il lavoro di impasto tra tradizione e ricerca nel segno del contemporaneo.“Mater Dei – così l’autore in una nota – è nato quando, qualche anno fa, Roberta Torre mi chiese di scrivere un testo basato su una sua idea: quella di una donna madre di dodici dei. A quei dodici ne ho aggiunto un tredicesimo, ed è intorno a quest’ultimo e, per l’appunto, a sua madre che si sviluppa la storia che va in scena”.Chi parla è la madre, vittima molti anni prima della violenza di un dio che, attratto dalla sua bellezza, è sceso sulla terra sotto sembianze animalesche e l’ha posseduta con la forza.Una sorta di rivisitazione del mito di Giove ed Europa dove la donna, invece che essere rapita, è stuprata e ingravidata dal dio autoritario e passionale.La gravidanza, iperbolica e paradossale, genera ben tredici figli, tutti dotati dei paterni attributi divini, tranne l’ultimo. L’ultimo è un dio mancato, debole, troppo umano, cui la madre ha dedicato la sua vita per nasconderlo e proteggerlo.
Ora però qualcuno sta arrivando a prenderlo qualcuno intenzionato a “correggere l’errore”, e nel tempo di quest’attesa si svolge l’azione drammatica.“Mater Dei – secondo Giorgia Cerruti – è un’opera rara, oggi, nel panorama della drammaturgia contemporanea. Massimo ha il dono poetico, tratta la superficie delle parole come un’alchimista, che fa brillare la natura profonda dei metalli. La parola non è svilita a segno, ma ci regala l’ebbrezza dell’incomprensione”. Inizio spettacoli ore 21.00 (da giovedì a sabato), ore 18.00 (domenica)

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“Le scelte politiche non si possono processare”

Posted by fidest press agency su martedì, 4 febbraio 2020

“Quello della Lega è il più pericoloso e sovversivo degli argomenti contro l’assetto democratico sancito dalla Costituzione: per loro chi ha consenso non risponde alla legge. Ma le scelte politiche non sono affatto escluse dal vaglio della legge, è un dato di fatto scontato in qualsiasi democrazia liberale, in chiunque creda nella distinzione del potere esecutivo da quello giudiziario. La Lega vuole scardinare proprio questo principio basilare, creando un nuovo regime in cui chi ha un’ipotetica ‘investitura popolare’ può fare quello che gli pare a prescindere dalla legge. Tutto questo non è una novità: è scritto chiaro dai teorici delle cosiddette “democrazie illiberali”, ed è un motivo potente per fermare la Lega”. Lo afferma la deputata Debora Serracchiani, replicando al presidente del Fvg Massimiliano Fedriga, il quale oggi ha detto che “le scelte politiche non si possano processare”.

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Un ceppo di probiotici può migliorare la gestione delle coliche infantili

Posted by fidest press agency su martedì, 4 febbraio 2020

Secondo uno studio tutto italiano, condotto dai ricercatori dell’Università Federico II di Napoli, e pubblicato su Alimentary Pharmacology & Therapeutics, l’integrazione con il probiotico Bifidobacterium animalis subsp.lactis BB-12 (BB-12) è efficace nella gestione delle coliche infantili. Secondo gli esperti, l’effetto potrebbe derivare da meccanismi immunitari e non immunitari associati alla modulazione della struttura e della funzione della flora intestinale. «Il nostro studio offre le prove a sostegno di un ruolo importante del microbiota intestinale come bersaglio degli interventi contro le coliche infantili. È importante però sottolineare che questo studio si è occupato di un ceppo probiotico ben preciso e caratterizzato, e che i risultati non possono essere estrapolati per altri ceppi probiotici» spiega Roberto Berni Canani, autore senior del lavoro. I ricercatori hanno valutato il tasso di neonati con una riduzione di almeno il 50% della media giornaliera di pianto dopo 28 giorni di intervento con il BB-12. Gli esiti secondari sono stati il numero giornaliero di episodi di pianto, la durata del sonno, il numero di movimenti intestinali e la consistenza delle feci. Per valutare questi esiti, Berni Canani e colleghi hanno randomizzato 80 neonati sani, allattati esclusivamente al seno, con coliche infantili, a ricevere BB-12 o placebo per 28 giorni. Hanno anche valutato la struttura del microbiota intestinale e butirrato, beta-defensina-2 (HBD-2), catelicidina (LL-37), IgA secretorie (sIgA) e livelli di calprotectina fecale. A conti fatti, il tasso di neonati con riduzione di almeno il 50% della durata media giornaliera del pianto è risultato più alto nel gruppo trattato con BB-12, dalla fine della seconda settimana e nessun bambino è andato incontro a recidive dopo l’interruzione del trattamento. Il numero medio di episodi di pianto è diminuito in entrambi i gruppi, ma con un effetto maggiore nel gruppo BB-12. La frequenza media giornaliera delle feci è diminuita in entrambi i gruppi ma con un effetto significativamente maggiore nel gruppo BB-12, mentre la consistenza fecale è risultata simile tra i due gruppi. Infine, nel gruppo BB-12 si è osservato un aumento della presenza di Bifidobacterium, con una correlazione significativa con la riduzione del tempo di pianto, butirrato e HBD-2, LL-37 e valori di sIgA associati a una diminuzione del livello calprotectina fecale. Aliment Pharmacol Ther. 2019 Dec 3. doi: 10.1111/apt.15561
https://doi.org/10.1111/apt.15561 fonte: Doctor33.

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Scuola: Organi collegiali sempre deserti: i genitori vivono la scuola solo sui social

Posted by fidest press agency su martedì, 4 febbraio 2020

I genitori degli alunni si allontanano dalla scuola, ma solo fisicamente. Perché quando c’è da votare i loro stessi rappresentanti negli organismi collegiali (Consiglio d’istituto e Consigli di classe) sono sempre meno a presentarsi e a candidarsi. Mentre sui social media, l’argomento della formazione dei figli rimane tra i più trattati. L’assurdità è che nell’istruzione, a regolare la rappresentatività e la partecipazione democratica nella scuola dei genitori, come dei docenti e degli studenti, è ancora il Titolo I del DPR 31 maggio 1974 n. 416 sugli organi collegiali.Marcello Pacifico (Anief): “Quelle norme hanno fatto il loro tempo. Continuare a fare finta di nulla sta rendendo sempre più marginale il ruolo dei genitori e delle famiglie nelle decisioni scolastiche, che invece deve essere necessariamente vivo, perché altrimenti verrebbe meno quel patto di corresponsabilità che è alla base della frequenza proficua degli alunni a scuola. Inoltre, è sempre da quei decreti delegati che arrivò la spallata finale per l’avvio del processo di impiegatizzazione degli insegnanti, sia dal punto di vista retributivo sia a livello di funzione educativa e didattica, più imposta dall’alto e impossibile da mettere anche solo in discussione”.Nella scuola la politica dell’immobilismo sta portando frutti sempre più malati: perché quando una delle componenti centrali dell’educazione e della formazione degli alunni, quale è quelle delle loro famiglie, progressivamente si allontana dalla vita scolastica, sino a rasentare l’indifferenza, allora significa che è proprio giunta l’ora di intervenire: “quando c’è da mettere in discussione le decisioni di maestre e professori, i tribunali sono presi d’assalto dai ricorsi di mamme e papà che obiettano su tutto: rimandi e bocciature, valutazioni dei compiti e delle interrogazioni, fino al voto sulla condotta”, scrive in queste ore Repubblica.I dati dell’affluenza alle urne per il rinnovo dei rappresentanti negli organismi scolastici, spiega il quotidiano, è emblematico, perché “gli ultimi dati forniti dal ministero dell’Istruzione (quelli che compaiono nei Rav, Rapporti di autovalutazione degli istituti relativi al triennio 2019/2022) mostrano una partecipazione alla vita democratica delle scuole al minimo storico: meno di un genitore su dieci al voto nei licei, negli istituti tecnici e nei professionali; poco più di uno su 5 nel primo ciclo, scuole elementari e medie. Vent’anni fa, tra elementari e medie si recava al voto un genitore su tre, più di 13 su cento al superiore. E un decennio prima, nel 1989/1990, erano quasi 4 su dieci nel primo ciclo e 16 su cento alla secondaria”. I numeri la dicono lunga sulla necessità di andare a rivedere il Titolo I del DPR 31 maggio 1974 n. 416 sugli organi collegiali e la partecipazione democratica nella scuola, introdotti dall’allora ministro il democristiano Franco Maria Malfatti. “Come sindacato – dice Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief – riteniamo che quelle norme abbiano fatto il loro tempo. Se erano anacronistiche già nel 2000, quando è stata avviata la scuola dell’autonomia, figuriamoci nell’era dei social media e dell’interattività permanente”.“Di riforma dei decreti delegati del 1974 – continua Pacifico – si parla da vent’anni: prima durante il lungo mandato di Letizia Moratti, ma soprattutto nel 2015 con la Buona Scuola di Renzi. Solo che non se ne è mai fatto nulla. Da qualche anno, c’è una commissione permanente al Miur che sta provando a capire quali sono le esigenze, ma siamo sempre nell’orbita dei progetti. La verità è che le modifiche servirebbero anche per andare a incrementare il potere decisionale dei docenti. I quali, dopo gli studenti, rimangono indiscutibilmente gli attori principali, con delicate responsabilità formative e docimologiche”.

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Rapporto choc Eurispes: per un italiano su sei la Shoah non è mai esistita

Posted by fidest press agency su martedì, 4 febbraio 2020

La Shoah è (stata) una tragedia umana. La sua unicità è una costatazione, non un vanto. Una dolorosa realtà con cui ancora non si riesce a fare i conti.Per numero di morti, per modalità e perché lo sterminio dell’intero popolo ebraico era stato pianificato a tavolino e non fu la conseguenza di una guerra combattuta.Perché da una parte c’era la macchina di morte nazista, con armi e ferocia fuori dal comune. Dall’altra un popolo senza armi e costretto a scappare per salvare la vita.Ricondurre o paragonare altre tragedie umane alla Shoah non dà il giusto merito a nessuna, anzi, rischia di mettere tutto in un unico calderone, con il risultato di non rispettare le vittime e il dolore dei loro cari.La Shoah è (stata) tutto questo. Non per un italiano su sei, convinto che non sia mai esistita. Il dato è stato riportato nel rapporto Eurispes 2020, secondo cui c’è un altro 16,1 per cento di italiani che ne sminuisce l’importanza. Un rapporto choc, commentato così da Matteo Mauri, vice ministro dell’Interno:“Sono dati allarmanti che non dobbiamo sottovalutare. Il negazionismo continua ad infangare la memoria di questa tragedia”.Tragedia frutto di quell’antisemitismo che oggi sta infettando le nostre società. Un antisemitismo che però, come riporta l’Eurispes, secondo il 61,7 per cento degli italiani è figlio di casi isolati e non la spia di una piaga sociale.Ma c’è di più, perché secondo il 37,2 per cento i recenti episodi di odio antiebraico sono “bravate messe in atto per provocazione o per scherzo”.Il rapporto Eurispes non finisce di allarme. Secondo il quasi 20 per cento degli italiani “Mussolini è stato un grande leader che ha solo commesso qualche sbaglio”.“Qualche sbaglio”, come mandare al confino o far uccidere avversari politici o come promulgare le leggi razziali che poi aiutarono i nazisti nella deportazione degli ebrei italiani.
E questi sono solo due degli innumerevoli “sbagli” fatti da un leader politico che oggi provoca nostalgia in coloro che non hanno vissuto il Fascismo.

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Convegno “Andreotti e Gheddafi: il necessario dialogo italo-libico”

Posted by fidest press agency su martedì, 4 febbraio 2020

Roma 5 febbraio, presso la Sala Perin del Vaga dell’Istituto Luigi Sturzo (Via delle Coppelle 35, Roma), con inizio alle ore 17, si terrà il convegno dal titolo “Andreotti e Gheddafi: il necessario dialogo italo-libico”, organizzato in occasione della pubblicazione del volume “Andreotti e Gheddafi. Lettere e documenti 1983-2006” a cura di Massimo Bucarelli e Luca Micheletta con prefazione di Francesco Lefebvre D’Ovidio (Roma, Edizioni di Storia e Letteratura 2019).L’incontro, moderato da Nicola Antonetti in presenza dei curatori, vedrà le testimonianze di: Massimo D’Alema, Enzo Moavero Milanesi, Antonio Varsori, Umberto Vattani (fonte: Mercurpress)

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Abusi, maltrattamenti o condotte scorrette su minori

Posted by fidest press agency su martedì, 4 febbraio 2020

La scuola, gli oratori o parrocchie, e le strutture sportive: per circa 1 adulto su 4 e 1 ragazzo su 5, in Italia, sono questi i luoghi abitualmente frequentati da bambini e adolescenti dove maggiore può essere il rischio di subire comportamenti inappropriati, maltrattamenti e abusi da parte degli adulti. Minacce concrete alle quali i minori sono esposti soprattutto in Internet, considerato un luogo a rischio per circa 8 adulti e 7 ragazzi su 10. In un caso o nell’altro, tra i pericoli principali per i bambini la possibilità che vengano loro imposti rapporti fisici indesiderati (per il 50% sia degli adulti che dei ragazzi) o che vengano compiuti una serie di illeciti attraverso internet, tra cui la richiesta di inviare immagini intime in cambio di regali (secondo la metà dei ragazzi e 6 adulti su 10) o di diffonderle senza il consenso dell’interessato (60% degli adulti e la metà dei ragazzi). Sono solo alcune delle evidenze di un’inedita indagine ”Minori e percezione dei rischi” realizzata da Ipsos per Save the Children, l’Organizzazione internazionale che da oltre 100 anni lotta per salvare i bambini a rischio e garantire loro un futuro, di cui si discuterà oggi al Senato, a partire dalle ore 11:45 presso la Sala Caduti di Nassyria, in occasione della presentazione di un Manifesto in 10 punti, intitolato “10 in condotta!”, promosso da Save the Children per favorire nel nostro Paese l’adozione da parte di tutte le realtà che operano con i minorenni di un sistema di tutela, a partire da una Child Safeguarding Policy, che promuova un modello organizzativo di prevenzione e gestione di comportamenti scorretti da parte degli adulti di riferimento, afferenti all’Organizzazione o esterni. Dai dati dell’indagine Ipsos per l’Organizzazione, che oltre a sondare l’opinione di adulti e ragazzi a livello nazionale realizza un focus specifico su 8 regioni italiane[2], emerge invece che a un aumento della consapevolezza dei rischi non corrisponde ancora la messa in campo di misure in grado di proteggere concretamente i minori nei luoghi che normalmente frequentano. Più di 1 genitore su 4 in Italia afferma infatti che in palestra o in altri centri ricreativi i propri figli non abbiano mai ricevuto informazioni su cosa fare in caso di maltrattamenti, abusi o condotte inappropriate, e, rispetto alla scuola, 1 genitore su 3 e 1 ragazzo su 5 sono convinti che anche lì non esistano regole chiare per tutelare i minori.
Tra i luoghi fisici ritenuti maggiormente a rischio e dove i minori potrebbero essere vittime di comportamenti scorretti o abusanti da parte degli adulti figura soprattutto la scuola, insicura per il 28% degli adulti e il 21% dei ragazzi. Scuola a rischio soprattutto per i ragazzi in Sicilia (1 su 4), meno per i coetanei campani ed emiliani (16%). A rischio anche oratori per 1 adulto su 4 (quasi 1 su 3 in Campania, Toscana ed Emilia Romagna) e per 1 ragazzo su 5 (1 su 4 in Lazio, Lombardia e Sicilia), nonché la palestra, la piscina e altri centri sportivi, ancora insicuri per il 23% dei genitori e il 22% dei ragazzi italiani. Da segnalare in chiave positiva i gruppi scout considerati luoghi sicuri per il 93% dei ragazzi e per l’88% dei genitori.
“Nonostante sia cresciuta negli anni una sensibilità attorno al tema, ancora oggi chi dovrebbe cogliere i segnali di rischio spesso non è in grado di sapere come e a chi rivolgersi e troppi allarmi restano inascoltati. Vogliamo impegnarci – con il coinvolgimento di tutte le organizzazioni attive nella protezione dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza – nella realizzazione di un monitoraggio periodico e serrato del funzionamento di sistemi di tutela in tutti gli ambienti frequentati dai minori. Chiediamo alle istituzioni, nazionali e locali, che i sistemi di accreditamento e le procedure di affidamento di servizi educativi e ricreativi considerino l’attivazione di un sistema di tutela come requisito essenziale in tutti i servizi educativi e ricreativi. Allo stesso tempo, chiediamo che all’interno del sistema scolastico la tutela dei minori divenga un asse portante affinché ogni scuola sia sempre uno spazio di ascolto e di protezione per ogni bambino e bambina. Una violazione non è mai un fatto privato e se riguarda un minore è più che mai una responsabilità etica, oltre che legale, degli adulti in posizione fiduciaria non averlo saputo prevenire”, ha affermato Raffaela Milano.

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Libro. Elisabeth Filhol: Doggerland

Posted by fidest press agency su martedì, 4 febbraio 2020

Ottomila anni fa, una grande isola si trovava nel mezzo del Mare del Nord, la Doggerland. Margaret è una rinomata archeologa preistorica che ne ha fatto oggetto di studio e per essa ha sacrificato ogni cosa, anche l’amore per Marc Berthelot. Marc, sismologo, avrebbe potuto seguirla su questa strada, ma ha scelto il petrolio e ha lasciato il dipartimento di geologia di St Andrews per vivere una vita avventurosa sulle piattaforme offshore.
A vent’anni dalla fine della loro relazione, Marc e Margaret vengono invitati a una conferenza a Esbjerg, in Danimarca. È un’occasione per incontrarsi di nuovo. Ma la sera prima, il 5 dicembre 2013, la Gran Bretagna è messa in allarme rosso. L’uragano Xaver sta per abbattersi sul Nord Europa, acquistando sempre più potenza, risvegliando i fantasmi di Doggerland e riportando a galla ricordi sepolti da vent’anni… Si dice che la storia non si ripeta. Ma i geologi sanno che, per periodi molto lunghi, alcune forze continuano ad agire a distanza e sono in grado di risvegliare antichi vulcani, riaprire vecchie fratture e richiuderle. Pagine: 352 Traduzione dal francese di Giovanni BoglioloPrezzo: €18,00
Elisabeth Filhol è nata a La Rochelle. È laureata all’università di Parigi-Dauphine e vive ad Angers. Il suo primo romanzo, La Centrale (2010), vincitore del prix France Culture Télérama, si concentra sulle condizioni di lavoro dei lavoratori temporanei nell’industria nucleare. Nel 2014 pubblica Bois II, la storia di un gruppo di dipendenti che per salvare il proprio lavoro sequestrano il loro datore di lavoro. (Neri Pozza editore)

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Libro. Rae DelBianco: Ruvide bestie

Posted by fidest press agency su martedì, 4 febbraio 2020

Contea di Box Elder, Utah. Il cielo nero comincia appena a stemperarsi nel grigio nebuloso del mattino quando Wyatt Smith, ventitré anni, il viso scuro segnato dal vento, imbraccia il fucile e si inoltra nel campo bagnato di rugiada dove pascola la sua mandria. Superato un crinale, si arresta e rimane senza fiato. Una bestia, un bue di taglia media, è a terra, la fronte squarciata da una pallottola. Mentre nell’aria aleggia un acre odore di ferro, da dietro al bue una figura balza all’improvviso. Wyatt fa appena in tempo a gettarsi a terra prima che una scarica di colpi lo raggiunga, ferendolo al braccio e abbattendo altre bestie. La corsa affannosa nei boschi, il fango che appesantisce le gambe, le mani imbrattate di sangue… il giovane si getta all’inseguimento di un’ombra che fugge, finché dietro un acero, nascosto come un cerbiatto, scorge il tiratore: una ragazzina, alta poco piú di un bambino, con il viso impiastrato di fango e addosso una maglietta nera sporca, piena di buchi sulle spalle e sull’orlo. Per Wyatt è un gioco da ragazzi catturarla e condurla nel ranch. La ragazzina riesce però a liberarsi e a fuggire. Il bestiame è perduto e, con il bestiame, forse anche il ranch, su cui gravano pesanti ipoteche. Al giovane Smith non resta che mettersi sulle sue tracce, nella speranza di ottenere un qualche risarcimento. Dalle montagne di Box Elder fino alle cime della Monument Valley e ritorno, la caccia diventa un duro confronto con un paesaggio selvaggio e brutalmente spietato. Perché che cosa può esserci di piú inclemente del cielo inaridito dello Utah, che sbianca i teschi, pesta la sabbia nei pascoli e non offre riparo all’arida arsura del deserto del Great Salt Lake? Acclamata come l’erede di Cormac McCarthy, in questo folgorante esordio Rae DelBianco «ritrae il caos e la spavalderia del nuovo West» (Julia Glass) in un romanzo «furioso ed elettrico…popolato di sopravvissuti e sognatori falliti» (Publishers Weekly).Pagine: 320
Tradotto da: Francesca Cosi, Alessandra Repossi Prezzo: €18,00
Rae DelBianco è cresciuta nella contea di Bucks, in Pennsylvania, dove si è dedicata all’allevamento di bestiame sin dall’età di quattordici anni. Ha frequentato la Duke University con una borsa di studio, laureandosi nel 2014. Vive a Mountainside, nel New Jersey, con la nonna di 88 anni. Negli ultimi quattro anni si è dedicata alla stesura di Ruvide bestie, che è il suo primo romanzo. (Neri Pozza editore)

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Libro. Christopher Lasch: La cultura del narcisismo

Posted by fidest press agency su martedì, 4 febbraio 2020

In questo saggio corrosivo Christopher Lasch esamina le manifestazioni ideologiche e pratiche di un individualismo esasperato che si diffonde a livello di massa e impregna stili e comportamenti della vita quotidiana. Lo scenario è l’America degli anni Settanta, una società che assiste al declino dei valori che avevano nutrito il suo vitalismo ottimista. Ma gli Stati Uniti rappresentano ancora una volta un modello cui vanno conformandosi i paesi sviluppati dell’Occidente: nell’inversione di tendenza della cultura americana risulta facile riconoscere molti dei tratti che qualificano il nostro contesto sociale.
Con continui slittamenti dalla fenomenologia del costume alla storia, dalla letteratura alla psicologia, Lasch argomenta con sferzante vivacità il rifiuto di ogni forma politica e la deriva narcisistica a cui hanno concorso i fallimenti dell’ideologia liberale da un lato e la massificazione degli slogans controculturali del permissivismo e dell’antiautoritarismo dall’altro. Un’attualissima, suggestiva e provocatoria critica della società. Pagine: 304 Traduzione dall’inglese di Marina Bocconcelli Prezzo: €18,00
Christopher Lasch (1932-1994) è stato uno dei maggiori storici delle idee del Novecento. Tra le sue numerose opere ricordiamo: La cultura del narcisismo (Bompiani, 1981), Il paradiso in terra. Il progresso e la sua critica (Neri Pozza, 2016), La rivolta delle élite (Neri Pozza, 2017) e L’io minimo (Neri Pozza, 2018). Neri Pozza editore)

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Libro. Renzo Paris: Miss Rosselli

Posted by fidest press agency su martedì, 4 febbraio 2020

In via del Corallo 25, a Roma, nei pressi di piazza Navona, si sale su per una scala abbastanza anonima per accedere, all’ultimo piano, al minuscolo appartamento mansardato in cui abitava Amelia Rosselli. L’11 febbraio 1996, la poetessa, nata a Parigi dall’esule antifascista Carlo Rosselli e dall’inglese Marion Catherine Cave, aprí la finestra di quell’appartamento e, una volta sul balconcino, scavalcò l’inferriata e si lasciò cadere dal quinto piano giú nel cortile. Concluse cosí la sua vita, una vita sprofondata nel mare nero dell’inconscio, dal quale soltanto con la poesia le era stato permesso talvolta di riaffiorare. Donna di «una stravaganza sfuggente e ridanciana», come ha scritto Sandra Petrignani, Amelia Rosselli «raccontava di sé senza reticenze, con la sincerità incandescente che hanno i poeti». Col suo accento inglese, arrotava la erre e parlava degli spettri che affollavano la sua mente e che, come diretti discendenti dei cagoulards, i fascisti francesi che avevano accoltellato suo padre e suo zio, la perseguitavano. Camuffava, però, per pudore la sua schizofrenia e taceva dei suoi soggiorni in cliniche rimaste misteriose per gli amici. Era tuttavia una star della poesia, venerata da tutti, circondata da una cerchia di amici fedeli negli anni in cui, a Roma, si veneravano i poeti. Come parlare della vita di una poetessa vissuta in un’epoca di giganti della poesia? Come restituire la sua intensa vita interiore che a poco a poco si sostituí a quella reale, facendola a pezzi? Renzo Paris, che, con Dario Bellezza, apparteneva alla cerchia piú intima degli amici di Amelia Rosselli, si tiene lontano, in questo libro dedicato all’autrice di Variazioni belliche, Sleep e altre celebri raccolte, dal mero racconto della vita esteriore di una poetessa che, come Paul Celan, fu oggetto, come ebbe a dire Franco Fortini, di «un’equivoca mitizzazione», sfociata sovente in «una inesorabile produzione di kitsch critico-poetico». Nella figura di Amelia Rosselli, nello stesso mare nero della sua vita interiore, traspare in queste pagine la «sterminata antichità» della poesia che, nella seconda metà del secolo trascorso, fece sentire la sua voce sulle sponde del Tevere. In tal modo, attraverso il volto di Miss Rosselli, Renzo Paris si fa in questo libro «custode di un mondo scomparso, evocatore di un’ombra», in attesa dei suoi futuri testimoni. Pagine: 208 Prezzo: €18,00
Renzo Paris è nato a Celano nel 1944. Vive a Roma dal 1955. Poeta, romanziere e critico, tra le sue opere ricordiamo la raccolta di poesia Album di famiglia e i romanzi: Cani sciolti, La croce tatuata e La vita personale, oltre a La banda Apollinaire e le biografie romanzate dedicate a Alberto Moravia, Ignazio Silone, Pier Paolo Pasolini. Ha insegnato letteratura francese nelle università di Salerno e di Viterbo. Ha tradotto e curato le poesie di Apollinaire e Corbière per gli Oscar Mondadori. Collabora con Il Manifesto, L’Espresso e Il Venerdí di Repubblica. (Neri Pozza editore)

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