Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 244

Archive for 5 febbraio 2020

Giornata mondiale per la sicurezza in Rete

Posted by fidest press agency su mercoledì, 5 febbraio 2020

11 febbraio 2020 si festeggia la Giornata mondiale per la sicurezza in Rete istituita e promossa dalla Commissione Europea. Sarà pianificato, in tutto il territorio nazionale, un ricco calendario di iniziative formative e d’informazione che scuole di ogni ordine e grado organizzeranno per promuovere un utilizzo sicuro e protetto della rete internet. L’obiettivo principale di questa giornata è quello di far riflettere non solo i giovani e le famiglie sull’uso consapevole della rete ma anche sul ruolo attivo e responsabile che le aziende devono adottare per rendere la rete un luogo sicuro e positivo.Netgear, azienda leader nell’innovazione e nel connettere le persone a internet, è da tempo impegnata nello sviluppo di servizi che siano in grado di supportare concretamente le persone nella gestione consapevole di Internet.La maggior parte dei sistemi WiFi e router Netgear supporta infatti due servizi innovativi che possono aiutare le famiglie a proteggere i propri figli, se stessi e la propria casa
Circle®: un sistema di Parental Control integrato e davvero semplice per gestire i contenuti e il tempo online dei figli su qualsiasi dispositivo connesso. I genitori possono monitorare in qualsiasi momento i dispositivi connessi alla rete, attivando semplici ma fondamentali funzionalità. Con Circle® è possibile visualizzare la cronologia di navigazione, controllare quali siti vengono consultati o come vengono utilizzati i vari social network, impostare limiti di tempo alla navigazione che viene interrotta una volta superata l’ora prestabilita oppure, concedere ai propri figli restrizioni di tempo online meno severe, premiandoli posticipando il momento della buonanotte.Armor™ by Bitdefender: un sistema per la sicurezza informatica che garantisce la protezione da virus, malware, password rubate, furto d’identità e attacco hacker, di tutti i dispositivi connessi a Internet dalla propria rete domestica, sia che essi si trovino all’interno della casa sia in mobilità. La particolarità di questo sistema di sicurezza avanzato è che protegge tutta la rete. Questo significa che non si limita a proteggere il singolo dispositivo ma anche tutti i dispositivi collegati come telecamere di videosorveglianza, baby monitor o smart speaker e tutti i dispositivi collegati alla rete domestica, rendendoli di fatto sicuri. Ogni volta che Armor™ by Bitdefender rileva una minaccia o un dispositivo sconosciuto si collega alla rete, invia una notifica istantanea sul telefono.

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Boehringer Ingelheim Italia è Top Employer Europe e Top Employer Italia

Posted by fidest press agency su mercoledì, 5 febbraio 2020

Boehringer Ingelheim Italia, per il secondo anno consecutivo, è stata ufficialmente certificata da Top Employers Institute “Top Employer Europe 2020” e “Top Employer Italia 2020”, per le proprie eccellenze nelle condizioni di lavoro.Le aziende certificate Top Employer si distinguono per l’impegno a fornire le migliori condizioni di lavoro ai propri collaboratori e per l’attuazione di Best Practice focalizzate sullo sviluppo e sul benessere delle persone. Top Employers Institute esamina l’implementazione di queste Best Practice HR e come vengono supportate attraverso strumenti di Strategy, Ownership, Practices, Measurement and Technology.Il fattore comune delle aziende Top Employer è quello di essere impegnate a creare e sviluppare le proprie strategie, con esperienze d’eccellenza, mirate a creare un ambiente e condizioni di lavoro in grado di favorire la crescita e lo sviluppo dei propri collaboratori.
“Siamo un’azienda che opera nel campo della salute e per noi il paziente è la figura centrale delle nostre attività. Nei valori fondamentali della cultura aziendale di Boehringer Ingelheim c’è lo stesso approccio per il benessere dei collaboratori, che si devono sentire elementi “centrali” per l’azienda – dichiara Antonio Barge, Direttore HR di Boehringer Ingelheim Italia – Per conciliare le responsabilità professionali con la vita oltre il lavoro, abbiamo scelto una gamma diversificata di servizi e abbiamo voluto dare segnali significativi: ad esempio, siamo stati pionieri nel lavoro da casa introducendolo già molti anni fa e, da due anni, in termini di smart working, ogni collaboratore con attività di ufficio, con qualsiasi inquadramento organizzativo, è libero di lavorare da casa senza alcun limite massimo di giorni lavorativi/anno. Ovviamente questo è possibile solo con uno stretto rapporto di fiducia tra i collaboratori ed i propri capi, ma è altrettanto vero che un collaboratore che si sente responsabilizzato esprime performance migliori”.Per quanto riguarda il 2019, in Boehringer Ingelheim Italia la percentuale di coloro che hanno usufruito dello smart working, sul totale dei potenziali utilizzatori, è stata del 60% circa ed il trend è in continua crescita.“Certa che la partecipazione a iniziative di genere formativo e ricreativo possano aiutare ad incrementare il benessere della persona, con riflessi positivi ed innovativi sull’approccio all’attività lavorativa, l’azienda ha, poi, definito un programma chiamato LiberaMente – continua Antonio Barge – attraverso il quale il collaboratore può usufruire di voucher per l’acquisto di biglietti per concerti, cinema, spettacoli teatrali ed altro ancora.””Per continuare ad essere un’azienda innovativa abbiamo bisogno di persone che guardino avanti, che portino nuove idee in azienda, per questo puntiamo anche ad una leadership sempre più partecipativa, in quest’ottica abbiamo realizzato nel 2019 un hackathon aperto a tutti i collaboratori che hanno voluto cimentarsi nel portare proposte, progetti e soluzioni innovative nella nostra quotidianità.” – conclude Antonio Barge.

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Le insolvenze commerciali nel Regno Unito potrebbero crescere ancora

Posted by fidest press agency su mercoledì, 5 febbraio 2020

Si prevede che le insolvenze continueranno a crescere nel Regno Unito, con un aumento del 7% o maggiore nel 2020. Allo stesso modo, è atteso un aumento delle insolvenze in gran parte dell’Europa, sebbene a un ritmo più moderato. Le insolvenze nel Regno Unito sono cresciute in modo significativo dal 2018, aumentando di un altro 8% su base annua nel 2019. Il settore del commercio al dettaglio continua a registrare un numero maggiore di insolvenze a causa della minore fiducia dei consumatori e delle dinamiche proprie del settore. Data la forte dipendenza dalle opportunità stagionali, i rivenditori spesso guardano alle vendite di dicembre per migliorare il fatturato. Purtroppo le vendite al dettaglio sono complessivamente diminuite a novembre e dicembre, secondo il British Retail Consortium.Per i settori che dipendono dalle importazioni, in particolare l’alimentare e l’agricoltura, la Brexit continua a rappresentare una minaccia di maggiori costi di importazione e logistici che potrebbero essere difficilmente assorbiti. Il settore delle costruzioni, a sua volta, è già colpito da investimenti alquanto deboli, e la minaccia dell’aumento dei costi per attrarre lavoratori, insieme alla perdita di manodopera qualificata composta da cittadini europei che lavorano nel Regno Unito, potrebbero aumentare ulteriormente il rischio di insolvenza.Impatto più moderato sull’UE, ma aumentano i rischi al ribasso. Nel resto d’Europa, invece, l’impatto sulle insolvenze sarà più moderato, a parte quei Paesi con legami commerciali più stretti con il Regno Unito, come l’Irlanda, che hanno maggiori probabilità di essere esposte al rischio. L’impatto sulle insolvenze per altri importanti partner commerciali come Belgio, Paesi Bassi e Danimarca, e per il resto dell’Europa, dovrebbe essere visibile ma più limitato. Per quanto riguarda l’Italia, l’impatto diretto della Brexit sarà verosimilmente più limitato rispetto ad altri partner commerciali, data la minore incidenza dell’interscambio commerciale e degli investimenti.Comunque, il clima rimane instabile e, nel complesso, il rischio di fallimenti aziendali è più elevato rispetto alle probabilità di un impatto più modesto. Si prevede che i settori industriali con una forte dipendenza dalle esportazioni nel Regno Unito, come quello automobilistico, tessile e dei beni ad alto valore tecnologico, subiranno un impatto più significativo.Mentre le previsioni economiche generali rimangono modeste, le singole imprese continuano a conseguire successi, e quindi non deve essere sottovalutata l’opportunità di crescita commerciale, sia durante che oltre il periodo di transizione. Una delle chiavi del successo è una solida strategia di gestione del rischio, che combina l’accesso a una business intelligence affidabile per consentire un processo decisionale consapevole e la capacità di proteggere l’azienda dai rischi commerciali.

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Insolvenze: possibili scenari post-Brexit secondo Atradius

Posted by fidest press agency su mercoledì, 5 febbraio 2020

Amsterdam. A oltre tre anni dal voto per la Brexit, Regno Unito e Unione Europea si sono separati con un accordo strutturato di recesso. Venerdì 31 gennaio 2020 a mezzanotte (CET), l’uscita del Regno Unito è diventata realtà. Mentre ora l’attenzione si rivolgerà alle future relazioni commerciali tra il Regno Unito e l’Europa, gli impatti economici a breve termine per il Regno Unito continuano a creare difficoltà alle imprese.Archiviata la Brexit, il Regno Unito può ora iniziare a negoziare nuovi accordi commerciali, il più importante dei quali riguarda le future relazioni commerciali con l’UE. Gli attuali accordi restano in vigore fino al 31 dicembre 2020. Tuttavia, i tempi stretti rendono come più probabile solo un accordo limitato, che potrebbe potenzialmente comportare una tormentata revisione nel 2021. Inoltre, se le due parti non riuscissero a negoziare un accordo commerciale entro la fine del periodo di transizione, rischierebbero di ricadere sotto regole del WTO. Le pressioni sul contesto economico e le incertezze sottostanti continuano a mettere a dura prova il Regno Unito e tutti i mercati dell’UE.Il lungo periodo di incertezza ha creato un sentimento negativo, che persisterà probabilmente nel 2020 in assenza di indicazioni certe sulle future relazioni commerciali tra Regno Unito e UE. Dopo la stagnazione nel 2019, prevediamo che gli investimenti delle imprese nel Regno Unito rimangano stabili anche quest’anno, a causa della bassa fiducia e l’elevata incertezza. La crescita economica del Regno Unito dovrebbe rallentare all’1,0% nel 2020, in parte attenuata dal sostegno fiscale e monetario delle banche centrali. Molte imprese già significativamente debilitate da condizioni di volatilità iniziate con il referendum 2016, rimangono soggette al rischio insolvenza.

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Friend of the Sea and Friend of the Earth Launches Petition to Ban China’s Wildlife Food Markets

Posted by fidest press agency su mercoledì, 5 febbraio 2020

Friend of the Earth and Friend of the Sea, the preeminent worldwide food certifications have launched a petition asking the Chinese government to permanently close markets that sell wildlife for food. The petition is a response both to the recent outbreak of the deadly Coronavirus, which has been traced to China’s wildlife markets, and the over all environmental damage these markets are causing. China has announced a temporary, immediate ban on wild animal trading, but Friend of the Earth and Friend of the Sea would like to see the ban become permanent.“We applaud China’s decision to place a short-term ban wildlife trading, but the ban should be forever,” said Paolo Bray, Director of Friend of the Earth. “The ban should include not only wet markets, but supermarkets restaurants and e-commerce platforms. Wild animals belong in nature.” The NGO plans to send all the signatures to the Chinese government with the suggestion that they become the world’s new wildlife conservation leader.
As of January 30, 2020, more than 8124 cases of the Wuhan Coranavirus have been confirmed in China, causing more than 171 deaths. The virus is becoming a worldwide threat as dozens of confirmed cases arise in 14 places outside of mainland China, including at least five in the US, according to CNN. The Coronavirus is a zoonotic disease that can be transmitted from animals to human. The outbreak comes probably from a snake and has been traced to a market in Wuhan known for selling wild animals for consumptions including dogs, turtles, bats, snakes, giant salamander, crocodiles, hedgehogs and marmots.China is the world’s largest market for wildlife products, which is estimated to be a $20 billion global enterprise—fourth insize only after the illegal drug trade, human smuggling and illegal weapons trafficking. Bray added, “Wildlife trafficking undermines human security in resource-dependent local communities, severely harms the way of life of indigenous people and causes substantial economic losses.”If these wildlife markets persist, we will continue to face heightened risks from emerging new lethal viruses and pandemic spread.

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