Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 106

Archive for 9 febbraio 2020

Trump “padrone” del Senato e delle istituzioni?

Posted by fidest press agency su domenica, 9 febbraio 2020

By Domenico Maceri. “Credo che il presidente della Corte Suprema abbia presieduto in maniera ammirevole”. Così Adam Schiff, il leader dei “manager” democratici al processo di impeachment di Donald Trump mentre difendeva John Roberts dalla domanda scomoda della senatrice Elizabeth Warren, democratica del Massachusetts. La Warren aveva chiesto se la poca fiducia degli americani sul governo con il rifiuto dei senatori repubblicani di permettere l’uso di testimoni mettesse in dubbio anche la legittimità di Roberts, della Corte Suprema e della Costituzione. La Warren mandava con la sua domanda una stoccata a Roberts il quale da presidente del processo poteva forzare la questione dei testimoni e costringere i senatori repubblicani a cedere. Roberts si è trovato in imbarazzo ma ha continuato nella sua condotta puramente formale, senza alcuna intenzione di prendere parte attiva al processo. Ha reiterato inoltre che in caso di un voto di parità lui non sarebbe intervenuto come tipicamente fa il vicepresidente degli Stati Uniti che funge da presidente del Senato, eccetto nel caso dell’impeachment.La scomoda domanda di Warren ha messo alla luce la questione dell’indipendenza del Senato ma anche della legittimità delle altre istituzioni che nell’era di Trump sono state erose per i comportamenti e la politica dell’attuale inquilino della Casa Bianca. A cominciare dal Senato che ha votato per assolverlo senza fare uso di testimoni, condotto da Mitch McConnell, senatore del Kentucky e leader della maggioranza repubblicana, in completa sintonia con i desideri del presidente in carica, ossia l’imputato. Un processo di impeachment completamente di parte finito con l’assoluzione di Trump con 52 voti repubblicani contro 48 contrari (47 democratici e Mitt Romney, senatore dell’Utah, unico repubblicano). L’ombra del 45esimo presidente pesava sui senatori repubblicani, molti dei quali temono l’ira e il potere di Trump, concedendogli illimitata libertà di operare, senza contrappesi legali o etici.L’influenza di Trump sul Senato e il suo partito però va oltre raggiungendo le altre istituzioni che con la sua politica e linguaggio fuori dalle righe continua a destabilizzare e sbilanciare per i suoi benefici personali e politici. La resistenza che si oppone ai feroci attacchi delle istituzioni di Trump continua a rimanere debolissima. Anche nei suoi attacchi al sistema giudiziario si sentono voci contrarie ma flebili da non avere l’effetto positivo necessario. Trump, per esempio, aveva attaccato persino Roberts nel 2016 quando gli ha addossato la responsabilità di Obamacare, la riforma sulla sanità dell’ex presidente Barack Obama. Va ricordato che il presidente della Corte Suprema aveva salvato l’Obamacare votando con i giudici liberal con un risultato di 5 a 4. Inoltre, nel mese di novembre dell’anno scorso, Trump aveva anche attaccato il giudice Jon Tigar per una sua decisione contraria sulla questione dell’immigrazione alla frontiera col Messico. Il 45esimo presidente aveva etichettato Tigar di essere un giudice di Obama. Il commento era eccessivo persino per il reticente Roberts il quale ha ribattuto che non esistono giudici di “Obama, di Trump, di Bush o di Clinton”, aggiungendo che i magistrati sono indipendenti a prescindere di chi li ha nominati.Ma anche quando Trump controlla l’amministrazione e nomina i leader delle istituzioni gli attacchi continuano se non è completamente soddisfatto. Lo ha fatto con i suoi feroci attacchi a Jeff Sessions, nominato dal 45esimo presidente a procuratore generale nel 2017 ma licenziato l’anno dopo perché non aveva bloccato l’indagine di Russiagate. Prima del licenziamento però Trump lo aveva insultato in pubblico con tweet velenosi.La Fbi è anche un’altra istituzione che Trump ha preso di mira con i suoi tweet. Paradossalmente le cose non sono cambiate dal suo punto di vista nonostante il fatto che i vertici dell’agenzia sono stati nominati dallo stesso Trump. In modo simile, l’attuale inquilino della Casa Bianca ha anche messo da parte i servizi di intelligence poiché non ha creduto la loro analisi secondo cui la Russia ha interferito nell’elezione americana del 2016.Trump però va al di là delle istituzioni creando infatti alternative per condurre i suoi affari personali e politici come ci dimostra il caso di Rudy Giuliani, ex sindaco di New York, e in tempi recenti legale del presidente. Giuliani è stato coinvolto nelle ricerche di trovare informazioni negative su Joe Biden in Ucraina presentandosi non solo come rappresentante di Trump con i funzionari di questo governo europeo ma suggerendo anche di rappresentare ufficialmente gli Stati Uniti. Lo sappiamo infatti perché Trump nella sua telefonata al presidente ucraino Volodymyr Zelensky lo informa che dirà a Giuliani di telefonargli per la questione delle indagini su Biden. Perché Trump usava il suo avvocato personale per la politica diplomatica americana? Trump evidentemente non ha completa fiducia nelle istituzioni e nei suoi funzionari che lui spesso assume in maniera superficiale.Trump in effetti fa di tutto per riformare le istituzioni a suo piacere poiché non crede al sistema che lui cerca di smantellare, conquistandosi campo libero con le proprie regole per i suoi scopi. Le istituzioni però esistono e continuano ad operare. Il Senato non lo ha condannato per la sua azione illegale sull’Ucrainagate. Nell’elezione di midterm del 2018 gli elettori lo hanno però “condannato”, consegnando la maggioranza della Camera ai democratici. Sarà “condannato” di nuovo nell’elezione di novembre di quest’anno? Domenico Maceri, PhD, è professore emerito all’Allan Hancock College, Santa Maria, California.

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Temperature record registrate in queste ore in Antartide

Posted by fidest press agency su domenica, 9 febbraio 2020

“Sono davvero scioccanti, ma purtroppo non ci sorprendono, dal momento che questa regione si sta riscaldando
insieme al resto del Pianeta». Così Frida Bengtsson, a capo di una spedizione scientifica di Greenpeace in corso nell’Oceano Antartico, commenta quanto rilevato dalla base di ricerca argentina Esperanza. «Per proteggere l’Antartide e altri ecosistemi unici come questo, dobbiamo smettere di bruciare combustibili fossili e sottoscrivere un nuovo trattato globale che permetta di tutelare almeno il 30 per cento dei nostri oceani dagli impatti delle attività umane», conclude Bengtsson.

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Un’agenzia europea contro il riciclaggio dei soldi sporchi

Posted by fidest press agency su domenica, 9 febbraio 2020

Il riciclaggio dei soldi sporchi, il trasferimento di finanze generate da atti criminali e ovviamente di origine ignota, da tempo è diventata una vera emergenza internazionale e europea. Il crimine organizzato, il traffico di droga, il terrorismo internazionale e certe forme illegali di speculazioni finanziarie prosperano se il riciclaggio di soldi opera indisturbato. Il potere del crimine è nella sua capacità di violare le leggi e di indebolire la società civile. La minaccia diventa più pericolosa e intollerabile quando si riesce a trasformare i soldi sporchi in attività legali e a controllarle. In Italia sappiamo bene come e quanto le varie mafie abbiano penetrato settori importanti dell’economia.
Sembra che l’Unione europea si stia finalmente muovendo per un significativo rafforzamento delle misure contro il riciclaggio, l’anti-money laundering (AML). Poco prima delle vacanze di Natale, i ministri delle Finanze dell’Ue, nel loro meeting Ecofin, hanno dato mandato alla Commissione europea di studiare la creazione di una struttura indipendente, dotata dei necessari poteri di azione, per combattere il fenomeno in modo centralizzato ed efficace. Prima dell’estate, la Commissione dovrebbe elaborare una proposta di legge da sottoporre al Parlamento e al Consiglio europeo. Sul tema l’Ecofin era stato preparato da un incontro, organizzato qualche giorno prima, da sei ministri delle Finanze, con un’attiva partecipazione dell’Italia. Certamente in Europa non mancano strutture e legislazioni per combattere il riciclaggio. Il problema, però, è che la supervisione delle banche e degli altri enti riguardo al riciclaggio è governata dalle autorità nazionali di ogni singolo Stato membro, ognuno con le proprie leggi e le proprie capacità d’intervento. In Italia con il secondo governo Prodi fu approvata una buona legge in merito.
Si tratta di un’ovvia debolezza e di un’evidente contraddizione rispetto al fatto che si opera nell’area euro e in un unico mercato. La Banca centrale europea ha già il compito sovranazionale di controllare le banche d’importanza sistemica con attivi superiori a 30 miliardi di euro. Le altre banche, invece, sono controllate dalle autorità nazionali. Il crimine organizzato di solito preferisce utilizzare quest’ultime.Di conseguenza, pensiamo che creare un “supervisore dei supervisori” non sarebbe la risposta più opportuna ed efficace. Come già visto in passato, si genererebbe un processo troppo farraginoso e poco incisivo. Lo stesso accadrebbe se si lasciasse questo compito in seno all’attuale Autorità bancaria europea, come alcuni vorrebbero. Si ricordi che molte operazioni di riciclaggio sono fatte tramite strutture finanziarie non bancarie, il cosiddetto shadow banking, che non è sottoposto agli stessi controlli applicati alle banche. Inoltre, dette operazioni di riciclaggio potrebbero essere fatte sempre più da entità completamente fuori dal sistema bancario e finanziario. Noi pensiamo che si dovrebbe creare una sorta di Interpol europea, un’agenzia indipendente con un mandato specifico e con adeguati poteri per operare sull’intero territorio europeo e contrastare la crescente espansione del riciclaggio. Il Parlamento europeo dovrebbe definirne al più presto i compiti e le regole.
Negli anni passati, purtroppo, l’Europa è dipesa, in modo imbarazzante, dalle informazioni e dalle iniziative americane nel contrasto al riciclaggio. Il 2018 è stato un anno pieno di casi importanti, però con provvedimenti tardivi e poco sanzionati. Basti ricordare la chiusura della banca ABLV in Lettonia, le indagini sulla Danske Bank in Danimarca e in Estonia e la multa più alta della storia europea comminata alla banca ING olandese. Tutti casi che provano la “pochezza” europea nella lotta per colpire l’uso di soldi sporchi. Ma nessun paese europeo può ritenersi irreprensibile.
La dimensione del fenomeno è certamente enorme. Poiché è difficile quantificarlo, sono stati fatti pochi studi. L’agenzia intergovernativa FATF, il Gruppo d’azione finanziaria, decisa a suo tempo dal G7, riporta che nel 1998 il Fondo Monetario internazionale ne stimava l’ammontare tra il 2 e il 5% del pil mondiale. A quella data si trattava di una forbice tra 590 e 1.500 miliardi di dollari. Nel 2009 una ricerca dell’Ufficio dell’ONU sulle droghe e il crimine organizzato (UNODC) affermava che il riciclaggio fosse di1.600 miliardi di dollari circa, pari al 2,7% del pil mondiale.
In Italia l’Unità di informazione finanziaria (UIF) presso la Banca d’Italia riporta che vi è un significativo aumento delle segnalazioni da parte del sistema bancario di operazioni sospette. (Mario Lettieri già sottosegretario all’Economia e Paolo Raimondi economista)

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Pd: Serracchiani, Governo in tensione fa male all’Italia

Posted by fidest press agency su domenica, 9 febbraio 2020

“Tenere il Governo in questo stato di tensione continua fa male all’Italia, che ha bisogno di riferimenti saldi e chiari, di una guida sicura. E logora il Pd che perde troppo tempo ed energie a parare attacchi e cercare faticosi punti di mediazione con chi, magari, non ha interesse a trovarli”. Lo scrive sulla sua pagina facebook la vicepresidente dell’Assemblea nazionale del partito Debora Serracchiani.
“Dobbiamo chiarirci – continua – e far arrivare fuori di qui un messaggio inequivocabile: il Governo è uno strumento non un fine. Se siamo d’accordo su questo, il Governo deve fare le cose che servono, e farle bene. Se invece per qualcuno è luogo su cui far piovere proiettili mediatici lanciati da qualche piazza o da qualche studio televisivo, io dico che a questo non dobbiamo rassegnarci. Non è giusto, non è quello che abbiamo detto agli italiani, ai nostri elettori e ai nostri militanti. Non gli abbiamo detto che andavamo a subire diktat o prendere lezioni, né di populismo né di garantismo. Dunque – conclude Serracchiani – bisogna correggere la rotta”.

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A migliaia costretti alla fuga dalla recrudescenza delle violenze nel Mozambico settentrionale

Posted by fidest press agency su domenica, 9 febbraio 2020

L’UNHCR, l’Agenzia delle Nazioni Unite per i Rifugiati, sta intensificando la risposta nella provincia di Cabo Delgado, in Mozambico, dove il recente riacutizzarsi delle violenze ha costretto migliaia di persone a fuggire per mettersi in salvo. Sono almeno 100.000 le persone attualmente sfollate in tutta la provincia.Nei mesi passati si è registrato un drastico aumento di aggressioni brutali perpetrate da gruppi armati, con le ultime settimane rivelatesi il periodo più instabile dagli incidenti scoppiati nell’ottobre del 2017. In totale, nella provincia sono stati registrati almeno 28 attacchi dall’inizio dell’anno. Attualmente, risultano aggressioni commesse in nove dei sedici distretti di Cabo Delgado. La provincia è una delle aree meno sviluppate del Paese. Le violenze si stanno ora verificando anche nei distretti meridionali di Cabo Delgado, spingendo le persone a fuggire verso Pemba, il capoluogo della provincia. Uno degli incidenti più recenti è avvenuto a soli 100 km da Pemba.Gruppi armati hanno colpito in modo casuale i villaggi locali terrorizzando la popolazione. Le persone in fuga riferiscono di omicidi, mutilazioni, torture, case date alle fiamme, e coltivazioni ed esercizi commerciali distrutti. L’UNHCR ha raccolto testimonianze di decapitazioni, rapimenti e sparizioni di donne e bambini. Talvolta, gli aggressori avvertono la popolazione locale comunicando luogo e ora in cui colpiranno, creando così il panico e spingendo le persone a fuggire in fretta e furia dai villaggi. La maggior parte si lascia tutto alle proprie spalle, non avendo tempo di prendere effetti personali, cibo o documenti d’identità. Al momento sono centinaia i villaggi dati alle fiamme o completamente abbandonati per la campagna a tutto campo di indiscriminato terrore condotta dagli aggressori. Anche le istituzioni governative sono state oggetto di attacchi.I civili sono fuggiti in diverse direzioni, anche verso piccole isole in cui molti non hanno un alloggio in cui vivere. Alcuni, tra cui numerosi bambini e donne, dormono all’aperto e hanno accesso limitato all’acqua potabile. La maggior parte degli sfollati interni (internally displaced persons/IDP) ha trovato riparo presso famiglie o amici andando, così, a incrementare la pressione sulle già scarse risorse locali. Molti sfollati vivono in condizioni estremamente precarie. Il mese scorso, sei persone sono morte di diarrea sull’isola di Matemo.In risposta al rapido aggravarsi della situazione, e su richiesta del Governo del Mozambico rivolta a tutte le agenzie umanitarie, l’UNHCR sta estendendo la propria presenza su tutta la provincia per rispondere in modo più efficace alle crescenti esigenze della popolazione sfollata. Molti sono sopravvissuti a violenze e violazioni dei diritti umani e necessitano urgentemente di protezione e sostegno psicosociale.L’UNHCR contribuirà al coordinamento di tutte le attività di protezione in partenariato col Governo. L’Agenzia, inoltre, nelle prossime settimane dispiegherà personale e aiuti supplementari per soddisfare le necessità, inizialmente a beneficio di 15.000 IDP e delle comunità di accoglienza.Molte delle aree colpite dagli attacchi erano state devastate dal ciclone Kenneth nell’aprile 2019. In quell’occasione, circa 160.000 persone erano state direttamente interessate e hanno necessità di assistenza. Gli abitanti di Cabo Delgado, inoltre, sono stati gravemente colpiti da recenti inondazioni che hanno distrutto i ponti, limitandone ulteriormente l’accesso a cibo e ad altre risorse.L’UNHCR chiede che sia garantito con urgenza un sostegno deciso volto a consentirle di intensificare l’intervento in Mozambico. Nel frattempo, l’Agenzia impegnerà 2 milioni di dollari dalle proprie riserve operative per rispondere alle esigenze iniziali.

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UNHCR: porre fine alle allarmanti condizioni che affliggono le isole Egee

Posted by fidest press agency su domenica, 9 febbraio 2020

L’UNHCR, l’Agenzia delle Nazioni Unite per i Rifugiati, esorta la Grecia a intensificare gli sforzi per porre fine alle allarmanti condizioni di sovraffollamento e di precarietà in cui vivono i richiedenti asilo e i migranti presenti sulle cinque isole egee di Lesbo, Chio, Samo, Cos, e Lero. L’UNHCR si appella da tempo al Governo greco affinché adotti misure emergenziali per accelerare i piani volti a trasferire un numero maggiore di richiedenti asilo in alloggi adeguati sulla terraferma. Attualmente, sono oltre 36.000 i richiedenti asilo presenti nei centri di accoglienza dislocati sulle cinque isole, i quali, in origine, erano destinati a ospitare fino a 5.400 persone.La Grecia si è dimostrata generosa e compassionevole nei confronti dei rifugiati, nonostante la situazione estremamente complessa, e le isole Egee orientali si sono assunte oneri e responsabilità enormemente sproporzionati. È di fondamentale importanza che altre regioni greche assicurino maggiore solidarietà per contribuire ad allentare la pressione facendosi carico dei richiedenti asilo da trasferire e mettendo a disposizione ulteriori posti in accoglienza. È necessario, inoltre, che l’Europa assicuri risorse, competenze e solidarietà per sostenere la risposta della Grecia.Sull’isola di Samo, 6.782 persone sono accolte in un centro concepito per 660, e altre ancora trovano riparo in alloggi di fortuna eretti nei prati circostanti lungo ripidi pendii. Il campo di Moria, a Lesbo, accoglie 18.342 persone all’interno di una struttura da 2.200 posti e altre ancora sono accampate tra gli uliveti ad essa adiacenti.Anche i centri di accoglienza di Chio, Cos, e Lero sono sovraffollati. La maggioranza di richiedenti asilo e migranti è composta da famiglie. Un terzo della popolazione è composta da minori, la maggior parte dei quali di età inferiore ai dodici anni.Migliaia di donne, uomini e bambini, che attualmente vivono in piccole tende, sono esposte a freddo e piogge, con accesso ridotto, o nullo, a riscaldamento, elettricità e acqua calda. Le condizioni igieniche e i servizi igienico-sanitari non sono sicuri. Si registra un aumento di problemi di salute. Nonostante la dedizione dei medici e dei volontari, molte persone non vengono visitate, dal momento che il personale sanitario disponibile presso centri di accoglienza e ospedali è semplicemente insufficiente.All’inizio di questa settimana, a Lesbo si sono registrate forti tensioni allorché la polizia ha dovuto contrastare le proteste dei richiedenti asilo. Le condizioni abitative disperate e le lunghe attese per completare le procedure di asilo hanno portato i richiedenti asilo a vivere nella paura e nell’ansia. Nelle ultime settimane anche le comunità locali hanno protestato e richiesto l’adozione immediata di misure volte ad allentare la pressione sulle isole.
È necessario riconquistare la fiducia delle comunità locali tramite l’adozione di misure governative risolute e coordinate che siano sostenute con vigore dall’Unione Europea.L’implementazione di soluzioni a lungo termine e il miglioramento delle condizioni sulle isole sono necessari, ma saranno possibili solo una volta che sarà posta fine al sovraffollamento che affligge i centri. L’UNHCR è pronta ad assicurare assistenza coi trasferimenti sulla terraferma impegnandosi, inoltre, nella ricerca di soluzioni rapide volte a incrementare le capacità di accoglienza. L’UNHCR esorta gli Stati europei a mettere a disposizione posti per il ricollocamento di minori non accompagnati e altre persone vulnerabili e ad accelerare il trasferimento dei minori che soddisfano i requisiti per ricongiungersi ai propri familiari.Quasi 2.000 minori presenti in Grecia, non accompagnati da genitori o parenti, sono esposti a rischi all’interno dei centri di accoglienza delle isole. I minori non accompagnati presenti attualmente in Grecia sono 5.300 e solo meno di un quarto di questi vivono in alloggi adeguati alle esigenze della loro età.Il sistema di asilo della Grecia è vicino al collasso per l’accumulo di quasi 90.000 casi. Gli sforzi del Governo per snellire e accelerare le procedure di asilo devono, al contempo, conformarsi alle norme e alle tutele previste in materia. La maggior parte dei profili dei richiedenti asilo presenti in Grecia soddisfa i requisiti per il riconoscimento dello status di rifugiato e vi sono probabilità che necessiti di protezione internazionale.L’UNHCR accoglie con favore l’istituzione di un ministero dedicato, il Ministero per le migrazioni e l’asilo, volto a rafforzare le capacità del Governo in materia. L’annuncio del rafforzamento delle capacità del Servizio greco per l’asilo e il raddoppio del personale dell’Ufficio europeo di sostegno per l’asilo (European Asylum Support Office/EASO) dovrebbero contribuire alla presa in carico del numero considerevole di casi di asilo arretrati. È imperativo che, a partire da questo momento, tutte le istituzioni governative agiscano in modo coordinato per risolvere tali questioni. È auspicabile che le organizzazioni non governative, le quali continuano a svolgere un ruolo vitale in Grecia, siano incluse nella strategia di risposta.Il numero di arrivi in Grecia costituisce una piccola frazione di quello registrato nel 2015 e nel 2016, allorché un milione di persone approdò sulle coste del Paese. Tuttavia, insieme all’arrivo via mare di circa 59.000 persone nel 2019, e a procedure di asilo interminabili, tutto questo ha portato a un netto peggioramento delle condizioni. È di fondamentale importanza che gli Stati membri dell’Unione Europea assicurino solidarietà e contribuiscano ad allentare la pressione trasferendo i richiedenti asilo.L’UNHCR è pronta a sostenere la Grecia e a trovare soluzioni a questa situazione complessa

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A Bologna arriva “Monet e gli Impressionisti

Posted by fidest press agency su domenica, 9 febbraio 2020

Bologna dal 13 marzo al 12 luglio 2020, sarà ospitata nelle sale di Palazzo Albergati Via Saragozza, 28 per la prima volta dalla sua fondazione nel 1934, il Musée Marmottan Monet di Parigi cede in prestito opere uniche, molte mai esposte altrove nel mondo e firmate da alcuni dei maggiori esponenti dell’Impressionismo. Principalmente Monet, ma anche Manet, Renoir, Degas, Corot, Sisley, Caillebotte, Morisot, Boudin, Pissarro e Signac saranno gli indiscussi protagonisti della mostra Monet e gli Impressionisti. Capolavori dal Musée Marmottan Monet che, : un’occasione irripetibile per ripercorrere l’evoluzione del movimento pittorico più amato a livello globale.
Dopo il grande successo conseguito dalla mostra “Chagall. Sogno e magia”, che terminerà il prossimo 1° marzo, Arthemisia è lieta di presentare proprio a Bologna questa mostra dal carattere eccezionale, con un percorso espositivo che vedrà primeggiare – accanto a capolavori cardine dell’impressionismo francese come Portrait de Madame Ducros (1858) di Degas, Portrait de Julie Manet (1894) di Renoir e Nymphéas (1916-1919 ca.) di Monet – opere inedite per il grande pubblico perché mai uscite dal Musée Marmottan Monet. È il caso di Portrait de Berthe Morisot étendue (1873) di Édouard Manet, Le Pont de l’Europe, gare Saint-Lazare (1877) di Claude Monet e Jeune Fille assise au chapeau blanc (1884) di Pierre Auguste Renoir.Attraverso 57 capolavori, la mostra Monet e gli Impressionisti. Capolavori dal Musée Marmottan Monet vuole anche rendere omaggio a tutti quei collezionisti e benefattori – tra i quali molti discendenti e amici degli stessi artisti in mostra – che, a partire dal 1932, hanno contribuito ad arricchire la prestigiosa collezione del museo parigino rendendola una tra le più ricche e più importanti nella conservazione della memoria impressionista. La mostra è prodotta e organizzata dal Gruppo Arthemisia e curata da Marianne Mathieu, Direttrore scientifico del Musée Marmottan Monet di Parigi.

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Riformare la giustizia per avere giustizia

Posted by fidest press agency su domenica, 9 febbraio 2020

<<“Per troppi decenni, persone oneste di questo Paese hanno ingoiato il boccone amaro della prescrizione, simbolo di uno Stato che si rassegna rispetto alla propria incapacità di dare una risposta di giustizia in tempi celeri garantendo i diritti di tutte le parti”. Sono parole di Alfonso Bonafede, che condivido, e che rappresentano anche uno stato d’animo. C’è chi vuole ridurre tutto alla “prescrizione”, alimentando uno scontro continuo all’interno della maggioranza, ma il tema non è questo. Il tema è la riforma della Giustizia a 360 gradi, su cui il Ministro sta lavorando intensamente e seriamente e su cui, anche in termini di risorse, come Governo siamo intervenuti e continueremo ad intervenire. Semplificazione, digitalizzazione, nuovo personale, riforma dei processi civili e penali. Lo Stato non si può arrendere, lo Stato deve garantire una giustizia giusta, in tempi certi. A questo continueremo a lavorare, con Alfonso, per portare risultati ai cittadini. Non sterili polemiche e tanto meno alibi>>.Così il Vice Ministro dell’Economia e delle Finanze, Laura Castelli, su Facebook.

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Il Gruppo Chiesi annuncia la creazione della nuova Global Rare Diseases

Posted by fidest press agency su domenica, 9 febbraio 2020

Chiesi Farmaceutici S.p.A., gruppo farmaceutico internazionale incentrato sulla ricerca (Gruppo Chiesi), ha annunciato oggi la formazione della Chiesi Global Rare Diseases, una nuova business unit aziendale che sfrutterà tutte le risorse del Gruppo Chiesi per far progredire la ricerca e lo sviluppo di nuovi prodotti per le malattie rare e ultra-rare. La struttura avrà sede a Boston, nel Massachusetts, e si concentrerà inizialmente sulla ricerca e sviluppo di prodotti nelle aree delle malattie da accumulo lisosomiale e dei disturbi ematologici ed oftalmologici.“Chiesi ha una lunga storia di successi nello scoprire, sviluppare e commercializzare terapie innovative in risposta ai bisogni insoddisfatti delle persone che vivono con malattie rare. Con la Business Unit Chiesi Global Rare Diseases, stiamo portando questo ad un livello completamente nuovo – ridefinendo e rafforzando i nostri sforzi per supportare le persone e le famiglie affette da malattie rare in tutto il mondo”, ha affermato Giacomo Chiesi, Head of Chiesi Global Rare Diseases. “Stiamo lanciando ufficialmente la business unit prima del WORLD Symposium, uno degli incontri annuali più importanti incentrati sulle malattie rare. Durante il simposio, è nostra intenzione entrare in contatto con i membri delle comunità legate ai disturbi da accumulo lisosomiale e più ampie comunità di malattie rare, per delineare le speranze e gli obiettivi della nostra divisione e identificare opportunità per noi di collaborare nella ricerca e nel trattamento dei pazienti”.Il Gruppo Chiesi commercializza farmaci per il trattamento dei disturbi da accumulo lisosomiale alfa-mannosidosi e cistinosi nefropatica in mercati selezionati al di fuori degli Stati Uniti. La società sta inoltre procedendo con la creazione di una pipeline di terapie innovative per il trattamento degli LSD e di altre malattie rare. Nel 2018, Chiesi ha acquisito i diritti per la commercializzazione sul mercato statunitense di una specialità medicinale per il trattamento della malattia di Fabry, attualmente in fase 3 di sperimentazione clinica. Nel febbraio 2019, Chiesi è inoltre entrata a far parte del Corporate Council of the National Organization for Rare Disorders (NORD).

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Qual è il futuro delle città?

Posted by fidest press agency su domenica, 9 febbraio 2020

Firenze dal 21 al 23 febbraio Via delle Cascine, 33. È l’interrogativo guida della terza edizione di Many Possible Cities, il festival dedicato alla rigenerazione urbana ideato da Manifattura Tabacchi. Dal 21 al 23 febbraio, tre giorni di incontri, laboratori e mostre curati da chi progetta le città di domani tra arte, design e green thinking.Venti ospiti italiani e internazionali raccontano sfide e frontiere della rigenerazione urbana attraverso le proprie esperienze, offrendo esempi concreti di come le diversità possano essere motore di trasformazione verso le città del futuro. Tra i temi trattati, saranno centrali l’arte, la rigenerazione urbana e la sostenibilità ambientale.Sono attesi:
Riccardo Valentini, membro dell’Intergovernmental Panel on Climate Change
Adam Thorpe, professore di Socially Responsive Design alla University of the Arts London e creative director di Design Against Crime Research Centre
Kendall Tichner, urban planner Industry City, New York
Johan Nicolas, vice-direttore de La Friche la Belle de Mai, Marsiglia
Indy Johar, co-fondatore di Project 00 & Dark Matter labs, senior innovation associate alla Young Foundation
Valerio Borgonuovo e Silvia Franceschini, autori di Global Tools 1973-1975: Quando l’educazione coinciderà con la vita
Andreas Angelidakis, artista, curatore, architetto e insegnante
Valerio Mannucci, co-fondatore e direttore di NERO Editions, casa editrice nata a Roma nel 2004
Andrea Bartoli, fondatore di Farm Cultural Park, Favara (Agrigento)
Cristiana Perrella, curatrice e critica, direttrice del Centro per l’Arte Contemporanea Luigi Pecci di Prato
Ippolito Pestellini Laparelli, architetto e curatore.

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Parma: “The Passion”, mostra fotografica di Toni Campo nella chiesa di San Rocco

Posted by fidest press agency su domenica, 9 febbraio 2020

Parma. Dal 1° marzo al 31 maggio, la chiesa di San Rocco (str. Giordano Cavestro, 3) a Parma ospiterà la mostra “The Passion” del fotografo siciliano Toni Campo (inaugurazione: ore 16,30; visite: tutti i giorni, ore 9-20; ingresso gratuito). L’esposizione è organizzata dall’Associazione culturale San Rocco e dalla Pastorale universitaria di Parma. In mostra 18 scatti, che ripercorrono le 14 stazioni della Via Crucis, con l’aggiunta di 4 “bis”. Toni Campo, che collabora con prestigiose riviste internazionali di moda, autore di libri, ha realizzato, insieme al creativo Francesco Palazzolo, un set fotografico neutro, dove una linea all’orizzonte, quasi nel limbo, rappresenta il limite dell’uomo, sospeso tra la sfera terrena e quella virtuale o spirituale. Le scene della Passione sono rivisitate in chiave moderna: nessuna immagine sacra, nessun oggetto, neppure la croce. Essi, pur se invisibili, sono in qualche modo immaginati, mentre a ricreare la scena sono i volti e i corpi dei personaggi che interpretano il tema della sofferenza universale dell’uomo. Un viaggio fotografico sul “dolore”, inteso come momento forte della vita, preludio di una rinascita. Le foto – gigantografie di metri 2 x 3 – saranno esposte nel matroneo e in un lungo corridoio che corre lungo le quattro pareti dell’edificio sacro. L’allestimento è la vera peculiarità della mostra. In questi spazi, dove già si trovano altri arredi sacri e opere del passato, le gigantografie si ergeranno, sospese con delle catene, intersecando la storia e l’arte dei secoli scorsi, quasi un abbraccio con essi che si proietta nel futuro. L’utilizzo di incensi e la musica di sottofondo doneranno un’esperienza olfattiva ed uditiva che si unirà a quella artistica. «Le foto – spiega Toni Campo – propongono il tema della Passione di Cristo, non come Salvatore, circondato da un’aurea di indiscussa sacralità, ma come uomo che, caricato della propria croce, affronta l’ascesa al Golgota, sipario della tragedia e, al tempo stesso, della rinascita. L’assenza di tratti distintivi della religione cristiana concentra l’attenzione sul profondo senso di universalità, mentre le specifiche scelte cromatiche ne sottolineano l’atemporalità. Al termine del percorso, il contrasto tra la rigidità del corpo e l’energico movimento del sudario trasmettono un potente senso di vibrante attesa per la resurrezione, poiché la sofferenza non è morte dello spirito, ma sua elevazione». «Nell’ambito di “Parma 2020”, capitale della Cultura – spiega don Umberto Cocconi, rettore della chiesa di San Rocco – abbiamo voluto questa mostra che propone la passione di Cristo in una dimensione contemporanea. Le foto propongono quasi una visione dal vivo: la fotografia ferma un istante e quell’istante fa riflettere. Durante i giorni della mostra, l’associazione San Rocco, che collabora con il Conservatorio di Parma, e la Cappella Universitaria proporranno vari momenti culturali, riflessioni sulla fotografia, concerti e cori, collegati ai temi della mostra».
La mostra è stata presentata per la prima volta nel 2019 a Comiso in Sicilia, città natale di Toni Campo, dove è tornato a vivere dopo una carriera vissuta quasi interamente a Milano.Toni Campo (n. 1968), dopo gli studi all’Istituto Europeo di Design di Milano, dal 1996 ha collaborato con prestigiose testate internazionali, quali Vogue, L’Uomo Vogue, Class Editori e Hearst Magazine Italia, per la realizzazione di immagini di moda. Nel 2005 ha pubblicato il libro “Fumi, lussi & miserie del mio paese (Ed. Graphics – Como), nato da un lungo travaglio interiore che racconta una Sicilia rivolta al futuro. Nel 2007 ha realizzato le foto per il volume “Una grande storia italiana” (Ed Taschen) sui 45 anni di carriera di Valentino Garavani, dove ha immortalato numerosi abiti e dettagli del maestro noto come “L’Imperatore della Moda Internazionale”. Dal 2014 è tornato a vivere in Sicilia. Oggi collabora con prestigiosi magazine dell’alta moda milanese e internazionale.

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XXVIII Giornata Mondiale del Malato

Posted by fidest press agency su domenica, 9 febbraio 2020

In occasione della XXVIII Giornata Mondiale del Malato prevista per l’11 febbraio 2020 Roma Capitale, Assessorato alla Crescita culturale, Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali, nell’ambito del progetto “Patrimonio in Comune. Conoscere è Partecipare” – in collaborazione con le Direzioni Generali di alcune strutture sanitarie – martedì 11 febbraio e mercoledì 12 febbraio 2020 ha organizzato un programma di attività in diversi ospedali della Capitale per raccontare la storia della città di Roma, dei monumenti, delle collezioni dei Musei Civici.Un’iniziativa per coinvolgere tutti i cittadini, nessuno escluso, nell’esperienza di conoscenza del patrimonio, esplorando insieme le possibilità di una “cura” attraverso l’arte. Un’attività che si rafforza in questa giornata, ma che si svolge continuativamente in alcune strutture sanitarie: dal 2012 la Sovrintendenza Capitolina è infatti presente in diversi ospedali con giovani storici dell’arte e archeologi che coinvolgono i pazienti nell’esperienza dell’arte, alla ricerca di un reciproco benessere.Lo specifico programma “Patrimonio in Comune – Patrimonio in corsia”, organizzato dagli archeologi e storici dell’arte della Sovrintendenza Capitolina in collaborazione con i volontari del Servizio Civile, prevede:
– Incontri con l’arte di Roma attraverso parole e immagini per pazienti adulti, all’interno della Fondazione Santa Lucia IRCCS e della Fondazione Don Carlo Gnocchi-sede di Santa Maria della Pace;
– Laboratori ludico didattici per “conoscere attraverso il fare” per i piccoli pazienti della Fondazione Santa Lucia IRCCS;
– Visite guidate nei Musei Civici: al Museo dell’Ara Pacis per gli utenti del Centro Protesi INAIL – Filiale di Roma e al Museo della Repubblica Romana e della Memoria Garibaldina per i pazienti della Fondazione Don Carlo Gnocchi, sede di Santa Maria della Provvidenza.

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Tumore della prostata: parere positivo del CHMP per darolutamide

Posted by fidest press agency su domenica, 9 febbraio 2020

Il Comitato per i Medicinali per Uso Umano (CHMP) dell’Agenzia Europea del Farmaco ha raccomandato darolutamide, antiandrogeno non steroideo (ARi), per l’autorizzazione alla commercializzazione nell’Unione Europea (EU). Il farmaco, sviluppato da Bayer in collaborazione con Orion Corporation, un’azienda farmaceutica finlandese che opera su scala mondiale, è raccomandato per il trattamento degli uomini con tumore della prostata non metastatico resistente alla castrazione (nmCRPC), che sono a rischio di sviluppare malattia metastatica. La decisione finale della Commissione Europea per l’autorizzazione alla commercializzazione è attesa nei prossimi mesi. L’antiandrogeno (ARi) ha già ottenuto l’approvazione negli Stati Uniti, Brasile e Giappone e sono in corso ulteriori richieste in altri Paesi. Bayer è responsabile della commercializzazione a livello globale, in cooperazione con Orion Corporation in alcuni mercati europei, come Francia, Germania, Italia, Spagna, Regno Unito, Scandinavia e Finlandia.Il parere del CHMP si basa sui risultati dello studio di Fase III ARAMIS, che ha valutato darolutamide in associazione con terapia di deprivazione androgenica (ADT) rispetto a placebo associato ad ADT, e che ha dimostrato un miglioramento statisticamente significativo della sopravvivenza libera da metastasi (MFS), endpoint primario di efficacia di darolutamide in associazione con ADT, con una mediana di 40,4 mesi rispetto ai 18,4 mesi di placebo in associazione con ADT (p<0.0001), e un profilo di sicurezza favorevole.“E’ fondamentale che i pazienti con nmCRPC, stadio di malattia in genere asintomatico, abbiano a disposizione opzioni di trattamento che ritardino le metastasi, limitando però gli effetti collaterali della terapia”, afferma Dr. Scott Z. Fields, Senior Vice President and Head of Oncology Development. “Il parere positivo del CHMP per darolutamide segna un passo avanti significativo, perché fornisce una nuova opzione di trattamento per prolungare la sopravvivenza libera da metastasi nel tumore della prostata non metastatico resistente alla castrazione e ridurre l’impatto dei possibili effetti collaterali, in risposta a un bisogno clinico non soddisfatto.”
Il carcinoma della prostata non metastatico (confinato alla prostata), trattato con terapia di deprivazione androgenica (ADT) ma che continua a presentare una progressione biochimica anche quando il testosterone viene ridotto a livelli molto bassi, è conosciuto come nmCRPC. Sulla base dei dati di incidenza del tumore della prostata nel 2018, si stima che in Europa più di 67.000 uomini ricevano una diagnosi di CRPC. Circa un terzo degli uomini con nmCRPC sviluppa metastasi entro due anni.Nello studio ARAMIS, la sopravvivenza globale (OS) e il tempo alla progressione del dolore erano endpoint di efficacia secondari. Al momento dell’analisi finale di sopravvivenza libera da metastasi, è stato osservato un trend positivo nella sopravvivenza globale (OS); i dati di OS non erano ancora maturi.Oltre ai risultati di MFS, è stato osservato un ritardo del tempo alla progressione del dolore rispetto a placebo in associazione a terapia di deprivazione androgenica (ADT).Gli altri endpoint secondari, il tempo alla chemioterapia citotossica e il tempo al primo evento scheletrico sintomatico (SSE) hanno mostrato un beneficio a favore di darolutamide al momento dell’analisi finale di MFS.Gli eventi avversi più frequenti nel braccio con darolutamide in associazione con ADT, che si sono verificati con un incremento assoluto della frequenza di =2% rispetto a placebo e ADT, sono stati fatigue/astenia (16% vs. 11%), dolore alle estremità (6% vs. 3%) e rash (3% vs. 1%). L’interruzione dovuta ad eventi avversi è stata osservata nel 9% dei pazienti in entrambi i bracci dello studio.

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A Verona torna Innovabiomed

Posted by fidest press agency su domenica, 9 febbraio 2020

E’ il network place per il settore biomedicaleIntelligenza artificiale, robotica, digital health, big data, decellularizzazione e oncologia di precisione: sono solo alcuni dei temi che verranno affrontati nel corso della seconda edizione di Innovabiomed “The network place for medical industry”, in programma martedì 10 e mercoledì 11 marzo 2020 al Centro Congressi Palaexpo di Veronafiere.L’evento, dedicato all’incontro e al confronto fra gli esperti della produzione di dispositivi medici, i professionisti e i ricercatori del settore biomedicale, è organizzato da Veronafiere in collaborazione con distrettobiomedicale.it. Partner di Innovabiomed sono Confindustria Dispositivi Medici e Confapi Sanità.Innovabiomed prevede un ricco programma di convegni, tavole rotonde e workshop con relatori di rilievo internazionale, oltre a un’area business con la presenza di aziende che fanno dell’innovazione il punto centrale della propria attività. Fra gli ospiti dell’evento spiccano Mauro Ferrari, presidente del Consiglio Europeo della Ricerca, Tommaso Ghidini, responsabile della divisione Strutture, Meccanismi e Materiali dell’ESA, l’Agenzia Spaziale Europea e Walter Ricciardi, presidente del Mission Board for Cancer della UE.Medici e ricercatori sono costantemente impegnati a perfezionare le cure, ma è l’industria che rende possibile la diffusione dei risultati della ricerca attraverso lo sviluppo di soluzioni innovative in grado di migliorare la qualità della vita delle persone. A Innovabiomed gli specialisti del biomedicale potranno quindi incontrare possibili partner, mettendo a disposizione le loro competenze per l’innovazione. I visitatori sono professionisti del settore R&D, responsabili degli acquisti o provenienti dal settore tecnico delle industrie di produzione di dispositivi medici, ma anche ingegneri, periti, chimici, biologi, responsabili del settore sanitario e operatori del campo economico-finanziario.Il settore dei dispositivi medici genera nel nostro Paese un mercato che vale 16,5 miliardi di euro tra export e mercato interno con 3.957 aziende che formano un tessuto industriale molto eterogeneo, dove le piccole imprese convivono con i grandi gruppi (dati Confindustria Dispositivi Medici). Elevato contenuto tecnologico, rapido tasso d’innovazione e occupazione altamente qualificata sono gli elementi caratterizzanti di un settore che ha connessioni con diverse aree scientifiche: dalla fisica alla meccanica, dalla biologia alla scienza dei materiali, dall’ingegneria all’informatica. È proprio questo elemento di multidisciplinarietà a generare costantemente nuovi campi di applicazione per i risultati della ricerca definendo anche nuovi punti di convergenza fra i diversi ambiti della filiera industriale.Innovabiomed è nato nel 2018, grazie all’intuizione del chirurgo vascolare Carlo A. Adami, innovatore e pioniere di tecniche chirurgiche, e del manager Marco Gibertoni, professionista nel settore biomedicale. Il comitato scientifico è composto, oltre che dal dottor Adami, da Gino Gerosa, direttore del Centro Cardiochirurgico dell’Azienda ospedaliera universitaria integrata di Padova e presidente della Società italiana di Chirurgia Cardiaca, e da Giampaolo Tortora, direttore del Cancer Center e della Oncologia Medica della Fondazione Policlinico Universitario Gemelli IRCCS di Roma.Novità dell’edizione 2020 è il Premio Innovabiomed che verrà assegnato dal comitato scientifico e organizzativo alla realtà più innovativa fra quelle presenti all’evento. Innovabiomed è un evento patrocinato da Regione Veneto, Provincia di Verona, Comune di Verona, Università di Verona e Università di Padova.

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Con l’attività fisica il rischio di ictus è più basso del 25-30%

Posted by fidest press agency su domenica, 9 febbraio 2020

Svolgere attività fisica in modo intelligente non significa necessariamente allenarsi per partecipare alle Olimpiadi: significa che ognuno di noi deve trovare il tempo, ogni giorno e in mezzo alle mille attività di ciascuno, da dedicare all’esercizio fisico, ciascuno in funzione delle proprie possibilità e caratteristiche. Più attività significa più salute per il cuore, il cervello, le arterie e le vene: non solo, ma migliora la salute delle ossa, dei muscoli e l’umore. Queste le raccomandazioni di ALT- Associazione per la Lotta alla Trombosi e alle malattie cardiovascolari – Onlus, rappresentante in Italia di EHN – European Heart Network alla luce del report Physical Activity Policies for Cardiovascular Health sulla relazione fra attività fisica e salute cardiovascolare https://urly.it/346t6
Essere pigri significa moltiplicare la probabilità di andare incontro prima o poi a Infarto, Ictus, Trombosi, Embolia, diabete, ipertensione, aumento dei livelli di colesterolo nel sangue e conseguente aterosclerosi e demenza. Dovremmo saperlo tutti: eppure 25 donne su 100 e 22 uomini su 100 sono assolutamente pigri e non svolgono alcun tipo di attività fisica. Non serve esagerare: svolgere attività fisica in modo organizzato e costante fa bene a tutti, a coloro che sono in buona salute e si credono invincibili, e a coloro che hanno già avuto un incontro ravvicinato con un problema cardiovascolare e si sentono fragili.Il report di EHN, network europeo nel quale ALT rappresenta l’Italia, dimostra chiaramente che nei Paesi nei quali non esistono leggi che rendano l’ambiente favorevole a una attività fisica moderata le persone si muovono meno e si ammalano di più. 150 minuti alla settimana di attività fisica moderata, o 75 minuti alla settimana di attività fisica intensa: sono le raccomandazioni indicate dal rapporto europeo.
Il report sottolinea quanto sia fondamentale che i pazienti che hanno già avuto un evento cardio o cerebrovascolare, come una Trombosi, un Infarto, un Ictus cerebrale, che hanno subito un bypass o un’angioplastica o un intervento di chirurgia vascolare, o che soffrono di diabete o ipertensione o hanno livelli di colesterolo alti troppo a lungo nel tempo o aterosclerosi già diagnosticata abbiano bisogno di decidere di scegliere un programma di attività fisica strutturata in modo organizzato, perchè ne hanno “bisogno”: un programma che ovviamente deve essere compatibile con le fragilità e le caratteristiche di ognuno, che si aggiunga alla riabilitazione guidata da professionisti fisiatri o fisioterapisti. Per ogni persona “un abito su misura”: è questa, per fortuna e finalmente, la strada che sta riprendendo la medicina, non solo in termini di prevenzione ma anche di cura: perchè ognuno di noi può essere classificato in funzione delle caratteristiche generali (genere, peso, precedenti, farmaci e malattie in corso) in un gruppo, ma rimane comunque speciale e non tutti gli abiti calzano nello stesso modo su tutte le persone del gruppo.

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Concerto della serie “Musica PourParler” della IUC

Posted by fidest press agency su domenica, 9 febbraio 2020

Roma martedì 11 febbraio 2020 alle 11.00 Aula Magna della Sapienza concerto del chitarrista Gian Marco Ciampa e l’Orchestra Giovanile di Roma diretta da Vincenzo Di Benedetto.
Ogni anno la IUC realizza molti concerti nelle scuole di Roma, ma porta anche moltissimi studenti delle scuole romane all’Aula Magna per la serie Musica PourParler, realizzata pensando ad un pubblico giovane ma aperta a tutti gli appassionati. L’Aula Magna è regolarmente pienissima per questi apprezzatissimi incontri con i musicisti, spesso gli stessi della stagione in abbonamento, che non si limitano a suonare ma dialogano con gli studenti, parlando di sé stessi e del loro rapporto con la musica, introducendo all’ascolto dei brani che eseguono e soprattutto rispondendo alle domande del pubblico.Questo concerto ha per titolo “L’Italia attraverso i secoli: da Vivaldi al Novecento” e spazia da Vivaldi (Concerto in re maggiore per chitarra e archi RV 93) a Rossini (Sinfonia da Il signor Bruschino) e Verdi (Preludio Atto III da La Traviata) per arrivare a Rota (The Godfather Waltz), Morricone (Nuovo Cinema Paradiso) e Castelnuovo-Tedesco (Concerto in re per chitarra e orchestra, I e III movimento). E anche una puntata in Spagna con Tarrega ( Fantasia sui temi de La Traviata, per chitarra sola).
A soli trent’anni il giovane chitarrista Gian Marco Ciampa ha suonato in quattro continenti. È nato a Roma nel 1990 e già nel 2004 la critica scriveva di lui: “Un vero e proprio enfant prodige con una spiccata personalità musicale che si sta imponendo nel panorama musicale italiano”. Dopo essere risultato vincitore di premi in numerosi concorsi internazionali (tra i quali Melbourne International Guitar Competition, Tokyo International Guitar Competition e Concorso Europeo di Chitarra, che lo ha premiato con la Medaglia del Presidente della Repubblica Italiana) ed essere stato premiato anche con la Chitarra d’oro 2014 come miglior giovane talento, ha iniziato una serie di tournée, che lo hanno fatto conoscere in Australia, Cina, Giappone, USA, Argentina, Germania, Francia, Danimarca, Spagna, Croazia, Grecia, Olanda e altri paesi ancora. In occasione della Giornata della Memoria 2013, si è esibito in diretta su Rai 3, davanti alle autorità riunite nella Sala dei Corazzieri del Quirinale. In occasione dell’EXPO MILANO 2015 viene chiamato ad esibirsi come rappresentante della chitarra classica presso il Padiglione U.S.A. come unico artista classico invitato in quel padiglione in occasione dell’Esposizione.Con Ciampa suonerà l’Orchestra Giovanile di Roma, che si è costituita come associazione indipendente nel 2009. In questi anni ha tenuto più di cento concerti in sedi prestigiose, tra cui Auditorium Conciliazione e Parco della Musica a Roma e Teatro Strehler a Milano e ha compiuto tournée in Russia, Francia, Spagna e Svezia. Vincenzo Di Benedetto ne è il direttore.

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Più sicurezza sul web

Posted by fidest press agency su domenica, 9 febbraio 2020

Roma – “Portiamo avanti il lavoro per tutelare i cittadini, spesso bersaglio di proposte di investimento da parte di soggetti non autorizzati, dalle frodi finanziarie online, e lo facciamo con un lavoro di squadra tra Parlamento, Governo e Consob.Sono contenta che le Commissioni Affari Costituzionali e Bilancio della Camera abbiano emendato il testo del Decreto “Milleproroghe”, introducendo norme attraverso le quali l’Autorità potrà chiedere l’oscuramento di siti internet in presenza di offerte abusive, anche per quelle prestate in assenza di prospetto informativo.
La tutela dei cittadini passa anche da questo!”. Così il Vice Ministro dell’Economia e delle Finanze, Laura Castelli.

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Verso una riforma fiscale a favore di tutti i cittadini

Posted by fidest press agency su domenica, 9 febbraio 2020

Nell’agenda di Governo la riduzione delle tasse a lavoratori e pensionati è in cima alla lista. Due i fronti su cui si sta già intervenendo: da un lato con il taglio del cuneo fiscale, previsto dal d.l. n.3/2020 “Misure urgenti per la riduzione della pressione fiscale sul lavoro dipendente” pubblicato ieri in Gazzetta Ufficiale, per il quale sono stati stanziati 3 miliardi per il 2020 e 5 per il 2021; dall’altro lato con il tavolo tecnico convocato questa mattina al Ministero dell’Economia e Finanze per avviare una riforma fiscale che riduca le aliquote Irpef per autonomi e pensionati a partire dalla prossima legge di bilancio. L’idea sarebbe condivisa dalla maggioranza, secondo quanto dichiarato dal Sottosegretario al MEF, Pier Paolo Baretta, a “Punti di Vista”, il programma di approfondimento politico dei Consulenti
del Lavoro. “L’obiettivo principale è di poter arrivare alla fine di quest’anno a mettere in legge di bilancio una riforma fiscale che abbia come effetto che i cittadini, non i lavoratori dipendenti che hanno già avuto un risultato, ma i pensionati, le partite IVA, godano dell’abbassamento del peso delle aliquote”, ha dichiarato. “Si tratta di capire quanto è possibile operare, soprattutto sulle due aliquote più basse, e se si riesce anche sulla terza, in modo da togliere il peso delle tasse sui redditi medi e medio-bassi”. Sarà inevitabile, quindi, la rimodulazione dell’Iva secondo il Sottosegretario,“avendo una clausola di salvaguardia nel 2021 di 20 mld”, ma tutto dipenderà da come si sceglierà di farlo. Una strada percorribile potrebbe essere quella di “ridurre il carrello della spesa e lasciare andare verso un progressivo aumento il voluttuario o i beni di lusso”. Nel corso della puntata si è affrontato anche il tema della riforma pensionistica. Con i risparmi ottenuti da Quota 100, che come confermato da Baretta non verrà prorogata dopo il 2021, il Governo mira a garantire la massima flessibilità in uscita – per evitare il ritorno alla Fornero e dare ad ogni lavoratore la possibilità di scegliere quando uscire dal mercato del lavoro – e al tempo stesso a creare un sistema di welfare che tuteli chi non è autosufficiente. Il
tema sarà discusso con il Ministro del Lavoro Nunzia Catalfo già la prossima settimana, nell’audizione in Commissione Lavoro al Senato, ha assicurato il Vicepresidente della Commissione, William De Vecchis, sottolineando che la Lega presenterà le sue proposte al Ministro per ciò che riguarda quota 41, salario minimo e non autosufficienza, ma dirà la sua anche sulla flat tax e sulla questione delle aliquote “per permettere anche alle aziende di avere sgravi sulla tassazione e quindi di assumere”. Sul tema dell’occupazione è intervenuto il Presidente della Fondazione Studi Consulenti del Lavoro, Rosario De Luca, definendo positivi gli interventi già introdotti nella manovra finanziaria a favore dei lavoratori dipendenti e di chi non ha lavoro, ma poco apprezzabile lo scarso interesse manifestato per le aziende e i lavoratori autonomi, che se non vengono sostenuti con interventi mirati a far ripartire gli affari e il lavoro
non produrranno alcun vantaggio all’economia e all’occupazione. E, di conseguenza, non incrementeranno i contributi per la pensione. “Non dimentichiamoci mai delle piccole e medie imprese, degli studi professionali, del tessuto socio-economico della nostro Paese che è quello da cui parte tutto, compreso il lavoro dipendente e il sostegno al sistema previdenziale”, ha sottolineato De Luca al termine della trasmissione.

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Azzarà: “Tre nuovi licei scientifici per rispondere alla domanda delle famiglie”

Posted by fidest press agency su domenica, 9 febbraio 2020

“Ringrazio i dirigenti scolastici che hanno voluto segnalarci i problemi legati alle iscrizioni nei loro istituti, e rimarco con soddisfazione il grande impegno della Città metropolitana per rispondere al meglio alle esigenze delle scuole in merito alle nuove iscrizioni alla secondaria superiore. Lavorando di concerto con le istituzioni scolastiche abbiamo approvato 15 nuovi indirizzi di studio richiesti dalle stesse scuole per l’anno scolastico 2020-2021, e tra questi ben tre licei scientifici con indirizzo di scienze applicate: al Dalmasso di Pianezza, al Darwin di Rivoli e al Plana di Torino”. Così la consigliera metropolitana con delega all’istruzione Barbara Azzarà sottolinea il lavoro svolto dalle istituzioni pubbliche, e in particolare dalla Città metropolitana, per far fronte alla domanda di nuovi corsi emersa dal territorio metropolitano. “Siamo consapevoli dei bisogni scolastici della popolazione, che sono in continua trasformazione” prosegue Azzarà, “e proprio per affrontarli nel migliore dei modi abbiamo monitorato puntualmente le iscrizioni grazie ai dirigenti scolastici, con l’obiettivo di fare rete e di offrire possibili alternative agli eventuali esuberi. Grazie alla programmazione e all’ampliamento dell’offerta, dalle nostre verifiche emerge che la situazione è ulteriormente migliorata rispetto agli anni scorsi. Per il resto, stiamo gestendo insieme le situazioni più complesse”. Azzarà sottolinea che la Città metropolitana rimane a disposizione delle istituzioni e delle famiglie con il servizio di riorientamento scolastico.Inoltre, l’Ente sta già facendo i necessari approfondimenti per accertare il numero dei casi di coloro che cambiano corso di studi durante l’anno scolastico, in particolare nelle classi prime: il dato significativo che sta emergendo è che in molti casi gli studenti del liceo abbandonano il loro corso di studi alla ricerca di scuole ritenute meno selettive. “Sono situazioni che generano difficoltà di accoglimento nelle scuole di arrivo, dal momento che le classi vengono formate prima dell’inizio dell’anno scolastico, e che rappresentano un ulteriore fallimento per le famiglie e gli studenti. È una situazione annosa, che si trascina da tempo” conclude la consigliera Azzarà, “e proprio per trovare soluzioni a questo problema stiamo lavorando di concerto con la Regione e, in particolare, con la Città di Torino sul sistema dell’orientamento”.

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Roadjob è il network creato da aziende, professionisti e scuole

Posted by fidest press agency su domenica, 9 febbraio 2020

Lo è a partire dai territori di Como, Lecco e Brianza, per promuovere una nuova relazione dell’industria con il tessuto sociale. Obiettivo prioritario: facilitare l’ingresso dei giovani nel mondo del lavoro, grazie a un’innovativa esperienza di orientamento e formazione: RoadJob Academy. RoadJob Academy è nata nel 2019 a partire dall’iniziativa di tredici industrie, collegate nel network Roadjob. A seguito dell’esperienza pilota dello scorso anno, il network vede collegate oggi già 14 imprese, per un totale di circa 7000 addetti.
Il network, concepito come aperto e in progressivo ampliamento, si propone di individuare e attivare soluzioni innovative alla ‘fame’ di profili tecnici specializzati, facilitandone concretamente l’ingresso nel mondo del lavoro. Per la prima edizione del 2019 sono state 27 le giovani risorse assunte e già oggi impegnate nelle imprese aderenti al network, su un totale di 53 che hanno portato a termine con successo il percorso. Per raggiungere questo traguardo, ragazze e ragazzi hanno seguito un percorso mirato di orientamento, formativo e professionalizzante fra le aule, i laboratori e le aziende (almeno il 35% del percorso si svolge in azienda). Dal 2 al 31 marzo, è possibile sottoporre la propria candidatura, per la prima delle due edizioni 2020. L’invito alle giovani risorse è a candidarsi attraverso il form dedicato su https://academy.roadjob.it/
L’Academy, riservata ai giovani fra i 18 e i 29 anni, intende essere una corsia preferenziale e agevolata al lavoro, coinvolgendo i giovani nella creazione del proprio futuro, facendo la differenza nelle comunità e diventandone protagonisti consapevoli.
Il punto di partenza di RoadJob Academy sono i bisogni reali delle aziende e i profili necessari alla crescita industriale, individuati da indagini ad hoc e specifiche richieste del settore. Le indagini 2019 di RoadJob Academy hanno rilevato come figure più ricercate: manutentori meccanici, elettrici e elettromeccanici, operatori macchine utensili, disegnatori meccanici, tecnici di automazione industriale, di produzione e attrezzisti. Ma non solo: tecnici commerciali, venditori con conoscenza delle lingue e tecnici della programmazione, della produzione e della logistica.Sono queste le premesse con cui RoadJob Academy propone i propri percorsi professionalizzanti, per la formazione di tecnici specializzati con competenze specifiche di PRODUZIONE, in particolare di conduzione di impianti e macchinari industriali; di MANUTENZIONE, per garantire l’efficienza di macchinari e impianti; di FUNZIONI DI STAFF, con elementi di orientamento alle vendite, conoscenza del prodotto e sicurezza sul lavoro. Il percorso di orientamento e formazione è studiato per massimizzare esperienza e apprendimento dei partecipanti, facilitandone l’accesso a un network industriale di eccellenza, anche grazie al rapporto attivato con le giovani risorse, a cui viene attribuita un’importanza fondamentale, per il successo del percorso. Centrale e particolarmente innovativa, in questo senso, è la figura del ‘Maestro d’azienda’. Si tratta ad oggi di almeno 25 tecnici specializzati ‘senior’ che, selezionati ad hoc nelle varie imprese, vengono formati e ‘certificati’, per accogliere e seguire i giovani nel loro percorso aziendale.Le aziende partner offrono ai giovani che concludano il percorso formativo la possibilità di mettere in pratica al loro interno quanto appreso nel percorso. Se l’esperienza risulta positiva, le aziende sono aperte a una concreta possibilità di inserimento nel loro organico.

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