Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 312

Archive for 11 febbraio 2020

European MidCap Event

Posted by fidest press agency su martedì, 11 febbraio 2020

Francoforte. Torna anche nel 2020 l’European MidCap Event, il ciclo di incontri dedicato alle medie aziende italiane, organizzato da Intermonte – investment bank indipendente specializzata in intermediazione istituzionale, ricerca, capital markets, M&A e advisory sul mercato italiano – in collaborazione con CF&B Communication, agenzia specializzata nelle relazioni tra società quotate e investitori istituzionali. La prima tappa dell’anno si tiene oggi 11 febbraio, all’Hotel Steigenberger di Francoforte. Nel corso dell’anno, Intermonte Sim – unico broker italiano – accompagnerà in 7 piazze finanziarie europee più di 40 mid-small caps italiane per far conoscere agli investitori istituzionali alcune delle più brillanti società, rappresentative di vari settori. Questo ciclo di incontri periodici con investitori provenienti da diversi Paesi offre una importante occasione di allargare la propria base di azionisti.Nella tappa di Francoforte saranno presenti 38 case di investimento e 47 gestori europei, provenienti da Germania, UK, Lussemburgo, Italia, Francia, Belgio e Spagna. Il programma dell’evento di Ginevra prevede circa 75 incontri one-to-one e meeting group organizzati da Intermonte per le undici società partecipanti all’evento per una market cap (solo delle aziende italiane) di circa 7,5 miliardi di euro: B&C Speakers, Be, De’ Longhi, Guala, Lu-Ve, Mailup, Reno de Medici, Reply, Retelit, Salcef, Txt.Guglielmo Manetti, Amministratore Delegato di Intermonte Sim, commenta: “Intermonte, nel suo naturale ruolo di punto di riferimento nel mercato italiano delle mid-caps – copriamo oltre 140 titoli con il nostro ufficio studi – sceglie da anni di supportare le nostre migliori aziende offrendo loro l’opportunità di incontrare i principali investitori nelle più importanti piazze europee. Gli operatori internazionali cercano occasioni di investimento in Italia e gli imprenditori italiani cercano, anche all’estero, opportunità per fra crescere il loro business”.
“Questo tipo di eventi permette alle aziende italiane di incontrare investitori europei interessati alla loro equity story ed è sinergico e mirato ad accompagnare le piccole e medie imprese ad alto potenziale ad accedere a reali opportunità di finanziamento” – conclude Micaela Ferruta, Responsabile Corporate Broking e Specialist.

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Mostra Rei Warudo

Posted by fidest press agency su martedì, 11 febbraio 2020

Roma Inaugurazione 14 febbraio 2020 ore 18.00 (Fino al 29 febbraio 2020 Orari: dal lunedì al venerdì 11-13 / 15-19; sabato 11-19) Museo Venanzo Crocetti Via Cassia 492 mostra di esordio dell’artista Rei, a cura di Lorenzo Canova e con un catalogo edito da Gangemi Editore. “Un segno scuro e potente che scava le forme per estrarne la luce segreta, l’incontro e la lotta tra il nero e gli altri colori da cui scaturisce lo splendore delle cose e dei volti, evocazioni e culture che si sovrappongono e si fondono in un ciclo coerente di opere: la mostra di esordio di Rei si presenta come un mosaico vitale di suggestioni e di riferimenti legati da una pittura che riesce a unire la sua decisa componente disegnativa a un’intensa ricerca cromatica. Le indagini di Rei si concentrano infatti su pochi elementi primari e basilari: i volti e la natura, gli sguardi e i fiori che nel suo lavoro assumono una presenza lucente e misteriosa proprio grazie alla sua capacità di usare il disegno per comporre la struttura dei dipinti con una rigorosa e nitida qualità visionaria, in un pensiero costruttivo che riesce a coniugare una severa analisi del colore a un tagliente elemento grafico. L’opera di Rei nasce dunque da una felice combinazione di riferimenti e di omaggi che il pittore riesce però a declinare in modo del tutto personale, creando una struttura in cui le culture si incontrano in quella ricombinazione dei livelli che è uno dei tratti salienti del nostro presente. L’artista, come moltissimi altri autori in tutto il mondo, non nasconde difatti il suo amore per il cinema e per il mondo articolato dei fumetti, degli anime giapponesi e dei comics americani, ma riesce ad esaltarlo in quadri dove i Manga incontrano la Marvel, Blade Runner e Corto Maltese. Nella pittura di Rei sono del resto evidenti anche le dichiarate influenze della storia dell’arte, a partire da quelle dei volti di Francis Bacon e delle figure di Egon Schiele, che, non a caso, è un pittore amato e citato da molti grandi fumettisti e illustratori. […]I ritratti vengono quindi eseguiti attraverso un metodo che ricorda la composizione digitale delle immagini, mediante una geometrizzazione in cui ogni viso viene sfaccettato e rielaborato come se dovesse poi essere trasformato in una scultura o in un oggetto plastico in 3D. […] I quadri di Rei hanno allora la capacità di tendere a un magico, personale e minuzioso realismo, che però viene messo in crisi e contraddetto dalla loro atmosfera enigmatica che sembra rappresentare un universo di sintesi concepito in laboratorio. […] Le margherite, i papaveri e i fiori di campo dipinti da Rei mutano così il loro codice genetico, mostrandosi come apparizioni solenni che sorgono dal basso verso l’alto, come le nuove architetture di uno spazio ideato dal pensiero e dalla mano di un’artista, di una terra rinnovata che rivela la sua essenza segreta, sospesa tra la lirica vibrazione di una natura fragile e precaria e l’impero delle luci dominato dai raggi metallici di un sole artificiale.” (dal testo critico di Lorenzo Canova)
Alessandro Vitale, in arte Rei, nasce a Roma nel 1977. Diplomato all’Accademia di Belle Arti di Roma nel 2004, considera punti di riferimento l’arte di Egon Schiele e di Francis Bacon. Ha sempre nutrito una grande passione per la cultura e l’arte del Giappone, Paese che visita abitualmente. Ha uno studio a Roma, dove vive e lavora.

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Il primo libro italiano sull’Education Marketing

Posted by fidest press agency su martedì, 11 febbraio 2020

Education Marketing Italia è orgogliosa di comunicare l’uscita del volume Education Marketing – Strategie e strumenti per comunicare il valore nel mondo dell’istruzione, edito dalla McGraw-Hill Education: si tratta del primo libro di Valeria Alinei, nostra collaboratrice e redattrice.Per anni, tale collaborazione ci ha portato ad impegnarci per la divulgazione e il dibattito – attraverso il nostro blog – sull’Education Marketing in Italia, cioè di marketing e comunicazione per enti formativi, scuole ed Università. Abbiamo visto Valeria prendere la laurea magistrale, essere premiata dall’AICUN (Associazione Italiana dei Comunicatori d’Università) durante il Forum 2018 e pubblicare il suo primo libro sull’argomento.Si tratta del primo testo in italiano che tratta un approccio volto a promuovere l’istruzione in modo efficace sul mercato e nei confronti degli studenti. “Il fine è dare impulso al miglioramento delle realtà accademiche, partendo dall’osservazione delle dinamiche del mercato, con l’obiettivo di incrementare la soddisfazione degli studenti, dei docenti e di tutte le figure che lavorano o interagiscono all’interno del settore”, si legge nel testo.Il volume – quale testo base di Education Marketing – si rivolge sia agli addetti ai lavori (dirigenti scolastici, Rettori, docenti, imprenditori della formazione), sia a tutti i professionisti e studenti di marketing interessati ad una prospettiva moderna e innovativa sul mondo dell’educazione. – spiega l’autrice.

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Rembrandt alla Galleria Corsini

Posted by fidest press agency su martedì, 11 febbraio 2020

Roma giovedì 20 febbraio 2020, ore 11.00 Gallerie Nazionali di Arte Antica – Galleria Corsini via della Lungara 10. Introduce: Flaminia Gennari Santori, Direttrice Gallerie Nazionali di Arte Antica Interviene: Alessandro Cosma, curatore della mostra A seguire visite guidate con il curatore e personale delle Gallerie. L’esposizione ruota intorno al capolavoro del maestro di Leida, originariamente appartenente alla collezione del cardinale Neri Maria Corsini, che ritorna per la prima volta in Italia dal 1799. Una serie di documenti e incisioni ricostruiscono l’intrigante vicenda collezionistica che ha portato la tela al Rijksmuseum di Amsterdam, dove viene tutt’oggi conservato.

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Quali saranno le professioni più ricercate nel 2030?

Posted by fidest press agency su martedì, 11 febbraio 2020

Scompariranno alcune figure? Ne nasceranno di nuove? Si sente pronto per le nuove sfide professionali? Attribuisce più valore alla formazione o all’esperienza sul campo? Queste sono solo alcune delle domande della nuova edizione della “Jobs of The Future”, la ricerca condotta da Hays, azienda leader nel recruitment specializzato, rivolta a un panel di 700 professionisti italiani del settore Sales & Marketing per indagare come evolverà il comparto da qui al 2030. “In futuro ci sarà una sempre maggiore richiesta di risorse capaci di adattarsi velocemente ai continui progressi tecnologici – commenta Alessandro Bossi, Director Hays -. Anche il settore Sales & Marketing farà registrare questo trend, crescerà quindi la domanda di professionisti esperti in multicanalità e la flessibilità sarà una delle skill più apprezzate nei lavoratori di domani”. Secondo i dati raccolti dall’indagine Hays, la “top five” dei profili Sales & Marketing più ricercati dai recruiter entro il 2030 vedrà sul gradino più alto del podio i Digital Analyst con il 91,6% delle preferenze, mentre al secondo posto si trovano i Digital Strategist (88,5%) e al terzo i Web Content Strategist (84,1%). Seguono nella classifica il Digital CRM Manager e il Digital Content Manager (con una percentuale molto simile, rispettivamente all’82,7% e all’82,2%) e, infine, l’e-commerce Manager (81,6%). Di contro, secondo il 53% del campione, entro i prossimi 10 anni, potrebbero sparire tra il 20% e il 50% delle attuali professioni del settore, soppiantate dall’ondata tecnologica. Saranno soprattutto le figure meno specializzate a sopperire di fronte all’avanzata del digital: secondo il 38,9% degli intervistati potrebbe scomparire il Key Account Manager tradizionale, oltre al Marketing Specialist (29,7%) e al Sales Manager (28,4%), entrambi senza competenze digital. Il 25% scommette su un futuro incerto anche per Brand e Product Manager “tradizionali”.
Nel settore Sales & Marketing la richiesta di professionisti “Digital Friendly” sarà sempre più massiccia e nasceranno figure professionali legate alla diffusione di nuovi tool e nuove tecnologie. Ad esempio, per il 48,6% del campione il Marketing Consultant si specializzerà in AI, mentre per il 45,4% degli intervistati nasceranno figure esperte nella Customer Experience, quindi professionisti votati alla creazione di esperienze di acquisto – soprattutto online – sempre più personalizzate per il consumatore. Si assisterà anche alla nascita dei Neuromarketing Manager (44,7%), degli Esperti di Profilazione e Narrowcaster (33,4%), oltre agli Augmented Reality Marketing Manager (32%). In futuro, inoltre, la diffusione sempre più capillare degli Analytics, strumenti utili per raccogliere grandi quantità di dati, implicherà una forte richiesta di figure professionali altamente specializzate, in grado di leggere, analizzare e aggregare i Big Data in modo strategico per l’azienda.
Per il 67,3% del campione, nel complesso la domanda di professionisti Sales & Marketing aumenterà, con focus sempre sulle figure capaci di ricoprire le nuove mansioni legate alle tecnologie digitali. Tuttavia, è da notare che, a causa del rapido sviluppo tecnologico, attualmente le skill maggiormente richieste dalle aziende sono difficilmente reperibili sul mercato del lavoro e questa tendenza è destinata ad aumentare ulteriormente nel corso dei prossimi anni. I datori di lavoro faticano sempre di più a trovare professionisti adeguatamente qualificati da inserire in organico e, secondo 8 professionisti su 10 (80%), anche il settore Sales & Marketing non è immune a questo trend. Alla domanda diretta “quanto si sente aggiornato rispetto all’innovazione tecnologica?”, quasi 7 intervistati su 10 (68%) affermano di sentirsi al passo con i tempi. Ma per essere costantemente allineati con le nuove tecnologie è imprescindibile la formazione continua: il 36% dei professionisti intervistati, infatti, sostiene che sia necessario aggiornarsi ogni 6 mesi, mentre il 35% addirittura ogni 3. Il Sales & Marketing è un settore in cui le nuove leve imparano molto sul campo e in cui l’esperienza è fondamentale. È proprio per questo motivo che il 61% degli intervistati sostiene che un professionista esperto del settore non ha nulla da temere rispetto alle figure più junior, a patto che sia desideroso di acquisire sempre nuove conoscenze per rimanere al passo con i tempi.

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Fortinet: i sei accorgimenti per difendersi dalle cyber minacce

Posted by fidest press agency su martedì, 11 febbraio 2020

Di questi tempi, stiamo assistendo a momenti di crescente tensione a livello mondiale con forti implicazioni nel cyberspazio. Fortinet®, leader mondiale nelle soluzioni di cyber sicurezza integrate e automatizzate, offre alcuni spunti e accorgimenti generali, sempre validi e molto semplici, che ogni organizzazione dovrebbe mettere in pratica per prepararsi a qualsiasi cyberattacco e proteggere i propri asset digitali.Dato che gli attacchi informatici scalabili, in grado di avere un impatto rilevante, richiedono una pianificazione e uno sviluppo significativi, lo scenario più probabile è quello in cui vengono sfruttate alcune tecniche già esistenti, come il ransomware e gli attacchi denial of service. Tuttavia, non possiamo escludere la possibilità di attacchi di Sleeper Agent, ovvero impianti dannosi inseriti nei sistemi critici in tempi non sospetti, per poi essere attivati da remoto durante una crisi.La cosa più importante è essere preparati nel caso in cui si verifichi un evento di questo tipo. Tra i potenziali obiettivi troviamo siti governativi, realtà commerciali di alto profilo e infrastrutture critiche. Dal momento che le aziende hanno a che fare quotidianamente con i cybercriminali, ogni azione intrapresa per affrontare una minaccia incombente dovrebbe essere parte integrante di qualsiasi strategia per la sicurezza.Ci sono sei accorgimenti molto semplici che ogni azienda dovrebbe mettere in atto per prepararsi ai possibili cyberattacchi e proteggere così i propri asset digitali:Segmentare la rete: le risorse critiche dovrebbero essere ripartite in domini ben protetti, dovrebbe essere implementata anche una segmentazione intent-based per assicurare che i dispositivi, gli asset e i dati che si spostano di continuo dentro e fuori la rete siano allocati dinamicamente al segmento più adatto sulla base delle policy. Una policy di segmentazione efficace garantisce che un errore in un dominio non abbia alcun effetto dannoso nelle altre aree della rete.Mantenere opzioni di comunicazione ridondanti: è essenziale mantenere una comunicazione sempre aperta con gli elementi distribuiti del proprio network. I tradizionali modelli WAN sono estremamente vulnerabili agli attacchi DDoS. Le SD-WAN, con la loro capacità di mettere in sicurezza il network, d’altro canto, permettono alle aziende di cambiare dinamicamente i percorsi di comunicazione in base a una varietà di fattori, inclusa la disponibilità.
Salvaguardare i dati critici: data l’alta frequenza di attacchi ransomware, ogni impresa dovrebbe eseguire un backup regolare dei propri dati critici per poi custodirli anche offline. Tali dati dovrebbero poi essere controllati periodicamente per sincerarsi che non siano infettati da malware. In aggiunta, una buona pratica è eseguire esercitazioni regolari per garantire che i dati di cui è stato effettuato il backup possano essere rapidamente ridistribuiti nei sistemi critici e nei dispositivi e garantire che le reti possano tornare alla normalità nel minor tempo possibile.Fare leva su integrazione e automazione: un approccio che preveda l’utilizzo di una piattaforma unica per integrare i dispositivi per la sicurezza garantisce che essi possano condividere e correlare la threat intelligence così come partecipare in modo fluido come parte integrante di ogni risposta coordinata a una minaccia. Inoltre, l’Endpoint Detection & Response (EDR) e la Security Orchestration Automation & Response (SOAR) offrono l’abilità di individuare rapidamente, orchestrare e rispondere automaticamente a un attacco. Esaminare le comunicazioni elettroniche: l’e-mail resta il vettore di attacco più comune per chi ha l’obiettivo di infettare dispositivi e sistemi con il malware. Oltre al training rivolto agli utenti, affinché siano in grado di individuare gli attacchi di phishing, e rispondere, occorrono gateway di posta elettronica sicuri che possano identificare e ispezionare in un ambiente sicuro gli allegati potenzialmente malevoli, come ad esempio una sandbox. Allo stesso modo, è necessario impiegare firewall di nuova generazione che esaminino le comunicazioni interne crittografate, alla ricerca del software dannoso e impianti “command-and-control”.Iscriversi a feed dedicati alla threat intelligence: questo tipo di servizi, insieme all’appartenenza a enti regionali o di settore, permettere di essere sempre aggiornati sugli ultimi vettori d’attacco e malware. Utilizzando questa tipologia di intelligence e integrandola in una piattaforma di sicurezza integrata, le organizzazioni possono evidenziare gli indicatori della presenza di minacce – segnali della presenza di software dannosi che hanno maggiori probabilità di avere un impatto sulla rete e sul settore – non solo per bloccarli quando rilevati, ma per impedire loro di entrare nella rete.

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Segno meno a gennaio per le auto di seconda mano

Posted by fidest press agency su martedì, 11 febbraio 2020

Inizio d’anno in rosso per il mercato italiano delle auto di seconda mano. I passaggi di proprietà delle quattro ruote, al netto delle minivolture (trasferimenti temporanei a nome del concessionario in attesa della rivendita al cliente finale), nel mese di gennaio hanno registrato un calo del 6,9% rispetto all’analogo mese del 2019, che pur riducendosi ad un -2,5% in termini di media giornaliera per effetto della presenza di una giornata lavorativa in meno, resta comunque in terreno negativo.Per ogni 100 vetture nuove nel mese di gennaio ne sono state vendute 175 usate.Segno più, al contrario, per i trasferimenti di proprietà dei motocicli, che al netto delle minivolture hanno chiuso il bilancio di gennaio evidenziando una variazione mensile positiva del 3,9% (+8,8% in termini di media giornaliera).Alla costante diminuzione delle prime iscrizioni di vetture diesel (-16,9% a gennaio rispetto allo stesso mese del 2019) nel primo mese dell’anno si è accompagnata per la prima volta una parallela diminuzione dei passaggi di proprietà delle auto a gasolio (-11,5% a gennaio rispetto allo stesso mese del 2019), che hanno così ridotto di circa tre punti percentuali la loro quota sul totale (dal 51,3% del 2019 al 48,7% nel 2020).Positivo invece il mercato delle auto ibride ed elettriche di seconda mano, anche se presenta ancora quote esigue, complessivamente inferiori all’1%: più che quintuplicati a gennaio i trasferimenti di auto ibride a gasolio (362 formalità), in crescita del 23% quelli delle auto ibride a benzina (1.960 formalità) e del 30% quelli delle auto a batteria (109 formalità).I dati sono riportati nell’ultimo bollettino mensile “Auto-Trend”, l’analisi statistica realizzata dall’Automobile Club d’Italia sui dati del PRA, consultabile sul sito http://www.aci.it Ancora in crescita, infine, il parco circolante italiano: a gennaio le radiazioni delle autovetture hanno registrato una variazione negativa dell’11,3% rispetto all’analogo mese del 2019 (-7% la media giornaliera), portando a 0,85 il tasso unitario di sostituzione (ogni 100 auto iscritte ne sono state radiate 85). In negativo nel primo mese del 2020 anche le radiazioni dei motocicli che hanno fatto rilevare a gennaio un vistoso calo dell’14,7% (-10,6% la media giornaliera).

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La depressione è riconosciuta come la prima causa di disabilità a livello globale

Posted by fidest press agency su martedì, 11 febbraio 2020

Roma, 17 febbraio 2020 ore 11.30 – 13.30 Campidoglio – Sala del Carroccio – Piazza del Campidoglio. È una malattia che ha un notevole impatto sulla qualità di vita di chi ne soffre e che comporta altresì un enorme dispendio di risorse socio-economiche. Per combattere questa malattia e superarne gli stigmi, risulta quindi importante fare rete sul territorio coinvolgendo gli attori istituzionali e sanitari.Per questo, dopo l’avvio in Campania, arriva nel Lazio il percorso di sensibilizzazione “Uscire dall’ombra della depressione”, organizzato da Fondazione Onda e patrocinato dalla Regione, che farà tappa in altre 6 Regioni italiane. L’obiettivo dell’iniziativa è promuovere azioni a livello territoriale per facilitare l’accesso alla diagnosi e alle cure più appropriate attraverso il coinvolgimento di Istituzioni e rappresentanti locali a livello medico, assistenziale e sociale. Sono stati invitati per un loro intervento: Virginia Raggi, Sindaca di Roma; Giuseppe Simeone, Presidente Commissione Sanità Regione Lazio; Alessio D’Amato, Assessore Sanità e integrazione Socio-Sanitaria Regione Lazio; Roberta Di Turi, Commissione Regionale Farmaci, Regione Lazio; Daniela Pezzi, Presidente Consulta Regionale per la Salute Mentale, Regione Lazio; Sen. Paola Binetti, Commissione Igiene e sanità, Senato della Repubblica; On. Rossana Boldi, Vicepresidente Commissione Affari Sociali, Camera dei Deputati, On. Michela Rostan, Vicepresidente Commissione Affari Sociali, Camera dei Deputati; Felicia Giagnotti Tedone, Presidente Fondazione Progetto Itaca
Francesco Saverio Mennini, Professore di Economia Sanitaria Università Tor Vergata di Roma; Giuseppe Nicolò, Direttore Dipartimento di Salute Mentale Roma 5; Enzo Nunnari, Società Italiana di Medicina Generale, Direttivo provinciale Roma; Nicoletta Orthmann, Coordinatrice medico scientifico Onda; Maurizio Pompili, Professore ordinario, Dipartimento Neuroscienze e salute mentale Università La Sapienza, Roma; Massimo Scaccabarozzi, Presidente Janssen Italia; Alberto Siracusano, Professore ordinario, U.O.C. Psichiatria e Psicologia Clinica, Policlinico Tor Vergata, Roma.

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Presentazione dei dati e delle statistiche dei cammini francescani in Umbria

Posted by fidest press agency su martedì, 11 febbraio 2020

Assisi mercoledì 12 febbraio alle 11 nella Sala Stampa del Sacro Convento di Assisi. Aumentano di anno in anno gli appassionati dei cammini francescani e del turismo lento. Verranno presentati i dati ufficiali dei pellegrini camminatori che nel 2019 hanno fatto tappa alla Basilica di San Francesco e le statistiche di “Di qui passò Francesco” e della “Via di Francesco”. I numeri di Assisi verranno presentati da fra Jorge Fernandez (OfmConv) e confermano ancora una volta che l’Umbria è tra le mete più gettonate in Italia. La “Statio Peregrinorum”, a cura del Sacro Convento, raccoglie e divulga i dati di affluenza relativi a chi raggiunge la città del poverello a piedi, in bicicletta, a cavallo o con handbike. All’incontro parteciperanno tra gli altri i responsabili della “Statio Peregrinorum” del Sacro Convento di Assisi, Fra Paul e Fra Abelardo, il Custode del Sacro Convento, padre Mauro Gambetti, il Vescovo di Assisi, Mons. Domenico Sorrentino, il Sindaco di Assisi Stefania Proietti, l’Assessore al Turismo della Regione Umbria, Paola Agabiti Urbani, e il Direttore generale di Sviluppumbria, Mauro Agostini. L’incontro sarà moderato dal direttore della Sala Stampa del Sacro Convento di Assisi, padre Enzo Fortunato.

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Agrumi più dolci: il CREA svela il segreto del gene NOEMI

Posted by fidest press agency su martedì, 11 febbraio 2020

Gli agrumi rappresentano una delle fonti privilegiate di vitamina C nella nostra alimentazione, tuttavia, una delle maggiori barriere al loro consumo è rappresentato dal sapore acido, che li rendono per molti poco gradevoli, se non indigesti.A breve, però, potremo avere agrumi meno acidi, grazie ai ricercatori del laboratorio di Biotecnologie del CREA Olivicoltura Frutticoltura Agrumicoltura che, in collaborazione con il John Innes Centre di Norwich, hanno caratterizzato la mutazione “acidless” (letteralmente “per nulla acido”) nei frutti di cedro, limone, limetta e arancio, in grado di addolcire il succo rispetto alle varietà classicamente acide.Le mutazioni acidless hanno da sempre incuriosito nel tempo i ricercatori tanto da consentirne il riconoscimento e l’isolamento in molte specie di agrumi che venivano comunemente indicate come “dolci”, a causa dell’estrema riduzione dell’acidità nel succo. Gli agrumi “dolci”, oltre a perdere l’acidità, hanno anche perso la capacità di colorare di rosso intenso foglie e fiori di molte specie. L’analisi genetica, sviluppata mettendo a confronto varietà acide e “dolci” della stessa specie, ha consentito l’identificazione di un gene, chiamato Noemi, fattore chiave in grado di regolare l’acidità dei frutti e che funziona in stretta sinergia con il gene Ruby (identificato qualche anno fa dallo stesso team https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC3336134/pdf/1242.pdf), responsabile della sintesi delle antocianine, ovvero i pigmenti chiave della colorazione rosso porpora.Lo studio inoltre chiarisce come, attraverso il percorso di domesticazione del cedro (una delle specie vere, insieme a pummelo e mandarino), una mutazione a carico di Noemi sia stata poi trasmessa a tutti gli agrumi da esso derivanti a seguito di incroci interspecifici.Oggi l’identificazione di Noemi e la possibilità di modulare la sua espressione rappresentano un tassello strategico per il miglioramento genetico degli agrumi, soprattutto per le arance e i mandarini, in quanto il controllo dell’acidità è determinante nell’isolamento di selezioni a diversa epoca di maturazione, di grande impatto per un consumatore attento ed esigente.

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Chi ha paura di Giovanni Paolo II?

Posted by fidest press agency su martedì, 11 febbraio 2020

In occasione del centenario della nascita di Giovanni Paolo II che si celebrano quest’anno due vaticanisti, Giacomo Galeazzi, noto per le sue inchieste e Gian Franco Svidercoschi, amico personale del Papa polacco, coautore, insieme al Papa di “Dono e Mistero”, redattore dei libri del card. Stanislao Dziwisz, hanno dato alle stampe per Rubbettino un libro insolito su Karol Wojtyla, con la prefazione dello stesso Dziwisz, dal titolo «Chi ha paura di Giovanni Paolo II. Il Papa che ha cambiato la storia del mondo». Un’accurata biografia che si interroga però sul futuro dell’eredità di un papato rivoluzionario e che ora finisce per essere definito “conservatore” proprio dal successore finito nelle maglie di un involontario trabocchetto.
E perché c’è ancora, fuori e soprattutto dentro la Chiesa, chi rifiuta l’eredità di questo Papa che ha cambiato la storia della Chiesa e del mondo? Trent’anni fa ci fu la caduta del Muro, una vicenda nella quale il Papa polacco – il primo Papa non italiano dopo quasi cinque secoli – ebbe un ruolo decisivo. E non solo. La sua azione, grazie anche ai numerosi viaggi, fu determinante per il ritorno di molti Paesi latino-americani alla democrazia, per ridare voce e dignità ai popoli del Sud. E spesso, nei momenti di crisi dell’umanità, con i grandi della terra pavidi e silenziosi, fu soltanto lui, Wojtyla, a parlare, a intervenire, a denunciare. Soltanto lui a testimoniare la speranza in un futuro che poteva essere diverso. “Tutto può cambiare”, ripeteva. E allora, come si fa a dimenticare un Papa così? Chi ha paura del progetto geopolitico che questo Papa aveva disegnato per un mondo più giusto, più pacifico? E dove, naturalmente, non ci sarebbe stato posto per potenze dominanti, né per populismi e sovranismi? È stato il Papa che ha realizzato concretamente diversi documenti conciliari: la centralità del popolo di Dio, la libertà religiosa e i diritti umani, i rapporti con l’ebraismo e con l’islam. Il Papa che ha creato le Giornate mondiali della gioventù E allora, come si fa a dimenticare un Papa così? Chi ha paura di quel “modello” di Chiesa che Giovanni Paolo II aveva proposto? Questo libro vuole essere un invito a riscoprire l’eredità del pontificato di Wojtyla, ripercorrendone i tratti salienti. E a far sbocciare questa eredità in una rigogliosa primavera per la missione della Chiesa.

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Accordo quadro per lo sviluppo delle piccole e medie imprese italiane

Posted by fidest press agency su martedì, 11 febbraio 2020

Bernoni Grant Thornton – member firm italiana di Grant Thornton International Ltd, uno dei principali network a livello mondiale che fornisce servizi di consulenza tributaria, societaria, advisory, IT e outsourcing – e CNR, Consiglio Nazionale delle Ricerche, il maggior Ente pubblico di ricerca italiano a vocazione spiccatamente multidisciplinare, hanno siglato un accordo quadro a livello nazionale della durata di tre anni per favorire lo sviluppo delle piccole e medie imprese italiane.L’accordo prevede che le due parti, ognuna per i propri ambiti di competenza, collaborino da oggi per ideare e sviluppare iniziative, eventi e progetti di ricerca, formazione, innovazione tecnologica, presso start up e PMI innovative, istituti finanziari, società di venture capital e business angel.La collaborazione delle due parti, da definire di volta in volta a seconda delle diverse iniziative e progetti, è orientata allo sviluppo delle start up e pmi innovative su tutto il territorio nazionale e potrà anche prevedere il coinvolgimento ed il supporto di altri soggetti pubblici (come Ministeri, Regioni ed altri enti interessati) e/o privati e, a titolo di esempio, potrà riguardare le seguenti linee di attività:diffusione delle agevolazioni per attività di ricerca e innovazione (rivolte in particolare alle PMI Innovative);
formazione congiunta alle imprese sui seguenti temi: ricerca, innovazione tecnologica e valorizzazione dei propri asset (per favorire il loro sviluppo e quello del Paese);definizione di proposte strategiche per il miglioramento di realtà imprenditoriali già consolidate (orientate a sbloccare il potenziale di crescita);analisi e sperimentazione di servizi innovativi per il finanziamento e la crescita degli spin off del CNR, delle start up e delle PMI innovative.Concretamente l’accordo prevede poi l’istituzione di un Comitato di indirizzo strategico (composto da quattro membri, due in rappresentanza di Bernoni Grant Thornton e due del CNR) con il compito di sviluppare e integrare le linee di attività, di valutare i temi strategici di intervento e di approvare i progetti di ricerca da sviluppare attraverso specifiche convenzioni operative.Ogni anno il Comitato predisporrà una relazione sullo stato di attuazione dell’accordo. Per ogni specifico progetto approvato, le parti provvederanno alla stesura di una convenzione operativa che verrà sottoscritta dai soggetti partecipanti. Obiettivo comune sarà quello di integrare pubblico e privato per dare vita ad una collaborazione incentrata sulla promozione della formazione come driver di sviluppo per i progetti con ampio potenziale di crescita.

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Crescita dell’industria dei servizi immobiliari

Posted by fidest press agency su martedì, 11 febbraio 2020

E’ una realtà sempre più importante nel panorama europeo e aumenta più del mercato immobiliare. Nel 2019 il fatturato di questo comparto nei cinque grandi Paesi europei è stato superiore a 385 miliardi di euro con un aumento dell’1,2 per cento sul 2018. A livello continentale questa industria pesa per oltre 480 miliardi di euro. Anche in Italia il settore è in grande sviluppo, e nel 2019 ha raggiunto i 43 miliardi di euro con un incremento di quasi il cinque per cento sull’anno precedente. È una crescita superiore a quella registrata nel mercato immobiliare che è stata del 3,9 per cento. La Germania si conferma il mercato più importante, la Spagna si muove sulla scia dell’Italia mentre il mercato francese rimane in una posizione intermedia, con un fatturato in contrazione. I mercati più produttivi per fatturato medio per occupato si confermano quello tedesco, con 273mila euro per addetto, e quello francese, con 257mila euro. Sono questi alcuni dei dati illustrati oggi a Roma da Scenari Immobiliari in apertura del convegno FUTU.RE, durante il quale è stato presentato il quinto “Rapporto sulla filiera dei servizi immobiliari in Europa e in Italia”. Il Rapporto èrealizzato con la collaborazione delle principali società di servizi italiane (Abaco Team, Agire Gruppo IPI, BNP Paribas Real Estate, CDP, Coima, Cushman & Wakefield, Generali Real Estate, GVA Redilco, Revalo, Rina Prime Value Services, Sidief, Yard).
Nei cinque Paesi analizzati si arriva a quasi due milioni di addetti diretti, corrispondente all’1,3 per cento della forza lavoro totale. Accanto agli addetti diretti si sommano quelli indiretti, con un indotto stimato in 786mila unità. In Italia nel 2019 l’intera filiera dei servizi all’immobiliare (dalla progettazione alla vendita) supera il mezzo milione di addetti (+2,9% sul 2018), tra diretti e indiretti, facendo registrare una crescita del 15,8 per cento in cinque anni, ai primi posti in Europa. http://www.secglobalnetwork.com

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Accordo di investimento

Posted by fidest press agency su martedì, 11 febbraio 2020

SEC Newgate (sigla AIM: SECG), Gruppo internazionale di comunicazione, advocacy e ricerca ha annunciato oggi la firma di un accordo di investimento del valore di 2 milioni e mezzo di euro con Inveready, società di asset management spagnola specializzata nei nuovi mercati. L’accordo è finalizzato all’emissione di obbligazioni convertibili con un prezzo di riferimento di £0.55 per azione. L’emissione delle obbligazioni, per un totale di 2,5 milioni di €, dovrebbe essere effettuata – dopo lo svolgimento di tutte le formalità di approvazione previste – agli inizi di marzo 2020.SEC Newgate, che il 4 settembre 2019 ha completato la fusione col Gruppo inglese Porta Communications plc, è impegnata pienamente nel realizzare l’obiettivo di diventare uno dei Gruppi leader a livello globale nel settore della comunicazione e dell’advocacy. Già attualmente, infatti, l’allargamento delle attività post fusione dei due Gruppi colloca SEC Newgate fra le prime 30 realtà del settore, secondo la classifica Top 30 edita da the Holmes Report nel 2019. Il Gruppo offre ai suoi clienti la sua consulenza in diverse aree del mondo, che includono il Regno Unito (il primo mercato per il Gruppo) Europa, Medio Oriente, Asia, Australia, America Latina e Africa. L’emissione di obbligazioni convertibili fornirà risorse finanziare aggiuntive per finanziarie I piani di crescita globale dell’azienda, così come sono stati definiti nel Piano Strategico 2020-2023.

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Scuola: Più ore di sostegno, meno continuità didattica: un paradosso tutto italiano

Posted by fidest press agency su martedì, 11 febbraio 2020

Succede anche questo nel Bel Paese: aumentano le ore di sostegno assegnate agli alunni disabili grazie ai ricorsi delle famiglia in tribunale, ma sempre più alunni cambiano insegnante, secondo l’ultimo report “Inclusione scolastica degli alunni con disabilità”, dell’Istat. Negli ultimi cinque anni le ore di sostegno settimanali sono aumentate del 18%, fino a una media di 14 ore a settimana, nonostante un posto su tre chiesto dai presidi in base al PEI sia rifiutato dall’USR.Nonostante questo, i bisogni degli alunni non sembrano soddisfatti: per questo quasi il 6% delle famiglie ha presentato ricorso al Tar, al Sud dove i tagli sono maggiori il 10%. Molti ricorsi sono stati promossi dai legali di Anief con l’iniziativa #nonunoradimeno. L’ultima legge di bilancio ha dovuto prevedere un fondo ad hoc per risarcirle e trasformare almeno mille cattedre in organico di diritto per eseguire le sentenze dei giudici. “Una delle criticità – rileva l’Istat – è la “discontinuità” nel rapporto con l’alunno a causa dei numerosi cambi d’insegnante. E ciò impedisce di instaurare un rapporto di fiducia con il bambino”. Ma di chi è la colpa? Risponde Marcello Pacifico, presidente Anief: “del balletto delle supplenze, di uno scandalo tutto italiano che permette di tenere in vita cento mila cattedre su 180 mila necessarie ogni anno: quei posti in deroga, assegnati in base a parametri di una legge ormai datata (128/13) non sono utili per le assunzioni, coperti ogni anno in supplenza annuale fino al 30 giugno, quasi un posto più tre. Lo Stato così ci risparmia le mensilità estive e non mette nel bilancio ordinario sottoposto ai vincoli europei quasi 3 miliardi. La conseguenza, però, è la palese violazione del diritto all’istruzione e delle norme comunitarie sui contratti a termine, oggetto di un altro contenzioso al giudice del lavoro che costa milioni di euro di risarcimenti. La soluzione ci sarebbe: trasformano questi posti, in organico di diritto, avviare regolari corsi di specializzazione in base alle effettive esigenze e uno straordinario aperto ai docenti con 24 mesi di servizio, aprire il reclutamento già il prossimo anno scolastico con la “Call veloce” anche alle graduatorie di istituto. Così garantire allora la continuità didattica”.

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Scuola. Il Papa: i docenti svolgono un ruolo cruciale ma sono sottopagati

Posted by fidest press agency su martedì, 11 febbraio 2020

Parlando degli insegnanti, il Pontefice si sofferma sul fatto che la loro professione dedita all’educazione dei giovani, va sostenuta con tutti i mezzi e le risorse possibili. Non è la prima volta che Bergoglio affronta questo tema, bacchettando le istituzioni per non sapere valorizzare l’operato di chi garantisce la formazione delle nuove generazioni: lo scorso settembre, durante una visita al Cantiere di Mahatazana ad Antananarivo, nel Madagascar, chiese pubblicamente compensi per chi insegna a scuola commisurati al costo della vita, perché “i professori consacrino tempo a questo compito, senza aver bisogno di altre attività per la sussistenza quotidiana”. “L’articolo 36 della Costituzione non può continuare ad essere disatteso – spiega Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief – assegnando una retribuzione non veto proporzionata alla quantità e qualità del loro lavoro, nonché insufficiente per assicurare a loro e alle loro famiglie un’esistenza libera e dignitosa. Un insegnante che percepisce meno di 1.300 euro per tutto il periodo di precariato e i primi otto anni di servizio è una vergogna da cancellare. Bene ha fatto Bergoglio a ribadirlo”.“Davanti alle sfide dell’educazione ruolo cruciale è quello dei docenti, sempre sottopagati”. Papa Bergoglio, riferisce Adnkronos, torna sul tema dei docenti italiani e sulla funzione importantissima che svolgono, in cambio di compensi inadeguati: lo fa nel corso di un intervento tenuto in un seminario organizzato in Vaticano dalla Pontificia Accademia delle Scienze Sociali sul tema Istruzione: il Patto globale.

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Scuola chiusa a Milano

Posted by fidest press agency su martedì, 11 febbraio 2020

“Quando una scuola chiude abbiamo fallito tutti, invito il sindaco Sala ad andare sul sito del Ministero dell’istruzione, da gennaio è online il bando per l’adeguamento delle scuole alla normativa antincendio. Sono 98 i milioni a disposizione. Sono situazioni inaccettabili per una città come Milano”. Questo il commento del consigliere regionale del Movimento 5 stelle, Gregorio Mammi per la chiusura dell’IPSSCSI “W. Kandinsky” di via Baroni 35, a causa di irregolarità nel sistema antincendio.Avvisato dai genitori dei ragazzi il pentastellato Mammì quando ha letto la circolare era incredulo. “Nella circolare della dirigente scolastica c’è sconforto ed esasperazione nell’annunciare la chiusura della scuola da lunedì 10 febbraio. In un paragrafo la dirigente sottolinea che questo accade nonostante avesse da tempo sollecitato Città Metropolitana ad intervenire. Da alcuni mesi sto ispezionando le scuole di Milano – continua Mammì- in alcuni casi sono situazioni fatiscenti, come ad esempio l’ITSOS Albe Steiner, di via San Dionigi, che versa in grave difficoltà, dopo le prime piogge dell’autunno. I soffitti di numerose classi sono crollati e i ragazzi si trovano a fare lezioni in aule improvvisate. Le scuole di Milano hanno bisogno di un importante intervento di restyling, perché alcune di loro sono eccellenze per il territorio lombardo e non”.

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Scuola: Il sostegno agli alunni disabili non funziona

Posted by fidest press agency su martedì, 11 febbraio 2020

Lo si evince in modo chiaro dall’ultimo report “Inclusione scolastica degli alunni con disabilità“, realizzato dall’Istat e pubblicato in queste ore: “mancano insegnanti specializzati e il 36% dei docenti per il sostegno viene selezionato dalle liste curriculari; sono docenti che rispondono ad una domanda di sostegno non soddisfatta, ma non hanno una formazione specifica per supportare al meglio l’alunno con disabilità”.Inoltre, quasi 6 su alunni 10 hanno cambiato insegnante di sostegno rispetto all’anno precedente, al Nord anche di più, e il 10%, ha addirittura cambiato insegnante nel corso dello stesso anno. Marcello Pacifico (Anief): “Siamo arrivati a 80 mila posti in deroga su 180 mila insegnanti di sostegno. E gli alunni con handicap certificato aumentano al ritmo di 10 mila l’anno. L’unico modo per centrare la continuità didattica è riconvertire i posti dal 30 giugno al 31 agosto, aprire i corsi di specializzazione ai docenti con 36 mesi di servizio, assumere in ruolo con un Call veloce da graduatorie di istituto”. Il rapporto alunno-insegnante per il sostegno è migliore delle previsioni di legge, al netto di un ulteriore terzo dei posti che viene chiesto dai dirigenti e non assegnato per ragioni finanziarie dagli uffici scolastici regionali, a meno che la famiglia ricorra a un giudice: è pari a 1,6 alunni ogni insegnante per il sostegno, mentre la legge 244/2007 fissa un valore medio di due. Ma se gli insegnanti di sostegno sono aumentati, fino a 173 mila cattedre, in virtù di un aumento medio di 8 mila iscrizioni annuo di alunni con handicap, rimane la carenza nella formazione e nel reclutamento dei docenti. Il “fenomeno è più frequente nelle regioni del Nord, dove la quota di insegnanti curriculari che svolge attività di sostegno sale al 47%, e si riduce nel Mezzogiorno attestandosi al 21%. Anche la formazione in tecnologie educative, fondamentale per l’utilizzo corretto della strumentazione a supporto della didattica, risulta ancora poco diffusa: nel 12% delle scuole italiane nessun insegnante per il sostegno ha frequentato un corso specifico per l’utilizzo appropriato delle tecnologie a supporto della didattica, nel 64% delle scuole soltanto alcuni docenti hanno frequentato corsi, mentre nei restanti casi (24%) tutti gli insegnanti hanno frequentato almeno un corso”, dice ancora l’Istituto nazionale di statistica. L’attuale bizzarro sistema di formazione e reclutamento influenza la mobilità anche per via dell’alto numero di cattedre libere imposto dalla legge 128/13 che obbliga il Miur a rispettare i parametri degli organici di quindici anni fa: con il risultato, considerando pure la mobilità fisiologica, che al 59% degli alunni con disabilità “non è garantita la continuità didattica”. Nello scorso anno scolastico quasi 6 su 10 hanno cambiato insegnante di sostegno rispetto al precedente (il fenomeno è leggermente maggiore al Nord) e una quota non trascurabile, il 10%, ha cambiato insegnante nel corso dello stesso anno scolastico. Va ricordato che alla primaria e alle medie, sono 177 mila i bambini con disabilità, il 3,9% degli alunni: i maschi sono il doppio che le femmine, il problema più frequente è la disabilità intellettiva (42% degli studenti con sostegno), seguono i disturbi dello sviluppo (26,4%), meno diffusi i problemi sensoriali (8%). “Ma il problema della continuità didattica non tiene conto anche delle diecimila cattedre di sostegno andate vacanti ancora una volta l’anno scorso per via della perdurante impossibilità di assumere gli insegnanti specializzati dalle graduatorie di istituto”, sottolinea Marcello Pacifico, leader Anief.

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Scuola: Precariato: “Call veloce”

Posted by fidest press agency su martedì, 11 febbraio 2020

La procedura, introdotta col Decreto Scuola convertito nella Legge 159/2019, prevede che i supplenti presenti nelle graduatorie di merito e nelle GaE possano essere immessi in ruolo, su base volontaria, anche in un’altra regione diversa dalla propria, attraverso un elenco utile esclusivamente per assegnare i tanti posti vacanti che altrimenti andrebbero a supplenza. La ministra dell’Istruzione si è subito impegnata per realizzare in breve tempo il decreto attuativo, comprendente il nuovo regolamento per velocizzare questo genere di convocazioni, il quale permetterebbe di utilizzare proficuamente gli elenchi temporanei che si verrebbero creare già in occasione delle prossime immissioni in ruolo previste nella prossima estate. Anief è d’accordo, ma ne va ampliato l’utilizzo.Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief: “Sono rimasti appena 8 mila i docenti nelle GaE, quindi bisogna allargare la procedura della ‘Call veloce’ alle graduatorie d’Istituto da cui sono chiamati molti dei supplenti annuali o al termine delle attività didattiche. In questo modo, ridurremmo considerevolmente il numero delle 170 mila supplenze annuali. Abbiamo già il personale della seconda fascia d’istituto abilitato, mentre per quello inserito nella terza fascia, destinatario del ruolo, basterebbe iscriverlo al percorso seguito dai vincitori del nuovo concorso straordinario”.
Senza interventi straordinari ed efficaci, la supplentite è destinata ad aumentare. Ma potrebbe anche subire un taglio grazie ad un numero maggiore di contratti a tempo indeterminato dal 1° settembre 2020. La “ricetta” della neoministra Azzolina – scrive Orizzonte Scuola – è scritta nella Legge 159/2019, entrata in vigore il 29 dicembre 2019: i posti in ruolo, autorizzati dal MEF per l’anno scolastico 2020/21, eventualmente non attribuiti per mancanza di aspiranti in graduatoria, potranno essere “rimessi in gioco” a favore di docenti delle GaE e dei concorsi 2016 e 2018, disponibili a trasferirsi nelle regioni in cui i posti sono disponibili. Il sindacato Anief concorda con la volontà di assegnare i ruoli entro il 31 agosto su tutti i posti vacanti e assumere i precari di prima, seconda e terza fascia, laddove le GaE sono esaurite, in attesa dell’esperimento del nuovo concorso ordinario e straordinario, in analogia a quanto già previsto nel decreto “salva-scuola”. Tuttavia, è convinto che occorra allargare la platea di aspiranti, anche perché moltissime GaE provinciali sono ormai prive di candidati. Ecco perchè Anief ritiene indispensabile estendere la ‘Call veloce’ anche alle nuove graduatorie di istituto provinciali che saranno utilizzate per la chiamata dei supplenti, in modo da evitare che il prossimo anno si tocchi il record della supplentite e dei risarcimenti a carico dello Stato. Secondo Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, “introdurre la call veloce anche a livello di singoli istiuti, permetterebbe di mettere in ruolo già entro agosto tutti i precari su tutti i posti liberi. Ma servirà pure una revisione della pianta organica del Miur, alla luce della trasformazione in organico di diritto di tutti quei posti che per più di due anni sono stati sempre affidati ai precari supplenze. Con questa possibilità, sarebbero 100 mila i docenti che si proietterebbero verso l’immissione in ruolo”.

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Mariantonia Avati: A una certa ora di un dato giorno

Posted by fidest press agency su martedì, 11 febbraio 2020

Uscita prevista: 19 marzo. Amare un uomo anche quando lui non somiglia più a quello che era. La tenacia di una donna che resta aggrappata al suo matrimonio per provare a salvare se stessa. Dopo Il silenzio del sabato, Mariantonia Avati torna alla scrittura con una storia senza sconti e senza paure, capace di indagare nell’animo umano percorrendone tutte le sfumature, le contraddizioni, fino a raccontare la grandezza di cui è capace la compassione e l’amore, quando, contro tutto e tutti, decide di sopravvivere al dolore.
Emma è sposata con Luca, hanno un figlio adolescente, Federico, una vita apparentemente normale. Luca ha un passato complicato: la morte del fratello, la dipendenza dalla cocaina e da una sessualità che mortifica. Ma Emma è convinta di poter proteggere Luca dalle sue fragilità, di costituire un nucleo inscalfibile di felicità e forza, rispetto cui ogni altro bisogno verrà meno. Lei sceglie per entrambi. E fino a un certo punto della loro storia riesce a trovare in quell’amore il risarcimento del quale aveva bisogno. Ora, trascorsi alcuni anni, tutto sembra scorrere normalmente, ma tutto è in realtà pronto a esplodere: il loro matrimonio nasconde infatti un cuore nero, pulsante, che fagocita i sentimenti, i ricordi, le promesse. Luca comincia a soffrire di insonnia, è irascibile e incontrollato, accusa Emma di essere la radice della sua sofferenza, di aver tradito il patto che li univa. La discesa nell’inferno personale dell’uomo è appena iniziata, ed Emma non sa cosa sarà capace di scegliere quando avrà aperto l’ultima delle porte che la separano dalla comprensione della verità: avrà la forza di cambiare il suo destino o sarà il destino a cambiare per sempre lei?

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