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Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 250

Archive for 12 febbraio 2020

Il Threadneedle (Lux) Global Multi Asset Income Fund festeggia il suo quinto anniversario

Posted by fidest press agency su mercoledì, 12 febbraio 2020

Lussemburgo. Il Threadneedle (Lux) – Global Multi Asset Income Fund è una strategia a gestione attiva che mira a ottenere un rendimento del 5%. Il fondo, in particolare, ha l’obiettivo di generare flussi reddituali e accrescere il capitale investito nel medio-lungo termine. Almeno due terzi del patrimonio sono investiti in posizioni in società e obbligazioni emesse da società e governi di tutto il mondo. Secondo l’approccio di investimento del gestore Maya Bhandari, dal 2015, il Fondo investe in tre fonti diversificate: azioni, reddito fisso e vendita di opzioni call su indici. Il perseguimento di questo obiettivo è stato sempre accompagnato dal controllo della volatilità, in modo da preservare il capitale nel medio-lungo termine.Un rapido sguardo alle diverse classi di attivi rivela le sfide attuali con cui molti investitori si devono oggi confrontare. L’azionario è volatile per sua natura, come ha ricordato la correzione di fine 2018. Al contempo, i rendimenti obbligazionari sono prossimi ai minimi storici, per cui le prospettive di rendimento corretto per il rischio dei titoli di Stato core sono quanto mai deboli e il loro potenziale è marginale. In un contesto di tassi bassi e di volatilità sui mercati azionari, gli investitori devono trovare quindi nuovi modi per ottenere un livello di rendimento interessante senza sopportare la volatilità associata all’azionario. Il fondo Threadneedle (Lux) Global Multi Asset Income mira a offrire un rendimento sostenibile nel tempo persino nell’odierno contesto di bassi rendimenti.
A livello di view sui mercati, il team di gestione in questo momento individua alcuni aspetti che possono far nutrire un cauto ottimismo. Le minacce legate al commercio globale e a una hard Brexit sono diminuite notevolmente, persino rispetto a metà dicembre. Stando sia al consensus sia alle previsioni interne di Columbia Threadneedle, la crescita economica dovrebbe attestarsi ad un ritmo pressoché ideale, né tanto rapida da rendere necessario un aumento dei tassi d’interesse, né tanto debole da riaccendere i timori di una recessione. Le azioni e il credito societario potrebbero evidenziare un andamento relativamente favorevole in questo contesto, con una crescita discreta degli utili e dei dividendi.Felicity Long, portfolio client manager del team multi-asset di Columbia Threadneedle, ha commentato: “Che si tratti di finanziare l’istruzione dei propri figli o di disporre di un reddito aggiuntivo per gli anni della pensione, gli investitori hanno bisogno oggi di investimenti che puntino a generare un alto rendimento. Tuttavia, in un mondo di tassi d’interesse estremamente bassi, per trovare una fonte di reddito solida e sostenibile è necessario sempre più pensare fuori dagli schemi tradizionali”. Maya Bhandari, gestore del Threadneedle (Lux) Global Multi Asset Income Fund, ha continuato: “Nei cinque anni di vita del Fondo abbiamo dovuto affrontare momenti a volte impegnativi per la generazione di rendimento ed è incoraggiante che il nostro approccio così accurato all’asset allocation e alla ricerca di opportunità abbia dato i suoi frutti in questo momento storico di mercato. Il nostro primario obiettivo è identificare investimenti in grado di fornire buoni ritorni tenendo, però, sempre conto del contesto macroeconomico. Vogliamo dare soluzioni con il giusto rapporto rischio-rendimento offrendo ai nostri investitori un ritorno con una volatilità controllata. In aggiunta a una puntuale strategia in termini di asset allocation sono sempre fondamentali le competenze dei nostri team specializzati nel reddito azionario globale e nel credito societario che forniscono ai nostri investitori una selezione di titoli di prim’ordine”.
Columbia Threadneedle Investments è un gruppo specializzato nell’attività di asset management leader a livello globale che si contraddistingue per un’ampia offerta di strategie a gestione attiva e molteplici soluzioni d’investimento per clienti individuali, istituzionali e corporate in tutto il mondo.
Con l’ausilio di oltre 2.000 collaboratori tra cui più di 450 professionisti dell’investimento operanti nel Nord America, in Europa e Asia, il Gruppo gestisce un patrimonio pari a EUR 440 miliardi che copre azioni dei mercati sviluppati ed emergenti, reddito fisso, soluzioni multi-asset e strumenti alternativi.
Columbia Threadneedle Investments è la società specializzata in asset management che opera a livello globale e che fa parte di Ameriprise Financial, Inc. (NYSE: AMP), uno dei principali Gruppi statunitensi per offerta di servizi finanziari. In quanto parte di Ameriprise, Columbia Threadneedle beneficia quindi del sostegno di una grande società leader nei servizi finanziari, diversificata e adeguatamente patrimonializzata.www.columbiathreadneedle.com

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Riforma dell’Irpef

Posted by fidest press agency su mercoledì, 12 febbraio 2020

E’ sul tavolo del Governo. Deve puntare a dare sollievo a famiglie e imprese snellendo al tempo stesso burocrazia e procedure, che sottraggono ancora troppo tempo e risorse. Noi di Soggetto Giuridico crediamo che sia necessaria una vera semplificazione della macchina amministrativa affinché la riduzione del carico fiscale possa produrre risultati positivi. Diminuzione delle tasse e alleggerimento della burocrazia sono entrambi obiettivi importanti, considerando che il tempo e i costi necessari per gli adempimenti amministrativi incidono in ultima analisi sulla ricchezza di privati e aziende. Mentre si discute su come reperire le risorse per un taglio dell’Irpef e si considera una rimodulazione dell’Iva per alcuni beni non di prima necessità, noi di Soggetto Giuridico chiediamo al Governo e alle forze politiche di non perdere di vista l’obiettivo della semplificazione.Abbiamo già visto in passato riforme condivisibili, per contenuti e obiettivi, arenarsi nelle sabbie di una burocrazia troppo lenta nel recepire le nuove leggi e nell’applicarle sciogliendo i dubbi e i nodi che ogni novità porta con sé. In questo modo, provvedimenti pensati per sostenere l’economia hanno finito per creare ulteriore incertezza perdendo di incisività.

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Telefonia: esposto sui call center a pagamento

Posted by fidest press agency su mercoledì, 12 febbraio 2020

“Talvolta il call center è utilizzato da consumatori che non sono clienti, ma questo non esclude i doveri di trasparenza sui costi della chiamata”. E’ quanto dichiara Massimiliano Dona, Presidente di Unione Nazionale Consumatori, annunciando la segnalazione depositata all’Antitrust nei confronti di Tim, Vodafone e WindTre.Nello specifico, telefonando ai servizi di assistenza dei suddetti operatori, si osserva che: solo per Vodafone, la voce registrata informa che per i non clienti la chiamata è a pagamento, purtuttavia non rivela i costi; mentre per TIM e WindTre, la voce registrata omette totalmente di informare che la chiamata per i non clienti è onerosa.“Questa omissione delle informazioni è grave perché non permette ai consumatori di fare scelte consapevoli -afferma Dona- sapendo infatti dei costi di chiamata avrebbero probabilmente scelto un altro canale per parlare con l’operatore. Chiediamo, dunque, l’intervento dell’Autorità che se accerti la violazione intervenga con le adeguate sanzioni”.

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Mario Tassone: la prima Repubblica

Posted by fidest press agency su mercoledì, 12 febbraio 2020

Molti commentatori difronte la confusione di oggi stanno rivedendo i giudizi negativi sulla prima fase della repubblica che va impropriamente sotto il nome di “prima repubblica”. Condanne ingiuste di un periodo storico, hanno prodotto i risultati che oggi rendono precarie le istituzioni rappresentative, restringono l’area dei diritti, comprimono sempre di più gli spazi di libertà. Oggi parlare di “prima repubblica” non è più un insulto ma per molti è una rivisitazione storica e il desiderio di ritornare ad un tempo dove c’era la politica oggi sostituita da un movimentismo che esprime impulsi e non progetti, emotività e non razionalità, estremismi e non i necessari equilibri e sintesi fra le varie esigenze. Oggi si afferma che senza un’area di centro non si governa. È giusto. Con le improvvisazioni si possono fare spettacoli con gli effetti speciali ma non si amministra. Le illusioni non costruiscono ma condannano una comunità alla disperazione. Dunque, dicevamo c’è bisogno di un centro e di un recupero dell’unità dei cristiani democratici. Un centro vero libero, senza trattini, nei giudizi che si sottrae a preventive alleanze. Un centro che rifiuta sovranismi e populismi, che non accetta l’imperio della negazione del diritto e della regione, che rifiuta gli estremismi che offendono sensibilità umane. Un centro che sia in condizione di costruire democrazia con le forze disponibili così com’è avvenuto nella stagione della ricostruzione del nostro paese. La federazione popolare dei democratici cristiani, costituitasi qualche mese or sono, deve procedere speditamente a fare il Partito. Un appello da rinnovare a quanti, consapevoli della grave situazione, si ritrovino insieme per rinnovare con il popolo italiano il patto antico, ma sempre attuale, per difendere i valori di crescita e di umanità oggi sempre offuscati dall’antipolitica. (by Lorenzo Annoni)

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Una commissione di esperti sullo studio della storia

Posted by fidest press agency su mercoledì, 12 febbraio 2020

“Nel totale silenzio dei media, la neoministra dell’Istruzione Azzolina realizza ciò che nel 2000 avevo richiesto: una commissione di esperti sullo studio della storia. Esattamente quello che era previsto nella mozione approvata dal Consiglio regionale del Lazio all’epoca del governatore Storace. Venimmo crocifissi per attentato alla sacralità della storiografia marxista, accusati di voler riscrivere la Storia sostituendo l’ortodossia comunista con quella revisionista, negazionista addirittura fascista. La polemica durò mesi con scontri al massimo livello nazionale con toni oltremisura. Ma ebbe tuttavia anche l’imprevisto merito di scoperchiare un problema enorme, quello della mancanza di pluralismo culturale con tanto di vergognose e inaccettabili omissioni sulle foibe, definite da diversi manuali di storia come mere depressioni geologiche. Il prof. E Ministro Tullio De Mauro, linguista di enorme fama nel suo dizionario della lingua italiana definiva le foibe ‘depressione carsica a forma d’imbuto costituita dalla fusione di più doline, al fondo della quale si apre un inghiottitoio, usata anche come fossa comune per occultare cadaveri di vittime di eventi bellici’. Nessun accenno allo sterminio di intere famiglie italiane ad opera dei comunisti di Tito. Fu allora, davanti al tentativo di nascondere ai ragazzi della scuola dell’obbligo la verità storica che deflagrò il violento conflitto politico e fioccò la terribile accusa di voler censurare gli autori dei manuali scolastici. La Regione Lazio rinunciò all’istituzione della commissione di storici, ma approvò la proposta di legge a mia firma per istituire la Giornata del Ricordo, anticipando il parlamento nazionale. Mi auguro che il ministro Azzolina renda pubblica la decisione su questa commissione, che si parli nel provvedimento istitutivo di necessità di garantire il pluralismo culturale, la verità storica e di bandire ogni forma di negazionismo”. E’ quanto dichiara in una nota Fabio Rampelli, vicepresidente della Camera e deputato di Fdi.

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Scuola. Anief: “Chiedano subito investimenti nel nuovo Def”

Posted by fidest press agency su mercoledì, 12 febbraio 2020

Marcello Pacifico, presidente Anief: “Nessuno parla più dei 3 miliardi chiesti dall’ex ministro Fioramonti, Azzolina e Manfredi ottengano lo stanziamento di nuovi fondi, per cominciare a sederci e parlare di contratto” E prosegue: “Faccio un appello al ministro Azzolina: apra subito i tavoli per il rinnovo del contratto, chieda subito lo stanziamento di soldi insieme al ministro Manfredi. Si chiedano stanziamenti di fondi nuovi nel Def. Con queste condizioni possiamo cominciare a sederci per parlare del contratto. Le condizioni sono quindi: mettere dei soldi in più per la scuola, rivedere i profili professionali entro la primavera, trasformare in elemento stabile l’elemento perequativo degli 80 euro, adeguare gli stipendi all’inflazione. Si vada poi ad analizzare cosa è successo in questi anni nella scuola in termine di bornout, per vedere se anche il lavoro dell’insegnante debba essere considerato come lavoro usurante e quindi aprire una finestra per le pensioni”.
Lo dice a chiare lettere, intervistato da Orizzonte Scuola, il leader di Anief, Marcello Pacifico. Chiede una svolta a livello economico, una risposta ai timori espressi dall’ex ministro Fioramonti, che hanno indotto infine l’ex titolare del Miur a rassegnare le dimissioni negli ultimi giorni del 2019. “Nessuno – aggiunge Pacifico, nel colloquio con il sito specializzato – parla più dei 3 miliardi chiesti dall’ex ministro Fioramonti, per firmare i contratti. Nessuno parla più di che cosa fare dell’elemento perequativo, degli 80 euro che Anief chieda venga messo a regime. Sono iniziati in Aran i primi incontri sulla revisione dei profili professionali e però si è ancora in alto mare per il personale Ata e per il personale della ricerca e dell’università”. “Nessuno – prosegue Pacifico – ancora vuole riconoscere il lavoro che si fa a scuola come lavoro usurante. Se non si parla di tutte queste, andare a discutere se è opportuno o meno levare a chi ha funzioni di sistema per sviluppare meglio la scuola dell’autonomia, levare quei soldi per dare qualche mancia in più a ciascun insegnante, nella gerarchia delle priorità ci sembra ipocrita affrontare l’argomento del bonus merito con tanto vigore oggi, quando poi si è sempre più poveri e sviliti nel lavoro che si fa.

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Il Tour Internazionale per portare le PMI italiane all’estero

Posted by fidest press agency su mercoledì, 12 febbraio 2020

Il progetto è iniziato nel marzo 2018 a Norimberga in occasione della Fiera Fensterbau. La seconda tappa del progetto è stata la SIB di Casablanca e a seguire la 28° edizione della Fiera Budma, la cui partecipazione italiana è stata ampliamente pubblicizzata sulle più importanti riviste di settore locali. Nel maggio 2019, ha fatto seguito la Fiera Barcelona Building Construmat e infine ultimo appuntamento dell’anno a Parigi in occasione di Batimat dove sono stati organizzati incontri con architetti, designers, buyers e giornalisti locali.A seguito del grande successo ottenuto lo scorso anno, Caseitaly punta nel 2020 a fiere di alto profilo in aree caratterizzate da un forte sviluppo delle costruzioni quali Nord Africa e Medio Oriente.
La prima tappa sarà l’Egitto, dove il settore delle costruzioni risulta essere senza dubbio quello con maggiori prospettive di sviluppo, grazie ai numerosi progetti pianificati ed in corso di realizzazione per un ammontare superiore a 120 miliardi di dollari, tra i quali la futura capitale amministrativa dell’Egitto. Il BIG 5 Egypt, arrivato alla terza edizione, è la fiera di riferimento per gli operatori del mercato nazionale.A seguire è prevista la presenza negli Emirati Arabi, che si confermano il principale mercato di sbocco delle importazioni italiane nell’area MENA (Middle East and North Africa). La fiera BIG 5 DUBAI rappresenta una delle più consolidate realtà fieristiche dell’aerea G.C.C. (Gulf Cooperation Council) rivolta al settore delle costruzioni in generale, con focus sul comparto dei serramenti (porte – finestre), materiali da costruzione, facciate, rivestimenti ed impiantistica.L’importanza della manifestazione è data anche dalla concomitanza di EXPO 2020, per la quale si attendono oltre 25 milioni di visitatori, che costituirà un formidabile polo attrattivo a pochi kilometri da Big 5.
Caseitaly sbarcherà inoltre per la seconda volta a Casablanca per il SALON INTERNATIONAL DU BATIMENT – SIB, l’importante appuntamento fieristico del settore in Marocco, Nazione che considera il mercato delle costruzioni un elemento cardine nella politica socio-economica. L’obiettivo del Paese nordafricano, entro il 2022, è quello di migliorare la competitività dell’industria delle costruzioni con un programma di investimento ingegneristico. I programmi governativi prevedono, inoltre, la creazione di 15 nuove città satelliti per assorbire il deficit abitativo e ridurre la concentrazione nei grandi centri urbani, oltre alla costruzione di zone e strutture turistiche del programma Plan Azur, che si propone di rendere il Marocco, nel 2020, la 20° destinazione turistica mondiale, con un adeguato potenziamento delle strutture alberghiere.

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Verizon amplia l’ecosistema internazionale del 5G con un Lab e uno Studio 5G a Londra

Posted by fidest press agency su mercoledì, 12 febbraio 2020

Verizon ha aperto un nuovo laboratorio e uno studio di produzione 5G a Londra – la prima struttura abilitata per questo standard fuori dai confini statunitensi – a vantaggio del proprio business e dei propri clienti internazionali. Il Lab appena aperto ha sede presso l’ufficio Mid City Place di Verizon, nel centro di Londra, e offre un ambiente live abilitato per l’ecosistema 5G di Verizon, in cui le organizzazioni possono sviluppare e testare applicazioni ed esperienze 5G.I Lab 5G di Verizon sono progettati per offrire agli innovatori uno spazio per far crescere l’ecosistema 5G. Start-up, accademici, aziende e organizzazioni lavorano con Verizon all’interno dei suoi Lab per esplorare i confini di questo standard tecnologico, creare insieme nuove applicazioni e dispositivi e ripensare i limiti del possibile in un mondo 5G. I potenziali casi d’uso mirano a capire come veicoli a guida autonoma, smart community, assistenza sanitaria virtuale, smart manufacturing, IoT industriale, istruzione immersiva, realtà aumentata e realtà virtuale e gaming responsivo possano essere migliorati grazie alla velocità, alla larghezza di banda e alla bassa latenza del 5G.
Il London Lab di Verizon permette all’azienda di condividere la sua expertise e la sua competenza nella creazione di applicazioni abilitate per il 5G anche con aziende con sede al di fuori degli Stati Uniti. Inoltre le organizzazioni che visitano il Lab possono “toccare con mano” use case e progetti 5G e possono anche lavorare con il team di Verizon per sviluppare applicazioni abilitate per questo standard.Il London Lab mette in mostra una selezione di use case che utilizzano questa tecnologia in settori diversi, tra cui pubblicità e intrattenimento, istruzione, produzione, medicina, vendita al dettaglio, servizi pubblici e locali. Scendendo nel particolare è possibile osservare un centro di controllo mobile, un’esperienza di acquisto con realtà aumentata e scaffalature smart per la vendita al dettaglio, servizi intelligenti per la gestione delle risorse e per reinventare lo spazio di lavoro in ottica AR.Inoltre, ad aprile 2020, Verizon aprirà a Londra uno studio di produzione abilitato per il 5G che verrà integrato nella struttura del Lab. Lo studio offrirà uno spazio in cui i marchi gestiti da Verizon Media, nonché i suoi partner e clienti, potranno produrre contenuti 3D di qualità premium, comprese esperienze di realtà virtuale e aumentata, utilizzando strutture all’avanguardia come acquisizione volumetrica, motion capture e trasmissione AR. Lo studio sarà anche abilitato per lo standard 5G, fornendo alle aziende creative innovative uno spazio di incubazione per testare la creazione di contenuti che traggono vantaggio dalla capacità di questa tecnologia di trasmettere enormi quantità di dati quasi istantaneamente. Lo studio RYOT di Verizon Media ha già dimostrato la forza delle “storie” che utilizzano lo standard 5G sia per inserzionisti sia per i media, in occasione di eventi come il Climate Action Summit del 2019 dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite e la premiere di Star Wars – Rise of Skywalker.
Verizon gestisce altri 5G Lab negli Stati Uniti a New York, Washington D.C., Cambridge, MA, San José, California e Los Angeles. La società ha inoltre aperto un 5G First Responder Lab nella struttura di Los Angeles. Recentemente, Verizon insieme ad América Móvil, KT, Rogers, Telstra e Vodafone, ha anche annunciato il suo impegno per il 5G Future Forum, che mira ad accelerare la creazione di soluzioni 5G e mobile-edge computing in tutto il mondo.

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Tech5 rivela le 5 migliori scaleup italiane per il 2020

Posted by fidest press agency su mercoledì, 12 febbraio 2020

Tech5, il concorso che ogni anno premia le migliori startup e scale-up europee, organizzato da TNW (The Next Web) e Adyen – la piattaforma di pagamento preferita da molte aziende leader a livello mondiale – ha annunciato oggi le 5 migliori scale-up italiane selezionate a partecipare alla conferenza 2020.Vetrina fra le più importanti a livello europeo, Tech5 offre alle scale-up in più rapida crescita la possibilità di entrare a far parte di un network che riunisce le migliori aziende, i più importanti investitori e i maggiori esperti provenienti da tutto il continente.Esaminando criteri quali i round di investimenti, la crescita del team, la presenza sui media e l’impatto social, sono state selezionate e premiate cinque giovani imprese italiane:
BOOM image Studio – piattaforma di servizi fotografici on-demand
Soldo – piattaforma specializzata nella gestione e nel controllo delle spese aziendali
Milkman – servizi di consegna a domicilio per l’ecommerce
Casavo – piattaforma online dell’instant buying immobiliare.
Insoore – piattaforma che ottimizza il processo di gestione dei sinistri
Scelte da una giuria di investitori, influencer ed esperti tech, le imprese italiane parteciperanno, insieme a quelle selezionate negli altri paesi europei, alla prossima finale nel corso del Founder’s Day e della TNW Conference che si terrà ad Amsterdam il 17 giugno 2020, dove sarà scelta la scale-up migliore di tutto il continente.Tra i candidati delle scorse edizioni figurano realtà di spicco come la danese Too Good To Go (vincitrice dell’ultima edizione), la società olandese Tiqets, la britannica Transferwise e la estone Bolt. Solo queste 4 società insieme hanno raccolto oltre 1 miliardo di euro di finanziamenti.Philippe De Passorio, Country Manager di Adyen Italia commenta: “Congratulazioni alle migliori scale-up tecnologiche italiane per il 2020. Il panorama delle imprese italiane innovative nel mondo della tecnologia è in rapida crescita, con realtà appartenenti a settori diversi sempre più in grado di competere a livello internazionale. Siamo curiosi di vedere come queste Aziende si posizioneranno a giugno tra quelle del resto Europa”.

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Se sei innocente peggio per te, il fine giustifica i mezzi

Posted by fidest press agency su mercoledì, 12 febbraio 2020

Leggo che per alcuni addetti ai lavori, la media di 1.000 innocenti in custodia cautelare ogni anno rappresentano un dato fisiologico. Non sono per nulla d’accordo, neppure quando questo possa servire a lottare contro qualsiasi tipo di criminalità. Senza contare che un innocente in carcere fa danni enormi alla credibilità della giustizia, perché l’innocente ha parenti e amici e tutti poi perdono fiducia nello Stato di Diritto.Nei miei 28 anni di carcere ho conosciuto tanti detenuti colpevoli di essere innocenti, alcuni pure condannati alla pena dell’ergastolo. Uno di questi, condannato per la strage di Via d’Amelio, dove è morto il giudice Borsellino, grazie alle rivelazioni di un altro pentito che lo scagionava, era stato liberato dal carcere di Spoleto, dopo tanti anni. Mi ricordo che prima di uscire era passato a salutarmi. Sedici anni prima eravamo nella stessa stanza del carcere dell’Asinara (l’Isola del Diavolo, come la chiamavamo noi prigionieri) sottoposti al regime di tortura del 41 bis. L’avevo visto entrare che era un ragazzino, con i capelli neri come il carbone e con il sorriso sempre stampato sulle labbra. E mi ricordo che l’ho visto uscire anziano, senza nessun sorriso e con tutti i capelli bianchi. Ricordo che, sapendo dei miei studi universitari di giurisprudenza, un giorno mi aveva chiesto di fargli una richiesta di permesso premio. Dopo un paio di mesi il magistrato di sorveglianza gli aveva risposto in questo modo: “(…) Si dichiara inammissibile la richiesta perché il detenuto è stato condannato per reati esclusi da qualsiasi beneficio penitenziario se non collabora con la giustizia (…).” Lui venne nella mia cella e mi chiese cosa volessero dire quelle parole ed io gli risposi in maniera semplice, come ormai facevo da anni con tutti gli ergastolani ostativi: “Vuole dire che sei destinato a morire in carcere se non metti in cella un altro al posto tuo.”
Dalla sua espressione del viso notai che forse non aveva capito il concetto e allora glielo spiegai ancora meglio:
“Lo vuoi capire o no? Per uscire devi confessare i reati e fare i nomi di altri e farli condannare, solo facendo arrestare loro potrai uscire tu.”Mi ricordo che per un attimo mi aveva guardato con i suoi occhi da lupo bastonato, poi li aveva abbassati e mi rispose:“Carmelo, io per uscire farei qualsiasi cosa, ma sono innocente e quindi come faccio a confessare un reato che non ho mai commesso?”Incredulo gli replicai: “Abbi pazienza, non è che non ti voglio credere, ma in carcere tutti dicono che sono innocenti.” Lui mi guardò per un lungo istante, quasi con vergogna, poi sbottò: “Carmelo, ma io sono innocente davvero.” Rassegnato, scrollai le spalle e gli risposi: “Mi dispiace, ma non posso fare nulla! Purtroppo se sei innocente è peggio per te.” Mi ricordo che quando ci siamo salutati e abbracciati, gli avevo augurato di tentare di rifarsi una vita, quella poca che la giustizia italiana, seguendo il pensiero filosofico che il fine giustifica i mezzi, gli aveva lasciato. (Carmelo Musumeci)

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San Valentino: le coppie si interrogano

Posted by fidest press agency su mercoledì, 12 febbraio 2020

Altro che notti infuocate e cene afrodisiache, una coppia su 2 (49%) a San Valentino sogna più amore e meno sesso. Dalla mancanza di dialogo (42%) al poco romanticismo presente nel rapporto (31%), passando per l’incapacità di risolvere i problemi che si creano (24%): sono queste le principali difficoltà che le coppie italiane stanno vivendo. Passione e desiderio lasciano, dunque, spazio al piacere più romantico dello stare insieme. E quale migliore occasione se non San Valentino? Con il fatto che quest’anno, poi, la festa degli innamorati cade di venerdì, molte coppie ne approfittano per concedersi un fine settimana alle terme (49%) al fine di trascorrere dei giorni tra intimità e romanticismo (66%) ed evadere dallo stress della routine quotidiana (51%).È quanto emerge da uno studio di In a Bottle (www.inabottle.it), condotto con metodologia WOA (Web Opinion Analysis), su circa 300 coppie italiane attraverso un monitoraggio dei principali social network, blog, forum e community lifestyle internazionali per capire che cosa sognano a San Valentino.Quali sono le principali difficoltà che vivono le coppie al giorno d’oggi? Il 42% delle coppie monitorate sostiene che, a mancare, sia il dialogo mentre il 31% afferma essere venuto meno il romanticismo che c’era un tempo. Il 24% ritiene che “i problemi non vengano affrontati in maniera costruttiva”. Il 16%, infine, pensa che all’interno della coppia si sia creato troppo appagamento che rende meno stimolante la vita a due. Per questo, per quasi una coppia su 2 (48%) è necessario ritrovare il romanticismo che nel corso degli anni è andato un po’ a perdersi, mentre il 38% vorrebbe ritrovare passione e complicità con il partner. Infine, il 14% ricerca maggiore armonia e tranquillità. Ma le coppie italiane, quindi, si sentono ancora affiatate? Solo il 19% dichiara di sapersi ancora sorprendere, mentre il 38% ritiene che “per quanto riguarda le cose più importanti la pensiamo ancora allo stesso modo”. Ben il 44%, invece, ammette che “qualche anno fa lo eravamo di più”.“Sin dall’antichità – dichiara il Dottor Andrea Ronconi, psicologo, sessuologo e psicoterapeuta di coppia a Milano – all’interno di una coppia si possono presentare diverse problematiche che si alternano al piacere di condividere esperienze di vario genere: nel corso degli anni, poi, ho notato un aumento di difficoltà nel mantenere vivo il contatto più intimo, sentimentale, emotivo ed anche sessuale. In tutte le relazioni di lunga durata, soprattutto all’interno di una situazione in cui la coppia sta già sperimentando la convivenza, possono crearsi delle abitudini e delle aspettative che fanno da cornice quotidiana. Se, da una parte, la prevedibilità possa rassicurare un senso di stabilità, dall’altra, in certe situazioni, potrebbe anche spegnere o abbassare l’attrazione reciproca. La noia, il dare per scontato e la programmazione non giovano affatto all’amore, al desiderio e all’attrazione reciproche”.Quali sono i piani per festeggiare San Valentino? Una coppia su 2 (49%), in occasione della festa degli innamorati, ha deciso di prenotare un lungo week-end alle terme complice il fatto che “quest’anno cade di venerdì”; mentre 3 su 10 (32%) preferiscono concedersi una cena a lume di candela nel ristorante preferito del partner. Oltre a queste soluzioni, sono molto apprezzate anche quelle più semplici e genuine: il 16% del campione preso in esame, infatti, ha confessato di voler organizzare una cena a casa, dilettandosi a cucinare le portate a quattro mani gustandole poi in compagnia della serie tv preferita. Il restante 3%, infine, ha dichiarato di non fare nulla per San Valentino.Perché sono state scelte proprio le terme? Secondo la grande maggioranza delle coppie (66%) è “un modo diverso per trascorrere un po’ di giorni tra intimità e romanticismo”, contro il 51% che le considera una buona soluzione “per evadere dallo stress della vita lavorativa e di città”. Più di 3 coppie su 10 (34%), inoltre, vorrebbero “riaccendere alcuni desideri nascosti”, contro il 17% di coloro che vorrebbero riscoprire “i lati sopiti del proprio carattere”.“Le terme – conclude il Dottor Andrea Ronconi – potrebbero essere un contesto potenzialmente facilitante, non soltanto per le coppie insieme da tanti anni, ma anche per tutte quelle nate da poco tempo o in via di sviluppo. Esse, inoltre, si rivelano particolarmente utili per la comunicazione empatica e per ristabilire quell’intimità che ha risentito della routine quotidiana e/o dagli orari di lavoro che non sono più compatibili con il tempo libero di cui dispone ciascuno. L’acqua, infine, in questo contesto, gioca un ruolo chiave. Che sia alle terme, ma anche a casa, con un bagno dopo una cena romantica, può focalizzare l’attenzione dei partner sul momento presente. Dalla pelle al corpo più in generale, rilassandolo insieme alla mente e, allo stesso tempo, condividendo queste piacevoli sensazioni con chi amiamo”.
Che cosa si augurano di ricevere le coppie degli innamorati? Il 37% non desidera nulla di materiale, se non “recuperare soltanto un po’ di romanticismo che si è perso negli ultimi tempi”. Più di 3 coppie su 10 (34%) vorrebbero invece “ritrovare la passione e l’intesa che hanno caratterizzato i primi anni della loro frequentazione” contro il 29% di chi vorrebbe “provare qualcosa di nuovo, diverso dall’ordinario, una sorta di ‘fuga’ dalla noia di tutti i giorni”.

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Daniela Poggio nuovo Global Communications Head in Angelini Pharma

Posted by fidest press agency su mercoledì, 12 febbraio 2020

Daniela Poggio entra in Angelini Pharma nel nuovo ruolo di Global Communications Head, a diretto riporto del CEO Pierluigi Antonelli, con l’obiettivo di potenziare le attività di comunicazione esterna, i rapporti con la stampa, i social network, e la comunicazione interna sia in Italia che nelle geografie in cui Angelini Pharma è presente. Nel suo ruolo, Daniela Poggio farà parte del “Leadership Team”, il comitato esecutivo di Angelini Pharma. Daniela Poggio, dal 2013 ha ricoperto il ruolo di Direttrice Comunicazione Sanofi dove ha dato vita ad una vera e propria media company aziendale arrivando nel 2018 a conseguire il riconoscimento come migliore azienda social nell’ambito dei Digital Pharma Awards. In Sanofi si è distinta anche per un approccio forte all’innovazione attraverso l’adozione di modalità di lavoro agili e per l’attiva partecipazione alle attività di Gender Balance europee. Precedentemente all’esperienza nel pharma, Poggio ha ricoperto il ruolo di Direttrice Comunicazione Italia e Grecia in Goodyear Dunlop. La sua carriera inizia in Vodafone dove, a partire dal 2002, ha ricoperto ruoli con crescenti responsabilità nella Direzione Comunicazione.Laureata in Lettere e Filosofia presso l’Università di Milano ed iscritta all’albo nazionale dei giornalisti pubblicisti, Poggio ha conseguito un Master in Comunicazione Pubblica e Politica. Oggi collabora con La27Ora, il blog femminile del Corriere della Sera, e insegna “Brand Journalism” presso la Facoltà di Comunicazione d’Impresa e Relazioni Pubbliche dell’Università Iulm di Milano.
Angelini Pharma è una “Integrated Company” con ampi e riconosciuti programmi di R&S, impianti di produzione “World Class” e attività di commercializzazione internazionale di principi attivi e di farmaci leader di mercato.
Angelini è impegnata ad aiutare i pazienti nel combattere diverse patologie con un’attenzione costante e prevalente alla Salute Mentale, al Dolore e alla Consumer Health.

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M&A, gli operatori europei ai primi posti nella classifica mondiale anche nel 2019

Posted by fidest press agency su mercoledì, 12 febbraio 2020

Secondo gli ultimi risultati del Quarterly Deal Performance Monitor (QDPM), realizzato da Willis Towers Watson in collaborazione con Cass Business School, l’Europa è l’unica regione al mondo ad aver registrato una performance positiva in ambito M&A nel 2019, con gli operatori europei che negli ultimi 12 mesi hanno leggermente superato l’indice regionale dello 0,6%.Gli acquirenti del Nord America e dell’Asia-Pacifico continuano a faticare per sbloccare il valore delle loro operazioni, con performance che nel 2019 sono state al di sotto dell’indice regionale rispettivamente del 5,6% e del 3,2%.Sono state 699 le transazioni concluse nel 2019 in tutto il mondo, un calo notevole rispetto al 2018 (904), e il mercato ed è in procinto di raggiungere il volume annuo più basso dal 2010 (688)[2]. Il 60% di queste operazioni non ha portato valore aggiunto agli azionisti nel 2019.Andrea Scaffidi, Head of Retirement Willis Towers Watson in Italia, ha dichiarato: “Mentre ci avviciniamo al termine del decennio, il 2019 mostra un forte calo del volume globale di transazioni, potenzialmente il ritmo più lento dal 2011, con un mercato più agitato e operatori alle prese con questioni di governance sempre più complesse per completare le transazioni”. Il risultato positivo dell’Europa è arrivato nonostante il perdurare della performance negativa dei compratori britannici, in calo del 3,7%. Nello stesso periodo, gli acquirenti del Nord America hanno registrato un calo del 7,1% rispetto all’indice regionale, mentre quelli dell’Asia-Pacifico non sono riusciti a replicare la performance positiva del terzo trimestre e hanno visto un calo dell’1%.

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Nasce l’Osservatorio Climate Finance

Posted by fidest press agency su mercoledì, 12 febbraio 2020

A un primo esame, sono circa 22 milioni in Europa le imprese, dalle micro alle quotate, potenzialmente soggette agli impatti dei cambiamenti climatici. Ma quali settori sono più esposti? In quali aree geografiche? Quanto potrebbero impattare sulle performance delle aziende, e sul loro profilo di rischio, le evidenti modifiche che il clima sta subendo ovunque nel mondo? Di questo si occuperà il nuovo Osservatorio Climate Finance della School of Management del Politecnico di Milano, che verrà presentato la mattina del 20 febbraio durante un evento di kick-off al Dipartimento di Ingegneria Gestionale (Sala del Consiglio, via Lambruschini 4B, Edificio 26B, campus Bovisa), dalle 9.45 alle 13.15.
L’Osservatorio – che coinvolgerà docenti e ricercatori del Politecnico di Milano esperti di temi legati alla finanza e al rischio, da un lato, e ai cambiamenti climatici, dall’altro – mira a diventare un punto di riferimento nazionale per lo studio della finanza del cambiamento climatico, uno spazio di confronto indipendente che aggregherà player industriali e finanziari interessati a queste tematiche.
Tramite modelli interpretativi basati su solide evidenze empiriche e l’utilizzo di metodologie avanzate di statistica ed econometria, verranno studiati gli impatti del cambiamento climatico sul sistema economico: a livello europeo infatti sono già state identificate circa 22 milioni di imprese, dalle micro alle quotate, potenzialmente soggette al climate change, sulle quali verrà condotta un’analisi per quantificare gli impatti di questi cambiamenti e identificare i settori e le aree geografiche maggiormente esposti al rischio climatico.
“Molte realtà hanno già manifestato interesse nel progetto, a testimonianza di quanto il climate change sia diventato centrale in tutte le valutazioni strategiche – commenta Roberto Bianchini, direttore dell’Osservatorio -. Crediamo che l’Osservatorio potrà rispondere alle recenti spinte delle autorità pubbliche e dei mercati finanziari per l’introduzione di valutazioni del rischio climatico nei modelli decisionali di imprese, banche e assicurazioni”.
La ricerca confluirà in un report che analizzerà come il mercato nazionale e internazionale stanno rispondendo alle sfide del cambiamento climatico, identificandone gli impatti sulle performance di impresa e sul profilo di rischio delle stesse.

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Progetto San Lorenzo di rigenerazione urbana

Posted by fidest press agency su mercoledì, 12 febbraio 2020

Roma Venerdì 21 febbraio alle ore 18, presso il RUFA Space, in via degli Ausoni 7, nel cuore del quartiere San Lorenzo, all’interno dell’hub culturale del Pastificio Cerere si terrà la presentazione del progetto. Interverranno, tra gli altri, il direttore RUFA – Rome University of Fine Arts arch. Fabio Mongelli, il docente Enrico Parisio che coordina le attività e gli organi di stampa. Rufa – Rome University of Fine Arts, Accademia di Belle Arti legalmente riconosciuta dal Miur, nell’ambito della programmazione della propria offerta formativa e di ricerca in ambito artistico, per l’anno accademico 2019/2020, ha deciso di concentrare le proprie risorse nella realizzazione di un progetto di rigenerazione urbana, finalizzato al miglioramento della qualità della vita del quartiere San Lorenzo di Roma. L’esperienza trova ragion d’essere nel concetto che l’identità visiva di un territorio va concepita solo attraverso l’attivazione di processi di partecipazione della cittadinanza.Sulla base di questo scenario RUFA non intende “abbellire” il quartiere attraverso un design “calato dall’alto”, ma mobilitarlo, attraverso la condivisione di specifici obiettivi, quali quelli dell’Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile promossa dall’ONU.Il fine ultimo è unire una comunità per raggiungere importanti traguardi in tema di cultura, ambiente, innovazione sociale e produttiva: una crescita nel segno della sostenibilità per tutti gli attori in campo.Hanno già aderito al progetto sia enti istituzionali, sia enti di ricerca ed associazioni e strutture che operano nel quartiere.

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Industria: Istat, -1,3% produzione 2019

Posted by fidest press agency su mercoledì, 12 febbraio 2020

Secondo i dati resi noti oggi dall’Istat, la produzione industriale a dicembre scende del 2,7% rispetto a novembre, mentre nella media del 2019 cala dell’1,3% rispetto al 2018.”Peggio di così non poteva andare. Anche se l’Istat, nel dare nei giorni scorsi il calo congiunturale del Pil del quarto trimestre, -0,3%, aveva già in parte considerato i dati preliminari della produzione in suo possesso, è evidente che il crollo reso noto oggi è così sconfortante che diventa difficile immaginare un’inversione di tendenza del Pil per il primo trimestre 2020. L’Italia, quindi, torna in recessione” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.”Non c’è un solo raggruppamento, dai beni di consumo ai beni intermedi, in territorio positivo, né rispetto a novembre né rispetto a dicembre 2018, mentre il trimestre registra una diminuzione dell’1,4%” prosegue Dona.
“Se poi consideriamo che si è perso quasi un quinto della produzione industriale rispetto ai valori pre-crisi, il quadro è completo. Dal 2019 al 2007 l’industria segna un -19%. Per i beni di consumo durevoli, poi, la distanza rispetto a 12 anni fa è del 28,6%, quasi un terzo. Un abisso!” conclude Dona.

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I desideri degli italiani

Posted by fidest press agency su mercoledì, 12 febbraio 2020

C’è chi vuole sostituire la propria auto o chi arredare l’abitazione, ma in cima alla classifica dei desideri per questo 2020 si collocano i viaggi per oltre un quarto degli intervistati (26%), soprattutto della fascia più adulta. Il 75% degli italiani ha in programma di partire nell’anno in corso, con un budget medio di spesa per il viaggio principale di circa €1.600 (per il 2% supererà i €5.000). Obiettivo principale? Fare nuove esperienze (86%) e tanto relax (61%). È’ quanto emerge dall’Osservatorio Compass, società di credito al consumo del Gruppo Mediobanca, che ha realizzato un focus sulle abitudini degli italiani in tema di viaggi e vacanze per il 2020.Una volta definito il budget per il viaggio principale bisogna valutare tanti altri aspetti come data, meta, durata, compagni di viaggio e come prenotare.Se i mesi primaverili ed estivi sono i preferiti, gli italiani si confermano ancora una volta tradizionalisti, con il 38% che concentra le proprie vacanze equamente tra luglio e agosto. Solo il 4% preferisce sfruttare il mese di Natale per organizzare il viaggio più importante dell’anno.Si tratta di una vacanza che durerà per la maggior parte una settimana (44%) o al massimo due (26%), mentre per quasi due su dieci sarà di pochi giorni.
Italia o estero? Lo Stivale è la meta preferita, con sei italiani su dieci che rimarranno all’interno dei confini nazionali. Oltre un quarto (26%), invece, sta valutando di spostarsi in un Paese europeo, con la Spagna in cima ai desideri seguita da Grecia, Francia e Gran Bretagna. C’è anche il 14% che si sta orientando su mete lontane, come gli Stati Uniti. Che sia Italia o estero, nella scelta vincono le mete marine (42%) o le località d’arte (31%), preferite rispetto alla montagna (11%) o alla crociera (8%). Gli italiani, infatti, tra le attività da fare durante il viaggio vorrebbero principalmente visitare musei, monumenti o mostre (45%) o rilassarsi al mare (40%).Con chi partiranno? In coppia con il proprio partner (56%) o con la famiglia (31%), ma c’è anche chi preferisce viaggiare con amici (14%) o da solo (10%). Su quest’ultimo aspetto, il 26% degli intervistati è dell’idea che partire da soli sia il viaggio migliore.Com’era prevedibile, per prenotare ci si affida prevalentemente ai portali specializzati (41%), mentre quasi due su dieci si rivolgono direttamente alle strutture ricettive. Solo il 4% viaggia “all’avventura” non prenotando in anticipo. Il mezzo preferito? A pari merito l’aereo (47%) e l’auto (46%).“La famiglie italiane non smettono di essere ottimiste e continuano a fare progetti per il futuro come programmare un viaggio, acquistare un’auto o sposarsi – ha commentato Luigi Pace, Direttore Centrale Marketing e Innovation di Compass – Per questo è importante che il settore del credito al consumo supporti costantemente le famiglie affinché riescano a realizzare i loro desideri, mettendo a disposizione strumenti e risorse in modo semplice e veloce. E l’offerta di Compass va proprio in questa direzione, consentendo di ottenere un prestito in un giorno per realizzare piccoli o grandi progetti.”

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Bond Astaldi: il conflitto di interessi esclude Salini Impregilo e le banche

Posted by fidest press agency su mercoledì, 12 febbraio 2020

Sulla questione è intervenuta una recente sentenza delle Sezioni Unite della Cassazione (SS.UU n° 17186 del 28-06-2018) ove i Giudici hanno statuito che “il creditore che versi in tale situazione rispetto alla massa dei creditori deve essere escluso dalle operazioni di voto e dal calcolo delle relative maggioranze”.
La motivazione che ha condotto la Corte ad affermare tale principio è che il concordato non è altro che un contratto (accordo) fra il debitore ed i creditori – sotto la supervisione dell’Organo giudiziario- finalizzato ad evitare la dichiarazione di fallimento e diretto a bilanciare gli interessi del debitore (e del suo eventuale assuntore) con quello dei creditori, i quali devono esprimere parere favorevole alla procedura concordataria; tanto che la proposta viene approvata solo se riceve il voto di assenso dei “creditori che rappresentino la maggioranza dei crediti ammessi al voto“.Come tutti gli accordi ed i contratti anche il concordato presuppone come indefettibile l’esistenza di diversità (alterità) fra chi formula la proposta di concordato (debitore ed eventuale assuntore da una parte) ed i creditori che tale proposta sono chiamati ad approvare. E’ evidente, ad avviso dei Giudici, che uno stesso soggetto non possa cumulare in sé il ruolo di entrambe le parti (proponente e creditore): il debitore proponente è interessato a concludere l’accordo con il minor esborso possibile ed i creditori concorsuali, all’opposto, sono interessati a massimizzare la soddisfazione dei loro crediti. “Il proponente il concordato” si legge nella sentenza “pertanto non ha diritto di voto poiché necessariamente deve esserci alterità fra proponente e votante”.
Tale conclusione è altresì corroborata alla necessità di dover contemperare il principio maggioritario, che governa la votazione nel concordato, con un’adeguata tutela del principio di autonomia privata, che presiede e protegge la minoranza dissenziente.“Sussiste conflitto di interesse fra i creditori nei concordati tutte le volte in cui in occasione del voto un creditore si trovi ad essere portatore di due diversi interessi: quello tendenzialmente comune a tutti i creditori e diretto alla migliore regolazione del dissesto, l’altro personale e non condiviso con gli altri creditori, incompatibile col primo”.Nel concordato, come in tutte le decisioni collegiali, vige il principio maggioritario, che, di fatto, consente di pregiudicare l’interesse dei creditori dissenzienti in funzione di una valutazione di convenienza economica espressa dalla maggioranza. Ma la maggioranza può imporre un sacrificio alla minoranza dissenziente solo se una tale decisione sia giustificata dalla necessità di realizzare “l’interesse comune a tutti i partecipanti”.
Proprio tale finalità viene messa in crisi tutte le volte in cui il voto della maggioranza risulti inquinato dalla presenza di soggetti che sono portatori di interessi in conflitto.
L’esistenza, infatti, di un interesse proprio soltanto di alcuni partecipanti alla votazione viene a spezzare la “comunione di interessi”, poiché la decisione collettiva viene in questo modo piegata al raggiungimento non già dell’interesse comune, quanto di un interesse particolare, esclusivo ed egoistico del singolo partecipante, non condiviso e non comune con gli altri.Il voto del creditore concordatario che sia portatore di un interesse particolare deve di conseguenza essere “sterilizzato” e dunque il conflitto “neutralizzato”.In forza di tale assunto la Corte sancisce in maniera perentoria che l’esclusione tout court dal voto del creditore che sia portatore di un interesse confliggente con quello della massa costituisca l’unica soluzione idonea a garantire la salvaguardia dell’interesse collettivo dei creditori, atteso che i diritti di costoro subiscono una compressione per effetto del principio maggioritario che impone- per la sua legittimazione- di immunizzare tutte quelle situazioni di abuso e conflitto.L’ovvia conseguenza nel concordato Astaldi è quella di dover necessariamente escludere dal calcolo delle maggioranze questa rilevante massa creditoria, pari ad oltre 600 milioni di euro, con il conseguente risultato di non raggiungere le maggioranze richieste dalla legge per l’approvazione del concordato.Cosa succederà adesso? Niente, secondo noi. Il concordato Astaldi è stato ‘concordato’ in ogni minimo dettaglio, e nemmeno tale palese violazione della par condicio tra i creditori fermerà i soggetti che l’hanno studiata e confezionata. Il 26 marzo voteranno tutti, e voteranno a favore del piano. La votazione sarà di sicuro impugnata per questo ulteriore motivo, assieme agli altri già noti e descritti. (Anna D’Antuono, legale, consulente Aduc)

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‘RC auto familiare’ in partenza dal 16 febbraio: cos’è?

Posted by fidest press agency su mercoledì, 12 febbraio 2020

Già da qualche anno, in caso di acquisto di un secondo veicolo da parte di un soggetto titolare di polizza rc auto, per il nuovo contratto le compagnie di assicurazione non possono applicare una classe di merito più sfavorevole rispetto a quella già posseduta, a condizione che si tratti di un veicolo della stessa tipologia. Stessa cosa se l’acquisto avviene da parte di un altro componente del nucleo familiare dell’assicurato, convivente.Ebbene, dal 16 febbraio prossimo scatteranno interessanti novità:
– la classe di merito si manterrà anche in caso di rinnovo di contratti già stipulati (per il secondo veicolo), purché non siano avvenuti sinistri negli ultimi cinque anni con attribuzione di responsabilità esclusiva, principale o paritaria;
– i due veicoli non dovranno necessariamente essere della stessa tipologia.
In parole povere la novità consentirà ad un nucleo familiare di usufruire della classe di merito più favorevole, maturata da uno dei componenti conviventi, per qualsiasi mezzo posseduto o acquistato, auto, moto od altro. La classe di merito più favorevole dovrà infatti essere applicata non solo in caso di nuova polizza ma anche in caso di rinnovo di una polizza già esistente, a condizione che non vi siano stati sinistri con colpa nell’ultimo quinquennio. Il rinnovo, lo ricordiamo, non è automatico ma frutto della scelta e dell’azione dell’assicurato.Tutto ciò grazie alla nuova versione dell’art.134 del Codice delle assicurazioni private modificato dall’ultimo decreto fiscale; è poi intervenuto il decreto milleproroghe 2020 a rimandare l’entrata in vigore al 16/2/2020 (Rita Sabelli, responsabile Aduc aggiornamento normativo)

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‘Essere madri oggi’

Posted by fidest press agency su mercoledì, 12 febbraio 2020

Roma 21 febbraio 2020 Scuola di specializzazione dell’IdO in Corso d’Italia 38/A. L’ingresso è libero. 4 psicoanaliste a confronto. si alterneranno, infatti, le voci di quattro psicoanaliste sulla tematica ‘Essere madri oggi. Riflessioni sugli attuali scenari’. Le relatrici saranno Magda Di Renzo, analista junghiana e direttrice della Scuola di Specializzazione in Psicoterapia psicodinamica dell’età evolutiva dell’IdO; Monica Nicola, psicoanalista responsabile del ‘Progetto Tartaruga’ dell’IdO per bambini autistici in Brasile; Anna Moncelli, psicologa e analista del CIPA (Centro Italiano di Psicologia Analitica), Istituto di Roma, con funzioni didattiche e di supervisione; e infine Anna Maria Cosenza, psicoanalista junghiana esperta del tema. Parlare di maternità oggi è diventato un tabù. I figli si fanno sempre più tardi e nel frattempo si assiste a un forte calo delle nascite e ad un aumento del ricorso di pratiche di fecondazione assistita. Se da un lato, quindi, aumenta la percentuale di donne che partoriscono oltre i 40 anni, dall’altro manca una riflessione su come tutto questo incida poi sul benessere psicofisico di una donna e di una coppia. E quando si arriva alla maternità, cosa succede se l’oggetto del desiderio non dovesse corrispondere alla realtà? Il dubbio non è stato ancora sciolto, perché sembra quasi che le donne di oggi siano state private di un dibattito sincero sull’argomento. A colmare questo gap ci proveranno proprio quattro donne nell’ambito della XI edizione de ‘I venerdì culturali’ della Fondazione Mite, in collaborazione con la Scuola di specializzazione dell’Istituto di Ortofonologia (IdO).

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