Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 244

Archive for 15 febbraio 2020

IFAD. Il ministro Gualtieri: L’Italia farà la sua parte per finanziare il Fondo

Posted by fidest press agency su sabato, 15 febbraio 2020

Secondo Gualtieri “una collaborazione tra istituzioni è fondamentale nella lotta al cambiamento climatico che colpisce soprattutto i paesi più poveri”. E a proposito della dodicesima ricostituzione delle finanze del Fondo (IFAD12) che prende avvio oggi il ministro ha concluso: “inizieremo ufficialmente il processo per la ricostituzione del fondo. L’Italia è concretamente impegnata a sostegno di questo processo”.Durante la prima giornata della 43esima sessione del Consiglio dei Governatori IFAD, capi di Stato, ministri, leader dello sviluppo e celebrità hanno chiesto ai 177 Stati Membri di aumentare gli investimenti nelle aree rurali per accelerare il raggiungimento dell’obiettivo di un mondo senza povertà e fame entro il 2030.L’appello arriva in un momento in cui il numero di persone che soffre la fame cresce: la popolazione in tale condizione ammonta a 820 milioni ogni anno. Sono 737 milioni coloro che vivono in situazione di estrema povertà e il divario tra ricchi e poveri si amplia sempre più.
Il Presidente della Repubblica del Mali, Ibrahim Boubacar Keïta, ha aperto i lavori della due giorni. Così come altri paesi della regione del Sahel, il Mali sta lottando contro il duplice flagello del conflitto e dei cambiamenti climatici: nonostante i raccolti eccezionali, la popolazione vive una situazione di carenza di viveri. Gli agricoltori abbandonano i loro campi per fuggire dal conflitto e il risultato è che i mercati locali restano deserti. “Il Mali non mollerà mai. Né il Mali, né gli altri paesi del Sahel. Stiamo sanguinando, ma vinceremo – ha detto Keïta – L’ IFAD ha permesso alle popolazioni in balia dei peggiori attacchi di mantenere i loro valori e la loro dignità”.Un appello appassionato all’azione immediata è venuto anche dal Sottosegretario alla Cooperazione internazionale per il Ministero degli Affari Esteri del Regno di Norvegia, Aksel Jakobsen, che ha definito l’IFAD “un partner cruciale per piegare la curva della fame”.
“Dal Regno di Tonga a Timbuktu, i piccoli agricoltori lottano ogni giorno e questo è totalmente inaccettabile”, ha detto. E ha aggiunto: “Senza cibo non c’è sviluppo. Dobbiamo agire immediatamente tutti assieme”.A fargli eco Rodger Voorhies, colui che dirige gli sforzi della Fondazione Bill & Melinda Gates volti ad alleviare la fame e la povertà globali: “ dobbiamo passare dall’ambizione all’azione per il cambiamento – ha precisato -. Un cambiamento che abbiamo promesso ai piccoli agricoltori del mondo”. E ha concluso: “Abbiamo sia l’obbligo di concentrare i nostri sforzi che l’opportunità di agire e modificare la vita delle persone”.La coreografa, premio MTV VMA 2018 e prima Sostenitrice della gioventù rurale dell’IFAD, Sherrie Silver e il cantante Afrobeats Mr Eazi, hanno reso noti i risultati della loro campagna ‘sfida di ballo’. I due artisti che usano la loro fama per dar voce ai giovani delle aree rurali così da rendere “cool” il lavoro di agricoltore, hanno infatti organizzato una petizione di danza virtuale che chiede più investimenti sulle popolazioni giovani delle aree rurali. La petizione è oramai divenuta virale, con i suoi 102 milioni di visualizzazioni.
“Investire nell’agricoltura significa investire nello sradicamento delle differenze di genere e della disoccupazione”, ha detto Mr Eazi che ha visto recentemente due delle sue canzoni selezionate da Beyoncé e figura nell’ultimo album “the Gift” per il Re Leone. “In questo modo ci avviciniamo al raggiungimento degli obiettivi della prossima decade”, ha concluso.A chiudere i lavori della prima giornata della 43esima sessione del Consiglio dei Governatori IFAD l’attrice canadese Sabrina Elba che ha ribadito di sostenere l’IFAD assieme a suo marito, l’attore Idris Elba, e di supportare l’obiettivo fame zero perché, ha dichiarato, “crediamo fermamente che i piccoli agricoltori possano dare da mangiare al mondo e debbano quindi essere una priorità per il mondo stesso”.“Noi non possiamo cambiare la politica ma voi sì”, ha quindi detto ai 177 Stati Membri. E ha aggiunto: “Noi non possiamo investire di più sull’IFAD ma i vostri governi sì. Possiamo tutti alzare la nostra voce e parlare a nome delle popolazioni povere che sono troppo spesso lasciate indietro. Investire sul futuro delle popolazioni rurali significa anche investire sul nostro futuro”.
L’IFAD lavora nelle zone rurali più remote e altamente vulnerabili, dove pochi altri progetti di agenzie per lo sviluppo o istituzioni finanziarie internazionali arrivano. Oggi l’IFAD ha lanciato la dodicesima ricostituzione delle finanze (IFAD12), un processo di consultazioni lungo un anno durante il quale gli Stati Membri del Fondo si accordano sulle strategie da seguire e sulla mobilizzazione dei fondi che possono andare in prestiti agevolati e sovvenzioni per lo sviluppo dei paesi.

Posted in Spazio aperto/open space | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Ue: a gennaio nessun rimbalzo produzione industriale

Posted by fidest press agency su sabato, 15 febbraio 2020

Per la Commissione Ue, che ha limato al ribasso le previsioni di crescita dell’Italia, la fiducia nell’industria è migliorata a gennaio, ma non suggerisce ancora un rimbalzo imminente nella produzione industriale.”La Commissione Ue smentisce le previsioni del Governo. Proprio oggi il ministro Gualtieri ha dichiarato che tutti gli indicatori danno per gennaio una situazione di ripresa e che la produzione industriale sarebbe salita. “Parliamo di un rimbalzo a gennaio” ha dichiarato oggi il ministro” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.”Naturalmente ci auguriamo che il ministro abbia ragione e la Commissione Ue torto. Lo vedremo. Certo, guardando al grafico della produzione industriale, il crollo di dicembre non è incoraggiante. Pur scontando l’effetto ponte connesso al posizionamento di venerdì 27 dicembre, stimabile in 3 punti percentuali, la produzione scende comunque in termini tendenziali dell’1,3% e non c’è un solo raggruppamento in territorio positivo. Quanti ai settori di attività economica, si salvano solo la fabbricazione di computer e prodotti di elettronica e ottica (+5,3%), l’industria alimentare (+2,9%) e le altre industrie (+1,1%). Un po’ pochino per essere ottimisti” conclude Dona.

Posted in Economia/Economy/finance/business/technology | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

DL Milleproroghe sugli affitti brevi

Posted by fidest press agency su sabato, 15 febbraio 2020

E’ stato ritirato. Alla fine è prevalso il buonsenso. Il nuovo emendamento avrebbe imposto nuovi e ulteriori limiti (tetto sulle licenze, numero massimo di notti, possesso di partita IVA) a un settore che è già gravato da tantissime norme diverse da città a città (peraltro non inserite in una Legge “quadro”).Il settore degli affitti brevi macina numeri importanti, offre lavoro a molte persone ed è un incentivo per il turismo e il comparto immobiliare. Chiare le parole di commento di Giorgio Spaziani Testa, presidente di Confedilizia: “L’auspicio è che, finalmente, si inizi a guardare agli immobili come risorsa da salvaguardare e non come investimento da punire”.In Italia la cosiddetta sharing economy non ha trovato sempre terreno fertile in cui attecchire. Proprio per districarsi tra le mille normative sugli affitti brevi, Hostmate, (www.hostmate.it), società nata per offrire ai proprietari di appartamenti un servizio professionale che permetta loro di conciliare il carico della gestione operativa con le opportunità offerte dagli affitti di breve periodo, ha investito in risorse umane creando un proprio reparto interno “Compliance” ed offrire così supporto ulteriore ai proprietari che vogliono affittare short term.
Il reparto è guidato da Virginia Soana. “La normativa e la burocrazia del business short term – afferma Virgina – è stata sempre complessa e, per questo, Hostmate ha posto dal proprio inizio molta intenzione a questo aspetto. La nostra struttura, infatti, ha un team dedicato di Legal&Compliance che si occupa di costruire la contrattualistica ad hoc per limitare i rischi dei proprietari e favorire il controllo della compliance quotidiana da parte del proprio dipartimento operativo”.La normativa degli affitti brevi è frammentaria e in continuo cambiamento, ed è per questo che occorre gestirla ed affrontarla con un Team dedicato che possa risolvere tutte le problematiche, garantendo tranquillità a proprietari ed ospiti. Per ogni città che entra a far parte della famiglia Hostmate vengono studiate in modo approfondito tutte le normative locali e vengono create quindi procedure ad hoc, in sinergia anche con un pool di legali (la stessa Soana lo è).

Posted in Politica/Politics, Spazio aperto/open space | Contrassegnato da tag: , | Leave a Comment »

Antisemitismo in Friuli

Posted by fidest press agency su sabato, 15 febbraio 2020

Alla fine di gennaio, una lettera con su scritto “Dopo 75 anni… L’ebreo è sempre ebreo…” era stata recapitata a quattro consiglieri di minoranza del comune di San Daniele del Friuli: l’ex sindaco Paolo Menis, Carlo Toppazzini (lista Civica 18 San Daniele), Romano Ovan (lista San Daniele Bene Comune) e Consuelo Zanini (di Innovare San Daniele).A quello che sembrava un caso isolato ne ha fatto seguito un altro a dir poco allarmante. Pochi giorno dopo (venerdì scorso), sempre a San Daniele del Friuli, una svastica è stata ritrovata sull’abitazione in cui visse Arianna Szörény, deportata assieme alla sua famiglia ad Auschwitz nel giugno 1944.Il giorno seguente sempre in Friuli, questa a Udine, ignoti hanno sputato sulla vetrina della Gaspari, una libreria che esponeva volumi che raccontato la Shoah. A render noto l’ennesimo fatto antisemita nella regione è stato l’editore Marco Gaspari.Quanto accaduto in Friuli è stato preceduto da altri tre episodi antisemiti verificatosi in Piemonte a cavallo della Giornata della Memoria e uno in Emilia-Romagna: due a Torino, uno a Mondovì e un altro a Bologna, dove scritte antiebraiche sono state ritrovate sulla abitazione dei deportati e dei loro figli.Tutti questi casi di antisemitismo stanno indagando le forze dell’ordine. Al momento non ci sono sospettati o almeno non è stata rilasciata alcuna comunicazione ufficiale in merito.La sequenza di questi fatti è allarmante. E come se qualcuno avesse tolto il tappo dell’antisemitismo e tutto l’odio contro gli ebrei si fosse sparso in Italia.Le autorità locali, meno quelle nazionali, hanno condannato quanto sta succedendo, ma nessuno riesce a fermare questa fuoriuscita antisemita.Quanto bisognerà ancora aspettare prima che si riesca a fare qualcosa? Quante altre volte la Shoah e gli ebrei devono diventare bersaglio di attacchi?

Posted in Spazio aperto/open space | Contrassegnato da tag: , | Leave a Comment »

Otto ONG palestinesi finanziate dall’Unione Europea

Posted by fidest press agency su sabato, 15 febbraio 2020

Hanno stretti legami con il Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina (Fplp), un gruppo designato come terrorista dagli Stati Uniti, dal Canada, da Israele e dalla stessa Unione Europea.Lo afferma un rapporto di NGO Monitor pubblicato a fine gennaio, che menziona le ong palestinesi Addameer Prisoner Support & Human Rights Association, Al-Dameer, Defense for Children International – Palestine, Health Work Committees, Palestinian Centre for Human Rights (PCHR), Union of Agricultural Work Committees (UAWC), Union of Health Work Committees e Union of Palestinian Women’s Committees, spiegando che “oltre 70 loro dipendenti attuali o ex, membri del consiglio di amministrazione, membri dell’assemblea generale nonché alti dirigenti e fondatori hanno legami diretti con il Fplp. Alcuni di loro occupano posizioni finanziarie, suscitando interrogativi circa la gestione degli aiuti”.Il rapporto descrive in dettaglio finanziamenti per milioni di dollari devoluti a queste ong da sponsor governativi di Paesi Bassi, Svizzera, Spagna, Germania, Francia, Irlanda, Norvegia e Belgio, con il supporto aggiuntivo di Stati Uniti, Canada, Giappone, UNICEF e Ufficio Onu per il coordinamento degli affari umanitari.

Posted in Spazio aperto/open space | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Una partnership per sconfiggere il diabete

Posted by fidest press agency su sabato, 15 febbraio 2020

Nasce Milano Cities Changing Diabetes Network, la rete di collaborazione e confronto tra l’Università degli Studi di Milano e i Comuni della Città Metropolitana di Milano – al momento 17 – che hanno deciso di impegnarsi attivamente nel progetto internazionale Cities Changing Diabetes, nato per fronteggiare la preoccupante diffusione nelle città delle malattie croniche non trasmissibili, quali diabete e obesità. L’iniziativa, realizzata in partnership tra University College London (UCL) e il danese Steno Diabetes Center con il contributo non condizionato di Novo Nordisk, coinvolge Istituzioni nazionali, amministrazioni locali, terzo settore e mondo accademico e ha visto l’adesione di Milano, insieme a Roma e ad altre 20 metropoli mondiali, nel 2018.Nell’ambito del progetto Milano Cities Changing Diabetes, l’Università degli Studi di Milano ha deciso di avviare un percorso di approfondimento delle tematiche inerenti alle malattie e ai disagi conseguenti l’urbanizzazione e di organizzare un tavolo di confronto, che si riunirà oggi per la prima volta, con i rappresentanti delle prime 17 amministrazioni della Città Metropolitana di Milano aderenti al progetto. Scopo dell’incontro: definire e condividere le aree di sviluppo e le azioni da intraprendere per la salute e il benessere dei cittadini milanesi.«Il progetto è perfettamente in linea con gli obiettivi del prorettorato, in quanto rappresenta la volontà di dialogare con il territorio e di coinvolgere la società, nelle sue varie articolazioni, mettendo a disposizione e valorizzando i risultati della propria ricerca», sottolinea Marina Carini, Prorettore delegato a Terza Missione, Territorio e Attività Culturali dell’Università degli Studi di Milano. «In particolare, in questa giornata di confronto, l’Università si farà promotrice di una prima ipotesi di lavoro che prevede, tramite le amministrazioni convenute, la realizzazione di un sondaggio sull’attività fisica quotidiana».«Milano, con la sua naturale vocazione internazionale, si pone al centro di uno sviluppo urbanistico importante per dimensioni e soluzioni che mirano ad un progressivo miglioramento della qualità della vita dei propri cittadini», dice Michele Carruba, Direttore del Centro Studi e Ricerche sull’Obesità dell’Università degli Studi di Milano e Presidente del Comitato Esecutivo di Milano Cities Changing Diabetes, che aggiunge «non va dimenticato che l’Italia vanta un’organizzazione del Sistema Sanitario Nazionale tra le migliori del mondo e che tale organizzazione nasce proprio in Lombardia».«Il progetto Cities Changing Diabetes si afferma in questo contesto con l’obiettivo di arrestare la curva di crescita del diabete per prevenire più di 100 milioni di nuovi casi di diabete entro il 2045. L’obesità è il più grande fattore di rischio modificabile associato al diabete tipo 2 e la ricerca mostra chiaramente come per arrestare la curva di crescita del diabete bisogna puntare ad una riduzione dei tassi di obesità del 25 per cento», aggiunge Livio Luzi, Professore Ordinario di Endocrinologia dell’Università degli Studi di Milano nonché Direttore del Dipartimento di Endocrinologia, Nutrizione e Malattie Metaboliche del Gruppo MultiMedica e Presidente del Comitato Scientifico di Milano Cities Changing Diabetes, che continua «la partecipazione di Milano al progetto internazionale Cities Changing Diabetes conferma come la nostra città negli anni abbia sviluppato la chiara visione che, grazie alle sinergie internazionali, si può puntare a creare una città migliore e più vivibile, nel rispetto di uno sviluppo urbanistico sostenibile. Per raggiungere questo scopo la collaborazione tra Università e strutture sanitarie e territoriali giocherà un ruolo fondamentale». I primi 17 comuni della Città metropolitana di Milano che hanno aderito a Milano Cities Changing Diabetes Network sono, oltre al capoluogo, Buccinasco, Cernusco sul Naviglio, Cisliano, Garbagnate Milanese, Melegnano, Paderno Dugnano, Parabiago, Peschiera Borromeo, Pioltello, Rho, San Donato Milanese, San Giuliano Milanese, Segrate, Senago, Trezzano sul Naviglio e Vimodrone.

Posted in Medicina/Medicine/Health/Science | Contrassegnato da tag: , | Leave a Comment »

Bond Astaldi. Verso il pateracchio del concordato. Si può evitare di farci male?

Posted by fidest press agency su sabato, 15 febbraio 2020

Nei giorni scorsi abbiamo evidenziato come il voto sul piano e sulla proposta di concordato preventivo di Astaldi, previsto per il prossimo 26 marzo, sarà un pateracchio illegale sostenuto da chi agisce in conflitto di interessi: banche e Salini Impregilo. Per questo abbiamo invitato gli obbligazionisti a votare NO a questa proposta. Le banche Unicredit e Intesa San Paolo (che sono anche socie di Salini Impregilo) sono in conflitto di interesse: sono loro che hanno proposto il concordato e loro ad essere i maggiori creditori delle esposizioni bancarie che non sono state sufficienti ad impedire ad Astaldi di essere al punto in cui è. Nel contempo, tra gli ammessi al voto c’è pure Salini Impregilo, il gruppo di costruzioni che -se il piano verrà approvato- fagociterà Astaldi con il suo ricco portafoglio di commesse e completamente liberata dal fardello del debito. Quindi tutti questi soggetti votano su se stessi. Abbiamo ampiamente motivato questa situazione. Ci aspettavamo non proprio di essere presi in considerazione facendo magari anche rinsavire le parti che abbiamo denunciato essere in conflitto di interessi…. Se fosse accaduto avremmo dovuto darci diversi pizzicotti sulle guance per capire se eravamo svegli e se ci eravamo risvegliati nel Paese e nel mondo in cui viviamo.. ma quantomeno di mettere la pulce nell’orecchio dell’ampio “Pantheon” che ascoltiamo e leggiamo tutte le volte che sono in gioco gli interessi dei risparmiatori, il buon diritto e il risanamento di economie disastrate da una serie di “leggerezze”.
Invece NO! Silenzio assoluto!! Abbiamo sbagliato? Non crediamo, visto che al momento non ci sono arrivate comunicazioni giudiziarie che, in genere, la tipologia di soggetti coinvolti usano facilmente (2). Imbarazzo, vista la mastodonticità dei soggetti coinvolti, che vantano solidità, capacità, essenzialità, determinatezza e lungimiranza? Può darsi. Ma le cose le abbiamo scritte e auspichiamo solo che non rimangano solo per una sorta di “futura memoria” dopo che tutto quello che era previsto di male e di storto sarà accaduto.
Non ci piace la funzione di “grillo parlante”. Non siamo soddisfatti di avere previsto qualcosa che poi sarà diventato tale, ma operiamo con la consapevolezza di contribuire a non farci male; ché crediamo che vicende del genere facciano male non solo agli specifici risparmiatori e ai soggetti industriali e creditizi coinvolti, ma all’economia di tutto il Paese. Perciò siamo qui a ribadire la vicenda e le nostre osservazioni.
Purtroppo siamo consapevoli che il concordato Astaldi, ‘concordato’ in ogni minimo dettaglio, andrà avanti e tale palese violazione della par condicio tra i creditori non fermerà i soggetti che l’hanno studiata e confezionata. Il 26 marzo voteranno tutti, e voteranno a favore del piano. La votazione sarà di sicuro impugnata per questo ulteriore motivo, assieme agli altri già noti e descritti. Non si può evitare? (Vincenzo Donvito, presidente Aduc)

Posted in Diritti/Human rights | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Recupero crediti troppo insistenti e con spese enormi: cosa fare?

Posted by fidest press agency su sabato, 15 febbraio 2020

Pagare con un po’ in ritardo e vedersi raggiungere da una richiesta di svariate decine di euro a titolo di “spese recupero crediti” magari senza nemmeno aver ricevuto un sollecito. O anche saltare una rata e vedersi braccati come un fuggitivo. E’ -purtroppo- la norma nel mondo del credito al consumo, ma ci si può difendere. Gli interessi di mora e le “spese recupero crediti” di banche e finanziarie sono veri e propri numeri al lotto per accalappiare quanto più danaro possibile nonostante siano fuori legge come sancito dall’Arbitro Bancario che impone la restituzione della parte (la gran parte, se non tutta) che eccede il tasso massimo di usura. Insomma, ci provano confidando sulla scarsa informazione della clientela. I pochi che lasciano perdere le assurde richieste di spese, invece, quasi sempre la scampano. Peggio ancora i comportamenti dei recupero crediti che sono soliti tempestare di telefonate non solo a casa e sul lavoro, ma anche parenti e perfino i vicini di casa cui chiedono informazioni! Il Garante Privacy, a partire dal Provvedimento del 30/11/2005 (https://sosonline.aduc.it/ scheda/recupero+crediti+sono+leciti+comportamenti+lesivi_9860.php), ha espresso il principio secondo cui occorre rivolgersi al solo debitore ed agli eventuali garanti escludendo chiunque altro come familiari, datori di lavoro e vicini di casa. Le richieste debbono essere improntate al massimo rispetto della persona, quindi non si può – come purtroppo accade – sommergerla di telefonate o sms o lasciare messaggi a chiunque non sia l’interessato, con lo scopo di far fare loro brutta figura. Per essere risarciti occorre rivolgersi ad un Giudice, mentre al Garante Privacy si può segnalare il mancato rispetto della legge da parte dei soggetti in questione, in modo da poterli vedere anche sanzionati sul versante amministrativo.
Nei casi peggiori si può presentare un denuncia-querela corredata di prove. E’ possibile considerare il reato di molestie e disturbo alla persona che prevede la pena della reclusione fino a sei mesi o l’ammenda fino a 516 euro. A supporto si ha la sentenza di Cassazione 25033 del 22/6/2012 che ha preso in esame il caso di un debitore subissato di telefonate. Possono esserci anche i presupposti per il reato di violenza privata. Inoltre, nel caso in cui i comportamenti portino ad uno stato di ansia e paura, la società ed il dipendente sono passibili di condanna ai sensi della Legge 38 del 23/4/2009 per atti persecutori (stalking) con la reclusione da sei mesi a cinque anni. Anche in questo caso occorre provare gli atti persecutori e il conseguente stato di disagio grave che costringe a modificare in peggio le proprie abitudini di vita (ad esempio non rispondendo più al telefono, cambiando numero, evitare determinati orari, ecc.). Prima della denuncia-querela è possibile chiedere al questore un ammonimento ai sensi dell’art. 8 della medesima legge. (Anna D’Antuono, legale, consulente Aduc)

Posted in Diritti/Human rights | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »