Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 106

A proposito di coronavirus

Posted by fidest press agency su domenica, 16 febbraio 2020

Tutte le volte che l’umanità si è trovata di fronte ad infezioni virali particolarmente aggressive casi analoghi, ripescati dal passato, risvegliano le nostre paure. Un esempio classico ci richiama alla memoria quanto è avvenuto nel mondo con l’influenza spagnola, insolitamente mortale rispetto agli altri ceppi influenzali, che fra il 1918 e il 1920 uccise 50 milioni di persone in tutto il mondo (675 mila solo negli Stati Uniti e 600 mila in Italia) e restò indelebile nella mia memoria in quanto mia madre, quand’era ancora una bambina, ne fu infettata.
Oggi possiamo dire che l’attuale virus si trova al cospetto di difese ben più agguerrite nel campo medico preventivo e assistenziale e della ricerca virologica. Ne consegue una risposta più organizzata e più efficace nonostante una mobilità delle persone e delle merci di gran lunga superiore, rispetto al passato. Eppure, il fantasma di ciò che i nostri nonni ci hanno raccontato riaffiora inquietante rigenerando le nostre paure. In questa congerie di sensazioni spesso la ragione è messa a tacere per fare spazio all’ombra sinistra dell’untore, di manzoniana reminiscenza. E lo spavento, a volte, è tanto dissennato che una mia conoscente mi informava di aver sfiorato una turista cinese e con un certo fatalismo soggiungeva: “speriamo bene”. Io ho colto quanto mi ha riferito come un tentativo di protagonismo ma chi mi affiancava nell’ascolto l’ho visto impallidire e subito allontanarsi con un pretesto. La riflessione che ho potuto trarne è che le persone, prima di parlare, dovrebbero essere più caute perché come accade in una sala affollata di una discoteca basta che uno gridi: al fuoco al fuoco per scatenare il panico e nella calca di chi tenta di fuggire provocare morti e feriti. E il richiamo alla cautela va rivolto anche ai media e sul social dove taluni godono a spargere fake news a ripetizione con il gusto sadico di diffondere il terrore. E se proprio l’insidia è seria evitiamo di degenerarla con i nostri comportamenti perché il nostro obiettivo dovrebbe essere solo uno: guardare gli eventi con pragmatismo e generare fiducia in coloro che si battono quotidianamente per preservare l’umanità dalle insidie che dobbiamo dribblare e non riguardano solo i virus. (Riccardo Alfonso)

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