Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 250

Archive for 18 febbraio 2020

Goffredo Bettini a 24Mattino su Radio 24

Posted by fidest press agency su martedì, 18 febbraio 2020

“Dobbiamo allargare il consenso per disinnescare la possibilità di fare ultimatum senza possibilità di replica, anche se questo allargamento è del tutto ipotetico” . Così Goffredo Bettini, ex eurodeputato Pd, a 24Mattino di Simone Spetia e Maria Latella su Radio 24.” Se ci fosse una parte consistente di parlamentari moderati che non se la sentono di andare con Salvini questo sarebbe positivo. Se Salvini è una sorta di autoritarismo pericoloso occorre l’unità delle forze democratiche” e soggiunge:”Non voglio scacciare Renzi, ma per rendere più sicura, più larga, più forte la maggioranza sarebbe opportuno allargare il consenso parlamentare”. Lo dice Goffredo Bettini, ex eurodeputato Pd, a 24Mattino di Simone Spetia e Maria Latella su Radio 24. “L’allargamento determinerebbe maggiore stabilità e collaborazione, nessuno sarebbe decisivo e tutti potrebbero partecipare a una maggioranza anti sovranista”
Ciò significa che per Bettini: “Dobbiamo allargare il consenso per disinnescare la possibilità di fare ultimatum senza possibilità di replica, anche se questo allargamento è del tutto ipotetico”. Lo dice Goffredo Bettini, ex eurodeputato Pd, , a 24Mattino di Simone Spetia e Maria Latella su Radio 24. ” Se ci fosse una parte consistente di parlamentari moderati che non se la sentono di andare con Salvini questo sarebbe positivo. Se Salvini è una sorta di autoritarismo pericoloso occorre l’unità delle forze democratiche”.

Posted in Cronaca/News, Politica/Politics | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Convegno sui 40 anni della Caritas di Roma

Posted by fidest press agency su martedì, 18 febbraio 2020

Roma Mercoledì 19 febbraio, alle ore 17 alla Cittadella della carità di via Casilina Vecchia, il cardinale Angelo De Donatis aprirà il convegno sui 40 anni della Caritas di Roma. Sono previsti interventi dello storico Alberto Melloni e una tavola rotonda con le testimonianze di operatori e volontari. Nel corso dell’incontrò verrà presentato il documentario “Fare questo in memoria di me” realizzato dal Tgr Lazio – Rai. “Fate questo in memoria di me” è il tema dell’incontro che si svolgerà il prossimo 19 febbraio, alle ore 17, presso la Cittadella della carità “Santa Giacinta” in via Casilina vecchia, 19. L’iniziativa, promossa nell’ambito delle manifestazioni per il 40° anniversario di istituzione della Caritas di Roma, è l’occasione per riflettere sul contesto storico, culturale e sociale che ha visto nascere questa realtà nelle parrocchie romane. Il convegno verrà aperto dal saluto del cardinale Angelo De Donatis, vicario del Papa per la diocesi di Roma, e dall’intervento dello storico Alberto Melloni. Seguirà una tavola rotonda moderata dal giornalista di Avvenire Toni Mira con la partecipazione di don Benoni Ambarus, direttore della Caritas romana; monsignor Enrico Feroci, già direttore dell’organismo diocesano; Daniela De Robert, associazione dei Volontari in Carcere; Carlo Fontana, capo redattore del Tgr Lazio – Rai.
Nel corso dell’incontrò verrà presentato il documentario “Fare questo in memoria di me” sulla storia della Caritas di Roma, realizzato dalla giornalista Isabella Di Chio del Tgr Lazio – Rai.

Posted in Roma/about Rome, Spazio aperto/open space | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Greta e non solo: quando l’Asperger diventa un superpotere

Posted by fidest press agency su martedì, 18 febbraio 2020

Cade oggi, in onore del compleanno di Hans Asperger, il pediatra austriaco che per primo ne descrisse alcune caratteristiche, la Giornata Mondiale della Sindrome di Asperger: una ricorrenza istituita per sensibilizzare la popolazione e promuovere la conoscenza di questo disturbo pervasivo dello sviluppo, annoverato all’interno dello spettro autistico e spesso definito come “ad alto funzionamento”, poiché non comporta disabilità intellettive e problemi nel linguaggio. Il disturbo si manifesta infatti prevalentemente attraverso una serie di difficoltà legate
all’interazione sociale, alla sfera affettiva e motivazionale e all’area sensoriale e percettiva; a differenza di altri disturbi dello spettro autistico, i soggetti che ne sono affetti hanno, però, un profilo cognitivo e un’abilità di apprendimento nella media, e in alcuni casi superiore.Nell’ultimo periodo, a rendere nota ai più la sindrome, ha contribuito la figura di Greta Thunberg, la diciassettenne attivista svedese ideatrice dei Fridays for Future: come ha dichiarato lei stessa, l’Asperger, di cui è affetta, rappresenta un “superpotere”, che ha animato ulteriormente il suo impegno a favore della causa ambientalista. Ma non è l’unica: Top Doctors® (www.topdoctors.it), la piattaforma online che seleziona e mette a disposizione degli utenti un panel formato dai migliori medici specialisti di tutto il mondo, ha individuato una serie di personalità d’eccezione che, in epoche e campi differenti hanno espresso tutta la loro genialità (forse) anche grazie a questo disturbo: spesso, infatti, le persone con l’Asperger sviluppano precisi interessi particolari e sono in grado di raggiungere la massima specializzazione negli argomenti prescelti.
Andando in ordine cronologico, Michelangelo Buonarroti è stato diagnosticato a posteriori come Asperger: l’artista che ha regalato all’umanità gli affreschi della Cappella Sistina aveva uno stile di vita insolito e una dedizione ossessiva, quasi fanatica, al proprio lavoro. Lo stesso vale per Mozart: il precocissimo genio musicale, quando componeva si estraniava completamente dalla realtà e, in generale, faticava a stabilire una normale interazione con le persone. Non solo artisti, gli esperti hanno riscontrato diversi gradi di Asperger anche in alcuni dei più eccellenti uomini di scienza come Isaac Newton (che spesso dimenticava di dormire o mangiare), Charles Darwin (ossessionato dalle sue collezioni naturalistiche), Albert Einstein (che da bambino era molto solitario e ripeteva in maniera ossessiva le stesse frasi). Tra gli imprenditori che hanno segnato la storia sono stati più volti citati come Asperger Henry Ford e, spostandoci verso i giorni nostri, il papà di Apple Steve Jobs. Infine, la scrittrice italiana Susanna Tamaro: l’autrice di “Va dove ti porta il cuore” ha infatti recentemente annunciato il ritiro dalla vita pubblica proprio per la difficoltà di gestire, con l’avanzare degli anni, gli aspetti negativi del proprio Asperger.“Tra le principali problematiche causate dalla Sindrome di Asperger ritroviamo la difficoltà a gestire le relazioni e le interazioni con gli altri, la peculiarità del comportamento sociale e dello stile di conversazione, l’attrazione verso interessi particolari ed assorbenti, la compromissione nell’espressione e nel riconoscimento delle emozioni e delle espressioni facciali” commenta il Prof. Francesco Cardona, neuropsichiatra di Top Doctors®. “D’altro canto, altre caratteristiche, quali l’alto profilo cognitivo, la capacità di vedere le cose in modo creativo e peculiare, la grande capacità in alcuni specifici ambiti lavorativi, sembrano costituire punti di forza e conferire una “marcia in più” a chi ne è affetto” conclude l’esperto.

Posted in Medicina/Medicine/Health/Science, Spazio aperto/open space | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

La storia del pensiero alla luce delle rivoluzioni

Posted by fidest press agency su martedì, 18 febbraio 2020

Diciamoci, alla fine, la verità che può valere ai tempi della Rivoluzione francese ma anche a quella che la seguì da vicino. Dall’illuminismo teorico o filosofico che aveva definito il medioevo, l’età dell’oscurantismo, è sfociato di tutto, per il trionfo della libertà, l’esaltazione della ragione e l’avvento della rivoluzione e gli eccessi del terrore, nell’autentica barbarie che, secondo lo storico e antropologo Adolfo Morganti, avrebbe fatto impallidire lo stesso Frankstein che si era incarnato nel giacobinismo dell’onesto Robespierre vittima con Danton della loro stessa legge dei sospetti e del tribunale della salute pubblica.
Se è vero che il medioevo è stato funestato da pestilenze, guerre, carestie causate in parte da fenomeni meteorologici ricorrenti e da continue invasioni barbariche che hanno immiserito e abbandonato nell’ignoranza i popoli frenando il progresso tecnico-scientifico, è anche vero, come asserisce il De Maistre, nei suoi scritti, che il male maggiore è entrato nel mondo nel periodo del Rinascimento con le lotte religiose della cristianità e, successivamente, con la rivoluzione francese sfociata nel giacobinismo di Robespierre e nell’imperialismo di Napoleone. Diventa, in pratica, una nota stonata l’affermazione di Kant che attribuiva all’illuminismo “l’uscita dell’uomo dallo stato di minorità”. Lo è stato, in effetti, ma a parole. In proposito è più aderente alla realtà il giudizio espresso da Adolfo Morganti riguardo “l’uomo dei lumi”. Per lui “era stato progettato come una macchina al risparmio”. “Questo modello così economico garantisce un’uguaglianza, perché ogni uomo era privato della specificità dei suoi rapporti naturali e spirituali con il suo ambiente e il suo cosmo, trasformato in individuo, ossia, in atomo, e ogni individuo possedeva un’identica ragione, avendo tutti un cervello ed un organo di sesso. Un tale individuo discriminato dai propri individuali e concreti problemi era stato livellato ad un astratto cittadino che conta in quanto è un numero nella collettività e un nulla come persona”.
In altri termini la conclamata libertà dell’individuo era un’astratta proclamazione scritta nella “Dichiarazione dell’uomo e del cittadino” e che l’uguaglianza significasse uniformarsi e conformarsi all’unica volontà del governo, che come aveva paventato Rousseau, una volta eletto sarebbe diventato dittatore.
Così i nostri padri fecero in modo di tramandarci le belle parole scritte nelle varie dichiarazioni dei diritti dell’uomo e nelle costituzioni liberali, ma le lasciarono lette-re morte nella pratica attuazione. L’hanno scritto a più riprese, in tempi recenti, tra gli altri, il prof. Secher dell’Università “La Sorbona” di Parigi e Pierre Chaunu e Jean Meyer.
Come dimenticare, ad esempio, il massacro compiuto dal governo di Parigi il due dicembre del 1793 a Sovenay, quando i vandeani, che considerarono persa la loro causa, ritornarono dall’esilio. Fu inaudito e macabro il rapporto ufficiale del generale Westerman alla Convenzione: “La Vandea non esiste più, cittadini repubblicani, essa è morta sotto la nostra libera spada, con le sue donne e i suoi bambini. L’ho appena sotterrata nei boschi e nella campagna di Sovenay. Secondo gli ordini datimi, ho fatto schiacciare i bambini sotto gli zoccoli dei cavalli, massacrando le donne che almeno perciò non faranno più figli che diventerebbero dei briganti”. Questa stessa rivoluzione per i machiavellici mezzi di cui si servì avrebbe fatto impallidire lo stesso Stalin i cui innumerevoli crimini furono de-nunziati, sia pure gradatamente, dopo la sua morte, dagli stessi governi comunisti che gli succedettero da Krusciov e per finire a Gorbaciov. (Riccardo Alfonso)

Posted in Confronti/Your opinions | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

La crisi del “sistema” scuola

Posted by fidest press agency su martedì, 18 febbraio 2020

Penso alla scuola in Italia. Taluni insegnamenti e certe materie, per quanto rinnovati, non hanno futuro. I giovani d’oggi vogliono essere appagati da conoscenze diverse. Essi, sono consapevoli che se dovessero seguire i richiami del presente finirebbero con il percorrere una strada che diventa, improvvisamente, un vicolo cieco. Appare impossibile procedere oltre.
Noi, invece, amiamo gli spazi aperti. Vogliamo essere viaggiatori del futuro, sfidare le leggi della tradizione e della consuetudine e sentirci in questo senso trasgressivi. Lo vogliamo essere e basta. Intendiamo respirare l’aria dei tempi che si proiettano in avanti e non di quelli che rimpastiamo con il nostro passato.
A questo punto mi chiedo come può la scuola, nella sua didattica, interpretare al meglio questa ansia-attesa snocciolandola attraverso il suo messaggio culturale. È che restiamo ingolfati dal retaggio dei nostri padri più propensi a volgere lo sguardo al passato e a guadare con sospetto il futuro. Un divenire tecnologico, novatore nei rapporti umani, nell’impatto con l’ecosistema e votato alla coesistenza pacifica tra le genti. Nel frattempo, ci accorgiamo che i nostri idoli di sempre si stanno infrangendo miseramente uno dopo l’altro nel diverso modo di rappresentare e gestire la politica, nell’interagire con i nostri simili, nel sentire religioso e nell’affrontare la sofferenza umana. E da qui parte la consapevolezza che il nostro deficit culturale è dipeso dalla incapacità della scuola di ogni ordine grado di colmare i nostri vuoti cognitivi e di rappresentare le novazioni nel modo più appropriato e al passo con gli eventi che ci circondano e ci compenetrano. (Riccardo Alfonso)

Posted in Confronti/Your opinions, scuola/school | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Iniziare la scuola a 3 anni anziché 6, il Governo fa bene a provarci

Posted by fidest press agency su martedì, 18 febbraio 2020

Il progetto è quello di avviare delle convenzioni con lo Stato, in modo da garantire una quota per i bambini rimasti fuori dalle liste statali, che pagheranno parte della quota per la frequenza, mentre la parte rimanente sarà pagata dallo Stato. L’anticipo servirà anche a convincere quei genitori che non mandano per scelta i figli alla scuola d’infanzia. Una revisione dei cicli con anticipo dell’età scolare obbligatoria è una delle richieste storiche dell’Anief: in particolare, quella di anticipare la scuola almeno a 5 anni, con annualità ‘ponte’ da affidare a maestri della scuola dell’infanzia e primaria in contemporanea, e poi allungare l’obbligo formativo sino alla maggiore età. È chiaro che se l’idea del Governo dovesse andare in porto bisognerà adottare un aumento degli organici, anche del personale Ata.
Lo si apprende da un articolo del Messaggero, nel quale si riporta come l’esecutivo intenda muoversi per permettere a tutti i bambini dai 3 ai 6 anni di frequentare la scuola dell’infanzia. Una condizione, quella della frequenza della scuola dell’infanzia, invece spesso preclusa per mancanza di posti nelle scuole statali e per i costi non accessibili a tutti delle rette delle paritarie, alle quali sono iscritti 524.000 bambini a fronte dei 900.000 iscritti nelle statali. L’articolo cita il viceministro Anna Ascani, la quale afferma: “È noto che i bambini che partono dalla scuola dell’infanzia hanno meno difficoltà negli studi ed escono meglio dal percorso formativo”. L’Italia – scrive Orizzonte Scuola – allo stato attuale copre questa fascia d’età con la scuola d’infanzia per il 95% ed è oltre il 70% della media europea di bambini frequentanti. Tale nuovo modello formativo consentirebbe di valorizzare l’esperienza educativa dei bambini in più tenera età, collocandola in continuità con l’apprendimento del percorso di formazione successivo. All’interno di questo ambito, il sindacato è infatti convinto che occorra implementare il tempo scuola e gli organici del personale, poiché le attività scolastiche sono l’antidoto principale per combattere la passività giovanile, prologo della dispersione (con il Centro-Sud ancora a pagare il conto più salato) e del fenomeno dei Neet, di cui l’Italia detiene il non invidiabile record europeo, con punte da far paura in diverse aree del Sud, come pure confermato dal rapporto Svimez 2019 sull’economia e la società del Mezzogiorno.

Posted in scuola/school | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Scuola: Specializzazione sostegno, sale a 20 mila il numero degli ammessi dopo le denunce di Anief

Posted by fidest press agency su martedì, 18 febbraio 2020

Ma sono meno della metà rispetto alle migliaia di posti vacanti coperti da docenti senza specializzazione. Ancora una volta, l’accesso sarà regolato dall’offerta degli Atenei e non dalle effettive esigenze del territorio come risulta dai numeri delle regioni: in Sicilia e Lazio il 40% dei 19.585 posti: per Piemonte, Friuli Venezia Giulia e Liguria soltanto l’1%. Il sindacato pronto a ricorrere in tribunale contro il D.M. 95/2020.
Ci risiamo: da Viale Trastevere, incuranti dell’errore commesso l’anno scorso, con il Dm n. 92 dell’08 febbraio 2019, si ripropone con il D.M. n. 95 del 12 febbraio 2020 una ripartizione regionale dei posti di sostegno non rispettosa delle esigenze del territorio, delle certificazioni degli alunni con handicap, del numero dei posti vacanti assegnati in supplenza e della mancanza di insegnanti specializzati, ma soltanto del potenziale formativo distinto per ogni ordine e grado fornito dagli Atenei, in palese violazione della legge 104/92 e del regolamento concernente la “Definizione della disciplina dei requisiti e delle modalità della formazione iniziale degli insegnanti” (DM 249/2010). Non prendendo in considerazione il forte squilibrio nell’assegnazione dei posti dell’ultimo ciclo di specializzazione nel sostegno, ancora sub iudice, dal nuovo ministero dell’Università e della Ricerca si continua sulla scia di quanto già deciso dall’ex ministro Marco Bussetti: in base alla tabella ‘A’ del DM 95 del 12 febbraio 2020, appena pubblicato, risultano delle regioni, come la Sicilia (4.675 posti) e il Lazio (ben oltre 3 mila), che fanno razzia di posti, aggiudicandosi il 40% dell’intero contingente (pari a 19.585 posti fra scuola dell’infanzia, primaria e secondaria di I e II grado); altre regioni, invece, come il Piemonte (205 posti), il Friuli Venezia Giulia (290) e la Liguria (340), si devono accontentare di una percentuale appena superiore all’1%. La stessa Lombardia, con il numero di scuole e alunni più grandi d’Italia, si ferma a circa mille posti totali.

Posted in scuola/school | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Medici di famiglia, ecco le categorie abilitate alla sostituzione. Il punto sui pensionati

Posted by fidest press agency su martedì, 18 febbraio 2020

«Nell’ultima convenzione hanno messo la clausola che il medico in pensione non può sostituire un medico di famiglia» lo scrive a Doctor33 un medico in pensione che accusa i sindacati. Posto che ad imporre il cambiamento non sono stati i sindacati in trattativa ma la legge, il problema sussiste ma non è insuperabile. Mentre la vecchia convenzione prevedeva all’articolo 17 che un medico pensionato potesse sostituire un medico di famiglia titolare, ora le cose cambiano. Il comma 2 punto f dell’Accordo del 2005 (i cui contenuti sono stati ripresi nel 2009) lasciava la chance delle sostituzioni a tutti i medici che fossero titolari di convenzione per la medicina generale all’atto del pensionamento.Non era incompatibile inoltre chi era già pensionato alla firma del precedente accordo nazionale del 2000, chi avesse cessato un rapporto di dipendenza al quale però era transitato dopo il 1992 partendo dalla medicina di famiglia e chi fruisse del trattamento di quiescenza del solo fondo generale dell’Enpam (pensione di vecchiaia).Questo dispositivo si è venuto a scontrare con le leggi che portano il nome dell’ex ministro della Semplificazione Marianna Madia. Il decreto legge 90 del 2014 ha vietato alle amministrazioni pubbliche di retribuire incarichi di studio e consulenza, dirigenziali e direttivi o cariche in propri organi di governo a ex dipendenti pubblici e privati collocati in quiescenza. La successiva legge 124 del 2015 ha poi distinto gli incarichi di studio e consulenza, che si possono affidare a pensionati a titolo gratuito anche per più di un anno, da quelli dirigenziali e direttivi, che invece non possono durare oltre un anno, non sono prorogabili né rinnovabili (articolo 17, ultimo comma). Sul tema ci sono anche le circolari 5/2016 e 6/2014 del ministero per la Pubblica amministrazione.
Di fronte a una norma nazionale di rango più elevato, la convenzione di medicina generale ha dovuto adattarsi. E così l’articolo 8 comma 2 del nuovo Accordo del 2018 rimanda alla normativa “vigente” per le sostituzioni di medici di famiglia con medici pensionati. Con un’eccezione: restano compatibili i medici che beneficiano delle sole prestazioni della “quota A” del fondo di previdenza generale dell’Enpam. «La pensione in quota A spetta a chi si pensiona a partire dall’età minima Enpam, che adesso è stata portata a 68 anni, a condizione abbia contribuito al Fondo. Ma l’età della pensione di vecchiaia è comunque inferiore ai 70 anni di età alla quale si lascia la convenzione», sottolinea Mauro Ucci, storico esponente del comitato centrale Fimmg e di Fimmg Toscana. «Per anni chi andava via prima perdeva la convenzione perché si riteneva che i due redditi, pensione e convenzione, fossero incompatibili. Negli ultimi anni è stato chiarito che l’incompatibilità non sussiste, si può riscattare la pensione ed esercitare. La legge lascia questa categoria l’unica abilitata alle sostituzioni».Bisogna poi distinguere tra tipologie di sostituzioni. Quelle di oltre 30 giorni richiedono l’instaurarsi del rapporto con l’Asl, mentre in quelle per meno di 30 giorni è il medico titolare ad instaurare un rapporto fiduciario con il sostituto, e non c’è rapporto con la Pa. Sotto i tre giorni, poi, non serve nemmeno la comunicazione della sostituzione all’Asl. Ricapitolando: gli ex medici di famiglia possono ancora (ma forse solo in teoria, come vedremo a breve) sostituire i colleghi titolari per assenze sotto i 30 giorni; le sostituzioni oltre i 30 giorni sono riservate ai giovani nelle graduatorie o al solo caso particolare del medico che ha lasciato la convenzione prima dei 70 anni per riscattare prima la pensione in quota A, «fermo restando – aggiunge Ucci – che i contributi in quota A si possono riscattare anche a 70 anni, al momento di lasciare la convenzione per raggiunti limiti di età, e tra l’altro in questo caso si maturano gli arretrati». In definitiva, riflette Ucci, «il problema non è tanto ciò che la nuova convenzione ha tolto, ma ciò che di fatto è stato tolto prima. Con l’informatizzazione il medico che va in pensione deve riconsegnare le credenziali personali all’Asl, e non può più accedere al sistema per fare ricette ed impegnative. Questo è il vero ostacolo sostanziale!». Mauro Miserendino – fonte: Doctor33)

Posted in Medicina/Medicine/Health/Science | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Utilizzo di soluzioni digitali

Posted by fidest press agency su martedì, 18 febbraio 2020

E’ un tema presente, oggi più che mai, nella lista delle priorità delle principali aziende e Pubbliche Amministrazioni italiane. Cresce, infatti, la consapevolezza che l’introduzione delle nuove tecnologie (dai dispositivi mobili agli oggetti intelligenti, dalla dematerializzazione dei documenti alla robotica, dai database distribuiti alla realtà aumentata) offre un’importante opportunità di semplificazione dei processi, generando al contempo sia un recupero di produttività sia un sensibile miglioramento dell’efficacia, creando un differenziale competitivo di lungo periodo.In questo scenario le startup hanno – e avranno, sempre più – un ruolo primario nelle evoluzioni di aziende e supply chain: il tema dell’open innovation è oggi nell’agenda degli amministratori delegati delle aziende di ogni dimensione e settore, consapevoli che le startup costituiscono un’ulteriore importante risorsa per compiere una vera trasformazione digitale. L’iniziativa DAFNE Open Innovation, volta a individuare le principali startup attive nel mondo della salute, è stata lanciata dal Consorzio proprio con l’obiettivo di supportare la filiera Healthcare e le aziende dell’ecosistema.L’iniziativa, svolta in collaborazione con PoliHub Innovation District & Startup Accelerator – l’incubatore del Politecnico di Milano gestito dalla Fondazione Politecnico di Milano – ha visto l’analisi delle startup e scaleup presenti all’interno del network e l’identificazione successiva di 16 realtà.
Tra queste, le prime 10 sono state sottoposte all’analisi del Consiglio di Amministrazione del Consorzio, che le ha valutate sulla base di 3 dimensioni: innovatività della realtà, applicabilità dell’innovazione e impatto sulla filiera. Le 6 startup ritenute più interessanti sono: Arox, Artiness, BiomimX, InnovaCarbon, Merylo e Shippeo. Nelle prossime settimane queste realtà verranno ulteriormente analizzate per decretare le prime 3 finaliste, che potranno presentare le loro soluzioni in occasione del Convegno Nazionale del Consorzio, “Digital For Health”, che si terrà il prossimo 20 febbraio 2020 presso l’Auditorium G. Testori di Palazzo Lombardia a Milano. La startup vincitrice otterrà un premio in denaro di 5.000 € e un voucher del valore di 10.000 € in servizi erogati da PoliHub, oltre a una giornata di mentoring e coaching con i vertici di alcune aziende del Consorzio. Appuntamento quindi al 20 febbraio per scoprire i vincitori.

Posted in Economia/Economy/finance/business/technology | Contrassegnato da tag: , | Leave a Comment »

Una vera e propria Technical Academy

Posted by fidest press agency su martedì, 18 febbraio 2020

Nasce dalla volontà di formare professionalmente i nuovi talenti che escono delle scuole tecniche e accrescere le competenze specialistiche del personale già in organico a tema industria 4.0. A dare il via al nuovo progetto formativo Procter & Gamble, la multinazionale leader nel largo consumo con prodotti come Dash, Lenor, Pantene, Gillette, Oral B, e ManpowerGroup l’azienda leader globale nelle risorse umane, nell’impianto produttivo P&G di Santa Palomba (Pomezia). Un progetto che attraverso corsi di formazione gratuiti di sei settimane intende rispondere alla necessità crescente del mercato del lavoro di profili specializzati, come riportato nel Talent Shortage, la ricerca condotta ogni anno da ManpowerGroup, che evidenzia come in Italia il 47% dei datori di lavoro abbia oggi difficoltà nel trovare candidati con le giuste competenze tecniche. Da oggi sarà possibile candidarsi per la selezione di 20 posti nella P&G Technical Academy https://www.manpower.it/azienda/PG-Italia
E’ proprio guardando a un’industria in continua evoluzione e sempre più tecnologica, che Procter & Gamble dà vita a una scuola per formare i tecnici del futuro e accrescere le competenze del personale già in azienda. L’epicentro di questa nuova sfida formativa è lo stabilimento di Pomezia, storica “casa” del Dash fin dal 1963.
A Pomezia sorge infatti un moderno sito produttivo/logistico che ogni giorno serve clienti e milioni di consumatori in Italia e all’estero. Le elevate capacità professionali della sua organizzazione, gli ottimi risultati di business, la costante attenzione ai temi legati a sicurezza, ambiente e qualità dei prodotti, ne fanno oggi un Centro di Eccellenza Globale per tutti gli altri stabilimenti P&G nel mondo. Le nuove sfide legate all’Industria 4.0 rappresentano una ulteriore opportunità da cogliere per continuare questo percorso di crescita.
MANPOWER. Ad affiancare P&G in questa nuova sfida, Manpower, che da due anni ha lanciato Manpower Academy, il progetto per la specializzazione delle persone in relazione alle esigenze delle aziende e alle specificità del territorio, nato per far fronte alla crescente difficoltà di molte aziende nel trovare personale con competenze specifiche nei distretti produttivi italiani, grazie all’attivazione di sinergie con il territorio, gli enti di formazione e le aziende clienti, al fine di creare un circolo virtuoso di know how, competenze ed esperienze. Nel 2019 Manpower ha attivato oltre 100 Academy per oltre 1.000 profili specializzati destinati alle aziende, coinvolgendo circa 200 aziende.Dalla partnership di Procter & Gamble e Manpower nasce così la P&G TECHNICAL ACADEMY una scuola formativa che darà a 20 giovani diplomati provenienti da Istituti Tecnici dell’area circostante l’impianto di Pomezia l’opportunità di frequentare un corso di formazione gratuito di 6 settimane, grazie al sostegno di fondi di settore messi a disposizione da parte di Manpower e con trainer costituiti da personale specializzato P&G e da Manpower.
In partenza a fine febbraio e volto a formare tecnici di automazione industriale, in grado di rispondere alle esigenze specifiche dello stabilimento P&G, il corso è un’opportunità sia per i giovani talenti, ma anche per i dipendenti già in organico, di acquisire nuove competenze in un centro d’eccellenza 4.0. Per gli esterni ci saranno inoltre concrete possibilità di inserimento lavorativo: i migliori studenti, infatti, potranno ottenere un contratto di apprendistato, muovendo così i loro primi passi nel mondo manufatturiero logistico di P&G.

Posted in Economia/Economy/finance/business/technology, Uncategorized | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

“Low for long: perché nel prossimo decennio le azioni vincono”

Posted by fidest press agency su martedì, 18 febbraio 2020

A cura di Andrea Delitala, Head of Investment Advisory, Marco Piersimoni, Senior Portfolio Manager di Pictet Asset Management. Gli anni Venti saranno con ogni probabilità caratterizzati da un nuovo paradigma, in cui crescita potenziale e inflazione ‘normale’ sono ridimensionate rispetto al passato. Un mondo inedito in cui le politiche monetarie hanno esaurito il proprio ruolo di stimolo all’economia e a cui potrebbe subentrare una fiscalità espansiva, come auspicato da Mario Draghi e ribadito da Christine Lagarde. L’andamento dell’attività economica è anemico ma forse, come abbiamo accennato in apertura, questo corrisponde a un nuovo paradigma in cui crescita potenziale e inflazione ‘normale’ sono ridimensionate rispetto al passato.La lettura del ciclo economico attuale presenta, tuttavia, alcune difficoltà, per via delle contraddizioni che lo caratterizzano: in particolare, il manifatturiero ha un andamento estremamente negativo in contrasto ai servizi che mostrano uno stato di buona salute; il mondo sviluppato tentenna a fronte di Paesi in via di sviluppo che aumentano la propria forza relativa; i consumi appaiono solidi rispetto alle altre componenti della domanda, ovvero investimenti e commercio estero in sensibile decelerazione. Riteniamo di poter spiegare tali dinamiche come segue:
• le spese in conto capitale (Capex) delle aziende languono o sono in recessione. L’epicentro del problema in questo caso è rintracciabile nel commercio estero e, in particolare, nelle istanze protezionistiche che Donald Trump incarna alla massima potenza con l’approccio “America First” che si traduce in incertezza regolamentare o sui dazi che ha un impatto ovviamente negativo sui parametri del commercio internazionale e sulle scelte di investimento. Nel lungo periodo si osserva in ogni caso un timido recupero degli investimenti in grado di divergere dal calo degli ordini che è l’effetto più grave dell’escalation della guerra commerciale e del calo dell’export complessivo globale.
• I consumi privati sono particolarmente importanti perché rappresentano i tre quarti della domanda e quindi del PIL domestico. La loro solidità dipende da fondamentali supportivi: in particolare la crescita reale dei salari che si mantiene tra l’1 e l’1,5% nonostante i salari nominali abbiano di recente segnato un tasso di crescita sotto il 3%. I tassi reali sono sostenuti da un’inflazione che resta a livelli molto al di sotto del target del 2% e da tassi di disoccupazione sui minimi. Un collasso dei consumi appare improbabile. Il buon andamento dei Salari Reali rappresenta altresì una buona notizia per i mercati finanziari perché non si tradurrà in una compressione degli utili aziendali in quanto la produttività riesce a tenere il passo con essi, lasciando invariata la ripartizione del reddito.
Tutto quanto osservato ci porta di nuovo alla constatazione che potremmo essere in nuovo paradigma basato su regole inedite che vale la pena indagare.
• Le condizioni finanziarie appaiono ancora estremamente favorevoli e il 2020 si avvia avendo a disposizione una notevole spinta monetaria. La Fed, che alla fine del 2018 aveva tentato di normalizzare il bilancio e poi di agire al rialzo sui tassi, ha dovuto fare rapidamente marcia indietro osservando che il sistema iniziava a scricchiolare ben prima del punto di arrivo. Le banche necessitano di un livello di riserve libere molto superiore rispetto al passato: una volta emerso questo fattore che non si era correttamente calibrato sono stati necessari nuovi interventi sulla liquidità. Al momento la Fed sta acquistando titoli a breve sul mercato in attesa di avviare una soluzione permanente. Ma un fatto è chiaro: tornare indietro dal quantitative easing (QE) prolungato è faticoso, per non dire impossibile.
La politica fiscale dal canto suo conta su una condizione particolarmente favorevole nel rapporto tra crescita nominale, seppure contenuta, e tassi di interesse complessivamente talmente bassi da configurare una buona sostenibilità del debito pubblico. Nel suo primo speech come governatore della Bce Lagarde è andata caldeggiando l’idea che la politica fiscale non sia necessariamente debito ma possa tradursi anche in riqualificazione delle poste. Dunque, si può indirizzare agli investimenti.Nel nuovo paradigma in cui ci muoviamo, riteniamo che il prossimo whatever it takes potrebbe essere di tipo fiscale, tenendo a mente in questo passaggio di testimone che il modus operandi della politica fiscale è diametralmente opposto da quello della politica monetaria, sia in termini di processo necessario all’attivazione sia in termini di effetto su economia e mercati. Per prendere decisioni di politica monetaria è sufficiente un tempo molto breve ma l’efficacia si spalma in un periodo di 12-18 mesi e l’impatto immediato sull’economia è pressoché nullo, mentre l’impatto sui mercati può essere rilevante.La politica fiscale ha una gestazione al contrario molto lunga e complessa e potrebbe comportare in Europa persino la revisione del patto di stabilità, ma ha un’efficacia immediata sul PIL o sui consumi.
In questo nuovo paradigma che abbiamo disegnato, il livello attuale dei tassi di interesse, molto prossimo allo zero, appare strutturale. Se è così le valutazioni finanziarie ne dovranno tenere conto insieme a una serie di fattori secolari, dalla demografia, all’innovazione, alla deglobalizzazione che sono alla base della riduzione strutturale del metabolismo dell’economia e che, insieme agli elementi più ciclici, impattano nei componenti dei ritorni obbligazionari e azionari.Per quanto attiene al fronte obbligazionario, le previsioni per i tassi di interesse a 10 anni si collocano al 2,3% sul decennale Usa e allo 0,25% sul Bund, con un Total Return medio atteso dell’1,6% all’anno per quanto riguarda il T-Note e una perdita di 0,5% (annuale) per il Bund.I tassi di interesse strutturalmente bassi, dunque, non rappresentano un’occasione d’oro per le obbligazioni (se si copre il T-Note per il rischio cambio si perde comunque), ma neppure una tragedia. Sono, invece, una buona notizia per l’equity, con un extra rendimento che nello scenario low for long può arrivare anche al 3% e, portando il mercato Usa tra l’8 e il 10%. Cerchiamo di spiegare su cosa si basano queste previsioni.
L’analisi delle altre due componenti, ovvero crescita degli utili e variazione delle valutazioni, permette, invece, di calcolare il potenziale capital gain tenendo sempre in mente l’ipotesi di tassi di interesse fermi oppure molto bassi nell’orizzonte di previsione. Vediamo i tre elementi una alla volta:
1) crescita degli utili. Una delle congetture nel mercato è che i margini siano sui massimi e pertanto destinati a scendere. Questa tesi appare valida e suffragata dai dati per alcune parti del mercato, ma diventa facilmente confutabile se si guardano i numeri di contabilità nazionale, in base a cui la quota di profitti rispetto al PIL negli ultimi 50 anni si è già ridotta in maniera sensibile. Pertanto, la marginalità delle imprese è già scesa, il che non esclude che possa continuare a farlo, ma rende evidente che non sia vero che siamo su livelli estremamente alti per cui un calo sarebbe pressoché inevitabile.
2) I tassi di interesse influenzano la redditività delle imprese attraverso il canale del costo del credito e impattano sul valore in termini di fattore di sconto. Per descrivere l’andamento di questa variabile abbiamo tentato di isolare il fattore “tassi di interesse” che è tra i quattro che determinano la marginalità dell’impresa. Gli altri sono la pressione fiscale, l’andamento del commercio mondiale e infine la velocità di crociera alla quale si sta viaggiando. In particolare, la redditività subisce un impatto negativo in caso di aumento delle tasse o dei tassi e positivo in caso di aumento del commercio mondiale o di accelerazione della velocità di crociera. Attualmente la redditiva è, in linea con le medie storiche, al 9,7%, ma nello scenario in cui i tassi restino bassi nel lungo periodo, la marginalità appare in possibile miglioramento, pur non essendo questa revisione scontata dal mercato. Insomma, i margini non solo non sono a rischio ma sono supportati dall’eventuale validità dello scenario low for long.
3) Il terzo fattore è la variazione delle valutazioni. Il rendimento atteso delle azioni è frutto del rendimento corrente del capital gain e una parte considerevole del capital gain dipende da quante volte si è disposti a pagare gli utili. Osservando la dinamica di questi ultimi nel biennio appena trascorso e quella dei tassi reali appare evidente dai livelli dei Price/Earnings che l’andamento delle valutazioni dipenda appunto dei tassi di interesse reali. Il premio per il rischio si colloca su livelli abbastanza generosi e potrebbe ritracciare per riagganciare la media storica, ma può altresì aumentare per una discesa dei P/E o per una salita dei tassi reali che si normalizzano intorno all’1,5% con un aumento del rischio sul fronte azionario.In conclusione, è possibile ipotizzare tre scenari sui tassi di interesse con le relative conseguenze sui rendimenti attesi dei mercati azionari:
la normalizzazione dei tassi reali (probabilità 40%) intorno all’1,5%: l’aggiustamento del premio per il rischio avviene appunto a scapito dei tassi, con valutazioni azionarie stabili attorno ai livelli attuali, pertanto con nessun contributo di re/de-rating. In questa ipotesi, la normalizzazione dei premi per il rischio (misurata dalla combinazione tra tassi reali e variazione delle valutazioni annuali) implicherebbe una contrazione delle valutazioni di 1 o 2 punti percentuali. La normalizzazione dei tassi si trasmette in una perdita tra il 2 o il 3% sul rendimento atteso delle azioni.L’alternativa è lo scenario low for long (probabilità 40%) in cui i tassi di interesse reali stazionano tra lo 0 e lo 0,5%. In questo caso la normalizzazione delle valutazioni potrebbe avvenire per effetto della discesa degli earnings yield delle azioni. Questo implicherebbe un aumento del P/E in presenza di redditività costante e si sostanzierebbe in un rerating. Con i tassi reali intorno allo zero, un premio al rischio normalizzato in termini di aumento delle valutazioni azionarie vale circa 3 punti per anno. Ma questo livello di tassi ha un’implicazione importante sul rendimento atteso delle azioni perché offre un extra rendimento in conto capitale tra l’1 e il 3% annuo.Infine, un terzo scenario è quello in cui si considera una recessione (probabilità 20%): in questo caso i tassi scendono ma le valutazioni non migliorano.

Posted in Economia/Economy/finance/business/technology | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Teatro: Nostalgia di Dio di Lucia Calamaro

Posted by fidest press agency su martedì, 18 febbraio 2020

Napoli Mercoledì 19 febbraio 2020, Teatro Nuovo via Montecalvario 16 (Inizio spettacoli ore 21.00 (mercoledì e giovedì), ore 18.30 (venerdì e domenica), ore 19.00 (sabato) E’ dell’uomo il pensiero, così come dell’uomo è l’azione. Ma quando il pensiero supera il confine dell’azione, la dimensione del pensare si rompe e penetra in uno spazio indefinito, là dove solo è Dio. E’ questa la matrice filosofica di Nostalgia di Dio, testo nato dalla penna di Lucia Calamaro, che firma anche la regia teatrale.
Autrice di un teatro di parola che nasce sulla scena e che richiede ai suoi attori di essere ‘atleti della parola’, capaci di affrontare temi universali attraverso storie personali, in Nostalgia di Dio Lucia Calamaro fa agire in una scena quattro protagonisti: una coppia scoppiata, un sacerdote e una donna amica di tutti che desidera con tutte le sue forze avere un figlio.In questo spettacolo, presentato da Teatro Stabile dell’Umbria/Teatro Metastasio, la Calamaro prova ad affrontare il rapporto con il senso del sacro, già evocato dal titolo. C’è l’immagine di un Dio bambino, che crea il mondo con l’onnipotenza dell’infanzia, ma anche con ingenuità, un Dio che non risponde alle preghiere perché letteralmente ancora infante, e che rintocca di protagonista in protagonista.Veniamo “proiettati” nella vita di quattro personaggi, Francesco, Alfredo, Cecilia e Simona, interpretati rispettivamente da Francesco Spaziani, Alfredo Angelici, Cecilia Di Giuli e Simona Senzacqua, e le loro poche, piccole, vicende quotidiane.In un giorno di quotidiana normalità sono attanagliati da dubbi esistenziali e affettivi che li porta a confrontarsi e a scontrarsi tra loro, in uno scambio di battute a tratti esilaranti, a tratti appassionati ed intensi.I quattro personaggi, legati da un’amicizia reticolare, accolgono e respingono il “palleggio” del dialogo, come la pallina sul campo da tennis. Rivolgono pensieri a se stessi liberandoli all’ascolto degli altri, senza quasi davvero cercare una risposta, ma confidando nella domanda come bacino primordiale di conoscenza.Questa volta, Lucia Calamaro si avventura a parlarci addirittura di Dio, con i suoi inconfondibili personaggi un po’ bizzarri, goffi, in difficoltà nella vita, nelle relazioni, negli affetti, nella vita sociale, che, in qualche modo, hanno conservato qualcosa d’infantile, svelandosi nei dialoghi serrati e raccontando le nostre fragilità interiori, decifrate con amorevole ironia. Nostalgia di Dio, quindi, ma anche nostalgia di casa, degli affetti, delle relazioni che resistono al tempo e alle crisi, o forse no, perché bisogna sempre fare i conti con le nevrosi, i fallimenti, le diverse aspettative.

Posted in Cronaca/News, Mostre - Spettacoli/Exhibitions – Theatre | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Disturbi cardiovascolari

Posted by fidest press agency su martedì, 18 febbraio 2020

Merck, azienda leader in ambito scientifico e tecnologico, ha annunciato una partnership con Allelica, startup italiana che opera nel campo della medicina di precisione. Al centro dell’accordo, lo sviluppo di due algoritmi predittivi nell’area dei disturbi cardiovascolari, a conferma del rinnovato impegno di Merck in quest’ambito terapeutico.Nell’ambito della partnership, Allelica si impegnerà a sviluppare un algoritmo basato sul Polygenic risk score, un metodo che permette di riassumere il contributo di molteplici variazioni genetiche nel determinare il rischio di patologie multifattoriali. L’algoritmo verrà poi validato su un database che contiene i dati di più di 500mila volontari coinvolti in uno studio genomico prospettico con più di 9 anni di follow-up. Allelica ha già prodotto un test del DNA dal funzionamento analogo, Cardioscore, che identifica individui con rischio di sviluppare infarto del miocardio superiore del 300% rispetto alla media, anche ove non rilevato con gli indicatori diagnostici tradizionali. Nel caso dell’algoritmo che sarà sviluppato per Merck, invece, si intende identificare su basi genetiche il rischio di insufficienza cardiaca cronica (patologia nota anche come scompenso cardiaco).Il secondo algoritmo oggetto dell’accordo con Merck utilizzerà tecnologie di deep learning per sviluppare l’abilità di riconoscere e misurare il rischio di scompenso cardiaco in un paziente attraverso la lettura di dati diagnostici. L’algoritmo verrà integrato in un’applicazione web protetta con protocollo crittografato a tutela della sicurezza delle informazioni trasmesse.A livello globale le malattie cardiovascolari sono responsabili di circa un decesso su tre, per un totale di 17,5 milioni di morti ogni anno. Si tratta della prima causa di morte nei Paesi sviluppati e, addirittura, l’Organizzazione Mondiale della Sanità stima che entro il 2030 il numero dei decessi sia destinato a salire a circa 24 milioni ogni anno.L’insufficienza cardiaca è una patologia provocata dalla compromissione della funzione cardiaca, ovvero dell’attività attraverso la quale il cuore pompa il sangue e garantisce, quindi, il corretto apporto di ossigeno a tutti gli organi.Nel mondo colpisce oltre 23 milioni di persone e in Europa, così come negli Stati Uniti, provoca circa 300.000 decessi all’anno.In Italia l’insufficienza cardiaca cronica rappresenta la seconda causa di ricovero dopo il parto, con degenza media di 4-5 giorni; la fascia di età più frequente nei pazienti ricoverati è quella tra i 75 e gli 85 anni. La prevalenza della malattia aumenta proporzionalmente all’età, andando dall’1-2% della popolazione generale al 6,4% per gli over 65.6 Nel nostro Paese la spesa annuale per paziente è di circa 11.800 Euro.

Posted in Medicina/Medicine/Health/Science | Contrassegnato da tag: , | Leave a Comment »

Credimi e Openjobmetis insieme per il futuro delle PMI

Posted by fidest press agency su martedì, 18 febbraio 2020

Credimi, il leader europeo del finanziamento digitale alle imprese, lancia Credimi Capitale Umano, una convenzione volta a supportare la crescita delle PMI e dell’occupazione in Italia. L’iniziativa permetterà alle maggiori aziende clienti di Openjobmetis – unica agenzia per il lavoro quotata al mercato azionario (segmento Star) di Borsa Italiana e tra i principali attori del mercato del lavoro da 19 anni – di accedere ad un canale dedicato per la richiesta a Credimi di un finanziamento (naturalmente soggetto ad approvazione di Credimi) della durata di 5 anni, con tempi di erogazione rapidi (soli tre giorni), senza garanzie e senza vincoli all’utilizzo, con un’esperienza completamente digitale e perfettamente tagliata sulle esigenze delle piccole e medie imprese italiane.Questa collaborazione si inserisce nella linea d’azione di Credimi, volta ad implementare sempre maggiori soluzioni a supporto del tessuto imprenditoriale italiano, in un contesto in cui le PMI per crescere ed essere competitive hanno sempre più la necessità di assumere i migliori talenti, ma spesso faticano a trovare le finanze per farlo. Si pensi che secondo una recente ricerca della CGIA di Mestre, nel periodo 2011-2018 il credito alle imprese si è contratto di ben 252 miliardi di euro, di cui 200 miliardi per le imprese con più di 20 addetti (un taglio del 27%) e oltre 50 miliardi per quelle con meno di 20 addetti (30%).Attraverso questo progetto, Credimi valuterà ed eventualmente erogherà finanziamenti alle aziende, che si dimostreranno interessate ad accelerare la crescita della propria impresa attraverso un investimento nella risorsa più importante, il Capitale Umano.“Crediamo che per crescere ed affermarsi sul mercato, ogni impresa abbia bisogno del giusto team” afferma Ignazio Rocco, CEO e fondatore di Credimi. “Ma attrarre talenti non è sempre facile: servono, tra le altre cose, le risorse adatte. Ecco perché insieme ad Openjobmetis abbiamo voluto creare la convenzione Credimi Capitale Umano: per dare alle PMI italiane la possibilità di investire e attrarre migliori talenti, e insieme a questi sviluppare il proprio business e le proprie potenzialità.” E aggiunge: “Il capitale umano per noi è la chiave di volta del successo di ogni azienda. Anche Credimi nasce da questa certezza: per noi la ricerca delle competenze migliori è stato il primo e più importante passo nella costituzione della società. Oggi siamo una squadra che conta più di 40 risorse specializzate nelle tecnologie digitali e finanziarie, in gran parte tra i 28 e i 35 anni, tutti azionisti dell’azienda. Crediamo che ogni società debba poter avere questa opportunità.” “Siamo orgogliosi di aver stipulato la convenzione Credimi Capitale Umano, un progetto all’avanguardia che potrà dare un supporto concreto alle PMI Italiane, vero motore di questo Paese” commenta Rosario Rasizza, CEO di Openjobmetis. “Una collaborazione che ritengo strategica e che vede due realtà leader di settore, che operano come abilitatori della crescita, lavorare fianco a fianco. Finanza e risorse umane sono infatti asset fondamentali per supportare la crescita delle aziende per facilitarne la competitività, in particolar modo in questa fase storica di contrazione del credito bancario”.

Posted in Economia/Economy/finance/business/technology | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Diete sostenibili nelle mense aziendali e universitarie

Posted by fidest press agency su martedì, 18 febbraio 2020

2.200 persone coinvolte in media ogni giorno in Italia (3.150 in totale comprese quelle in UK). 4 aziende e 3 università, fra Italia e Regno Unito. Un duplice obiettivo: risparmiare circa 5.300 tonnellate di CO2 equivalente e circa 2 milioni di metri cubi d’acqua in 3 anni, promuovendo nelle mense aziendali e universitarie dei menù sani e sostenibili. Sono questi gli ingredienti del progetto europeo SU-EATABLE LIFE, la cui fase sperimentale parte oggi anche nel nostro Paese e che vede Fondazione Barilla nel ruolo di capofila dell’iniziativa. Al progetto collaborano i partner greenApes, Benefit Corporation che fornisce la piattaforma digitale usata per ingaggiare gli utenti nelle mense, la Wageningen University, responsabile insieme a Fondazione Barilla dell’elaborazione dei dati raccolti, e la Sustainable Restaurant Association, partner che supporta lo sviluppo dell’iniziativa in UK. Dopo essere partita a gennaio in Gran Bretagna (City University of London, University of Worcester, e due mense aziendali gestite dalle società di catering Artizian e Fooditude le realtà interessate) è ora la volta dell’Italia, dove l’Università di Parma, il Gruppo Barilla (stabilimento di Novara) e Ducati Motor Holding daranno il via anche nel nostro Paese a SU-EATABLE LIFE. Operativamente, il progetto vedrà in Italia il contributo delle società di catering Felsinea Ristorazione e Camst Group – Società di ristorazione e facility management, e la partecipazione di ER.GO (Azienda Regionale Emilia-Romagna per il Diritto agli Studi Superiori).
SU-EATABLE LIFE vuole dimostrare che è possibile ispirare i cittadini dell’UE ad adottare quotidianamente diete sane e sostenibili. Una dieta sana e sostenibile è basata su pasti che risultino completi in termini nutrizionali, con una prevalenza di prodotti di origine vegetale (verdura, legumi e frutta) e cereali (es. farro, orzo, riso) o loro derivati (es. pasta, pane, couscous, polenta), meglio se integrali, privilegiando le materie prime di stagione. In una dieta sana e sostenibile nessuna fonte nutrizionale viene eliminata completamente, ma queste vengono bilanciate durante la settimana limitando la frequenza degli ingredienti, come la carne rossa, meno vantaggiosi per salute e ambiente, a favore di quelli più sostenibili come ad esempio legumi, pesce e carni bianche. La fase sperimentale durerà 7 mesi e sarà articolata in 3 aree di azione:
l’introduzione di materiali informativi e educativi (poster, banner, etc.) nei locali della mensa e di campagne tematiche per promuovere l’adozione di una dieta sana e sostenibile;
il rafforzamento dell’offerta di cibo sano e sostenibile nella mensa, promuovendo l’offerta quotidiana di piatti ottimali dal punto di vista nutrizionale e ambientale (definiti My Plate 4 the Future). Ad ogni piatto presente nei menù delle mense aderenti all’iniziativa verrà associata un’indicazione di impatto ambientale, per facilitarne la scelta da parte degli utenti. I piatti col bollino “My Plate 4 the Future” sono quelli che, secondo le indicazioni del progetto SU-EATABLE LIFE, generano un range compreso tra 0,80 e 1,0 kg di CO₂ equivalente per pasto (impronta di carbonio) e che comportano, per la loro produzione, un consumo ridotto di acqua (impronta idrica);
Il coinvolgimento attivo delle persone tramite la piattaforma digitale greenApes e l’introduzione di meccanismi premiali, per incentivare gli utenti della mensa ad adottare una dieta sostenibile attraverso la proposta di contenuti informativi ed educativi, di sfide e attività individuali e di gruppo, e la vincita di premi a fronte della scelta dei piatti sostenibili “My Plate 4 the Future” in mensa.
GLI 8 CONSIGLI PER UNA DIETA SANA E SOSTENIBILE Per questo motivo, SU-EATABLE LIFE ha elaborato 8 consigli da applicare quotidianamente per migliorare la propria salute e “pesare” meno sul Pianeta, attraverso scelte alimentari sane e sostenibili:
Mangiare verdura, legumi e frutta fresca, frutta secca e cereali integrali.
Scegliere ingredienti di stagione, varietà locali o della tradizione.
Mangiare cibo fresco e quanto più possibile preparato naturalmente.
Bere molta acqua, se possibile del rubinetto, e non sprecarla.
Ridurre, riusare e riciclare i materiali usa e getta e gli imballaggi.
Non consumare troppa carne, soprattutto quella rossa, salumi e insaccati.
Non esagerare con formaggi, burro e latte.
Non sprecare cibo, mettendo nel piatto solo ciò che serve.

Posted in Medicina/Medicine/Health/Science | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Gli italiani chiedono tecnologie coinvolgenti negli eventi

Posted by fidest press agency su martedì, 18 febbraio 2020

La tecnologia sta inaugurando un nuovo ed entusiasmante modo per consentire alle aziende di interagire con il pubblico e nuove ricerche rivelano che offrire un coinvolgimento esperienziale è la via che porta al cuore dei consumatori. Il 69% degli italiani (quasi 7 su 10) vuole partecipare fisicamente agli eventi e non essere solo spettatore.Una nuova ricerca europea, commissionata da Epson e intitolata “The Experiential Future”, ha evidenziato l’atteggiamento dei consumatori nei confronti della partecipazione ad eventi e attrazioni. La ricerca ha analizzato i punti di vista sull’uso delle tecnologie immersive in eventi e attrazioni dove si utilizzano proiezioni su larga scala, display interattivi, ologrammi, realtà virtuale e aumentata.I Millennial – i nati fra il 1980 e il 1993 – sono i più attratti da questo tipo di eventi: il 73% degli intervistati in questa fascia d’età ha partecipato negli ultimi 12 mesi a un evento o a un’attrazione in cui è stato coinvolto in un’esperienza diretta, mentre più della metà degli stessi (66%) ritiene che la tecnologia immersiva non sia utilizzata a sufficienza in occasione di eventi. Il 35% della Generazione Z – i nati fra il 1994 e il 2003 – e il 26% dei Baby Boomer – nati dal 1946 al 1964 – invece hanno partecipato a eventi con un forte coinvolgimento diretto e personale persino al di fuori del loro paese d’origine, contro il 23% della Generazione X – nati tra il 1965 e il 1979 – e il 17% dei Millennial. Ciò dimostra che le imprese che utilizzano questi elementi possono ottenere chiari vantaggi economici, evidenziando al tempo stesso come anche il turismo in generale possa trarne vantaggio. Il 70% della Generazione X concorda inoltre sul fatto che preferisce eventi o attrazioni che includono un elemento esperienziale, seguita dai Millennial (67%), dalla Generazione Z (61%) e dai Baby Boomer (58%). In sintesi: più è giovane il pubblico che si vuole raggiungere e maggiore è la possibilità di ottenere buoni risultati con un coinvolgimento esperienziale.
Per i locali e le aziende alberghiere, un’esperienza di visita che suscita emozioni e crea una forte connessione non solo è cruciale per attrarre nuovi consumatori, ma anche per incoraggiare i clienti a ritornare. Il 74% dei Millennial vorrebbe rivivere l’esperienza fatta, così come il 68% delle Generazioni X e Z e il 60% dei Baby Boomer, dimostrando che le tecnologie esperienziali aiutano a stimolare il coinvolgimento di visitatori e clienti per nuove visite.Neil Colquhoun, Vice Presidente CISMEA e Professional Displays, Epson Europe B.V commenta: “Le nuove tecnologie stanno cambiando drasticamente la natura delle attrazioni e degli eventi; questi risultati dimostrano che le aziende devono sfruttare il potere degli elementi esperienziali per aumentare la partecipazione del pubblico. Millennial, Baby Boomer e coloro che fanno parte della Generazione Z vogliono eventi e attrazioni coinvolgenti: ora spetta alle organizzazioni soddisfare queste aspettative.” Per ulteriori informazioni, il report “The Experiential Future” è disponibile per il download al seguente link: http://www.epson.eu/proav

Posted in Uncategorized | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Cirrosi ed encefalopatia epatica ed effetti letali

Posted by fidest press agency su martedì, 18 febbraio 2020

Nonostante i super Farmaci anti Epatite, ancor oggi in Italia circa 200mila persone convivono con la Cirrosi Epatica e di questi ogni anno circa l’8% muore a causa di questa malattia. Secondo uno studio pubblicato su Lancet, la Cirrosi rappresenta l’ottava causa di morte con una mortalità aumentata del 45% negli ultimi 20 anni; può essere provocata da virus (epatite B e C), da abuso di alcol o da problemi metabolici. Negli individui che presentano cirrosi, circa il 30-45% mostra segni di una Encefalopatia conclamata, condizione a cui si giunge quando la compromissione del fegato è così importante da influire in maniera estremamente negativa sulle funzioni cerebrali.La prima fase dell’Encefalopatia Epatica è caratterizzata da un ritmo di sonno-veglia invertito per cui si è portati a dormire di giorno ed essere svegli la notte. La seconda fase invece comporta agitazione psico-motoria e confusione mentale. La terza fase provoca sonnolenza e sopore e la quarta la progressione verso il coma.A prescindere dalla causa che la determina, l’Encefalopatia Epatica da una parte comporta una serie di problemi pratici che gravano quasi completamente sulle famiglie che devono assistere il loro congiunto senza avere le adeguate informazioni e dall’altra determina ingenti costi a carico del Servizio Sanitario Nazionale. Secondo uno studio del Ceis dell’Università di Roma Tor Vergata, si calcola una spesa media per ogni paziente con encefalopatia epatica di oltre 11mila euro l’anno solo per ricoveri ospedalieri e si stima un costo complessivo nazionale di oltre 200milioni all’anno.Il “Progetto Tiberino”, la nuova iniziativa ideata da Fadoi, la Federazione che riunisce gli Internisti Ospedalieri, con il contributo non condizionante di Alfasigma, si propone di realizzare Corsi in dieci città italiane che permettano all’Internista Ospedaliero migliore gestione clinica e un appropriato counseling quando il paziente cirrotico, in particolare con encefalopatia epatica, viene dimesso dall’Ospedale.Gli Obiettivi del Percorso Formativo sono: aderenza alla terapia, prevenzione delle complicanze più gravi quali encefalopatia e ascite, potenziamento dell’assistenza infermieristica territoriale, formazione di Medici e Infermieri per perfezionare la comunicazione con pazienti e famigliari, miglioramento dell’aspettativa e della qualità di vita del Paziente e della sua famiglia. Per ulteriori informazioni, visitare http://www.alfasigma.com (by Raffaella Marino)

Posted in Medicina/Medicine/Health/Science | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Allergie alimentari nei bambini

Posted by fidest press agency su martedì, 18 febbraio 2020

Le allergie alimentari rappresentano un problema comune in età pediatrica, tuttavia secondo gli allergologi, che conoscono bene l’impatto sulla qualità di vita delle gravi allergie alimentari a rischio shock anafilattico con i suoi esiti potenzialmente mortali, in termini di reale prevalenza ed impatto del problema, c’è una sostanziale tendenza a sovradimensionare il fenomeno. Qual è quindi il reale l’impatto dell’allergia alimentare in età pediatrica? Anche se alcuni studi stimano una prevalenza di allergia alimentare in età pediatrica fino al 20%, tuttavia il dato più realistico è quello compreso tra lo 0,5% ed il 5%, riportato da trials condotti utilizzando il test di provocazione con l’alimento sospetto, ad oggi, il criterio diagnostico più attendibile. Otto alimenti causano il 90% delle allergie nei bambini!
Latte e uova, nei primi anni di vita
Grano, arachidi, soia, frutta a guscio, crostacei e pesce, nelle fasi della crescita
La prevenzione delle allergie nel primo anno di vita, cosa è cambiato? Negli anni ‘80 e ‘90 si pensava che l’assunzione precoce, nei primi mesi di vita, degli alimenti “allergenici” potesse favorire la sensibilizzazione e il successivo sviluppo di allergie alimentari. I pediatri, pertanto, nell’attuare lo svezzamento, ritardavano l’introduzione degli alimenti ritenuti “allergizzanti”. Questa strategia preventiva si è dimostrata non solo inefficace, ma forse addirittura dannosa. Si sono accumulate, infatti, numerose evidenze a conferma del fatto che ritardare l’introduzione degli alimenti solidi oltre il 6° mese di vita non previene l’allergia alimentare anzi può favorirla. In quest’ottica gioca un ruolo fondamentale l’allattamento al seno, la cui durata ottimale dovrebbe essere prolungata, laddove possibile, almeno per i primi 6 mesi di vita e, in ogni caso, non sospeso durante tutto il periodo dello svezzamento, da iniziare tra il 4° e il 6° mese di vita.
E allora quando va introdotto il latte vaccino? Fino al 2014 si raccomandava, al posto del latte materno, l’utilizzo di formule lattee a ridotta allergenicità, ma recentemente queste raccomandazioni sono state messe in discussione. Oggi, sia nei casi di mancanza del latte materno sia al momento dello svezzamento, gli esperti consigliano di ricorrere alle normali formule derivate dal latte vaccino.
E le uova di gallina? Fino a pochi anni fa l’uovo veniva introdotto nella dieta del lattante con grande cautela: non prima dei 6-7 mesi il tuorlo, e non prima dell’anno l’albume. Numerosi trials hanno mostrato come sia più vantaggiosa, ai fini della riduzione del rischio di comparsa di allergia all’uovo nei mesi successivi, un’introduzione precoce, cioè tra il 4° e il 6° mese di vita. L’unica situazione che richiede una certa prudenza riguarda il bambino affetto da dermatite atopica medio-grave: in questi casi l’introduzione dell’uovo deve essere preceduta da una valutazione allergologica che escluda l’esistenza di una sensibilizzazione verso le proteine dell’uovo, potenzialmente pericolosa al momento dell’assunzione dell’alimento.
Il caso arachidi: una precoce introduzione riduce il rischio di sviluppo di allergie. Nonostante si tratti di un alimento poco usato nei primi anni di vita nei paesi non-anglosassoni, è quello che ha raccolto le evidenze maggiori circa l’utilità di una precoce introduzione nella dieta del lattante, al fine di ridurre il rischio di comparsa di allergia all’arachide. Nei lattanti “ad alto rischio”, affetti da dermatite atopica grave, allergia all’uovo o entrambe, è raccomandata l’introduzione delle arachidi durante lo svezzamento (tra il 4° e l’11° mese di vita), sotto forma di burro, crema, granulato. Sta arrivando la Desensibilizzazione Orale Per Alimenti (DOPA), una tecnica sperimentale che riesce a indurre la tolleranza alimentare tramite la somministrazione graduale e progressiva di un alimento, partendo da piccole dosi, con l’obiettivo di arrivare a una quantità predeterminata (considerata protettiva) oppure alla dose massima tollerata dal paziente.

Posted in Medicina/Medicine/Health/Science | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Congiuntura idrica in Italia

Posted by fidest press agency su martedì, 18 febbraio 2020

Il 75% di pioggia in meno rispetto ad un anno fa caduta nel mese di gennaio 2020: è questa la “fotografia”, che attesta l’ingresso dell’Umbria fra le maggiori candidate al rischio siccità; anche la Sicilia evidenzia sintomi di difficoltà idrica, perché gli invasi contengono 72 milioni di metri cubi in meno rispetto all’anno scorso.Ad evidenziarlo sono i dati periodicamente raccolti dall’Osservatorio ANBI sullo Stato delle Risorse Idriche e che certificano anche l’aggravarsi della situazione in Basilicata, dove mancano all’appello oltre 161 milioni di metri cubi: oggi sono circa 258 milioni (-17 milioni in una settimana!), mentre un anno fa erano circa 419 milioni; questa situazione sta creando crescente apprensione tra gli agricoltori che, a causa della crisi climatica e delle richieste di mercato, hanno da settimane iniziato ad irrigare le coltivazioni di fragole e di peschi (già fioriti).Stabile, ma a rischio, resta la situazione in Puglia, dove le riserve d’acqua, contenute negli invasi, sono praticamente dimezzate dall’anno scorso: oggi, quasi 141 milioni di metri cubi contro gli oltre 280 di 12 mesi fa.Restano invece confortanti le condizioni idriche di Calabria, Abruzzo e, più a Nord, Sardegna; in significativa ripresa, nel Lazio, è il lago di Bracciano. Permangono, invece, fortemente differenziate le condizioni delle risorse idriche di superficie in Emilia-Romagna: infatti, se i fiumi Savio e Secchia sono abbondantemente sotto la media storica, le dighe piacentine stanno segnando il massimo invaso del quinquennio più recente.La situazione del fiume Po è in linea con le portate del periodo, pur mancando all’appello oltre 110 di metri cubi al secondo: nulla di allarmante, per ora, ma si spera in Giove Pluvio, per scongiurare problemi di gestione idrica con l’avvio della stagione irrigua. Situazione interlocutoria anche per i grandi laghi del Nord: se i livelli dei più grandi (Maggiore e Garda) sono abbondantemente sopra la media, non altrettanto può dirsi di Iseo e Como.In Piemonte sono rientrate nella regolarità le situazioni dei fiumi: Dora Baltea, Tanaro e Stura di Lanzo sono tutti al di sopra delle portate dello scorso anno.
“La fotografia della situazione idrica del Paese – commenta Francesco Vincenzi, Presidente dell’Associazione Nazionale dei Consorzi per la Gestione e la Tutela del Territorio e delle Acque Irrigue (ANBI) – conferma la necessità di nuovi investimenti per un Piano Nazionale di Infrastrutture Idriche del Paese, affinché si aumenti la capacità di trattenere le acque sul territorio, da utilizzare nei momenti di bisogno ed oggi indicata nell’11% della pioggia, che cade annualmente sull’Italia. Per quanto ci compete – conclude Vincenzi – puntiamo ad inaugurare, entro l’anno, le prime opere previste dai finanziamenti già assegnati.” “Questa congiuntura idrica – conclude Massimo Gargano, Direttore Generale di ANBI – è aggravata dalle inusuali temperature del periodo, che stanno ingenerando un anticipo nei processi colturali e, per questo, bisognosi di apporti irrigui extra. A complicare il quadro – conclude Gargano – ci sono le molte settimane in assenza di piogge e nevicate.”

Posted in Economia/Economy/finance/business/technology | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Ancora suicidi in carcere!

Posted by fidest press agency su martedì, 18 febbraio 2020

Tragedia a Bancali, detenuta si toglie la vita. Leggo: “Ennesima tragedia nel carcere sassarese di Bancali. Ieri, venerdì 14 febbraio, si è consumata nel carcere sassarese l’ennesima tragedia. Una detenuta italiana condannata, in espiazione pena, si è tolta la vita impiccandosi nella propria camera detentiva.” Da un’altra parte leggo: ” In Italia i reati diminuiscono e la mafia uccide di meno”. Quest’ultima affermazione mi ha fatto amaramente sorridere perché la mafia è stata superata abbondantemente dallo Stato. Lo Stato italiano e i suoi carceri producono morte e spingono al suicidio più della mafia, della ‘ndrangheta, della camorra e della sacra corona, tutte insieme. Lo Stato può essere orgoglioso di essere riuscito ad essere più cattivo e sanguinario dei delinquenti. Riesce persino a convincere i suoi nemici ad ammazzarsi da soli. In carcere si continua a morire. Forse in questo momento se ne sta suicidando un altro. E nessuno fa nulla. I politici, per consenso elettorale, gridano “Tutti dentro”, fuorché loro ovviamente. La gente onesta preoccupata ad arrivare alla fine del mese e a pagare la rata del mutuo, non ha tempo per preoccuparsi di qualche detenuto o detenuta che si toglie la vita perché stanco di soffrire. Non solo i mafiosi, anche le persone “oneste” non sentono, non vedono e non parlano. I “buoni” difendono solo i “buoni”, i cattivi possono continuare a togliersi la vita in silenzio. In carcere si dovrebbe perdere solo la libertà, non la vita. Se questo accade non è colpa di chi si toglie la vita, ma di chi non l’ha impedito. La morte è l’unica cosa che funziona in carcere. È l’unica possibilità che hai fra quelle mura per non impazzire e per smettere di soffrire. Di questo passo il sovraffollamento sarà risolto dagli stessi detenuti. A chi importa che in uno dei luoghi più controllati e sorvegliati della società, muoiano le persone come mosche? Importa a me e per sapere cosa pensa e cosa fa un detenuto che decide di togliersi la vita leggete queste parole:”Si mise il cappio intorno al collo. Diede un calcio allo sgabello. Sentì una terribile morsache lo stringeva al collo. Si sentì soffocare. Sempre di più… sempre di più. Sentì barcollare il suo corpo da destra a sinistra, come un pendolo. Gli mancò il respiro. Il petto gli sussultò. I muscoli del collo gli si torsero. La bocca si aprì sempre più larga per cercare aria. La vista gli si annebbiò. I colori svanirono. Si sentiva galleggiare nello spazio. Non sentiva più il peso del suo corpo. Si sentiva leggero. Sentiva che la testa era circondata dalle stelle. Era bello morire. Non sentiva dolore. Non stava sentendo più nulla. Stava incominciando a sentirsi morto. Iniziò a vedere in bianco e nero.
Gli sembrò di non vedere né udire più nulla. Si accorse che stava morendo. Si sentì contento da morire. Presto la sua pena sarebbe finita. Non stava neppure soffrendo. Sembrava che stesse morendo un altro al posto suo. Molto presto non avrebbe avuto nulla più da preoccuparsi. Pochi secondi e la sua vita sarebbe finita. La morte era accanto a lui. Lo stava abbracciando. Lei lo guardava con desiderio, persino con amore.” (Carmelo Musumeci)

Posted in Spazio aperto/open space | Contrassegnato da tag: , | Leave a Comment »