Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 302

Archive for 19 febbraio 2020

Il Parlamento europeo giudica inaccettabile la proposta di Michel sul prossimo bilancio pluriennale della UE

Posted by fidest press agency su mercoledì, 19 febbraio 2020

Alla vigilia del vertice straordinario del 20 febbraio, la squadra negoziale del PE esprime la sua opposizione alla proposta del presidente Michel per il Quadro finanziario pluriennale (QFP) 2021-2027.“Pur apprezzando i contatti che abbiamo avuto con il Presidente del Consiglio europeo, Charles Michel, nelle ultime settimane, la sua proposta per il prossimo Quadro finanziario pluriennale 2021-2027 è molto al di sotto delle aspettative del Parlamento europeo e dei cittadini.Il Presidente Michel prende come punto di partenza la dannosa proposta preparata a livello tecnico dalla Presidenza finlandese del Consiglio nel dicembre 2019. Dove ci aspettavamo investimenti significativi per realizzare il Green Deal e la transizione digitale e rafforzare l’Europa, il Presidente Michel conferma, anzi, accentua, i tagli all’agricoltura, alla coesione, alla ricerca, agli investimenti in infrastrutture, digitalizzazione, PMI, Erasmus, occupazione giovanile, migrazione, difesa e in molti altri settori.Per quanto riguarda le entrate e le risorse proprie, il Parlamento europeo rileva un’apertura nella proposta, ma individua al tempo stesso due importanti carenze: in primo luogo, dobbiamo evitare un meccanismo di correzione del contributo legato alla plastica, che ne comprometterebbe l’effetto di incentivazione. Quindi, l’accordo definitivo deve includere un impegno chiaro e vincolante in merito all’introduzione di nuove risorse proprie aggiuntive durante il QFP 2021-2027.
La squadra negoziale del Parlamento europeo si oppone pertanto a questa proposta e si aspetta che il Consiglio europeo non adotti conclusioni da questa base”.L’analisi del team di negoziazione si basa sul seguente documento:
· Un’analisi preliminare delle cifre contenute nel progetto di conclusioni del Consiglio europeo, nonché una tabella comparativa delle cifre.
Il gruppo di negoziazione del QFP/risorse proprie del Parlamento europeo è composto da:Johan Van Overtveldt (ECR, BE), Presidente commissione Bilancio Jan Olbrycht (PPE, PL), correlatore QFP Margarida Marques (S&D, PT), correlatore QFP,
José Manuel Fernandes (PPE, PT), correlatore risorse proprie,Valérie Hayer (RENEW, FR), correlatore risorse proprie e Rasmus Andresen (Greens/EFA, DE)

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Palermo: “Canzoni alla Spina”

Posted by fidest press agency su mercoledì, 19 febbraio 2020

Palermo Continua anche il 23 febbraio alle 21,30 da Spina a Palermo in piazzetta della Messinese 6 il ciclo di concerti “Canzoni alla Spina” con l’aperitivo servito al tavolo a base di salumi, formaggi, pizza, mandorle, olive e non solo.Seguirà il concerto del Roberta Sava duo, ovvero Roberta Sava alla voce. Il progetto ripercorre la strada dei piuÌ grandi jazzisti del mondo che hanno segnato l’evoluzione del jazz, da Duke Ellington a Cole Porter, da Horace Silver a Miles Davis. L’idea è quella di reinterpretare i più famosi standard jazz in chiave moderna. Inoltre, verranno presentati dei brani inediti che si inspirano facilmente al jazz, soul, al funk o al gospel, dando vita ad un interessante incastro musicale molto interessante. Ingresso libero.

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Progetto incontri illuminanti con l’arte contemporanea

Posted by fidest press agency su mercoledì, 19 febbraio 2020

Torino giovedì 20 febbraio, alle ore 11.30, nelle Officine Caos, in piazza Montale 18a (Le Vallette), si terrà la conferenza stampa ‘Progetto incontri illuminanti con l’arte contemporanea – Public program della XXII^ edizione di Luci d’Artista’.Al termine della conferenza, in piazza Montale, sarà presentata l’opera collettiva ‘Segnali dal Mondo’ a cura del Dipartimento Educazione Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea in collaborazione con Stalker Teatro.Saranno presenti:Francesca Leon, Assessora alla Cultura del Comune di Torino; Marco Novello, Presidente della Circoscrizione 5; Luca Pannoli, artista; Anna Pironti, Responsabile Capo del Dipartimento Educazione Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea;
Gabriele Boccacini, Direttore Artistico di Stalker Teatro|Officine CAOS; Antonella Angeloro, Coordinamento Dipartimento Educazione della GAM – Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea;
Orietta Brombin, Curatore delle Attività Educative e Formative del PAV – Parco Arte Vivente, Centro sperimentale d’arte contemporanea.

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Il Mei con la rete dei festival al Mir di Rimini insieme al Silb

Posted by fidest press agency su mercoledì, 19 febbraio 2020

Rimini dall’8 al 10 marzo, la fiera del mondo della notte, il MEI e la Rete dei Festival saranno ospiti nello stand del Silb e domenica 8 marzo daranno vita a un incontro intitolato: Festival e Club: quale rapporto per la crescita della musica emergente dal vivo? Nel quale interverranno Maurizio Pasca, Presidente del SILB, Giordano Sangiorgi, patron del MEI e portavoce della Rete dei Festival, Gianni Indino del Silb Romagna e Roberto Grossi della Rete dei Festival della Liguria e altri ospiti e protagonisti. Durante l’incontro saranno premiati il progetto forlivese Big Fun No Trip che porta nel mondo delle discoteche feste no alcool per i minorenni e il cantautore Leo Pari, gia’ musicista dei Thegiornalisti, ideatore del progetto di successo nei club con i Lato B, insieme a Gianluca De Rubertis e altri musicisti indipendenti, dell’Omaggio indipendente a Lucio Battisti.
Nella serata di lunedì 9 marzo in occasione degli “Oscar del SILB” sempre al MIR di Rimini il MEI e la Rete dei Festival con il SILB premieranno gli Eugenio in Via di Gioia, premiati come nuovi talenti al MEI 2016 e vincitori del Premio Critica Mia Martini al Sanremo 2020, quale miglior artista live dell’anno nei club per il 2019 mentre il progetto Big Fun NO Trip fara’ ascoltare per la prima volta il suo singolo per il mondo dance.Si rafforza così il progetto di incontro tra mondo della musica dal vivo dei giovani artisti emergenti con il mondo dei club e della notte per dare vita a nuovi progetti che valorizzino giovani artisti emergenti e i club come sviluppatori e propulsori di nuova musica italiana.

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Adabra chiude il 2019 con un fatturato in crescita a due cifre

Posted by fidest press agency su mercoledì, 19 febbraio 2020

Si chiude con un fatturato in significativa crescita il 2019 di Adabra e l’azienda aretina conferma, così, la sua posizione di leadership nel mercato delle piattaforme di marketing automation omnichannel italiane.E se il 2019 ha rappresentato per Adabra un anno di consolidamento, il 2020, seppur cominciato da pochi mesi, si prospetta come un anno ricco di novità e di ambiziosi traguardi.Già da qualche mese Adabra ha, infatti, inaugurato la nuova sede e ha ampliato il proprio organico: marketer e UX designer hanno introdotto nuove professionalità in azienda e anche il team di software developer si è arricchito con nuove figure.“Ma la novità più grande è ancora tutta da scoprire – dichiara Gian Mario Infelici CEO di Adabra – Presto Adabra si presenterà rinnovata nel design, più semplice ed intuitiva, con nuove sezioni: una customer experience più coinvolgente per realizzare strategie di marketing automation omnichannel ancora più efficaci.”Nuova veste grafica, nuove funzionalità, un’infrastruttura più performante ma non solo: la nuova release della piattaforma è accompagnata anche da una più ricca offerta di servizi che trova nella soluzione tecnologica la componente più “operativa”. Adabra ha, infatti, scelto di affiancare alla piattaforma anche un servizio di supporto proattivo, finalizzato a coadiuvare il cliente nell’ideazione delle proprie strategie marketing, oltre che percorsi di training per tutto ciò che concerne gli aspetti più pratici inerenti l’utilizzo stesso della piattaforma e la realizzazione delle diverse attività.La scelta di ampliare la propria proposta commerciale si sta rivelando per l’azienda una scelta vincente, che le ha consentito di affacciarsi su nuovi segmenti di mercato, come ad esempio quello del turismo, costituiti sì da grandi player e brand, ma anche da tante piccole e medie realtà che, spesso, hanno necessità non solo di avere efficaci strumenti operativi, ma anche servizi di consulenza per efficaci strategie di marketing.Abbattere le barriere tra on-line e off-line, mettendo al centro il cliente ed offrendogli un’esperienza personalizzata, è ciò che consentirà alle aziende di vincere le nuove sfide di mercato nel prossimo futuro.Adabra si sta affermando con successo come il partner giusto per vincere questa sfida: un’azienda in crescita, dedita all’innovazione e sempre alla ricerca di nuovi talenti! (:https://www.adabra.com/jobs-careers-lavora-con-noi/)

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In azienda mancano le competenze? Ci pensa l’intelligenza artificiale

Posted by fidest press agency su mercoledì, 19 febbraio 2020

In azienda mancano le competenze? Nessun problema, da oggi ti viene in aiuto l’intelligenza artificiale. Grazie ad una giovane startup di Milano, Beyond the box, trovare le competenze specifiche per una impresa sarà più facile che mai.
La startup infatti nasce per aiutare e supportare manager e imprenditori nelle loro decisioni e sfide quotidiane.Ben il 30% del tempo passato in ufficio viene usato per cercare su internet “come si fa” un certo tipo di attività per un’azienda: un importante costo sommerso, che comporta una grande inefficienza.Chi lavora nelle oltre 5 milioni di Piccole Medie Imprese (PMI) in Italia è costretto infatti ad affrontare ogni giorno nuove attività per le quali c’è bisogno di competenze sempre più specifiche.BeyondTheBox, una giovane startup nata nel 2019 a Milano, ha però trovato la soluzione a questo problema creando il primo servizio che utilizza l’intelligenza artificiale per mettere in contatto manager e imprenditori con le competenze specifiche delle persone, con l’obiettivo di aiutare le imprese nelle loro sfide quotidiane.Come? Basta cercare nel sistema una frase specifica, che identifica l’attività che si ha bisogno di portare a termine, e ci pensa l’intelligenza artificiale a fare i match tra l’impresa e le competenze dei professionisti disponibili.L’impresa e il professionista prescelto poi si incontreranno in una videochiamata di 20 o 40 minuti ospitata dalla piattaforma per la massima confidenzialità, durante la quale il manager potrà rivolgere tutte le domande e dubbi a cui non trova risposta, per poter poi continuare a svolgere la sua attività focalizzandosi sulle sue competenze chiave. L’idea del servizio nasce da due manager che le PMI le conoscono bene: Aleksandra Maravic, di origini croate ma cresciuta in Italia che ha avuto una brillante carriera come export manager viaggiando per il mondo. Ogni volta però che Aleksandra cambiava azienda le venivano fatte domande private e discriminatorie come “Ha intenzione di avere figli nei prossimi due anni?” o “Come mai ha cambiato azienda così spesso? È decisamente sintomo di inaffidabilità”.“Nessuno sembrava considerare le mie vere competenze, il fatto che parlassi 6 lingue o avessi diverse lettere di referenze. Non riuscivo a spiegare che io non avevo mai cambiato lavoro negli ultimi 10 anni, avevo solo cambiato azienda” ci racconta Aleksandra.“I manager affrontano nuove attività per le quali non hanno le competenze, si demotivano e il risultato è sempre mediocre. In quel momento si passa a chiedere consulenze esterne che, anche a causa dell’urgenza, costano tanto e non sempre portano i risultati sperati” dice Massimo Ciccarone, che essendo dirigente, amministratore e CFO nelle PMI, ha potuto misurarne le tipiche inefficienze.A pochi mesi dal lancio la piattaforma conta già più di 400 utenti che condividono e accedono alle competenze della rete.Ed è già possibile trovare risposte su tematiche legali, amministrative, marketing, software e molto altro: tutte competenze di alto livello capaci dj soddisfare al meglio le esigenze dei manager.La società sta per lanciare una campagna di equity crowdfunding sulla piattaforma BackToWork24 aprendo così agli investitori che potranno offrire il proprio supporto per rendere il modello di condivisione competenze – sharing competencies – disponibile a tutti.Ulteriori informazioni sul servizio si possono trovare sul sito della società http://www.beyondthebox.it. (fonte: ComunicatiStampa.net)

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I ‘miracoli’ del Telemarketing: Come vengono in possesso dei nostri numeri di telefono?

Posted by fidest press agency su mercoledì, 19 febbraio 2020

In tutti questi anni, da quando ho il telefonino, grossomodo ero riuscito a salvarmi dal Telemarketing, non avendo mai fornito il numero a qualcuno che in qualche modo avesse a che fare coi venditori di prodotti di telecomunicazioni ed energetici. Ovviamente il mio gestore aveva il numero, ma a parte i venditori dello stesso ogni tanto che cercavano di convincermi della bontà di altri contratti rispetto a quello che avevo, niente di particolarmente intrusivo. Ma da un annetto a questa parte è cambiato tutto. Cosa ho fatto o cosa è accaduto?
Telefono. Ho cambiato casa. Ho chiuso il vecchio contratto (tutto come legge comanda) e ne ho attivato uno diverso nella casa nuova, sempre con lo stesso gestore. Come spesso accade, purtroppo, il mio gestore non ha considerato la mia disdetta e, per il vecchio numero, ha continuato ad inviarmi bollette per più di un anno, bollette che io non ho mai visto perché le inviava sempre al vecchio indirizzo. Dopo un anno il gestore si è accorto che io, che secondo loro ero debitore nei loro confronti, ero lo stesso (nome, cognome e codice fiscale) che abitava altrove e che aveva un contratto diverso con loro. A quel punto, sulla bolletta del contratto della nuova abitazione mi hanno intimato di pagare anche le bollette della vecchia abitazione. Ovviamente li ho diffidati da questa pretesa, non mi hanno risposto e quindi ho fatto domanda di conciliazione al Corecom. Per legge la loro pretesa economica è bloccata fino alla definizione della vicenda. Dopo diversi mesi il gestore mi ha scritto che avevo ragione e nient’altro, ma siccome la legge prevede anche degli indennizzi in questi casi, nelle prossime settimane avrò udienza al Corecom dove il mio gestore non potrà che darmi questi indennizzi. In questa vicenda del telefono, il mo numero di cellulare è finito nelle “grinfie” dei loro uffici (esterni) di recupero credito. E da quel momento un paio di volte al giorno, ignaro di tutta la vicenda, mi telefona qualcuno da varie parti d’Italia e dell’Europa, dicendomi che se non pago la cifra xxx mi portano davanti a non so quale tribunale. Nel contempo giungono anche altre telefonate di gestori diversi dal mio, che mi propongono le bellezze dei loro servizi.
Energia-gas. Non ho fatto la domiciliazione bancaria delle bollette, ché non vorrei trovarmi ad aver già pagato cifre iperboliche per conguagli non dovuti, anche se puntualmente faccio l’autolettura e comunico i dati. Visto che il mio gestore ha la pessima abitudine di inviarmi le bollette quando le stesse sono già scadute, mi sono registrato online e, quando il gestore emette la bolletta, mi arriva una mail che mi consente di andare online e scaricarmi la stessa e pagarla prima della scadenza. Per fare questa registrazione ho dovuto fornire anche il numero del mio telefonino. Anche in questa vicenda, da quel giorno mi arrivano (tre/quattro volte la settimana) richieste non solo del mio gestore che mi propone sempre contratti che a suo dire sarebbero molto migliori di quello che già ho, ma anche le proposte di gestori concorrenti del mio. Il mio telefonino, per deliberata scelta dei mie gestori telefonico ed energetico, è finito nei circuiti illegali del Telemarketing. Questi gestori, ovviamente, anche sotto tortura negherebbero di aver mai fatto un tale mercimonio…. Ma chissà perché tutti questi altri, e gli stessi miei gestori, mi chiamano per offrirmi le loro meraviglie o minacciarmi di pagare insoluti che non esistono o sono in via di definizione legale (quindi sospesi). (Vincenzo Donvito, presidente Aduc)

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A Pavia la robotica è (anche) al femminile

Posted by fidest press agency su mercoledì, 19 febbraio 2020

Cinisello Balsamo. Due ingegneri donna e un docente di intelligenza artificiale uomo: le quote rosa raggiungono i due terzi nel team dell’Università di Pavia che si è aggiudicato, con un progetto innovativo e ambizioso, il concorso internazionale di robotica organizzato da Epson, così per questa volta STEM si coniuga al femminile.Si tratta di Antonella Ferrara (Professore Ordinario di Automatica e docente di Robot Control) e Bianca Sangiovanni (Dottoranda in Ing. Elettronica, Informatica ed Elettrica, XXXIII Ciclo) che, insieme a Marco Piastra (Docente di Artificial Intelligence), hanno sviluppato e presentato un progetto che presenta un approccio molto innovativo nell’ambito della cooperazione uomo-robot o robot-robot perché prevede che il robot apprenda “in autonomia” dai propri errori sino a capire in che modo muoversi in un ambiente circoscritto per non entrare in collisione con uomini o altre macchine.
Spiega la professoressa Ferrara: “Ho deciso di proporre come capogruppo la mia dottoranda Bianca Sangiovanni perché è molto competente e volevo permetterle di cimentarsi con la conduzione di un progetto importante e innovativo, con tante difficoltà da risolvere.”Non a caso la professoressa Ferrara ha scelto un giovane ingegnere donna per guidare e coordinare lo sviluppo del progetto. “Le donne hanno caratteristiche che ritengo particolarmente adatte per l’ambito scientifico: sono di solito molto precise, tenaci, attente allo svolgimento della ricerca”. La difficoltà per loro è spesso l’eccessiva umiltà. “La mia pluriennale esperienza con ricercatori di entrambi i sessi mi porta a dire che spesso le donne sembrano meno sicure di sé per una forma atavica di umiltà, molto presente fra le giovanissime ricercatrici, anche quando hanno le stesse capacità dei loro colleghi uomini.””Ciò che colpisce – conclude Ferrara – è che, in tutti gli ambiti di studio inclusa l’area STEM, la percentuale di laureati rispetto al numero di iscritti è maggiore fra le donne, che quindi completano con maggior successo la formazione universitaria, ma poi non riescono – o non possono – continuare a crescere.”
Il titolo esatto del progetto è “Deep Learning for Safe Physical Human-Robot Interaction” e l’obiettivo finale è di far convivere robot e umani, un’esigenza sempre più sentita nel mondo industriale, ma che ha appena iniziato la sua strada. L’idea innovativa portata avanti all’Università di Pavia è stata di coniugare tecniche di machine learning basate sull’intelligenza artificiale con tecniche classiche di controllo dei robot. L’altro elemento caratterizzante è che il team ha deciso di utilizzare un robot industriale, che per natura non nasce per operare a stretto contatto con gli umani, ma viene anzi confinato all’interno di zone appositamente predisposte, circondate da gabbie dotate di molti sensori, necessari a garantire la sicurezza dei lavoratori.

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Valerio Verbano nel 40° anniversario della morte. Ricordi e testimonianze

Posted by fidest press agency su mercoledì, 19 febbraio 2020

Roma, Il 22 febbraio del 1980 viene ucciso nella sua abitazione davanti ai genitori Valerio Verbano, giovane militante di Autonomia Operaia. Siamo nei cosiddetti “ anni di piombo” e Roma vive in quell’epoca una conflittualità sociale molto marcata. Gruppi di militanti extraparlamentari di destra e di sinistra sono sparsi in tutta la città in modo disomogeneo. L’omicidio è ascrivibile fin da subito dalla formazione neofascista dei Nar. Valerio prima di morire aveva creato un dossier, che non fu mai ritrovato, pieno di nomi indirizzi e collegamenti neofascisti con apparati dello Stato documentando tutto anche con molte foto. A 40 anni dalla morte del giovane attivista l’Istituzione delle Biblioteche di Roma ha organizzato e promosso due incontri per confrontarsi su una vicenda rimasta impressa nella memoria collettiva e sulla violenza degli anni di piombo. Gli appuntamenti si svolgeranno in due luoghi “simbolo”. Il primo è previsto per oggi presso la biblioteca Ennio Flaiano, nel quartiere Montesacro, dove Valerio viveva con la famiglia; l’altro si svolgerà, il 24 febbraio ore 17, presso la biblioteca Casa della Memoria e della Storia, Via San Francesco di Sales 5 luogo da sempre dedicato alla riflessione sui temi della memoria e all’approfondimento di momenti cruciali della nostra storia anche recente. Intervengono Alessandro Capponi, autore con Carla Verbano, madre di Valerio, del libro Sia folgorante la fine, Paolo Fallai, presidente delle Biblioteche di Roma e Marco Lucentini, legale della Famiglia Verbano.

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La guerra civile in Camerun si intensifica

Posted by fidest press agency su mercoledì, 19 febbraio 2020

L’Associazione per i Popoli Minacciati (APM) è preoccupata per l’intensificarsi della guerra civile in Camerun e chiede una maggiore e più efficace tutela della popolazione civile nel paese. Negli scorsi sei giorni almeno 33 persone sono state uccise durante attacchi a villaggi nella regione anglofona. L’APM è particolarmente preoccupata per la violenza, la mancanza di diritto e l’arbitrarietà imperante nella regione della minoranza anglofona. Tutte le parti in causa, dichiara il direttore dell’APM Ulrich Delius, devono assumersi la responsabilità della tutela della popolazione civile e affinché ciò accada è importante che i responsabili delle violenze vengano perseguiti legalmente. I conflitti scoppiati nel 2017 nelle regione anglofona del paese che invece è a maggioranza francofona, hanno già causato la morte violenta di ca. 3.000 civili. Circa 680.000 persone sono in fuga di cui quasi 60.000 si sono rifugiati nella vicina Nigeria. In seguito agli attacchi armati della scorsa settimana, altre 8.000 persone hanno cercato riparo in Nigeria. Durante l’attacco al villaggio di Ntumbo, avvenuto lo scorso 14 febbraio, sono state uccise 22 persone, di cui 14 erano donne e bambini. In gennaio 2020 il governo del Camerun ha annunciato lo spostamento nella regione di ulteriori 1.000 uomini delle forze di sicurezza con il compito di sedare le rivolte dei movimenti anglofoni. Ancora non è chiaro chi siano i responsabili delle recenti violenze ma secondo l’APM è evidente che l’aumento delle forze di sicurezza non ha comportato maggiore sicurezza per la popolazione. Per l’APM, il conflitto nella
regione abitata dalla minoranza della popolazione anglofona difficilmente potrà essere risolto con la violenza ma necessita di una soluzione politica.

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Arriva nel Lazio il progetto di sensibilizzazione di Fondazione Onda per combattere la depressione

Posted by fidest press agency su mercoledì, 19 febbraio 2020

La depressione, malattia riconosciuta dall’Organizzazione Mondiale della Sanità come prima causa di disabilità a livello mondiale, riguarda circa 3 milioni di italiani, di cui circa 1 milione di persone soffrono della forma più grave, la depressione maggiore. Considerando solo il Lazio, dai dati Istat si stima che circa 112.000 laziali soffrano di depressione maggiore, di cui circa 11.000 non rispondono ai trattamenti, secondo la rielaborazione su base regionale dei dati dello studio epidemiologico italiano Dory, volto a identificare, attraverso un’analisi di database amministrativi, i pazienti affetti da depressione resistente.“In generale, la depressione riguarda in misura maggiore le donne e i disoccupati. Guardando i dati per genere, il tasso di depressione femminile è quasi doppio rispetto a quello maschile (9,1% contro 4,8%). Una malattia quindi in aumento che va adeguatamente considerata”, spiega Roberta Di Turi, Commissione Regionale Farmaci della Regione Lazio. “Dai dati OsMed emerge peraltro che tra i trattati è frequente riscontrare una bassa aderenza (40,1 % dei trattati) e bassa persistenza (a 96 giorni il 50% dei soggetti mediamente interrompe il trattamento). La mancata aderenza e persistenza rendono il trattamento inefficace con gravi ripercussioni sulla qualità della vita dei pazienti stessi e dei loro familiari. Basti pensare alla depressione post-partum per immaginare le gravi conseguenze che possano derivarne. Occorre quindi porre in campo tutte le iniziative possibili per ovviare al problema sia di tipo sociale-culturale che clinico-farmacologico”. In tale contesto, Istituzioni e rappresentati locali a livello medico, assistenziale e sociale si sono incontrati a Roma al Campidoglio per confrontarsi su come affrontare più efficacemente la malattia, superare lo stigma associato alla depressione, facilitare l’accesso alla diagnosi e alle cure più appropriate. Questa rappresenta una delle otto tavole rotonde organizzate da Fondazione Onda, Osservatorio nazionale sulla salute della donna e di genere, che fanno parte del percorso di sensibilizzazione “Uscire dall’ombra della depressione”, patrocinata dalla Regione, dalle società scientifiche SIP – Società Italiana di Psichiatria e SINPF – Società Italiana di Neuropsicofarmacologia, di Cittadinanzattiva e Progetto Itaca, e grazie al contributo incondizionato di Janssen Italia.

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La depurazione del sangue nuovo alleato nella lotta alle leucemie

Posted by fidest press agency su mercoledì, 19 febbraio 2020

Aferetica (PMI del biomedicale con sede a San Giovanni in Persiceto – BO) e CytoSorbents Corporation (società statunitense leader nei sistemi salva-vita) annunciano il primo caso clinico al mondo di paziente leucemico trattato con la terapia aferetica CytoSorbTM, in associazione all’immunoterapia con cellule Car-T (Chimeric antigen receptor T-cell), per contenere le complicanze di questa terapia, considerata la nuova frontiera nella lotta ai tumori del sangue. Si tratta di un paziente del Bambin Gesù di Roma, affetto da una grave forma di leucemia acuta, trattato dal team della Terapia Intensiva d’Urgenza e Oncoematologia pediatrica. La leucemia acuta rappresenta la forma più diffusa in età pediatrica: a livello nazionale si contano circa 400 nuovi casi/anno. La pubblicazione dello studio della Dott.ssa Gabriella Bottari e dei suoi colleghi su Critical Care Explorations (Crit Care Expl 2020; 2:e0071) suggerisce che l’uso di CytoSorbTM, combinato con la terapia monoclonale, possa rappresentare una soluzione promettente per controllare le complicazioni causate da questa terapia antitumorale, senza inficiarne in alcun modo l’azione.
Allo stato attuale, l’immunoterapia con cellule Car-T rappresenta la nuova e avanzata frontiera per il trattamento dei tumori del sangue refrattari alla chemioterapia. Nel 25% dei pazienti trattati – sia in ambito pediatrico, sia in ambito adulto – si sviluppano però gravi effetti collaterali, la cosiddetta Cytokine Release Syndrome (CRS), caratterizzata, analogamente a quanto avviene nei pazienti settici, da una risposta infiammatoria incontrollata e potenzialmente letale. Sino ad oggi, questa grave sindrome è stata trattata con farmaci che non sempre riescono a controllare lo stato infiammatorio, oltre a sopprimere il sistema immunitario e aumentando il rischio di infezione grave.
Il team del Bambin Gesù ha deciso quindi – in questo caso così grave – di ricorrere alla terapia Aferetica, con l’obiettivo di depurare il sangue del paziente nella maniera più efficace e rapida possibile. L’applicazione di CytoSorbTM ha consentito di ridurre drasticamente i valori delle citochine, i mediatori dell’infiammazione e della sepsi, sino a livelli di equilibrio impensabili con le attuali terapie farmacologiche, tutto questo senza compromettere il sistema immunitario. Lo studio del team della Dottoressa Bottari attesta che il paziente è stato salvato e dimesso dalla terapia intensiva, dopo 15 giorni.

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Crossroads 2020 – Jazz e altro in Emilia-Romagna

Posted by fidest press agency su mercoledì, 19 febbraio 2020

Un festival itinerante extralarge nella durata (dal 28 febbraio al 9 giugno), nella geografia (diffuso in oltre venti comuni che coprono tutto il territorio dell’Emilia-Romagna), nei contenuti: saranno coinvolti oltre 500 artisti in più di 70 concerti capaci di cogliere le innumerevoli varietà estetiche del jazz, con orecchie ben aperte sugli influssi provenienti da altri generi.Campione di questa apertura estetica è Pat Metheny, non per nulla idolo degli appassionati di jazz tanto quanto di quelli del rock: il suo concerto al Teatro Alighieri di Ravenna (9 maggio) è uno dei momenti più attesi del festival.Crossroads 2020 è organizzato come sempre da Jazz Network in collaborazione con l’Assessorato alla Cultura della Regione Emilia-Romagna e con il sostegno del Ministero per i Beni e le Attività Culturali e per il Turismo e di numerose altre istituzioni.Artisti residenti: Paolo Fresu, Enrico Rava, Fabrizio Bosso, Mauro Ottolini, Petra Magoni, Peppe Servillo, Javier Girotto. Cresce la squadra di grandi jazzisti italiani che legano il loro nome a quello di Crossroads in qualità di artisti residenti: Paolo Fresu, Enrico Rava, Fabrizio Bosso e quest’anno anche Mauro Ottolini, Petra Magoni, Peppe Servillo, Javier Girotto. Il festival ha letteralmente adottato i migliori rappresentanti del nostro jazz, invitandoli a esibirsi con numerosi e sempre diversi progetti musicali.A Mauro Ottolini e Fabrizio Bosso sarà affidato anche il compito di inaugurare Crossroads 2020: il 28 febbraio al Teatro Fabrizio De André di Casalgrande, con “Storyville Story”, il loro omaggio agli albori del jazz di New Orleans. Bosso tornerà poi sul palco il 15 marzo come solista ospite del Quartetto Saxofollia (una serata per soli fiati all’Auditorium Corelli di Fusignano); il 10 aprile come fondamentale membro degli “Uomini in Frac”, il fortunato omaggio a Domenico Modugno che coinvolge un cast stellare: Peppe Servillo, Javier Girotto, Rita Marcotulli, Furio Di Castri e Mattia Barbieri (Imola, Teatro Ebe Stignani); e ancora il 22 maggio come membro speciale del quartetto ‘Travel Notes’ guidato dal contrabbassista Rosario Bonaccorso (Correggio, Teatro Asioli).
Ottolini si riascolterà invece il 23 maggio a Correggio con l’Orchestra Ottovolante, in una serata dedicata a Fred Buscaglione e a un’epoca aurea della canzone swing italiana.Paolo Fresu farà la sua prima apparizione il 13 marzo in duo con un suo storico partner, il chitarrista Bebo Ferra (Piangipane, Teatro Socjale). Tornerà poi il 17 marzo (Rimini, Teatro Galli) per un intrigante omaggio alla musica di David Bowie alla guida di una formazione dal cast sorprendente (con, tra gli altri, Petra Magoni, Gianluca Petrella e Christian Meyer). Un’altra occasione per ascoltare la più poetica tromba del nostro jazz sarà il 30 aprile (Russi, Teatro Comunale), in trio col bandoneonista Daniele di Bonaventura e il violoncellista Jaques Morelenbaum.Abbinamenti memorabili anche per Enrico Rava: a Rimini (22 marzo) lo si ascolterà con un quintetto co-diretto assieme al colosso del sax tenore Joe Lovano, a Piangipane (17 aprile) in duo con la chitarra di Roberto Taufic, mentre a Castelfranco Emilia (28 aprile, Teatro Dadà) sarà l’ospite d’onore dei Lo Greco Bros.Oltre che in compagnia di Fresu per l’omaggio a David Bowie, Petra Magoni si esibirà nel celeberrimo connubio artistico Musica Nuda, in duo con il contrabbassista Ferruccio Spinetti (5 giugno, Parma, Casa della Musica).Peppe Servillo e Javier Girotto, oltre a far parte degli “Uomini in frac”, torneranno assieme nel trio che li unisce al pianista Natalio Mangalavite (11 aprile, Piangipane). Servillo è poi convocato per un ispirato duo con il pianoforte di Danilo Rea (6 giugno, Parma). Girotto invece sarà una delle vigorose presenze solistiche dell’originale Barionda, un quartetto di sax baritoni più batteria, ideato dall’impressionante sassofonista altoatesina Helga Plankensteiner (26 marzo, Fusignano).
Il cartellone completo di Ravenna Jazz 2020 verrà annunciato prossimamente: oltre alle serate all’Alighieri, comprenderà concerti in vari club e live pomeridiani in numerosi locali del centro, per un totale coinvolgimento della città.

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ISEE precompilato, attiva la sperimentazione guidata sul sito INPS

Posted by fidest press agency su mercoledì, 19 febbraio 2020

Dopo due anni di proroghe è partita la sperimentazione dell’Isee precompilato, utilizzabile in alternativa a quello tradizionale (1). Dal 3 Febbraio 2020 infatti è attivo sul sito INPS l’accesso online alla DSU precompilata (2), la dichiarazione (sostitutiva unica) sulla base della quale viene calcolato il valore Isee, con tutorial di aiuto, chiarimento e guida.
Il sistema, riservato solo ai nuclei familiari che presentino una DSU in modalità web, è accessibile tramite il percorso “Prestazioni e servizi” – “Tutti i servizi” – “Isee precompilato” – “Acquisizione”, con utilizzo di credenziali di riconoscimento (quelle dell INPS, dell’Agenzia delle entrate, l’identità SPID, la carta nazionale dei servizi o la carta di identità elettronica).
La Dsu è precompilata dall’INPS in cooperazione con l’Agenzia delle entrate, utilizzando le informazioni dell’Anagrafe tributaria, del Catasto e dei propri archivi, nonchè quelle sulle giacenze medie del patrimonio mobiliare dei componenti il nucleo familiare. Molti dati, considerando la fase sperimentale, devono essere inseriti dal contribuente.La procedura di ottenimento dell’ISEE è piuttosto complessa. In prima fase il richiedente deve fornire una serie di elementi di riscontro che devono ottenere l’accettazione dell’Agenzia delle entrate a seguito della quale può partire la precompilazione con accettazione o modifica dei dati entro tre mesi. L’inserimento corretto degli elementi di riscontro, che garantiscono anche il proprio riconoscimento, è molto importante. L’esito positivo del loro controllo infatti è essenziale per ottenere l’accesso alla precompilazione.Queste le fasi, spiegate dall’INPS col messaggio n.96 del 13/1/2020:
– il soggetto che sceglie di presentare la DSU precompilata deve prima di tutto dichiarare di aver acquisito la delega di ogni componente maggiorenne del nucleo familiare fornendo, per ciascuno di essi, gli “elementi di riscontro” reddituali e patrimoniali (codice fiscale, numero tessera sanitaria con scadenza, reddito e patrimonio mobiliare del secondo anno solare precedente). Se la presentazione avviene tramite un CAF gli elementi di riscontro vanno inseriti anche relativamente al dichiarante;
– per accedere alla DSU precompilata il dichiarante deve anche inserire alcuni elementi di riscontro per la sua identificazione e alcune informazioni che vanno auto-dichiarate (dati sul nucleo familiare e altri non presenti negli archivi amministrativi, come la casa di abitazione). Può farlo anche pre-caricando le informazioni dell’ultima DSU presente nel sistema informativo dell’ISEE;
– una volta presentata la DSU il dichiarante ottiene una ricevuta protocollata, ma per completare la procedura e ottenere l’isee occorre attendere i riscontri dell’Agenzia delle entrate sugli elementi forniti. In realtà solo se tale riscontro è positivo l’Agenzia invia all’INPS i dati che poi costituiscono l’oggetto della vera e propria precompilazione;
– Entro tre mesi dalla ricezione dell’OK da parte dell’Agenzia delle entrate il contribuente deve accettare o modificare i dati, inserendo anche quelli che vanno auto-dichiarati. Se non lo fa i dati sono cancellati dall’INPS e la procedura va, eventualmente, ricominciata.
Si fa presente che è ovviamente sempre possibile ignorare l’ISEE precompilato e presentare la DSU per via tradizionale.
Si ricorda che la DSU, precompilata o presentata per via tradizionale, è valida fino al 31 Dicembre dell’anno di presentazione (non più un anno dalla presentazione). Il rinnovo dell’ISEE, quindi, può essere chiesto a partire dal 1 Gennaio. (Rita Sabelli, responsabile Aduc aggiornamento normativo)

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Il soliloquio di un’anima in pena

Posted by fidest press agency su mercoledì, 19 febbraio 2020

Sono tre i temi proposti nel mio soliloquio con l’immaginario figlio dei nuovi tempi. È anche un modo per riallacciarmi al futuro di Vulnus, un personaggio del XX secolo che gli eventi hanno trasportato nel XXX e gli hanno lasciato, quasi intatta, la memoria del suo passato nel futuro che vive. E” il mio trittico: la fede, i ricordi ed il corpo. La fede rappresenta il più grande, il più cristallino passato. Essa ci riallaccia all’origine prima e alla fine della nostra esistenza. I ricordi sono la fonte principale per tenerci legati agli eventi che ci hanno preceduto, lungo quel filo d’Arianna che ognuno di noi tiene, tra le mani, per non perdersi tra i tanti sentieri della vita. Il corpo è lì a testimoniarci il nostro essere e il divenire. Vi riponiamo attenzioni per farlo star bene. E’ anche il testimone del nostro progredire nella sofferenza, nella rinuncia, nel riscatto. Nasce un bambino dal dolore altrui. Muore l’uomo e procura altre sofferenze, penosi vuoti. In questo lasso, lungo o breve che sia, non parliamo altro che il linguaggio del futuro. Pensiamo alla sconfitta subita, con la dipartita dei nostri cari, e pensiamo ai nipoti in un futuro che già non ci appartiene. E’ questa la nostra storia. Non è necessariamente raccontata per interposta persona, ma vissuta. E’ percorsa non dal romanziere o dal novellista, non è presentabile in una commedia o in una farsa, ma si nutre, quotidianamente, di quel futuro che le appartiene e che vede sempre più diretto verso confini nuovi, vicende appassionate e a volte incomprensibili, perché umane e non divine. La certezza non riguarda il nostro passato e meno che mai il presente. E’ nel futuro. Così è la vita. Così è il nostro destino che si rinnova, di volta in volta. Siamo coloro che, impastati di creta, ritornano polvere tra la polvere. Siamo poi sospinti, dai venti siderali, a vagare nell’infinito. Vi è anche chi ritrova il suo composto primigenio e si riproduce. Immaginiamo per un momento l’attimo che precede la nostra morte. Se essa è improvvisa, ci sfugge persino la fase preagonica, prima di ritrovarci in una dimensione diversa, d’esplorare altre terre e di fare altre conoscenze. Resta, a questo punto, la Fede. Sta a noi capire se è una strada o un vicolo, se ci porterà da qualche parte o se è un nulla.
E noi, che siamo proiettati nel futuro, non possiamo fare altro che rivolgerci al nostro passato, andare a indagare lungo i suoi tratti impervi, per capire se riusciamo a cogliere qualche segnale rivelatore. A volte mi chiedo: perché la fede ha avuto tanto successo nell’essere umano di tutti i tempi? La sua verità, a mio avviso, è molto semplice. Ci ha insegnato, o meglio ci ha ricordato, i valori di sempre che hanno la loro impor-: il saper guardare al nostro simile con amore. A respingere l’odio e il rancore che nutriamo.
La fede può essersi personificata in tante Chiese, in numerosi rituali, ma il suo fondo non ha distinzioni d’alcun tipo. Proprio per questo motivo è necessario uscire dai ristretti confini imposti dalle ritualità e dalle regole di un vivere da cristiani o da ebrei, da musulmani o da induisti o da buddisti per ritrovarci uniti nel messaggio comune, nel Padre di tutti. Il giorno in cui il cristiano, che sente il bisogno di andare a pregare in un luogo Sacro, si reca alla vicina sinagoga o tempio indù o moschea e altrettanto fa chi appartiene a un’altra Chiesa ed entra nelle cattedrali del cattolicesimo e in quelle dei protestanti, noi ci sentiremo, con più forza e determinazione, figli del nostro futuro, figli di una fede che non ha bisogno d’aggettivi o d’altri significati. È senza dubbio un bel dire, ma non è facile ai teologi di tutti i tempi, che hanno impiegato il loro ingegno per distinguere la propria religiosità dalle altre e a conferirle un primato esclusivo, dover oggi ammettere che di là dell’appartenenza a una Chiesa esiste una fede che li unisce.
Tale ricerca all’unità dalle diverse forze che compongono l’universo, e lo presiedono, è ben rappresentata dagli esseri viventi. In essi vi è il fuoco della vita. È un qualcosa che ha dimensioni e spazi definiti, ma proviene da ambiti e spazi indefiniti. (Riccardo Alfonso)

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Conferenza “Incontro con Nuovi Orizzonti”

Posted by fidest press agency su mercoledì, 19 febbraio 2020

conferenza nuovi orizzontiRoma Martedì 25 febbraio 2020, alle 14.30, all’Università Europea di Roma (via degli Aldobrandeschi 190), si terrà la conferenza “Incontro con Nuovi Orizzonti”, nell’ambito delle attività di Formazione Integrale dello stesso ateneo.Porteranno la loro testimonianza i volontari di Nuovi Orizzonti, Comunità Internazionale fondata da Chiara Amirante e diffusa in molti paesi. Interverranno Tommaso Colella, Responsabile del Centro di Accoglienza e Formazione di Piglio, e Luca Colella, missionario della Parrocchia di San Giuseppe Cottolengo a Roma.Introdurrà la conferenza Padre Gonzalo Monzón LC, Direttore dell’Ufficio Formazione Integrale dell’Università Europea di Roma. Condurrà l’incontro il giornalista Carlo Climati.La Comunità Nuovi Orizzonti si pone l’obiettivo di intervenire in tutti gli ambiti del disagio sociale realizzando azioni di solidarietà a sostegno di chi è in grave difficoltà, con una particolare attenzione alle problematiche dei ragazzi di strada e del mondo giovanile.Propone i valori della solidarietà, della condivisione, della cooperazione, della spiritualità, della fratellanza, della giustizia sociale, della pace, della libertà come elementi essenziali per una piena realizzazione dell’uomo.Interviene anche nell’ambito della formazione per rispondere a una forma di disagio sociale più diffusa e stratificata, riconducibile a una crisi di senso e di valori.Papa Francesco ha visitato Nuovi Orizzonti il 24 settembre 2019 presso la Cittadella Cielo di Frosinone, cuore pulsante e sede centrale della comunità. (conferenza copyright università europea di Roma)

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Teatro: “Satellite of Love – La teca”

Posted by fidest press agency su mercoledì, 19 febbraio 2020

Roma venerdì 21 a domenica 23 febbraio 2020 all’OFF/OFF Theatre via Giulia 19 va in scena “Satellite of Love – La teca”, commedia scritta dall’autrice Anne-Riitta Ciccone, che indaga sugli equilibri che regolano le relazioni tra gli esseri umani, come fossero pianeti di un unico sistema solare in cui, anche l’intervento di un piccolissimo meteorite, può generare un’incontrovertibile reazione a catena.Il testo, interpretato da giovani attori neo-diplomati al Centro Sperimentale di Cinematografia, Maria Vittoria Casarotti Todeschini, Gianvincenzo Pugliese, Giorgia Spinelli e Gabriele Stella, è diretto dal regista Lorenzo d’Amico De Carvalho che di nuovo insieme a Ciccone, torna in Via Giulia per confermare il successo riscontrato nella passata stagione con la pièce “La Pacchia è Finita”.
In “Satellite of Love” ci sono due persone che si amano. Una sera sono un uomo ed una donna, una sera due uomini, una sera due donne: venerdì 21 ore 21 in scena Giorgia Spinelli e Maria Vittoria Casarotti Todeschini, sabato 22 ore 17 Gianvincenzo Pugliese e Giorgia Spinelli, sabato 22 ore 21 Maria Vittoria Casarotti Todeschini e Gabriele Stella, domenica 23 ore 17 Gabriele Stella e Gianvincenzo Pugliese. Il testo è il medesimo, non cambia una virgola. Le situazioni della vita quotidiana, del sesso, i dialoghi, identici. Perché, contrariamente a quello che vogliono farci credere non cambia assolutamente nulla in un rapporto in cui due persone sono attratte dalla forza di gravità dell’amore, dal magnetismo della chimica.
Ma in ogni situazione, quale essa sia, ciò che rischia di creare una reazione a catena che porta alla distruzione è la caduta dell’equilibrio. Chi è la vittima e chi il carnefice se uno dei due chiude l’altro nella teca del suo totale e incondizionato amore? Chi è davvero a tenere le redini se uno dei due è su un piedistallo? L’amore tra chi si immola per l’altro e l’altro che ne diventa quindi il Re non può che essere una gabbia perché nessuno dei due può più fare a meno dell’altro, perché c’è qualcosa di orribilmente vero e spaventoso nell’espressione “se per tutto il mondo sei nessuno, per qualcuno sei tutto il mondo”. Se questo mondo esce dall’orbita del senso comune, se le porte della gabbia si chiudono intorno a due persone che si dicono “Ti amo” come il ringhio di un animale in cattività, prigionieri di una reciproca dipendenza non cambia nulla in chi siano i protagonisti. O forse anche un gioco al massacro tra l’oggetto di culto e il suo adoratore è comunque e sempre una forma d’amore e l’esplosione di una stella nana è comunque e sempre un bellissimo spettacolo.

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La finanza nell’era dei cambiamenti climatici

Posted by fidest press agency su mercoledì, 19 febbraio 2020

La Banca per i Regolamenti Internazionali (BRI) di Basilea ha pubblicato un rapporto intitolato “The Green Swan”, Il Cigno Verde. Le banche centrali e la stabilità finanziaria nell’era dei cambiamenti climatici. Lo studio analizza i legami tra gli effetti del cambiamento climatico e la finanza e afferma che le conseguenze del cosiddetto global warming potrebbero portare a una nuova forma di rischio finanziario sistemico. Oggi non si valuterebbero correttamente i valori degli asset, dei crediti e degli investimenti perché non si tengono in giusta considerazione i rischi insiti nei cambiamenti climatici. Vi sarebbero, per esempio, perdite non adeguatamente coperte dalle assicurazioni poiché i loro modelli attualmente ignorano la dimensione ecologica degli investimenti. Di conseguenza, se i governi dovessero applicare delle regole più stringenti sulle emissioni di CO2, i relativi valori degli asset “brown” rispetto a quelli “green” dovrebbero oggettivamente essere rivisti. Il clima può impattare sul rischio finanziario in tre modi: eventi meteorologici straordinari (inondazioni, terremoti, incendi, siccità, ecc), la transizione verso un’economia a bassa produzione di CO2, con effetti sui livelli di profitto e di sostenibilità economica, e i risarcimenti da pagare per eventi causati dal cambiamento climatico. In verità, già da molto tempo il settore delle assicurazioni analizza questi aspetti. Gli operatori vorrebbero integrarli nei modelli macroeconomici. Vi è poi la cosiddetta “finanza verde”, o presunta tale. Stanno crescendo gli strumenti finanziari green, come le obbligazioni, i green bond. Ne sono già in circolazione per circa 800 miliardi di dollari e potrebbero superare i 1.500 entro il 2024. Non sono molti. Rappresentano poco più dell’1,5% del totale delle obbligazioni. Sono titoli finalizzati alla raccolta di risparmi per investirli in progetti di varia natura ecologica. Sembra che si stia pensando di creare delle agenzie di rating mirate al rischio finanziario relativo al cambiamento climatico. Interessati sarebbero anzitutto le assicurazioni, gli analisti della qualità dei crediti, i fondi d’investimento, con un portafoglio differenziato di titoli, e i fondi pensione interessati in investimenti nel sociale e nel green. In merito, secondo la BRI, il ruolo delle banche centrali dovrebbe diventare molto importante, considerato che i governi saranno sempre più chiamati a formulare politiche pubbliche relative al clima e all’ambiente. Anche i sistemi fiscali dovranno presto adeguarsi a un’economia “de carbonizzata”.Molti ambienti della finanza e dei mass media hanno accolto molto positivamente il paper “Il Cigno Verde”. Il nome si rifà forse al film americano “Black Swan” del 2010, ispirato dal balletto “Il lago dei cigni” del compositore Pëtr Il’ič Čajkovskij, in cui emerge il lato oscuro autodistruttivo della doppia personalità del personaggio centrale, una danzatrice classica. In quest’ottica, alcuni già si preparerebbero a spiegare la possibile relazione di causa ed effetto tra il cambiamento climatico e un’eventuale futura crisi finanziaria. Non vorremmo che ciò possa fornire l’alibi per altri salvataggi con i soldi pubblici. Indubbiamente una maggiore attenzione all’ambiente naturale e umano è cosa necessaria e positiva. L’economia sostenibile, l’energia più pulita, la lotta all’inquinamento, soprattutto della plastica, sono sfide ineludibili per il futuro del nostro pianeta e dell’umanità. Né si può ignorare, del resto, lo stimolo che in merito viene dalla società. Ben venga, quindi, che tutti, anche la finanza, se ne vogliano far carico. Senza però essere ingenui e manipolabili.Non vorremmo che si sia intravisto nell’economia verde e nella finanza verde un nuovo strumento di speculazione e di profitto. Non possiamo dimenticare che sono state le grandi banche too big to fail e la finanza speculativa a provocare la crisi finanziaria ed economica globale più grave della storia. Queste non hanno certamente badato a evitare danni per i cittadini e per l’ambiente. Né sembra che nel frattempo abbiano dimostrato pentimento o un diverso orientamento. Certo fa effetto vedere che il recente Forum Economico di Davos sia stato quasi completamente dedicato all’ambientalismo. E che personaggi come Mark Calney, il governatore di quella Bank of England che è nel centro finanziario mondiale della City londinese, e l’amministratore delegato del maggior fondo americano, BlackRock, abbiano a Davos tessuto le lodi della green economy. Non li vediamo come tanti San Paolo, convertiti davanti alla Porta di Damasco.E’ opportuno ricordare che negli ultimi 20 anni abbiamo “vissuto”, tra gli altri, i crac della “bolla IT”, della bolla immobiliare con i mutui sub prime e di quella dei derivati otc. Non vorremmo che oggi la stessa finanza voglia costruire una “bolla verde”, questa volta direttamente con i soldi pubblici. Infatti, è noto che tutti i governi del mondo e le grandi istituzioni politiche internazionali vogliono mettere in campo migliaia di miliardi di dollari per investimenti verdi ed ecologici. Si pensi all’Unione europea. E, si sa, la finanza speculativa è famelica. E’ facile dichiararsi difensori dell’ambiente, è più difficile esserlo. (by Mario Lettieri già sottosegretario all’Economia e Paolo Raimondi economista)

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Master in “Materiali innovativi per Economia Circolare”

Posted by fidest press agency su mercoledì, 19 febbraio 2020

Camerino I materiali, la loro innovazione e la loro gestione su tutto il ciclo di vita, sono le tematiche al centro del nuovo master universitario al altamente professionalizzante attivato dall’Università di Camerino in collaborazione con sei prestigiose realtà industriali marchigiane.Il master in “Materiali innovativi per Economia Circolare”, diretto dal prof. Roberto Gunnella, docente della sezione di Fisica della Scuola di Scienze e Tecnologie di Unicam, rappresenta un percorso di studi unico in Italia, che colma una lacuna nella preparazione specifica di metodo di approccio nel settore dei materiali e che nasce dalla proficua esperienza dell’Università di Camerino con diverse ed importanti realtà del mondo imprenditoriale, quali ICA, iGuzzini Illuminazione, Clementoni, Tod’s, Elantas ed Elica. I materiali e la loro gestione ricopriranno un ruolo centrale nelle attività formative del master, che si prefigge come obiettivi la promozione delle tecnologie a bassa impronta di carbonio, il trasferimento e interazione tra laboratorio e industria e tra pubblico e privato, nonché la riduzione dei rischi di innovazione attraverso un eco-sistema che condivida i processi virtuosi. Il processo di progressiva trasformazione della filiera industriale in ottica di ecosostenibilità, processo che interessa l’economia e la società, richiede proprio la formazione di nuove professionalità frutto della proficua sinergia tra atenei e aziende ed è in questa direzione che va questo nuovo percorso formativo. Il nuovo master è rivolto in particolar modo a laureati nei settori della Chimica, della Fisica, delle Scienze dei materiali ed affini, che al termine del percorso saranno in grado di operare e di prendere decisioni informate ed ottimizzate su tutti gli aspetti della produzione e della gestione dei materiali, dall’approvvigionamento al suo smaltimento, ed in particolare sul controllo della materia prima, sulla certificazione e qualità del prodotto, sul consumo energetico e produzione CO2 durante tutto il ciclo di vita, sullo smaltimento e salute del luogo di lavoro.Il bando è disponibile nel sito Unicam, sezione Master, e le domande di iscrizione possono essere inoltrate entro il 24 febbraio 2020.

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Imprese in costituzione: meno tasse e burocrazia

Posted by fidest press agency su mercoledì, 19 febbraio 2020

“Ho letto l’intervista a Licia Mattioli, molto bella, ed i cui contenuti condivido in larga parte. È giunto il momento di sdoganare il ruolo centrale dell’impresa riconoscendogli quello di chi crea valore nella società. Credo si debba avviare una riflessione seria sul tema, arrivando anche ad inserire il concetto in Costituzione. Il nostro Paese è grande, nel mondo, anche grazie alle nostre imprese, al settore manifatturiero, al Made in Italy. E questo ruolo dobbiamo riconoscerglielo esplicitamente, con politiche dedicate.Il 32% del nostro PIL deriva dall’export, è il segno inequivocabile della bontà della nostra produzione. Nonostante le difficoltà quotidiane che il mondo dell’impresa deve affrontare, c’è chi non si è mai arreso.Meno burocrazia e meno tasse, è quello che ci chiedono ed è quello che dobbiamo garantire all’intero sistema Paese. Aumentando anche la difesa dell’interesse nazionale, all’interno di regole europee che dobbiamo contribuire a migliorare.Sono proprio questi i temi principali su cui stiamo lavorando al Tavolo di Governo per realizzare una ampia e rivoluzionaria riforma fiscale, che ci permetta non solo di ridurre le tasse alle imprese, ma anche di rivedere il nostro fisco, troppo complesso ed articolato.
Serve una visione di lungo periodo, non una politica elettorale fatta di slogan. Servono politiche strutturali, non norme che cambiano ogni giorno.Questo è il lavoro che stiamo portando avanti, con un confronto costante con le parti sociali, perché dal benessere delle nostre aziende, sul territorio, dipende la salute e il benessere dei nostri cittadini”.Così il Vice ministro dell’Economia e delle Finanze, Laura Castelli.

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