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Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 250

Teatro: “Satellite of Love – La teca”

Posted by fidest press agency su mercoledì, 19 febbraio 2020

Roma venerdì 21 a domenica 23 febbraio 2020 all’OFF/OFF Theatre via Giulia 19 va in scena “Satellite of Love – La teca”, commedia scritta dall’autrice Anne-Riitta Ciccone, che indaga sugli equilibri che regolano le relazioni tra gli esseri umani, come fossero pianeti di un unico sistema solare in cui, anche l’intervento di un piccolissimo meteorite, può generare un’incontrovertibile reazione a catena.Il testo, interpretato da giovani attori neo-diplomati al Centro Sperimentale di Cinematografia, Maria Vittoria Casarotti Todeschini, Gianvincenzo Pugliese, Giorgia Spinelli e Gabriele Stella, è diretto dal regista Lorenzo d’Amico De Carvalho che di nuovo insieme a Ciccone, torna in Via Giulia per confermare il successo riscontrato nella passata stagione con la pièce “La Pacchia è Finita”.
In “Satellite of Love” ci sono due persone che si amano. Una sera sono un uomo ed una donna, una sera due uomini, una sera due donne: venerdì 21 ore 21 in scena Giorgia Spinelli e Maria Vittoria Casarotti Todeschini, sabato 22 ore 17 Gianvincenzo Pugliese e Giorgia Spinelli, sabato 22 ore 21 Maria Vittoria Casarotti Todeschini e Gabriele Stella, domenica 23 ore 17 Gabriele Stella e Gianvincenzo Pugliese. Il testo è il medesimo, non cambia una virgola. Le situazioni della vita quotidiana, del sesso, i dialoghi, identici. Perché, contrariamente a quello che vogliono farci credere non cambia assolutamente nulla in un rapporto in cui due persone sono attratte dalla forza di gravità dell’amore, dal magnetismo della chimica.
Ma in ogni situazione, quale essa sia, ciò che rischia di creare una reazione a catena che porta alla distruzione è la caduta dell’equilibrio. Chi è la vittima e chi il carnefice se uno dei due chiude l’altro nella teca del suo totale e incondizionato amore? Chi è davvero a tenere le redini se uno dei due è su un piedistallo? L’amore tra chi si immola per l’altro e l’altro che ne diventa quindi il Re non può che essere una gabbia perché nessuno dei due può più fare a meno dell’altro, perché c’è qualcosa di orribilmente vero e spaventoso nell’espressione “se per tutto il mondo sei nessuno, per qualcuno sei tutto il mondo”. Se questo mondo esce dall’orbita del senso comune, se le porte della gabbia si chiudono intorno a due persone che si dicono “Ti amo” come il ringhio di un animale in cattività, prigionieri di una reciproca dipendenza non cambia nulla in chi siano i protagonisti. O forse anche un gioco al massacro tra l’oggetto di culto e il suo adoratore è comunque e sempre una forma d’amore e l’esplosione di una stella nana è comunque e sempre un bellissimo spettacolo.

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