Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 250

Tra il passato e il presente l’idea di futuro

Posted by fidest press agency su martedì, 25 febbraio 2020

E noi, che siamo proiettati nel futuro, non possiamo fare altro che rivolgerci al nostro passato, andare a indagare lungo i suoi tratti impervi, per capire se riusciamo a cogliere qualche segnale rivelatore.
A volte mi chiedo: perché la fede ha avuto tanto successo nell’essere umano di tutti i tempi? La sua verità, a mio avviso, è molto semplice. Ci ha insegnato, o meglio ci ha ricordato, i valori di sempre che hanno la loro importanza: il saper guardare al nostro simile con amore. A respingere l’odio e il rancore che nutriamo.
La fede può essersi personificata in tante Chiese, in numerosi rituali, ma il suo fondo non ha distinzioni d’alcun tipo. Proprio per questo motivo è necessario uscire dai ristretti confini imposti dalle ritualità e dalle regole di un vivere da cristiani o da ebrei, da musulmani o da induisti o da buddisti per ritrovarci uniti nel messaggio comune, nel Padre di tutti. Il giorno in cui il cristiano, che sente il bisogno di andare a pregare in un luogo Sacro, si reca alla vicina sinagoga o tempio indù o moschea e altrettanto fa chi appartiene a un’altra Chiesa ed entra nelle cattedrali del cattolicesimo e in quelle dei protestanti, noi ci sentiremo, con più forza e determinazione, figli del nostro futuro, figli di una fede che non ha bisogno d’aggettivi o d’altri significati. È senza dubbio un bel dire, ma non è facile ai teologi di tutti i tempi, che hanno impiegato il loro ingegno per distinguere la propria religiosità dalle altre e a conferirle un primato esclusivo, dover oggi ammettere che di là dell’appartenenza a una Chiesa esiste una fede che li unisce.
Tale ricerca all’unità dalle diverse forze che compongono l’universo, e lo presiedono, è ben rappresentata dagli esseri viventi. In essi vi è il fuoco della vita. È un qualcosa che ha dimensioni e spazi definiti, ma proviene da ambiti e spazi indefiniti. (Riccardo Alfonso)

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