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Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 255

Archive for 26 febbraio 2020

La sabbia è anche un Business illegale

Posted by fidest press agency su mercoledì, 26 febbraio 2020

il “Times of India” stima che in India il commercio illegale di sabbia valga circa 2,3 miliardi di dollari all’anno. Dal 2014 Beiser ha registrato almeno 70 decessi causati da episodi di violenza legati all’estrazione illegale di sabbia. Perchè tanto interesse? Perchè il cemento è la materia prima delle città: Nel 1950, circa 746 milioni di persone – meno di un terzo della popolazione mondiale – vivevano nelle città. Oggi, il numero è di quasi 4 miliardi, più della metà di tutte le persone sulla Terra. Le Nazioni Unite prevedono che entro i prossimi trent’anni altri 2,5 miliardi si aggiungeranno alla cifra già esorbitante. La popolazione urbana globale aumenta di circa 65 milioni di persone all’anno, il che equivale ad aggiungere al Pianeta otto città come New York ogni anno.
In un anno, secondo il Programma delle Nazioni Unite per l’Ambiente, mediamente il mondo usa tanto cemento quanto ne servirebbe per costruire intorno all’equatore un muro alto circa 27 metri e largo altrettanto. La sola Cina ha usato più cemento tra il 2011 e il 2013 rispetto a quanto ne hanno usato gli Stati Uniti in tutto il XX secolo.
La più grande miniera del mondo: a Shangai vivono oltre 23 milioni di persone, 7 in più rispetto al 2000. Per far fronte alla vertiginosa richiesta di calcestruzzo la sabbia è stata prelevata dal letto del fiume Yangtze, causando il crollo di argini e ponti. Oggi, quotidianamente, centinaia di draghe lavorano nell’immenso lago Poyang. Il macchinario più grande può dragare fino a 10.000 tonnellate di sabbia all’ora. Lo studio di un gruppo di ricercatori internazionali stima che ogni anno vengano estratti dal lago 236 milioni di metri cubi di sabbia. Questo fa del Poyang la più grande miniera di sabbia del Pianeta, molto più grande delle tre maggiori miniere di sabbia degli Stati Uniti messe insieme.
Estrazione in mare: Un terzo di tutto l’aggregato utilizzato nell’edilizia a Londra e nell’Inghilterra meridionale proviene dai banchi di sabbia che giacciono sotto le acque al largo del Regno Unito. Il Giappone, in misura anche maggiore, si approvvigiona di sabbia marina, pescandone ogni anno circa 40 milioni di metri cubi dal fondo dell’oceano.
Vetro: la domanda è in aumento. Nel 2003, la Cina ha consumato 1,9 miliardi di dollari di vetro piano, secondo i dati Freedonia; dieci anni dopo, il numero era di quasi 22 miliardi di dollari. La sabbia silicea che rende possibile la creazione di vetro è diventata essa stessa un business multimiliardario.
I rischi per la salute: gli impianti di lavorazione, le attrezzature pesanti e i camion producono molta polvere e microscopici frammenti di particolato, che hanno dimensioni inferiori a 2,5 micrometri noti come PM 2,5. Se inalate, le particelle di queste dimensioni penetrano in profondità nei polmoni, dove possono causare o peggiorare asma, malattie polmonari e altri disturbi. Si stima che l’inquinamento da PM provochi da 22.000 a 52.000 morti all’anno solo negli Stati Uniti (fonte: American Medical Association).

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Libro: Tutto in un granello

Posted by fidest press agency su mercoledì, 26 febbraio 2020

Aboca Edizioni pubblica in Italia la straordinaria inchiesta di Vince Beiser. La sabbia è la sostanza solida più importante del pianeta, il fondamento della civiltà: parte da questa affermazione – apparentemente esagerata, ma ampiamente documentata – il libro inchiesta di Vince Beiser: Tutto in un granello. Come la sabbia ha trasformato la storia della civiltà (Aboca Edizioni 2020, €22, 336 pp.) Senza sabbia non avremmo né edifici né strade, né calcestruzzo né vetro. Ma non avremmo neppure schermi, né chip elettronici, né cavi in fibra ottica per collegare i computer alla rete. La sabbia, sintetizza l’autore: “rappresenta per le città ciò che la farina rappresenta per il pane, ciò che le cellule rappresentano per il nostro corpo: è l’ingrediente invisibile, ma fondamentale, che costituisce il nucleo dell’ambiente urbano in cui vive la maggior parte di noi.” Eppure, sebbene il nostro immaginario ci porti a pensare alla sabbia come una risorsa pressoché infinita, le cose non stanno così. Pensare all’avanzata dei deserti non è affatto una soluzione al problema: la sabbia del Sahara, ad esempio, non è adatta a soddisfare i bisogni dell’uomo. La sabbia viene estratta dai letti dei fiumi, dei laghi, dai fondali marini, dalle cave sulla terraferma. La sabbia, a differenza del petrolio, è una risorsa presente quasi ovunque ma estrarla causa spesso danni impressionanti agli ecosistemi: fauna acquatica, flora terrestre e popolazione umana stanno già pagando il conto di un’estrazione inarrestabile. All’origine di tutto questo c’è una questione di domanda e offerta: l’offerta di sabbia che può essere estratta dal suolo in modo sostenibile è limitata ma la domanda non lo è. Oggi c’è così tanta richiesta di sabbia che il letto dei fiumi e le spiagge di tutto il mondo vengono spogliati dei loro preziosi granelli. I terreni agricoli e le foreste vengono distrutti e con essi intere comunità e specie sono in pericolo di vita.Come siamo diventati così dipendenti da un materiale così elementare? Come possiamo usarne così tanto? E cosa significa per la Terra e per il nostro futuro questa nostra dipendenza?
Il viaggio di Beiser è documentato e universale, si muove dalle spiagge della California alle isole sperdute nel Pacifico, spazia attraverso i cinque continenti e lungo la storia dell’umanità. Per noi infatti la sabbia è importante da secoli e millenni. È stata usata per le costruzioni almeno sin dai tempi degli antichi Egizi. Nel XV secolo, l’artigiano veneziano Angelo Barovier capì come trasformare la sabbia in vetro trasparente, il che rese possibile la produzione di microscopi, di telescopi e di altre tecnologie che contribuirono a guidare la rivoluzione scientifica del Rinascimento. Ma fu solo con l’avvento del moderno mondo industrializzato, nei decenni appena prima e dopo la fine del XX secolo, che si cominciò a sfruttare appieno il potenziale della sabbia e a farne uso su una scala enorme. È in questo periodo che la sabbia è passata dall’essere una risorsa utilizzata per scopi diffusi, ma artigianali, a diventare l’elemento essenziale della civiltà, il materiale chiave per creare strutture e prodotti di massa richiesti da una popolazione in rapida crescita: un ruolo spesso sottovalutato, su cui è fondamentale iniziare a riflettere.
Vince Beiser è un giornalista pluripremiato. Tutto in un granello è stato finalista al prestigioso premio PEN/E. O. Wilson per la divulgazione scientifica. Suoi lavori sono apparsi sul “New York Times”, su “Wired” e su molte altre testate. Si è laureato all’Università di Berkeley, in California. Vive a Los Angeles. Cos’è la sabbia: Come definito dalla scala Udden-Wentworth il termine sabbia comprende i granelli liberi di qualsiasi materiale duro con un diametro compreso tra 2 e 0,0625 millimetri. I granelli possono essere formati da ghiacciai che macinano le pietre, da oceani che degradano conchiglie e coralli, da lava vulcanica che si raffredda e si frantuma a contatto con l’aria o l’acqua. Tuttavia, quasi il 70% di tutti i granelli di sabbia sulla Terra sono di quarzo.
L’estrazione è ovunque: solo negli Stati Uniti, circa 4.100 aziende e agenzie governative raccolgono l’aggregato da circa 6.300 siti in tutti i 50 Stati. Da oggi è disponibile in tutte le librerie italiane il saggio di Vince Beiser, “Tutto in un granello” (Aboca Edizioni, pag.336 €22).

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Mostra: Ettore Pinelli, Archivio senza titolo

Posted by fidest press agency su mercoledì, 26 febbraio 2020

Pozzallo (RG) Inaugurazione: 29 febbraio 2020 ore 18 Periodo: 29 febbraio – 18 aprile 2020 SACCA gallery – Contenitore di sicilianità – Via Mazzini, 56 A cura di Giovanni Scucces e dell’artista Apertura al pubblico: dal mar. al sab. ore 16.30-19.30 / mar. e gio. anche di mattina ore 10-13.Orari speciali: mer. aperti fino alle ore 21.30; gio. orario continuato; prima domenica di ogni mese ore 17- 21. Lunedì e fuori orario su appuntamento.Un dialogo con lo spazio della galleria. Due grandi wall paintings, rosa e grigio, daranno uno slancio dinamico all’esposizione e ingloberanno opere su più livelli. In mostra ci sarà buona parte della produzione più recente insieme ad alcuni materiali d’archivio che, nel complesso, permetteranno di tracciare e comprendere la metodologia adottata da Pinelli dall’ideazione fino alla realizzazione dei suoi lavori.L’artista è noto per la rappresentazione evanescente di immagini tratte dai media e in particolare dal web.Esse riprendono, nella maggior parte dei casi, episodi di tensione e scontro fra esseri umani nell’attimo in cui l’istinto prende il sopravvento sulla razionalità e l’ira sull’autocontrollo. O ancora, “icone” di supremazia animale.Talvolta rielabora immagini talmente a bassa definizione in cui l’unica soluzione possibile è quella di operare su una lontana percezione di figurazione o di movimento. Si tratta spesso di soggetti che potremmo definire “fantasma”, cioè intesi nella doppia accezione di presenze incorporee ed effimere che di soggetti che vivono in uno stato di ghettizzazione all’interno della società.Opere che in alcuni casi ricordano l’immagine fantasma, il curioso fenomeno dello “screen burn-in” presente nei vecchi display, per cui la figura in sovraimpressione lasciava una propria traccia sullo schermo anche dopo lo spegnimento.Immagini persistenti, impressioni retiniche in bilico tra rappresentazione figurativa e astrazione, fra istinto e razionalità. La mostra è basata su opere cardine dalle quali si diramano lavori e materiali di varia tipologia e grandezza, interconnessi tra di loro a formare una trama rappresentativa ed esplicativa del corpus dei sui lavori.Sarà possibile visitare la mostra fino al 18 aprile secondo i consueti orari di apertura della galleria o su appuntamento.

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Nasce la nuova compagnia “Figli di Medea”

Posted by fidest press agency su mercoledì, 26 febbraio 2020

Nasce ufficialmente FIGLI DI MEDEA, la giovane Compagnia Teatrale attiva su territorio romano e nazionale nata dall’incontro di cinque artisti alla ricerca di un pubblico a cui raccontare il mondo con passione e follia.
I membri della Compagnia, Susanna Laurenti, Benedetta Russo, Enrico Torzillo, Riccardo Viola e Pietro Maria Virdis si incontrano nel 2016 all’interno degli storici locali del Teatro dell’Orologio di Via de’Filippini a Roma, dove comincia la loro storia comune di andata in scena. In questi anni, infatti, partecipano a tutte le produzioni della Compagnia del Teatro dell’Orologio (di cui fanno tutt’ora parte), mettendo in scena i classici senza tempo (Shakespeare, Plauto, Dickens…) raccontati con estro e magia al pubblico, in assetti teatrali, itineranti e immersivi per la regia di Leonardo Ferrari Carissimi.
Si affermano, inoltre, singolarmente, in diverse realtà artistiche italiane, calcando diversi importanti palchi del territorio.
Cinque amici fraterni, cinque forti individualità, cinque vite in comune, un’unica passione: la bottega del palcoscenico!
Cinque artisti più diversi che mai, stereotipi irriverenti e canoni classici della Commedia dell’Arte; singolarmente impegnati, oltre che nella recitazione, nei campi della drammaturgia, della regia, della musica e della danza. Innamorati della tradizione e della sperimentazione.
Reduci da grandi successi di pubblico per la loro prima produzione autonoma “Io non sono come Moira” (che ha debuttato a Roma lo scorso Novembre), i giovani artisti provenienti dal Teatro dell’Orologio creano oggi “Figli di Medea”, una compagnia giovane con l’intento di sperimentare e far valere la tradizione del teatro di bottega in un’epoca così lontana dagli antichi odori delle sale teatrali. A sostenere i giovani attori (figli del Teatro dell’Orologio e della sua produzione) un team di esperti del settore giovani e fiduciosi verso i giovani: l’ottima fotografa di scena Manuela Giusto, Federico Baciocchi all’apparato scenografico, Tommaso Laurenti alla grafica e comunicazione, restando perennemente alla ricerca di capitale umano fresco con cui confrontarsi e lavorare.
Giovani, fragili, attenti, traditi, attentati, traditori, innamorati, illusi, pazzi, orfani e divertiti, come i fantasmi di quei bambini ricoperti da un’oscura fama, i Figli di Medea vogliono commuovervi, divertirvi e spaventarvi.
Il primo appuntamento in scena è fissato per i prossimi 13,14,15 Marzo a Teatro Studio Uno con “Io non sono come Moira”, diretto da Susanna Laurenti e Riccardo Viola, di nuovo in scena dopo il successo dello scorso Novembre, la storia di Andrea, giovane metrosessuale e del viaggio all’interno del suo passato; da non perdere, poi, il debutto di “Tingeltangel”, testo inedito sull’omonima opera di Karl Valentin diretto da Enrico Torzillo in scena a Roma i prossimi 29,30,31 Maggio al Teatro Basilica e poi in giro per l’Italia.

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Focolai coronavirus in Italia

Posted by fidest press agency su mercoledì, 26 febbraio 2020

Londra. Lo scoppio di alcuni focolai di coronavirus in Italia è stato accompagnato comprensibilmente da grande preoccupazione. Non potrebbe essere altrimenti, vista la portata delle misure preventive che sono state messe in campo dalle autorità per proteggere la salute pubblica e provare a contenere i contagi. Anche i listini globali, e soprattutto quello italiano (su cui il posizionamento di Moneyfarm è limitato), oggi hanno reagito con forte volatilità benché non avessero mostrato alcuna reazione rilevante all’emergenza fino alla scorsa settimana: a spaventare è specialmente l’eventualità che il virus – la cui diffusione in Cina è ormai in rallentamento – possa iniziare a diffondersi altrove. Anche il Fondo Monetario Internazionale ha riconosciuto che questo potrebbe ripercuotersi in negativo sull’economia globale.Si tratta, se confermata, di una frenata non irrilevante. In un contesto di valutazioni generalmente alte e con i fondamentali societari ed economici in fragile equilibrio dopo due anni volatili, qualsiasi fattore di rischio per la crescita globale è ovviamente di grande importanza.Se dal punto di vista della salute pubblica sono opportune misure cautelative, per quanto riguarda gli investimenti è bene valutare con razionalità gli scenari, evitando reazioni istintive. Senza la pretesa di lanciarsi in considerazioni azzardate su come la vicenda si snoderà, ecco alcuni punti chiave da tenere in considerazione:La diffusione del contagio al di fuori della Cina era prevedibile ed è ragionevole aspettarsi nei prossimi giorni e nelle prossime settimane la diffusione di altri contagi in giro per il mondo. D’altra parte, l’incidenza dei casi fuori dalla Cina (in particolare in Italia, in Corea, a Singapore e in Iran) è ancora piuttosto limitata per creare allarme, considerando che il virus – per quello che sappiamo – è stato contenuto con successo in tutte le aree fuori dall’epicentro della regione di Wuhan: in nessuna regione o nazione si sono per il momento registrati più di 1.300 contagi.
Questo non vuol dire che non bisogna prepararsi a scenari peggiori, ma vuol dire che – per quanto riguarda gli investimenti – bisogna evitare assolutamente reazioni istintive e ragionare in ottica di controllo, gestione del rischio e di obiettivi di investimento (specialmente dal punto di vista dell’orizzonte temporale). In Cina la diffusione dei casi sembra registrare un netto rallentamento, come dimostra il grafico qui sotto che indica il numero di casi registrati attualmente attivi. Da questa settimana sembra anche che l’attività economica si stia ricominciando a risvegliare. Nonostante stiamo assistendo a ritardi nel rilascio di alcuni dati economici da parte delle autorità cinesi, alcuni indicatori più ad altra frequenza ci stanno mostrando un parziale ritorno alla normalità da parte dell’economia asiatica.

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Beni culturali ecclesiastici e l’edilizia di culto

Posted by fidest press agency su mercoledì, 26 febbraio 2020

Roma Giovedì 27 febbraio 2020, ore 16:30 Pontificia Università Gregoriana Piazza della Pilotta 4 nell’anno europeo del patrimonio culturale, il Dipartimento dei beni culturali del Pontificio Consiglio della Cultura, l’Ufficio Nazionale per i beni culturali ecclesiastici e l’edilizia di culto della Conferenza Episcopale Italiana e il Dipartimento dei Beni Culturali della Chiesa della Pontificia Università Gregoriana, hanno promosso un Convegno con due tematiche attuali e ampiamente discusse: la dismissione di chiese e la gestione integrata dei beni culturali. Puntare l’attenzione sul fenomeno della nuova destinazione d’uso di antichi luoghi di culto si inserisce pienamente nella gestione integrata dei beni culturali della Chiesa. L’ampiezza della problematiche trattate è trasversale e sensibilizza non soltanto le comunità cristiane, ma anche l’opinione pubblica, in virtù della valenza simbolica e rappresentativa delle chiese nel tessuto urbano e paesaggistico.La pubblicazione degli Atti (Ed. Artemide) è una occasione per riprendere la discussione. Dopo il saluto iniziale di P. Nuno da Silva Gonçalves S.J., Rettore della Pontificia Università Gregoriana, interverranno l’Arch. Carlo Birrozzi (Direttore dell’Istituto Centrale per il Catalogo e la Documentazione), la Prof.ssa Maria Vittoria Marini Clarelli (Sovrintendente Capitolino ai Beni Culturali), S.E.R. Mons. Stefano Russo (Segretario generale della Conferenza Episcopale Italiana), S.Em.R. Card. Gianfranco Ravasi (Presidente del Pontificio Consiglio della Cultura). Modera S.E.R. Mons. Carlos Alberto Moreira Azevedo (Delegato del Pontificio Consiglio della Cultura).

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Abu Dhabi: record di arrivi nel 2019, con 11.35 milioni di visitatori internazionali

Posted by fidest press agency su mercoledì, 26 febbraio 2020

Abu Dhabi. I dati raccolti dal Dipartimento Cultura e Turismo – Abu Dhabi (DCT Abu Dhabi), hanno registrato nel 2019 un totale di 11.35 milioni di arrivi nella capitale, di cui 2.83 milioni di pernottamenti e 8.53 milioni di visite in giornata, con un aumento del 10,5% rispetto al 2018.Le statistiche ufficiali riguardanti gli alberghi rivelano inoltre che i 168 alberghi e appartamenti di Abu Dhabi hanno raggiunto quest’anno il record di 5.1 milioni di ospiti, con una crescita consistente delle principali voci di entrata: ricavi totali, tariffa media delle camere, Average Room Rate (ARR) and Revenue Per Available Room (RevPAR).”I risultati del 2019 riflettono il grande lavoro e la dedizione che DCT Abu Dhabi, insieme agli stakeholder e ai partner del settore turistico, ha riservato alla promozione di una destinazione leisure e business da non perdere, coinvolgendo non soltanto i visitatori internazionali, ma anche i locali”, ha dichiarato Saood Al Hosani, Acting Undersecretary DCT Abu Dhabi, aggiungendo: “Questi risultati eccezionali sono stati sostenuti da alcuni eventi straordinari di portata mondiale, presentati nella capitale degli Emirati Arabi Uniti durante il 2019, come Abu Dhabi Showdown Week, con il popolare evento UFC 242, Abu Dhabi Family Week e Summer In Abu Dhabi. Ancora, una fantastica edizione del GP Formula 1 Etihad Airways Abu Dhabi, Abu Dhabi Art, ADIPEC 2019 e i grandi concerti di star internazionali come Eminem, Bruno Mars e i Red Hot Chili Peppers”.

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Si è concluso il Forum dei Dirigenti Scolastici delle Scuole Cambridge International

Posted by fidest press agency su mercoledì, 26 febbraio 2020

Si è tenuto la scorsa settimana a Roma presso la Residenza dell’ambasciatore britannico, Villa Wolkonsky, con la partecipazione di oltre 100 dirigenti scolastici provenienti da 15 regioni italiane.Durante il Forum è stato comunicato che Federico Girardi, studente del liceo IIS Pacinotti-Archimede di Roma ha avuto il riconoscimento di “top in the world in Mathematics” nell’ambito dei “Premi agli Studenti Eccezionali di Cambridge – Oustanding Cambridge Learner Awards”, tra tutti gli studenti certificati IGCSE nei 160 paesi del mondo dove è presente Cambridge Assessment International Education.Uno studente modello che deve la sua preparazione oltre al proprio impegno personale, all’eccellenza della scuola italiana – sostenuta dal MIUR grazie all’autonomia e al sostegno alle scuole a intraprendere percorsi di innovazione e di eccellenza – e grazie al metodo e a quello che a livello mondiale sta consolidandosi come standard di garanzia di insegnamento nel mondo.I circa 100 dirigenti scolastici – che erano presenti sulle oltre 300 scuole italiane, Statali e Paritarie di ogni ordine e grado (Elementari, Medie e Superiori) che hanno adottato all’interno della propria scuola alcuni programmi Cambridge International – si sono confrontati e scambiati le best practices sul metodo andando in profondità sul ruolo e i pregi dell’integrazione dei moduli Cambridge International all’interno dei curricula e dei programmi ministeriali.Il valore aggiunto dei percorsi Cambridge International permette di avere un curriculum internazionale riconosciuto ovunque, senza tralasciare nulla della formazione specifica e d’impronta italiana. E in particolare:Il modello Cambridge è un modello flessibile, poiché consente una personalizzazione basata sull’identità, la storia e il contesto dell’istituto stesso che lo adotta.L’integrazione, in termini generali, avviene tra il valore teorico della scuola italiana e il saper fare del sistema britannico. L’importanza di uno standard e di un assessment internazionale permette alle scuole di confrontarsi oltre i confini nazionali e “aprirsi” concretamente al mondo, valorizzando i giovani talenti. Permette di riflesso agli studenti di partecipare attivamente e competere a livello internazionale. Nel 2013 l’unico maturando italiano ammesso al MIT in Massachusetts (MIT) fu Emanuele Ceccarelli che aveva frequentato il liceo Galvani di Bologna, la pioniera delle scuole Cambridge International in Italia.Cambridge International diviene inoltre uno spazio privilegiato dove la tradizione italiana si fonde con l’innovazione e si apre concretamente al confronto con l’esperienza britannica, ma anche con quella degli altri 160 paesi che ne adottano il metodo.
Le certificazioni sono un lavoro di team all’interno della scuola, motivano i professori nonostante sia uno sforzo e un impegno maggiore per tutti. Nei fatti i moduli Cambridge che la scuola adotta divengono un volano motivazionale legato alla formazione sia degli insegnanti sia degli studenti.Molte delle scuole presenti hanno inoltre dichiarato che dopo aver adottato i moduli Cambridge sono migliorate nel tempo le performance dei propri alunni e l’istituto complessivamente è cresciuto nel punteggio invalsi rispetto agli anni precedenti.
Per le scuole statali si tratta di spese non esorbitanti, mai proibitive, e che nei fatti sono un ritorno sull’investimento per tutti, per l’Istituto che ha maggiore capacità attrattiva dovuta alla sua dinamicità e performance, per gli insegnanti che intraprendono un percorso di aggiornamento e confronto continuo delle proprie competenze e soprattutto per gli studenti che beneficiano di un’apertura e formazione che si fa più internazionale.Presente era anche Carmela Palumbo, Capo Dipartimento per il sistema educativo di istruzione e di formazione, MIUR, a conferma che l’Italia guarda con forte interesse all’assessment delle competenze globali dei nostri studenti ed a fianco alle scuole innovatrici che intraprendono percorsi di eccellenza riconosciuti anche a livello internazionale.

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Scuole italiane all’estero

Posted by fidest press agency su mercoledì, 26 febbraio 2020

Nel bando per le nuove prove di selezione del personale scolastico da destinare all’estero, per il giovane sindacato, vanno superati i troppi vincoli che non hanno consentito la formazione di graduatorie numericamente adeguate a durare sei anni, come prevede la legge Il MAECI ha iniziato il lavoro di definizione del contingente 2020/21. Tra le proposte che Anief ha fatto, contenute nella memoria depositata durante l’incontro dell’undici febbraio, c’è la richiesta di aumentare il numero dei posti di insegnante di sostegno, scorporandoli dai 674 posti di contingente previsti dal D.lgs 64/17 e di assegnare i posti di potenziamento alle scuole statali italiane. MAECI ha anche fornito i numeri sullo stato delle nomine per l’anno scolastico 2019/20, e informato che assieme al MIUR sta lavorando ai nuovi bandi delle prove di selezione per la destinazione all’estero del personale scolastico.I numeri sullo stato delle nomine mostrano in maniera plastica il fallimento del D.lgs 64/17.Dopo ben cinque mesi dall’inizio dell’anno scolastico, ha assunto servizio all’estero solo poco più del 60% del personale scolastico avente diritto. Questa situazione lede i diritti dei docenti alla nomina, il diritto allo studio degli studenti e rende fragile e pasticciata l’azione di promozione della nostra lingua e della nostra cultura all’estero. Dalla stessa informativa si ricava anche la conferma che alcune graduatorie dell’ultimo concorso per l’estero sono già esaurite o addirittura vacanti per mancanza di partecipanti alle prove per alcune classi di concorso. Sono graduatorie che nello spirito del D.lgs 64/17 dovevano restare in vigore per 6 anni e che invece, dopo pochi mesi dalla loro entrata in vigore, risultano già esaurite.Oggi Anief lancia l’allarme sulla gestione del sistema delle iniziative di promozione della nostra lingua e cultura e delle istituzioni scolastiche italiane all’estero e chiede che MIUR e MAECI approvino immediatamente i bandi di concorso per le nuove prove di selezione.Siamo infatti già in forte ritardo affinché le graduatorie per le nomine del 2020/21 siano pronte in tempo utile.
A tal proposito, il presidente dell’Anief, Marcello Pacifico, chiede a MIUR e MAECI di prendere atto del fallimento del sistema di selezione previsto dal precedente bando di selezione. È indispensabile, continua Pacifico, che con il nuovo bando si superino i troppi, inutili e ingiustificati vincoli che hanno limitato enormemente la partecipazione alle prove da parte dei docenti. Vincoli che non hanno consentito la formazione di graduatorie numericamente adeguate a durare sei anni, come prevede la legge, e che infatti si sono svuotate nel giro di pochi mesi. Senza il superamento delle troppe condizioni imposte nel precedente bando, avremo ancora graduatorie troppo corte o addirittura vacanti.

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Raccogliamo Valore: il concorso scolastico a premi

Posted by fidest press agency su mercoledì, 26 febbraio 2020

Quali sono e dove si buttano i Rifiuti di Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche? Cosa si ottiene dal loro riciclo? In che modo alcune buone pratiche contribuiscono all’economia circolare? Sono solo alcuni dei temi su cui il consorzio Ecolamp si propone di sensibilizzare il mondo della scuola, promuovendo il concorso scolastico a premi Raccogliamo Valore. L’iniziativa è destinata alle scuole elementari, medie e superiori, la partecipazione è gratuita e mette in palio buoni per l’acquisto di materiali scolastici del valore di 2.700 euro.
Il concorso nasce dal desiderio di coinvolgere e sensibilizzare gli studenti – dai più giovani delle scuole primarie fino ai ragazzi delle secondarie di II grado – sugli effetti positivi che ciascuno di noi può produrre, in termini di sostenibilità e salvaguardia dell’ambiente, attraverso piccoli gesti quotidiani. Si tratta di mettere in pratica una corretta raccolta differenziata di prodotti d’uso comune come smartphone, giochi elettronici, lampadine, elettrodomestici e tanti altri apparecchi elettrici ed elettronici, che a fine vita diventano, appunto, dei RAEE. Gettare questo tipo di rifiuti nei corretti luoghi di conferimento, come le isole ecologiche comunali o i negozi che vendono elettronica, consente a soggetti come Ecolamp, consorzio senza scopo di lucro specializzato nello smaltimento dei RAEE, di gestirne il corretto trattamento, per il recupero di quantità importanti di materie prime e lo smaltimento in sicurezza delle sostanze inquinanti. Partecipare al concorso è facile e gratuito: alle classi è richiesto di realizzare uno o più elaborati, sotto forma di video o di racconto (in formato pdf), composto da immagini e testo, secondo la tecnica dello storytelling. I contenuti dovranno riguardare la raccolta differenziata e il suo impatto sull’ambiente, il riciclo, con un particolare riferimento ai RAEE. L’obiettivo è mettersi in gioco con fantasia e creatività per trasmettere un messaggio ai propri coetanei o anche al mondo degli adulti. Il tutto andrà poi caricato nella sezione dedicata al concorso Ecolamp sulla piattaforma online EducazioneDigitale entro il 30 aprile 2020.
E se si è in dubbio su come impostare il lavoro, sempre su Educazione Digitale, sono disponibili quattro guide per supportare i partecipanti passo dopo passo nell’elaborazione della storia, suggerendo le tecniche e gli strumenti per la registrazione audio e video, fornendo consigli sul montaggio e indicazioni in tema di copyright. Inoltre, per gli insegnanti che desiderino approfondire in classe le tematiche legate al riciclo dei RAEE, Ecolamp ha messo disposizione sulla piattaforma online un percorso didattico con materiali multimediali differenziati in base all’età (8-12 anni e 13-18 anni).I lavori in concorso, una volta caricati nella sezione Raccogliamo Valore saranno visibili in una gallery che potrà essere condivisa via social, per ottenere punti utili alla vittoria. I criteri di valutazione degli elaborati, infatti, si baseranno sulla qualità e coerenza del contenuto e della forma, ma terranno anche conto dei like ottenuti tramite la condivisione sui social. I primi tre vincitori per ogni categoria, valutati da una giuria interna a Ecolamp e a Educazione Digitale, riceveranno buoni per l’acquisto di materiale scolastico. Raccogliamo Valore premia anche gli insegnanti più attivi e propositivi, che potranno diventare Ambassador del progetto e avranno così la possibilità di vincere un premio hi-tech.

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Sharp annuncia la sponsorizzazione del GRT Yamaha WorldSBK Junior Team

Posted by fidest press agency su mercoledì, 26 febbraio 2020

Sharp, azienda tecnologica leader a livello mondiale, annuncia la collaborazione con il GRT Yamaha WorldSBK Junior Team per la stagione 2020 del Campionato Mondiale Superbike.Sharp supporta ora il GRT Yamaha Team con tecnologie e prodotti innovativi, ponendo così le basi per la cooperazione con uno dei team di maggior successo nel mondo delle corse motociclistiche. Sharp sarà partner tecnico per il team supportato da Yamaha come parte della Superbike World Championship 2020 e il suo logo sarà posizionato sulla moto YZF-R1 del team.La partnership tra Sharp e il GRT Yamaha WorldSBK Junior Team riunisce due marchi leader in Giappone. Dal 1912, Sharp è considerata sviluppatrice e driver di tecnologie innovative, ponendo grande enfasi su precisione e prestazioni. La performance è stata inoltre la chiave per il successo del team GRT Yamaha sin da quando è stato fondato. Il team si è assicurato l’ambita triple crown nel 2017, vincendo la FIM Supersport World Championship insieme ai titoli Team e Manufacturer.Nel 2020, la squadra GRT Yamaha parteciperà alla sua seconda stagione nella FIM Superbike World Championship, la gara di punta per le moto di produzione. Il team schiererà due giovani talenti, l’italiano Federico Caricasulo e l’americano Garrett Gerloff, entrambi piloti che hanno già dato prova di velocità e consistenza durante i test pre-stagionali. “Le corse si basano sulla performance e siamo lieti di dare il benvenuto a bordo ad un partner come Sharp, la cui ricerca dell’eccellenza corrisponde a quella del GRT Yamaha Team”, ha dichiarato Filippo Conti, Team Manager del GRT Yamaha WorldSBK Junior Team. “Credo questa partnership avrà una forza particolare: Sharp fornisce la tecnologia all’avanguardia di cui abbiamo bisogno per gareggiare con successo in quello che è un campionato sempre più competitivo”.Nell’ambito della Superbike World Championship, Sharp sarà rappresentata in tredici gare in Europa e all’estero. L’azienda sta quindi potenziando la presenza del brand e facendo un ulteriore passo nella direzione della sua espansione. “Sharp vuole incrementare la sua presenza in Europa e portare il brand all’attenzione dei consumatori. La collaborazione con uno dei team di corse motociclistiche di maggior successo offre un’opportunità unica per rendere nuovamente visibile il marchio”, afferma Kai Thielen, Direttore Marketing Europa. “Non vediamo l’ora di lavorare insieme per iniziare una stagione agonistica di successo nel 2020”. http://www.sharpconsumer.eu

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Turismo, le proposte di Roma, Napoli, Firenze, Bologna, Milano su turismo sostenibile e affitti brevi

Posted by fidest press agency su mercoledì, 26 febbraio 2020

Gli Assessori al Turismo di cinque tra le grandi destinazioni turistiche italiane si sono incontrati a Napoli per affrontare insieme l’annosa questione che riguarda i cosiddetti affitti brevi e condividere una proposta da sottoporre al Ministro Franceschini, che, di recente, ha annunciato di voler portare al consiglio dei Ministri una proposta di legge sul medesimo tema.Si è focalizzata l’attenzione sul problema della regolamentazione dei flussi turistici e l’elevata concentrazione di turisti in determinati territori, che, quando non sono ben orientati, possono creare ricadute negative con sovraffollamento e spopolamento dei centri storici e conseguente aumento del costo della vita per la popolazione, oltre ad una oggettiva trasfigurazione dell’identità storica e del patrimonio relazionale, umano e sociale dei luoghi.Tre sono i punti che gli assessori Cafarotti (Roma), de Majo (Napoli), del Re (Firenze), Guaineri (Milano) e Lepore (Bologna) hanno individuato come prioritari e intendono sottoporre al ministro Franceschini raccolti in un documento:
la necessità di distinguere nettamente tra attività imprenditoriale e non imprenditoriale, sotto diverse dimensioni di osservazione (numeri immobili, volume d’affari, pernottamenti venduti, contratti stipulati) che possano fungere da efficace discrimine;
la possibilità alle Amministrazioni Locali di introdurre una nuova destinazione d’uso “residenziale/ricettiva” che consenta ai Comuni la possibilità di pianificare a livello urbanistico la presenza di tutte le attività ricettive extra-alberghiere sul territorio secondo la pianificazione urbanistica del territorio, e con la facoltà di determinare la durata della locazione. Tale necessità risulta particolarmente legata alle differenze profondissime che intercorrono tra le singole città, alcune caratterizzate da una vocazione turistica relativamente “giovane” ed altre che già da tempo possono definirsi in overtourism;
l’applicazione della normativa unica nazionale al fine far diventare operativo ed efficace il CIR (Codice Identificativo di Riferimento), uniformandolo su tutto il territorio e rendendolo strumento efficace per le Amministrazioni locali per mantenere un controllo serrato anche sul mercato delle locazioni proposte tramite piattaforma. In questa direzione sarebbe anche utile riuscire a determinare quali e quante informazioni debbano essere fornite dalle piattaforme online ai singoli Enti Locali, e dunque in forma aggregata al Governo centrale, accedendo a viste specifiche sui dati, almeno quantitativi, di prenotazioni e pernottamenti.
· Gli Assessori esprimono soddisfazione per la collaborazione avviata e auspicano un incontro a breve con il ministro Franceschini per approfondire ed esplicitare la loro proposte. Secondo gli Assessori, questo metodo di lavoro può rappresentare una buona pratica per contribuire allo sviluppo del turismo sostenibile, durevole e di qualità per il Paese.
A firmare il documento, Carlo Cafarotti Assessore allo Sviluppo Economico, Turismo e Lavoro di Roma Capitale, Eleonora de Majo, Assessora alla Cultura e al Turismo del Comune di Napoli, Cecilia del Re, Assessora all’Urbanistica, ambiente, agricoltura urbana, turismo, fiere e congressi, innovazione tecnologica, sistemi informativi del Comune di Firenze, Roberta Guaineri, Assessora a Turismo, Sport e Qualità della vita del Comune di Milano, Matteo Lepore, Assessore al Turismo e promozione della città, Cultura e Progetto nuove centralità culturali nelle periferie, Agenda digitale, Immaginazione civica del Comune di Bologna.

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Obbligazioni cinesi onshore: sempre più popolari

Posted by fidest press agency su mercoledì, 26 febbraio 2020

A cura di Cary Yeung, Head of Greater China Debt di Pictet Asset Management. Nonostante la turbolenza scatenata dal coronavirus, un segmento del mercato finanziario cinese si è mostrato sorprendentemente resiliente: il debito in valuta locale.
Questo perché a breve, per la prima volta in assoluto, le obbligazioni cinesi onshore denominate in renminbi (RMB) saranno inserite nell’indice obbligazionario di punta per i mercati emergenti di JP Morgan.Si tratta di un traguardo importante, sia per la Cina, che per gli investitori di tutto il mondo.Per le autorità di Pechino, si tratta di un marchio d’approvazione per il loro sforzo nel liberalizzare il mercato finanziario nazionale e integrarlo nel sistema finanziario internazionale.L’inserimento delle obbligazioni denominate in renminbi nell’indice obbligazionario globale più utilizzato trasformerà questa classe di attivi in un investimento strategico.Per gli investitori, si spalanca un nuovo mondo – in cui il renminbi è destinato a diventare una valuta d’investimento globale. Nel giro di pochi mesi, il mercato obbligazionario onshore cinese, che vale 13.000 miliardi di dollari, svolgerà un ruolo ben più importante all’interno dei portafogli obbligazionari.
La quota di obbligazioni cinesi in mano agli investitori esteri era già in crescita in previsione delle variazioni apportate all’indice, che secondo il Fondo Monetario Internazionale dovrebbero tradursi in afflussi di capitale fino a 7.400 miliardi di RMB.Gli investitori esteri, infatti, hanno aumentato la propria esposizione alle obbligazioni denominate in RMB fino a 2.200 miliardi di RMB a settembre 2019, dai 700 miliardi di RMB di metà 2017. Le banche centrali estere e i fondi sovrani costituiscono la porzione maggiore, con il 58% del totale, mentre i gestori patrimoniali e le banche commerciali ne detengono attualmente il 20%.Grazie agli acquisti delle banche centrali, il renminbi è adesso la quinta più importante valuta di riserva al mondo, e costituisce poco meno del 2% delle riserve valutarie complessive. Se questa quota dovesse raddoppiare, comporterebbe ulteriori 1.500 miliardi di RMB in investimenti obbligazionari in questa valuta, secondo il FMI. Secondo gli economisti di Pictet Asset Management, non ci vorrà molto prima che la quota di riserve internazionali in RMB superi quella della sterlina britannica.Gli afflussi dagli investitori privati aumenteranno rapidamente, man mano che altri fornitori di indici seguiranno le orme di JPMorgan e inseriranno la classe di attivi negli indici di riferimento obbligazionari.L’inserimento negli indici pone in evidenza anche gli aspetti positivi di questa classe di attivi, in un’epoca in cui un importante volume di obbligazioni delle economie sviluppate e di alcuni Paesi emergenti presenta rendimenti negativi.Il rendimento delle obbligazioni di Stato cinesi a cinque anni si attesta al 2,8%, rispetto all’1,4% per i Treasury USA, al -0,1% per le obbligazioni di Stato giapponesi e al -0,6% per i Bund tedeschi con stessa scadenza.Il rendimento non è il loro unico punto forte. Offrono anche benefici di diversificazione. I rendimenti delle obbligazioni in RMB, infatti, non presentano una forte correlazione con nessuna delle principali classi di attivi, obbligazionarie o azionarie. La correlazione tra le performance delle obbligazioni in RMB e quelle delle azioni e obbligazioni statunitensi ed europee è inferiore allo 0,3.Considerato anche il potenziale apprezzamento della valuta nel lungo termine, gli investitori faranno fatica a ignorare a lungo questo mercato. Gli asset manager stanno già diventando una significativa fonte di flussi d’investimento nel mercato obbligazionario in RMB. Nei primi otto mesi del 2019, hanno superato gli investitori del settore pubblico per diventare i maggiori compratori esteri netti di obbligazioni onshore cinesi, con una quota del 51% degli acquisti netti di obbligazioni – pari a 110 miliardi di RMB in termini nominali.Dal suo lancio nel 2017, per gli stranieri l’accesso al mercato è reso più facile dal programma “Bond Connect”, che ha consentito agli investitori non cinesi di effettuare le operazioni a Hong Kong senza possedere un conto onshore. Il volume di scambi del programma è aumentato di quasi il 200% nel 2019, attestandosi a 2.600 miliardi di RMB.I responsabili della politica sono interessati ad attrarre fondi esteri per accelerare lo sviluppo del settore nazionale della gestione patrimoniale.Si tratta di una priorità per la Cina, in quanto il rapido invecchiamento della popolazione richiede un sistema pensionistico sostenibile. Si prevede che negli anni che ci separano dal 2028, il settore della gestione patrimoniale – società finanziarie, compagnie assicurative e fiduciarie – possa triplicare fino a 47.300 miliardi di RMB, considerato anche che Pechino ha deciso di eliminare tutte le restrizioni alla proprietà estera nel corso dell’anno.Ciò dovrebbe anche contribuire ad allargare l’attuale base degli investitori istituzionali domestici, al momento dominata dalle banche commerciali.

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Occupazioni sempre più qualificate

Posted by fidest press agency su mercoledì, 26 febbraio 2020

Il mondo del lavoro cambia costantemente e le aspettative nei confronti dei futuri lavoratori aumentano verso occupazioni sempre più qualificate con adeguate competenze tecniche e tecnologiche. Ecco perché l’ITS rappresenta la risposta, un canale formativo avanzato. Con lo scopo di animare e preservare il dialogo instaurato tra il sistema formativo ed il tessuto produttivo locale, nazionale ed internazionale, l’ITS intende offrire alle imprese del comparto Chimico, Farmaceutico ed Alimentare un adeguato numero di Professionisti dotati di Competenze Tecniche e Qualificati a livello Superiore. Infatti l’integrazione fra istruzione, formazione e lavoro sono i principi sui quali si fonda l’ITS. L’obiettivo primario resta infatti quello di favorire Processi di Innovazione e Trasferimento di Tecnologie per offrire al tessuto produttivo risposte puntuali, chiare ed efficaci. Uno dei compiti della formazione in ITS consiste nel preparare gli studenti ad affrontare un mondo e un mercato del lavoro in continua evoluzione grazie ad una apertura da parte delle aziende aperte ad ospitare per periodi di stage curriculari agli studenti iscritti ai percorsi. Questo permette loro di immergersi nell’aspetto più pratico del lavoro mettendosi alla prova le proprie capacità, apprendendo inoltre importanti competenze chiave come lo spirito di gruppo, la capacità organizzativa, l’affidabilità ma soprattutto le competenze specifiche.
Il percorso post-diploma di “Tecnico per il Controllo delle Produzioni Chimiche, Farmaceutiche ed Alimentari” che ha avuto inizio nell’ottobre scorso vede gli allievi frequentanti terminare il loro primo momento di formazione in aula per avvicinarsi al loro primo periodo di stage curriculare.
Per questo motivo data la valenza strategia per l’economia e per lo sviluppo del territorio locale dell’industria farmaceutica nel Lazio, il 3 marzo presso l’Istituto Tecnico Superiore Bio Campus di Latina le aziende del territorio del comparto chimico e farmaceutico ed alimentare incontreranno gli studenti del corso “Tecnico per il Controllo delle Produzioni Chimiche, Farmaceutiche ed Alimentari” dove gli allievi “candidati” verranno colloquiati per fare in modo che il loro periodo formativo on the job sia in linea con le competenze richieste dal mercato del lavoro.
Il percorso di formazione è stato progettato proprio per rispondere all’esigenza di formare una figura altamente specializzata risultato di un’attenta analisi del contesto territoriale locale, dalle prospettive di sviluppo del settore di riferimento, soprattutto in termini di crescita dei livelli delle produzioni, di un Sistema Produttivo Chimico Farmaceutico ben presente e radicato nel Lazio.

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Il mondo retail può ridurre l’impatto ambientale con la tecnologia inkjet

Posted by fidest press agency su mercoledì, 26 febbraio 2020

Dati recenti suggeriscono che il semplice passaggio da una tecnologia di stampa a un’alternativa più moderna potrebbe sbloccare risorse preziose nel settore retail: la tecnologia Epson a getto di inchiostro può offrire ogni anno un potenziale risparmio di consumi energetici nel retail europeo di 246 milioni di chilowattora, un taglio dei costi pari a 29 milioni di euro, una riduzione delle emissioni di CO2 equivalente a 87milioni di kg e, soprattutto, una diminuzione dei rifiuti di stampa. “In Italia – afferma Flavio Attramini, Head of Business Sales di Epson Italia – la situazione nel mercato retail è altrettanto favorevole: il potenziale risparmio dei consumi energetici sarebbe di 38 milioni di kWh, la riduzione dei costi di 5,4 milioni di euro e la riduzione delle emissioni di CO2 di 12,3 milioni di Kg.
Secondo i dati IDC2, negli ultimi quattro anni le stampanti business inkjet Epson hanno ottenuto un aumento della quota di mercato del 56%, posizionando l’azienda con una quota di mercato totale del 29% in Europa occidentale.Se il trend continua, il risparmio potenziale di CO2 ottenibile qualora tutte le aziende europee del retail passassero alla tecnologia inkjet Epson per l’ufficio sarebbe pari ogni anno alla rimozione di quasi 20.000 furgoni per le consegne3. Inoltre, c’è un potenziale risparmio di 29 milioni di euro che potrebbero essere reinvestiti per supportare altre aree e necessità aziendali. Oggi queste convincenti statistiche spingono la diffusione della tecnologia inkjet. Phil Sargeant di IDC, società di analisi del mercato, afferma: “Negli ultimi anni abbiamo assistito alla crescita della tecnologia inkjet per l’ufficio da parte di produttori quali Epson e HP e, in misura minore, Canon e Brother. La penetrazione delle stampanti inkjet è in aumento di quasi il 2% all’anno e la stampa inkjet è diventata una tendenza dominante: oggi un dispositivo su tre venduto in un ufficio è una stampante a getto d’inchiostro e inoltre, se guardiamo ad alcuni mercati in Europa, la penetrazione arriva al 40%”.Le opportunità offerte da questo passaggio tecnologico riguardano molte altre organizzazioni. Secondo i responsabili IT di recente intervistati da Epson, le necessità di investire in nuove tecnologie (58%), ridurre i costi (51%) e investire in nuovi talenti (42%) sono state citate come le tre principali pressioni aziendali degli ultimi due anni4. Il 38% ha dichiarato di essere sottoposto a una notevole pressione per migliorare le prestazioni CSR, mentre le rigide restrizioni di budget hanno impedito al 37% di assumere nuovo personale.

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Erica Picotti giovanissima star della musica alla IUC

Posted by fidest press agency su mercoledì, 26 febbraio 2020

Roma sabato 29 febbraio 2020 alle 17.30 debutta all’Aula Magna dell’Università “Sapienza” di Roma (piazzale Aldo Moro 5) per la stagione della IUC – Istituzione Universitaria dei Concerti.
Nata a Roma nel 1999, Erica ha già all’attivo un importante debutto discografico per l’etichetta Warner Classics e concerti in Europa, America e Asia, in sale da concerto prestigiose come Konzerthaus di Berlino e Carnegie Hall di New York. Diplomatasi giovanissima al conservatorio romano, si è poi perfezionata presso l’Accademia W. Stauffer di Cremona e l’Accademia Chigiana di Siena e in Svizzera e Germania. Ha vinto una lunga serie di premi in concorsi internazionali e recentemente è stata nominata “Young Artist of The Year” dalla giuria dell’International Classical Music Award 2020. Già a tredici anni suonava a Montecitorio con Mario Brunello e in seguito ha collaborato con altri celebri musicisti come Gidon Kremer, Salvatore Accardo, Louis Lortie, Andrea Lucchesini, Robert McDuffie e Sir András Schiff. È stata recentemente nominata “Young Artist of The Year” dalla giuria degli International Classical Music Award 2020 con la seguente motivazione: “Erica Piccotti è già, a soli 20 anni, uno straordinario talento del violoncello. Il suo suono caldo e vellutato, unito ad una sorprendente abilità tecnica, permettono alla sua naturale sensibilità musicale di fluire con grazia e spontaneità. Ascoltando Erica è facile lasciarsi andare a confronti con i grandi violoncellisti del passato, poiché la sua maturità artistica è molto superiore alla sua giovane età”.Erica Piccotti suona abitualmente in duo con il pianista israeliano di origini lituane Itmar Golan, che da oltre due decenni collabora con alcuni dei musicisti più noti dei nostri giorni, come i violinisti Vadim Repin, Maxim Vengerov, Julian Rachlin e Shlomo Mintz e il violoncellista Mischa Maisky. È molto stimato anche come docente della Manhattan School of Music e ora del Conservatorio di Parigi.Il programma del concerto ricalca il loro cd uscito nel 2019 e così recensito dalla rivista Amadeus: “La giovane violoncellista manifesta non solo una padronanza tecnica ed espressiva ma anche una maturità interpretativa di assoluto rilievo”. Il primo brano, la Sonata in la maggiore di César Franck, è sicuramente uno dei capolavori della musica da camera dell’Ottocento e l’opera più nota ed amata del compositore franco-belga. Fu scritta in origine per violino e pianoforte e poi – anche per il successo che incontrò fin dall’inizio – venne trascritta anche per violoncello e per flauto.La Sonata in do maggiore op. 119 di Sergei Prokof’ev è il solo lavoro compiuto di una felice collaborazione iniziata dal compositore, giunto al culmine della fama e prossimo alla propria fine dei suoi giorni, con l’allora giovane violoncellista Mstislav Rostropovič. La Sonata fu composta espressamente per Rostropovič, che allora cominciava a far parlare di sé nel mondo musicale: eseguita per la prima volta a Mosca nel 1950 dal dedicatario con l’autore al pianoforte, uscì ben presto dai confini sovietici ed entrò nel repertorio dei maggiori violoncellisti. In conclusione la Suite Italienne n. 1 di Igor Stravinskij, che l’autore ricavò da alcuni pezzi del proprio balletto Pulcinella del 1920, a sua volta ispirato a musiche di Pergolesi e di altri compositri italiani del Settecento; come per la Sonata di Prokof’ev, anche in questo alla stesura della parte del violoncello collaborò un grande virtuoso di questo strumento, Gregor Piatigorskij.

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Polizze, non tutta la Brexit viene per nuocere: il recesso senza penali

Posted by fidest press agency su mercoledì, 26 febbraio 2020

Sono circa dieci milioni, per l’esattezza 9,7, gli italiani in possesso di una polizza emessa da una delle 53 compagnie con sede legale nel Regno Unito operanti in Italia, di cui appena sei nel ramo vita e le restanti nel ramo danni, per una raccolta annua di circa 1,7 miliardi di euro. Dati dell’Ivass, Authority del settore, che lo scorso anno ha dedicato uno studio agli effetti della Brexit nel comparto. Brexit che, sebbene ancora in alto mare riguardo i metodi, è avvenuta lo scorso 1 febbraio. Da quel giorno le imprese britanniche sono a tutti gli effetti considerate imprese non comunitarie, la loro licenza è decaduta e per continuare a svolgere l’attività assicurativa in Italia hanno dovuto costituire una sede stabile nell’Unione Europea e ottenere la relativa autorizzazione. E’ stata prevista un’apposita norma per consentire alle società in via transitoria di proseguire l’attività fino all’ottenimento delle nuove licenze. Nessun timore per gli assicurati, poiché i contratti in essere continueranno ad essere validi fino alla scadenza e senza modifica alcuna alle condizioni. Non occorre quindi sottoscrivere nuovi contratti, né tanto meno estinguere quelli esistenti. Particolare attenzione dovrà porre chi possiede polizze di investimento all’estero, dato che dalla dichiarazione dei redditi 2021 i proventi saranno considerati di origine non Comunitaria, come lo saranno le stesse polizze anche ai fini della compilazione del Modello RW.A proposito di licenze comunitarie, molte compagnie stanno aggirando l’ostacolo cedendo i contratti ad una società del gruppo residente in un Paese dell’Unione, specie Lussemburgo e Paesi Bassi.La cessione dei contratti è sottoposta al vaglio di un Tribunale inglese chiamato a pronunciarsi su eventuali opposizioni, e diviene definitiva dopo l’omologazione.I termini e le condizioni contrattuali continuano ad essere validi fino alla scadenza e senza modifica alcuna alle condizioni, ma vi è un particolare aspetto che viene incontro ai tanti sottoscrittori “incastrati” nei prodotti. La normativa prevede infatti che, dopo l’approvazione del trasferimento tramite il Bollettino di vigilanza Ivass, la compagnia invii al cliente una raccomandata per avvisarlo della facoltà di recedere senza penalizzazioni entro 60 giorni dalla pubblicazione. Per i tanti sottoscrittori di polizze con contenuto di investimento, si tratta di un’occasione per uscire dal prodotto senza sostenere le penali, che spesso sono molto elevate. Da notare che si riceve non il capitale investito, bensì il controvalore corrente senza appunto l’applicazione di penali. Importo che può essere investito in maniera più efficiente. (Anna D’Antuono, legale, consulente Aduc)

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Tra arte e impresa innovativa, al via il nuovo progetto europeo ETI

Posted by fidest press agency su mercoledì, 26 febbraio 2020

Consapevole dell’importanza di aprire le proprie porte a nuovi pubblici, di favorire maggiori e diversificate relazioni con i visitatori, di sviluppare nella comunità un senso di appartenenza e partecipazione, di coinvolgere i cittadini nella creazione di contenuti espressivi e creativi, in linea con le sfide del XXI secolo, la Fondazione Bottari Lattes chiama a raccolta artisti che con la freschezza delle proprie idee sappiano indicare la strada verso nuovo modi di fruire l’arte e la cultura e attirare l’attenzione di nuovi spettatori, visitatori, lettori.
La Fondazione Bottari Lattes partecipa, infatti, al nuovo progetto europeo ETI (Expérimenter une Transformation Institutionnelle – Sperimentare una Trasformazione Istituzionale), che intende affrontare una sfida non procrastinabile per fare cultura nel nuovo millennio, seguendo le linee dell’audience engagement: la sfida di immaginare un’istituzione culturale sensibile alle trasformazioni della società e dell’arte, capace di guardare a innovative pratiche sociali e artistiche, che sappia aprire i propri spazi a un pubblico più ampio e nuovo rispetto a quello di riferimento. Il progetto ETI intende andare alla scoperta e far emegere azioni finora poco esplorate, capaci di favorire l’accesso libero ed egualitario all’arte e cultura a pubblci inconsueti, creare comunità attorno alla cultura e ridurre la frattura istituzionale tra l’arte e la società. Per affrontare queste sfide il progetto ETI si appella agli artisti, alla loro capacità visionaria di intercettare nuove tendenze, bisogni, direzioni e quindi alla loro forza creativa nell’immaginare innovative modalità di fruizioni dei prodotti culturali. Il tutto per avvicinare all’arte, alla letteratura, alla musica e a ogni esperienza culturale anche il pubblico meno interessato.Oltre alla Fondazione Bottari Lattes, unico partner italiano inserito nel progetto ETI, le altre tre realtà europee sono: l’ente ideatore e capofila Ecole Nationale d’Art di Parigi (Francia; http://www.enda.fr); Idensitat di Barcellona (Spagna; https://www.idensitat.net), Minitremu di Târgu Mureș (Romania; http://www.facebook.com/Minitremu). I partner accoglieranno gli artisti selezionati, che potranno mettere in campo una programmazione innovativa, che he fornisca all’istituzione le coordinate utili per trasformarsi in sintonia con il mondo del 21° secolo.Il bando del progetto ETI si rivolge ad artisti di ogni forma espressiva (arte figurativa, musica, scrittura, video arte, ecc.), a cui si chiede di proporre un progetto di riformulazione istituzionale che sperimenti l’accesso alla Fondazione Bottari Lattes da parte di nuovi pubblici.Il carattere innovativo del progetto risiede soprattutto nel coinvolgomento di privati e imprese. Per esprimere la propria candidatura l’artista, infatti, deve affiancarsi a un partner privato (persona fisica o giuridica) che sia espressione di competenze specifiche, radicato in un territorio, impegnato nello sviluppo economico e sociale. Dalla viticoltura al tessile, dall’agroalimentare all’artigianato, dall’ecologia al digitale, l’artista potrà scegliere tra diversi comparti, facendo perno sulle specificità del settore economico preso in considerazione. Non dovrà creare un’opera unica dalla classica fruizione attraverso il modello della mostra, ma dovrà ideare progetti, metodi, attività innovative che possano essere mobilitati o riutilizzati sulla stregua di un format culturale. Questa sperimentazione permetterà di combinare i modelli tradizionali con modelli operativi, economici, di visibilità e di accessibilità, favorendo così nuove vie di sviluppo dei pubblici di riferimento.Le candidature dovranno pervenire entro il 5 aprile 2020, compilando il form online: http://eti-europe.eu/it/candidatura.La selezione sarà effettuata dei quattro enti partner del Progetto ETI. Per l’artista vincitore sono previsti un contributo alla realizzazione del progetto per un massimo di 2.000 euro e la copertura delle spese di viaggio e di ospitalità. L’artista potrà sentirsi libero di ricercare in proprio cofinanziamenti per la realizzazione del suo progetto.Gli artisti selezionati parteciperanno a un insieme di azioni per una durata di due anni con un primo incontro a maggio 2020 (data da confermare) e una programmazione locale (date in funzione del Paese). Il progetto ETI si concluderà con un forum organizzato a Parigi a settembre 2021, in cui saranno presentate le sperimentazioni condotte nel corso dei due. Sarà l’occasione di proporre a livello europeo un’istanza di consultazione comune, che consenta di accompagnare le istituzioni dell’arte e della cultura nel lavoro di trasformazione dei loro modelli.

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Emergenza fertilità

Posted by fidest press agency su mercoledì, 26 febbraio 2020

L’emergenza globale della salute riproduttiva maschile urge misure immediate e drastiche, affinché la fertilità degli uomini possa essere ripristinata a valori sostenibili per il futuro degli esseri umani.La crisi in atto nelle riproduzione umana è dovuta al declino globale della presenza degli spermatozoi nel liquido seminale e dall’aumento delle anomalie del sistema riproduttivo maschile, come il criptorchidismo, i tumori delle cellule germinali e l’inizio della pubertà. L’infertilità del fattore maschile si verifica nel 40% delle coppie con infertilità, e i dati dimostrano un’associazione tra infertilità maschile e salute generale. Condizioni di salute significative associate comprendono diabete mellito, disturbi metabolici e malattie cardiovascolari. Alla complessità si aggiunge che gli uomini in genere non cercano assistenza sanitaria a meno che non vi sia un bisogno medico acuto o, come nel caso della coppia sterile, il maschio si rivolga per una valutazione della sua fertilità e per l’esecuzione di uno spermiogramma. E ben il 25% dei maschi potenzialmente infertili non si rivolge ad un andrologo di fiducia.“Le coppie utilizzano sempre più la fecondazione in vitro a età più avanzata e l’età paterna avanzata è associata ad un aumentato rischio di esiti perinatali avversi sia per la prole che per la madre, con mortalità infantile precoce, cancro e problemi di salute mentale” spiega il Prof. Andrea Militello, urologo andrologo docente presso l’ Università Federiciana di Cosenza.Oltre all’età, i fattori dello stile di vita paterno, come l’obesità e il fumo, influiscono non solo sulla fertilità maschile ma anche sul benessere della prole.Lo scopo della ricerca in questo campo è quello di mettere in luce i dati emergenti e relativi alla salute riproduttiva maschile, le relazioni tra la salute riproduttiva e somatica maschile e le condizioni ereditarie che il padre può passare alla prole.”È necessario studiare e mettere a punto una strategica tabella di marcia con l’obiettivo di accrescere la consapevolezza degli uomini e della società su quanto sopra menzionato, la partecipazione degli uomini alla ricerca sanitaria e la promozione di rafforzare le politiche e le agenzie di finanziamento per sostenere una maggiore e più efficace ricerca sulla biologia riproduttiva maschile” conclude Il Prof. Andrea Militello.

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Coronavirus e “sciacallaggi”

Posted by fidest press agency su mercoledì, 26 febbraio 2020

“Stiamo vagliando l’ipotesi di adottare norme per contenere i prezzi di disinfettanti e mascherine, per evitare aumenti ingiustificati. Proprio ieri ne abbiamo parlato con il Ministro, con cui siamo praticamente in riunione permanente. La Guardia di Finanza, già ieri, ha comunque avviato controlli su questi rincari anomali. E questa è la cosa più impattante”. Lo ha detto il Vice Ministro dell’Economia e delle Finanze, Laura Castelli, rispondendo ad una domanda nel corso della trasmissione Radio Anch’Io su Radio 1 RAI.

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