Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 250

Archive for 27 febbraio 2020

Squadre tecniche al lavoro per riaprire la linea ad alta velocità Milano

Posted by fidest press agency su giovedì, 27 febbraio 2020

Il cronoprogramma lo prevede per lunedì 2 marzo. È questa la previsione effettuata dai tecnici di Rete Ferroviaria Italiana, dopo il dissequestro delle diversi componenti dell’infrastruttura da parte delle Autorità, a valle dell’incidente del 6 febbraio 2020.Compatibilmente con le disposizioni degli inquirenti, sono già stati svolti nei giorni scorsi alcuni interventi accessori. Dopo il dissequestro, i tecnici hanno potuto controllare lo stato dell’infrastruttura, stilare un cronoprogramma dettagliato ed entrare nel vivo dei lavori.Gli interventi riguardano lavori su circa 3 km di linea e verifiche su un totale di circa 40 km di infrastruttura ferroviaria, in particolare binari, scambi, traversine, massicciata, pali per la tensione elettrica ed apparati di sicurezza.Nelle attività di cantiere sono impegnati complessivamente oltre 100 fra ingegneri, tecnici e operai di Rete Ferroviaria Italiana e delle ditte appaltatrici. Le lavorazioni sono svolte senza soluzione di continuità nelle 24 ore e interessano entrambi i binari, per tre chilometri di linea ferroviaria. La scelta di riattivare la circolazione su entrambi i binari alla fine dei lavori permette un notevole risparmio in termini di giornate complessive di intervento.

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Necessario una modifica di prenotazione di voli e hotel per evitare penali

Posted by fidest press agency su giovedì, 27 febbraio 2020

L’emergenza coronavirus si sta ripercuotendo in misura rilevante sulla nostra vita quotidiana, soprattutto in seguito ai casi di infezione rilevati in alcune regioni italiane. Oltre a gravi e immediate conseguenze sulla salute pubblica, si stanno verificando importanti contraccolpi nel settore turistico, anche perché molte persone stanno esprimendo la necessità di annullare o modificare prenotazioni alberghiere e/o biglietti aerei e ferroviari proprio in seguito agli ultimi aggiornamenti sulla questione. A ciò si aggiungono, in seguito al crollo delle prenotazioni, effetti economici negativi nell’intero comparto turistico.Inoltre molti Paesi stanno adottando misure straordinarie di contenimento, negando o condizionando l’accesso ai viaggiatori provenienti dai luoghi in cui siano stati accertati casi conclamati di infezione, Italia compresa.Considerando l’eccezionalità della situazione e l’elevato numero di utenti coinvolti, Federconsumatori ha trasmesso una comunicazione al Ministro Dario Franceschini richiedendo l’adozione di misure straordinarie dirette a tour operator, agenzie di viaggi, compagnie aeree, strutture alberghiere e altri operatori del settore, in modo che i soggetti in questione consentano, la modifica senza penali delle prenotazioni effettuate. L’attuazione di provvedimenti in questo senso appare sempre più urgente, oltretutto a fronte dei numerosissimi cittadini che ci segnalano di aver contattato le strutture di riferimento chiedendo la modifica della prenotazione (es. con lo spostamento del periodo di soggiorno ed il riconoscimento di un voucher per gli importi pagati), ricevendo tuttavia esclusivamente riscontri negativi.La nostra Associazione ha inoltre sottolineato la necessità di un incontro, al fine di illustrare al Ministro le principali criticità e di concordare insieme le misure da adottare. Parallelamente, stiamo procedendo ad inoltrare una richiesta specifica a Trenitalia e Italo perché consentano la modifica dei biglietti per le destinazioni situate nelle cosiddette “zone gialle” o, in alternativa, l’emissione di un voucher sostitutivo dei titoli di viaggio acquistati.I cittadini non possono essere lasciati nell’indeterminatezza, in una situazione tanto eccezionale e critica le decisioni in materia di rimborsi e modifiche delle prenotazioni non possono essere rimesse alla ordinarietà dei comportamenti o alla discrezionalità degli operatori. È quindi necessario con la massima urgenza un intervento istituzionale.

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Tour “Colore di donna. La forza di una nuova rinascita”

Posted by fidest press agency su giovedì, 27 febbraio 2020

Roma venerdì 28 febbraio alle ore 18.30 presso la storica galleria d’arte “Il mondo dell’arte” in via dei Castani 191 si terrà la seconda presentazione del tour della nuova silloge “Colore di donna.La forza di una nuova rinascita” della scrittrice e giornalista Liliana Manetti. Modererà l’evento la presidente dell’associazione onlus “Dalla parte del torto” Letizia Baldoni. Sarà presente l’autrice per l’intervista e il firmacopie e sarà presente la pittrice Anna Novak che per l’occasione ha preparato tante sorprese per il pubblico che sarà presente: innanzitutto degli acquerelli simili a quelli contenuti nella silloge ed inoltre farà un bellissimo body painting sulla schiena dell’attrice, modella e ballerina Chiara Pavoni che a sua volta si esibirà in una performance studiata per l’evento con le parole delle poesie dell’autrice. Interverrà per l’occasione la Rubrica della TV CIADD NEWS della direzione artistica di Emanuela Petroni “Quarta Dimensione SHOCK” che raccoglierà interviste tra i protagonisti e il pubblico dell’evento. Al termine dell’evento si terrà un ricco buffet offerto dalla famiglia dell’autrice.

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Metro Cologno Monzese-Vimercate

Posted by fidest press agency su giovedì, 27 febbraio 2020

Milano. “Rispondendoci che metterà a disposizione i soldi per la realizzazione dello studio di fattibilità nel 2022, Regione Lombardia ha di fatto rallentato la realizzazione dell’infrastruttura di oltre due anni” commenta il consigliere regionale del M5S Lombardia Massimo De Rosa: “Chiedere ai comuni di anticipare i soldi, suona poi come un’ulteriore beffa. Come Movimento Cinque Stelle abbiamo sempre spinto per trovare soluzioni in grado di garantire lo sviluppo delle infrastrutture utili ai cittadini, soprattutto se legate al trasporto pubblico locale. Per questo motivo abbiamo ricevuto e letto con grande interesse, la proposta di un grosso gruppo imprenditoriale che da anni lavora sul territorio, il quale si è detto disponibile a investire nella realizzazione dello studio di fattibilità tecnica ed economica dell’opera. Non solo, il gruppo è anche disponibile a divenire promotore nel ricercare analoghi finanziamenti, presso altri gruppi di imprenditori locali” fa sapere il consigliere pentastellato. “In questo modo si potrebbero ridurre notevolmente i tempi lunghi imposti da Regione Lombardia. Noi siamo promotori del fare, anche se ci sembra assurdo tocchi ai privati sopperire alle mancanze di Regione Lombardia. Intanto chiediamo all’assessore di aprire al più presto un tavolo, che veda coinvolti tutti i soggetti interessati. Lo avevamo chiesto già lo scorso autunno, ma la proposta del collega Fumagalli è stata bocciata dalla maggioranza” ricorda De Rosa.“Potenziare il trasporto pubblico sull’asse Cologno Monzese-Vimercate è fra gli obiettivi che ci siamo posti da qui alla fine di questa legislatura” dichiara Marco Fumgalli, capogruppo del Movimento Cinque Stelle in Regione Lombardia. È proprio rispondendo a un’interrogazione posta dal consigliere pentastellato che Regione Lombardia ha reso noto che i fondi per realizzare la seconda parte dello studio di fattibilità, quella tecnico-economica, relativa al progetto, non saranno disponibili prima del 2022.“Un’ipotesi non accettabile da parte dei sindaci dei comuni interessati, i quali hanno fatto sapere compatti come sia loro interesse completare lo studio il prima possibile” spiega Fumagalli. L’urgenza dei territori in relazione al progetto è stata ribadita anche lo scorso dicembre, quando pur di sbloccare la situazione in funzione di una soluzione realizzabile in tempi certi e con costi inferiori, l’idea del prolungamento della linea due della metropolitana aveva lasciato spazio a quella relativa alla realizzazione di una metrotranvia ad alta prestazione. In quanto soluzione maggiormente percorribile.

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Piano sviluppo turismo. M5S Lombardia: “attrattività è anche sostenibilità”

Posted by fidest press agency su giovedì, 27 febbraio 2020

Il Consiglio regionale della Lombardia ha approvato il Piano per lo sviluppo del turismo e dell’attrattività.Raffaele Erba, consigliere regionale del M5S Lombardia, dichiara: “Per il turismo in Lombardia e per l’impresa è un momento particolarmente difficile, agli operatori va la nostra solidarietà e vicinanza. Quanto al documento approvato contiene buoni principi, ma discute poco di crescita del settore, vicinanza alle imprese e sostenibilità. Obiettivi questi assolutamente centrali per il M5S che ha deciso di astenersi: c’è ancora molto da fare per la promozione delle nostre bellezze.Manca una vision legata all’innovazione e alla sostenibilità di comparto: il turismo ha un impatto ambientale e i turisti esprimono il bisogno di intercettare un’offerta sostenibile legata al rispetto di ambiente, territorio e tradizioni locali.In questa direzione andavano gli emendamenti che abbiamo presentato e che il Consiglio regionale solo in parte ha accetto come quello sull’integrazione del portale turistico e quello legato al rafforzamento di strumenti tecnologici come punti di ricarica per veicoli elettrici. Chiedevamo anche sostenibilità con una rinnovata capacità di valutare le performance, accordi istituzioni-operatori per una offerta mirata. Purtroppo su questo il Consiglio regionale non ci ha voluto seguire dando prova di una visione ancora antiquata della promozione turistica.Dobbiamo guardare al futuro, alla mobilità dolce legata all’elettrico e all’intermodalità. Presto la Lombardia dovrà valutare una maggior vicinanza ai bisogni di ambiente e cittadini. L’attrattività infatti è anche sostenibilità”.

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Coronavirus in Lombardia

Posted by fidest press agency su giovedì, 27 febbraio 2020

Sì all’unanimità da parte del Consiglio regionale della Lombardia a una mozione urgente legata all’emergenza Coronavirus che ha raccolto tra l’altro le sollecitazioni del M5S che chiedeva in una specifica mozione urgente di “sospendere, per far fronte all’emergenza sanitaria in corso, tutti gli adempimenti fiscali e tributari di competenza di Regione Lombardia per le imprese collocate nelle zone maggiormente colpite dal contagio” e di “avviare, presso il governo centrale, le opportune iniziative affinché vengano adottate analoghe misure di sospensione degli adempimenti tributari di competenza statale a favore degli stessi soggetti”.Dario Violi, consigliere regionale del M5S Lombardia, dichiara: “Servono interventi immediati per la zona rossa, ma non basta,In Lombardia il sostegno ad aziende e cittadini va esteso a tutti coloro che stanno subendo un grande danno economico dall’emergenza coronavirus. Qualcosa si sta già facendo, ma tutta la regione è in difficoltà, la politica deve fare la sua parte.Gli interventi promessi dovranno essere monitorati dalla Commissione regionale, non possiamo promettere qualcosa solo per ottenere qualche titolo di giornale. Le aziende e i territori sono in sofferenza e meritano un sostegno concreto e immediato”.

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Quando l’emergenza chiama, la scuola risponde

Posted by fidest press agency su giovedì, 27 febbraio 2020

Il Coronavirus nelle ultime ore ha costretto la chiusura di circa 26mila scuole. Quasi 4milioni di studenti sono obbligati a casa e ogni giorno si perdono oltre 1 milione di ore di lezione. Ma la scuola non può stare ferma e non vuole farlo. E allora racconta in che modo la vita scolastica può continuare con l’aiuto di podcast, webinar, videolezioni e piattaforme digitali. A tenere le fila della discussione è Tuttoscuola che il 25 febbraio ha realizzato il webinar gratuito “Emergenza Coronavirus: la scuola non si ferma. Col digitale al servizio degli studenti” nel quale è intervenuta anche la ministra dell’Istruzione, Lucia Azzolina: “Dai momenti complessi può nascere tanta ricchezza”.Numerosi i dirigenti scolastici intervenuti che hanno spiegato come si stanno attrezzando per offrire servizi di formazione a distanza per i propri studenti. E oggi, questi presidi hanno messo la loro conoscenza ed esperienza al servizio di tutte le scuole che stanno vivendo un momento di difficoltà dando vita a una raccolta di buone pratiche da mettere al servizio della scuola.Lo ha riconosciuto la stessa ministra Azzolina che ha aperto il webinar: “Grazie ai dirigenti scolastici, ai docenti e a tutto il personale scolastico che in questo momento ci sta ascoltando. Grazie per tutto il lavoro che state facendo, che avete fatto e che farete. È vero che stiamo vivendo un momento complesso, ma è vero anche che dai momenti più complessi può nascere tanta ricchezza, un’opportunità di mostrare come è possibile fare una didattica a distanza. Abbiamo best practices che funzionano, dobbiamo esportarle e far vedere che la scuola c’è. Io da Ministro non posso che ringraziarvi. Chiedo di non avere paura, dobbiamo lavorare per i nostri studenti e tutti insieme potremo fare un bel lavoro”.Ad aprire la condivisione di buone pratiche è stato Ottavio Fattorini, Dirigente Scolastico co-fondatore del modello organizzativo D.A.D.A., Didattiche per Ambienti Di Apprendimento: “L’idea che ci ha mosso è quella di una grande chiamata in modo che la scuola che quotidianamente utilizza il digitale in maniera educativa possa condividere la sua esperienza”. Ha quindi raccontato in che modo la scuola usa la dimensione di didattica digitale: “Abbiamo una piattaforma che censisce le risorse disponibili messe in rete dai docenti. Ciascun alunno, accedendo a quella piattaforma, può usufruire di una delle tante lezioni che esistono in rete anche da remoto”.Ad utilizzare una piattaforma è anche la scuola della preside Laura Biancato, Dirigente scolastico presso Istituto di Istruzione Superiore Mario Rigoni Stern di Asiago: “Nella nostra scuola creiamo classi virtuali in cui gli studenti e gli insegnanti possano condividere contenuti, crearli e assistere a videolezioni. In queste ultime ore, per essere di aiuto ad altre scuole che vivono in uno stato di emergenza, abbiamo creato un vademecum in cui abbiamo descritto le nostre pratiche di comunicazioni veloci e come mettere a punto videoriunioni e videolezioni”.Certo, è possibile utilizzare questo tipo di didattica digitale con i ragazzi della scuola secondaria, ma cosa è invece possibile fare per i più piccoli? Lo spiega Stefania Strignano, preside dell’IC Ungaretti di Melzo, l’unico istituto comprensivo statale riconosciuto a livello internazionale come “Apple distinguished school”: “Noi utilizziamo una didattica integrata col digitale dai 3 anni di età. Oggi, per affrontare l’emergenza, abbiamo previsto un modello di orario per collegarsi a una piattaforma e mantenere una scansione oraria delle lezioni simile a quella della scuola. L’orario è stato condiviso con gli studenti. Abbiamo pensato a videolezioni e a momenti di condivisione via webinar con domande ed esercitazioni pratiche. Da lunedì daremo indicazioni sugli orari in cui collegarsi. I webinar saranno comunque registrati e si potrà disporre prima della videolezione e il webinar sarà un momento di confronto”.Ma quali sono le piattaforme gratuite che le scuole possono utilizzare? Le ha descritte Giulio Massa, presidente degli Istituti E. De Amicis di Milano, scuola paritaria oggi molto attiva nelle nuove tecnologie per l’insegnamento: “Parliamo per esempio di Google Suite, Microsoft Teams e Apple iTunes U. Possiamo inoltre dare la possibilità di usufruire di canali tematici podcasting (YouTube, Garage Band e Spreaker). Tramite queste piattaforme, gli studenti possono addirittura caricare i compiti e riprenderli una volta corretti. Ora stiamo ragionando sul tema delle verifiche e delle interrogazioni”. A chiudere il momento di condivisione ci ha pensato Alfonso D’Ambrosio, preside dell’Istituto comprensivo di Lozzo Atesino, sui Colli Euganei, una delle prime ad essere chiuse a causa del Coronavirus, tuttora in area soggetta a restrizioni:: “Dobbiamo restituire normalità ai bambini, quella normalità fatta di sguardi, gesti e parole che i bambini scambiano quotidianamente con i loro insegnanti. Il digitale diventa uno strumento più che mai necessario vista la situazione. Adesso vogliamo restituire quella scuola che è relazione”. (fonte Tuttoscuola)

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Coronavirus e la scuola

Posted by fidest press agency su giovedì, 27 febbraio 2020

Il presidente del Consiglio ha annunciato la pubblicazione di un’ordinanza per uniformare le azioni di prevenzione dei contagi da Coronavirus anche a livello scolastico, in particolare per le regioni non direttamente coinvolte dal focolai. Secondo Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, “il premier fa bene a diversificare le situazioni, a patto però che garantisca l’uniformità delle indicazioni che dovranno adottare le singole regioni, evitando quindi iniziative indipendenti che potrebbero arrecare più danni che benefici”
Come riporta l’Ansa, il premier Giuseppe Conte ha affermato che, per quanto riguarda le zone che non sono focolaio del virus “non si giustifica la chiusura delle attività scolastiche”. Ha sottolineando come “l’Italia è stata divisa in 3 zone: quelle focolaio, dove valgono le misure restrittive varate, un secondo livello ‘che si estende alle aree circostanti che presentano episodi da contagio indiretto’ e un terzo livello che riguarda il resto d’Italia. E qui ‘sicuramente non ha ragione di esistere la sospensione di attività scolastiche’”, ha continuato il premier. Intanto ieri Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, ha inviato al premier Giuseppe Conte, al ministro dell’Istruzione Lucia Azzolina e ai governatori delle regioni una richiesta di applicazione di misure urgenti per il contenimento del fenomeno. Inoltre, Anief ha indirizzato una direttiva ai presidenti regionali e ai dirigenti sindacali Anief: il sindacato ha comunicato che è stata rinviata la XXI conferenza organizzativa dei legali dell’Anief del 27 e 28 febbraio 2020, è stato rinviato il Convegno Udir sulla Sicurezza delle scuole del 29 febbraio 2020, è stata disposta la chiusura degli sportelli territoriali nelle regioni, nelle province e nei comuni in cui dall’autorità pubblica è stata decisa la chiusura delle istituzioni scolastiche e accademiche ed è stato pure disposto il rinvio delle assemblee sindacali del personale del comparto istruzione e ricerca fino all’8 marzo 2020 nelle regioni, nelle province e nei comuni in cui dall’autorità pubblica si è decisa la chiusura delle istituzioni scolastiche e accademiche.

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Scuola: In pensione 50 mila docenti e Ata

Posted by fidest press agency su giovedì, 27 febbraio 2020

Cresce il numero di pensionamenti scuola dal 1° settembre 2020: lo ha comunicato il Ministero dell’Istruzione alle organizzazioni sindacali: per ora, sicuramente lasceranno il servizio in 33.886; poi, ci sono 16.683 domande prodotte con “Quota 100”, ancora da validare, anche se la gran parte dovrebbe essere autorizzata. Con i quasi 200 mila posti già vacanti, la scarsità di candidati nelle GaE e vincitori delle procedure concorsuali, la lunga attesa per i nuovi concorsi, si prevede un nuovo anno scolastico all’insegna delle supplenze: ecco, per quale motivo occorrono provvedimenti urgenti.“Il problema – spiega Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief – è che negli ultimi anni le immissioni in ruolo del personale docente sono andate deserte in un caso su due. In pratica, il turn over nella scuola non si effettua. Con due effetti particolarmente negativi: l’aumento della supplentite, con il record delle 200 mila supplenze di lunga durata, e l’invecchiamento del corpo insegnante, con due docenti su tre over 50, tanto da ritrovarci con il corpo docente più vecchio al mondo,. Ecco perché come sindacato chiediamo sin d’ora un piano straordinario di assunzioni a tempo indeterminato, prevedendo la stabilizzazione anche da graduatoria d’Istituto, attraverso l’innovativo sistema delle ‘call veloci’ che verrà introdotto la prossima estate”.Dal 1° settembre prossimo la scuola dovrà fare a meno sicuramente di oltre 33 mila docenti e Ata: lo ha comunicato il ministero dell’Istruzione ai sindacati. Si tratta di un numero cospicuo, più alto della media degli ultimi anni. Nel dettaglio, riporta Orizzonte Scuola, si tratta di 26.327 docenti; 7.088 ATA; 78 unità di personale educativo; 383 insegnanti di religione. Poi ci sono 16.683 domande prodotte con “Quota 100”, il cui lasciapassare, attraverso una verifica individuale dei requisiti, arriverà nelle prossime settimane: quindi, i potenziali pensionati, sempre tra insegnanti, amministrativi, tecnici e ausiliari, superano le 50 mila unità.A poco a poco gli Uffici Scolastici pubblicheranno i dati provinciali, con la ripartizione per classi di concorso, utili innanzitutto per la mobilità degli insegnanti di ruolo. Il 50% dei posti va alla mobilità, il 50% alle immissioni in ruolo. In particolare, dopo aver accantonato il 50% dei posti rimasti disponibili dopo i trasferimenti provinciali da destinare alle immissioni in ruolo, del 50% residuo una parte viene riservata alla mobilità interprovinciale e una parte alla mobilità professionale.

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Le logiche capitalistiche

Posted by fidest press agency su giovedì, 27 febbraio 2020

Esse fanno del consumismo lo strumento più qualificante, e così operando dimostrano questo nostro distacco dal futuro e quell’insistente imperativo di racchiuderci nel presente. Le distorsioni sono evidenti. Noi corriamo il serio pericolo di distruggere il nostro futuro. Lo facciamo con l’inquinamento atmosferico, con l’abbattimento delle foreste equatoriali, con le scorie inquinanti, con i rifiuti, con le produzioni dissennate e con una sfrenata natalità. Lo facciamo perché corriamo verso la logica dei facili arricchimenti. Il successo, il potere, le ambizioni e gli egoismi sono altrettanti figli del nostro tempo. Da ciò può provenire solo del male. Per essi non vi è futuro. Ne siamo consci, ma ci sentiamo troppo succubi delle nostre debolezze per reagire. Presiede su tutto ciò l’errata convinzione che ogni cosa è riconducibile alle dialettiche del passato. Basta dare loro una strigliata. Non è così. La ragione oggi è diversa da quella che apparteneva alle altre generazioni, quando immaginavano i possibili scenari del loro futuro. La situazione ora si presenta diversa e non ha precedenti. Mi riferisco, nello specifico, al crescendo delle innovazioni tecnologiche. La loro invadenza, nella vita di tutti i giorni, è così ampia ed estesa che ci procura pesanti contraccolpi esistenziali d’ogni genere: dal lavoro al divertimento, dalla vita di coppia ai rapporti con i colleghi e via di questo passo. Sappiamo che l’industria delle auto a benzina o a gasolio non ha un futuro, eppure continuiamo a produrle in gran quantità. Sappiamo che il petrolio è una fonte energetica che potrà garantirci alcuni lustri di tranquillità, ma sarà destinata a esaurirsi. Non ha, quindi, futuro ma non facciamo nulla di serio per ricercare e sviluppare fonti alternative.
Stiamo letteralmente sprofondando nei rifiuti urbani e industriali eppure adoriamo quel vezzo dell’usa e getti. S’imporrebbe una riconversione industriale per la produzione di beni che possono essere riciclati o integrati con parti più innovative. Ne siamo consci, ma non facciamo nulla poiché qualcuno ritiene che sia una strada che fa arricchire di meno.
Sul piano sociale si matura la stessa condizione tralasciando le riforme che ci fanno risparmiare tempo e risorse perché chi fa economia non consuma e, chi non consuma, non arricchisce chi vende. La stessa prevenzione, in medicina, per un corretto tenore di vita, è guardata con sospetto da chi ricava grossi profitti propinandoci gli unguenti salvifici di lunga vita.
Verrebbero meno quei farmaci che hanno il gran merito, per loro, di avere effetti collaterali all’infinito e capaci di stimolare l’assunzione di altri medicamenti e via di questo passo. Analoga situazione accade con lo sfrutta-mento economico delle ricerche e il loro asservirlo a interessi partigiani. E’ questo il presente che noi non riusciamo a scrollarci di dosso. È questo il futuro che non ci appartiene. (Riccardo Alfonso)

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I fondamentali di una civiltà e le relative sbavature

Posted by fidest press agency su giovedì, 27 febbraio 2020

Da più parti nel mondo si levano voci allarmate e al tempo stesso inviti accorati sulla necessità di rivedere gli strumenti che hanno costruito l’attuale rapporto sociale, civile e politico che regola le relazioni nazionali e internazionali e condiziona la vita dei suoi abitanti. In altri termini i nostri modelli di società, da quella cosiddetta “occidentale” a quella “orientale” con venature di tipo religioso, stanno mostrando per intero i loro limiti. In essi si sono persi i valori fondanti che sono alla base della nostra stessa ragione d’essere. Abbiamo in qualche modo affermato e consolidato il precetto della sacralità del diritto alla vita ma abbiamo disatteso quello altrettanto importante del diritto a vivere entro canoni di accettabilità. L’averlo disatteso comporta oggi che il 75% della popolazione mondiale non trova un ragionevole spazio per veder garantito i 5 fondamentali diritti che ci permettono un’esistenza dignitosa, a prescindere dai propri natali e dalle condizioni economiche dei genitori: diritto all’assistenza, diritto allo studio, diritto ad avere un’abitazione, diritto al lavoro, diritto al libero accesso ad alimentarsi. Premessa questa per una società ispirata a criteri di solidarietà e rispettosa della vita evitando, quindi, indebiti accaparramenti che ci fanno dire, oggi, che il 15% della popolazione del globo possiede l’80% delle risorse e lasciando un misero 20% all’altra grande fetta dell’umanità. È un’anomalia che si aggrava ancor più se si pensa agli sprechi che si perpetrano per l’accaparramento nelle mani di pochi delle fonti di ricchezza: guerre, conseguenti distruzioni, cattivo uso delle terre, sfruttamento, ecc. Ne consegue che le logiche consumistiche tendono ad inaridire gli animi e ad esaltare il valore dei beni materiali come oggetti di potere e di controllo per chi non li possiede condizionandone i comportamenti e provocando la sudditanza. Oggi, quindi, si fa strada la figura del predatore, di colui che toglie agli altri per appagare la sua avidità. E’ la logica dell’homo homini lupus che è involutiva alla civiltà del progresso e delle scienze verso la quale ci stiamo indirizzando. E’ tempo di scelte se vogliamo guardare avanti senza ripiegarsi su noi stessi. Lo dobbiamo se vogliamo ridare dignità e futuro alla nostra specie e a tutte quelle che con noi percorrono il cammino della vita terrestre. (Riccardo Alfonso)

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Giornata internazionale della donna

Posted by fidest press agency su giovedì, 27 febbraio 2020

Roccelletta di Borgia – Borgia (Catanzaro) Domenica 8 marzo 2020, alle ore 11.00 presso il museo e parco archeologico nazionale di Scolacium, sarà celebrata la Giornata internazionale della donna con una proposta affascinante, suggestiva, di grande impatto emotivo dal titolo Storie di donne dall’antichità. Sarà, infatti, possibile ripercorrere tramite un’apposita visita guidata le tante testimonianze del mondo femminile presenti in questa Sede afferente al Polo museale della Calabria, guidato dalla dottoressa Antonella Cucciniello che ha felicemente individuato nella dottoressa Elisa Nisticò, funzionario archeologo, la figura di referente per questo importante Bene Culturale.<>.Istituito nel 2005, il museo è allestito in un edificio rurale dell’Ottocento appartenuto ai baroni Mazza. I materiali esposti, frutto della ricerca archeologica compiuta nell’area su cui sorge il museo, si riferiscono ad un arco temporale che va dal V sec. a.C. al VI d.C.. Nel parco, in gran parte coltivato ad ulivi e acquisito al demanio dello Stato nel 1982, spicca l’imponente struttura della basilica normanna detta della Roccelletta, databile tra la fine dell’XI sec. e la metà del XII. Sono inoltre visibili i resti della città romana, erede della greca Skylletion, divenuta colonia, dopo la guerra contro Annibale, con il nome di Minervia Scolacium.Pertanto la rivisitazione delle tante figure femminili che hanno indelebilmente segnato il loro passaggio terreno è appropriata e in linea per la oramai consolidata e diffusa celebrazione dell’8 marzo.

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Anno da record per i minibond

Posted by fidest press agency su giovedì, 27 febbraio 2020

Per l’industria dei minibond il 2019 è stato l’anno dei record: ne sono stati registrati addirittura quattro, relativamente al numero di emissioni (207, +24,7% sul 2018), di società emittenti (183, di cui 129 per la prima volta) e al flusso di raccolta (1,18 miliardi di euro, +21,1%). I minibond si confermano dunque una fonte di finanziamento in continua crescita, alternativa e complementare al credito bancario, per accedere al mercato competitivo degli investitori professionali, quasi un ‘allenamento’ a successive operazioni più complesse come il private equity o la quotazione in Borsa.Secondo una proiezione dei flussi di capitale da rifinanziare, nel 2020 sono in scadenza minibond per 805 milioni di euro, mentre nel 2021 l’ammontare dovuto sarà di 766 milioni. Il valore medio della cedola fissa (la più frequente) per l’intero campione è 4,89%, quello mediano 5,00%. Nel 2019 torna a scendere la remunerazione (4,42% di media rispetto a 5,07% dell’anno prima) anche grazie a numerose emissioni garantite dai Confidi o da soggetti pubblici. Nel 26% dei casi i minibond sono associati a un rating emesso da agenzie autorizzate, ma la percentuale è scesa ancora nel 2019, assestandosi al 14%.E’ quanto emerge dal 6° Report italiano sui Minibond redatto dall’omonimo Osservatorio della School of Management del Politecnico di Milano, che verrà presentato a breve. La ricerca ha identificato 536 imprese italiane che da novembre 2012 al 31 dicembre 2019 hanno collocato minibond – intesi come titoli di debito emessi da società italiane non finanziarie, in particolare società di capitale o cooperative, di importo inferiore a 50 milioni di euro, non quotati su listini aperti agli investitori retail -; di queste, 314 (il 58,6%) sono PMI.Il 2019 ha contribuito al totale con 183 emittenti, 129 delle quali affacciatesi sul mercato per la prima volta: entrambe due cifre record da quando è partita l’industria. Il 69,4% di esse sono SpA, il 28,4% Srl e il 2,2% società cooperative, percentuali che si mantengono stabili rispetto al 2018. Il volume dei ricavi invece è molto variabile: 54 emittenti (29,5%) fatturavano meno di 10 milioni di euro prima del collocamento. Circa il settore di attività, si conferma la netta supremazia del comparto manifatturiero (44,3% del campione).La collocazione geografica continua ad evidenziare una netta prevalenza delle regioni del Nord: domina la Lombardia con 41 emittenti (il 22,4% su scala nazionale), ma crescono il Veneto e il Trentino-Alto Adige, grazie ad alcune operazioni di sistema come i Trentino Bond e i Pluri Bond Turismo Veneto Spiagge, e anche le regioni di Sud. Quanto alle motivazioni del collocamento, rimane dominante l’obiettivo di finanziare la crescita interna dell’azienda (62,1%) e di ristrutturare le passività finanziarie (12,7%), seguono il bisogno di alimentare il ciclo di cassa del capitale circolante (PMI) e le strategie di crescita esterna tramite acquisizioni (grandi imprese).
Il Report identifica i principali player sul mercato italiano per ognuno dei ruoli della filiera, dall’advisor al consulente legale, dall’arranger alle società di rating, fino alle banche agenti e le banche depositarie. Per quanto riguarda i sottoscrittori di minibond, nel 2019 hanno fatto la parte del leone i fondi chiusi di private debt, con investimenti pari al 32% del totale, e le banche nazionali (26%), mentre è calato il contributo delle assicurazioni e degli investitori esteri. L’attivismo della Cassa Depositi e Prestiti, impegnata nell’operazione di sistema degli Export Basket Bond, conquista una quota del 10%.

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Sport a porte chiuse e rimborsi

Posted by fidest press agency su giovedì, 27 febbraio 2020

Il Governo ha sospeso gli eventi e le competizioni sportive, consentendo lo svolgimento di eventi e partite, nonché allenamenti, solo a porte chiuse, purché nei comuni diversi da quelli della zona rossa del contagio, dove invece lo stop è totale.”Se un evento sportivo viene rinviato, il tifoso ha diritto solo al rimborso del singolo titolo di accesso, se invece l’evento si svolge a porte chiuse, allora non solo va rimborsato il biglietto, ma anche l’abbonato ha diritto alla restituzione di una quota parte dell’abbonamento” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.”Il fatto che la decisione sia stata presa dal Governo, fa si che non scatti anche il diritto al risarcimento del danno, essendo tale evento non imputabile agli organizzatori dell’evento, ma certo i tifosi hanno diritto ad essere rimborsati. E’ un diritto sacrosanto del consumatore pagare solo a condizione di poter assistere alla competizione sportiva. Vale per ogni tipo di spettacolo, dai concerti al cinema” prosegue Dona.”Non per niente l’Antitrust il 7 gennaio ha avviato nove procedimenti istruttori nei confronti delle società di calcio di serie A Juventus, Inter, Milan, Lazio, Roma, Atalanta, Cagliari Genoa e Udinese, colpevoli di non riconoscere nelle loro condizioni generali di contratto il diritto dei consumatori ad ottenere il rimborso di quota parte dell’abbonamento o del singolo titolo di accesso in caso in caso di chiusura dello stadio, clausole ritenute vessatorie” conclude Dona.

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Coronavirus e tutela “made in Italy”

Posted by fidest press agency su giovedì, 27 febbraio 2020

L’emergenza coronavirus investe anche il settore agroalimentare e il made in Italy, che potrebbero subire un contraccolpo ancora più grave in assenza di adeguate misure – dichiara il presidente nazionale Confeuro Andrea Michele Tiso. Per questo chiediamo al Governo, a tutte le istituzioni e agli organi impegnati nel contrastare il virus, di prevedere interventi mirati a difendere le nostre produzioni dalle conseguenze del contagio, che in questi giorni interessa diverse regioni italiane. L’emergenza coronavirus sta già avendo un impatto sulle nostre economie e sul commercio internazionale. Nei giorni scorsi il ministro degli Esteri Luigi Di Maio ha giustamente dichiarato che la risposta del Governo per tutelare l’agroalimentare deve prevedere strumenti straordinari – continua Tiso. Sarà per questo importante tenere aperto il dialogo con tutti gli attori principali, le associazioni di categoria e i ministri interessati per ricalibrare il piano di promozione del made in Italy e difendere così il settore primario. Confeuro segue attentamente lo sviluppo degli eventi ed è disponibile a dare il proprio contributo per ridurre al minimo l’impatto dell’emergenza sull’agricoltura. Oltre alla difficoltà degli scambi commerciali, occorre poi promuovere una corretta informazione per contrastare paure infondate riguardo ai nostri prodotti. Anche se gli esperti hanno spiegato a più riprese che il contagio non può avvenire attraverso il cibo, resta da superare la diffidenza dei consumatori, in particolare nei mercati esteri dove le nostre eccellenze sono più apprezzate. Un fenomeno analogo, del resto, si è verificato nel nostro Paese nei confronti degli esercizi commerciali che vendono alimenti cinesi o più in generale asiatici.

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Le aziende ferme per il Coronavirus ripartono con lo smartworking

Posted by fidest press agency su giovedì, 27 febbraio 2020

È smartworking la parola d’ordine di queste ore per le imprese che rischiano di rimanere ferme a causa dell’emergenza sanitaria per il nuovo Coronavirus. Nelle regioni più colpite dal contagio si cerca di limitare al massimo gli spostamenti e, mentre uno dei decreti attuativi del DL 23 febbraio 2020 n. 6 facilita l’adozione del telelavoro (come sperimentato su scala più piccola per il crollo del ponte Morandi), è già massiccio in moltissime aziende il ricorso al lavoro agile. Per attuare forme di lavoro agile in modo efficace, prevedendo i possibili intoppi e preparando dipendenti e management a lavorare in modo nuovo, Methodos ha stilato una serie di consigli rivolti sia ai lavoratori, che magari si trovano a fare smartworking per la prima volta nella vita, sia ai capi, che devono sperimentare nuovi metodi per organizzare, dirigere e valutare i propri dipendenti.Per i lavoratori, invece, la sfida è riprodurre a casa la forma mentis che si assume in ufficio. I consigli di Methodos sono cinque:
1) Stabilire chiaramente gli orari. «È importante indicare i momenti di inizio e fine del lavoro – spiega Giuseppe Geneletti –. Dedicare delle ore specifiche al lavoro facilita non solo la concentrazione, ma anche l’allineamento con gli altri interlocutori, che sanno in quali momenti siamo disponibili e pronti a rispondere».
2) Vestirsi come se si andasse in ufficio (o quasi). «Non è necessario essere iper-formali e in giacca e cravatta – commenta sempre Geneletti – ma passare dalla modalità “da casa” a quella “da lavoro” è molto importante per concentrarsi, e l’abbigliamento gioca la sua parte».
3) Fare delle pause e spostarsi. Se è fondamentale, anche a casa, avere la sensazione di “iniziare” la propria giornata, allo stesso modo, quando si prende una pausa, bisogna davvero staccare. «Per questo il consiglio è di allontanarsi fisicamente dallo spazio di lavoro – spiega l’esperto di Methodos –. Fare un passo lontano dalla scrivania può aiutare a liberare la mente e ad avere maggiore attenzione al ritorno».
4) Organizzare gli spazi. Cioè avere una scrivania libera dal disordine, con file digitali e/o archivi cartacei facilmente individuabili e uno spazio adatto all’attività. «Sono elementi importanti per aumentare la produttività e rimanere concentrati mentre si lavora ai vari progetti» sottolinea Geneletti.
5) Staccare la spina dalla vita digitale. A casa, ancor più che in ufficio, le distrazioni di web e social sono in agguato. «Per sfruttare al meglio il tempo – spiega sempre Geneletti – è bene silenziare o bloccare alcune app, anche attraverso alcuni tool che ne limitano l’utilizzo».
Un approfondimento ad hoc lo meriterebbero i cosiddetti “meeting digitali”, ovvero chiamate e videoconferenze, di cui nei prossimi giorni si farà grande uso. «Le tecnologie rendono le comunicazioni di una facilità impensabile rispetto a pochi anni fa, anche senza complicati apparati ma con gli strumenti che tutti hanno a casa – commenta Giuseppe Geneletti –. Non tutti però sono ancora abituati a rapportarsi in questo modo ed è necessario accogliere e coinvolgere nel modo giusto chi non usa quotidianamente questi strumenti».

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Coronavirus: robotica in campo per l’emergenza sanitaria in Italia

Posted by fidest press agency su giovedì, 27 febbraio 2020

E’ di questi minuti la discesa in campo di ab medica – azienda italiana e lombarda (Cerro Maggiore) leader nella produzione e nella distribuzione di tecnologie medicali, nonché punto di riferimento per la robotica chirurgica in Italia – che ha deciso, per questo periodo di emergenza, di offrire pro-bono una tecnologia avanzata per la disinfezione delle infezioni ospedaliere ai principali centri ospedalieri in prima linea nella lotta al Coronavirus.“La nostra è un’iniziativa doverosa e di carattere sociale – dichiara Aldo Cerruti, Presidente del gruppo ab medica – siamo in Lombardia, abbiamo soluzioni valide ed efficaci, non mancheremo di metterle a disposizione per l’emergenza di questo periodo laddove più necessario”. Ab medica, oltre a un’apparecchiatura innovativa utilizzata in questo ambito, dispone di soluzioni di telemedicina ospedaliera e domiciliare che nell’attuale situazione potrebbero risultare molto utili a garantire un monitoraggio continuo dei pazienti.“Prendersi cura del paziente – prosegue Cerruti – è un impegno collettivo che coinvolge innumerevoli attori, dai medici, agli infermieri ai manager delle aziende ospedaliere sino ad arrivare alle istituzioni e alle aziende che – come ab medica – sono attive nel mondo sanitario. In una situazione di criticità diffusa siamo tutti egualmente chiamati a indirizzare i nostri sforzi in maniera sinergica.”

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L’Italian Journal of Gynaecology & Obstetrics di SIGO cresce nella collaborazione con Edra

Posted by fidest press agency su giovedì, 27 febbraio 2020

Si rafforza la collaborazione tra SIGO, Società Italiana di Ginecologia e Ostetricia, ed Edra: l’azienda del Gruppo LSWR, leader nella comunicazione, informazione e formazione dei professionisti e degli operatori della salute, pubblicherà da marzo la rivista ufficiale Italian Journal of Gynaecology & Obstetrics.La pubblicazione, strumento di comunicazione ufficiale della SIGO, è un trimestrale open access e peer-reviewed: all’interno si possono consultare articoli originali di ambito ginecologico e ostetrico su argomenti di anatomia, istologia, fisiologia, microbiologia, genetica, virologia e patologie, ma anche documenti clinici, rapporti di ricerca clinica, valutazione di tecniche chirurgiche e di trattamenti, editoriali, recensioni, lettere all’editore e atti congressuali.La rivista è disponibile online all’indirizzo http://www.italianjournalofgynaecologyandobstetrics.com.
Edra ha pubblicato con SIGO anche il “Trattato di chirurgia ostetrica e ginecologia”: un testo unico, redatto dagli autori Giovanni Scambia, Paolo Scollo, Enrico Vizza e Fabio Ghezzi, in cui viene riportata tutta l’attività chirurgica di competenza del ginecologo. Il volume è uno strumento fondamentale di formazione online grazie ai 55 video disponibili e alle esperienze nelle sale operatorie più all’avanguardia, con interventi di chirurgia robotica ed endoscopica.

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Nuovo bando annuale di Torino arti performative

Posted by fidest press agency su giovedì, 27 febbraio 2020

All’inizio del 2018 la Città di Torino ha attivato nuove modalità di intervento, interlocuzione, organizzazione e finanziamento per le associazioni e le compagnie, che operano con continuità e professionalità sul territorio cittadino nell’ambito delle arti performative.
Il nome assegnato al progetto condiviso e coordinato con le maggiori istituzioni teatrali del territorio è T.A.P. – Torino Arti Performative e fin dall’inizio il suo intento è stato dare vita a un dialogo tra domanda e offerta, tra produzione e distribuzione, oltre che favorire la collaborazione e coprogettazione tra compagnie e imprese culturali al fine di costruire un rapporto più efficace con il pubblico. Un lavoro articolato e ad ampio spettro che nel corso del primo triennio ha offerto sostegni economici e alla mobilità internazionale, erogato servizi e opportunità di formazione, creando un modello di funzionamento aperto e trasparente, capace di premiare la qualità, le capacità e le idee.La realizzazione del T.A.P. – Torino Arti Performative è stata affidata alla Fondazione del Teatro Stabile di Torino, sotto il coordinamento di una cabina di regia presieduta dall’assessorato alla cultura e composta da rappresentanti di ‘Fondazione Teatro Ragazzi e Giovani’, ‘Fondazione Teatro Piemonte Europa’, ‘Piemonte dal Vivo!’ e ‘Osservato culturale del Piemonte’.
Sul fronte specifico dei finanziamenti, secondo quanto stabilito nelle Linee guida per lo sviluppo e il sostegno alle arti performative per il triennio 2018-2020, il comparto delle arti performative ha potuto contare su un bando per un sostegno fisso e garantito di durata triennale per i soggetti sostenuti dalla Regione Piemonte o dal Mibact e su un bando annuale rivolto alle realtà più giovani o in via di sviluppo.I risultati ottenuti nel corso dei primi due anni di vita di questo specifico strumento di sostegno – sono state sostenute 16 stagioni, 10 rassegne/festival, 8 produzioni e 4 progetti specificamente orientati alla formazione – hanno permesso alla Città di partecipare a un ampio ventaglio di iniziative diffuse su tutto il territorio cittadino e hanno posto basi solide per il prossimo triennio 2021-2023.Il bando ha come scadenza il 23 marzo 2020 e si può scaricare sul http://www.torinoartiperformative.it/

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Coronavirus e telelavoro

Posted by fidest press agency su giovedì, 27 febbraio 2020

“Abbiamo messo in campo le migliori risorse ed i più alti livelli dei protocolli di sicurezza sanitaria per circoscrivere l’emergenza Coronavirus. Adottando anche diverse soluzioni per il contenimento, come il telelavoro o lavoro agile. Questa è una di quelle soluzioni che può e dovrebbe diventare stabile, anche dopo che avremo superato questa fase.
Una crisi, con le immani sfide che pone, deve e può generare soluzioni innovative capaci di far fare un salto di qualità a tutto il Paese.
Il lavoro agile oggi ci permetterà di contenere i contagi nelle grandi aziende, senza fermare la produttività, ed è stato possibile attivarlo perché previsto dalle linee guida della gestione delle emergenze sanitarie in ambito privato.
Domani, rendendola una forma stabile, per i lavori che ovviamente potranno essere svolti con queste modalità, riusciremo ad avere molti benefici per i cittadini lavoratori: risparmi in termini economici, ambientali, miglioramento della qualità della vita.
Dobbiamo essere pronti a fare un salto culturale, forse anche nel pubblico impiego, perché telelavoro non è lavorare di meno, ma meglio”. Lo scrive, su Facebook, il Vice Ministro dell’Economia e delle Finanze, Laura Castelli.

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