Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 220

Mostra di sei opere

Posted by fidest press agency su venerdì, 28 febbraio 2020

Roma 3 marzo 2020 ore 18.00 Fino all’8 marzo 2020 Canova 22 Via Antonio Canova 22 Le mutevoli forme del classico – disegnare il contemporaneo Mostra delle opere Lucilla Monardi, Argenzia Gallotta, Gabriele Savi, Giada Reggio, Maria Starace, Antonio Schiavo
A cura di Franz Prati.All’interno degli spazi dedicati al workshop, un gruppo di giovani ha dato vita ad un laboratorio artistico connotato da una coinvolgente atmosfera creativa, guidati dall’esperienza del tutor Franz Prati. Il processo creativo ha preso le mosse da una particolare lettura dell’arte canoviana, ognuno partendo da un punto di vista per lo più inedito che ha permesso di esprimere al meglio l’originalità di ciascuna proposta, nel clima di una collettività condivisa tra personalità variegate, con esperienze che vanno dall’architettura all’arte e provenienti da città diverse: Genova, Matera, Rimini, Foligno e Roma. I progetti pensati per lo spazio in cui saranno esposte hanno diversamente coniugato il legame sottile che si stabilisce tra classico e contemporaneo.
Il lavoro è iniziato con un’elaborazione, proposta dal tutor, di una serie di esempi della storia dell’arte contemporanea (da Dalì a Picasso, da Twombly a Kiefer) dove il rapporto tra classico e contemporaneo costituisce l’elemento caratterizzante. Alla luce di questo presupposto con un riferimento diretto all’opera del Canova, i giovani artisti hanno condotto il loro lavoro con l’obbiettivo di tradurre nel linguaggio contemporaneo la grande lezione del classico.
E così Lucilla Monardi lavora su una rilettura della “Maddalena Penitente”; Argenzia Gallotta impagina in un paesaggio metafisico frammenti canoviani; Gabriele Savi riconsegna l’immagine della Fornace in una sorta di wunder kammer; Giada Reggio dà forma ad un’opera-reperto in un fitto montaggio di elementi ritrovati; Maria Starace sovrappone in una figura duplicata l’immaginario del Piranesi e del Canova; Antonio Schiavo restituisce nel rapporto figura e sfondo la classicità del moderno miesiano con le forme canoviane.

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