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Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 68

Scuola: Sostegno, i bandi di specializzazione diventano pubblici

Posted by fidest press agency su domenica, 1 marzo 2020

Peccato che siano meno della metà gli ammessi ai corsi di didattica speciale, rispetto alle migliaia di posti vacanti coperti da docenti senza specializzazione. Ancora una volta, l’accesso sarà regolato dall’offerta degli atenei e non dalle effettive esigenze del territorio, se i verbali dei comitati regionali di coordinamento confermeranno le evidenti disomogeneità rispetto ai bisogni effettivi, il sindacato impugnerà il decreto ministeriale sui corsi. Rivolgendosi al Tar Lazio, con il fine di aumentare il numero dei posti
Marcello Pacifico (Anief): “Rimaniamo convinti che per evitare il ripetersi dei problemi e le ingiustizie del 2019, la soluzione non poteva essere altra che l’accesso libero per tutti i docenti che sono stati chiamati anche nel corrente anno scolastico come supplenti senza specializzazione con una selezione in uscita. Invece, ci ritroviamo con Piemonte, Lombardia ed Emilia Romagna, tra le regioni con più cattedre disponibili, a cui sono stati assegnati pochissimi posti. L’assurdo è che i candidati sono in alto numero in servizio su quelle cattedre: dovranno lasciarle, in molti casi, per partecipare ai corsi, per poi tornare con il diploma conseguito, alimentando il già alto numero di docenti che cambiano sede anche più volte l’anno”. Si sta man mano completando la pubblicazione dei bandi di concorso emessi dalle Università per la presentazione della domanda di partecipazione alle prove selettive dei corsi di specializzazione di sostegno, previsti dal DM 95 del 12 febbraio scorso: complessivamente, sono 19.585 i posti a disposizione, da suddividere tra i docenti aspiranti, tutti necessariamente abilitati all’insegnamento, in base a prove preselettive che si svolgeranno in una data unica nazionale per ogni ordine di scuola. Negli stessi bandi, pubblicati nelle ultime ore anche da Roma Tre e Torino, “viene indicata la data ultima per la presentazione della domanda, la tassa da pagare per accedere alle selezioni e tasse da pagare per chi le supererà”, ricorda Orizzonte Scuola.
Il problema è che al ministero dell’Istruzione l’esperienza negativa dello scorso anno non è servita: sulla scia del D.M. n. 92 dell’08 febbraio 2019, anche il D.M. n. 95 del 12 febbraio 2020 prevede una ripartizione regionale dei posti di sostegno non rispettosa delle esigenze del territorio, delle certificazioni degli alunni con handicap, del numero dei posti vacanti assegnati in supplenza e della mancanza di insegnanti specializzati: i numeri dei partecipanti ai vari corsi, distinti per ogni ordine e grado scolastico, continuano ad essere in violazione della legge 104/92, oltre che al regolamento sulla “Definizione della disciplina dei requisiti e delle modalità della formazione iniziale degli insegnanti” (DM 249/2010).

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