Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 220

Archive for 2 marzo 2020

Coronavirus Spallanzani

Posted by fidest press agency su lunedì, 2 marzo 2020

Bollettino medico numero 32 – 2 marzo 2020. In questo momento sono ricoverati presso il nostro Istituto 7 casi positivi al nuovo Coronavirus, compresa la coppia cinese ormai negativizzata. Un agente di Polizia di Stato, positivo al test per il nuovo Coronavirus, con un link epidemiologico lombardo. Il nucleo familiare, composto dalla moglie, due figli ed una cognata, positivi al test, è sottoposto a sorveglianza sanitaria domiciliare da parte della Asl competente. A seguito di ciò, in via precauzionale ed in attesa del completamento dell’indagine epidemiologica, sono state sospese le attività didattiche del Liceo Pascal di Pomezia, frequentato da uno dei figli, e le lezioni del Corso di Laurea in Informatica della Università Sapienza di Roma, canale AL, frequentato dall’altro figlio.
Un nucleo familiare, composto da madre, padre e figlia, residenti a Fiumicino e con link epidemiologico lombardo. L’altro figlio, che si conferma negativo, è posto in sorveglianza con la zia presso il nostro istituto. E’ ricoverato, infine, un ulteriore caso positivo, con un link epidemiologico veneto. Tutti i ricoverati sono in condizioni cliniche che non destano preoccupazioni ad eccezione di un caso che presenta una polmonite interstiziale bilaterale in terapia antivirale. Inoltre si dà notizia di un test positivo effettuato su di un giovane allievo Vigile del Fuoco dell’87 Corso, proveniente da Piacenza ed attualmente in sorveglianza sanitaria presso la caserma dei Vigili del Fuoco di Capannelle. Sono state attivate, insieme al Comando dei Vigili del Fuoco tutte le misure di sicurezza e di sorveglianza previste dalle attuali procedure. Sono stati valutati, ad oggi, presso la nostra accettazione 216 pazienti. Di questi, 181, risultati negativi al test, sono stati dimessi. Trentacinque sono i pazienti tuttora ricoverati.

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Il culto della nostra identità

Posted by fidest press agency su lunedì, 2 marzo 2020

La nostra identità si dispiega tra un punto di partenza e di arrivo per tutti ineludibile. È quello genetico. Si voglia o no, la vita di ognuno si snoda lungo una traccia programmata nelle sue linee generali. I nostri gradi di libertà sono molteplici, ma entro limiti indipendenti da noi. L’indipendenza di tali limiti crea la nostra “dipendenza”. Atei o credenti si trovano, da questo punto di vista, sullo stesso binario. Sopra la nostra volontà, c’è un altro imperativo, chiamato, impersonalmente, destino, o personalmente indicata col nome di Dio.
Nel momento in cui entriamo in quest’ordine d’idee giunge l’ora, come osserva l’Ubaldi, “di compiere un salto in avanti verso un nuovo tipo di selezione biologica, non più quella feroce del passato che esaltava come campione il vincitore violento, assaltante; oggi divenuto pericolo sociale. Si tratta di un tipo di selezione più progredita, che vuole produrre l’uomo intelligente, lavoratore, spiritualmente forte, collettivamente organizzato. Si tratta di costruire l’uomo cosciente che sa pensare da sé, indipendente dal giudizio altrui, un responsabile, perché conosce la legge di Dio e secondo essa sa vivere”. La coscienza di trovarsi dentro la legge e in armonia con essa conferisce una maggiore resistenza nelle avversità e un maggiore equilibrio in senso all’ordine universale. Chi ha capito come funziona la vita, si accorge d’essere al di fuori delle vaghe astrazioni. Si rende conto come la legge sia una forza viva, operante, risanatrice, positiva. Sa che la sua giustizia finisce col vincere tutte le ingiustizie umane e che quindi il vincitore finale è il giusto e non il prepotente della terra. La legge è imparziale e universale. Ripaga ciascuno secondo i meriti. Oltre questo livello, comune ai razionalisti e agli stoici, oggi si va affermando un elemento di trascendenza che percorre tutti i rami più alti del sapere. Quella che un grande matematico italiano definiva la “insufficienza logica dell’universo naturale”, e quella che un grande logico tedesco definiva “incompiutezza” oggi si presenta nell’orizzonte della vita come aspetto escatologico. Qual è l’ultima parola della vita? È forse la morte come voleva il grande Claude Bernard e come pensa la maggior parte della gente? Oppure l’ultima parola della vita è ancora la vita, la vita oltre la vita? Che significa oltre? C’è un cammino che dall’esterno, diciamo dalle regioni epidermiche, porta verso l’interiorità che non si arresta al fenotipo, cioè al tipo che appare. Quando dico “fiore” io celebro un’apparenza fatta di sepali e di petali, la loro decadenza coincide con una deiscenza. È là che s’incontra il genoma e la sua immortalità relativa. Quando io dico “la vita oltre la vita”, penso appunto al genoma e alla legge interiore che lo sottende. Ove si colloca questa legge interiore, se non nella logica che, per l’appunto, si chiama logica della vita? Ecco allora che questa moralità biologica, che riscontriamo nelle leggi della vita, non è altro che un’espressione dell’universale ordine della legge a questo livello. Si tratta della stessa disciplina che la scienza ha visto nel campo fisico e dinamico e che accade nel campo più avanzato, quello della condotta dell’uomo, quello della morale che la dirige. Si tratta dello stesso principio di ordine insito nella legge e funzionante a livelli evolutivi diversi. È così che si spiega come la condotta umana sia soggetta a norme etiche. È così che possiamo dire che la vita, sia pure in proporzione e forma adatta al suo grado di evoluzione, è fondamentalmente onesta. Fino al suo livello più alto, quello della psiche e della coscienza, ciò è dato da uno stato di equilibrio, di rispondenza tra causa ed effetto, tra azione e reazione, che riscontriamo nel mondo della materia ed energia. Si tratta dello stesso principio di ordine che, al livello superiore della psiche, prende la forma di rettitudine nella condotta e di giustizia.
Cosa mai dice tutto questo? Non dice forse unità fondamentale del tutto, non dice forse unità fondamentale della legge? Non dice forse principio di armonia che regge tutto l’universo? Tutto è un momento della legge. Tutto si moralizza in misura diversa a qualunque livello. (Riccardo Alfonso)

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Mostra: Inediti attraversamenti

Posted by fidest press agency su lunedì, 2 marzo 2020

Roma Inaugurazione venerdi 6 marzo ore 18.00 (6 – 31 marzo 2020) MICRO Arti Visive, Viale Mazzini 1. Due percorsi interconnessi quelli di Renato Pengo (1943) – grande personalità che ha vissuto appieno il periodo della sperimentazione e dell’avanguardia – e di Alessandro Pizzo (1972) già conosciuto per il progetto di più ampio respiro “Talent Exchange” che lo vede in permanennza in galleria da gennaio. Dopo l’ultima esposizione londinese di nuovo insieme con una mostra generazionale che sottolinea la vocazione sperimentale e la trasversalità dei due artisti.Cosi Renato Pengo introduce la mostra:
Inseguire sogni, credere nell’evoluzione dell’uomo attraverso il linguaggio dell’arte e della cultura, misura salvifica di antiche meridiane.
Proporre, esporre in gallerie le proprie opere e idee per una sopravvivenza di effimere indulgenze. Tutto questo ha ancora un senso? Credo proprio di sì.Stiamo vivendo, dal mio modesto osservatorio di uomo e artista, l’ultimo grande passaggio epocale della nostra specie, dove pochezza, demagogia, disuguaglianze, populismo globale e tecnologia rendono tutto liquido e superficiale.
Replicanti impauriti sopra i resti della diga spianata, lasciando le immagini altrove appese in un amplesso virtuale. Ci hanno rubato l’utopia togliendoci la possibilità di essere liberi, critici, creativi.Uno zainetto pieno di dubbi ma fiducioso dell’esistenza di nuove nicchie del sentire, del vedere e del comunicare. Eccoci, con le dovute differenze, planare come il tuffatore di Paestum, dentro questa nicchia, lo Spazio MICRO di Paola Valori, nel tentativo cosciente di proporre nuovi linguaggi lontani ma vicini, in una sorta di complementarietà del bisogno. Allora un cambio di corsia, strade che urlano nuovi percorsi alimentando paesaggi verticali senza fine, necessità evolutiva per una nuova etica dell’arte. (Renato Pengo)

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Il potere e i segreti delle fondazioni bancarie

Posted by fidest press agency su lunedì, 2 marzo 2020

Dal libro “I signori delle città” di Alessandro di Nunzio – Diego Gandolfo. A prima vista le fondazioni bancarie sono creature stranissime. Simbolo della filantropia italiana, custodiscono un tesoro da 40 miliardi di euro. Sono enti privati e autonomi, ma gestiscono un patrimonio sostanzialmente pubblico. Ottantotto fondazioni, centinaia di città: da Milano a Palermo, da Torino a Roma, da Bologna a Napoli, passando per i piccoli centri come Lucca, Civitavecchia o Jesi. Un’indagine nazionale sul lato oscuro della filantropia italiana. I due autori, rivelando al lettore il backstage del loro lavoro investigativo, indagano su un potere inaccessibile che gestisce privatamente un enorme patrimonio collettivo, tra abusi, sprechi, speculazioni e compensi da capogiro; massoneria, faccendieri e investimenti folli; gole profonde, lettere anonime e il giallo di alcune morti inquietanti. Con questa inchiesta, il lettore farà la conoscenza degli enigmatici Signori delle città. E finalmente imparerà a riconoscerli.
“I signori delle città” è la prima inchiesta in Italia che lancia una campagna di denuncia attraverso una piattaforma “leaks”, in collaborazione con l’Investigative Reporting Project Italy (IRPI), che chiama a raccolta i “whistle-blower” interni alle fondazioni bancarie. Uno strumento che protegge le fonti e che spinge i testimoni a denunciare in forma anonima scandali fino ad oggi protetti dall’immenso e perfido malinteso di tutta questa storia: soldi collettivi e gestione privata. Si tratta dunque di un progetto che va oltre il semplice prodotto editoriale. Il grande pregio di questo libro, inoltre, è quello di accompagnare il lettore nel “dietro le quinte” del lavoro giornalistico-investigativo. Vengono infatti svelati trucchi e strategie con cui i due autori sono riusciti a carpire informazioni riservate. I Signori delle Città diventa così una sorta di “manuale operativo” del giornalista d’inchiesta.
Alessandro di Nunzio (Foggia, 1984) lavora dal 2011 come giornalista investigativo freelance. Ha collaborato con Report, Presadiretta e con la BBC.
Diego Gandolfo (Favignana, 1984) è giornalista investigativo. Ha collaborato con la Repubblica, il manifesto, Presadiretta, Le Iene, Report e con la BBC. Nel 2015, i due autori hanno vinto il Premio Morrione per il videogiornalismo investigativo con la video-inchiesta Fondi rubati all’agricoltura. (By Gianluca Zanella Editing)

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Giornate di studio alla Galleria Borghese

Posted by fidest press agency su lunedì, 2 marzo 2020

Roma lunedì 23 marzo presso la Galleria Borghese Piazzale Scipione Borghese 5 e martedì 24 marzo presso il Centro di Studi sulla Cultura e l’Immagine di Roma – Biblioteca Nazionale Centrale di Roma, si terrà una serie di brevi interventi su tematiche pertinenti soprattutto al Barocco romano, in relazione agli studi di Lavin, o di testimonianze rivolte alla persona e all’attività del grande studioso.
Alla giornata del 23 marzo alla Galleria Borghese saranno presenti Marilyn Aronberg Lavin, storica dell’arte, Anna Coliva, Direttrice della Galleria, Marcello Fagiolo, presidente del Centro di Studi sulla Cultura e l’Immagine di Roma, Claudio Strinati, storico dell’arte.
Tra i relatori Claudia Cieri Via, Sapienza Università di Roma; Anna Lo Bianco, storica dell’arte; Francesco Petrucci, Palazzo Chigi, Ariccia; Horst Bredekamp, Humboldt Universität zu Berlin; Tod Marder, The State University of New Jersey. Ha inviato una sua relazione Ann Sutherland Harris, University of Pittsburgh.
Gli studi di Irving Lavin (Saint Louis, Missouri, 14 dicembre 1927 – Princeton, New Jersey, 3 febbraio 2019) sono fondamentali per la storia dell’arte e della cultura. Rivolte inizialmente anche all’arte tardoantica, le sue ricerche si orientano soprattutto sull’arte italiana del Cinquecento e del Seicento per incentrarsi in particolare, dagli anni Sessanta del XX secolo, sul barocco romano. Lavin interpreta la relazione tra contenuto e forma attraverso un metodo complesso e filologicamente rigoroso ma insieme innovativo e vivace, fondato sull’indagine degli aspetti storici, documentari, formali, iconografici, sullo studio delle fonti, esaminando problemi di recezione e contesto culturale e sociale. Sono centrali gli studi su Bernini, che comprendono anche numerose e interessanti integrazioni del catalogo dell’artista, del quale Lavin è stato un interprete imprescindibile. Si ricordano, tra gli altri, Bernini and the Crossing of St. Peter’s (1968) e Bernini and the Unity of the Visual Arts (1980) testo definitivo di riferimento per gli studi sull’artista; ma i suoi vasti interessi si estendono fino all’arte contemporanea, con saggi su Picasso, Jackson Pollock, Frank Gehry.

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Gli invisibili della nostra società

Posted by fidest press agency su lunedì, 2 marzo 2020

Roma martedì 3 marzo 2020, alle 14.30, all’Università Europea di Roma (via degli Aldobrandeschi 190) incontro “Censimento degli invisibili”, nell’ambito delle attività di Responsabilità sociale dello stesso ateneo.Sarà un viaggio alla ricerca degli invisibili nel mondo di oggi, attraverso riflessioni e letture di poesie. Interverranno Cesare Davide Cavoni, curatore della trasmissione di TV2000 “Buone notizie” e autore del libro “Censimento degli invisibili”, e il giornalista Carlo Climati.Gli incontri di Responsabilità sociale fanno parte delle attività di Formazione Integrale dell’Università Europea di Roma. Il progetto educativo di questo ateneo punta a sviluppare tutte le sfaccettature della persona, le sue facoltà, le sue abilità e competenze, in modo armonico e completo. Si cerca di favorire l’inserimento dei giovani nella società, offendo strumenti che possano aiutarli a scoprire il senso più profondo della vita.
Sono tanti gli invisibili della società contemporanea: i migranti che muoiono in mare cercando una speranza, i disabili che affrontano ogni giorno una vita piena di ostacoli, le nuove schiave della prostituzione e della tratta, gli anziani soli, le persone malate, le vittime della droga e delle nuove forme di dipendenza. Queste persone esistono. Ma a volte sembriamo non accorgercene, perché vivono in eterne periferie dell’anima e dello spazio, ai margini della storia. Ce ne ricordiamo soltanto attraverso statistiche e numeri.

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Elezioni Israele 2020

Posted by fidest press agency su lunedì, 2 marzo 2020

Mancano ormai pochissimi giorni alle nuove elezioni in Israele, il terzo tentativo in un anno di costruire una maggioranza parlamentare capace di dare un governo pieno al paese e i sondaggi, certamente fallibili ma numerosi, sembrano escludere che si possa ottenere questa maggioranza anche stavolta. Non è una situazione insolita: in Spagna si è costituito un governo con maggioranza molto debole dopo quattro elezioni in due anni; i governi italiano, francese, anche tedesco sono più o meno in crisi e dai sondaggi sembra che eventuali risultati elettorali non li confermerebbero, insomma c’è una crisi piuttosto diffusa della democrazia rappresentativa, che al di là delle peculiarità dei singoli partiti deriva da una perdita di egemonia dei tradizionali apparati ideologici (partiti tradizionali, stampa, “stato profondo” e cioè soprattutto sistema giudiziario, diplomatico e universitario), che pure conservano un potere predominante, su larghi strati della popolazione. Al di là delle singole forme in cui questa crisi si manifesta, vi sono sintomi comuni, come la messa sotto accusa da parte del sistema giudiziario o politico di leader che sono espressione di questa spinta (Netanyahu in Israele, Salvini in Italia, Trump negli Usa, Wilders in Olanda ecc.), la sostituzione della stampa con i social media quali mezzi principali di comunicazione politica, naturalmente condannata non solo dagli editori e dai politici, ma anche dagli intellettuali, la mancanza di consenso trasversale anche sui grandi tempi di interesse nazionale.In Israele le cose sono rese più conflittuali da una serie di fattori, innanzitutto dalla presenza di quasi il 20% dell’elettorato che non si riconosce affatto nelle fondamenta sionista dello stato (non solo gli arabi, ma anche gli estremisti antisionisti di origini ebraiche, soprattutto di estrema sinistra). Vi è poi in generale un sistema politico estremamente parcellizzato in gruppi per così dire tribali, per cui fedeltà collettiva precede le scelte politiche. Per esempio i due partiti religiosi (haredì), che condividono buona parte del programma, sono irrimediabilmente divisi per affiliazione d’origine fra askenaziti e sefarditi; gli elettori di Israel Beitenu, tendenzialmente nazionalisti, continuano a seguire le posizioni del loro leader Lieberman, anche se da un paio d’anni egli ha reso impossibile la conferma dello schieramento di destra cui naturalmente essi appartengono, per odio a Netanyahu e contrapposizione con i religiosi. Di solito si incolpa delle difficoltà di formare il governo il sistema elettorale israeliano (proporzionale puro, con un collegio unico nazionale, liste degli eletti dipendenti dalle scelte dei partiti, barriera di ingresso piuttosto bassa (3,5%)), accusandolo di favorire la frammentazione politica; ma probabilmente è vero l’inverso: è la frammentazione dell’elettorato, la personalizzazione delle sue scelte, l’enfasi sulle differenze, che ha determinato questo sistema e la coseguente difficoltà nel produrre maggioranze, che dura da settant’anni, tanto che anche il padre della patria Ben Gurion ne fece più di una volta le spese.
Oggi il paradosso vuole che nel paese permanga una maggioranza chiara a favore delle politiche che Netanyahu ha condotto negli ultimi dieci anni: contenimento della “questione palestinese”, senza rotture ma senza illusione di soluzioni magiche e cercando di gestire il conflitto e di limitare la violenza evitando nei limiti del possibile una guerra; resistenza diplomatica e militare all’imperialismo iraniano con la costruzione di alleanze larghe e in parte sottotraccia con i paesi arabi sunniti; collaborazione piena con chi sostiene Israele (per esempio Trump) e rifiuto di piegarsi alle imposizioni di chi lo avversa (Obama, l’Unione Europea), anche qui però cercando di non rompere e di gestire il conflitto; liberalismo in economia, investimenti in settori innovativi, relazioni non conflittuali con il mondo religioso anche a costo di ritardare la loro integrazione nelle forze armate e di non soddisfare le richieste degli ebrei americani prevalentemente non ortodossi eccetera.Su questa linea sono infatti schierati non solo il Likud (che vale fra il 25 e il 30% dei voti), ma anche i religiosi (fra il 12 e il 15%) la destra (intorno al 6-8%), ma anche gli elettori di Israel Beitenu (intorno al 6-8%) e perfino qualche elettore del movimento Bianco-Azzurro (che vale anch’esso il 25-30%), ma che è la fusione di tre partiti o movimenti personali, per lo più di centrosinistra. Ha dunque senso sommare la quota elettorale di questo movimento con la sinistra unificata (intorno al 6-8%). A parte vanno considerati i partiti arabi federati: alcuni di essi sono chiaramente vicini a movimenti terroristi, come Hamas, altri sostengono l’Autorità Palestinese, ma anche i più “moderati” sono chiaramente antisionisti, disposti a collaborare eventualmente a un governo solo se per esempio non accettasse il piano Trump e se non esercitasse il diritto all’autodifesa di Israele.Ecco il paradosso, dunque: esiste nel paese una maggioranza chiara a favore delle politiche incarnate da Netanyahu (elettori del Likud, della destra, dei religiosi, di Israel Beitenu); ed esiste nella rappresentanza politica una maggioranza che vuole “chiunque ma non Netanyahu): arabi, sinistra, bianco-azzurri, Lieberman, magari con l’appoggio di pezzi importanti del sistema giudiziario e mediatico. Il cuore della contraddizione, come è chiaro, è Israel Beitenu e il suo leader Lieberman. Anche perché un fronte incentrato sui bianco-azzurri avrebbe serissime difficoltà a proporre un programma di governo unitario e poi a mantenerlo: Lieberman e gli arabi si sono dichiarati a vicenda incompatibili; Gantz ha detto di volere approvare il piano Trump, che per gli arabi è inaccettabile; bisogna chiedersi che cosa direbbero gli stessi arabi ma anche l’estrema sinistra di Meretz se si rendesse necessaria una difesa militare attiva in Libano e Siria o un’operazione a Gaza.
Gantz ha già detto che non intende imbarcare al governo i partiti arabi, ma questo li lascerebbe solo la possibilità di un governo di minoranza, che non è affatto detto riuscirebbe a comporre e comunque sarebbe dipendente dalla loro astensione alla Knesset, ritirabile in qualunque momento. E del resto non è affatto detto che l’estrema sinistra “post-sionista” di Meretz presenterebbe meno difficoltà. Sia Gantz che Lieberman hanno fatto conto sulla possibile frammentazione dello schieramento di destra e sul tradimento di Netanyahu da parte del Likud; ma queste cose non sono accadute nei mesi scorsi e non si vede perché dovrebbero avvenire adesso, dopo gli ottimi risultati degli ultimi mesi di governo. Dunque è probabile che le consultazioni dopo il 3 marzo saranno di nuovo senza esisto e che si vada a nuove elezioni a settembre. Nel frattempo il processo a Netanyahu inizierebbe, ma non è affatto detto che questo vada a suo danno, perché nell’impostazione dell’accusa vi sono numerosi elementi problematici che emergerebbero a un dibattito pubblico che Netanyahu ha sempre voluto e mai ottenuto, come non ha mai ottenuto un confronto con Gantz. Insomma al momento non si vedono soluzioni per lo stallo del sistema politico israeliano. Non resta che sperare in una spinta innovativa dell’elettorato. (by Ugo Volli)

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Le malattie rare e la loro incidenza

Posted by fidest press agency su lunedì, 2 marzo 2020

“Le malattie si definiscono rare quando la loro prevalenza, intesa come il numero di caso presenti su una data popolazione, non supera una soglia stabilita. In Europa questa ultima e’ fissata allo 0,05 per cento della popolazione, ossia 5 casi su 10.000 persone. Le malattie rare che colpiscono l’apparato oculare sono circa il 7-9% di tutte le malattie rare. Tra queste la piu’ frequente e’ il cheratocono, una patologia della cornea che colpisce molti giovani e giovanissimi e che, se diagnosticata precocemente, puo’ essere trattata con il cross linking del collagene corneale con il mantenimento di una buona acuita’ visiva”. Cosi’ si esprime l’Associazione italiana dei Medici Oculisti, in occasione oggi della Giornata mondiale delle Malattie Rare. “Oltre che da fattori genetici- prosegue AIMO- il cheratocono puo’ essere causato, in soggetti predisposti, anche da cattive abitudini come lo strofinamento degli occhi”.
Poi ci sono la “retinite pigmentosa (1/4000), molto invalidante e difficilmente trattabile fino ad oggi- fanno sapere gli oculisti di AIMO- il retinoblastoma (1/18000), il tumore maligno pediatrico piu’ frequente, la malattia di Stargardt (1/10000) e la distrofia vitelliforme di Best (incidenza variabile) che colpiscono la retina. Inoltre, si possono verificare numerose distrofie corneali anche congenite, l’atrofia ottica di Leber (1/15000-50000), il coloboma congenito del nervo ottico o della coroide e l’aniridia, ovvero l’assenza congenita in entrambi gli occhi dell’iride”. La Rete nazionale dedicata alle malattie rare prevista dal decreto 279/2001 e’ costituita da presi’di accreditati, cioe’ ospedali e centri appositamente individuati dalle Regioni attraverso atti normativi e abilitati all’assistenza in regime di esenzione delle persone affette da malattie rare, partendo dalla diagnosi fino al trattamento, in Italia sono numerosi i centri di riferimento diffusi sul territorio nazionale.”Il Decreto ministeriale – ricorda AIMO – ha istituto inoltre, presso l’Istituto Superiore di Sanita’ (ISS), il Registro nazionale delle Malattie Rare (RNMR che ha l’obiettivo di effettuare la sorveglianza delle malattie rare e di supportare la programmazione nazionale e regionale degli interventi per i soggetti affetti da malattie rare. Da Marzo 2017 e’ attiva anche una rete di riferimento europea denominata ERN-EYE”. Quindi l’Associazione Italiana Medici Oculisti e’ “da sempre in prima linea per promuovere e diffondere l’impegno degli oculisti italiani in tema di malattie rare oculari, ha organizzato periodicamente giornate di screening per la diagnosi precoce di queste patologie, ha partecipato alla redazione in collaborazione con AIChe (Associazione Italiana Cheratoconici) di un opuscolo informativo per i pazienti affetti da cheratocono e ha creato una pagina Facebook- concludono- dove i pazienti affetti possono rivolgere domande sulla loro patologia agli oculisti di AIMO”.

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Firenze: La mostra di Palazzo Strozzi Tomás Saraceno

Posted by fidest press agency su lunedì, 2 marzo 2020

Firenze. Aria, a cura di Arturo Galansino, dedicata a uno dei più originali e visionari artisti contemporanei al mondo che ad oggi ha superato le 4.000 presenze è aperta regolarmente tutti i giorni ore 10.00-20.00, giovedì fino alle 23.00 e tutte le attività educative e collaterali si stanno svolgendo come da programma così che fiorentini e turisti possano ritrovare l’entusiasmo di vivere la cultura “ La cultura non si ferma! Credo fermamente che sia il mezzo più potente per combattere il clima di paura che stiamo vivendo in questi giorni. Palazzo Strozzi è aperto e invita tutti a vedere la mostra di Tomás Saraceno la cui arte ci fa riflettere su problemi e sfide caratteristici della nostra era – l’Antropocene – divenuti sempre più urgenti, come l’inquinamento, i cambiamenti climatici, la sostenibilità, il superamento di barriere geografiche e sociali” afferma Arturo Galansino, Direttore Generale della Fondazione Palazzo Strozzi e curatore della mostra. “A Palazzo Strozzi la ricerca artistica di Tomás, che con la sua visione aperta e interconnessa schiude mondi utopici e allo stesso tempo reali, viene ulteriormente amplificata di senso e resa esteticamente unica dal confronto con il nostro edificio, simbolo dell’Umanesimo. Il titolo della mostra – Aria – oltre a riferirsi a temi ed elementi caratteristici del lavoro dell’artista, vuole essere un monito al rispetto del pianeta e della sua atmosfera, ormai criticamente compromessa, e prefigurare il passaggio ad una nuova era geologica – l’Aerocene – incentrata proprio su questo preziosissimo elemento, ha anche implicazioni musicali, data la presenza nell’esposizione del ritmo delle vibrazioni delle ragnatele e della sonificazione delle onde gravitazionali provenienti dall’Universo. Un approccio interdisciplinare che ci fa percepire la complessa rete che collega l’uomo sia al microcosmo delle particelle, sia al macrocosmo dei mondi”.
La mostra è accompagnata da un ricco programma di eventi e attività che include la realizzazione di speciali progetti partecipativi, in collaborazione con Aerocene Foundation, come gli Aerocene Flights, che si terranno presso la Manifattura Tabacchi, dove è anche ospitata una selezione di video e materiali dedicati ad Aerocene, e Museo Aero Solar sviluppato con la partecipazione dell’Istituto Europeo di Design (educational partner) e Publiacqua, spettacolari performance di elementi volanti che si basano sulla ricerca dell’artista di sperimentare nuove forme di mobilità, alimentati dall’aria e dall’energia solare e non dai combustibili fossili.La mostra è promossa e organizzata da Fondazione Palazzo Strozzi e dallo Studio Tomás Saraceno. Con il sostegno di Comune di Firenze, Regione Toscana, Camera di Commercio di Firenze e Fondazione CR Firenze. Con il supporto di Terna. In collaborazione con Manifattura Tabacchi e con la partecipazione di Istituto Europeo di Design (IED)

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Libro: Il melograno

Posted by fidest press agency su lunedì, 2 marzo 2020

Di Alessandra Gentile e Giuseppina Las Casas I Edizione € 18,00 – Edagricole di New Business Media srl Pagine 160. Il melograno è una pianta coltivata da tempi molto antichi e in molteplici ambienti ma è sempre stato considerato una coltura minore, nonostante sia destinato a vari usi, dall’ornamentale all’alimentazione umana e animale. Le moderne ricerche hanno confermato le altissime proprietà alimentari e salutistiche della pianta, in particolare del frutto, determinando oggi un incremento della domanda da parte dell’industria di trasformazione e, di conseguenza, una forte crescita delle produzioni.In questo libro, rivolto a tecnici, agronomi e agricoltori, si espongono i progressi in campo scientifico che hanno riguardato l’introduzione di nuove promettenti cultivar, le tecniche agronomiche per la coltivazione su larga scala e le tecnologie applicate ai processi di lavorazione e di trasformazione del frutto.
Alessandra Gentile è Professore ordinario di Arboricoltura generale e coltivazioni arboree presso il Dipartimento di Agricoltura, Alimentazione e Ambiente dell’Università degli Studi di Catania. Ha effettuato numerosi periodi di formazione all’estero e ricoperto varie cariche all’interno dell’Università, tra cui quella di prorettore.
Giuseppina Las Casas è assegnista di ricerca presso il Dipartimento di Agricoltura, Alimentazione e Ambiente dell’Università degli Studi di Catania. http://www.edagricole.it

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Provvedimenti per contrastare battuta d’arresto dell’economia

Posted by fidest press agency su lunedì, 2 marzo 2020

Roma “Chiederemo al Parlamento l’autorizzazione a scostarci dai saldi di bilancio, anche in deficit, per contrastare la battuta d’arresto che la nostra economia può subire a causa del Coronavirus. Per far questo chiederemo il sostegno di tutti i Gruppi parlamentari.Nel Decreto a cui stiamo lavorando, ci saranno anche misure a beneficio dell’intero Paese, che vanno dal sostegno alle esportazioni e promozione dell’Italia nel Mondo, lo sblocco immediato e la cantierizzazione degli investimenti, crediti d’imposta e maggiore liquidità per le imprese”. Così il Vice Ministro dell’Economia e delle Finanze, Laura Castelli.

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Nuove dipendenze giovanili

Posted by fidest press agency su lunedì, 2 marzo 2020

Roma. Prendono il via tre nuovi progetti destinati agli adolescenti, sulle nuove dipendenze giovanili e sullo sport come strumento di promozione dell’inclusione.Promossi da Roma Capitale – Assessorato alla Persona, Scuola e Comunità solidale, Dipartimento Politiche Sociali – Direzione Salute e Benessere, e realizzati dalla Fondazione Roma Solidale, i progetti saranno realizzati in collaborazione con gli Istituti Scolastici di Roma.“Iperconnessi”, innovativo studio sulle attuali modalità di comunicazione con smartphone e social media, che possono causare dipendenze (nomofobia, ringxiety, phubbing), realizzerà interventi sperimentali coinvolgendo ragazzi delle classi quarte e quinte della primaria, e di tutto il ciclo della secondaria. Obiettivo: informare e formare sull’utilizzo corretto e consapevole dei nuovi strumenti di comunicazione e socializzazione.“Binge Drinking”, invece, giunto alla seconda edizione, si occuperà del fenomeno omonimo di moda tra i ragazzi (che prevede l’assunzione di più bevande alcoliche in poco tempo per un’ubriacatura immediata) e sarà rivolto ai ragazzi di medie e superiori. Partendo dai risultati emersi dallo studio dello scorso anno è stata sviluppata anche una campagna di comunicazione social che accompagnerà gli eventi del progetto.“Giovani in campo” sarà la modalità di approccio per affrontare tematiche come sessismo, razzismo e bullismo con uno strumento carico di elementi simbolici immediatamente condivisibili: il calcio. Attraverso giornate dedicate allo sport, tornei, divertimento i ragazzi di Istituti Scolastici di ogni ordine e grado sperimenteranno il calcio solidale, uno strumento per fare comunità, senza distinzioni e discriminazioni.La sindaca Virginia Raggi ha sottolineato l’impegno costante di Roma Capitale nella progettualità scolastica, determinante per coinvolgere i ragazzi su tematiche che li riguardano in prima persona, dall’eccesso di uso dello smartphone a fenomeni come il bullismo e il razzismo. Su ogni tematica è possibile far crescere una consapevolezza che inneschi la scelta di stili di vita positivi.
L’assessora alla Persona, Scuola e Comunità solidale Veronica Mammì ha evidenziato l’importanza delle azioni di sensibilizzazione tra i ragazzi per fare rete. L’obiettivo di questi progetti è dare vita ad una cultura di condivisione e solidarietà, sviluppando anche nei ragazzi il senso critico necessario ad operare scelte positive e consapevoli.

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3 step suggeriti da Elmec per mettere in atto lo smart-working a tempi di record

Posted by fidest press agency su lunedì, 2 marzo 2020

Gli strumenti tecnologici indispensabili per lo smart working sono un PC portatile, un set di cuffie, i software per lavorare in modo collaborativo con i propri colleghi e una connettività a Internet opportunamente configurata e dimensionata. Il primo passo che un’azienda deve compiere per permettere a un dipendente di lavorare in Smart Working è, quindi, la richiesta di PC portatili configurati per accedere a un’unica rete secondo gli standard aziendali (il cosiddetto Smart-Staging).Il notebook e i relativi accessori devono essere recapitati presso il domicilio del dipendente che può essere così abilitato ad avere accesso alle risorse IT necessarie alla produttività remota. Una volta poi che si hanno a disposizione a casa propria tutti gli strumenti correttamente configurati è altrettanto importante mantenere nel tempo una corretta gestione della postazione di lavoro. Il servizio di Managed Workplace messo a disposizione dei propri clienti da Elmec permette inoltre di riconfigurare da remoto i dispositivi e mantenerli aggiornati e sicuri da remoto per lunghi periodi.
Elmec Informatica SpA con 700 dipendenti, un fatturato di 114 milioni di euro, 10 sedi in Italia (6 a Brunello, una a Gazzada, una a Brescia, una a Padova e una a Parma) e una in Svizzera, è managed services provider di servizi e soluzioni IT per le aziende e offre una copertura internazionale in oltre 100 Paesi. Fondata nel 1971 da Clemente Ballerio e Cesare Corti per l’attività di elaborazione meccanografica, oggi il provider italiano implementa progetti innovativi che migliorano i processi IT delle aziende: dalla fornitura e i servizi per i device, alla gestione dei sistemi e del network. (fonte: http://www.elmec.com e https://mirandola.net)

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Coronavirus: bozza dl, stretta su aumento prezzi

Posted by fidest press agency su lunedì, 2 marzo 2020

“Bene considerare pratiche commerciali scorrette gli incrementi ingiustificati dei prezzi. Un passo avanti importante. Ma non basta. Si può fare di più! Fissare una soglia così alta, pari al triplo del prezzo di listino, vuol dire consentire speculazioni dei prezzi, visto che già raddoppiare i prezzi di una mascherina non è certo etico ed accettabile” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori, commentando la bozza del dl sul Coronavirus.”Da anni chiediamo una definizione di prezzo anomalo. L’assurdità è che oggi sono rigidamente regolamentate le vendite sottocosto mentre non c’è nessun divieto di speculazione che impedisca ricarichi eccessivi. Ma questo deve essere reso possibile non solo in caso di situazioni di allarme sociale, ma anche in concomitanza di scioperi, maltempo ed altri eventi e circostanze similari” conclude Dona. (Mauro Antonelli)

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Sanders capolista e i timori del Partito Democratico

Posted by fidest press agency su lunedì, 2 marzo 2020

“Non piace a nessuno e nessuno vuole lavorare con lui”. Così Hillary Clinton in una recente intervista al Hollywood Reporter mentre commentava Bernie Sanders, il quale le diede filo da torcere nelle primarie democratiche del 2016. Adesso, la Clinton è in grande misura fuori dalla politica dopo essere stata sconfitta da Donald Trump nel 2016, ma la sua voce rimane sempre potente.
La Clinton sbaglia però come ci indicano le tre recenti primarie democratiche e i sondaggi nazionali che piazzano Sanders al primo posto per la nomination e l’eventuale sfida a Trump nel mese di novembre. Nel caucus dell’Iowa Sanders è arrivato secondo dopo Pete Buttigieg, ex sindaco di South Bend, Indiana, per quanto riguarda i delegati, ma primo nel voto popolare. Nel secondo test in New Hampshire Sanders è uscito vincitore e nel recentissimo caucus in Nevada la sua vittoria è stata schiacciante (46 per cento dei consensi). Inoltre il senatore indipendente del Vermont che adesso corre come democratico ha fatto notevoli progressi per le primarie del South Carolina tra gli afro-americani che dovrebbero essere la roccaforte di Joe Biden, il quale è in caduta libera. Che Sanders si sia già guadagnato il ruolo di “front-runner” (capolista) ce lo conferma l’ultimo dibattito nel quale è stato attaccato da quasi tutti gli altri sei avversari a Charleston pochi giorni prima delle primarie del South Carolina.Gli attacchi sono emersi da tutti gli altri sei candidati, cinque centristi, e da Elizabeth Warren, caso a parte poiché lei auspica un’ideologia molto simile a quella di Sanders. Per i centristi preoccupa l’identificazione di Sanders con il socialismo e il suo linguaggio spesso colorato da termini come “rivoluzione” alle urne per potere mettere in pratica la sua agenda. Ciò include in sintesi aumenti alle tasse dei benestanti, Medicare for All (sanità nazionale per tutti), aumento del salario minimo a 15 dollari l’ora, università pubblica gratis, e una linea di politica internazionale che verte a sinistra. Costi troppo alti, secondo alcuni centristi come Buttigieg che ha definito l’agenda di Sanders come “castelli in aria”.Le differenze di opinione con Sanders sono emerse dal fatto che solo la menzione del termine socialismo sarà un problema a novembre poiché Trump lo attaccherebbe ferocemente. Questa presa di posizione dimentica che l’attuale inquilino alla Casa Bianca attaccherebbe anche Madre Teresa se lei dovesse vincere la nomination del Partito Democratico. Un’accusa dunque senza fondamenta anche se, Paul Krugman, vincitore del Premio Nobel per l’economia e autorevole opinionista del New York Times, sostiene senza tutti i torti, che il termine socialista ingrandisce il bersaglio per gli assalti di Trump. Krugman riconosce che i giovani non sono spaventati dal termine socialismo ma reitera l’indispensabilità di voti dei meno giovani per il successo a novembre.
Sanders al dibattito di Charleston si è difeso reiterando che il suo uso di socialismo democratico non corrisponde a quello fallimentare immaginato dai centristi e della destra, ossia dell’Unione Sovietica o Venezuela, ma un tipo di socialismo democratico evidenziato nei Paesi Scandinavi. Si tratta di Paesi capitalisti con programmi sociali elaborati che temperano gli eccessi e gli abusi del capitalismo sfrenato, offrendo un tenore di vita più equanime alla società. Ha ragione, ovviamente, ma la paura che Sanders possa vincere la nomination e condurre il partito a una sconfitta alle presidenziali di novembre e di conseguenza anche della maggioranza nella legislatura è forte. I grandi donatori democratici rimangono dunque a bordo campo e non vogliono investire in caso di una vittoria di Sanders alle primarie. Da non dimenticare anche che Sanders non vuole niente a che fare con grossi contribuenti, preferendo giustamente piccole donazioni che fino ad adesso lo hanno supportato in maniera molto efficace con più di 130 milioni di dollari.
Gli attacchi a Sanders sono però anche venuti da “fuoco amico” rappresentati da Elizabeth Warren, senatrice del Massachusetts, la quale offre un programma politico molto simile a quello di Sanders. Esistono però alcune differenze di non poca importanza. La Warren non si è autodefinita socialista ma bensì capitalista, diminuendo un eventuale bersaglio ad attacchi della destra. Inoltre la senatrice si differenzia da Sanders nel fatto che il suo programma di sanità nazionale non aumenterebbe le tasse alla classe media come farebbe Sanders. Il senatore del Vermont ha fatto però notare che il suo piano costerebbe meno di quello attuale e coprirebbe tutti invece di lasciare 80 milioni di americani senza assicurazione medica o con copertura inefficace. La Warren dissente anche da Sanders sulla questione delle armi da fuoco, punto alquanto debole di Sanders il quale proviene da uno stato rurale, dove il possesso di armi da fuoco è popolare. Finalmente per quanto riguarda la questione di implementare l’agenda una volta conquistata la Casa Bianca, la Warren favorisce l’eliminazione del filibuster al Senato che richiede 2 terzi dei voti per fare approvare nuove leggi. Questa regola concede il potere a un’eventuale minoranza repubblicana di bloccare l’agenda di un presidente democratico. Sanders invece manterrebbe il filibuster poiché secondo lui la “rivoluzione” elettorale lo neutralizzerebbe.Il fatto che Sanders si trovi al primo posto nei risultati e nei sondaggi nazionali ha avuto l’effetto di scrutini ampliati incluso le sue attività e dichiarazioni su alcuni aspetti positivi di dittatori come Fidel Castro. Ciò ovviamente presenta il rischio di dipingere Sanders come amante del sistema di Cuba e altri regimi autoritari di sinistra nonostante i chiarimenti del senatore del Vermont e le sue dovute distanze espresse categoricamente.Le imminenti primarie in South Carolina e soprattutto quelle del Super Tuesday il 3 marzo con 14 Stati alle urne (40 percento della popolazione americana) potrebbero dare conferme sull’inevitabilità di Sanders vittorioso della nomination. In questo caso l’establishment del Partito Democratico dovrà sviluppare una strategia non solo per assistere Sanders ma di usare la sua efficacia politica al servizio degli altri candidati democratici nelle elezioni locali, statali e federali. Non sarà facile, ma nemmeno impossibile.
Domenico Maceri, PhD, è professore emerito all’Allan Hancock College, Santa Maria, California.

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Massimo Cacciari e Barbara Carnevali nuovi membri del Comitato scientifico del festivalfilosofia

Posted by fidest press agency su lunedì, 2 marzo 2020

L’anno 2019 ha scosso il festivalfilosofia con la perdita di due indimenticabili maestri come Tullio Gregory e Remo Bodei, che ne avevano fatto parte fin dalla prima edizione. Per proseguire il cammino avendo come esempio quegli insegnamenti, il Consorzio che organizza la manifestazione ha deliberato due nuovi ingressi nel Comitato scientifico dell’Ente: si tratta di Massimo Cacciari e Barbara Carnevali, che vi siederanno assieme a Marc Augé e Michelina Borsari. Il festivalfilosofia immagina così che l’anno del suo ventennale diventi non solo occasione di bilancio, ma soprattutto di rilancio, delle sue attività, per continuare nel compito di comunicazione della cultura e di elaborazione delle questioni filosofiche più rilevanti nella sfera pubblica. Forte del sostegno dei suoi Soci, del riscontro di pubblico e dell’opera corale che i relatori protagonisti del programma mettono in atto a ogni edizione, il festival intende restare un punto di riferimento nazionale e internazionale, aperto e plurale, per la filosofia intesa come esercizio pubblico e critico.
Massimo Cacciari (Venezia, 1944) è professore emerito di Estetica presso l’Università Vita-Salute San Raffaele di Milano, dove è stato primo Preside della Facoltà di Filosofia. È socio dell’Accademia dei Lincei. Tra i più prestigiosi riconoscimenti alla sua opera si segnalano il premio Hannah Arendt per la filosofia politica nel 1999, il premio dell’Accademia di Darmstadt nel 2002, la medaglia d’oro del Circulo de bellas Artes di Madrid nel 2005, la medaglia d’oro “Pio Manzù” del Presidente della Repubblica Italiana nel 2008, il premio De Sanctis per la saggistica nel 2009. È stato insignito della Laurea honoris causa in Architettura dall’Università di Genova nel 2002, di quella in Scienze politiche dall’Università di Bucarest nel 2007, e di quella in Tradizione e filologia classica dall’Alma Mater di Bologna nel 2014.
Barbara Carnevali (Milano, 1972) attualmente è directrice d’études presso l’Ecole des Hautes Etudes en Sciences Sociales di Parigi; il suo percorso di ricerca e d’insegnamento ha avuto un carattere internazionale che l’ha portata in alcune delle più prestigiose istituzioni culturali come, tra le altre, Fellow della Fondazione Fullbright presso l’Università di Chicago, membro dell’Institut d’Études Avancées di Parigi e dell’Italian Academy for Advanced Studies presso la Columbia University di New York.

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Video consulti per i malati oncologici

Posted by fidest press agency su lunedì, 2 marzo 2020

In accordo con il Direttore Generale della AOU Federico II avv. Anna Iervolino, la Prof.ssa Gabriella Fabbrocini direttore della UOC di Dermatologia Clinica della AOU Federico II di Napoli ha disposto, con effetto immediato e fino a revoca, per tutti i pazienti oncologici afferenti all’ambulatorio “Il Corpo Ritrovato” la possibilità di video-consulti via Skype L’iniziativa è stata adottata a scopo cautelativo, in risposta all’emergenza sanitaria collegata all’infezione da COVID-19, per tutelare i pazienti più fragili evitando la loro permanenza in ambiente ospedaliero e nel contempo offrire l’indispensabile assistenza sanitaria di cui necessitano. “In questo momento delicato e particolare per la nostra sanità, è di fondamentale importanza tutelare le categorie a rischio come gli immunodepressi, i pazienti oncologici, i pazienti più anziani” spiega Anna Iervolino, direttore dell’Azienda Ospedaliera Sanitaria Federico II di Napoli “l’iniziativa promossa insieme con la prof.ssa Gabriella Fabbrocini è un esempio brillante di come si può far fronte all’emergenza garantendo l’adeguata assistenza a tutti.” Le video consulenze saranno disponibili per tutti i pazienti oncologici afferenti all’ambulatorio “Il Corpo ritrovato” e per i pazienti che praticano terapie immunosoppressive prescritte presso gli ambulatori della dermatologia il lunedì dalle 09.00 alle 12:00 e il mercoledì dalle 09:00 alle 12:00, cercando dal proprio account Skype il contatto “corpo ritrovato”. L’ambulatorio “Il Corpo Ritrovato”, nato ormai 10 anni fa da un’idea della Prof. Fabbrocini, è specificamente dedicato alla prevenzione e al trattamento delle tossicità cutanee in corso di oncoterapia. I responsabili, dott. Maria Carmela Annunziata e Davide Fattore sono, come sempre, a disposizione dei pazienti ogni lunedì e mercoledì al II piano dell’Edificio 10 (Contatti: telefono 0817462362).

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Reintroduzione dell’obbligo del certificato medico per il rientro a scuola

Posted by fidest press agency su lunedì, 2 marzo 2020

“Il provvedimento rischia di far collassare la rete di cure primarie su cui già si sta poggiando largamente la gestione dell’emergenza Coronavirus. Il governo riveda una norma priva di fondamento scientifico e che contraddice le raccomandazioni sin qui promosse per contenere l’epidemia”. Questo l’appello del Presidente della Federazione Italiana Medici Pediatri, Paolo Biasci sulla misura contenuta nel DPCM del 25 febbraio scorso, che prevede, dopo un’assenza superiore a 5 giorni, la presentazione del certificato medico per la riammissione a scuola.“Da una parte chiediamo alle famiglie di limitare gli accessi non necessari in ambulatorio e prediligere un primo contatto telefonico, dall’altra le costringiamo ad affollare gli studi medici per un adempimento burocratico cancellato tempo fa proprio perché privo di valore scientifico. Come possiamo infatti – denuncia Biasci – certificare con certezza la non contagiosità di un paziente, come possiamo contenere il rischio della propagazione del virus in uno studio affollato, come non correre il rischio di essere contagiati noi stessi e diventare vettori del virus?”“Il quadro di questo nuovo Coronavirus è ancora assai incerto – spiega Mattia Doria, Segretario nazionale alle Attività Scientifiche ed Etiche della FIMP –. Lo è per tutti i medici di cure primarie. Nessuno di noi ha gli strumenti per certificare con ragionevole certezza l’assenza del nuovo Coronavirus nelle vie respiratorie. Mentre è proprio questo che le disposizioni del DPCM sottendono. E poi, non è più “pericoloso” un bambino che torna a scuola dopo 4-5 giorni di assenza senza certificato (perché non previsto) rispetto a quello che torna guarito dopo 6-7 giorni? Inoltre, se è vero che i bambini sembrano meno colpiti, è altrettanto vero, come dicevamo in tempi non sospetti, che possono fungere da incubatori del nuovo Coronavirus, rimanere paucisintomatici e trasmetterlo a persone anziane o con una fragilità immunitaria importante”. “Se non proteggiamo il sistema della medicina territoriale è a rischio collasso l’intero sistema sanitario – conclude il Presidente Biasci -. Gli accessi ai Pronto Soccorso si sono ridotti di oltre il 30% negli ultimi giorni proprio grazie al lavoro capillare che facciamo con le famiglie. Dobbiamo restare in prima linea, ma dobbiamo essere messi in condizione di farlo e di farlo in sicurezza. In molte Regioni sono in distribuzione mascherine chirurgiche che, come è noto, non servono a nulla. Ci aspettiamo maggiore attenzione per un ambito, quelle delle cure territoriali, già sottoposto a grandi pressioni”.

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Coronavirus: Anief chiede per le scuole di trovare soluzioni adeguate

Posted by fidest press agency su lunedì, 2 marzo 2020

 

A distanza di vari giorni dalla prima lettera inviata da Anief all’ufficio V del Maeci nessuno ha preso decisioni. Il personale scolastico, le scuole, i dirigenti scolastici non hanno ricevuto nessuna direttiva che indichi con chiarezza, e nel rispetto dei diritti di ciascuno, cosa fare in questa situazione di emergenza. Il Presidente dell’Anief, Marcello Pacifico, afferma che “l’attuale emergenza ha caratteristiche assimilabili alle calamità naturali e che si devono prendere provvedimenti speciali finalizzati a garantire la validità dell’anno scolastico nelle scuole italiane all’estero, il diritto allo studio degli studenti e i diritti dei lavoratori, nonché le nuove assunzioni all’estero del personale avente diritto”“Ci risultano – continua Pacifico – situazioni diversificate in giro per il mondo: in alcune realtà le scuole hanno invitato i docenti italiani a non recarsi a scuola, in altre i docenti stanno facendo lezione via Skype, ci sono lettori bloccati in Italia, docenti in servizio presso l’istituto omnicomprensivo di Asmara, attualmente in Italia in ferie, che una volta rientrati in sede verranno posti in quarantena dalle autorità locali, all’interno di strutture ospedaliere sicuramente prive degli standard occidentali, condizione questa che metterà a rischio la loro salute e li priverà delle loro libertà individuali”.

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Scuola: Docenti neo-assunti fermi 5 anni

Posted by fidest press agency su lunedì, 2 marzo 2020

Con le prossime assunzioni, coloro che verranno immessi in ruolo non potranno chiedere di spostarsi, nemmeno con assegnazione provvisoria, né con utilizzazione annuale motivata, per ben 60 mesi. Il sindacato reputa tale decisione particolarmente grave. Perché va a ledere in modo diretto il diritto al lavoro e alla famiglia. Per questi motivi, il sindacato Anief ha chiesto di introdurlo anche con un emendamento al decreto Milleproroghe. Tirare dritto per la strada intrapresa significa anche non ammettere gli effetti disastrosi dell’algoritmo impazzito che nel 2015 portò migliaia di docenti a essere assunti in sedi lontanissime dai propri affetti senza conoscerne i motivi, come hanno ben descritto i giudici del Consiglio di Stato nelle sentenze richieste dai legali del giovane sindacato.Tra le novità sulla scuola introdotte dalla Legge 159/2019 ci sono anche le diverse modalità di gestioni delle immissioni in ruolo: se da una parte viene mantenuta la procedura consueta, con il 50% delle assunzioni da GaE e il 50% dai concorsi 2016/2018, dall’altra assisteremo all’introduzione della ‘call veloce’: di fatto, scrive oggi Orizzonte Scuola, i docenti già inseriti nelle GaE e nelle graduatorie dei concorsi 2016 e 2018 potranno “presentare istanza al fine dell’immissione in ruolo in territori diversi da quelli di pertinenza delle medesime graduatorie. Si potrà scegliere una o più province di una medesima regione, per ciascuna graduatoria di provenienza. Le immissioni in ruolo da questa call veloce saranno disposte entro il 10 settembre di ciascun anno scolastico”. Fin qui nulla da dire, se non che sarebbe necessario allargare la formazione delle ‘call veloci’ alle graduatorie d’istituto, considerando che in moltissimi casi non vi sono più candidati né da GaE né da graduatoria di merito. Il vero problema è, invece, che a decorrere dalle immissioni in ruolo dell’anno scolastico 2020/21 scatta il vincolo quinquennale di permanenza nella scuola, a seguito del quale “non sarà possibile richiedere trasferimento, assegnazione provvisoria o utilizzazione in altra scuola prima di cinque anni di effettivo servizio nella scuola di titolarità”. Come “non sarà possibile usufruire neanche dell’art. 36, che permette di accettare per tre anni supplenza su altro ruolo o classe di concorso”.

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