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Coronavirus: Scuole e Università chiuse in Italia dal 5 al 15 marzo

Posted by fidest press agency su mercoledì, 4 marzo 2020

Ora è ufficiale: viene accolta la richiesta del presidente Anief-Udir, Marcello Pacifico, che fin dal primo caso di contagio del Covid-19 manifestato in Italia, aveva chiesto al presidente del Consiglio e ai ministri competenti la sospensione di ogni attività. “Per non compromettere l’avvio del prossimo anno scolastico, bisogna anche rinviare le procedure concorsuali in essere, che interessano un milione di persone, oltre che procedere alla stabilizzazione, nel frattempo, dei precari docenti e Ata con anni di servizio, inseriti nelle vigenti graduatorie. Siamo pronti – continua Pacifico – ad un confronto con il Governo sulle misure da porre in essere per garantire il diritto all’istruzione degli studenti e nel contempo la salute dei lavoratori del comparto”.
Per Pacifico il Governo ha fatto la cosa più logica: dinanzi alla prospettiva di estensione eccessiva del contagio da Coronavirus, per evitare il pericolo concreto che si allarghi a macchia d’olio, viene deciso di chiudere le scuole per almeno dieci giorni. Trova spazio, dunque, la richiesta del sindacato Anief, con la quale si chiedeva di sospendere “ai fini precauzionali, tutte le attività presso le istituzioni scolastiche, gli atenei, enti di ricerca, conservatori e accademie per almeno due settimane”, senza precludere la validità dell’anno scolastico. Le associazioni sindacali Anief e Udir si dicono pronte ad incontrare il prima possibile i responsabili dell’Istruzione e formazione nazionale, al fine di individuare le possibili modalità di recupero delle lezioni, anche attraverso modalità telematiche, laddove ciò sia possibile. Il provvedimento è stato emanato con decreto firmato dal presidente del Consiglio Giuseppe Conte. L’annuncio è stato dato dalla ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina.
“Abbiamo preso questa decisione – ha precisato il Presidente del consiglio – dopo aver consultato il professor Silvio Brusaferro, presidente dell’Istituto superiore di Sanità, lasciando valutare agli esperti come sta evolvendo” la diffusione del virus “e le valutazioni finali”. Poi ha concluso: “Torneremo ad aggiornarvi presto, stiamo lavorando alacremente sul dpcm, abbiamo già la bozza pronta”.
Per la viceministra dell’Economia, Laura Castelli: “Siamo consapevoli dell’impatto che un provvedimento come la chiusura delle scuole potrà avere sui nuclei familiari e sul Paese, per questo ci stiamo muovendo con la massima celerità e determinazione a tutela dei lavoratori pubblici e privati. È in fase di definizione una norma che prevede la possibilità per uno dei genitori, in caso di chiusura delle scuole, di assentarsi dal lavoro per accudire i figli minorenni”.

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