Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 244

Archive for 4 marzo 2020

La finanza comportamentale ai tempi del coronavirus

Posted by fidest press agency su mercoledì, 4 marzo 2020

Ai tempi del panico da coronavirus è lecito che un investitore si faccia prendere dal panico quando vede una discesa importante dei mercati come quella registrata nell’ultima settimana, ma è proprio in questi momenti che la finanza comportamentale e la gestione dell’emotività, grazie anche all’aiuto di consulenti esperti, può veramente fare la differenza. Chi fa da solo è di solito più esposto a rischi: nella maggior parte dei casi risulta vulnerabile alle notizie e, nel panico, si dimentica più facilmente dei propri obiettivi. Vediamo di seguito qualche dato.Gli individui hanno dei bias che sono stati ampiamente studiati e catalogati dalle scienze comportamentali e uno dei più comuni è l’avversione alla perdita (Loss Aversion) che interessa il 76% degli investitori secondo lo studio di M. Abdellaoui, H. Bleichrodt e O. L’Haridon A Tractable Method to Measure Utility and Loss Aversion under Prospect Theory (2008). Siamo nel solco della teoria del prospetto dei premi Nobel Daniel Kahneman e Amos Tversky, che furono tra i primi a dimostrare che la motivazione a evitare una perdita è due volte più potente della motivazione a realizzare un guadagno. Altro bias da non sottovalutare è l’eccesso di sicurezza (Overconfidence) che, secondo l’ultimo Rapporto Consob sulla ricchezza delle famiglie, interessa almeno il 30% degli italiani.La finanza comportamentale ci dice che possiamo imparare a essere razionali, ma non lo siamo naturalmente. Avere un interlocutore competente con cui confrontarsi su basi razionali aiuta l’investitore ad affrontare in modo più efficiente situazioni di particolare stress sui mercati, e questo è dimostrato da un’analisi condotta da Moneyfarm su un cluster selezionato di clienti. Il grafico sotto mostra la performance effettiva realizzata dai portafogli dei clienti che negli ultimi due anni hanno contattato la Società con l’idea di disinvestire sull’onda di considerazioni di breve termine o della volatilità ma che, in seguito al confronto con il consulente, hanno desistito e hanno quindi continuato l’investimento senza perdere di vista i loro obiettivi: questa scelta si è tradotta in risultati positivi, anche dal punto di vista dei rendimenti. Il cliente che, nel periodo di valutazione, ha ottenuto la migliore performance ha guadagnato quasi il 12% e, mediamente, il rendimento è stato di oltre il 2,5% nel periodo (le performance sono calcolate dal momento della chiamata, a dicembre 2019).

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Coronavirus: cosa sta accadendo sui mercati obbligazionari e valutari

Posted by fidest press agency su mercoledì, 4 marzo 2020

A cura di Vittorio Fontanesi, Portoflio Manager mercati obbligazionari AcomeA. Negli ultimi giorni, la rapida e globale diffusione ha provocato ampie reazioni sui mercati obbligazionari e valutari.La domanda degli investitori si è velocemente spostata dalle attività più rischiose verso gli asset di rifugio, innescando il selloff sui mercati, a causa dei timori derivanti dagli effetti negativi del virus sulla crescita economica globale e sui profitti delle imprese.Il rendimento del Treasury a 10 anni americano è sceso fino all’1,25%, toccando i minimi di sempre, registrando un calo complessivo di circa 30punti base nell’arco di una settimana. Anche il rendimento del Treasury a 30 anni è sceso ai minimi storici, al di sotto dell’1,80%. Nell’area euro, il Bund tedesco è tornato nuovamente al -0,54% di rendimento, sui minimi da ottobre 2019. Sul fronte dei mercati emergenti, i ribassi si sono maggiormente concentrati nei paesi caratterizzati da rating di grado speculativo e da dipendenza dalle commodities più legate al ciclo economico (petrolio e rame).
Sui mercati valutari, la corsa alla sicurezza ha interessato le divise più forti, come dollaro, yen e franco svizzero, a discapito delle divise emergenti, come real brasiliano, rand sudafricano e rublo russo.La brusca riduzione dei rendimenti sui Treasury americani non riflette soltanto la corsa verso la sicurezza, ma sconta anche le crescenti aspettative degli investitori sulle probabilità di nuovi interventi accomodanti da parte della Federal Reserve nei prossimi mesi. Il mercato prezza ora 3 tagli della Fed entro la fine dell’anno. Il problema è che le banche centrali non hanno ora molte munizioni per combattere un rallentamento della crescita indotto dal Coronavirus. La capacità della Fed e delle banche centrali, in particolare la BCE, di stimolare l’economia quando i tassi di interesse sono già così bassi è ormai ampiamente ridotta. Per questo motivo, in Europa si inizia a parlare della storica opportunità di mettere in atto le tanto attese manovre di espansione fiscale per contrastare gli effetti negativi sull’economia. Il paese che gode di maggior spazio di manovra è senza dubbio la Germania, da cui ci si aspetta a questo punto l’abbandono alle politiche di pareggio del bilancio.
L’incertezza provocata dal Coronavirus ha innescato situazioni di illiquidità su bond e valute emergenti più sotto pressione. Disponiamo di un elevato cuscinetto di liquidità sui fondi che ci permetterebbe di aumentare sensibilmente la nostra esposizione qualora i ribassi dovessero continuare, soprattutto sui mercati emergenti.Nell’ultima settimana, abbiamo incrementato a margine la nostra esposizione ai subordinati (T1) italiani di emittenti bancari solidi, come Unicredit e Intesa Sanpaolo. Sui fondi obbligazionari a cambio aperto e sui flessibili, stiamo inoltre riducendo il grado di copertura del rand sudafricano, dopo la rapida svalutazione che ha subito nell’ultimi giorni. Rimaniamo invece attivi su storie idiosincratiche, non correlate alla diffusione del Coronavirus, come il debito locale argentino. Nelle prossime settimane, il mercato attende la definizione del piano di ristrutturazione dei bond di legislazione straniera da 70 miliardi di dollari. Per quanto riguarda il debito in peso, che è la parte dove siamo più investiti, il nuovo governo sta attuando invece una strategia più amichevole nei confronti degli investitori esteri con l’obiettivo di ricostituire il mercato locale.

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Campidoglio, riapre al traffico Galleria Giovanni XXIII

Posted by fidest press agency su mercoledì, 4 marzo 2020

Dopo gli interventi di riqualificazione la Galleria Giovanni XXIII riaprirà al traffico. Completata la prima fase dei lavori nel tratto della “canna nord”, in direzione via Pineta Sacchetti/Gemelli.Le imprese, impegnate nelle manutenzioni, hanno eseguito interventi di rifacimento completo del manto stradale sui complessivi 2,9 km del tratto di galleria, pulizia di tombini e caditoie, riqualificazione della segnaletica stradale orizzontale e verticale, installazione degli attenuatori d’urto in prossimità delle uscite, sostituzione delle barriere di sicurezza danneggiate e operazioni di sanificazione e ripristino dei pannelli fotoriflettenti per migliorare la visibilità all’interno della galleria.I lavori, iniziati il 20 gennaio scorso, in questa prima fase hanno avuto una durata di 40 giorni circa, secondo il cronoprogramma rivisto per contenere i disagi al traffico e riaprire la Galleria prima dei 75 giorni previsti dalla programmazione iniziale.
La notte del 3 marzo prenderà il via, sempre nella “canna nord”, la successiva fase dei lavori che prevede chiusure notturne (dalle ore 22 alle 6 di mattina) per l’applicazione sui pannelli fotoriflettenti di una nuova vernice antigraffiti e fotocatalitica, capace anche di assorbire l’inquinamento. Anche questa fase dei lavori ha subito un’ulteriore contrazione e le chiusure notturne per le ultime operazioni saranno limitate a pochi giorni rispetto a quanto previsto in fase di programmazione inziale.Il costo complessivo dell’intervento è di 5 milioni di euro comprensivo anche dei lavori che saranno eseguiti nel tratto della “canna sud”, direzione Stadio Olimpico/Salaria nel prossimo mese di luglio, dopo la chiusura delle scuole e in seguito alle partite dell’Europeo di calcio che Roma ospiterà a giugno. Per la prima volta dall’inaugurazione della Galleria nel 2004 sarà realizzata una riqualificazione completa. Gli impianti di illuminazione erano stati già adeguati da Acea con la nuova tecnologia a led rispettivamente nel 2018 e 2019.La Sindaca Virginia Raggi ha sottolineato l’importanza dei lavori eseguiti dopo tanti anni di attesa che renderanno la Galleria più sicura e fruibile dalle migliaia di cittadini che ogni giorno la percorrono. La sindaca ha espresso, inoltre, grande soddisfazione per la celerità con la quale sono state completate le operazioni di riqualificazione.L’assessora alle Infrastrutture Linda Meleo ha rimarcato il lavoro di coordinamento messo sul campo dall’Assessorato alle Infrastrutture e dal Dipartimento Lavori Pubblici, di concerto con le imprese, per ottenere una riduzione dei tempi di lavorazione del cantiere. L’Assessora informa poi che è in fase di aggiudicazione la progettazione di un sistema di controllo della velocità che sarà installato per aumentare la sicurezza. La Presidente della Commissione capitolina Lavori Pubblici Alessandra Agnello ha spiegato che l’obiettivo da perseguire è quello della sicurezza dei cittadini. La Commissione sta seguendo, quindi, con soddisfazione i lavori nella canna nord della Galleria Giovanni XXIII anche perché l’Amministrazione restituirà ai cittadini una infrastruttura più sicura. La Presidente rivolge un plauso anche al Dipartimento Lavori Pubblici che sta mantenendo gli impegni presi sulle tempistiche.

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Lo smartworking e i possibili effetti collaterali

Posted by fidest press agency su mercoledì, 4 marzo 2020

Nella seconda settimana di misure straordinarie per l’emergenza Coronavirus, misure che hanno cambiato la vita lavorativa di molti, emergono i primi segnali che il lavoro forzato da casa sta mettendo alla prova le aziende e i dipendenti. E, invece che smartworking, cioè lavoro intelligente ed efficace, rischia di trasformarsi in un’esperienza negativa. A rilevarlo è Methodos, società di consulenza società di consulenza specializzata nell’accompagnare le imprese nei processi di change management: «Obbligare tutti a lavorare da casa improvvisamente non è smartworking – osserva il CEO di Methodos Alessio Vaccarezza –. L’esperienza nelle attuali circostanze eccezionali dimostra, ed è un bene, che si può lavorare da casa senza troppe difficoltà con alcune accortezze e attenzioni. Tuttavia, superato lo shock iniziale, il lavoro forzato a distanza palesa diversi svantaggi e c’è il rischio che un’analisi superficiale porti a credere che lo smartworking crei problemi. Non è così».Perché il fenomeno in atto non è smartworking? «Perché alla base del lavoro agile c’è la libertà – sottolinea Vaccarezza –. Libertà di scegliere di lavorare nelle modalità, tempi e posti più funzionali al raggiungimento degli obiettivi. Quindi l’imposizione forzosa e prolungata ne snatura l’essenza». Se ci si trova di punto in bianco proiettati in una dinamica di lavoro a distanza, non è detto che la situazione sia tanto “smart”: processi non definiti, tecnologie non note o che fanno le bizze, poca dimestichezza con gli strumenti. Inoltre il “vero” smartworking non è mai 7 giorni su 7, e nemmeno è la forma di prestazione di lavoro prevalente (se non per alcune figure particolari).
Ecco quindi quali sono, secondo Methodos, gli effetti collaterali da gestire con maggiore attenzione e le possibili soluzioni per uscirne vincenti.
Ricreare le relazioni sociali. «Ebbene sì, ciò che sembra aver colpito maggiormente i lavoratori in questa settimana di lavoro da casa forzato è stato proprio un nostro bisogno primario di esseri umani: stare insieme – spiega Maria Vittoria Mazzarini, senior consultant, esperta di smartworking di Methodos –. La sfida di questa seconda fase di lavoro da remoto forzato sta nell’essere capaci di rispondere al bisogno di appartenenza». Soluzione? Attivare le webcam e preferire le videochiamate alle semplici chat o telefonate. .
Separare vita personale e vita professionale. «Molti genitori si sono trovati a lavorare da casa con i figli presenti, con le inevitabili interruzioni – nota Mazzarini –.
Fare attenzione al benessere fisico. «Lavorare da casa non dev’essere sinonimo di passare tutta la giornata in casa – afferma l’esperta di Methodos –. Nelle pause la cosa migliore è fare una passeggiata, o concedersi dei break fisici almeno due volte al giorno, per riattivare i muscoli e riposare la vista».
Non rimandare gli impegni e trovare continuità (anche grazie agli strumenti digitali). «In questi tempi particolari bisogna evitare di cedere all’idea di rimandare tutto a “quando le cose torneranno nella normalità” – sottolinea Mazzarini –. Anche se voli, eventi e workshop saltano, ricordiamoci che abbiamo a disposizione ottime tecnologie per riorganizzare le cose da remoto con un livello di interattività, partecipazione e coinvolgimento inimmaginabile fino a pochi anni fa».
Prepararsi a gestire il dopo-emergenza. «Le aziende devono prepararsi a fare un post-audit su come hanno affrontato questa crisi – spiega Maria Vittoria Mazzarini –. Cosa ha funzionato e cosa no? Cosa faremmo di diverso la prossima volta? Abbiamo il giusto grado di flessibilità o dobbiamo cambiare la policy attuale sullo smartworking?». È importante valutare come abbiamo impattato noi su di loro e loro su di noi, per minimizzare i rischi futuri».

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Automobilisti e dispositivi antiabbandono

Posted by fidest press agency su mercoledì, 4 marzo 2020

“Per evitare le multe e viaggiare in piena sicurezza con i propri figli, oggi occorre dotarsi di un sistema che rispetti tutte le caratteristiche funzionali essenziali previste dalle Legge”, evidenzia Vito Dagostino – AD di Esperienza Made in Italy, la società barese che, dopo aver conquistato una leadership in questo settore sul mercato israeliano, ha recentemente lanciato in Italia l’innovativo sistema babybeep. “La Legge è chiara, non basta dotarsi di un prodotto qualsiasi, ma è necessario prestare attenzione al momento dell’acquisto: per essere realmente a norma deve rispettare diversi parametri, tra cui la segnalazione dell’abbandono del bimbo attraverso richiami visivi, acustici e aptici (come la vibrazione) che attirino l’attenzione del conducente tempestivamente all’interno e all’esterno del veicolo.

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World obesity day

Posted by fidest press agency su mercoledì, 4 marzo 2020

Roma. La giornata che è in programma oggi è stata annullata dagli organizzatori. Resta il problema. Per questo motivo lasciamo inalterato il comunicato con l’auspicio che l’evento possa essere riproposto quanto prima. Era stato promosso da World Obesity Federation, Società Italiana dell’Obesità (SIO), Italian Obesity Network (IO- NET), Obesity Policy Engagement Network (OPEN) e Amici obesi Onlus, in collaborazione con Changing Obesity. Secondo i dati dell’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) l’obesità e il sovrappeso interessano 2,3 miliardi di persone nel mondo, rappresentando una vera e propria emergenza sanitaria che sta diventando sempre più onerosa dal punto di vista sociale, economico e clinico.La maggior parte delle persone ritiene che l’obesità sia il semplice risultato di una serie di scelte di vita sbagliate, in realtà, è una malattia multifattoriale ed eterogenea che ha radici profonde. Il World Obesity Day, istituito per sensibilizzare sul tema dell’obesità e cambiare il modo di parlare di questa malattia, sarà l’occasione di confronto tra Istituzioni, mondo medico-scientifico e associazioni pazienti.

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Almirall announces EMA acceptance for filing of Marketing Authorization Application (MAA) for tirbanibulin in actinic keratosis

Posted by fidest press agency su mercoledì, 4 marzo 2020

Almirall, S.A. (ALM) today announced that the European Medicines Agency’s (EMA) has accepted the filing of the Marketing Authorization Application (MAA) for tirbanibulin, also known as ALM14789, for the treatment of actinic keratosis.
Actinic keratosis is a common skin condition that is induced through ultra-violet light damage, resulting in patches of thick, scaly, or crusty skin. Left untreated, there is a risk that the lesions can progress to squamous cell carcinoma and therefore, should be treated by a dermatologist.“If approved by the EMA, tirbanibulin could be an important step towards significantly improved treatment of actinic keratosis both in Europe, as it has the potential to provide a marked improvement of the quality of life for patients suffering from this disease. Almirall’s commitment to unmet needs in dermatology, in partnership with Athenex’s expertise in drug development in this space, will significantly transform the approach towards this disease”, commented Volker Koscielny, MD, Chief Medical Officer of Almirall.
EMA filing is based on the analysis of two Phase III studies (KX01-AK-003 and KX01-AK-004) that evaluated the efficacy and safety of tirbanibulin ointment 1% (10 mg/g) in adults with actinic keratosis on the face or scalp. Tirbanibulin met the primary endpoint of complete clearance of actinic keratosis lesions at day 57 within the face or scalp treatment areas, each study achieving statistical significance (p<0.0001) on this endpoint. Almirall and Athenex, Inc. (NASDAQ: ATNX) entered into a strategic partnership in December 2017 to further develop and commercialize KX2-391 for the treatment of actinic keratosis and other skin conditions in the United States and Europe, including Russia. Athenex is responsible for conducting all preclinical and clinical studies up to first FDA approval. Almirall will employ its expertise to support the development in Europe and also to commercialize the product in the licensed territories. It is estimated that peak sales of tirbanibulin will be in excess of €250 million.

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Libro. Nick Hunt: Camminando fra i boschi e l’acqua

Posted by fidest press agency su mercoledì, 4 marzo 2020

Dalla punta dell’Olanda al Corno D’oro sulle tracce di Patrick Leigh Fermor. Nel dicembre del 1933 il diciottenne Patrick Leigh Fermor partì alla ventura con un paiodi scarponi chiodati per attraversare l’Europa «come un vagabondo, un pellegrino o un chierico vagante», a piedi da Hoek van Holland a Istanbul. Quando, anni dopo, il diciottenne Nick Hunt scopre i libri di Patrick Leigh Fermor, non può fare a meno di identificarsi con quel coraggioso giovanotto partito alla ricerca del suo posto nel mondo. Già allora Hunt sente, con assoluta certezza, che un giorno seguirà i passi di Fermor, ripercorrendo lo stesso itinerario attraverso Olanda, Germania, Austria, Slovacchia, Ungheria, Romania, Bulgaria e Turchia, per scoprire quanto di selvaggio sia rimasto in quelle terre. Del resto, quale modo migliore di conoscere l’Europa dell’esporsi completamente a essa,cosciente di ogni goccia di pioggia, di ogni sasso sotto i piedi? Come comprendere meglio i processi di perdita e cambiamento, se non viaggiando all’ombra delle parole di Patrick Leigh Fermor? E soprattutto, quale miglior sistema per vivere una buona, vecchia avventura? In un’epoca di informazione globale, Hunt
evita deliberatamente di fare ricerche sui luoghi che intende attraversare, portando con sé solo i libri di Fermor, con le loro informazioni superate da ottant’anni. Con quell’unica testimonianza a fare da sfondo, attraverso i boschi e l’acqua, il vento e la pioggia, i campi, le foreste, le città, i sobborghi, le montagne e le autostrade, Hunt verificherà di persona quanto resta dell’ospitalità, della cortesia verso gli stranieri, della libertà, della vita selvaggia, dell’avventura, del mistero, dell’ignoto, delle correnti più profonde del mito e della storia che scorrono ancora sotto la superficie dell’Europa.Collana: Il Cammello Battriano Pagine: 336 Traduzione dall’inglese di Laura Prandino Prezzo: €18,00 Neri Pozza Editore.
Nick Hunt è un viaggiatore appassionato e ha attraversato, e scritto, di molti paesi europei. I suoi articoli escono regolarmente sul Guardian e sull’Economist. È tra i fondatori del Dark Mountain Project. Il suo primo libro Walking the Woods and the Water è stato finalista al Premio Stanford Dolman Travel Book of the Year. Attualmente vive a Bristol.

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Libro. Lissa Evans: La guerra di Mattie

Posted by fidest press agency su mercoledì, 4 marzo 2020

Inghilterra, 1928. Frugando in un armadio, Mathilda Simpkin, detta Mattie, si imbatte in un vecchio manganello, un oggetto che non vede da più di un decennio. In un istante i ricordi tornano a galla, ricordi di un passato elettrizzante, capace solo di rammentarle il suo presente drammaticamente privo di eventi. Durante la campagna per il suffragio femminile, Mattie era infatti una impavida militante: arrestata e incarcerata cinque volte, non ha mai perso l’occasione di tornare nella mischia. Ora, raggiunta la mezza età, la cosa più vicina alle emozioni di un tempo sono le lezioni che occasionalmente tiene sull’eredità del movimento militante. Dopo essersi imbattuta in una amica di vecchia data, un tempo suffragetta, ed essere rimasta scioccata nello scoprire che ora si è unita al nuovo movimento fascista, Mattie si rende conto che c’è una nuova causa per cui deve lottare e si concentra su una nuova generazione di donne. Si formano così le Amazzoni, un gruppo creato per accendere nelle giovani donne l’interesse per il mondo che le circonda. Ma quando una nuova ragazza si unisce al gruppo, il passato e il presente di Mattie si mescolano e ogni principio in cui la coraggiosa donna ha creduto rischia di essere compromesso.Collana: I narratori delle tavole Pagine: 320 Tradotto da: Serena Prina Prezzo: €18,00 Neri Pozza editore.
LISSA EVANS è cresciuta nelle Midlands occidentali. Dopo aver studiato medicina all’Università di Newcastle, ha lavorato come medico per quattro anni, prima di spostarsi alla BBC Radio, e poi in televisione, dove ha prodotto e diretto diverse serie, tra cui Room 101 e Father Ted, per cui ha vinto un BAFTA. Il suo primo libro, Spencer’s List, è stato pubblicato nel 2002 e da allora ha scritto altri quattro romanzi per adulti e tre romanzi per bambini. Vive a Londra con suo marito e due figlie.

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