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Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 335

Lo stato del sesso femminile in termini investimenti e preoccupazioni finanziarie

Posted by fidest press agency su venerdì, 6 marzo 2020

La strada è sicuramente in salita per le donne italiane dal punto di vista dell’emancipazione economico-finanziaria e della capacità decisionale nella fase di investimento dei propri risparmi. Lo evidenzia un sondaggio* condotto da Columbia Threadneedle Investments, uno dei principali gruppi di risparmio gestito a livello globale, su un campione rappresentativo di 2mila italiani, (tra cui 1048 donne), che ha fotografato la situazione femminile rispetto a decisioni di investimento e preoccupazioni finanziarie.
In linea generale, solo il 37% di donne del campione detiene investimenti, (contro il 48% degli uomini). Solo 1 donna su 4 ritiene che investire sia il modo migliore per raggiungere gli obiettivi finanziari a lungo termine ma il 67% delle donne intervistate pensa comunque che “risparmiare” sia il modo migliore per pensare al futuro. Un dato positivo, però, emerge se facciamo un confronto a livello internazionale rispetto alla propensione all’investimento, contrariamente alla comune percezione, il 37% delle donne italiane detiene investimenti contro il 27% delle britanniche e solo un 24% delle tedesche. Per quanto riguarda lo stato civile, le donne più vulnerabili dal punto di vista finanziario sono sicuramente le divorziate/separate, le vedove e le casalinghe, un terzo delle quali dichiara di non detenere alcun risparmio né investimento. In particolare: il 36% delle donne divorziate/separate e il 33% delle vedove contro il 20% delle donne nubili e il 21% delle donne sposate. Se guardiamo al confronto con gli altri due Paesi (Germania e UK) emerge un dato positivo: solo il 23% delle donne italiane non detiene risparmi o investimenti contro il 37% delle tedesche e il 23% delle britanniche.
Se una buona percentuale di donne italiane afferma di avere una responsabilità decisionale in materia di investimenti e risparmio, solo una percentuale molto più bassa riconosce di essere il soggetto principale a decidere in questo campo. Nel nostro Paese, infatti, il 67% degli uomini ritiene di essere il principale decisore sulle tematiche legate a risparmio e investimenti all’interno della propria famiglia, contro il 46% delle donne.Il 51% delle donne in coppia inoltre ritiene di condividere con il proprio partner la responsabilità delle decisioni in tema di risparmio e investimento, ma solo il 31% degli uomini in coppia afferma di spartire questo onere con la propria compagna. Un gap significativo che rafforza, anche a livello di percepito, le differenze di genere ancora esistenti.La percentuale sale, seppur lievemente, fra le donne con una occupazione fuori dalle mura domestiche, arrivando al 55%, mentre cala in modo drastico tra le casalinghe, arrivando ad appena il 33%. Inoltre, il 35% delle donne sposate ritiene di essere responsabile delle decisioni in fatto di investimenti, contro il 78% delle donne divorziate/separate, il 76% delle vedove e il 54% delle nubili. Fra chi decide di investire, si trova per lo meno un dato che equipara le scelte fra i due sessi: uomini e donne scelgono, in egual misura, di avvalersi dei servizi di un consulente finanziario professionale (il 30% degli uomini e il 32% delle donne).Le donne del Bel Paese vivono sicuramente con maggiore apprensione le questioni legate alle proprie finanze rispetto agli uomini italiani. Le tre preoccupazioni principali che tengono sveglie le donne di notte sono: essere in grado di permettersi una adeguata assistenza sanitaria e sociale in età avanzata (65%), oneri economici di breve termine (60% rispetto al 45% degli uomini) e costi legati al mantenimento dell’abitazione principale (59%).
Oltre la metà delle donne del campione (52%) ha ridotto il proprio bilancio familiare negli ultimi 12 mesi a causa delle preoccupazioni legate al denaro, (contro il 45% degli uomini); circa un terzo delle donne del campione non è potuto andare in vacanza per problemi finanziari negli ultimi mesi.Il principale rammarico che serpeggia fra le donne italiane, inoltre, è il fatto di non aver previsto un piano di previdenza integrativa privata (25%) o di non essersi fatte adeguatamente consigliare quando sono andate in pensione (21%). Dal punto di vista generazionale, sono le Millennial a essere molto più preoccupate per le questioni finanziarie rispetto alle Baby-Boomer in tutte le domande del sondaggio con il 71% delle donne Millennial preocupate dai costi legati alla casa (comprare casa, pagare mutuo, l’affitto, ecc.) rispetto al 51% delle Baby-Boomer.

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