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Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 335

Le Nazioni Unite chiedono 877 milioni di dollari per rispondere alla crisi di rifugiati rohingya in Bangladesh

Posted by fidest press agency su sabato, 7 marzo 2020

Le agenzie delle Nazioni Unite e le Ong partner hanno lanciato oggi il Piano di risposta congiunta (Joint Response Plan/JRP) 2020 per la crisi umanitaria dei rifugiati rohingya. Al fine di assicurare continuità agli sforzi e ai risultati conseguiti negli anni scorsi, l’appello mira a raccogliere 877 milioni di dollari da destinare alla risposta alle esigenze dei circa 855.000 rifugiati rohingya provenienti dal Myanmar e degli oltre 444.000 bangladesi vulnerabili delle comunità che li accolgono con generosità.L’accesso ad assistenza e servizi vitali quali cibo, alloggio, acqua potabile e servizi igienico-sanitari, richiede finanziamenti urgenti che ammontano al 55 per cento del totale previsto dall’appello, di cui quasi il 29 per cento è destinato alle sole esigenze alimentari. Salute, protezione, istruzione, gestione degli insediamenti, energia e ambiente continuano a rappresentare fattori chiave nel garantire la sicurezza e la dignità dei rifugiati rohingya e il benessere dei bangladesi delle comunità locali.Il Governo e il popolo del Bangladesh hanno mostrato una solidarietà sconfinata nei confronti dei rifugiati rohingya che hanno accolto. Fintantoché la crisi non sarà risolta, è imperativo promuovere la coesistenza pacifica tra le comunità e rinvigorire l’economia locale.Il 2020 segna il terzo anno di esilio per la maggioranza dei rifugiati rohingya presenti in Bangladesh, in seguito alla fuga dal Myanmar del 2017. I rohingya non vogliono altro che tornare nella loro terra, ma solo in presenza di condizioni sicure per essi stessi e per le loro famiglie, quando sarà garantito loro accesso ai servizi e ai diritti fondamentali e a una procedura che consentirà loro di vedersi riconosciuta la cittadinanza in Myanmar.Il Piano JRP 2020 mira ad intervenire in modo ancora più evidente ed efficace in quei settori che hanno condizionato maggiormente le comunità di accoglienza, tra i quali capacità e infrastrutture del servizio pubblico, accesso a mezzi di sostentamento sostenibili, risanamento ambientale e iniziative per l’erogazione di energia.Tra gli obiettivi strategici del Piano JRP vi sono la necessità di rafforzare la protezione di donne, uomini, bambine e bambini rifugiati; assicurare assistenza salvavita a quanti ne hanno necessità; promuovere il benessere delle comunità bangladesi interessate; impegnarsi a trovare soluzioni sostenibili in Myanmar. Tali obiettivi sono strettamente allineati agli Obiettivi di sviluppo sostenibile (Sustainable Development Goals/SDG) concordati in seno alle Nazioni Unite.A partire dall’afflusso di rifugiati iniziato nel 2017, le agenzie umanitarie hanno operato per garantire assistenza salvavita e protezione, nonché attenuare i rischi a cui essi sono esposti, tra cui le lunghe stagioni dei monsoni e dei cicloni che annualmente affliggono il Bangladesh. Un importante risultato conseguito nel 2019 è stato quello di sottoporre alla procedura di registrazione biometrica tutti i rifugiati rohingya che vivono nei campi e di rilasciare documenti di identità personali a quelli di età superiore ai 12 anni. Tale iniziativa consente di tutelarne l’identità, rafforzarne le capacità di protezione e pone le basi affinché si continui a implementare una risposta umanitaria ancora più mirata, effettiva ed efficace. Si tratta dell’attività di registrazione biometrica effettuata su più ampia scala dall’UNHCR in Asia.Il risanamento dell’ambiente, accompagnato dall’erogazione di fonti di energia alternative, ha prodotto reali miglioramenti nelle condizioni di vita all’interno degli insediamenti rohingya. Tutti i nuclei familiari di rifugiati rohingya ora utilizzano gas di petrolio liquefatto (GPL) per cucinare, fatto che ha portato a uno straordinario calo dell’80 per cento della domanda di legna da ardere. Attualmente vi sono anche circa 30.000 famiglie bangladesi a beneficiare dell’iniziativa. L’introduzione del GPL, insieme agli interventi di riforestazione e conservazione, ha portato a un rimarchevole “re-inverdimento” delle aree del distretto di Cox’s Bazar in cui vivono i rifugiati rohingya.Il Piano JRP 2020, inoltre, consentirà ai partner umanitari di cogliere l’importante opportunità offerta dalla decisone presa a gennaio dal Governo del Bangladesh di autorizzare l’uso del programma didattico del Myanmar per i bambini rifugiati rohingya. A breve sarà lanciata una fase pilota rivolta a 10.000 bambini iscritti alle classi tra il 6’ e il 9’ anno scolastico. Nel frattempo, sono in via di sviluppo piani per espanderne l’applicazione. Sia i genitori sia i bambini rifugiati rohingya intendono accedere all’istruzione prevista dal programma didattico in vigore in Myanmar, dato che lo considerano fondamentale per prepararsi a fare ritorno e reintegrarsi nel Paese, quando sarà possibile.
I progressi e i risultati registrati a partire dal primo giorno di afflusso massivo di rifugiati rohingya sono notevoli, ma la solidarietà internazionale e un sostegno finanziario deciso a favore loro e delle comunità bangladesi saranno essenziali per aiutare il Governo del Bangladesh e i partner umanitari a continuare a rispondere alle sfide in atto, fino a quando i rifugiati rohingya potranno fare ritorno a casa volontariamente in condizioni sicure e dignitose.Poco oltre il 70 per cento del Piano JRP 2019 era stato finanziato, per un totale di 650 milioni di dollari raccolti a fronte dei 921 milioni richiesti.

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