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Coronavirus: Prevenzione e testimonianza vissuta

Posted by fidest press agency su domenica, 8 marzo 2020

L’Associazione consumatori Aduc ci ha reso partecipi di una lettera inviata al Presidente del consiglio per informarlo del come procedono in pratica le cautele sulla mobilità delle persone a dispetto delle disposizioni restrittive in atto e dei controlli disposti facendo un esempio, con tanto di documentazione fotografica, di una signora in compagnia della figlia quattordicenne che il 5 marzo scorso si è recata a Parigi con partenza da Pisa. Sia dal luogo di partenza sia a quello di arrivo non vi sono stati controlli di nessun genere.
E da qui il commento: “Ok, il presidente Macron l’altro giorno a Napoli ci ha rassicurato che non ci sarà nessuna chiusura di frontiere con l’Italia. Ma questo che c’entra coi controlli, anche perché…. va bene che l’aeroporto di Pisa non è in zona rossa o gialla…. ma in Italia sono chiuse tutte le scuole, e qualcosa vorrà pur significare. Sappiamo che è in corso lo sciopero dei controllori di volo fino a lunedì e quindi tutto non funziona come dovrebbe…. ma non ci sembra che il virus sia in sciopero!!
Ma la cosa non finisce qui. “5 marzo 2020 Aeroporto di Pisa per imbarco con destinazione Catania: Nessun controllo della temperatura all’imbarco. Nell’attesa tutti cercavano di mantenere una distanza con gli altri. In diversi avevano la mascherina anche se non serve a chi non è infetto. Ci rechiamo per salire sulla navetta e ci bloccano perché la prima navetta era piena, stipati gli uni contro gli altri. La navetta rimaneva ferma per almeno 10 minuti alla faccia del contagio personale. Abbiamo notato che la navetta si chiamava COBUS e da maledetti toscani abbiamo pensato fosse la sigla COronavirusBUS”.
E ancora il 6 marzo 2020.”Aeroporto di Catania: All’imbarco nessun controllo della temperatura, quindi abbiamo dedotto che, pernottando per una notte in Sicilia, eravamo diventati persone sane da non controllare. Aeroporto di Pisa: Arrivo a Pisa e nessun controllo all’uscita”.
Da parte nostra dobbiamo aggiungere un’altra faccia della stessa medaglia riguardo le precauzioni d’adottare che pur riferendosi al caso romano pensiamo sia utile segnalare. Abbiamo, ad esempio, notato che in alcuni supermercati vi è un dipendente incaricato per controllare che i clienti infilino i guanti prima di toccare la frutta sul bancone mentre nei vari negozi di frutteria, spuntati tantissimi di recente e per lo più gestiti da extracomunitari, tali precauzioni sono ignorate e non sono solo queste, ovviamente. Vi sono, poi, i tantissimi B&B ubicati nei condomini che continuano ad ospitare forestieri e in pratica favoriscono la promiscuità con i residenti. E ci dicono che a Milano non sono da meno. Per non parlare di promiscuità e di affollamenti dai pronto soccorsi agli ambulatori dei medici di famiglia e sui bus o alle fermate della metropolitana. E da qui l’amara riflessione di Aduc: “Quando si fa sul serio…. sarebbe bene fare sul serio. Altrimenti è difficile lamentarsi di non essere presi in seria considerazione e – magari – anche lamentarsi delle insofferenze degli amministrati verso i grandi sacrifici/restrizioni che si è deciso di prendere. E questo vale per Italia, Francia e Unione Europea”.

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