Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 244

Il laboratorio in Cloud per supportare la didattica a distanza

Posted by fidest press agency su domenica, 8 marzo 2020

Fornire alle scuole italiane uno strumento in più per vincere la sfida della didattica a distanza. Dettata dalle misure di prevenzione e contrasto al diffondersi del Coronavirus, la chiusura forzata delle scuole ha trovato la pronta reazione di dirigenti e docenti. In Lombardia e Veneto non mancano gli istituti in cui i docenti stanno esplorando sistemi in grado di assicurare la continuità della didattica, seppur a distanza: dall’utilizzo delle potenzialità del registro elettronico per caricare materiale didattico alle lezioni tenute in videoconferenza. La decisione del governo di chiudere le scuole su tutto il territorio nazionale fino al 15 marzo rende ancora più urgente la necessità di potenziare, grazie a un utilizzo specifico e ponderato delle nuove tecnologie, forme di didattica a distanza.In questo scenario si inserisce l’iniziativa di Protom, azienda specializzata in sistemi di ingegneria avanzata e Digital Transformation, che ha deciso di concedere, fino alla fine dell’anno scolastico in corso, 21 esperienze laboratoriali di Scuolab, il laboratorio didattico n realtà virtuale, da questa settimana fruibili in cloud sulla piattaforma http://www.scuolabonline.com. Le 21 esperienze, sviluppate a partire dai programmi ministeriali di Fisica degli Istituti Superiori, consentiranno agli studenti di condurre attività sperimentali a casa, seguiti da remoto dai propri insegnanti.Riconosciuto come strumento di diattica innovativa,”, Scuolab è stato oggetto di un accordo tra Protom ed il MIUR, che lo ha distribuito in 100 scuole nell’ambito di “Protocolli in Rete” il programma ministeriale teso a valorizzare beni e servizi in grado di diffondere la didattica digitale tra studenti e docenti. Scuolab non sostituisce l’esperienza fisica nel laboratorio, ma rappresenta una intensa possibilità di esperienza che apre a nuovi schemi di apprendimento, alle abitudini nell’uso della tecnologia e al linguaggio dei nativi digitali.

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