Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 338

Archive for 9 marzo 2020

ANCoDiS: l’unità della Comunità scolastica contro Covid-19

Posted by fidest press agency su lunedì, 9 marzo 2020

Da alcune settimane stiamo affrontando l’emergenza del coronavirus COVID 19 che sta mettendo a dura prova il potente Homo sapiens sapiens evidenziandone purtroppo tutte le sue fragilità. E tre pilastri della nostra Italia – il sistema sanitario, della sicurezza e quello scolastico – sono in “trincea” a tutela del diritto alla sicurezza, alla salute ed all’istruzione di ciascun cittadino. Oggi più che mai ci sentiamo una comunità solidale e responsabile, che deve avere fiducia nelle sue Istituzioni e che deve credere con cauto ottimismo che la dura prova sarà superata. Per quanto riguarda la scuola non possiamo non riconoscere che l’inaspettata sfida di Covid 19 è
stata accolta con determinazione e senza tentennamenti schierando sul campo entusiasmo, energie, passione e professionalità oltre ogni vincolo giuridico o norma contrattuale. E’ venuto fuori nella grande maggioranza degli operatori scolastici un impeto di orgoglio professionale che ha fatto emergere prepotentemente quello spirito di servizio e di affezione al lavoro che ciascuno svolge – nonostante le mille criticità – rispettando la funzione alla quale è stato chiamato. Tutto questo è l’evidente dimostrazione – lo dico ai tanti critici ed a chi in questi anni si è reso protagonista di attacchi spesso sostenuti da pregiudizi! – che nella scuola italiana c’è una comunità di uomini e donne che non hanno indugiato a scendere in campo, secondo specifiche competenze e professionalità, per onorare pienamente il diritto costituzionalmente garantito in favore degli alunni.
Sappiamo da quello che ci dicono eminenti scienziati che non sarà una battaglia né semplice né di breve durata e che dobbiamo tenerci pronti a qualsiasi sviluppo anche il più severo. E, dunque, non ci resta che avere la consapevolezza di tutto questo: rassicuriamo alunni piccoli e grandi e le loro famiglie sulla nostra presenza seppur virtuale e continuiamo a tenere quelle relazioni umane e professionali che rendono ogni scuola una COMUNITA’; ciascuno di noi non faccia un passo indietro ma due salti in avanti per raggiungere e sentirsi più vicino ai suoi allievi. Auspichiamo che questa esperienza serva da monito ai rappresentanti delle nostre Istituzioni a tutti i livelli per far comprendere loro che la scuola deve tornare ad essere nel bilancio dello Stato italiano non voce di spesa ma capitolo di investimento e che a TUTTI gli alunni – da Nord a Sud e dal centro alle periferie – dovranno essere date pari opportunità anche sul piano delle infrastrutture digitali e della relativa dotazione tecnologica. Ai genitori chiedo di fidarsi dell’organizzazione didattica cosiddetta “a distanza” proposta dalle Istituzioni scolastiche, di sostenere il lavoro anche se non in presenza fisica degli insegnanti; vi invito a sentirvi protagonisti nella realizzazione di questa “innovazione” che ci vede tutti impegnati a garantire – attraverso la progettazione, l’organizzazione e la realizzazione – il diritto allo studio, seppur in forma diversa ma ugualmente efficace, dei vostri figli. Agli alunni, una raccomandazione: accogliete con favore le attività che vi propongono nelle diverse forme i vostri insegnanti (di ripasso, di approfondimento, di ricerca e per rilassarci anche di gioco didattico). In questo modo, al rientro che speriamo presto, potete dire che anche voi siete stati protagonisti in questa battaglia! (Il Presidente ANCODIS – Palermo
Prof. Rosolino Cicero)

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Scuola: Nuove classi, sempre numeri maxi: possono formarsi anche con 30 alunni

Posted by fidest press agency su lunedì, 9 marzo 2020

Si parla tanto di contrasto delle classi pollaio, anche con il supporto delle ultime norme approvate col decreto Milleproroghe. A tutt’oggi, però, non ci sono disposizioni che riducono il numero di alunni per classe: il ministero dell’Istruzione, infatti, si appresta a chiedere alle scuole di allestire nuove prime classi con gli stessi parametri dell’anno passato: fino a 29 alunni nella scuola dell’infanzia, 27 allievi alla primaria e 30 alle medie. Potrebbero fare eccezione le superiori, per le quali è stato approvato un emendamento che introduce il “tetto” di 23 studenti: solo che potrà riguardare un ristretto numero di casi.Anief torna a ribadire che per la formazione delle classi occorre superare la logica delle soglie numeriche minime e massime: “Approfittando anche del calo demografico – spiega il suo presidente nazionale, Marcello Pacifico -, mai come in questo momento occorre puntare alla formazione di organici differenziati, da determinare in funzione delle esigenze del territorio, della dislocazione delle sedi scolastiche, della rete di collegamento delle istituzioni, a partire da quelle collocate nelle piccole isole o nelle comunità montane, dell’ubicazione in località a rischio, ad alto tasso di dispersione scolastica e migratorio, oltre che in zone economicamente depresse”.Dopo le iscrizioni dei nuovi alunni, è già tempo di formazione delle classi. Delle attese novità, con la riduzione del numero di alunni, però, non vi è sinora traccia. Lo scrive la rivista Orizzonte Scuola, ricordando che in assenza di nuove norme e in “attesa dell’annuale circolare recante istruzioni operative per la costituzione dell’organico di diritto a.s. 2020/21”, rimangono sempre in vigore le disposizioni sul “numero minimo e massimo di alunni delle classi prime di tutti i gradi di istruzione e delle sezioni di scuola dell’infanzia, e i criteri per la formazione delle pluriclassi nella scuola primaria e secondaria di primo grado”.

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Scuola: Stipendi, si parla di 68 euro in più ma non bastano

Posted by fidest press agency su lunedì, 9 marzo 2020

L’emergenza Coronavirus sembra avere arrestato la volontà politica di produrre gli incrementi “a tre cifre” promessi in più occasioni dagli ultimi tre ministri ai lavoratori della scuola, anche attraverso l’accordo sottoscritto dieci mesi fa con il premier Giuseppe Conte. La verità è che l’avvicinamento degli stipendi dei docenti italiani a quello dei colleghi europei rimane però solo sulla carta. Anief chiede di essere convocata, in qualità di sindacato rappresentativo, appena verrà superato l’allarme del Covid 19. Marcello Pacifico, leader del sindacato rappresentativo Anief: “Ben venga il taglio del cuneo fiscale, frutto dell’estensione del cosiddetto bonus Renzi da 80 euro netti anche ai lavoratori che guadagnano oltre i 35 mila euro, non fermandosi quindi più agli attuali 26.600 euro. Non vorremmo, però, che la situazione di emergenza, dovuto al contagio del Coronavirus, faccia passare in secondo piano, o nel dimenticatoio, lo scandalo degli stipendi ridicoli conferiti al corpo insegnante italiano e al personale Ata della scuola. Servono risorse immediate, fissate già all’interno del Def di primavera, come impegno formale per la prossima Legge di Bilancio: lo abbiamo detto durante l’ultimo incontro sul memorandum della PA, tenuto a Palazzo Vidoni con la ministra della Funzione Pubblica, Fabiana Dadone. Lo ribadiamo ora”.
Gli stipendi netti dei docenti, come tutti gli altri dipendenti, da luglio 2020 saranno incrementati di 68 euro netti medi al mese, dovuti al taglio del cuneo fiscale. Parallelamente, si svolgerà il tavolo per il rinnovo del contratto collettivo nazionale di lavoro. Lo ha detto la ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina, che è così tornata sul tema dei compensi degli insegnanti ancora troppo bassi.
Orizzonte Scuola ricorda che “gli aumenti previsti sono stati considerati insufficienti dai sindacati, che hanno anche contestato il fatto di considerare come un aumento per gli stipendi dei docenti il taglio del cuneo fiscale”. Inoltre, sempre l’on. Lucia Azzolina, ha collocato come prioritaria, nelle linee guida presentate davanti alle Commissioni Cultura riunite di Camera e Senato, l’apertura, “quanto prima”, dei “tavoli politici e tecnici in vista dell’avvio delle trattative per il nuovo contratto di lavoro per il personale della scuola”.

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Bandaultralarga, Butti-Mollicone (FdI): “Multa a Tim”

Posted by fidest press agency su lunedì, 9 marzo 2020

“Riequilibra il mercato tlc. Ora azienda unica per accelerare piano BUL.” “La multa inflitta a Tim da parte dell’antitrust per le condotte lesive degli investimenti pubblici e privati nello sviluppo della fibra riequilibra il mercato a favore dell’infrastrutturazione per le imprese e a favore dei servizi di telecomunicazioni per gli utenti. Soltanto un’impresa su tre è dotata di connessioni in banda ultra larga, e circa due aziende su tre risiedono nelle “aree grigie”, mentre la connessione ultralarga raggiunge solo il 10% delle famiglie, in ritardo rispetto gli obiettivi di digitalizzazione previsti dell’Agenda 2020 e dal Piano nazionale sulla BUL. La quinta generazione mobile e tutte le altre tecnologie che vedranno la luce nei decenni a venire dovranno necessariamente “appoggiarsi” alla fibra per esprimere appieno il proprio potenziale. Per garantire lo sviluppo economico della Nazione, la sovranità digitale italiana e superare il ritardo tecnologico, è, quindi, necessario, come richiesto da una mozione di Fratelli d’Italia, promuovere, mediante la partecipazione azionaria detenuta da Cassa depositi e prestiti in TIM e in Open Fiber, l’aggregazione dei beni relativi alle reti di telecomunicazioni, creando una società unica della rete, in una stretta collaborazione con Infratel, semplificando, infine, la burocrazia per i permessi e il rilascio dei voucher.”Cosí i deputati di Fratelli d’Italia Alessio Butti, responsabile Media del partito, Federico Mollicone, responsabile Innovazione per FDI.

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Coronavirus. La Pietra (FdI): governo affronti tema sicurezza sanitaria nelle carceri

Posted by fidest press agency su lunedì, 9 marzo 2020

“Un problema di cui si parla poco è quello della sicurezza sanitaria e della prevenzione dal contagio da Coronavirus all’interno delle carceri italiane. Il sovraffollamento ormai generalizzato dei detenuti, strutture non idonee, personale non adeguatamente protetto e una popolazione carceraria eterogenea creano le condizioni ideali per trasformare le carceri italiane in potenziali centri di contagio. Chiediamo al governo maggiore attenzione per gli operatori della Polizia Penitenziaria, che già operano in una situazione di precaria sicurezza, sia fisica che sanitaria. Oltre a sospendere tutti quei provvedimenti attinenti la sorveglianza dinamica. E’ tempo di dare risposte certe”. Lo dichiara il senatore di Fratelli d’Italia, Patrizio La Pietra.

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Mostra fotografica Paesaggi: panoramiche sulla natura e sull’archeologia

Posted by fidest press agency su lunedì, 9 marzo 2020

Locri (Reggio Calabria) Dal 14 al 31 marzo 2020 il Museo del Territorio di Palazzo Nieddu del Rio, diretto dalla dottoressa Rossella Agostino, afferente al Polo museale della Calabria, guidato dalla dottoressa Antonella Cucciniello, ospiterà la mostra fotografica Paesaggi: panoramiche sulla natura e sull’archeologia.L’esposizione è a cura dall’Associazione culturale HistoriCal che opera sul territorio ionico calabrese per la salvaguardia e la conoscenza del patrimonio culturale. La mostra – allestita lungo il percorso espositivo museale del primo piano da Attilio Varacalli e Giuseppe Marrapodi – racconterà il paesaggio aspromontano e quello costiero della Locride, luoghi strettamente collegati l’uno all’altro da millenni, come documentato dalle testimonianze archeologiche di diversa natura portate in luce nel corso dei passati decenni. Scorci suggestivi, paesaggi archeologici di montagna o legati alla colonia magno-greca di Locri, percorsi nascosti dalla fitta vegetazione, ma da sempre utilizzati… illustreranno questo paesaggio ancora in parte incontaminato.L’iniziativa è dedicata – come afferma la dottoressa Agostino – al collega Giuseppe Amante recentemente scomparso. Si precisa che l’accesso alla mostra fotografica sarà regolamentato in base a quanto previsto dal Dpcm “in materia di prevenzione dal Covid-19” del 4 marzo 2020.

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Edizione 2020 di Global Industrie Parigi

Posted by fidest press agency su lunedì, 9 marzo 2020

Parigi dal 9 al 12 giugno si svolgerà al Parc des Expositions Paris – Le Bourget. il più grande evento francese dedicato ai protagonisti del mondo dell’industria era stato previsto dal 31 marzo al 3 aprile 2020. Come misura precauzionale, questo rinvio sembra essere la decisione più opportuna. La salute dei nostri 2.500 espositori, dei nostri partner e del nostro pubblico di più di 45.000 visitatori, è la nostra sola priorità.“Di fronte alla – legittima – inquietudine causata dalla diffusione del coronavirus Covid-19, il rinvio dell’edizione 2020 di GLOBAL INDUSTRIE è l’unica decisione possibile”, ha dichiarato Sébastien Gillet, direttore del Salone.“Ovviamente non è stata una decisione facile, ma ad oggi mancano i presupposti necessari affinché l’evento si svolga in totale serenità. Siamo convinti che tutta la nostra community non mancherà all’appuntamento dal 9 al 12 giugno per difendere l’eccellenza industriale del nostro paese. Saremo più che mai pronti a valorizzare le abilità e l’esperienza delle donne e degli uomini che formano l’industria di domani”, ha aggiunto Sébastien Gillet.“Ci teniamo a ringraziare i nostri clienti per la loro comprensione, e le autorità ministeriali, con le quali collaboriamo da sempre, che ci hanno manifestato ancora una volta il loro appoggio durante questo periodo difficile”, ha poi concluso.Tutto lo staff di GLOBAL INDUSTRIE resta a disposizione per rispondere ad ogni eventuale dubbio e trattare le richieste specifiche. E’ quanto comunica Sébastien GILLET, Direttore del Salone

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Hewlett Packard Enterprise in campo per M’illumino di Meno

Posted by fidest press agency su lunedì, 9 marzo 2020

Hewlett Packard Enterprise Italia (HPE) risponde presente alla chiamata all’azione di Caterpillar e Radio2 e aderisce a M’illumino di Meno, Giornata del Risparmio Energetico e degli Stili di Vita Sostenibili.In linea con l’invito degli ideatori dell’iniziativa a piantare un albero, HPE ha previsto operazioni di piantumazione in due delle sue sedi in Italia. In particolare, verranno piantati 3 ulivi – simbolo di rinascita e di speranza in un momento così particolare come quello che il nostro Paese sta vivendo – nel parco della sede di Cernusco sul Naviglio, mentre nel giardino della sede di Roma Laurentina sarà piantato un leccio.Come sottolineato dai promotori nel lanciare l’edizione 2020 di M’illumino di Meno, gli alberi – “nutrendosi” di anidride carbonica, filtrando le sostanze inquinanti e prevenendo l’erosione – sono meravigliose macchine naturali contro il cambiamento climatico.La partecipazione all’iniziativa di Caterpillar e Radio2 rappresenta l’ultima di una lunga serie di attività che HPE mette da tempo in campo nel settore della sostenibilità, tra le quali la recente adesione a ITALIA IN CLASSE A, campagna nazionale promossa dal Ministero dello Sviluppo Economico e realizzata dall’Agenzia Nazionale per l’Efficienza Energetica dell’ENEA, finalizzata a promuovere un uso più consapevole ed efficiente dell’energia e accelerare il processo di transizione energetica nel nostro Paese.Come Opinion Leader per la campagna, HPE Italia è impegnata a promuovere e diffondere buone pratiche di efficienza energetica a diversi target e a diversi livelli, dai propri partner ai dipendenti, dai fornitori ai clienti.HPE ha accolto la sfide della sostenibilità facendone parte integrante del proprio business. D’altro canto, anche i clienti tengono sempre più conto dei criteri ambientali nelle loro decisioni di acquisto, come dimostra il fatto che lo scorso anno Hewlett Packard Enterprise ha ricevuto oltre 1.300 richieste di informazioni da parte di questi ultimi in merito ai propri standard ambientali e sociali.In risposta a queste richieste, i professionisti della sostenibilità HPE accompagnano i clienti nell’ottimizzazione delle soluzioni IT per aiutarli a raggiungere allo stesso tempo i propri obiettivi di business e quelli di sostenibilità.

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Copie documenti bancari: quanto e quando occorre pagare le spese?

Posted by fidest press agency su lunedì, 9 marzo 2020

L’art. 119, comma 4, del Testo Unico bancario attribuisce al cliente o colui che gli succede a qualunque titolo, come pure colui che subentra nell’amministrazione dei suoi beni, il diritto di ottenere a proprie spese entro un congruo termine e comunque non oltre novanta giorni, copia della documentazione inerente a singole operazioni poste in essere negli ultimi dieci anni.
Esiste una definizione di “costi di produzione” dell’Arbitro Bancario Finanziario (Decisione n. 7464/2015 ed altre), che considera tali i costi vivi affrontati dall’intermediario per lo svolgimento delle operazioni di recupero, riproduzione e spedizione del materiale. Nella Decisione si afferma pure che un costo fisso non appare rispettoso della normativa, perché non tiene conto del reale costo di produzione e consegna, che deve quindi essere valutato caso per caso.
Dal Provvedimento della Banca d’Italia 20/06/2012 “Disposizioni di trasparenza delle operazioni e dei servizi bancari e finanziari”, infatti, si evince che l’intermediario deve essere rimborsato dei soli costi vivi sostenuti per la ricerca e la produzione della documentazione. Costi evidentemente variabili in funzione del tipo e della struttura dei documenti, della loro data di formazione e, più in generale, delle attività necessarie per reperirli e riprodurli. Alla Sez. IV, par. 4 si specifica che “gli intermediari indicano al cliente, al momento della richiesta, il presumibile importo della relativa spesa”.Il costo deve essere indicato nei Fogli Informativi alla clientela. Le banche hanno l’abitudine di inserire nei fogli informativi, accanto ai corrispettivi stabiliti per la prestazione dei diversi servizi inerenti al rapporto di conto, la voce di costo riguardante “commissioni e spese” in misura fissa e predeterminata relative alle spese di copia nonché di ricerche in archivio.
Una simile collocazione, come anche la stessa intestazione della voce, sembra sottintendere che gli importi richiesti a tale titolo siano, almeno in parte, posti a remunerazione di un vero e proprio servizio reso nell’ambito del rapporto di conto intrattenuto con la clientela; ciò contrasta con la disciplina normativa che configura la pretesa alla documentazione come situazione giuridica finale e non strumentale, la quale, pur derivando dal contratto, è estranea alle obbligazioni tipiche costituenti lo specifico contenuto dello stesso.
Inoltre, non poche volte le banche preferiscono adottare un meccanismo forfettario di calcolo dei costi di produzione. La Decisione 2609/2017 dell’Abf, nel considerare ragionevole un costo di dieci euro, dispone però che detto costo debba essere riferito all’intero documento e non alle singole pagine che lo compongono. Tale disposto è fondamentale perché può essere utilizzato verso i tanti istituti che ancora oggi applicano un costo per ciascuna pagina prodotta.
I costi di spedizione si possono applicare, e nella misura esatta del costo, nel caso in cui i documenti siano effettivamente spediti. Nessun costo, invece, è dovuto per i documenti ritirati in agenzia.
Salvi casi manifesti di abuso nell’esercizio del diritto, infine, la banca non può condizionare il rilascio dei documenti al pagamento dei costi di produzione. Il cliente ha un diritto pieno all’informazione, e i documenti devono essere rilasciati previa la sola richiesta da parte dell’interessato. I documenti dovranno prima essere forniti al cliente, e successivamente la banca potrà addebitare il conto oppure chiedere al cliente il versamento della somma. (Anna D’Antuono, legale, consulente Aduc)

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L’Omceo Roma ha approvato un manifesto e un registro per chi esercita e applica l’Ozonoterapia

Posted by fidest press agency su lunedì, 9 marzo 2020

Ciò per tutelare tutti i medici e pazienti. L’iniziativa è finalizzata a chiarire tutti gli aspetti dell’Ozonoterapia come indicazione,evidenze scientifiche, formazione dei medici, efficacia e criticità. E’ il primo Ordine dei medici in Italia ad approvare queste linee di indirizzo e un registro per i medici che praticano l’ossigeno- ozonoterapia.Il documento è stato elaborato dall’Area Riabilitazione e Commissione Ossigeno Ozonoterapia interdisciplinare dell’Omceo di Roma Coordinati dal Consigliere Foad Aodi che è il promotore dell’iniziativa.”Un registro per chi esercita e applica l’ozonoterapia per tutelare tutti medici e pazienti. L’iniziativa intende chiarire tutti gli aspetti dell’ozonoterapia come indicazioni, evidenze scientifiche, formazione dei medici, efficacia e criticità. “In questi anni sull’ozonoterapia sono circolate notizie contrastanti. Allora in qualità di consigliere dell’Omceo Roma e coordinatore dell’Area di Riabilitazione- spiega Aodi – ho proposto di attivare una commissione di ozonoterapia interdisciplinare, formata da circa 23 specialisti di tutte le aree, per fare chiarezza su questo settore. E sono molto soddisfatto perchè in Italia e’ il primo ordine dei medici chirurgici e odontoiatri che istituisce un registro ed una commissione ad hoc sull’ozonoterapia”.Il registro, in particolare, ha tre finalità’. “Certificare la formazione dei medici che esercitano l’ozonoterapia- spiega Aodi, che e’ anche membro del registro esperti della Fnomceo- tutelare i medici stessi dalla medicina difensiva, sensibilizzare tramite una corretta formazione e informazione i pazienti”. L’ozonoterapia, fa sapere ancora il consigliere dell’Ordine dei Medici di Roma, e’ stata utilizzata per la prima volta in medicina estetica e ortopedia (in particolare per curare l’ernia del disco). “Molti miei pazienti che soffrono di patologie vertebrali e articolari – dice Aodi- mi chiedono se possono fare l’ozonoterapia. Personalmente sono aperto a qualsiasi metodica, anche perche’ si e’ visto che grazie alla riabilitazione qualificata in Italia compreso l’ozonoterapia c’e’ una riduzione di circa l’80% degli interventi chirurgici. Detto questo, quando serve un intervento, naturalmente, non si puo’ attendere”. L’appello che Aodi fa a tutti i medici e’ quindi di “essere aperti a questa metodica, rispettando ovviamente i limiti professionali: quando si vede che il paziente non migliora- sottolinea- bisogna inviarlo dallo specialista di riferimento.Conclude Aodi che ha promosso anche ,il 28.02 ,il primo convegno dell’Omceo di Roma su “Ossigeno ozonoterapia interdisciplinare Ieri ,Oggi e Domani” in collaborazione e partecipazione di tutti i membri della Commissione omonima dell’Omceo di Roma con Ecm.

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Emergenza Coronavirus e diritti dei viaggiatori

Posted by fidest press agency su lunedì, 9 marzo 2020

L’attuale emergenza sanitaria relativa alla diffusione del Coronavirus COVID-19 ha comportato l’adozione di provvedimenti da parte delle autorità nazionali e internazionali e di numerose misure restrittive e precauzionali che si stanno ripercuotendo notevolmente nel settore del turismo, costringendo o inducendo i viaggiatori a rinunciare o a modificare i propri viaggi. Le richieste che quotidianamente pervengono al Centro Europeo Consumatori Italia sono numerose ed hanno ad oggetto situazioni tra loro molto differenti, alle quali i consumatori non sempre riescono, autonomamente, a trovare risposte chiare ed immediate. “Voglio rinunciare al viaggio perché credo sia pericoloso, posso ottenere un rimborso? Abito nella zona rossa e non posso partire, come e a chi devo chiedere indietro i soldi del volo? Sono tanti gli interrogativi a cui in questi giorni siamo chiamati a rispondere; le fattispecie sono molteplici e complicate e comprendiamo le difficoltà dei viaggiatori e le loro preoccupazioni” dichiara Maria Pisanò, direttore del Centro Europeo Consumatori Italia, la quale precisa che “tuttavia non è possibile fornire risposte universalmente valide perché ogni situazione necessita di valutazioni specifiche”.“Districarsi fra le disposizioni normative emanate in condizioni di estrema necessità e urgenza può non essere semplice”; “per tale motivo”, afferma Monika Nardo, coordinatrice dell’ufficio di Bolzano, “il Centro Europeo Consumatori Italia pubblica, sul proprio sito, un documento contenente le risposte alle domande più ricorrenti, al fine di facilitare l’individuazione del rimedio esperibile per ciascuna delle situazioni che attualmente possono verificarsi anche in applicazione del Decreto-Legge 2 marzo 2020 n.9 recante misure urgenti di sostegno per famiglie, lavoratori e imprese connesse all’emergenza epidemiologica da COVID-19”.

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“Musumeci blocchi i prezzi dei prodotti agricoli e tuteli la salute dei siciliani”

Posted by fidest press agency su lunedì, 9 marzo 2020

Palermo.”Il Governo Musumeci blocchi subito i prezzi dei prodotti agricoli, come ha fatto il Governo spagnolo, così tutelerà l’agricoltura e la salute dei siciliani”. L’appello è di Franco Calderone, responsabile in Sicilia del Movimento 24 Agosto per l’Equità territoriale, movimento fondato dal giornalista e scrittore meridionalista, Pino Aprile.
“Nei giorni scorsi il governo spagnolo ha varato questa misura per risollevare le sorti dei suoi agricoltori. In pratica, in Spagna, si potranno sempre importare prodotti che arrivano da ogni parte del mondo ma, – sottolinea Calderone- non potranno più essere rivenduti a prezzi inferiori al costo di produzione degli stessi prodotti agricoli spagnoli. Un provvedimento chiesto a gran voce dai sindacati degli agricoltori che adesso tirano un sospiro di sollievo”. “Per la Sicilia- dichiara il responsabile del Movimento per l’equità territoriale- sarebbe un toccasana, sia per gli agricoltori che non rimarrebbero più schiacciati dalla concorrenza dei prodotti esteri, sia per i cittadini siciliani che, dinnanzi ad una parità di prezzi, sceglierebbero di comprare prodotti locali, rinunciando a tutta quella merce che arriva da ogni dove e che rappresenta un rischio per la salute”.”Sappiamo, ad esempio, -osserva Calderone – che tanti siciliani acquistano frutta estiva africana perché molti agricoltori siciliani non hanno alcuna convenienza a coltivarla perché dovrebbero venderla sotto costo. Lo stesso vale per gli agrumi e per tutto quello di cui ci nutriamo. La Spagna ha detto basta e anche noi dobbiamo farlo per la nostra salute e per la nostra agricoltura “.
“Il Governo Musumeci ha l’occasione di dimostrare che, al di là delle chiacchiere, ha veramente a cuore l’agricoltura e la salute dei siciliani. Quello che è certo- chiosa Calderone- è che il Movimento 24 Agosto per l’equità territoriale metterà al centro della propria azione politica il rilancio delle aziende agricole che, tornando a produrre reddito, creeranno occupazione. Misure come il reddito di cittadinanza non avrebbero più motivo di esistere”.

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Istat: vendite non alimentari gennaio -04% su mese

Posted by fidest press agency su lunedì, 9 marzo 2020

Secondo i dati Istat resi noti oggi, a gennaio le vendite in valore restano stabili rispetto a dicembre, ma quelle non alimentari scendono dello 0,4%.”Fallimento saldi! Nemmeno le vendite di fine stagione, che di solito fanno da traino, risollevano il settore del commercio che registra una variazione nulla su dicembre. Non solo le vendite non alimentari scendono dello 0,4% su base mensile, ma le calzature sono solo al terzo posto dei rialzi su base annua, mentre l’abbigliamento è addirittura in quart’ultima posizione, con un misero +0,9%” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori. (Mauro Antonelli)

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Chiusi tutti i centri anziani sul territorio di Roma Capitale fino al 15 marzo

Posted by fidest press agency su lunedì, 9 marzo 2020

Roma Nell’ambito delle misure per il contrasto del diffondersi del virus COVID-19, è stata predisposta la chiusura temporanea di tutti i Centri Anziani sul territorio di Roma Capitale al fine di provvedere ai capillari interventi di sanificazione degli ambienti dove si svolgono le attività dei Centri stessi.Il Presidente del Consiglio dei Ministri, con decreto emesso in data 4 marzo 2020, ha individuato nelle persone più anziane una delle fasce di popolazione a maggior rischio e con maggior bisogno di tutela. Si è ritenuto dunque necessario attivare idonee misure straordinarie di limitazione delle attività. L’Amministrazione Capitolina ha disposto di incaricare tutti i Municipi capitolini di provvedere a comunicare l’ordinanza a ciascun Coordinatore municipale a tutti i Presidenti dei Centri Sociali Anziani presenti sul territorio.

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La spesa alimentare a domicilio conquista gli italiani

Posted by fidest press agency su lunedì, 9 marzo 2020

Alimentari a domicilio per affrontare i disagi dovuti alle misure di contenimento del Coronavirus. Una modalità che sempre più italiani preferiscono per evitare di doversi recare al supermercato, scegliendo la comodità della consegna a casa. Ma con tutte le dovute misure di sicurezza. Lo testimonia il caso di Bofrost, colosso dei surgelati porta a porta: l’azienda, che ha sede a San Vito al Tagliamento (PN) e filiali in tutta Italia, sta vivendo un forte incremento degli ordini, in particolare online: «A partire da domenica 23 febbraio gli ordini online sul nostro sito e sulla nostra app sono aumentati in media del 100% ogni giorno – spiega l’amministratore delegato di Bofrost Italia Gianluca Tesolin – e prevediamo che questa tendenza proseguirà fino a quando la situazione non tornerà alla normalità, rafforzata anche dalla recente raccomandazione di non uscire di casa rivolta in tutta Italia agli over 65, che rappresentano una fascia di clientela importante per Bofrost».In particolare è stata utilizzata molto la app Bofrost che ha consentito un ulteriore canale di comunicazione diretta e immediata tra i venditori Bofrost e i loro clienti con la possibilità di prenotare in anticipo la propria spesa. Il canale e-commerce si affianca ai canali tradizionali Bofrost quali la visita del venditore oppure l’ordine telefonico, che hanno visto un incremento delle richieste in particolare nelle regioni più colpite dalla crisi.«In questi momenti la relazione di fiducia tra venditori e clienti è fondamentale – continua Tesolin –. Per questo ci siamo attrezzati per far fronte alle richieste e garantire un servizio che per molti si sta rivelando essenziale, in tutta sicurezza».Bofrost serve con i suoi prodotti oltre un milione di famiglie italiane con circa 2.000 venditori che, su tutto il territorio nazionale, consegnano i surgelati a domicilio spostandosi con i mezzi refrigerati in dotazione all’azienda. «Con il diffondersi dei primi timori per il Coronavirus – continua Tesolin – i clienti hanno iniziato a contattarci per sapere se avremmo continuato ad assicurare il servizio, cosa che abbiamo fatto con continuità e adottando tutte le opportune misure di sicurezza a tutela sia dei clienti, sia del nostro personale. Tutti i venditori Bofrost hanno ricevuto precise indicazioni che seguono le raccomandazioni sanitarie emanate in questi giorni e sono stati muniti di mascherina protettiva, guanti e disinfettanti per le mani che utilizzano a ogni consegna».

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Il gap nelle retribuzioni uomo-donna dev’essere azzerato

Posted by fidest press agency su lunedì, 9 marzo 2020

«In Italia c’è una differenza di genere nei salari del 10%, 2.700 euro lordi, a sfavore delle donne (dati Osservatorio JobPricing 2019). Azzerare questo gap dev’essere una priorità. La Giornata Internazionale della Donna è un’occasione per ricordarlo una volta di più, ma su questo tema bisogna impegnarsi sempre: oltre a essere un’ingiustizia e una questione di dignità delle persone, la mancanza di pari opportunità fra uomini e donne nel mercato del lavoro penalizza i talenti ed è un fattore di arretratezza che pesa su tutta la nostra economia. Sono invece orgoglioso di dire che,nel settore della vendita a domicilio, il lavoro delle donne viene pienamente valorizzato: nelle aziende di Univendita la componente femminile è pari al 91% e le oltre 144mila incaricate svolgono un lavoro meritocratico al 100%, in cui tutti hanno le stesse possibilità di realizzazione e di guadagno perché i risultati sono direttamente commisurati all’impegno. Non solo, la vendita a domicilio offre interessanti percorsi di crescita professionale a tutti e,per le donne impegnate nella cura della famiglia, comporta un ulteriore vantaggio: essendo un’attività che si può organizzare in autonomia, consente di conciliare lavita professionale con gli impegni personali e familiari. Ricordo che, per il 2020, le aziende di Univendita offrono 23mila opportunità a chi cerca un lavoro solido, flessibile e meritocratico».

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L’emergenza sanitaria provoca la crisi del mercato del libro

Posted by fidest press agency su lunedì, 9 marzo 2020

Meno 25 per cento in media, con punte del 50 per cento e oltre in Lombardia, Veneto ed Emilia. Questa la prima fotografia dell’impatto dell’emergenza sanitaria da Coronavirus sul mondo e sul mercato del libro. “Sono dati che parlano da soli e che disegnano un quadro che non sapremmo definire altro che di crisi, grave e profonda – ha dichiarato il presidente dell’Associazione Italiana Editori (AIE), Ricardo Franco Levi-. Profonda perché tocca tutti, dagli autori e dagli editori sino ai punti vendita finali. E grave, non solo per i primi dati sulle vendite, ma per le onde lunghe, oggi largamente imprevedibili e che, se non contrastate, potrebbero seguire: calo dei consumi, delle prenotazioni, delle tirature, delle novità. Con un impatto pesante sulla lettura, vera e costante emergenza nazionale”.Convocato per una riunione straordinaria, il Comitato di Presidenza di AIE, in rappresentanza di tutte le componenti dell’Associazione – editori grandi e piccoli, di libri di varia, di libri per la scuola, dell’università e del professionale – ha deliberato di presentare con urgenza al Governo lo stato di gravissima sofferenza del settore: “Guardando ai lettori, ai consumatori, alle famiglie ancor prima che alle proprie aziende, nello spirito di coesione nazionale richiamato e auspicato dal Presidente Mattarella, l’Associazione Italiana Editori – prosegue il presidente Levi – chiede che vengano posti in cima alla lista delle misure da adottare con urgenza la detrazione fiscale degli acquisti dei libri, la ricostituzione della dotazione originaria della carta cultura per i giovani (la cosiddetta 18App), un rafforzamento del fondo destinato alle famiglie bisognose per l’acquisto dei testi scolastici fermo da vent’anni alla cifra di 103 milioni di euro”.“A nome e in rappresentanza delle imprese editoriali, AIE chiede inoltre che per tutto il mondo produttivo e, dunque, in forma universale e senza distinzione di settori o di aree geografiche, si adottino inoltre – continua Levi – con altrettanta urgenza strumenti per contrastare i prevedibili contraccolpi sulla liquidità delle aziende con la sospensione degli obblighi contributivi e per consentire una più sostenibile ed equa gestione del personale, utilizzando altresì la leva fiscale o altre misure di sostegno”.“Infine AIE – prosegue il presidente -, chiede con urgenza alle autorità pubbliche indicazioni precise sulla possibilità di partecipazione alle fiere del libro e dei festival letterari, strumento fondamentale di promozione industriale e culturale del libro, ma nel rispetto del dovere di contribuire alla tutela della salute delle proprie aziende e della società nazionale. La situazione attuale, che già oggi prevede un’agenda completamente stravolta per editori e scrittori, costituisce un motivo di grave difficoltà. In un momento in cui si rende necessaria tutta l’attenzione al profilo economico della nostra attività è infatti fondamentale per ridurre gli sprechi poter conoscere con un congruo anticipo il destino delle fiere e degli eventi letterari previsti in agenda e forme di tutela per le organizzazioni che investono in questi eventi”. “Al centro di queste irrinunciabili misure non è solo un settore produttivo ma davvero – conclude – il futuro culturale del Paese e l’impatto ulteriore sulla lettura come strumento di crescita”.

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Commercio al dettaglio nel mese di gennaio

Posted by fidest press agency su lunedì, 9 marzo 2020

L’Istat ha appena pubblicato i dati relativi al commercio a dettaglio nel mese di gennaio: per le vendite al dettaglio si stima una variazione nulla in valore e un impercettibile incremento (+0,1%) in termini di volume rispetto a dicembre 2019, mentre su base tendenziale l’aumento è del +1,4% in valore e del +1,3% in volume. Da segnalare l’aumento, già registrato nelle precedenti rilevazioni, del commercio elettronico, che fa registrare una crescita del +15,8% su base tendenziale e che si conferma una modalità di acquisto sempre più popolare tra gli utenti. Ancora una volta però risultano in flessione (-0,2%) le vendite dei piccoli negozi: si tratta di un segnale particolarmente allarmante, che dimostra come la crisi dei piccoli esercizi, purtroppo, non sia in via di risoluzione.“I segnali positivi sono ancora troppo timidi e confermano una condizione di instabilità della nostra economia. I dati sono altalenanti e subiscono variazioni, anche significative, con grande facilità: si tratta di un andamento che dimostra che la strada per una ripresa stabile, purtroppo, è ancora lunga” – afferma Emilio Viafora, Presidente Federconsumatori. Inoltre l’intero sistema economico e produttivo inizia a fare i conti con la diffusione del coronavirus e quindi a pagare le conseguenze di questa grave situazione. In un momento tanto difficile per il Paese Governo e parti sociali devono impegnarsi in uno sforzo congiunto per superare questa fase, limitando le ripercussioni sul piano produttivo e occupazionale. Oltre al rispetto delle misure di contenimento del rischio sanitario, è fondamentale mettere in atto forme di sostegno al sistema economico, attraverso un rilancio degli investimenti per ricerca, sviluppo e innovazione.

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Coronavirus: si attiva la politica economica

Posted by fidest press agency su lunedì, 9 marzo 2020

A cura di Marco Piersimoni, Senior Portfolio Manager di Pictet Asset Management. Con la diffusione a livello globale dell’epidemia di COVID-19, nelle ultime settimane stiamo vivendo un contesto di mercato estremamente fluido, con bruschi movimenti anche all’interno delle singole sedute: durante la settimana del 24-28 febbraio la volatilità infragiornaliera è stata paragonabile quella registrata dopo il crac di Lehman.Fluido è anche il flusso di notizie: ad arricchire lo scenario negli ultimi giorni si èattivata la macchina della politica economica, sia monetaria che fiscale.I Governatori delle banche centrali e Ministri delle Finanze dei Paesi del G7 hanno affermato un’unità di intenti nell’adozione di tutte le contromisure necessarie per sostenere l’economia globale.Nel comunicato del G7 è stata inoltre richiamata dopo tanto tempo quella cooperazione internazionale, tanto trascurata nel marasma delle tensioni commerciali degli ultimi anni, che al meeting del G20 di Toronto nell’aprile del 2009 era stata capace di risollevare le speranze dei mercati circa la possibilità che il peggio fosse alle spalle.A questa dichiarazione di intenti hanno fatto subito seguito i fatti, anche sorprendentemente per la tempistica. Adottando una misura d’emergenza, la Fed ha anticipato il meeting previsto tra due settimane e ha deciso di tagliare i tassi di riferimento di 50 punti base. Una mossa che ha avuto l’effetto indesiderato di spaventare i mercati: il timore è che tutta questa tempestività si giustifichi con un’interpretazione a tinte fosche dello scenario macroeconomico da parte della Fed, se non con il fatto che la Fed stessa abbia addirittura a disposizione informazioni molto più preoccupanti di quelle pubblicamente disponibili.
Il sentiero di stimolo monetario atteso dagli operatori di mercato prevede altri 3 tagli dei tassi nel 2020 (pari a 75 punti base). Tagli che, sulla base del comportamento della Fed nel corso degli altri cicli di allentamento monetario (in media pari a 550 punti base), potrebbero essere accompagnati da una nuova fase di quantitative easing. Appare evidente, in ogni caso, che alla banca centrale americana non manca spazio di manovra.Al contrario, la BCE sembra avere le mani legate. Con i tassi già abbondantemente sotto zero (con tutti gli effetti negativi per il sistema che ne conseguono) e gli ostacoli politici a un nuovo QE creati dal meccanismo della capital key, le munizioni rimaste a disposizione paiono limitate. L’opzione più facilmente percorribile è ad oggi quella di una riattivazione del programma di TLTRO, magari mirato per piccole e medie imprese. Più azzardato sarebbe un eventuale programma di acquisto di obbligazioni bancarie, per le quali sorgerebbe un conflitto di interessi non banale, essendo la BCE l’istituto di vigilanza di ultima istanza per il sistema bancario della regione. Paradossalmente, l’acquisto di azioni delle società dell’eurozona sembra essere più plausibile nel caso di un aggravamento della situazione.Sul fronte della politica fiscale, il primo intervento, in ordine di tempo, è stato quello del Fondo Monetario Internazionale, disponibile ad aprire linee di credito per 50 miliardi di dollari per i Paesi colpiti dall’epidemia di Coronavirus, utilizzabile soprattutto dai Paesi emergenti. Negli Stati Uniti, la Camera dei Deputati, controllata dai Democratici, ha approvato un piano straordinario di spesa pari a $ 7,8 miliardi, per far fronte all’emergenza generata dal COVID-19; il Senato, controllato invece dai Repubblicani, non avrà problemi a ratificare questa spesa.In sintesi, la politica economica sta lanciando i primi segnali di reazione al rallentamento economico causato dalla crisi sanitaria mondiale, e lo fa in modo concertato e coordinato a livello globale. Lo scenario di rischio principale è avere una diffusione molto rapida dell’epidemia negli USA: eventuali limitazioni all’attività economica che implichino un rallentamento dei consumi in USA farebbe precipitare ulteriormente la situazione.

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Libro. Sylviane Agacinski: L’uomo disincarnato

Posted by fidest press agency su lunedì, 9 marzo 2020

«L’uomo è entrato nell’epoca della sua riproducibilità tecnica». Parafrasando la celebre affermazione di Walter Benjamin a proposito dell’opera d’arte, Sylviane Agacinski interroga, in questo agile pamphlet, ciò che è oggi ovunque dinanzi ai nostri occhi: la riproducibilità tecnica del corpo umano. Riproducibilità annunciata con clamore dalle due religioni del nostro tempo: la potenza tecno-scientifica e la dottrina ultraliberale. L’assalto al corpo carnale per conquistare il cielo del corpo fabbricato è cominciato da tempo, e ha per oggetto due delle facoltà supreme della specie umana: la procreazione e la maternità. La fecondazione assistita, concepita non più come rimedio all’infertilità della coppia, ma come mera riproduzione tecnica della vita, ha aperto la strada all’«uso mercantile della potenza procreativa delle donne e del suo frutto, i bambini». In attesa della macchina chiamata Utero Artificiale (UA), nell’epoca del «mercato totale» in cui ogni individuo è libero di sottoporre a contrattazione tutto, persino il corpo umano, «senza che le leggi interferiscano», è il ventre delle donne a essere, con la «maternità surrogata», oggetto di compravendita, ed è il diritto al bambino, e non più il diritto del bambino a non essere trattato come una proprietà alienabile, la Legge. Al di là delle illusorie credenze che l’accompagnano – l’idea, ad esempio, che una libera sessualità, affrancata da ogni carnalità, possa superare la differenza tra i sessi – questa Legge in cui nulla è sottratto al mercato rappresenta, per Sylviane Agacinski, un pericolo senza pari per la dignità del vivente, un pericolo che va contrastato con la forza di leggi che garantiscano il rispetto dell’integrità morale e fisica di ogni essere umano.
Collana: Piccola Biblioteca Pagine: 96 Tradotto da: Giorgia Visentin Introduzione di: Francesca Izzo Prezzo: €12,00
Sylviane Agacinski (Nades, 1945) è una scrittrice, giornalista e filosofa francese. Ottiene nel 1991 la cattedra come ricercatrice, che occupa a tutt’oggi, presso l’École des Hautes Études en Sciences Sociales di Parigi. È autrice di sette libri e numerosi articoli, principalmente incentrati sul problema del rapporto tra i sessi.

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